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“Per semplificare gli appalti valorizzare le Stazioni Uniche delle Province”

L' UPI in Audizione al Senato sul il Disegno di Legge delega sulla revisione dei Contratti pubblici

Audizioni, In evidenza, Le Province al servizio dei Comuni, Sviluppo Economico    21/10/2021

 

Semplificare le procedure della disciplina sui contratti pubblici, ridurre il numero delle stazioni appaltanti, qualificando le strutture delle Province e delle Città metropolitane. Queste le finalità che deve avere il Disegno di Legge delega sulla revisione dei Contratti pubblici per l’UPI espresse dal Vicepresidente dell’Associazione delle Province Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso, in audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato.

“Uno dei passaggi essenziali per l’attuazione delle direttive europee sugli appalti pubblici – ha sottolineato Marcon  – è la creazione di un sistema più strutturato e qualificato di stazioni appaltanti pubbliche. Ad oggi 53 Province delle 76 delle Regioni a Statuto Ordinario hanno attivato il servizio di Stazione Unica Appaltante, e sono oltre 1.500 i Comuni che hanno aderito ad una SUA Provinciale per un totale di gare svolte nel 2020, in piena pandemia e con tutte le limitazioni imposte dalle restrizioni sanitarie, pari a oltre 1.800 per un importo di più di 2 miliardi  e 100 milioni. E’ un esempio di buona amministrazione che va valorizzata, attraverso un’indicazione chiara del legislatore con la  qualificazione di diritto delle stazioni appaltanti delle Province e delle Città metropolitane. E’ chiaro – ha poi concluso il Vicepresidente UPI – che questa scelta deve essere accompagnata dal rafforzamento della capacità amministrativa e strutture tecniche in ambito provinciale e metropolitano necessarie per progettare, aggiudicare, realizzare gli appalti.  Veri e propri Centri di competenza per l’innovazione che mettano in rete e a disposizione di tutti gli enti locali piattaforme tecnologiche e servizi in grado di favorire la raccolta dei fabbisogni e la digitalizzazione dei processi di programmazione, gestione, esecuzione e monitoraggio degli appalti e degli investimenti pubblici locali, promuovendo processi di cooperazione e di trasformazione digitale di tutto il sistema di governo locale”.

Le buone pratiche

La Provincia di Treviso dedica al servizio di stazione appaltante un numero elevato di funzionari (15) e serve gran parte dei Comuni del territorio (89 Comuni su 94). La Provincia, inoltre, ha visto crescere negli ultimi anni il numero di enti serviti, anche dopo il d.l. “Sblocca cantieri” (da 97 a 108) e tra questi ci sono anche altri enti, diversi dai Comuni, che hanno deciso di utilizzare i servizi della Provincia. La stazione appaltante fornisce supporto in moltissime fasi della contrattazione pubblica attraverso servizi di assistenza nelle fasi di aggiudicazione, di programmazione, di progettazione (degli acquisti o dei lavori), di definizione del bando e, infine, di stipula del contratto. Il numero delle gare e l’importo delle stesse, infine, è rimasto costante nel tempo. Le gare sono state 70 nel 2018, 62 nel 2019, 55 nel 2020 per un importo pari a circa 58 milioni di euro nel 2018, 68 euro nel 2019 e 50 nel 2020. Le gare hanno riguardato appalti di lavori e servizi di progettazione (con una media di 31 gare all’anno) e l’acquisizione di beni e servizi (con una media di 36 gare all’anno).

Le Province di Monza e Brianza, di Como e di Piacenza presentano modelli di stazione appaltante molto simili, con un numero di funzionari dedicato pari a 9 (tranne Como che ne dedica 29) e la capacità di fornire servizi di assistenza in fase di aggiudicazione, di progettazione (degli acquisti o dei lavori), di definizione del bando e anche di contenzioso (tranne la Provincia di Piacenza). La Provincia di Monza offre anche servizi di assistenza in fase di programmazione. Le stazioni appaltanti servono, inoltre, un numero elevato di Comuni del territorio e hanno visto il numero delle gare e la quantità degli importi essere costanti nel tempo.

La Provincia di Frosinone nonostante abbia dedicato un numero minore di funzionari alla stazione appaltante (ma è anche una Provincia più piccola in termini di funzionari disponibili) offre molti servizi di assistenza durante l’attività negoziale, in particolare in fase di aggiudicazione, di progettazione (degli acquisti o dei lavori), di definizione del bando e anche di contenzioso. La stazione appaltante, inoltre, ha visto aumentare il numero dei Comuni serviti, anche dopo il d.l. “Sblocca cantieri” (da 35 a 42 su 91 Comuni) e crescere il numero delle gare e degli importi.

Nel link il documento consegnato alla Commissione Documento UPI Audizione Commissione Lavori pubblici Senato 21 ottobre 2021



Redattore: Barbara Perluigi
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