Categoria: Ambiente e Territorio

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Maltempo: tempestivi interventi Provincia di Catanzaro

“Vista l’ondata di maltempo che si è abbattuta su gran parte del territorio della provincia, nella giornata di ieri, ci tengo particolarmente a congratularmi per il tempismo e per l’energia con cui il settore Viabilità, guidato da Floriano Siniscalco, ha gestito l’emergenza. Mi sento di esprimere un grande ringraziamento a tutto l’ufficio tecnico che gode del coordinamento dagli ingegneri Iiritano e Coppola, ringrazio tutti i geometri che svolgono il ruolo di capo reparto, a tutti i cantonieri e i capo cantonieri, i quali, nonostante il momento di difficoltà creato dal dilagarsi della pandemia, non hanno esitato ad affrontare con la massima serietà e responsabilità questa ondata di maltempo che ha causato diversi piccoli disagi sul nostro territorio.

Sono tanti gli amministratori e i cittadini che hanno avuto modo di apprezzare la tempestività con cui si è operato e la volontà della Provincia di intervenire nonostante le ristrettezze economiche con cui bisogna fare i conti. Continua incessante il lavoro sul territorio provinciale da parte dell’Amministrazione, un ringraziamento speciale va al presidente Sergio Abramo che non fa mai mancare il suo autorevole contributo. Il nostro primo obiettivo rimane sempre quello di servire al meglio i territori di nostra competenza e le esigenze dei cittadini e abbiamo la fortuna di poter contare su una grande squadra di professionisti e di tecnici che occupano meritevolmente gli uffici di Palazzo di Vetro”.

Lo dichiara il vicepresidente della Provincia di Catanzaro Antonio Montuoro:

Maltempo: situzione critica nella Provincia di Teramo

Decine gli interventi che si susseguono da stanotte a causa delle conseguenze del maltempo e delle pioggie incessanti e copiose che fino a questa mattina hanno interessato il territorio della provincia di Teramo. La situazione è in evoluzione, anche le strade interrotte da frane e smottamenti potrebbero essere riaperte nel corso della giornata.
Al momento segnaliamo le situazioni più critiche:
Provinciale 19 Comune di TEramo località Osservatorio Collurania: sfondamento sede stradale
Provinciale 19 Comune di Castellalto, frana di monte
provinciale 24/c Comune di Castellalto, frana di monte ostruisce carreggiata – strada chiusa –
provinciale 25/a in prossimità zona industriale Castellalto, allagamento sede stradale
provinciale 27 Atri, zona Casoli e San Rocco frane e smottamenti
provinciale 23 fra Castellato e Cellino, frana
provinciale 22/e  località Mosciano sottopasso allagato
provinciale 25 località Castelbasso comune di Castellalto, frane diffuse
provinciale 18 comune di Teramo fra Piano d’Accio e Nepezzano, frana
provinciale 19/a comune di Teramo fra Miano e ss 150, caduta massi
provinciale 49 comune di Valle Castellana località Sella Ciarelli, caduta massi
provinciale 42 comune di Roseto, località San Giorgio e Santa Lucia
provinciale 48 comune di Torricella, località Santo Stefano smottamento stradale
provinciale 16 comune di Bellante scende in Vibrata, smottamenti
Una situazione in continuo aggiornamento – come specifica il presidente Diego Di Bonaventura – dTerai Sindaci stanno arrivando in queste ore diverse segnalazioni ma stiamo intervenendo in tutte le situazioni anche grazie alla lungimiranza e alla copertura del Piano Neve che ha contrattualizzato decine di ditte attive e disponibili su tutti e quattro i nuclei stradali della provincia. Con il loro prezioso supporto possiamo garantire la copertura di tutti gli interventi in questa emergenza nell’emergenza: dobbiamo ringraziare dipendenti, operai e imprese che sono sul campo in questa situazione molto difficile e che operano da questa notte senza sosta. Noi ci siamo voi state a casa, è proprio il caso di dirlo.”

Maltempo: situzione critica nella Provincia di Teramo

Decine gli interventi che si susseguono da stanotte a causa delle conseguenze del maltempo e delle pioggie incessanti e copiose che fino a questa mattina hanno interessato il territorio della provincia di Teramo. La situazione è in evoluzione, anche le strade interrotte da frane e smottamenti potrebbero essere riaperte nel corso della giornata.
Al momento segnaliamo le situazioni più critiche:
Provinciale 19 Comune di TEramo località Osservatorio Collurania: sfondamento sede stradale
Provinciale 19 Comune di Castellalto, frana di monte
provinciale 24/c Comune di Castellalto, frana di monte ostruisce carreggiata – strada chiusa –
provinciale 25/a in prossimità zona industriale Castellalto, allagamento sede stradale
provinciale 27 Atri, zona Casoli e San Rocco frane e smottamenti
provinciale 23 fra Castellato e Cellino, frana
provinciale 22/e  località Mosciano sottopasso allagato
provinciale 25 località Castelbasso comune di Castellalto, frane diffuse
provinciale 18 comune di Teramo fra Piano d’Accio e Nepezzano, frana
provinciale 19/a comune di Teramo fra Miano e ss 150, caduta massi
provinciale 49 comune di Valle Castellana località Sella Ciarelli, caduta massi
provinciale 42 comune di Roseto, località San Giorgio e Santa Lucia
provinciale 48 comune di Torricella, località Santo Stefano smottamento stradale
provinciale 16 comune di Bellante scende in Vibrata, smottamenti
Una situazione in continuo aggiornamento – come specifica il presidente Diego Di Bonaventura – dTerai Sindaci stanno arrivando in queste ore diverse segnalazioni ma stiamo intervenendo in tutte le situazioni anche grazie alla lungimiranza e alla copertura del Piano Neve che ha contrattualizzato decine di ditte attive e disponibili su tutti e quattro i nuclei stradali della provincia. Con il loro prezioso supporto possiamo garantire la copertura di tutti gli interventi in questa emergenza nell’emergenza: dobbiamo ringraziare dipendenti, operai e imprese che sono sul campo in questa situazione molto difficile e che operano da questa notte senza sosta. Noi ci siamo voi state a casa, è proprio il caso di dirlo.”

Cinghiali: le indicazioni della Provincia di Ancona

La presenza dei cinghiali  è una problematica sempre più ampia, sentita e grave. La Polizia Provinciale della Provincia di Ancona è, a tal proposito, sempre più impegnata in area rurale e montana, con l’effettuazione di interventi di controllo della specie in attuazione delle vigenti norme nazionali e regionali.

 

“Inoltre, da anni, la Provincia di Ancona provvede sistematicamente, tramite ditta specializzata, alla gestione di animali investiti nelle strade provinciali nel rispetto delle norme igienico sanitarie – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Pierfrancesco Gambelli – È importantissimo essere consapevoli che le carcasse dei cinghiali, e di altri ungulati rinvenute morte a seguito di incidenti o per cause non note non possono essere in nessun modo avviate al consumo umano, in quanto non sottoposte ai controlli sanitari obbligatori”.

 

Tra le altre attività messe in atto, la Polizia Provinciale di Ancona, negli ultimi mesi, ha intensificato anche la vigilanza sulla caccia al cinghiale in area montana, finalizzata soprattutto alla verifica delle condizioni di sicurezza e sul trasporto delle armi. Durante le operazioni sono stati effettuati decine di controlli ed elevate numerose sanzioni per violazioni al codice della strada e delle norme in materia venatoria. 

 

“Si ricorda che tutte le irregolarità saranno trasmesse agli organi di Pubblica Sicurezza per l’applicazione di eventuali provvedimenti disciplinari.

I controlli continueranno quotidianamente anche dopo la chiusura della stagione venatoria, per prevenire per quanto possibile, comportamenti potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità – continua il Comandante Gambelli – In considerazione delle caratteristiche delle armi in uso, si raccomanda a tutti gli utenti, l’assoluto rispetto delle norme di sicurezza e di usare tutte le precauzioni del caso nel maneggio, uso e trasporto delle armi legalmente utilizzate”.

 

 

Cinghiali: le indicazioni della Provincia di Ancona

La presenza dei cinghiali  è una problematica sempre più ampia, sentita e grave. La Polizia Provinciale della Provincia di Ancona è, a tal proposito, sempre più impegnata in area rurale e montana, con l’effettuazione di interventi di controllo della specie in attuazione delle vigenti norme nazionali e regionali.

 

“Inoltre, da anni, la Provincia di Ancona provvede sistematicamente, tramite ditta specializzata, alla gestione di animali investiti nelle strade provinciali nel rispetto delle norme igienico sanitarie – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Pierfrancesco Gambelli – È importantissimo essere consapevoli che le carcasse dei cinghiali, e di altri ungulati rinvenute morte a seguito di incidenti o per cause non note non possono essere in nessun modo avviate al consumo umano, in quanto non sottoposte ai controlli sanitari obbligatori”.

 

Tra le altre attività messe in atto, la Polizia Provinciale di Ancona, negli ultimi mesi, ha intensificato anche la vigilanza sulla caccia al cinghiale in area montana, finalizzata soprattutto alla verifica delle condizioni di sicurezza e sul trasporto delle armi. Durante le operazioni sono stati effettuati decine di controlli ed elevate numerose sanzioni per violazioni al codice della strada e delle norme in materia venatoria. 

 

“Si ricorda che tutte le irregolarità saranno trasmesse agli organi di Pubblica Sicurezza per l’applicazione di eventuali provvedimenti disciplinari.

I controlli continueranno quotidianamente anche dopo la chiusura della stagione venatoria, per prevenire per quanto possibile, comportamenti potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità – continua il Comandante Gambelli – In considerazione delle caratteristiche delle armi in uso, si raccomanda a tutti gli utenti, l’assoluto rispetto delle norme di sicurezza e di usare tutte le precauzioni del caso nel maneggio, uso e trasporto delle armi legalmente utilizzate”.

 

 

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Il drone della Provincia di Novara per i controlli sul territorio

E’ stato ribattezzato “Maverick” il drone della Provincia di Novara che questa mattina ha
ufficialmente spiccato il suo primo volo di ricognizione nelle campagne di Barengo, nei pressi del
castello di Proh.
Oltre ai tecnici del Settore della Polizia provinciale erano presenti il presidente Federico Binatti e i
consiglieri delegati alla Polizia provinciale Andrea Bricco, alla Caccia e Pesca Maurizio Nieli e alla
Viabilità Marzia Vicenzi, <<i tre settori – spiegano gli amministratori – che godranno
principalmente del lavoro di “Maverick”, dal momento che il suo utilizzo è finalizzato alle attività
di prevenzione e al controllo di varie criticità del nostro territorio delle quali si occupano gli agenti
della Polizia provinciale e i volontari delle Guardie ecologiche venatorie e ittiche. In breve tempo
avremo dunque preziose informazioni rispetto a problematiche che vanno dalle discariche abusive,
al monitoraggio delle attività di escavazione, alla presenza e ai danni arrecati dai cinghiali, allo stato
dei ponti e degli alvei di fiumi e torrenti, alle situazioni emergenziali che spesso devono affrontare
anche i volontari del Coordinamento provinciale della Protezione civile. Insomma, il drone è uno
strumento che riteniamo un prezioso alleato a supporto delle azioni di tutela dell’ambiente e anche
della sicurezza dei cittadini>>.
“Maverick” è un’apparecchiatura di ultima generazione: si tratta di un “Phantom 4 Advanced”, tra i
modelli più performanti in commercio, con un’autonomia di volo di circa mezz’ora, in grado di
raggiungere la velocità massima di 57,6 chilometri orari, con un raggio d’azione di 3,5 chilometri e
dotato di fotocamera da dodici megapixel in grado di realizzare filmati e scattare fino a cinquanta
fotogrammi al secondo.
<<Le immagini – spiegano i tecnici – sono ad altissima definizione. Vero che questo genere di
apparecchiature possono arrivare fino a cinquemila metri di altezza, ma è anche vero che i piani di
volo devono sempre rispondere alle disposizioni zonali dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, al
quale la Provincia si è rivolta per il rilascio dell’autorizzazione del drone e per formare il proprio
personale all’uso di questo strumento>>.
Il presidente Binatti rimarca il fatto che la nostra Provincia sia stata <<tra le prime a livello
nazionale a dotarsi di questa apparecchiature: siamo orgogliosi del fatto che il nostro esempio sia
stato seguito anche da altre realtà. L’uso della moderna tecnologia rappresenta sicuramente un plus
del quale si dovrebbe approfittare, perché questi mezzi contribuiscono a migliorare, in maniera
concreta e sicura, il servizio e la presenza sul territorio>>

L’investimento dell’Ente è stato di circa 1.500 euro per l’acquisto della strumentazione, <<cifra –
precisa il consigliere Bricco – alla quale si devono aggiungere le spese per la formazione di tre unità
del personale della Provincia, per circa 5.000 euro complessivi. Si tratta di un investimento che
abbiamo ritenuto necessario e prioritario rispetto alle problematiche che spesso ci vengono
segnalate dai cittadini dei nostri Comuni. La dotazione del drone da parte della Polizia provinciale e
dei Settori Caccia e Pesca e Viabilità virtualmente rappresenta non uno, ma diversi “uomini” in più,
“uomini” che possono muoversi in modo più rapido sul territorio, arrivando anche dove è
difficoltoso arrivare, e soprattutto – conclude il consigliere – restituendo immagini reali e
inconfutabili riferite alle varie situazioni>>.

Il drone della Provincia di Novara per i controlli sul territorio

E’ stato ribattezzato “Maverick” il drone della Provincia di Novara che questa mattina ha
ufficialmente spiccato il suo primo volo di ricognizione nelle campagne di Barengo, nei pressi del
castello di Proh.
Oltre ai tecnici del Settore della Polizia provinciale erano presenti il presidente Federico Binatti e i
consiglieri delegati alla Polizia provinciale Andrea Bricco, alla Caccia e Pesca Maurizio Nieli e alla
Viabilità Marzia Vicenzi, <<i tre settori – spiegano gli amministratori – che godranno
principalmente del lavoro di “Maverick”, dal momento che il suo utilizzo è finalizzato alle attività
di prevenzione e al controllo di varie criticità del nostro territorio delle quali si occupano gli agenti
della Polizia provinciale e i volontari delle Guardie ecologiche venatorie e ittiche. In breve tempo
avremo dunque preziose informazioni rispetto a problematiche che vanno dalle discariche abusive,
al monitoraggio delle attività di escavazione, alla presenza e ai danni arrecati dai cinghiali, allo stato
dei ponti e degli alvei di fiumi e torrenti, alle situazioni emergenziali che spesso devono affrontare
anche i volontari del Coordinamento provinciale della Protezione civile. Insomma, il drone è uno
strumento che riteniamo un prezioso alleato a supporto delle azioni di tutela dell’ambiente e anche
della sicurezza dei cittadini>>.
“Maverick” è un’apparecchiatura di ultima generazione: si tratta di un “Phantom 4 Advanced”, tra i
modelli più performanti in commercio, con un’autonomia di volo di circa mezz’ora, in grado di
raggiungere la velocità massima di 57,6 chilometri orari, con un raggio d’azione di 3,5 chilometri e
dotato di fotocamera da dodici megapixel in grado di realizzare filmati e scattare fino a cinquanta
fotogrammi al secondo.
<<Le immagini – spiegano i tecnici – sono ad altissima definizione. Vero che questo genere di
apparecchiature possono arrivare fino a cinquemila metri di altezza, ma è anche vero che i piani di
volo devono sempre rispondere alle disposizioni zonali dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, al
quale la Provincia si è rivolta per il rilascio dell’autorizzazione del drone e per formare il proprio
personale all’uso di questo strumento>>.
Il presidente Binatti rimarca il fatto che la nostra Provincia sia stata <<tra le prime a livello
nazionale a dotarsi di questa apparecchiature: siamo orgogliosi del fatto che il nostro esempio sia
stato seguito anche da altre realtà. L’uso della moderna tecnologia rappresenta sicuramente un plus
del quale si dovrebbe approfittare, perché questi mezzi contribuiscono a migliorare, in maniera
concreta e sicura, il servizio e la presenza sul territorio>>

L’investimento dell’Ente è stato di circa 1.500 euro per l’acquisto della strumentazione, <<cifra –
precisa il consigliere Bricco – alla quale si devono aggiungere le spese per la formazione di tre unità
del personale della Provincia, per circa 5.000 euro complessivi. Si tratta di un investimento che
abbiamo ritenuto necessario e prioritario rispetto alle problematiche che spesso ci vengono
segnalate dai cittadini dei nostri Comuni. La dotazione del drone da parte della Polizia provinciale e
dei Settori Caccia e Pesca e Viabilità virtualmente rappresenta non uno, ma diversi “uomini” in più,
“uomini” che possono muoversi in modo più rapido sul territorio, arrivando anche dove è
difficoltoso arrivare, e soprattutto – conclude il consigliere – restituendo immagini reali e
inconfutabili riferite alle varie situazioni>>.

Il Presidente della Provincia di Belluno da Papa Francesco

Il presidente della Provincia di Belluno ha partecipato questa mattina all’Udienza generale del Santo Padre, in Vaticano. Con l’occasione, ha omaggiato il pontefice di uno speciale ricordo della tempesta Vaia, dell’ottobre 2018. Un calendario dell’Avvento scolpito in uno dei tronchi schiantati dal maltempo, con i nomi di tutti i Comuni bellunesi colpiti, opera dello scultore Rudi De Candido, con la collaborazione del calligrafo Floriano Cian.

«È stata un’emozione grandissima poter incontrare Papa Francesco per portargli un regalo di rappresentanza della nostra terra – commenta il presidente Roberto Padrin -. La tempesta Vaia è stata un evento eccezionale, assolutamente disastroso. Ma da quella tragedia le nostre comunità si sono subito impegnate per la ricostruzione, e l’omaggio portato al Papa rappresenta proprio questo, un fortissimo segno di rinascita».
Il calendario dell’Avvento è stato consegnato a margine dell’Udienza generale, dal presidente Padrin, accompagnato dal consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, dall’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari e da una delegazione bellunese.
«Ho spiegato al Santo Padre il significato e la realizzazione dell’opera, e gli ho detto che lo aspettiamo a Belluno – prosegue Roberto Padrin -. Mi ha colpito la sua risposta: “Per la beatificazione di Papa Luciani”. Non posso nascondere l’emozione per le sue parole, che ci aprono la speranza di poter ricevere il Papa tra le nostre montagne. Sarebbe una benedizione enorme per tutto il territorio e per tutti i bellunesi».

Il Presidente della Provincia di Belluno da Papa Francesco

Il presidente della Provincia di Belluno ha partecipato questa mattina all’Udienza generale del Santo Padre, in Vaticano. Con l’occasione, ha omaggiato il pontefice di uno speciale ricordo della tempesta Vaia, dell’ottobre 2018. Un calendario dell’Avvento scolpito in uno dei tronchi schiantati dal maltempo, con i nomi di tutti i Comuni bellunesi colpiti, opera dello scultore Rudi De Candido, con la collaborazione del calligrafo Floriano Cian.

«È stata un’emozione grandissima poter incontrare Papa Francesco per portargli un regalo di rappresentanza della nostra terra – commenta il presidente Roberto Padrin -. La tempesta Vaia è stata un evento eccezionale, assolutamente disastroso. Ma da quella tragedia le nostre comunità si sono subito impegnate per la ricostruzione, e l’omaggio portato al Papa rappresenta proprio questo, un fortissimo segno di rinascita».
Il calendario dell’Avvento è stato consegnato a margine dell’Udienza generale, dal presidente Padrin, accompagnato dal consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, dall’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari e da una delegazione bellunese.
«Ho spiegato al Santo Padre il significato e la realizzazione dell’opera, e gli ho detto che lo aspettiamo a Belluno – prosegue Roberto Padrin -. Mi ha colpito la sua risposta: “Per la beatificazione di Papa Luciani”. Non posso nascondere l’emozione per le sue parole, che ci aprono la speranza di poter ricevere il Papa tra le nostre montagne. Sarebbe una benedizione enorme per tutto il territorio e per tutti i bellunesi».

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