Categoria: Ambiente e Territorio

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Protezione Civile, l’ UPI al Ministro Musumeci “Si restituisca alle Province un ruolo chiaro”

“L’’aver cancellato le Province dalle autorità di Protezione civile ha aperto un vuoto che è stato evidente in tutti gli eventi di crisi che si sono verificate in questi anni.Tant’è che nelle emergenze i Presidenti delle Province sono stati sempre in prima linea, chiamati dalle prefetture nelle cabine di crisi al fianco della Protezione civile e dei Sindaci, anche in assenza di un riconoscimento formale. E’ evidente però che una questione così essenziale per la stessa incolumità dei cittadini, come la certezza delle funzioni dei ruoli di ciascuno nelle catastrofi, deve essere regolato, secondo un modello nazionale condiviso in tutte le Regioni.

Non si tratta di immaginare una sovrapposizione con quanto di competenza delle Prefetture o dei Sindaci, ma di riconoscere il lavoro delle Province durante le fasi di emergenza soprattutto al fianco dei piccoli comuni”.

Al Ministro Musumeci chiediamo di aprire al più presto un tavolo con UPI per arrivare a una proposta condivisa, ma chiediamo sostegno anche al Dipartimento della Protezione civile, a cui ci lega una forte di collaborazione.

Lo ha detto il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, intervenendo in rappresentanza di UPI agli Stati Generali della Protezione civile in corso a Roma.

Acquifero del Gran Sasso: le proposte del tavolo coordinato dalla Provincia di Teramo

Sottoscritto da dieci Associazioni e undici Comuni, questa mattina, come richiesto dall’avviso pubblico della Struttura Commissariale presieduta questa da Pierluigi Caputi, è stato trasmesso il documento che contiene considerazioni e proposte rispetto al progetto di messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Il lavoro è stato coordinato dalla Provincia (funzionario geologo Maurizio Rosa e dirigente al patrimonio Emilia Di Matteo). Nonostante i tempi stringenti dettati dall’avviso pubblico del Commissario, il lavoro è il frutto di una qualificata partecipazione che ha investito anche la Conferenza ambientale provinciale presieduta da Luciana del Grande.“Crediamo nella forza del dialogo e per questo abbiamo raccolto l’invito del Commissario che ci auguriamo accolga le nostre osservazioni. Considerazioni che hanno la forza di una analisi rigorosa e un unico obiettivo: evitare ulteriore depauperamento delle falde acquifere” ha chiosato il presidente D’Angelo salutando il tavolo di lavoro.  “Oltre che con i problemi noti, causati dalla convivenza dell’Istituto di ricerca e dall’autostrada dentro il massiccio, oggi dobbiamo fare i conti anche con i cambiamenti climatici che sono fra le preoccupanti e principali cause della riduzione dell’acqua a nostra disposizione. Io avanzo anche un’altra proposta al Commissario: quella di nominare una terna composta da Amministratori e Tecnici del territorio teramano che venga sentita e consultata in tutte la fasi del progetto”.

Tante le questioni affrontate dal tavolo di coordinamento e non da ultimo anche quello riguardante il piano per la viabilità. Gli interventi sotto il traforo dovrebbero riprendere in autunno e dal Presidente della Provincia e dai Sindaci arriva la preoccupazione per i “rischi di disagi e isolamento” per il territorio teramano che ha nell’autostrada A/24 il principale collegamento con il Capoluogo e la Capitale.

Il tavolo di lavoro ha posto alcuni punti fermi sulla base delle attuali conoscenze (rispetto al progetto Commissariale non c’è ancora alcuna fonte documentale).

“I due principali aspetti da tenere in considerazione per la progettazione di un intervento efficace ed a basso impatto ambientale. Il primo mira all’esecuzione di lavori per la protezione della qualità della falda nella sua interezza, mediante interventi di impermeabilizzazione. Il secondo si riferisce alla tutela del quantitativo idrico disponibile all’interno dell’acquifero, evitando ulteriori captazioni idriche che vadano a depauperare la falda e le sorgenti”.

Considerazioni anche sul prelievo idrico dal lago di Campotosto “per il quale non sono stati valutati gli effetti sui corpi idrici superficiali” e sulla campagna geognostica nelle gallerie autostradali che  “ai fini della protezione del sistema di captazione esistente sarebbe inutile e comunque non idonea alla definizione dello schema idrico delle acque circolanti in falda”.

Sono state fornite, quindi, indicazioni sulle scelte progettuali da adottare prendendo anche a riferimento i criteri che fanno riferimento ad interventi di tipo conservativo; già individuati nel 2018, dalla Commissione Regionale tecnica per la Gestione del Rischio nel sistema idrico del Gran Sasso. Commissione che ha visto il coinvolgimento di numerosi esperti in materia di messa in sicurezza idraulica ed idrogeologica.

Non convince, incece, “stante la complessità e l’imprevedibilità del sistema acquifero del Gran Sasso” l’ipotesi di un nuovo sistema di captazioni che “impoverirebbe ulteriormente la falda acquifera” così come si esplicita preoccupazione per le indagini geognostiche che prevederebbero 21 perforazioni a carotaggio.

Nel merito degli interventi vengono privilegiati quelli conservativi:

  • impermeabilizzazione delle due gallerie autostradali e dei laboratori dell’INFN
  • sostituzione della rete di scolo delle acque di scarico in particolare delle piattaforme delle gallerie e dei laboratori con condotte di ghisa sferoidale e vasche di contenimento all’uscita delle gallerie
  • sostituzione delle condotte utilizzate per il trasporto dell’acqua destinata al consumo umano con tubazioni di acciaio, condotte drenanti trasversali presenti sotto il piano viabile (attualmente in PVC o in CLS materiali lesionabili)

Nel corso dei lavori sono stati ascoltati la ASL, la Ruzzo reti e i Consorzi di bonifica.
I Comuni firmatari sono: Basciano, Canzano; Teramo, Isola del Gran Sasso, Colledara, Cortino, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Castel Castagna, Tossicia, Valle Castellana.

Le associazioni: Guide del Borsacchio; Rifiuti Zero Abruzzo; CAI Teramo; WWF; Legambiente; Pronatura Laga; WISP; FIAB, FAI, Comitato Torre San Rocco.

Cinghiali, la Provincia di Treviso incontrala Regione sul Piano Interventi Urgenti per il Controllo della Peste Suina

Si è svolto oggi pomeriggio al Sant’Artemio un incontro fra la Regione del Veneto e la Provincia di Treviso per la condivisione delle linee guida del Piano Regionale di interventi urgenti per il controllo della peste suina nei cinghiali da divulgare alle Associazioni di categoria. Sul tavolo, la normativa regionale vigente e le procedure richieste alla Polizia provinciale per le attività di monitoraggio e controllo faunistico e venatorio. Al fine di sensibilizzare le Associazioni venatorie di destra e sinistra Piave, non appena saranno predisposte ufficialmente le linee guida specifiche per il territorio della Marca Trevigiana, saranno organizzati due appuntamenti dedicati, uno a Pederobba e uno a Vittorio Veneto, altri saranno programmati prossimamente.

Hanno preso parte all’incontro, su delega di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, il vicepresidente Fabio Maggio, il consigliere provinciale delegato Diego Zanchetta, il dirigente del settore Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria, Pietro Salvadori, e il commissario regionale incaricato per il Piano Interventi Urgenti Oscar Da Rold.

“Da tempo ormai l’emergenza cinghiali e le conseguenti devastazioni provocate alle colture agricole sono questioni al centro dell’attività di controllo della Polizia Provinciale – spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – oggi l’incontro tecnico con la Regione ci ha chiarito molti aspetti riguardo le procedure da seguire e le modalità di coinvolgimento di operatori esperti. In occasione degli incontri con le Associazioni di categoria e con gli operatori qualificati sul territorio saranno definite le linee guida definitive valide per il territorio della Marca”.

“In veste di Ente di coordinamento tra la Regione e il territorio abbiamo raccolto le osservazioni degli operatori venatori e le linee guida regionali – continua Fabio Maggio, vicepresidente della Provincia – si inizierà a Pederobba, e poi a Vittorio Veneto, con incontri specifici per condividere quelle che saranno le modalità operative da tenere sul campo”.

“Siamo vicini alle esigenze degli agricoltori e delle Associazioni di categoria per contenere gli episodi purtroppo numerosi, soprattutto nell’area Pedemontana, di danni alle coltivazioni – conclude Diego Zanchetta, consigliere provinciale delegato – in vista dei primi incontri calendarizzati la Regione ci fornirà le linee guida definitive”.

 

La Provincia di Vicenza dal sottosegretario all’Ambiente Barbaro per chiedere un “Piano Lupo” e supporti economici agli allevatori

Destinazione Roma per una delegazione di amministratori vicentini che domani, lunedì 10 marzo, incontrerà il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente Claudio Barbaro per affrontare il tema della convivenza tra lupo e attività umane nel vicentino.

Un tema caldo, che si scalda ancor più mano a mano che arriva la primavera, periodo di uscite e di turisti, di passeggiate in montagna e di alpeggi. Attività su cui la presenza del lupo potrebbe avere una forte influenza, considerando che nel vicentino le predazioni del lupo su animali da allevamento o da compagnia sono quasi raddoppiate dal 2023 al 2024, passando da 101 a 193, e che la presenza del lupo è in costante aumento.

 

La Provincia di Vicenza si è fatta portavoce delle preoccupazioni e dei timori del territorio, degli amministratori locali e degli allevatori e a inizio anno ha chiesto un incontro al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Una lettera firmata, oltre che dalla Provincia, da circa 40 sindaci, in rappresentanza della gran parte del territorio vicentino. Il momento dell’incontro sarà domani, con il sottosegretario Barbaro indicato da Pichetto Fratin.

Con la Provincia ci saranno una rappresentanza dei Comuni firmatari, l’associazione allevatori Arav con il presidente Floriano De Franceschi, la Regione Veneto con il presidente del Consiglio Roberto Ciambetti, l’onorevole vicentino Silvio Giovine, “a conferma -precisa il presidente della Provincia Andrea Nardin- che tutti i livelli di governo si stanno mobilitando compatti, con l’obiettivo comune di ottenere un “Piano lupo” nazionale che miri alla gestione e al contenimento della specie, individuando “l’indice di sopportabilità” per provincia e prevedendo incentivi e sgravi fiscali per tutti gli interventi sul patrimonio agro-silvo-pastorale. Che non vuol dire, sia chiaro, eliminare il lupo dal nostro territorio, ma permettere una pacifica convivenza con le attività umane. Ricordando, in particolare, che le malghe, gli alpeggi e, più in generale, la presenza dell’uomo in montagna è un presidio contro i dissesti idro-geologici.”.

La Provincia di Forlì Cesena sigla un protocollo con la Guardia di Finanza per i finanziamenti post alluvione

È stato sottoscritto questa mattina – presso Palazzo dei Signori della Missione, a Forlì sede della Provincia di Forlì-Cesena – un protocollo d’intesa tra il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena, con l’obiettivo, condiviso, di definire un percorso di reciproca cooperazione tra i due Enti, al fine di rafforzare il sistema di monitoraggio e vigilanza relativo all’esecuzione delle opere pubbliche interessate dagli eventi alluvionali del maggio 2023, di cui alle ordinanze del Commissario Straordinario alla ricostruzione nel territorio delle regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche.

L’intesa di collaborazione – siglata dal Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, dott. Enzo Lattuca, con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Vito Pulieri – mira a prevenire e contrastare ogni condotta illecita lesiva degli interessi economici e finanziari pubblici e si pone nel segno della continuità con l’analogo protocollo d’intesa stipulato a livello centrale nel dicembre del 2023 tra il Commissario straordinario pro-tempore alla ricostruzione nel territorio delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro.

Con l’intesa pattizia raggiunta, Provincia e Fiamme Gialle s’impegnano ad implementare un dedicato flusso informativo, al fine di prevenire, individuare e contrastare ogni comportamento illecito di malversazione, indebita aggiudicazione e/o percezione di risorse finanziarie pubbliche posto in essere a danno delle risorse finanziarie erogate per le attività di ricostruzione post-alluvione.

L’accordo di collaborazione, valido fino al 31 dicembre 2026 e con possibilità di rinnovo, prevede, nello specifico, che la Provincia di Forlì-Cesena in veste di stazione appaltante comunichi periodicamente alComando Provinciale delle Fiamme Gialle dati, notizie e informazioni utili al perseguimento delle finalità collaborative, allo scopo di consentire alla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria a competenza generale, di poter utilizzare gli elementi così acquisiti per orientare più efficacemente la propria azione di servizio verso quei soggetti e quei contesti connotati da indici di rischio più elevati, avviando conseguenti analisi, approfondimenti e controlli.

Il Comandante Provinciale – nell’esprimere soddisfazione per l’intesa raggiunta e dopo aver ringraziato il Presidente Lattuca per l’attenzione ancora una volta dimostrata ai temi della legalità ha sottolineato come la stipula dell’odierno protocollo costituisca un solido presidio “preventivo” rispetto adeventuali condotte illecite lesive del bilancio nazionale, rimarcando, altresì, l’importanza della sinergia tra istituzioni dello Stato a tutela della spesa pubblica.

“La provincia di Forlì-Cesena sta lavorando alla messa a terra di oltre 65 milioni di euro di risorse PNRR ha commentato il Presidente della Provincia, dott. Enzo Lattuca – per la messa in sicurezza delle strade provinciali a seguito dell’alluvione di maggio 2023. L’accordo che abbiamo sottoscritto oggi, per il quale ringrazio il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, ci permette di aprire un canale diretto con le Fiamme Gialle e di concretizzare un impegno che ci prendiamo per implementare ulteriormente gli strumenti di controllo e di prevenzione dei fenomeni corruttivi legati alle gare d’appalto e alla gestione dei cantieri sul nostro territorio”.

Provincia di Arezzo, il Presidente Polcri, promuove un incontro sulle aree idonee

Si è svolto lunedì 3 febbraio 2025, presso la Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia di Arezzo, un incontro di approfondimento sulla proposta di legge regionale 291, riguardante l’ individuazione delle superfici e delle aree idonee e non, per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’incontro promosso dal Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Transizione ecologica e Sviluppo sostenibile della Regione Toscana Monia Monni, con i tecnici della struttura della Direzione regionale competente, del direttore di Upi ToscanaRuben Cheli, e dei Sindaci in rappresentanza dei Comuni del territorio provinciale e le Unioni dei Comuni. Il confronto di concertazione con le istituzioni locali, in particolare con i sindaci dei Comuni del territorio provinciale, rientra nel percorso avviato dalla Regione Toscana ed è finalizzato alla composizione del quadro regionale delle aree ritenute idonee, a livello comunale, per impianti di energia rinnovabile e per il raggiungimento dell’obiettivo relativo alla conversione energetica 2030

Il Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri dichiara :

Ritengo importante questo confronto e ringrazio l’Assessore Monni di ascoltare le prerogative dei Sindaci, per trovare insieme una soluzione di equilibrio tra la conservazione del paesaggio, l’evoluzione dei cambiamenti climatici e la conversione energetica come elemento di innovazione e progresso. Viviamo in territori meravigliosi, patrimonio dell’umanità, ma è fondamentale salvaguardare il nostro paesaggio, le realtà agricole, tutelando la qualità di vita che si respira in questa parte di Toscana, meta anche di un turismo di carattere internazionale. La Provincia è chiamata a svolgere un ruolo di coordinamento, coadiuvando i Comuni, ed essere tutti qui insieme oggi, dimostra la capacità di saper coordinare questa intensa e complessa attività di pianificazione, che va ben oltre i confini del singolo Comune. Un ruolo che porteremo avanti con i Sindaci, nel principio di Casa dei Comuni, al fine di garantire un lavoro di rispetto delle peculiarità dei territori, seppur sia forte la sensibilità verso la produzione di energia da fonti, ma ponendo l’attenzione al contrasto di possibili fenomeni speculativi”

L’Assessora della Regione Toscana Monia Monni dichiara :

“La Toscana ha scelto sulla conversione energetica la propria “via” che è quella di coinvolgere i territori nei processi decisionali strategici di individuazione delle aree idonee alle rinnovabili. Abbiamo la necessità di raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione perché da qui passa anche la nostra capacità di affrontare concretamente la sfida dei cambiamenti climatici. Serve responsabilità e determinazione e continuo a ricevere conferme sul fatto che i Comuni e le Province toscane sono pronti ad esercitare fino in fondo il proprio ruolo e impegno. Nel ringraziare anche ANCI e UPI per il lavoro che stanno portando avanti ritengo indispensabile proseguire questa fase di confronto con i territori, anche per poter sostenere al meglio, per quanto possibile e nel pieno rispetto delle rispettive prerogative, il complesso lavoro delle Commissioni consiliari e del Consiglio regionale che sta lavorando all’esame della proposta di legge presentata dalla Giunta ad inizio dicembre”.

Il Direttore di Upi Toscana Ruben Cheli sostiene:

“Come Upi Toscana abbiamo presentato un documento con le osservazioni condivise con Anci Toscana, documento passato dai Direttivi delle associazioni e poi approvato al Consiglio delle Autonomie Locali. Stiamo cercando, grazie alla disponibilità dell’Assessora Monni e dei Presidenti delle Commissioni consiliari De Robertis e Anselmi, di approfondire la fattibilità di alcuni interventi che stanno a cuore dei territori, come ad esempio la tutela dei nostri magnifici paesaggi, la valorizzazione della produzione da rinnovabili già esistente in certe aree rispetto ai consumi o la regolazione di un agrivoltaico che non sia speculativo. Confidiamo di poter giungere a un risultato positivo per la Toscana, che ha comunque già avuto il coraggio e la serietà di coinvolgere gli amministratori ed evitare concentrazioni esagerate di impianti senza un vero governo del fenomeno”.

Provincia di Arezzo, il Presidente Polcri, promuove un incontro sulle aree idonee

Si è svolto lunedì 3 febbraio 2025, presso la Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia di Arezzo, un incontro di approfondimento sulla proposta di legge regionale 291, riguardante l’ individuazione delle superfici e delle aree idonee e non, per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’incontro promosso dal Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Transizione ecologica e Sviluppo sostenibile della Regione Toscana Monia Monni, con i tecnici della struttura della Direzione regionale competente, del direttore di Upi ToscanaRuben Cheli, e dei Sindaci in rappresentanza dei Comuni del territorio provinciale e le Unioni dei Comuni. Il confronto di concertazione con le istituzioni locali, in particolare con i sindaci dei Comuni del territorio provinciale, rientra nel percorso avviato dalla Regione Toscana ed è finalizzato alla composizione del quadro regionale delle aree ritenute idonee, a livello comunale, per impianti di energia rinnovabile e per il raggiungimento dell’obiettivo relativo alla conversione energetica 2030

Il Presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri dichiara :

Ritengo importante questo confronto e ringrazio l’Assessore Monni di ascoltare le prerogative dei Sindaci, per trovare insieme una soluzione di equilibrio tra la conservazione del paesaggio, l’evoluzione dei cambiamenti climatici e la conversione energetica come elemento di innovazione e progresso. Viviamo in territori meravigliosi, patrimonio dell’umanità, ma è fondamentale salvaguardare il nostro paesaggio, le realtà agricole, tutelando la qualità di vita che si respira in questa parte di Toscana, meta anche di un turismo di carattere internazionale. La Provincia è chiamata a svolgere un ruolo di coordinamento, coadiuvando i Comuni, ed essere tutti qui insieme oggi, dimostra la capacità di saper coordinare questa intensa e complessa attività di pianificazione, che va ben oltre i confini del singolo Comune. Un ruolo che porteremo avanti con i Sindaci, nel principio di Casa dei Comuni, al fine di garantire un lavoro di rispetto delle peculiarità dei territori, seppur sia forte la sensibilità verso la produzione di energia da fonti, ma ponendo l’attenzione al contrasto di possibili fenomeni speculativi”

L’Assessora della Regione Toscana Monia Monni dichiara :

“La Toscana ha scelto sulla conversione energetica la propria “via” che è quella di coinvolgere i territori nei processi decisionali strategici di individuazione delle aree idonee alle rinnovabili. Abbiamo la necessità di raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione perché da qui passa anche la nostra capacità di affrontare concretamente la sfida dei cambiamenti climatici. Serve responsabilità e determinazione e continuo a ricevere conferme sul fatto che i Comuni e le Province toscane sono pronti ad esercitare fino in fondo il proprio ruolo e impegno. Nel ringraziare anche ANCI e UPI per il lavoro che stanno portando avanti ritengo indispensabile proseguire questa fase di confronto con i territori, anche per poter sostenere al meglio, per quanto possibile e nel pieno rispetto delle rispettive prerogative, il complesso lavoro delle Commissioni consiliari e del Consiglio regionale che sta lavorando all’esame della proposta di legge presentata dalla Giunta ad inizio dicembre”.

Il Direttore di Upi Toscana Ruben Cheli sostiene:

“Come Upi Toscana abbiamo presentato un documento con le osservazioni condivise con Anci Toscana, documento passato dai Direttivi delle associazioni e poi approvato al Consiglio delle Autonomie Locali. Stiamo cercando, grazie alla disponibilità dell’Assessora Monni e dei Presidenti delle Commissioni consiliari De Robertis e Anselmi, di approfondire la fattibilità di alcuni interventi che stanno a cuore dei territori, come ad esempio la tutela dei nostri magnifici paesaggi, la valorizzazione della produzione da rinnovabili già esistente in certe aree rispetto ai consumi o la regolazione di un agrivoltaico che non sia speculativo. Confidiamo di poter giungere a un risultato positivo per la Toscana, che ha comunque già avuto il coraggio e la serietà di coinvolgere gli amministratori ed evitare concentrazioni esagerate di impianti senza un vero governo del fenomeno”.

Il Presidente della Provincia di Terni, Ferranti “Potenziare ruolo e funzioni della polizia provinciale”

“Potenziare ruolo e funzioni della Polizia provinciale, anche attraverso la collaborazione inter istituzionale, per aumentare i controlli in materia ittico-venatoria e ambientale”. Il Presidente Francesco Maria Ferranti torna sulla questione facendo riferimento alla prossima presentazione di un’interrogazione da parte della consigliera regionale di FI Laura Pernazza.

“L’interrogazione della Pernazza, fino a poco tempo fa Presidente della Provincia – dice il Presidente Ferranti – è importante e va nella direzione da me recentemente auspicata. E’ un’ottima modalità quella di lavorare tra livelli istituzionali in modo utile per il nostro territorio. Nell’ultimo Consiglio provinciale – sottolinea – ho infatti parlato della necessità di un’azione congiunta delle istituzioni per dare risposte concrete su un settore di particolare interesse. La collaborazione istituzionale tra la Provincia e gli altri enti – sostiene il Presidente – può essere strategica per affrontare in modo corretto materie di grande rilievo.

Ritengo che questa sia l’impostazione corretta per centrare l’obiettivo del potenziamento della Polizia provinciale e per fare in modo che la Regione preveda lo stanziamento di risorse adeguate alle funzioni da svolgere. Le attuali 20mila euro previste dalla convenzione annuale sono infatti largamente insufficienti”, conclude Ferranti.

Il Presidente ricorda poi che nell’interrogazione la consigliera regionale chiede di aumentare l’attuale importo rispetto al volume di interventi annui e alle reali necessità operative e di estendere la convenzione con la Provincia di Terni anche alla Provincia di Perugia per potenziare il coordinamento delle attività di abbattimento della fauna selvatica. Chiede inoltre di estendere il coinvolgimento della Polizia in materia ittica e venatoria e di emanare una legge regionale per disciplinare il ruolo delle Polizie provinciali nella gestione faunistico-venatoria e nella tutela ambientale.

Il Presidente della Provincia di Terni, Ferranti “Potenziare ruolo e funzioni della polizia provinciale”

“Potenziare ruolo e funzioni della Polizia provinciale, anche attraverso la collaborazione inter istituzionale, per aumentare i controlli in materia ittico-venatoria e ambientale”. Il Presidente Francesco Maria Ferranti torna sulla questione facendo riferimento alla prossima presentazione di un’interrogazione da parte della consigliera regionale di FI Laura Pernazza.

“L’interrogazione della Pernazza, fino a poco tempo fa Presidente della Provincia – dice il Presidente Ferranti – è importante e va nella direzione da me recentemente auspicata. E’ un’ottima modalità quella di lavorare tra livelli istituzionali in modo utile per il nostro territorio. Nell’ultimo Consiglio provinciale – sottolinea – ho infatti parlato della necessità di un’azione congiunta delle istituzioni per dare risposte concrete su un settore di particolare interesse. La collaborazione istituzionale tra la Provincia e gli altri enti – sostiene il Presidente – può essere strategica per affrontare in modo corretto materie di grande rilievo.

Ritengo che questa sia l’impostazione corretta per centrare l’obiettivo del potenziamento della Polizia provinciale e per fare in modo che la Regione preveda lo stanziamento di risorse adeguate alle funzioni da svolgere. Le attuali 20mila euro previste dalla convenzione annuale sono infatti largamente insufficienti”, conclude Ferranti.

Il Presidente ricorda poi che nell’interrogazione la consigliera regionale chiede di aumentare l’attuale importo rispetto al volume di interventi annui e alle reali necessità operative e di estendere la convenzione con la Provincia di Terni anche alla Provincia di Perugia per potenziare il coordinamento delle attività di abbattimento della fauna selvatica. Chiede inoltre di estendere il coinvolgimento della Polizia in materia ittica e venatoria e di emanare una legge regionale per disciplinare il ruolo delle Polizie provinciali nella gestione faunistico-venatoria e nella tutela ambientale.

Provincia di Vicenza, soddisfazione del Presidente Nardin per i fondi per danni da maltempo

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato martedì sera la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi meteorologici eccezionali che si sono verificati il 23 e 24 settembre nei territori di Vicenza e Verona stanziando un fondo di 2 milioni di euro.

In particolare, il fondo sarò ripartito tra i Comuni di Arcugnano, Barbarano Mossano, Castegnero, Longare, Nanto e Villaga della provincia di Vicenza e del Comune di San Giovanni Ilarione della provincia di Verona.

Un bel risultato per il territorio vicentino – commenta il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin- un segnale concreto da parte del Governo, che arriva in tempi brevi, a quattro mesi dal maltempo.

Sicuramente i due milioni stanziati non coprono l’intero ammontare degli ingenti danni subiti dal territorio, ma sono un primo importante segnale. Al di là e oltre l’ammontare, credo che vada sottolineato il lavoro di squadra che è stato fatto a tutti i livelli e che è stato il motore di questo risultato.

A livello dei Comuni, che sono intervenuti con prontezza in emergenza e che hanno saputo fare squadra poi, rappresentando le loro istanze a Provincia e Regione e arrivando, assieme, fino a Roma.

Ringrazio il Governo e tutti coloro che si sono dati da fare per arrivare a questo stanziamento. Confido ora che, in una fase successiva, ce ne potranno essere degli altri a ristoro completo dei danni che ci sono stati.”

Provincia di Vicenza, soddisfazione del Presidente Nardin per i fondi per danni da maltempo

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato martedì sera la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi meteorologici eccezionali che si sono verificati il 23 e 24 settembre nei territori di Vicenza e Verona stanziando un fondo di 2 milioni di euro.

In particolare, il fondo sarò ripartito tra i Comuni di Arcugnano, Barbarano Mossano, Castegnero, Longare, Nanto e Villaga della provincia di Vicenza e del Comune di San Giovanni Ilarione della provincia di Verona.

Un bel risultato per il territorio vicentino – commenta il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin- un segnale concreto da parte del Governo, che arriva in tempi brevi, a quattro mesi dal maltempo.

Sicuramente i due milioni stanziati non coprono l’intero ammontare degli ingenti danni subiti dal territorio, ma sono un primo importante segnale. Al di là e oltre l’ammontare, credo che vada sottolineato il lavoro di squadra che è stato fatto a tutti i livelli e che è stato il motore di questo risultato.

A livello dei Comuni, che sono intervenuti con prontezza in emergenza e che hanno saputo fare squadra poi, rappresentando le loro istanze a Provincia e Regione e arrivando, assieme, fino a Roma.

Ringrazio il Governo e tutti coloro che si sono dati da fare per arrivare a questo stanziamento. Confido ora che, in una fase successiva, ce ne potranno essere degli altri a ristoro completo dei danni che ci sono stati.”

Provincia di Lecco e Protezione civile: al via il progetto “Ambasciatori”

La rete dei Centri di promozione della protezione civile della provincia di Lecco, di cui la Provincia di Lecco è partner, promuove anche per l’anno scolastico 2024/2025 il progetto “Ambasciatori” nella più ampia attività “Io non rischio” – Scuola del Dipartimento nazionale della Protezione civile.

La finalità del progetto “Ambasciatori” è la diffusione nelle scuole delle buone pratiche di protezione civile con il coinvolgimento diretto degli studenti delle scuole superiori quali divulgatori verso i bambini delle scuole primarie.

Le scuole superiori che si sono candidate per la formazione degli “Ambasciatori” sono gli istituti Viganò di Merate, Badoni e Fiocchi di Lecco.

Gli studenti parteciperanno alla formazione con lezioni frontali in aula, tenute dai formatori regionali “Io non rischio” con la collaborazione operativa del servizio di protezione civile della Provincia di Lecco, cui seguiranno attività laboratoriali per testare le modalità di confronto con i piccoli studenti delle scuole primarie.

L’attività nelle scuole vedrà la collaborazione del volontariato organizzato di protezione civile territorialmente competente, che sarà presente in aula come supporto agli studenti “Ambasciatori”.

L’attività formativa vede le prime lezioni lunedì 13 e lunedì 20 gennaio all’istituto Viganò di Merate con la partecipazione della formatrice Flavia Moro, della coordinatrice della rete Mariagrazia Rota e del servizio di protezione civile della Provincia di Lecco.

L’attività di divulgazione delle buone pratiche di protezione civile verso le nuove generazioni – commenta il Consigliere provinciale delegato alla Protezione civile Antonio Pasquini – rappresenta la volontà di impegnarsi verso il prossimo, tipica della protezione civile e di tutte le sue componenti, istituzionali e del volontariato. La collaborazione della Provincia di Lecco con il volontariato organizzato e la partecipazione alla rete dei Centri di promozione della protezione civile è fondamentale e i risultati ottenuti finora ne sono la dimostrazione. Voglio ringraziare tutti coloro che ancora una volta si mettono in gioco per attivare l’attività di prevenzione, uno dei pilastri fondanti del servizio di protezione civile”.

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