Categoria: Ambiente e Territorio

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Monitoraggio ponti: Upi “Censite 5. 931 opere: servono 3 miliardi per intervenire su sicurezza”

Sono 5931 le opere censite su cui il quadro degli interventi necessari è chiaro, come il totale delle risorse necessarie per intervenire, che ammonta a 2 miliardi 454 mila.

1.918 di queste opere sono considerate in priorità 1: necessitano cioè, di interventi urgenti in quanto già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi, e per solo queste urgenze servono almeno 730 milioni.

Questi i risultati del monitoraggio operato dalle Province sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie – ponti, viadotti e gallerie – presentato oggi alla stampa dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti.

Una verifica dello stato di sicurezza di queste opere che risponde alla richiesta che il Ministero delle Infrastrutture, all’indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova, ha avanzato a tutte le istituzioni.

Ma non ci sono solo interventi immediati: dall’analisi delle Province risultano infatti almeno 14.000 ponti, viadotti o gallerie, su cui è necessario avviare da subito un monitoraggio dettagliato.

“Il nostro è un Paese fragile – hanno detto i Presidenti – non si può trascurare la manutenzione continua. Invece inseguendo l’assurda campagna contro le Province sono state cancellate tutte le risorse destinate proprio a questa funzione. Si è sospesa la cura di 100.000 chilometri di strade, di oltre 30.000 tra ponti e gallerie: si è risparmiato non investendo nella sicurezza dei cittadini. Non ce lo possiamo permettere”.

Denuncia che Variati e Vercellotti  hanno espresso dati alla mano “Nel 2009 – hanno detto – le Province avevano a diposizione per investimenti 1 miliardo 947milioni. Nel 2013 siamo scesi a 1 miliardo 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 20 17, per investire nella  sicurezza di 100 mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori italiane,  avevamo appena 712 milioni:  un crollo di oltre il 51%”. 

Le Province  – hanno poi aggiunto – hanno svoto il compito assegnato: nonostante agosto, nostante le risorse  ridotte al lumicino e nonostante il personale tecnico quasi azzerato dallo svuotamento degli enti dopo la riforma del 2014, abbiamo completato il monitoraggio. Abbiamo dati certi: ora però chiediamo al Governo di stanziare i fondi”

A partire dai 280 milioni di euro per superare lo squilibrio di parte corrente, indispensabile per far chiudere i bilanci a tutte le Province e assicurare la corretta erogazione dei servizi essenziali.

Due invece le richieste per la parte investimenti: l’incremento di 1,5 miliardi del fondo di investimenti per le opere di straordinaria manutenzione viaria che oggi ammonta a 1 miliardo 620 milioni per 6 anni e che assicura la disponibilità di appena 2 mila euro a chilometro l’anno. Una cifra del tutto insufficiente, e assolutamente non paragonabile agli oltre 22 mila euro a chilometro di cui dispone Anas per la rete stradale, o ai 120 mila euro al chilometro per la rete autostradale. E inoltre, la costituzione di un Fondo pluriennale straordinario di 3 miliardi per le opere infrastrutturali viarie (ponti, viadotti, gallerie, etc.) di pertinenza delle Province, proprio sulla base di quanto emerso dal monitoraggio.

Richieste presentate nella Legge di stabilità 2019, con una specifica però: “I 1.918 interventi urgenti che abbiamo monitorato – sottolineano i Presidenti –  che valgono almeno 730 milioni sono in priorità 1: vuol dire che vanno risolti nel minor tempo possibile. Il primo strumento normativo utile è il Decreto-legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”.

In allegato:

La nota stampa monitoraggio ponti

La cartina con il numero totale degli interventi sui ponti censiti divisi per Regione

La cartina il numero dei ponti in priorità 1 diviso per Regione

La cartina con i monitoraggi necessari divisi per Regione

 

 

Oggi e domani a Livorno la conferenza europea del progetto ThreeT

Il 25 e 26 settembre è in programma al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Via Roma, 234) la conferenza europea di lancio delle attività del Progetto ThreeT.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Livorno, ente capofila, insieme alla Regione Toscana, partner del progetto finanziato dal Programma di cooperazione INTERREG EUROPE.
Con il progetto ThreeT la Provincia va oltre la consueta programmazione dell’area transfrontaliera, per collegarsi operativamente con paesi partner dell’intera Europa: Finlandia, Germania, Malta, Polonia, Romania, Spagna, Ungheria.
Obiettivo principale del progetto, che si svilupperà nell’arco di circa 4 anni, sarà la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle otto regioni partner da perseguire attraverso il miglioramento dell’accessibilità ai siti di valenza culturale e turistica, sia in termini di mobilità sostenibile, sia incrementando le informazioni che consentano di individuare, conoscere e raggiungere agevolmente i luoghi di interesse. Le attività saranno volte, in particolare, a definire buone pratiche di mobilità sostenibile in sicurezza, intermodalità dei trasporti, tutela e valorizzazione dei beni naturali e culturali lungo uno o più percorsi. Tali pratiche saranno incorporate in un Piano di Azione per ogni regione partner. L’attuazione iniziale dei Piani avverrà negli ultimi 2 anni del progetto, mediante sostegni di finanziamento europeo o di altra origine.
Nella prima giornata di lavori, mercoledi 25 settembre, con inizio alle ore 9.30, saranno illustrati gli obiettivi del progetto, le attività previste, i risultati e gli impatti attesi nelle varie aree di intervento. I singoli partner, poi, presenteranno il proprio contesto territoriale, gli strumenti di policy, le attese circa il contributo del progetto allo sviluppo sostenibile sociale, economico ed ambientale.
Il 26 settembre, a partire dalle ore 9, sono in programma incontri tecnici e il comitato di pilotaggio.
Il progetto può contare su un budget complessivo di 2 milioni di euro, grazie a l’accesso ai fondi dell’Asse 4 del Programma INTERREG EUROPE, di cui 363.000 euro circa per la Provincia di Livorno e 112 mila per la Regione Toscana. Tale dotazione finanziaria permetterà di formulare e portare a finanziamento le azioni volte a definire e promuovere una serie di “itinerari tematici” differenti, esercitando un significativo effetto moltiplicatore di risorse, con ricadute positive sull’economia dei territori. Su tali itinerari convergeranno attività riguardanti il sistema modale a rete di collegamento fra diverse aree nella regione Toscana e la comunicazione turistica e culturale ad esse funzionale.
“Un’iniziativa di grande caratura non solo in termini di finanziamenti – sottolinea il Presidente della Provincia Alessandro Franchi – ma anche per i rapporti che il nostro territorio può avviare e intrattenere con i partner, facilitando la condivisione di conoscenze ed esperienze positive che coinvolgeranno anche le amministrazioni e gli attori economici locali, in particolare gli operatori turistici”.

Oggi e domani a Livorno la conferenza europea del progetto ThreeT

Il 25 e 26 settembre è in programma al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Via Roma, 234) la conferenza europea di lancio delle attività del Progetto ThreeT.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Livorno, ente capofila, insieme alla Regione Toscana, partner del progetto finanziato dal Programma di cooperazione INTERREG EUROPE.
Con il progetto ThreeT la Provincia va oltre la consueta programmazione dell’area transfrontaliera, per collegarsi operativamente con paesi partner dell’intera Europa: Finlandia, Germania, Malta, Polonia, Romania, Spagna, Ungheria.
Obiettivo principale del progetto, che si svilupperà nell’arco di circa 4 anni, sarà la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle otto regioni partner da perseguire attraverso il miglioramento dell’accessibilità ai siti di valenza culturale e turistica, sia in termini di mobilità sostenibile, sia incrementando le informazioni che consentano di individuare, conoscere e raggiungere agevolmente i luoghi di interesse. Le attività saranno volte, in particolare, a definire buone pratiche di mobilità sostenibile in sicurezza, intermodalità dei trasporti, tutela e valorizzazione dei beni naturali e culturali lungo uno o più percorsi. Tali pratiche saranno incorporate in un Piano di Azione per ogni regione partner. L’attuazione iniziale dei Piani avverrà negli ultimi 2 anni del progetto, mediante sostegni di finanziamento europeo o di altra origine.
Nella prima giornata di lavori, mercoledi 25 settembre, con inizio alle ore 9.30, saranno illustrati gli obiettivi del progetto, le attività previste, i risultati e gli impatti attesi nelle varie aree di intervento. I singoli partner, poi, presenteranno il proprio contesto territoriale, gli strumenti di policy, le attese circa il contributo del progetto allo sviluppo sostenibile sociale, economico ed ambientale.
Il 26 settembre, a partire dalle ore 9, sono in programma incontri tecnici e il comitato di pilotaggio.
Il progetto può contare su un budget complessivo di 2 milioni di euro, grazie a l’accesso ai fondi dell’Asse 4 del Programma INTERREG EUROPE, di cui 363.000 euro circa per la Provincia di Livorno e 112 mila per la Regione Toscana. Tale dotazione finanziaria permetterà di formulare e portare a finanziamento le azioni volte a definire e promuovere una serie di “itinerari tematici” differenti, esercitando un significativo effetto moltiplicatore di risorse, con ricadute positive sull’economia dei territori. Su tali itinerari convergeranno attività riguardanti il sistema modale a rete di collegamento fra diverse aree nella regione Toscana e la comunicazione turistica e culturale ad esse funzionale.
“Un’iniziativa di grande caratura non solo in termini di finanziamenti – sottolinea il Presidente della Provincia Alessandro Franchi – ma anche per i rapporti che il nostro territorio può avviare e intrattenere con i partner, facilitando la condivisione di conoscenze ed esperienze positive che coinvolgeranno anche le amministrazioni e gli attori economici locali, in particolare gli operatori turistici”.

Sostenibilita’ ambientale: con “Triplo” parte da Lucca la sfida all’inquinamento acustico

Parte da Lucca la sfida all’inquinamento acustico nell’area transfrontaliera per quanto riguarda, in particolare, il trasporto merci, la logistica e i nodi strategici dell’industria locale in rapporto alle aree più densamente abitate.
Oggi a Palazzo Ducale, infatti, si è tenuta la conferenza di lancio del progetto europeo Triplo che punta ad attuare una strategia transfrontaliera per ridurre l’inquinamento acustico nelle aree comprese tra i porti commerciali e le aree retro-portuali dove sono situati scambi-merci (ad esempio la zona del Frizzone), tramite l’adozione di modelli di regolarizzazione dei flussi di traffico da applicarsi alla movimentazione terrestre delle merci.
La conferenza è stata aperta dall’intervento del presidente della Provincia Luca Menesini che ha ribadito quanto “i temi della mobilità sostenibile, del rispetto dell’ambiente e della necessità di fare rete per ridurre ogni forma di inquinamento siano importanti a tutti i livelli territoriali, anche in quello transfrontaliero, come in questo caso, grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea”.
La Provincia di Lucca è ente capofila di “TRIPLO” (acronimo di TRasporti e collegamenti Innovativi e sostenibili tra Porti e piattaforme LOgistiche), progetto europeo con un budget complessivo di oltre 1,2 milioni di euro che pianificherà specifiche strategie per la sfida della gestione del rumore concentrandosi sulle aree interessate che rappresentano le zone più popolate e quindi quelle che espongono al rischio di inquinamento acustico un più elevato numero di persone.
Gli interventi attuativi del progetto, che a livello locale vede la partecipazione anche di Lucense, consentiranno di inserire lo scalo merci del Frizzone a pieno titolo dentro il più ampio nodo logistico che parte dal Porto di Livorno proprio per sfruttare al meglio la risorsa ferroviaria per il trasporto della carta dal polo industriale di Capannori e Porcari verso i mercati europei raggiungibili via mare.
Il progetto avrà una durata di 30 mesi con la conclusione prevista nella primavera del 2020 quando dovrà esser pronto il Piano di governance approvato dai partner istituzionali e scientifici che sono, oltre alla Provincia di Lucca, l’Autorità portuale di Livorno, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Confindustria centro-nord Sardegna e la Camera di Commercio e dell’Industria del dipartimento del Var, in qualità di ente gestore del Porto di Tolone, situato nella Francia del sud (Provenza-Alpi-Costa Azzurra).
Nel corso della conferenza di lancio sono intervenuti, tra gli altri, l’arch. Francesca Lazzari, dirigente della Provincia di Lucca, che ha illustrato gli obiettivi di Triplo, Antonella Querci dirigente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, Stefan Guerra di Lucense con un intervento sulla sostenibilità nei trasporti tra porti e hinterland; e autorevoli esperti e docenti del CNR di Pisa e dell’università di Pavia.

Legge revisione Parchi e Aree Protette: giudizio positivo da Federparchi, Uncem, Federbim e Unione Province Lombarde

“Il giudizio sul lavoro fatto è un giudizio largamente positivo. Con gli emendamenti approvati in Commissione Ambiente della Camera il testo è stato notevolmente migliorato su alcuni aspetti rilevanti. In particolare, grande apprezzamento per il rifinanziamento del piano triennale delle aree protette, soprattutto quelle marine. Se si pensa che le 27 aree protette marine italiane venivano gestite con tre milioni e 600 mila euro adesso lo stanziamento è stato praticamente raddoppiato”.

A dirlo è stato Gianpiero Sammuri, presidente Federparchi, nel corso della conferenza stampa di stamattina alla Camera dei Deputati sul ddl di riforma parchi e aree protette all’attenzione dell’assemblea della Camera.

“Apprezziamo inoltre – ha aggiunto – l’approvazione dell’emendamento sui bilanci dei parchi per budget, che rende possibile un ammodernamento della gestione dei parchi rendendola più conforme al livello europeo, che già prevede questa modalità da diversi anni, e poi l’inasprimento delle sanzioni per l’utilizzo di mezzi illegali per la cattura e l’uccisione di animali, che ha un forte impatto soprattutto sulla pesca di frodo nelle aree marine protette”.

Giudizio positivo anche da Federbim, la Federazione dei bacini imbriferi montani, rappresentata dal Vicepresidente Enrico Petriccioli. “Dalla nuova legge nasce un nuovo modello di parco – ha detto – meno burocratizzato e che sensibilizza l’ opinione pubblica su una nuova forma di ecologia, che potremmo definire moderna. Fondamentale anche l’integrazione con la strategia nazionale Green Communities, e il riconoscimento del pagamento dei servizi ecosistemi di cui Federbim rappresenta un esempio virtuoso di lungimiranza a partire dagli anni 50, importante poi il rilancio dell’Appennino attraverso la Convenzione degli Appennini”.

Per Uncem il Vicepresidente Antonio Di Maria si è augurato che la legge venga approvata a breve dall’Aula perché i territori montani e le aree protette necessitano di un nuovo quadro normativo, che vada nel senso della rappresentanza degli enti locali nella gestione delle risorse e della semplificazione.

Un appello al sistema delle autonomie, perché colga l’occasione di rivedere una legge datata come la 394 adeguandola alle nuove esigenze dei territori, è stato lanciato da Pier luigi Mottinelli, presidente Unione Province Lombarde.

“Il sistema di aree protette non è contro la vivibilità dei territori – ha detto – e in questa legge gli enti locali giocano finalmente un ruolo da protagonisti. Dobbiamo impegnarci tutti a sostenerla”.

 

Decreto Terremoto, Upi “Serve personale per far fronte alle emergenze”

Consentire anche alle Province i cui territori sono stati distrutti dagli eventi sismici che ormai da questa estate scuotono il centro Italia, di poter assumere personale a tempo determinato per fronteggiare la fase di emergenza e assolvere a tutti i compiti che sono responsabilità degli enti di area vasta.

 

Questa la richiesta avanzata dal rappresentante dell’Upi, Carlo Riva Vercellotti, Presidente della Provincia di Vercelli, nella riunione della Conferenza Unificata di oggi, esprimendo comunque un parere positivo sul secondo decreto sisma.

 

Vercellotti ha spiegato come : “nelle sette Province che hanno subito gravi danni a causa del terremoto – prime fra tutte Rieti e Ascoli Piceno, insieme a Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia e Teramo – sono in campo squadre di tecnici che lavorano alle verifiche di staticità degli edifici pubblici, a partire dalle scuole, e sulle condizioni di praticabilità di strade e ponti.

Molti di questi enti, cui non scordiamoci che a seguito della riforma Delrio è stato dimezzato il personale, si trovano sguarniti di figure essenziali: solo su queste si chiede di poter procedere in via del tutto straordinaria, come previsto per i Comuni, alla possibilità di attivare contratti a tempo determinato o flessibili.

La mancanza di queste professionalità – ha concluso il Presidente Vercellotti – rischia di produrre rallentamenti e quindi nuovi disagi ai cittadini di queste comunità che invece hanno bisogno di risposte efficienti ed immediate dalle istituzioni”.

In allegato, il documento consgenato in conferenza unifciata

Documenti allegati:

Provincia Livorno, Protezione civile: regia unica tra Prefettura e Provincia per la gestione delle emergenze

La Prefettura di Livorno e la Provincia hanno sottoscritto due protocolli d’intesa per  una gestione integrata delle emergenze di Protezione civile a livello provinciale.
Tenuto conto delle rispettive competenze in materia, l’obiettivo è quello di ottimizzare gli interventi e predisporre un modello operativo integrato per la pianificazione e la gestione dei soccorsi in caso emergenza.
Uno degli aspetti principali della collaborazione è incentrato sulla revisione del Piano Provinciale di Protezione civile, che sarà strutturato come Piano Provinciale Integrato, alla cui redazione concorreranno, oltre alla Prefettura e alla Provincia, anche tutti i soggetti che fanno parte del sistema di Protezione civile: Vigili del fuoco, Asl, comuni, associazioni di volontariato, etc.
A questo è strettamente collegata la nascita di una nuova struttura, denominata Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) che avrà compiti di direzione unitaria  nella gestione delle emergenze e che si raccorderà con enti, amministrazioni e strutture operative presenti sul territorio provinciale.
Nella CCS, che avrà sede presso la Prefettura, confluisce anche l’Unità di Crisi dell’Amministrazione Provinciale, mentre per le fasi di intervento in caso di emergenza, il CCS si avvarrà della Sala Operativa Provinciale Integrata, già allestita a Livorno presso la sede della Protezione civile della Provincia in via Terreni.
In presenza di un evento calamitoso, alla Prefettura spetterà l’attivazione delle risorse statali (Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, forze armate, gestori di servizi pubblici, delle infrastrutture viarie e della rete ferroviaria. La Provincia, invece, coordinerà le risorse afferenti agli enti locali (Comuni, Centri Intercomunali, Servizio di piena, consorzi di Bonifica, gestori di trasporto pubblico, autorità di Bacino e Arpat), nonché il volontariato. Una sezione del CCS sarà istituita anche a Portoferraio, presso la sede distaccata della Prefettura, per la gestione delle  emergenze che interesseranno il territorio elbano.
“In caso di emergenza – sottolinea il presidente della Provincia Alessandro Franchi – è di vitale importanza la capacità di attivare rapidamente tutte le risorse in campo per portare soccorso alle persone e limitare le situazioni di pericolo. Per questo è fondamentale che le istituzioni collaborino fattivamente tra loro, per sfruttare al meglio competenze, professionalità, risorse tecnologiche e strumentali, al fine di garantire interventi efficienti a tutela della popolazione e delle cose”.
“Con la firma dei due protocolli – evidenzia il Prefetto di Livorno Tiziana Costantino – si attua il piano integrato di protezione civile con l’istituzione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) presso la Prefettura e la Sala Operativa Provinciale integrata presso la Provincia, a supporto dell’attività del CCS. Attraverso questi strumenti e soprattutto con la piena collaborazione dei soggetti coinvolti nel sistema di protezione civile, si da ulteriori risposte alle esigenze dei cittadini di avere strutture sempre più efficienti e in grado di assicurare tutele sempre più adeguate”.

Il Presidente Valluzzi rappresentante UNISDR delle Autorità locali Forum internazionale per attuazione protocollo di Sendai su riduzione rischio catastrofi

Il Governo italiano e la Città di Firenze, in collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio Disastri (UNISDR), organizzano a Firenze, il prossimo 16 e 17 giugno 2016, il primo Forum internazionale per l’implementazione e l’attuazione del protocollo di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi a livello locale.

L’evento coinvolgerà ministri, sindaci, policy makers, enti locali, autorità, aziende private, esperti e partner da tutto il mondo interessati a impegnarsi nella resilienza locale e urbana e nella riduzione del rischio.

Invitato dall’UNISDR (ONU), in rappresentanza delle autorità locali, il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi – assieme a Richard Haigh co-director del Global Disaster Resilience Centre, University of Huddersfield (UK), Helena Lindberg, Head, Civil Protection (Sweden), Ebru Gencer, Center for Urban Disaster Risk Reduction Resilience (USA), Riyanti Djalante, Kendari City (Indonesia) e Bertrand Gallet, Director of Citès Unies (France) – interverrà nella sessione dedicata al governo e alla prevenzione del rischio da disastri naturali a livello locale.

Provincia Reggio Emilia: 18 interventi contro le frane

Ben 18 interventi – cinque dei quali già ultimati, uno in corso o, gli altri 12 che partiranno tra giugno e il prossimo autunno – per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio reggiano. I cantieri, gestiti dalla Provincia di Reggio Emilia  grazie a circa 3 milioni di  fondi ottenuti dall’Agenzia regionale di Protezione civile, riguardano in particolare le frane attivatesi dopo le ondate di maltempo dell’autunno 2014 e la nevicata di febbraio 2015. Il punto della situazione è stato fatto ieri pomeriggio a Palazzo Allende dal consigliere delegato e dal dirigente alle Infrastrutture della Provincia di Reggio Emilia,Andrea Tagliavini e Valerio Bussei, insieme ai sindaci e agli amministratori dei comuni interessati dai cantieri: San Polo, Carpineti, Baiso, Villa Minozzo, Castelnovo Monti, Viano,  Vezzano, Albinea, Bibbiano e Ventasso.

Pari a 2 milioni e 940mila euro l’ammontare dei 18 interventi, finanziati dall’Agenzia regionale di Protezione civile grazie a 905.000 euro di risorse proprie destinate agli interventi di somma urgenze e a poco più di 2 milioni di fondi stanziati dalla Commissione europea per le alluvioni che a ottobre e novembre 2014 colpirono la nostra regione.

Cinque i cantieri già ultimati sulla Sp 27 a Fontanella di Baiso (90.000), sulla Sp 72 a Ghiardo di Bibbiano (50.000 euro),  sulla Sp 9 a Felina di Castelnovo Monti nei pressi dell’incrocio con la Statale 63 e due in comune di San Polo, dove si è intervenuti sulla Sp 513 per rimediare all’erosione dell’alveo del torrente Enza che aveva provocato il crollo della soglia di regimazione delle acque (265.000 euro) e sulla Sp 73 a La Fratta dove è stato realizzato il primo di due stralci (200.000 che prevedono la realizzazione di una palificata tirantata, drenaggi profondi e il ripristino della sede stradale. “A La Fratta resta ora da completare il secondo stralcio, per altri 160.000 euro: i lavori partiranno nelle prime settimane di giugno per concludersi   tra fine luglio e i primi di agosto con la riapertura al transito della Sp 73”, ha spiegato il consigliere delegato Tagliavini aggiungendo che “entro i primi giorni di ottobre anche tutti gli altri cantieri saranno aperti: la Provincia sta svolgendo un lavoro di progettazione molto serio, partito con tutte le indagini geologiche necessarie affinché i lavori garantiscano la tenuta nel tempo delle opere che stiamo realizzando”. 

Sempre entro  giugno partiranno altri 2 cantieri – sulla Sp 63 ad Albinea in prossimità del Cavazzone (90.000 euro) e sulla Sp 74 a Vronco di Vezzano sul Crostolo (90.000) – mentre sulla Sp 107 a Baiso (170.000 euro) sono ormai in via di ultimazione i lavori di sistemare il cedimento della scarpata di valle che ha interessato la sede stradale.

Previsto entro settembre l’avvio dei lavori sulla Sp 7 tra Carpineti e Felina, mentre entro i primi giorni di ottobre partiranno i rimanenti 9 cantieri che interessano la  Sp 27 a Fontanella di Baiso per il rinforzo della paratia esistente, il completamento di quella di valle e l’installazione di drenaggi sub orizzontali (610.000 euro in due lotti); la  Sp 59 a Villa Minozzo tra gli abitati di Minozzo e Sologno dove è franata la scarpata di valle (200.000 euro); la Sp 103 a Taviano di Ramiseto di Ventasso per il consolidamento della scarpata di valle con inserimento di palificazioni, realizzazione di drenaggi e regimentazione delle acque superficiali (220.000); la Sp 15 in prossimità del bivio per Taviano sempre a Ramiseto di Ventasso per la sistemazione della scarpata di valle e la realizzazione di opere di sostegno della sede stradale e di drenaggi profondi (250.000); la Sp 7 nei pressi della zona industriale di Viano per il ripristino della scarpata di valle con opera di sostegno alla base e sistemazione dello scolo delle acqua superficiali lungo la strada (75.000); laSp 63 a Carbonaso di Viano per opera di sostegno della sede stradale mediante la realizzazione gabbionate e realizzazione di drenaggi lungo il versante di valle (85.000);  la Sp 76 tra Carpineti e il castello per la realizzazione di opera di sostegno a valle strada e ripristino della scarpata e rifacimento della sede stradale (105.000) e nei pressi del bivio per Villaprara per opere di drenaggio e il rifacimento della sede stradale (80.000). 

Salvaguardia ambientale e protezione da inquinamento marino, la Provincia di Barletta Andria Trani sigla accordo con la Capitaneria di Porto

Questi gli obiettivi del Protocollo d’Intesa stipulato questa mattina in Prefettura tra la Provincia di Barletta – Andria – Trani e la Capitaneria di Porto di Barletta. A sottoscriverlo il Presidente della Provincia Francesco Spina ed il Capitano di Fregata Pierpaolo Pallotti, Capo del compartimento marittimo di Barletta, alla presenza dell’Ammiraglio Ispettore Domenico Di Michele, Direttore marittimo di Puglia e Basilicata Jonica, e del Prefetto della Bat Clara Minerva.

Le azioni previste consisteranno nell’accertamento della sussistenza di autorizzazioni allo scarico delle acque meteoriche o reflue, con particolare riferimento a quelle prodotte da aziende vitivinicole, oleifici e caseifici presenti sul territorio, nella verifica del rispetto delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi e nella verifica della conformità dei valori analitici delle acque di scarico ai parametri imposti dalla legge.

Secondo l’accordo stipulato, nel caso di segnalazioni di ipotesi di presunto inquinamento, di situazioni di emergenza e di criticità ambientale, riscontrate dal Settore Ambiente e Rifiuti della Provincia, lo stesso provvederà a coinvolgere gli organi di controllo che avvieranno le conseguenti attività investigative e di accertamento.

 

«A pochi giorni dall’evento “Green Bat”, gli Stati Generali dell’Ambiente conclusisi sabato, continuano le buone prassi in materia ambientale promosse dalla Provincia di Barletta – Andria – Trani – ha spiegato il Presidente della Provincia Francesco Spina -. Come certificato nell’ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, la Bat è la Provincia con la percentuale più bassa in Puglia e tra le più basse in Italia per numero di infrazioni ambientali, questo anche grazie alle numerose attività di prevenzione adottate d’intesa con le istituzioni del territorio, Prefettura, Procura della Repubblica e forze dell’Ordine. Oggi con la cooperazione della Capitaneria di Porto di Barletta, stipuliamo un protocollo d’intesa per la salvaguardia ambientale e la protezione dall’inquinamento marino costiero, attraverso il potenziamento dei sistemi di controllo e vigilanza. Queste azioni in stretta collaborazione con le istituzioni locali sono fondamentali per la tutela e la salvaguardia del nostro ambiente e del nostro mare».

 

Provincia Barletta Andria Trani: istanze di edilizia sismica per via telematica

A far data dal prossimo 1 giugno il Settore Urbanistica, Assetto del Territorio, Ptcp, Paesaggio, Genio Civile e Difesa del Suolo della Provincia di Barletta – Andria – Trani rende disponibile un portale informatico per la trasmissione in modalità telematica delle istanze inerenti la realizzazione di strutture in zona sismica, denominato P.I.E.SIS. (Portale Informatico Edilizia Sismica).

 

«Si tratta di un adempimento richiesto dal Decreto Legislativo n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale) e reso possibile grazie alla collaborazione fra la Provincia di Barletta – Andria – Trani ed i Comuni del territorio, in attuazione di apposito Protocollo di Intesa sottoscritto dalle rispettive Amministrazioni lo scorso anno – ha affermato il Presidente della Provincia Francesco Spina – Dopo aver semplificato le procedure di richiesta per autorizzazioni ambientali, grazie al Protocollo stipulato con Cna Bat nei giorni scorsi, siamo pronti a replicare per quanto riguarda le istanze di edilizia sismica, confermandoci una Provincia sempre più snella, efficace ed al passo con i tempi».

 

In una prima fase transitoria è previsto l’uso della procedura telematica per i procedimenti relativi alle Attestazioni di avvenuto deposito (Art. 93 del D.P.R. n. 380/01) ed alle Autorizzazioni per l’inizio lavori (Art. 94 del D.P.R. n. 380/01). Sono fatte salve tutte le altre procedure, fino a diversa disposizione, per le quali al momento non è ancora possibile la gestione telematica.

Per la gestione delle pratiche di edilizia sismica relative ad istanze inerenti i suddetti procedimenti, è possibile accedere dal portale istituzionale della Provincia, all’indirizzo www.provincia.bt.it, mediante apposito link, alla piattaforma P.I.E.SIS. (Portale Informatico Edilizia Sismica).

Per ottenere le credenziali di accesso al portale P.I.E.SIS, l’utente dovrà compilare la relativa scheda di registrazione che compare selezionando la funzione “Registrazione” presente in tale pagina web; in esito alla predetta procedura vengono fornite nome utente e password all’indirizzo PEC indicato.

Per la gestione delle pratiche edilizie occorrerà possedere, necessariamente, firma digitale e casella di posta elettronica certificata (PEC). In alternativa, l’interessato potrà avvalersi, mediante procura speciale, della casella di posta elettronica e della firma digitale di un professionista di fiducia, affinché proceda alla compilazione della documentazione in formato elettronico ed alla relativa trasmissione telematica.

In una prima fase transitoria sarà ancora possibile presentare istanze in modalità tradizionale (cartacea) sino all’avvio a regime della procedura telematica. Al termine della fase transitoria le pratiche presentate in modalità tradizionale, per legge, saranno irricevibili e quindi non produrranno alcun effetto giuridico.

Per informazioni è possibile  contattare il Settore Urbanistica, Assetto del territorio, Ptcp, Paesaggio, Genio Civile e Difesa del Suolo della Provincia, ubicato in P.zza Plebiscito n. 34, a Barletta, negli orari di ricevimento oppure spedire una mail all’indirizzo [email protected].

 

Provincia di Ancona: al via seminari formativi per ridurre i costi ed aumentare l’efficienza energetica negli edifici pubblici

Inizierà il prossimo 5 giugno 2015 presso la sala consiliare provinciale sita in Ancona, Via Strada di Passo Varano n. 19/a, il programma formativo regionale rivolto a professionisti e dipendenti pubblici in particolare tecnici e dirigenti scolastici per approfondire la tematica dell’efficienza energetica degli edifici pubblici in particolare gli edifici scolastici.

Il primo dei dodici seminari di diffusione di pratiche energetiche e di sensibilizzazione delle amministrazioni, che toccherà tutte e cinque le province marchigiane, tratterà del progetto europeo ZEMEDS e sarà occasione per fare il punto sulla normativa degli appalti pubblici in materia e sulle fonti di finanziamento europee e nazionali disponibili.   

La Presidente della Provincia di Ancona Liana Serrani aprirà i lavori e a seguire relazioneranno: l’ing. Roberta Ansuini, ricercatrice e responsabile scientifico del Progetto ZEMEDS; il dott. Marco Battello presidente dell’associazione Tecla Europa, esperto di finanziamenti europei e l’avv. Luigi Pianesi professore universitario esperto di diritto amministrativo e di normativa sugli appalti.

Al seminario di Ancona, l’Ordine degli Avvocati ha concesso 4 crediti formativi.

 

I successivi seminari saranno accreditati dagli ordini degli ingegneri delle province di Ancona e di Fermo e si svolgeranno il 12 giugno presso la sala consiliare della Provincia di Fermo, il 18 giugno presso la sala consiliare del Comune di Civitanova Marche, il 26 giugno presso l’auditorium San Rocco di Senigallia. Il ciclo seminariale proseguirà dopo la pausa estiva con altri appuntamenti a settembre ed ottobre nelle città di Pesaro, Jesi, San Benedetto del Tronto, Fabriano, Macerata, Camerino, Loreto ed uno fuori regione a Modena.

 

Il seminario gratuito si rivolge a professionisti, dirigenti scolastici, tecnici comunali, personale amministrativo degli uffici tecnici, amministratori e chiunque voglia approfondire la tematica della riduzione dei consumi energetici.

 

Per iscriversi al seminario e, per ora, ai successivi di giugno occorre registrarsi al sito www.provincia.ancona.it nella sezione contraddistinta con il banner del progetto ZEMEDS (seminari formativi).

Per approfondimenti sul progetto europeo si invita a visitare il sito web ufficiale www.zemeds.eu.

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