Categoria: Ambiente e Territorio

Esplora tutte le news

FA.RE.NA.IT FARE RETE PER NATURA 2000 IN ITALIA

Il progetto FARENAIT, co-finanziato dal programma LIFE+ dell’Unione Europea, nasce per rilanciare Rete NATURA 2000 in Italia, il programma europeo per la protezione degli habitat e delle specie a rischio.

Molti habitat naturali e animali rari e minacciati sopravvivono anche grazie a pratiche agricole tradizionali e sostenibili. Per questo è importante coinvolgere nella salvaguardia della biodiversità chi vive ed opera in determinate aree agricole.

 

Partner

FARENAIT nasce dalla collaborazione tra CTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – la Regione Lombardia, Coldiretti e Comunità Ambiente.

 

 

A chi si rivolge il progetto

L’iniziativa è rivolta:

agli agricoltori per aumentare la conoscenza della rete Natura 2000 e le opportunità che essa offre al mondo rurale;

agli amministratori pubblici, per accrescere le conoscenze e le competenze sulle tematiche relative alla rete ecologica europea;

alle scuole per rafforzare il rapporto dei giovani con il territorio in cui vivono e per renderli consapevoli dell’importanza della natura e della biodiversità.

 

 

FARENAIT intende rafforzare l’alleanza tra mondo rurale e mondo della conservazione della natura, attraverso una serie di azioni di comunicazione da realizzare su tutto il territorio nazionale nel corso dei 3 anni del progetto (dal 2012 al 2014).

Le azioni previste si propongono di migliorare la comunicazione fra amministrazioni pubbliche e mondo agricolo, illustrare i benefici collegati alla rete ecologica europea e restituire ai territori inclusi nella Rete Natura 2000 il riconoscimento del loro valore per fermare la perdita della biodiversità.

 

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Per sensibilizzare gli amministratori pubblici riguardo a Rete Natura 2000 e fornire suggerimenti utili ad avviare nei confronti del mondo agricolo azioni di comunicazione efficaci, è previsto lo svolgimento di una campagna di comunicazione e la realizzazione di una serie di azioni di formazione e aggiornamento, rivolti ai dirigenti e funzionari regionali e locali.

L’azione include la distribuzione di un set di prodotti di comunicazione editoriali (ad esempio un manuale di comunicazione) e multimediali (spot audio e video, edugame) utilizzabili dalle amministrazioni per comunicare con le aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE AL MONDO AGRICOLO

Agli imprenditori agricoli e alle loro organizzazioni di tutte le regioni è dedicato un percorso informativo e formativo volto a:

  • rendere consapevoli gli agricoltori e gli allevatori del ruolo fondamentale che svolgono per la tutela e la conservazione della biodiversità,
  • facilitare la comunicazione con le amministrazione pubbliche;
  • aumentare la conoscenza delle opportunità  legate a RN2000 e favorire l’accesso ai fondi previsti per chi opera in aree RN2000.

Quest’attività sarà realizzata in tutte le regioni italiane attraverso l’organizzazione di una serie di seminari formativi e incontri locali che coinvolgeranno anche il pubblico e mediante un educational tour diretto ad agricoltori e aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLA SCUOLA

Alle scuole italiane è dedicata una campagna di educazione ambientale per coinvolgere insegnanti e studenti nella costruzione di un’alleanza concreta per la biodiversità e per l’agricoltura sostenibile nelle aree Natura 2000.

La campagna prevede una competizione per le scuole primarie (dal 2° ciclo) e secondarie di 1° e 2° grado, che si impegneranno nella cura di un’area della Rete Natura 2000.

Ogni anno saranno selezionate 3 classi tra quelle che avranno inviato il loro elaborato e saranno premiate con un soggiorno in una area Natura 2000 di particolare pregio e bellezza.

Saranno inoltre realizzati 5 seminari di formazione e aggiornamento docenti, per fornire agli insegnanti ulteriori elementi di conoscenza e supporto per la realizzazione delle attività in classe.

 

 

Il progetto prevede uno sportello informativo, per fornire consulenza alle amministrazioni pubbliche e a chi vive ed opera in aree rurali o agricole, sulla gestione dei siti Natura 2000, sugli aspetti naturalistici e di conservazione e sull’accesso e l’utilizzo dei fondi collegati a Rete Natura 2000.

 

Per consultare lo sportello informativo è sufficiente scrivere un e-mail al seguente indirizzo [email protected] o chiamare il numero telefonico 06 5806070.

 

 

Per maggiori informazioni sul progetto

Indirizzo mail: [email protected]

Tel. 06/44111327

www.lamiaterravale.it

 

 

 

Sisma: al via il coordinamento delle Province per interventi

Creare un circuito virtuoso tra le Province che in questi giorni si sono messe immediatamente a diposizione per supportare le comunità, e le sei Province – Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, Rovigo, Mantova – colpite dal sisma, per indirizzare aiuti e risorse in maniera mirata, senza disperdere risorse. Questo l’obiettivo del coordinamento delle Province per fronteggiare il terremoto nel nord Italia, attivato dall’Upi.

“Le Province – spiega il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – si sono impegnate in una gara di solidarietà all’indomani della prima scossa, per portare soccorsi e aiutare nella fase emergenziale. Interventi che sono stati decisivi per garantire da subito alle popolazioni colpite l’assistenza necessaria.

Per non disperdere questo prezioso patrimonio di collaborazione e continuare a supportare tutti i territori, anche nel post emergenza, abbiamo concordato con le sei Province colpite da sisma, che si trovano a dovere fronteggiare in prima linea ora la fase della ricostruzione e della ripartenza,  di realizzare una rete di contatti diretti, che permetta alle amministrazioni che lo vorranno di intervenire direttamente nei Comuni colpiti attraverso la regia delle Province, con gli aiuti che si riterranno più opportuni. Attiveremo quindi – assicura Castiglione – un vero e proprio gemellaggio, che legherà le sei Province Capofila e i loro Comuni con le Province che offriranno sostegno,  e permetterà quindi di indirizzare qualunque forma di aiuto in maniera mirata, immediata, senza rischiare di disperdere energie e risorse in progetti ripetitivi o interventi tardivi. Ci sono opere pubbliche da rimettere in piedi, strade e scuole su cui servono verifiche e ristrutturazioni tempestive, ma soprattutto c’è bisogno che le istituzioni utilizzino ogni risorsa disponibile per permettere alle comunità di riprendere a vivere nella quotidianità. Un traguardo che si può raggiungere dimostrando ancora una volta la forte coesione istituzionale del Paese e il ruolo determinante di quelle istituzioni, come le Province e i Comuni, che come sempre sono le prime a sapere rispondere ai cittadini”.                        

Documenti allegati:

Decreto sisma: Province escluse dall’allentamento del Patto

“Comprendiamo e apprezziamo l’estrema urgenza con cui il Governo è dovuto intervenire per dare risposte immediate alle comunità colpite dal terremoto. Ma il mancato allentamento del Patto di stabilità interno, previsto per il soli Comuni e non per le Province, rappresenta un blocco inaccettabile  alla possibilità di investire nella ricostruzione di scuole, strade e degli edifici pubblici delle sei Province colpite dal sisma”.

 Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che aggiunge: “troviamo inaccettabile che, dovendo il Governo trovare soluzioni adeguate all’emergenza, escluda le Province dalle sole misure in grado di permettere a queste istituzioni di dare risposte ai cittadini per le proprie competenze, mostrando di non volere considerare l’enorme impegno speso in questi 15 giorni di emergenza proprio dalle Province.

Una grave mancanza di rispetto, questa, non tanto e non solo verso le istituzioni, quanto verso tutti quegli uomini e quelle donne, amministratori e dipendenti pubblici delle Province, che stanno lavorando ogni giorno fianco a fianco con Regioni e Comuni nel massimo della collaborazione e con generosità e dedizione. Ci auguriamo che il Parlamento possa correggere questo errore, che danneggia, prima di tutto, comunità e i territori”.

Upi: Emergenza sisma e scuole a rischio

“E’ certamente positiva la scelta del Governo di permettere a Comuni e Province dei territori colpiti dal sisma di derogare al patto di stabilità per gli interventi di emergenza. Ma se si consentisse agli Enti locali che hanno soldi in cassa  di riprendere a pianificare gli investimenti non solo quando c’è un’emergenza, potremmo garantire scuole più sicure in tutto il Paese. Per questo abbiamo chiesto da mesi al Governo di togliere dai vincoli del patto gli interventi per la messa in sicurezza delle scuole: altrimenti continueremo a potere intervenire solo dopo che saranno crollate”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come “ormai sono mesi che l’Upi chiede di sbloccare i fondi vincolati dal patto di stabilità. Per le Province, nel 2012, si parla di più di 4 miliardi di euro non utilizzabili. Non possiamo, ogni volta  che accade una tragedia come questa del sisma nel nord Italia, ritrovarci a dovere inventare misure improvvisate, dettate dall’emergenza. Se si tornasse a pianificare, a programmare gli interventi, si potrebbe avviare una grande opera di manutenzione delle scuole che in tutta Italia hanno bisogno di interventi.

Per fare questo, però, c’è bisogno che il Governo, insieme alle Province e ai Comuni, ragioni su quelle modifiche al patto di stabilità che farebbero davvero il bene del Paese, non solo perché ci permetterebbero di fare studiare i nostri ragazzi in scuole sicure e moderne, ma anche perché darebbero il via ad una forte ripresa economica. Siamo un Paese fondato sulla piccola e media industria: gli investimenti della Pubblica amministrazione vanno indirizzati verso interventi capaci di mettere in moto questi sistemi imprenditoriali.

Rinnovabili: i progetti delle Province per semplificare le procedure

Si chiama Interpares – Percorsi di semplificazione amministrativa ed è il progetto, che domani chiude l’ultima Round Table attrverso cui, con UPI capofila e con Tecla ed Ecosistemi come partner tecnici, 12 province hanno avviato una sperimentazione basata su modelli semplificati ed omogenei per le installazioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

Un progetto che si conclude dopo 36 mesi, durante i quali sono state in via preliminare analizzate le normative nazionali e regionali in materia di FER, verificandone punti di forza e criticità, comparando anche tali normative tra diversi Stati UE, per poi arrivare alla redazione di una modulistica semplificata attraverso la quale facilitare gli operatori del settore e, al tempo stesso, ridurre l’onere amministrativo per gli enti.

 

Tra i risultati più interessanti si segnalano quelli prodotti dalla Provincia di Benevento dove, per un impianto di mini eolico, si è registrata una riduzione dei tempi necessari per la conferenza dei servizi pari a oltre il 30%, e dalla Provincia di Salerno, dove si è osservata anche una tangibile riduzione delle richieste di informazioni da parte degli operatori, riducendo così l’appesantimento dell’iter, proprio in virtù della chiarezza dei modelli utilizzati.

 

Il progetto Interpares, la cui presentazione finale si svolgerà a Bruxelles il prossimo 20 giugno in occasione dell’Energy Week , potrà dunque produrre ancora nel tempo dei benefici sensibili sul territorio, grazie all’azione di disseminazione dei risultati del progetto che l’UPI porterà avanti nei prossimi mesi.

 

Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Bello di Benevento: “ il progetto realizzato s’inserisce in un quadro di iniziative condotte dalla Provincia per semplificare le procedure di rilascio delle Autorizzazioni Energetiche, assicurando tempi certi per gli imprenditori che vogliono investire nel Sannio per il Polo di Eccellenza delle Energie Rinnovabili. Tale sistema di sviluppo sta producendo, in questo difficile momento di crisi economica, effetti positivi nel settore delle Energie Rinnovabili creando occasioni di sviluppo rispettose dell’ambiente”.

TERREMOTO: RACCOLTA FONDI REGIONE EMILIA ROMAGNA

La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a quanti, privati ed Enti pubblici, desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.

Per i privati le possibilità sono le seguenti:

– versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;

– bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;

– versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

Per quanto riguarda invece gli Enti pubblici, assoggettati al sistema di Tesoreria unica, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.

In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

Terremoto: Province impegnate nei soccorsi

“E’ una giornata di dolore pe le vittime dei sisma e di grande preoccupazione per i cittadini dell’Emilia Romagna. Le Province si sono immediatamente attivate per collaborare ai soccorsi e sostenere nell’opera di assistenza ai tantissimi cittadini rimasti senza casa.

Al Presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, e ai presidenti delle Province devastate dal sisma va tutto il nostro sostegno e un ringraziamento sentito. L’Italia saprà dimostrare ancora una volta tutta la forza dell’unità e una piena solidarietà ai cittadini, alle imprese che hanno perso tutto, alle istituzioni.

L’Unione delle Province d’Italia è a diposizione da subito per ogni iniziativa il Governo, la Regione o gli Enti locali dell’Emilia Romagna riterranno utile mettere in campo a livello nazionale e locale ”.  Lo dichiara il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

 

Fondo Kyoto: al via i finanziamenti a servizio dell’ambiente

Il Fondo Kyoto è stato istituito dalla Legge finanziaria 2007 per finanziare la realizzazione di interventi in attuazione dei dettami del Protocollo di Kyoto (1997), il trattato internazionale che fissa le linee guida per la riduzione delle emissioni inquinanti responsabili del riscaldamento globale. Le modalità per l’erogazione dei finanziamenti sono state definite dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero dello Sviluppo
Economico.

Nel link, le modalità di accesso ai finanziamenti

EMERGENZA NEVE: IL DECRETO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA DICHIARAZIONE DELL’ECCEZIONALE RISCHIO DI COMPROMISSIONE DEGLI INTERESSI PRIMARI

Pubblichiamo in allegato il DPCM 8 febbraio 2012 concernente la dichiarazionc dell’eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a causa delle eccezionale avversita atmosferiche che stanno colpendo il territorio nazionale nel corrente mese. Modalita attivazione risorse pubbliche e private.

Documenti allegati:

Maltempo: continua il lavoro delle Province

“E’ un lavoro incredibile quello che da una settimana le Province italiane stanno sostenendo in prima linea contro il maltempo. Ovunque , dalle Marche al Lazio, dalla Campania alla Basilicata, le Province sono operative 24 ore su 24, non solo per liberare le strade provinciali dalla neve, ma soprattutto per andare in aiuto  con uomini e mezzi dei tanti piccoli Comuni che da soli non ce la fanno. Ma la situazione in alcune zone è ancora drammatica e la determinazione e il coraggio degli amministratori e dei dipendenti delle Province non basta più”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando che “c’è bisogno di sbloccare risorse per permettere di potere continuare ad avere mezzi e uomini a disposizione a chi, come nelle Marche, in Emilia Romagna, in Abruzzo o in Basilicata, si trova ad affrontare le condizioni  più critiche. La tregua che dovrebbe questa settimana darci il maltempo è decisiva per riuscire a riportare la normalità in tutte le comunità. Ma ricordo che dopo, quando l’emergenza sarà passata, ci sarà da fare la conta dei danni, che non saranno certo lievi. Le strade provinciali, le scuole, il territorio, avranno bisogno di investimenti urgenti per la  messa in sicurezza, e se non ci sarà permesso di utilizzare i fondi bloccati dal patto di stabilità ci sarà impossibile intervenire. E non è pensabile – conclude Castiglione – che siano i cittadini, con la tassa sulle disgrazie, a dover pagare il conto”. 

 

Maltempo: Le Province in prima linea

“In tutta Italia le Province e i Comuni sono ormai da quattro giorni impegnati giorno e notte con uomini, risorse e mezzi per fare fronte alla drammatica emergenza maltempo che sta sconvolgendo l’intera penisola. Il Governo deve sostenere questo sforzo enorme che le istituzioni locali stanno portando avanti, quanto meno acconsentendo ad una deroga al patto di stabilità interno per gli interventi realizzati per l’emergenza neve”.
Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come :“da giorni i tecnici e i dipendenti delle Province lavorano, saltando turni di riposo, per cercare di consentire alle comunità e ai piccoli paesi di resistere al meglio alla neve, ma le risorse sono agli sgoccioli. C’è bisogno di potere usare quanto possibile, derogando ai vincoli del patto di stabilità, per pagare le ditte che stanno lavorando a spalare e i mezzi spazzaneve, ma anche per riparare i danni che questa ondata di maltempo ha procurato alle strutture pubbliche e alle strade”.  

L’UPI SCRIVE ALL’ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA

Attraverso il comunicato INU del 20 dicembre us, avente ad oggetto la recente manovra economica,  ed in particolare l’intervento normativo in essa contenuta nei confronti delle Province, si evince dalle considerazioni espresse che accanto alla preoccupazione per il vuoto che si creerebbe per le funzioni attualmente svolte dalle Province, si vuole indicare anche una prospettiva di soluzione al problema delineato.
Di fatto il comunicato stampa predispone l’INU in una condizione di supporto al percorso tecnico/politico che inevitabilmente si aprirà nel momento in cui il legislatore si appresterà a dare concretezza a quanto previsto dall’art. 23 del dl 201/11, per quanto riguarda il trasferimento delle funzioni provinciali ad altri livelli di governo.
Ferma restando evidentemente l’autonomia dell’Istituto, non posso non rilevare come, anche a tutela delle Province associate ad INU, la posizione assunta di fatto supera e cancella una delle funzioni principali – direi quasi fisiologica e connaturata alla dimensione – dell’ente Provincia, quale ente di governo di area vasta in grado di qualificare e sostenere, anche grazie alla capacità di offrire una conoscenza ed una capacità di sintesi che va oltre i particolarismi dei singoli territori, i progetti di sviluppo strategici di importanti aree sovra comunali. L’UPI resta comunque disponibile per un incontro qualora l’INU non abbia ancora assunto una posizione definitiva in materia, per un approfondimento di merito.

In allegato, pubblichiamo la lettera di risposta inviata dal segretario Generale dell’Inu, Giuseppe De Luca

Documenti allegati:

Cerca