Categoria: Ambiente e Territorio

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CENTRALTA’ DEI SISTEMI MONTANI E VALLIVI BERGAMASCHI DI FRONTE ALLE SFIDE GLOBALI DELL’ABITARE

Oggi pomeriggio, nel corso di un workshop promosso dal Tavolo Bergamo 2030, è stato presentato alla presenza dell’Assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, il Position Paper Centralità dei sistemi montani e vallivi bergamaschi di fronte alle sfide globali dell’abitare dedicato alla montagna bergamasca, un documento strategico frutto di un lungo lavoro di analisi e di condivisione tra i partner del Tavolo e i diversi stakeholders coinvolti nel percorso di elaborazione, tra cui i rappresentanti dell’Osservatorio per la montagna. Il Position Paper si propone quale documento di sintesi e indirizzo per orientare e supportare le scelte di chi governa i territori montani e vallivi e nasce dalla consapevolezza che, per garantire uno sviluppo sistemico e integrato dei territori orobici, occorre dotarsi non solo di una visione comune, ma anche di strumenti e metodologie di lavoro condivise. Tutto ciò nell’ottica di aiutare la montagna bergamasca ad affrontare le sfide del prossimo decennio quali lo spopolamento delle aree interne, la preservazione degli ecosistemi ambientali, il sostegno ai presidi industriali e all’occupazione, l’incentivazione di nuove economie per il potenziamento del sistema turistico locale.

Dopo una puntuale analisi delle principali sfide e delle opportunità che caratterizzano isistemi montani e vallivi orobici, il documento delinea i quattro principali assi strategici entro cui prevedere la futura attivazione degli interventi:
● IL POTENZIAMENTO DELLE DOTAZIONI (welfare, trasporti, infrastrutture digitali, nuove forme di governance, comunità energetiche);
● IL POTENZIAMENTO DEL SISTEMA TURISTICO LOCALE (rinnovo patrimonio immobiliare, ricettività contemporanea, sistema integrato di offerta turistica);
● IL RILANCIO AGROSILVOPASTORALE (strategia per la zootecnia, bosco, filiera del legno, distretto del cibo);
● L’ INDUSTRIA DI MONTAGNA (accordi di cosviluppo, accessibilità delle merci).

Un lavoro che nasce da numerose buone pratiche progettuali già in corso e condivise nell’ambito del Tavolo Bergamo 2030 (Bando MIC “Attrattività dei borghi storici” 2022, Smart Orobie, progetto strategico pluriennale del sistema camerale “Turismo”, Piano di sviluppo industriale del Comune di Valbrembilla, Orobie Slow Experience, Sport e turismo), a partire dalle quali si evidenzia la necessità di rafforzare un coordinamento generale di sistema che possa ricondurre le diverse sperimentazioni all’interno di una visione integrata.
La proposta delineata nel Paper è la creazione di una struttura tecnico-scientifica denominata OROBIE LAB: un organismo coordinato scientificamente dall’Università e supportato dal Tavolo Bergamo 2030 che avrà il compito di porsi non solo a sostegno delle esperienze in corso, ma anche di rispondere agli obiettivi declinati dal paper, curando la redazione di proposte progettuali candidabili su bandi europei, nazionali o regionali, nonché la promozione di progetti pilota anche in relazione all’attuazione delle strategie regionali. Il coordinamento generale di Orobie LAB sarà in capo all’Osservatorio per la montagna della Provincia di Bergamo, esempio di governance territoriale ed eccellenza del nostro territorio, forse unica anche a livello regionale, dove sono riuniti tutti gli amministratori delle principali istituzioni montane bergamasche, i quali sapranno individuare le priorità su cui direzionare i progetti. A seconda delle tematiche progettuali affrontate, Orobie LAB si occuperà anche di attivare momenti di confronto con esperti e rappresentanti del mondo associativo, imprenditoriale e istituzionale.

“Già all’inizio del mio mandato, grazie al supporto del Consigliere Fabio Ferrari, abbiamo da subito rilanciato con forza l’Osservatorio della Montagna. Oggi finalmente l’Osservatorio può arricchirsi di un importante supporto tecnico-scientifico grazie alla nascita di Orobie LAB, un utile strumento sia per dare attuazione alle priorità politiche istituzionali degli amministratori territoriali locali sia per attrarre importanti finanziamenti attraverso l’elaborazione di proposte progettuali concrete”. Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo.
“In sede di Tavolo Bergamo 2030, la disamina delle priorità effettuata attraverso la stesura del position paper ha mostrato l’opportunità di dotarsi di uno strumento tecnico, Orobie LAB, a supporto dell’Osservatorio per la Montagna nella predisposizione di proposte progettuali trasversali e nella promozione di progetti pilota, al fine di rispondere in modo sempre più integrato ai bandi e alle opportunità messe a disposizione da Regione Lombardia”, ha commentato Carlo Mazzoleni, Presidente della Camera di Commercio di Bergamo.
“L’Università degli studi di Bergamo ha sviluppato una consolidata attenzione alla montagna lombarda in chiave multidisciplinare. Sono state coinvolte istituzioni pubbliche e private e sono stati creati forti legami tra il campus in città e le aule territoriali nelle aree montane, trovando proprio nella Montagna uno degli ambiti strategici a cui dedicare le tre missioni che muovono il lavoro quotidiano della comunità accademica: didattica, ricerca, terza missione. E’ per me una priorità far nascere all’interno del nostro Ateneo, in collaborazione con il Tavolo Bergamo 2030, un laboratorio scientifico e di supporto tecnico alle comunità delle valli bergamasche, per monitorare e studiare la vulnerabilità di questi territori di fronte alle sfide globali e per contribuire a creare un tavolo di co-progettazione che possa ispirare scelte sostenibili, attraverso un dialogo costante con le comunità, le istituzioni e i privati con i quali tessere relazioni a diverse scale su specifici interventi” Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo.

SALENTO PIU’ VERDE: SU INVITO DELLA PROVINCIA DI LECCE 23 COMUNI HANNO INDICATO AREE IDONEE AL RIMBOSCHIMENTO

Riforestazione sì: 23 Comuni salentini hanno risposto all’invito che la Provincia di Lecce ha lanciato per coinvolgere il territorio nel progetto di rimboschimento degli spazi urbani ed extraurbani.

Obiettivo: puntare alla sostenibilità ambientale, trasformare il Salento in un territorio più green coinvolgendo tutti i Comuni, con l’obiettivo di riqualificare il verde urbano, mitigare le emissioni inquinanti, favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e ricostruire il paesaggio post xylella.

A seguito del Protocollo d’intesa per il rimboschimento con Fondazione Sylva e del Protocollo di adesione a “Mosaico Verde”, Campagna nazionale per la forestazione di aree urbane ed extraurbane e la tutela di boschi ideata da AzzeroCO2, la Provincia di Lecce aveva promosso un incontro informativo (lo scorso 11 gennaio), nel quale si chiedeva ai sindaci di comunicare la disponibilità di eventuali aree potenzialmente idonee ad ospitare interventi di forestazione urbana ed extraurbana, per programmare gli interventi successivi.

Ad oggi, hanno aderito, trasmettendo i riferimenti delle aree disponibili per la riforestazione, il recupero e la valorizzazione del paesaggio, i seguenti Comuni: Alezio, Caprarica, Carpignano, Castro, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Lecce, Leverano, Morciano, Nociglia, Novoli, Otranto, Palmariggi, Racale, Ruffano, Salice Salentino, Santa Cesarea Terme, Sogliano Cavour, Spongano, Tuglie, Veglie, Vernole.

AzzeroCo2, azienda leader nel settore, in questi giorni sta provvedendo a contattare i riferimenti comunicati da ogni Comune, per programmare un sopralluogo e definire le successive determinazioni per interventi che mirano ad un Salento sempre più verde.

“La cabina di regia-Provincia continua a funzionare, anche rispetto agli interventi di ripristino ambientale. Ci siamo posti a sostegno dei processi di rinaturalizzazione delle aree e, in maniera pratica, abbiamo presentato il progetto ai sindaci del nostro territorio, così da poter individuare le aree del Salento potenzialmente idonee ad ospitare interventi di forestazione urbana ed extraurbana. Ora via alle azioni concrete da intraprendere per creare nuovi polmoni verdi sul territorio e migliorarne la gestione”, dichiara Stefano Minerva, presidente della Provincia.

SALENTO PIU’ VERDE: SU INVITO DELLA PROVINCIA DI LECCE 23 COMUNI HANNO INDICATO AREE IDONEE AL RIMBOSCHIMENTO

Riforestazione sì: 23 Comuni salentini hanno risposto all’invito che la Provincia di Lecce ha lanciato per coinvolgere il territorio nel progetto di rimboschimento degli spazi urbani ed extraurbani.

Obiettivo: puntare alla sostenibilità ambientale, trasformare il Salento in un territorio più green coinvolgendo tutti i Comuni, con l’obiettivo di riqualificare il verde urbano, mitigare le emissioni inquinanti, favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e ricostruire il paesaggio post xylella.

A seguito del Protocollo d’intesa per il rimboschimento con Fondazione Sylva e del Protocollo di adesione a “Mosaico Verde”, Campagna nazionale per la forestazione di aree urbane ed extraurbane e la tutela di boschi ideata da AzzeroCO2, la Provincia di Lecce aveva promosso un incontro informativo (lo scorso 11 gennaio), nel quale si chiedeva ai sindaci di comunicare la disponibilità di eventuali aree potenzialmente idonee ad ospitare interventi di forestazione urbana ed extraurbana, per programmare gli interventi successivi.

Ad oggi, hanno aderito, trasmettendo i riferimenti delle aree disponibili per la riforestazione, il recupero e la valorizzazione del paesaggio, i seguenti Comuni: Alezio, Caprarica, Carpignano, Castro, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Lecce, Leverano, Morciano, Nociglia, Novoli, Otranto, Palmariggi, Racale, Ruffano, Salice Salentino, Santa Cesarea Terme, Sogliano Cavour, Spongano, Tuglie, Veglie, Vernole.

AzzeroCo2, azienda leader nel settore, in questi giorni sta provvedendo a contattare i riferimenti comunicati da ogni Comune, per programmare un sopralluogo e definire le successive determinazioni per interventi che mirano ad un Salento sempre più verde.

“La cabina di regia-Provincia continua a funzionare, anche rispetto agli interventi di ripristino ambientale. Ci siamo posti a sostegno dei processi di rinaturalizzazione delle aree e, in maniera pratica, abbiamo presentato il progetto ai sindaci del nostro territorio, così da poter individuare le aree del Salento potenzialmente idonee ad ospitare interventi di forestazione urbana ed extraurbana. Ora via alle azioni concrete da intraprendere per creare nuovi polmoni verdi sul territorio e migliorarne la gestione”, dichiara Stefano Minerva, presidente della Provincia.

Al via GSE in-FORMA 2024 programma di formazione gratuito e digitale

Il prossimo 14 marzo ripartirà GSE in–FORMA 2024, il programma di formazione continuo, gratuito e digitale, nato per formare e aggiornare amministratori locali, funzionari pubblici e professionisti sulla disciplina e sugli incentivi legati al settore energetico.

Il programma di Formazione del GSE, che ha ottenuto il Patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è organizzato con il Patrocinio di ANCI, UPI e RENAEL, espanderà per il 2024 la propria proposta verso i tre cluster di PA, Servizi Pubblici locali e Imprese, e fornirà ai discenti una formazione qualificata, in particolare sul Decreto CACER, le sue Regole Operative e gli incentivi PNRR, consolidando le giornate dedicate alla riqualificazione dell’edilizia pubblica, illuminazione pubblica, distribuzione dell’energia elettrica, procedimenti autorizzativi per le FER, servizi di pubblica utilità connessi al mondo della gestione dei rifiuti, della mobilità e del sistema idrico integrato.

 La qualità della formazione di  GSE in-FORMA è assicurata, oltre che dagli specialisti del GSE, dalla partecipazione di partner istituzionali come CDP, CONSIP ed ENEA, nonché certificata dalla sinergia con il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, il Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati, il Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri Laureati di Grosseto, l’Ordine degli Architetti di Macerata.

Per iscriversi a una o a tutte le giornate di formazione e ricevere i crediti formativi cliccare QUI.

Al via GSE in-FORMA 2024 programma di formazione gratuito e digitale

Il prossimo 14 marzo ripartirà GSE in–FORMA 2024, il programma di formazione continuo, gratuito e digitale, nato per formare e aggiornare amministratori locali, funzionari pubblici e professionisti sulla disciplina e sugli incentivi legati al settore energetico.

Il programma di Formazione del GSE, che ha ottenuto il Patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è organizzato con il Patrocinio di ANCI, UPI e RENAEL, espanderà per il 2024 la propria proposta verso i tre cluster di PA, Servizi Pubblici locali e Imprese, e fornirà ai discenti una formazione qualificata, in particolare sul Decreto CACER, le sue Regole Operative e gli incentivi PNRR, consolidando le giornate dedicate alla riqualificazione dell’edilizia pubblica, illuminazione pubblica, distribuzione dell’energia elettrica, procedimenti autorizzativi per le FER, servizi di pubblica utilità connessi al mondo della gestione dei rifiuti, della mobilità e del sistema idrico integrato.

 La qualità della formazione di  GSE in-FORMA è assicurata, oltre che dagli specialisti del GSE, dalla partecipazione di partner istituzionali come CDP, CONSIP ed ENEA, nonché certificata dalla sinergia con il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, il Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati, il Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri Laureati di Grosseto, l’Ordine degli Architetti di Macerata.

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LA PROVINCIA DI BRINDISI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE DEI COMUNI ECOSOSTENIBILI: E’ LA PRIMA PROVINCIA ITALIANA AD AVER ADERITO ALL’ASSOCIAZIONE

Seconda Assemblea Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili che promuove politiche per la sostenibilità ambientale, sociale e culturale.

Nella due giorni Sindaci, amministratori locali e provinciali, dirigenti comunali degli Enti aderenti all’associazione si sono confrontati sui temi dello sviluppo sostenibile.

Brindisi è stata la prima Provincia italiana ad aderire alla @retecomunisostenibili : lo scorso 3 agosto il Consiglio provinciale ne aveva deliberato l’adesione. Una proposta avanzata dal Presidente Antonio Matarrelli che aveva chiesto alla Rete dei Comuni Sostenibili la modifica dello statuto, avvenuta poi nel corso della prima assemblea nazionale. Un intervento che ha di fatto aperto le porte dell’associazione a Province, Città Metropolitane e Regioni.

“ ”.

In rappresentanza dell’Ente di via De Leo ha partecipato ai lavori la consigliera provinciale con delega alla cultura Rosalia Fumarola che, nel corso del suo intervento, ha sottolineato “l’importanza di perseguire la sostenibilità economica, sociale, ed ecologica che è ad oggi una missione prioritaria. Un investimento sull’identità e sulla cultura del nostro territorio può realmente produrre una nuova economia circolare, capace di cogliere i cambiamenti e affrontarli nella maniera più adeguata”.

LA PROVINCIA DI BRINDISI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE DEI COMUNI ECOSOSTENIBILI: E’ LA PRIMA PROVINCIA ITALIANA AD AVER ADERITO ALL’ASSOCIAZIONE

Seconda Assemblea Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili che promuove politiche per la sostenibilità ambientale, sociale e culturale.

Nella due giorni Sindaci, amministratori locali e provinciali, dirigenti comunali degli Enti aderenti all’associazione si sono confrontati sui temi dello sviluppo sostenibile.

Brindisi è stata la prima Provincia italiana ad aderire alla @retecomunisostenibili : lo scorso 3 agosto il Consiglio provinciale ne aveva deliberato l’adesione. Una proposta avanzata dal Presidente Antonio Matarrelli che aveva chiesto alla Rete dei Comuni Sostenibili la modifica dello statuto, avvenuta poi nel corso della prima assemblea nazionale. Un intervento che ha di fatto aperto le porte dell’associazione a Province, Città Metropolitane e Regioni.

“ ”.

In rappresentanza dell’Ente di via De Leo ha partecipato ai lavori la consigliera provinciale con delega alla cultura Rosalia Fumarola che, nel corso del suo intervento, ha sottolineato “l’importanza di perseguire la sostenibilità economica, sociale, ed ecologica che è ad oggi una missione prioritaria. Un investimento sull’identità e sulla cultura del nostro territorio può realmente produrre una nuova economia circolare, capace di cogliere i cambiamenti e affrontarli nella maniera più adeguata”.

ALLERTA METEO: ATTIVATI FINORA 70 COC PER MONITORARE IL TERRITORIO. STRADE PROVINCIALI CHIUSE PER NEVE SOPRA I 1.400 METRI

Allerta rossa per criticità idrogeologica e rischio idraulico per il bacino idrogeografico dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone. Si alza il livello di allerta nel vicentino: il nuovo avviso del Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto porta al massimo grado la criticità del bacino idrogeografico dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, mentre si conferma l’allerta arancione per il bacino Basso Brenta-Bacchiglione.

La Protezione Civile è al lavoro su tutto il territorio vicentino, dove la pioggia intensa non si arresta da ieri. Sono oltre 70 i Centri Operativi Comunali vicentini attivi, ma aumentano con il passare delle ore. Amministratori e tecnici stanno monitorando in particolare i corsi d’acqua e i versanti montani. La situazione è complessa e in continua evoluzione.

Per il Vicentino sono stati aperti finora il bacino dell’Orolo e quello di Montebello Vicentino, ma non quello di Caldogno. Stamattina è stato comunicato lo stato di preallerta per la diga di Leda (Piovene Rocchette), con conseguente avviso a tutti i Comuni che insistono a valle della diga e del relativo corso d’acqua.

Vi.Abilità Srl comunica la chiusura di alcune strade provinciali a causa della neve:

– strada provinciale 64 dei Fiorentini, dopo Tonezza del Cimone (in alternativa è percorribile la strada provinciale 136 della Vena)

– strada provinciale 99 Campogrosso a Recoaro Terme, nel tratto che conduce al rifugio Campogrosso

– strada provinciale 148 Cadorna, chiusa nel tratto da Forcelletto (Cismon del Grappa) al bivio che porta all’ossario del Grappa

Le situazioni di maggiori criticità:
– Comune di Vicenza: da stamattina si sono avute criticità con la rete idrografica minore, ma adesso è il Retrone che desta preoccupazione; nella zona S. Agostino verso Nogarazza sono state inviate le auto della Polizia Locale ad avvisare i residenti di porre in sicurezza le auto e i beni a rischio;
– Comune di Dueville sono molto alti i livelli del torrente Igna alla confluenza con il Timonchio, ma per fortuna trattasi di zona golenale, quindi naturalmente allagabile;
– criticità nella rete idrografica minore si riscontrano anche lungo l’asta del Bacchiglione (Longare, Montegalda, Montegaldella)

ALLERTA METEO: ATTIVATI FINORA 70 COC PER MONITORARE IL TERRITORIO. STRADE PROVINCIALI CHIUSE PER NEVE SOPRA I 1.400 METRI

Allerta rossa per criticità idrogeologica e rischio idraulico per il bacino idrogeografico dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone. Si alza il livello di allerta nel vicentino: il nuovo avviso del Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto porta al massimo grado la criticità del bacino idrogeografico dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, mentre si conferma l’allerta arancione per il bacino Basso Brenta-Bacchiglione.

La Protezione Civile è al lavoro su tutto il territorio vicentino, dove la pioggia intensa non si arresta da ieri. Sono oltre 70 i Centri Operativi Comunali vicentini attivi, ma aumentano con il passare delle ore. Amministratori e tecnici stanno monitorando in particolare i corsi d’acqua e i versanti montani. La situazione è complessa e in continua evoluzione.

Per il Vicentino sono stati aperti finora il bacino dell’Orolo e quello di Montebello Vicentino, ma non quello di Caldogno. Stamattina è stato comunicato lo stato di preallerta per la diga di Leda (Piovene Rocchette), con conseguente avviso a tutti i Comuni che insistono a valle della diga e del relativo corso d’acqua.

Vi.Abilità Srl comunica la chiusura di alcune strade provinciali a causa della neve:

– strada provinciale 64 dei Fiorentini, dopo Tonezza del Cimone (in alternativa è percorribile la strada provinciale 136 della Vena)

– strada provinciale 99 Campogrosso a Recoaro Terme, nel tratto che conduce al rifugio Campogrosso

– strada provinciale 148 Cadorna, chiusa nel tratto da Forcelletto (Cismon del Grappa) al bivio che porta all’ossario del Grappa

Le situazioni di maggiori criticità:
– Comune di Vicenza: da stamattina si sono avute criticità con la rete idrografica minore, ma adesso è il Retrone che desta preoccupazione; nella zona S. Agostino verso Nogarazza sono state inviate le auto della Polizia Locale ad avvisare i residenti di porre in sicurezza le auto e i beni a rischio;
– Comune di Dueville sono molto alti i livelli del torrente Igna alla confluenza con il Timonchio, ma per fortuna trattasi di zona golenale, quindi naturalmente allagabile;
– criticità nella rete idrografica minore si riscontrano anche lungo l’asta del Bacchiglione (Longare, Montegalda, Montegaldella)

Tirreno Adriatico 2024 Presentazione delle due tappe teramane della “corsa dei due mari”  

Alla conferenza stampa parteciperanno tutte le autorità dei territori coinvolti dal passaggio della corsa, di cui ricapitoliamo le tappe:

  • ⁠ ⁠7 marzo 2024: partenza da Arrone (Rieti) e arrivo a Giulianova (circa 207 km), sarà la 2° tappa più lunga della Tirrena – Adriatico. La prima parte della tappa, abbastanza impegnativa, con 2 salite, il valico di Castelluccio e il valico di Forca di Presta, per poi sfociare sulla Salaria verso Ascoli entrando nel territorio abruzzese a Sant’Egidio alla Vibrata. Quindi si raggiunge il circuito finale di Giulianova di 22 km, attraversando il comune di Mosciano Sant’Angelo per poi arrivare agli ultimi 3,5 km in leggera salita ed infine il traguardo.

    •⁠ ⁠8 marzo 2024: partenza da Torricella Sicura ed arrivo a Valle Castellana, sarà la tappa completamente Teramana. Da Torricella verso Teramo dove verrà dato il via ufficiale, la tappa andrà quindi verso Montorio al Vomano per poi transitare sulla SS 150 a Penna Sant’Andrea, Cermignano, Cellino Attanasio e Castellalto, dove sarà posto il primo gran premio della montagna. Quindi Campli, Civitella del Tronto, per prendere poi la salita di San Giacomo versante Est (Collebigliano): salita di 12.5 km con una pendenza che varia dal 7% al 12%, fino ad arrivare al 2° gran premio della montagna di San Giacomo. Segue una picchiata verso San Vito per poi riprende la provinciale per Valle Castellana con i 15 km finali al 2% di pendenza e l’ultimo chilometro all’8% di pendenza.

Tirreno Adriatico 2024 Presentazione delle due tappe teramane della “corsa dei due mari”  

Alla conferenza stampa parteciperanno tutte le autorità dei territori coinvolti dal passaggio della corsa, di cui ricapitoliamo le tappe:

  • ⁠ ⁠7 marzo 2024: partenza da Arrone (Rieti) e arrivo a Giulianova (circa 207 km), sarà la 2° tappa più lunga della Tirrena – Adriatico. La prima parte della tappa, abbastanza impegnativa, con 2 salite, il valico di Castelluccio e il valico di Forca di Presta, per poi sfociare sulla Salaria verso Ascoli entrando nel territorio abruzzese a Sant’Egidio alla Vibrata. Quindi si raggiunge il circuito finale di Giulianova di 22 km, attraversando il comune di Mosciano Sant’Angelo per poi arrivare agli ultimi 3,5 km in leggera salita ed infine il traguardo.

    •⁠ ⁠8 marzo 2024: partenza da Torricella Sicura ed arrivo a Valle Castellana, sarà la tappa completamente Teramana. Da Torricella verso Teramo dove verrà dato il via ufficiale, la tappa andrà quindi verso Montorio al Vomano per poi transitare sulla SS 150 a Penna Sant’Andrea, Cermignano, Cellino Attanasio e Castellalto, dove sarà posto il primo gran premio della montagna. Quindi Campli, Civitella del Tronto, per prendere poi la salita di San Giacomo versante Est (Collebigliano): salita di 12.5 km con una pendenza che varia dal 7% al 12%, fino ad arrivare al 2° gran premio della montagna di San Giacomo. Segue una picchiata verso San Vito per poi riprende la provinciale per Valle Castellana con i 15 km finali al 2% di pendenza e l’ultimo chilometro all’8% di pendenza.

Ultimata la mappa delle aree agricole di pregio: strumento regolativo per gli impianti fotovoltaici a terra

La Provincia di Padova ha completato con successo la mappatura delle aree agricole di pregio nel territorio, un importante passo verso la tutela e la valorizzazione delle preziose risorse verdi della provincia.

Lo strumento, redatto dall’Ufficio Pianificazione dell’ente, consentirà di garantire e proteggere le aree agricole più sensibili, valorizzando il patrimonio paesaggistico della provincia. La Legge Regionale 17 del 2022 ha stabilito regole precise per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, prevedendo maggiori cautele proprio nelle zone agricole di pregio.

 

Questo lavoro si basa sull’analisi dei documenti di pianificazione territoriale preesistenti, come il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale (PTRC), il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e i vari Piani di Assetto del Territorio (PAT) di tutti i comuni, che costituiscono una complessa stratificazione normativa. Attraverso questa approfondita analisi, sono stati considerati e integrati i criteri guida derivati da tali documenti, riguardanti il patrimonio storico-architettonico, il paesaggio, l’ambiente, l’agricoltura e l’irrigazione, al fine di garantire una gestione territoriale sostenibile.

 

Grazie all’analisi e all’individuazione delle aree agricole di pregio si descrivono in un unico documento i diversi livelli di tutele che devono essere applicate nel contesto della transizione energetica. Questo strumento fornisce ai Comuni una regolamentazione che permette di proteggere le aree agricole di pregio dagli impianti fotovoltaici a terra, disciplinando in maniera adeguata l’approvazione di nuove richieste per impianti di questo tipo.

Il risultato di questa mappatura è stato presentato ai Sindaci dei Comuni del padovano in Sala 99, oggi, al palazzo della Provincia in piazza Bardella. Con loro anche le associazioni di categoria del mondo agricolo.

 

Rispondendo all’esigenza di tutelare il nostro territorio, l’Amministrazione provinciale ha adottato una linea politica volta a preservare le aree agricole di pregio con la interpretazione più estensiva possibile di questi criteri” ha commentato il Vicepresidente della Provincia di Padova, Daniele Canella. “Questa scelta riflette il nostro impegno a garantire una gestione sostenibile del territorio, in linea con le esigenze delle generazioni future. È importante avviare un dialogo costruttivo con i sindaci e le parti interessate per governare l’innovazione nel rispetto delle caratteristiche peculiari di ciascuna area agricola. La tutela del territorio è una priorità e ci impegniamo a proteggere le risorse agricole per il bene comune”.

 

I comuni avranno un periodo di tempo di trenta giorni per formulare eventuali osservazioni e proposte di miglioramento al piano presentato oggi. Successivamente, valutate le osservazioni, le correzioni e le eventuali richieste di modifica e sottoposta poi al Consiglio Provinciale di Padova per l’approvazione ufficiale.

 

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