Categoria: Bilanci e Finanza

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Provincia di Latina: il Presidente Stefanelli firma gli atti del Bilancio

Il Presidente della Provincia di Latina  Gerardo Stefanelli ha firmato la proposta di Bilancio annuale e triennale 2022/2024 che sarà sottoposta all’esame del Consiglio Provinciale con il parere dell’Assemblea dei Sindaci. Il documento contiene il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano del fabbisogno di personale e il piano di alienazione degli immobili e rappresenta il risultato di un lavoro di analisi e valutazione delle esigenze della Provincia coniugato con le sue disponibilità economico-finanziarie ma anche una chiara formalizzazione delle scelte politiche e gestionali che danno contenuti ai programmi futuri.

“Questo Bilancio- sottolinea Stefanelli – che arriva a 60 giorni dalla mia elezione a Presidente, esprime l’impegno che il governo dell’ente assume nei confronti sia dei cittadini che degli altri utilizzatori del sistema di bilancio stesso. Abbiamo proceduto in maniera particolarmente veloce per restituire alla macchina amministrativa efficienza e celerità: sul fronte del personale l’esigenza è quella di procedere con l’assunzione di nuove unità per colmare la consistente carenza di organico e consentire quindi agli uffici di poter lavorare al pieno delle loro possibilità in particolare nella gestione delle scuole e della viabilità che richiedono il massimo dell’impegno. Vogliamo assicurare la disponibilità qualitativa e quantitativa di risorse umane necessarie alla realizzazione delle funzioni istituzionali che ci competono e dei relativi piani.

“Approvare un bilancio dell’ente entro i termini significa dimostrare anche di avere le idee chiare rispetto a ciò che si intende fare – prosegue Stefanelli – e tradurre in atti concreti lo scenario futuro perseguito da una amministrazione avendo per oggetto sempre e comunque la comunità locale. In definitiva questo documento di programmazione definisce ciò che si vuole e si deve fare. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo straordinario apporto e le straordinarie qualità delle risorse umane dell’ente, in primis i dirigenti, a cui va il mio ringraziamento per la collaborazione e l’impegno dimostrato nell’abbracciare con rinnovato entusiasmo questo nuovo corso politico amministrativo. La Provincia ha bisogno di tornare a correre e trainare l’intero territorio pontino – conclude – e l’azione che stiamo mettendo in campo vuole essere caratterizzata da velocità, efficienza e modernizzazione per restituire all’ente quel ruolo che merita”.

Provincia di Latina: il Presidente Stefanelli firma gli atti del Bilancio

Il Presidente della Provincia di Latina  Gerardo Stefanelli ha firmato la proposta di Bilancio annuale e triennale 2022/2024 che sarà sottoposta all’esame del Consiglio Provinciale con il parere dell’Assemblea dei Sindaci. Il documento contiene il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano del fabbisogno di personale e il piano di alienazione degli immobili e rappresenta il risultato di un lavoro di analisi e valutazione delle esigenze della Provincia coniugato con le sue disponibilità economico-finanziarie ma anche una chiara formalizzazione delle scelte politiche e gestionali che danno contenuti ai programmi futuri.

“Questo Bilancio- sottolinea Stefanelli – che arriva a 60 giorni dalla mia elezione a Presidente, esprime l’impegno che il governo dell’ente assume nei confronti sia dei cittadini che degli altri utilizzatori del sistema di bilancio stesso. Abbiamo proceduto in maniera particolarmente veloce per restituire alla macchina amministrativa efficienza e celerità: sul fronte del personale l’esigenza è quella di procedere con l’assunzione di nuove unità per colmare la consistente carenza di organico e consentire quindi agli uffici di poter lavorare al pieno delle loro possibilità in particolare nella gestione delle scuole e della viabilità che richiedono il massimo dell’impegno. Vogliamo assicurare la disponibilità qualitativa e quantitativa di risorse umane necessarie alla realizzazione delle funzioni istituzionali che ci competono e dei relativi piani.

“Approvare un bilancio dell’ente entro i termini significa dimostrare anche di avere le idee chiare rispetto a ciò che si intende fare – prosegue Stefanelli – e tradurre in atti concreti lo scenario futuro perseguito da una amministrazione avendo per oggetto sempre e comunque la comunità locale. In definitiva questo documento di programmazione definisce ciò che si vuole e si deve fare. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo straordinario apporto e le straordinarie qualità delle risorse umane dell’ente, in primis i dirigenti, a cui va il mio ringraziamento per la collaborazione e l’impegno dimostrato nell’abbracciare con rinnovato entusiasmo questo nuovo corso politico amministrativo. La Provincia ha bisogno di tornare a correre e trainare l’intero territorio pontino – conclude – e l’azione che stiamo mettendo in campo vuole essere caratterizzata da velocità, efficienza e modernizzazione per restituire all’ente quel ruolo che merita”.

Aumento contratti: Regioni, UPI e ANCI scrivono ai Ministri Brunetta e Franco

Preoccupazione per l’impatto economico-finanziario sulle Amministrazioni degli oneri necessari per procedere ai rinnovi contrattuali: la hanno espressa i Presidenti della Conferenza delle Regioni, UPI e ANCI –  Massimiliano Fedriga, Michele de Pascale, Antonio Decaro – in una lettera unitaria inviata ai MiniStri della PA, Renato Brunetta e dell’Economia, Daniele Franco.
“Come noto – si legge nella lettera – le leggi di Bilancio degli ultimi anni hanno stanziato le risorse per finanziare i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 per le sole amministrazioni centrali, lasciando a carico dei bilanci degli Enti territoriali gli oneri per il rinnovo del contratto nazionale del Comparto delle Funzioni locali.
Tale rinnovo ha un impatto diretto di circa 1,3 miliardi di Euro ed è così suddiviso: a carico di Comuni e Unioni di Comuni per circa 940 milioni, a carico delle Città metropolitane per circa 26 milioni, a carico delle Province per circa 70 milioni e a carico delle Regioni per circa 145 milioni di euro, non compensato da trasferimenti statali.
Peraltro – prosegue il testo – tenuto conto che il triennio contrattuale 2019-2021 è già trascorso, gli arretrati  contrattuali dovranno essere obbligatoriamente e integralmente corrisposti al momento della firma definitiva dell’imminente CCNL.

A ciò si aggiunge quanto stabilito dai commi 604 e 612 dell’ultima legge di Bilancio, relativi rispettivamente al finanziamento dei trattamenti accessori e degli ordinamenti professionali, destinati a pesare sul comparto per ulteriori 130 milioni di Euro, e l’indennità di vacanza contrattuale, che inciderà per altri 90 milioni di Euro, oltre alle risorse per il rinnovo 2022-2024 che dovranno essere accantonate nei bilanci. Deve inoltre tenersi conto del costo per il rinnovo del contratto della dirigenza, triennio 2019-2021.

L’allarme per l’impatto sui bilanci

“Un simile impatto sui bilanci non può essere trascurato- scrivono Fedriga, de Pascale e Decarp –  ed è destinato non solo a tradursi per tutti gli Enti Territoriali in un incremento della rigidità strutturale, ma molto
probabilmente a determinare anche per molti una condizione di deficitarietà, se non di squilibrio finanziario.
Ciò che preoccupa ulteriormente, nell’attuale fase di dispiegamento delle risorse stanziate attraverso il PNRR, è che, tenuto conto delle modalità di calcolo della capacità assunzionale in base alla regola della sostenibilità finanziaria introdotta con il D.L. n. 34/2019, un così forte incremento della spesa del personale implicherà già nel 2022 l’immediata contrazione della possibilità di assumere diverse decine di migliaia di dipendenti, vanificando gli effetti delle norme espansive approvate dal Governo”.

La richiesta

“Ferma l’esigenza di individuare una copertura statale degli oneri contrattuali attraverso appositi trasferimenti, assume oggi dunque massima urgenza la richiesta da noi più volte formulata di neutralizzare gli oneri per i rinnovi contrattuali dal computo della spesa di personale ai fini della determinazione delle facoltà assunzionali, come peraltro già previsto dalla legislazione previgente”.

QUI IL TESTO INTEGRALE Brunetta Franco Rinnovi contrattuali

 

Aumento contratti: Regioni, UPI e ANCI scrivono ai Ministri Brunetta e Franco

Preoccupazione per l’impatto economico-finanziario sulle Amministrazioni degli oneri necessari per procedere ai rinnovi contrattuali: la hanno espressa i Presidenti della Conferenza delle Regioni, UPI e ANCI –  Massimiliano Fedriga, Michele de Pascale, Antonio Decaro – in una lettera unitaria inviata ai MiniStri della PA, Renato Brunetta e dell’Economia, Daniele Franco.
“Come noto – si legge nella lettera – le leggi di Bilancio degli ultimi anni hanno stanziato le risorse per finanziare i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 per le sole amministrazioni centrali, lasciando a carico dei bilanci degli Enti territoriali gli oneri per il rinnovo del contratto nazionale del Comparto delle Funzioni locali.
Tale rinnovo ha un impatto diretto di circa 1,3 miliardi di Euro ed è così suddiviso: a carico di Comuni e Unioni di Comuni per circa 940 milioni, a carico delle Città metropolitane per circa 26 milioni, a carico delle Province per circa 70 milioni e a carico delle Regioni per circa 145 milioni di euro, non compensato da trasferimenti statali.
Peraltro – prosegue il testo – tenuto conto che il triennio contrattuale 2019-2021 è già trascorso, gli arretrati  contrattuali dovranno essere obbligatoriamente e integralmente corrisposti al momento della firma definitiva dell’imminente CCNL.

A ciò si aggiunge quanto stabilito dai commi 604 e 612 dell’ultima legge di Bilancio, relativi rispettivamente al finanziamento dei trattamenti accessori e degli ordinamenti professionali, destinati a pesare sul comparto per ulteriori 130 milioni di Euro, e l’indennità di vacanza contrattuale, che inciderà per altri 90 milioni di Euro, oltre alle risorse per il rinnovo 2022-2024 che dovranno essere accantonate nei bilanci. Deve inoltre tenersi conto del costo per il rinnovo del contratto della dirigenza, triennio 2019-2021.

L’allarme per l’impatto sui bilanci

“Un simile impatto sui bilanci non può essere trascurato- scrivono Fedriga, de Pascale e Decarp –  ed è destinato non solo a tradursi per tutti gli Enti Territoriali in un incremento della rigidità strutturale, ma molto
probabilmente a determinare anche per molti una condizione di deficitarietà, se non di squilibrio finanziario.
Ciò che preoccupa ulteriormente, nell’attuale fase di dispiegamento delle risorse stanziate attraverso il PNRR, è che, tenuto conto delle modalità di calcolo della capacità assunzionale in base alla regola della sostenibilità finanziaria introdotta con il D.L. n. 34/2019, un così forte incremento della spesa del personale implicherà già nel 2022 l’immediata contrazione della possibilità di assumere diverse decine di migliaia di dipendenti, vanificando gli effetti delle norme espansive approvate dal Governo”.

La richiesta

“Ferma l’esigenza di individuare una copertura statale degli oneri contrattuali attraverso appositi trasferimenti, assume oggi dunque massima urgenza la richiesta da noi più volte formulata di neutralizzare gli oneri per i rinnovi contrattuali dal computo della spesa di personale ai fini della determinazione delle facoltà assunzionali, come peraltro già previsto dalla legislazione previgente”.

QUI IL TESTO INTEGRALE Brunetta Franco Rinnovi contrattuali

 

Aumento contratti: Regioni, UPI e ANCI scrivono ai Ministri Brunetta e Franco

Preoccupazione per l’impatto economico-finanziario sulle Amministrazioni degli oneri necessari per procedere ai rinnovi contrattuali: la hanno espressa i Presidenti della Conferenza delle Regioni, UPI e ANCI –  Massimiliano Fedriga, Michele de Pascale, Antonio Decaro – in una lettera unitaria inviata ai MiniStri della PA, Renato Brunetta e dell’Economia, Daniele Franco.
“Come noto – si legge nella lettera – le leggi di Bilancio degli ultimi anni hanno stanziato le risorse per finanziare i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 per le sole amministrazioni centrali, lasciando a carico dei bilanci degli Enti territoriali gli oneri per il rinnovo del contratto nazionale del Comparto delle Funzioni locali.
Tale rinnovo ha un impatto diretto di circa 1,3 miliardi di Euro ed è così suddiviso: a carico di Comuni e Unioni di Comuni per circa 940 milioni, a carico delle Città metropolitane per circa 26 milioni, a carico delle Province per circa 70 milioni e a carico delle Regioni per circa 145 milioni di euro, non compensato da trasferimenti statali.
Peraltro – prosegue il testo – tenuto conto che il triennio contrattuale 2019-2021 è già trascorso, gli arretrati  contrattuali dovranno essere obbligatoriamente e integralmente corrisposti al momento della firma definitiva dell’imminente CCNL.

A ciò si aggiunge quanto stabilito dai commi 604 e 612 dell’ultima legge di Bilancio, relativi rispettivamente al finanziamento dei trattamenti accessori e degli ordinamenti professionali, destinati a pesare sul comparto per ulteriori 130 milioni di Euro, e l’indennità di vacanza contrattuale, che inciderà per altri 90 milioni di Euro, oltre alle risorse per il rinnovo 2022-2024 che dovranno essere accantonate nei bilanci. Deve inoltre tenersi conto del costo per il rinnovo del contratto della dirigenza, triennio 2019-2021.

L’allarme per l’impatto sui bilanci

“Un simile impatto sui bilanci non può essere trascurato- scrivono Fedriga, de Pascale e Decarp –  ed è destinato non solo a tradursi per tutti gli Enti Territoriali in un incremento della rigidità strutturale, ma molto
probabilmente a determinare anche per molti una condizione di deficitarietà, se non di squilibrio finanziario.
Ciò che preoccupa ulteriormente, nell’attuale fase di dispiegamento delle risorse stanziate attraverso il PNRR, è che, tenuto conto delle modalità di calcolo della capacità assunzionale in base alla regola della sostenibilità finanziaria introdotta con il D.L. n. 34/2019, un così forte incremento della spesa del personale implicherà già nel 2022 l’immediata contrazione della possibilità di assumere diverse decine di migliaia di dipendenti, vanificando gli effetti delle norme espansive approvate dal Governo”.

La richiesta

“Ferma l’esigenza di individuare una copertura statale degli oneri contrattuali attraverso appositi trasferimenti, assume oggi dunque massima urgenza la richiesta da noi più volte formulata di neutralizzare gli oneri per i rinnovi contrattuali dal computo della spesa di personale ai fini della determinazione delle facoltà assunzionali, come peraltro già previsto dalla legislazione previgente”.

QUI IL TESTO INTEGRALE Brunetta Franco Rinnovi contrattuali

 

Ministero dell’Interno: Richieste di contributo per spese di progettazione 2022 on line fino al 15 marzo

Pubblichiamo in allegato il Decreto del direttore centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’interno decreto-fl-01-02-2022, che approva il modello di istanza  decreto-fl-01-02-2022-modello-istanza  con la quale gli enti locali comunicano la richiesta di contributi per la spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad opere pubbliche nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il decreto è stato perfezionato il 1° febbraio 2022, ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Gli interventi riguardano la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, la  messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio dell’ente, nonché  investimenti di messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti.

La richiesta da parte degli enti locali per l’assegnazione del contributo dell’anno 2022, nel limite dello stanziamento previsto di 320 milioni di euro, deve essere comunicata al ministero dell’Interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali, direzione centrale per la Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite la nuova Piattaforma di Gestione delle Linee di Finanziamento (GLF), integrata nel sistema di Monitoraggio delle Opere Pubbliche (MOP) a partire dal 2 febbraio 2022 ed entro le ore 23:59 del 15 marzo 2022, a pena di decadenza.

Il decreto è anche consultabile sul sito del Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Finanza Locale nella sezione relativa a “I DECRETI”, unitamente al manuale utente nel quale sono definiti criteri e modalità da osservare nella redazione delle richieste di contributo, all’indirizzo https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-1deg-febbraio-2022

Ministero dell’Interno: Richieste di contributo per spese di progettazione 2022 on line fino al 15 marzo

Pubblichiamo in allegato il Decreto del direttore centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’interno decreto-fl-01-02-2022, che approva il modello di istanza  decreto-fl-01-02-2022-modello-istanza  con la quale gli enti locali comunicano la richiesta di contributi per la spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad opere pubbliche nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il decreto è stato perfezionato il 1° febbraio 2022, ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Gli interventi riguardano la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, la  messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio dell’ente, nonché  investimenti di messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti.

La richiesta da parte degli enti locali per l’assegnazione del contributo dell’anno 2022, nel limite dello stanziamento previsto di 320 milioni di euro, deve essere comunicata al ministero dell’Interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali, direzione centrale per la Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite la nuova Piattaforma di Gestione delle Linee di Finanziamento (GLF), integrata nel sistema di Monitoraggio delle Opere Pubbliche (MOP) a partire dal 2 febbraio 2022 ed entro le ore 23:59 del 15 marzo 2022, a pena di decadenza.

Il decreto è anche consultabile sul sito del Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Finanza Locale nella sezione relativa a “I DECRETI”, unitamente al manuale utente nel quale sono definiti criteri e modalità da osservare nella redazione delle richieste di contributo, all’indirizzo https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-1deg-febbraio-2022

SLITTAMENTO TERMINE APPROVAZIONE BILANCIO A 31 MARZO 2022

Si comunica che la Conferenza Stato Città Autonomie locali, in data odierna, ha accolto la richiesta di Anci e Upi di slittamento del termine di approvazione del bilancio al 31 marzo 2022.
A breve verrà predisposto l’apposito decreto ministeriale.

Bilanci: UPI chiede a Governo soluzione su rimborsi addizionale energia elettrica

“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.

La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.

Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.

“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.

Bilanci: UPI chiede a Governo soluzione su rimborsi addizionale energia elettrica

“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.

La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.

Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.

“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.

Fondo di liquidità: i Presidenti di ANCI e UPI scrivono al Ministro Franco

Pubblichiamo in allegato una lettera unitaria dei Presidenti di ANCI e UPI Antonio Decaro e Michele de Pascale al Ministro dell’Economia e Finanza Daniele Franco, in merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, che, nel modificare nuovamente la disciplina di contabilizzazione e restituzione del FAL (Fondo Anticipazione Liquidità di cui al d.l. 35/13), comporta l’immediata decadenza dell’articolo 39-ter, commi 2 e 3 del d.l. 162/2019, e della disciplina definita per il ripiano annuale dell’anticipazione ricevuta.

Nel testo i Presidenti sollecitano un intervento normativo che scongiuri il rischio di squilibri gestionali irreparabili per numerosi enti locali, in particolare quelli già impegnati in percorsi di ripiano di disavanzi pregressi, chiedendo di contemperare l’esigenza di ripianare il debito riferito all’anticipazione di liquidità con la garanzia del mantenimento degli equilibri finanziari, nonché tenendo nel debito conto le indicazioni che derivano dalla dichiarata illegittimità costituzionale dei commi 2 e 3 dell’articolo 39-ter.

Nel link, la lettera lettera ANCI UPI Min. Franco

 

FOTO: repertorio

Fondo di liquidità: i Presidenti di ANCI e UPI scrivono al Ministro Franco

Pubblichiamo in allegato una lettera unitaria dei Presidenti di ANCI e UPI Antonio Decaro e Michele de Pascale al Ministro dell’Economia e Finanza Daniele Franco, in merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, che, nel modificare nuovamente la disciplina di contabilizzazione e restituzione del FAL (Fondo Anticipazione Liquidità di cui al d.l. 35/13), comporta l’immediata decadenza dell’articolo 39-ter, commi 2 e 3 del d.l. 162/2019, e della disciplina definita per il ripiano annuale dell’anticipazione ricevuta.

Nel testo i Presidenti sollecitano un intervento normativo che scongiuri il rischio di squilibri gestionali irreparabili per numerosi enti locali, in particolare quelli già impegnati in percorsi di ripiano di disavanzi pregressi, chiedendo di contemperare l’esigenza di ripianare il debito riferito all’anticipazione di liquidità con la garanzia del mantenimento degli equilibri finanziari, nonché tenendo nel debito conto le indicazioni che derivano dalla dichiarata illegittimità costituzionale dei commi 2 e 3 dell’articolo 39-ter.

Nel link, la lettera lettera ANCI UPI Min. Franco

 

FOTO: repertorio

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