Si comunica che la Conferenza Stato Città Autonomie locali, in data odierna, ha accolto la richiesta di Anci e Upi di slittamento del termine di approvazione del bilancio al 31 marzo 2022.
A breve verrà predisposto l’apposito decreto ministeriale.
Si comunica che la Conferenza Stato Città Autonomie locali, in data odierna, ha accolto la richiesta di Anci e Upi di slittamento del termine di approvazione del bilancio al 31 marzo 2022.
A breve verrà predisposto l’apposito decreto ministeriale.
“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.
Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.
La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.
Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.
“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.
“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.
Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.
La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.
Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.
“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.
Pubblichiamo in allegato una lettera unitaria dei Presidenti di ANCI e UPI Antonio Decaro e Michele de Pascale al Ministro dell’Economia e Finanza Daniele Franco, in merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, che, nel modificare nuovamente la disciplina di contabilizzazione e restituzione del FAL (Fondo Anticipazione Liquidità di cui al d.l. 35/13), comporta l’immediata decadenza dell’articolo 39-ter, commi 2 e 3 del d.l. 162/2019, e della disciplina definita per il ripiano annuale dell’anticipazione ricevuta.
Nel testo i Presidenti sollecitano un intervento normativo che scongiuri il rischio di squilibri gestionali irreparabili per numerosi enti locali, in particolare quelli già impegnati in percorsi di ripiano di disavanzi pregressi, chiedendo di contemperare l’esigenza di ripianare il debito riferito all’anticipazione di liquidità con la garanzia del mantenimento degli equilibri finanziari, nonché tenendo nel debito conto le indicazioni che derivano dalla dichiarata illegittimità costituzionale dei commi 2 e 3 dell’articolo 39-ter.
Nel link, la lettera lettera ANCI UPI Min. Franco
FOTO: repertorio
Pubblichiamo in allegato una lettera unitaria dei Presidenti di ANCI e UPI Antonio Decaro e Michele de Pascale al Ministro dell’Economia e Finanza Daniele Franco, in merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2021, che, nel modificare nuovamente la disciplina di contabilizzazione e restituzione del FAL (Fondo Anticipazione Liquidità di cui al d.l. 35/13), comporta l’immediata decadenza dell’articolo 39-ter, commi 2 e 3 del d.l. 162/2019, e della disciplina definita per il ripiano annuale dell’anticipazione ricevuta.
Nel testo i Presidenti sollecitano un intervento normativo che scongiuri il rischio di squilibri gestionali irreparabili per numerosi enti locali, in particolare quelli già impegnati in percorsi di ripiano di disavanzi pregressi, chiedendo di contemperare l’esigenza di ripianare il debito riferito all’anticipazione di liquidità con la garanzia del mantenimento degli equilibri finanziari, nonché tenendo nel debito conto le indicazioni che derivano dalla dichiarata illegittimità costituzionale dei commi 2 e 3 dell’articolo 39-ter.
Nel link, la lettera lettera ANCI UPI Min. Franco
FOTO: repertorio
La Conferenza Stato – Città ed autonomie locali, su richiesta di ANCI e UPI, ha differito il termine per la deliberazione del bilancio di previsione dell’anno 2021 degli Enti locali al 31 marzo 2021.
Cfr. http://www.conferenzastatocitta.it/it/sedute/2021/seduta-del-12-gennaio-2021/anticipo-seduta/
Il Consiglio provinciale si è riunito questa mattina ed ha approvato all’unanimità tutti i punti inseriti all’ordine del giorno.
L’assise ha dato il via libera al Bilancio Consolidato 2019, documento consuntivo di esercizio che definisce la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un soggetto. L’ente locale funge da capofila e aggrega i numeri del proprio bilancio con quelli dei bilanci delle società controllate o partecipate come ha illustrato in aula il dirigente Francesco Carissimo. Lo stato patrimoniale del Bilancio consolidato dell’ente di via Costa ammonta a 307 milioni di euro dei quali 302 della Provincia e il restante delle due società partecipate, Consorzio Industriale Roma-Latina e Latina Formazione.
Di queste due società viene mantenuta la partecipazione ed è stato approvato, nell’ambito della ricognizione ordinaria delle partecipazioni societarie, anche il reinserimento tra le partecipate della Compagnia dei Lepini il cui Bilancio 2019 è in attivo. La Compagnia svolge infatti attività pienamente compatibili con il ruolo della Provincia quale quello, come ha sottolineato il presidente Carlo Medici, “di promozione e conoscenza del territorio, funzione fondamentale per questo ente”.
Il Consiglio ha dato il via libera ad alcune modifiche dello Statuto del Comitato Sabaudia MMXX, modifiche illustrate dal presidente Medici. “L’organismo nato per gestire gli eventi della coppa del Mondo di canottaggio – ha spiegato – appuntamento che è saltato, in realtà sarà chiamato ad occuparsi di molte altre competizioni e regate da ospitare sul lago di Paola per le quali fortunatamente sono arrivate richieste. La modifica alla Statuto allunga quindi i poteri del Comitato e ne prolunga l’esistenza almeno fino al 2025”.
Approvato anche il dimensionamento della rete scolastica provinciale per l’anno 2021/2022 illustrato dal dirigente al ramo Ciro Ambrosino. L’ente ha recepito e accolto tutte le richieste dagli istituti della provincia per l’attivazione di nuovi indirizzi formativi, alcuni dei quali per corsi serali. Quelli non serali, nel dettaglio, riguardano il ‘Rosselli’ di Aprilia, il ‘Pacinotti’ e il ‘Gobetti/De Libero’ di Fondi, il ‘Filangieri’ di Formia, il ‘Fermi’ di Gaeta, il ‘Vittorio Veneto/Salvemini’ e il liceo classico ‘Alighieri’ di Latina, il ‘Filosi’ di Terracina.
Il Consiglio provinciale si è riunito questa mattina ed ha approvato all’unanimità tutti i punti inseriti all’ordine del giorno.
L’assise ha dato il via libera al Bilancio Consolidato 2019, documento consuntivo di esercizio che definisce la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un soggetto. L’ente locale funge da capofila e aggrega i numeri del proprio bilancio con quelli dei bilanci delle società controllate o partecipate come ha illustrato in aula il dirigente Francesco Carissimo. Lo stato patrimoniale del Bilancio consolidato dell’ente di via Costa ammonta a 307 milioni di euro dei quali 302 della Provincia e il restante delle due società partecipate, Consorzio Industriale Roma-Latina e Latina Formazione.
Di queste due società viene mantenuta la partecipazione ed è stato approvato, nell’ambito della ricognizione ordinaria delle partecipazioni societarie, anche il reinserimento tra le partecipate della Compagnia dei Lepini il cui Bilancio 2019 è in attivo. La Compagnia svolge infatti attività pienamente compatibili con il ruolo della Provincia quale quello, come ha sottolineato il presidente Carlo Medici, “di promozione e conoscenza del territorio, funzione fondamentale per questo ente”.
Il Consiglio ha dato il via libera ad alcune modifiche dello Statuto del Comitato Sabaudia MMXX, modifiche illustrate dal presidente Medici. “L’organismo nato per gestire gli eventi della coppa del Mondo di canottaggio – ha spiegato – appuntamento che è saltato, in realtà sarà chiamato ad occuparsi di molte altre competizioni e regate da ospitare sul lago di Paola per le quali fortunatamente sono arrivate richieste. La modifica alla Statuto allunga quindi i poteri del Comitato e ne prolunga l’esistenza almeno fino al 2025”.
Approvato anche il dimensionamento della rete scolastica provinciale per l’anno 2021/2022 illustrato dal dirigente al ramo Ciro Ambrosino. L’ente ha recepito e accolto tutte le richieste dagli istituti della provincia per l’attivazione di nuovi indirizzi formativi, alcuni dei quali per corsi serali. Quelli non serali, nel dettaglio, riguardano il ‘Rosselli’ di Aprilia, il ‘Pacinotti’ e il ‘Gobetti/De Libero’ di Fondi, il ‘Filangieri’ di Formia, il ‘Fermi’ di Gaeta, il ‘Vittorio Veneto/Salvemini’ e il liceo classico ‘Alighieri’ di Latina, il ‘Filosi’ di Terracina.
“L’emergenza della pandemia ha giustamente monopolizzato l’attenzione della politica nelle azioni di contrasto, ma durante i momenti di crisi per questo Paese è più facile rompere conservatorismi e mettere in campo processi di riforma. E’ il momento di portare a termine la revisione della riforma delle Province, su cui sta lavorando il Sottosegretario Variati, perché istituzioni più efficienti hanno anche armi migliori per contrastare la pandemia e per sostenere la ripresa economica con gli investimenti sui territori”. Lo ha detto il Presidente di UPI Michele de Pascale, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni, voluto dalla Viceministra all’Economia Laura Castelli.
“In questa fase di grande difficoltà – ha detto de Pascale – abbiamo trovato interlocutori attenti sia nella Viceceministra Castelli che nel Sottosegretario Variati, e il Governo ha messo in campo strumenti che hanno aiutato Comuni e Province ha resistere alla crisi assicurando servizi essenziali ai cittadini. Ora occorre una nuova visione degli enti locali, che semplifichi i processi, snellisca le procedure e consenta di utilizzare a pieno e in rapidità le risorse a disposizione. Noi candidiamo le Province a svolgere il ruolo di ente di semplificazione e programmazione che progetta e appalta gli investimenti sul territorio, sia rispetto al patrimonio che ci è assegnato sia a sostegno dei Comuni. Anche perché, da quando il Governo e il Parlamento ci hanno messo di nuovo nelle condizioni di investire, abbiamo dato una spinta concreta all’apertura dei cantieri, e solo negli ultimi 9 mesi, in piena pandemia, abbiamo aumentato dell’11% gli investimenti. Però – ha concluso de Pascale – abbiamo bisogno di accelerare e concentrare la disponibilità di risorse: non possiamo avere nel bilancio dello Stato fondi a dieci anni. Bisogna garantire a Province e Comuni la disponibilità di fondi nell’immediato, concentrando le risorse disponibili nei prossimi tre anni. Lancio poi un appello: la PA non si può fermare. Quando puntiamo sullo smart working, dobbiamo specificare che questo deve avvenire ad invarianza di produttività, altrimenti il Paese si ferma”.
“L’emergenza della pandemia ha giustamente monopolizzato l’attenzione della politica nelle azioni di contrasto, ma durante i momenti di crisi per questo Paese è più facile rompere conservatorismi e mettere in campo processi di riforma. E’ il momento di portare a termine la revisione della riforma delle Province, su cui sta lavorando il Sottosegretario Variati, perché istituzioni più efficienti hanno anche armi migliori per contrastare la pandemia e per sostenere la ripresa economica con gli investimenti sui territori”. Lo ha detto il Presidente di UPI Michele de Pascale, intervenendo alla presentazione del Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni, voluto dalla Viceministra all’Economia Laura Castelli.
“In questa fase di grande difficoltà – ha detto de Pascale – abbiamo trovato interlocutori attenti sia nella Viceceministra Castelli che nel Sottosegretario Variati, e il Governo ha messo in campo strumenti che hanno aiutato Comuni e Province ha resistere alla crisi assicurando servizi essenziali ai cittadini. Ora occorre una nuova visione degli enti locali, che semplifichi i processi, snellisca le procedure e consenta di utilizzare a pieno e in rapidità le risorse a disposizione. Noi candidiamo le Province a svolgere il ruolo di ente di semplificazione e programmazione che progetta e appalta gli investimenti sul territorio, sia rispetto al patrimonio che ci è assegnato sia a sostegno dei Comuni. Anche perché, da quando il Governo e il Parlamento ci hanno messo di nuovo nelle condizioni di investire, abbiamo dato una spinta concreta all’apertura dei cantieri, e solo negli ultimi 9 mesi, in piena pandemia, abbiamo aumentato dell’11% gli investimenti. Però – ha concluso de Pascale – abbiamo bisogno di accelerare e concentrare la disponibilità di risorse: non possiamo avere nel bilancio dello Stato fondi a dieci anni. Bisogna garantire a Province e Comuni la disponibilità di fondi nell’immediato, concentrando le risorse disponibili nei prossimi tre anni. Lancio poi un appello: la PA non si può fermare. Quando puntiamo sullo smart working, dobbiamo specificare che questo deve avvenire ad invarianza di produttività, altrimenti il Paese si ferma”.
Il 30 ottobre p.v. dalle ore 9.00 alle ore 13.30 si terrà in videoconferenza il convegno gratuito:
“Gli strumenti di Governance della finanza locale in periodi di crisi . La nuova banca dati della Regione Emilia-Romagna e la relazione della Corte dei conti”, organizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.
L’evento prevede, tra gli altri, l’intervento di Paolo Calvano, Assessore al Bilancio, Personale, Patrimonio e Riordino Istituzionale della Regione Emilia-Romagna.
In allegato, la scheda d’iscrizione e il programma di dettaglio.
Il 30 ottobre p.v. dalle ore 9.00 alle ore 13.30 si terrà in videoconferenza il convegno gratuito:
“Gli strumenti di Governance della finanza locale in periodi di crisi . La nuova banca dati della Regione Emilia-Romagna e la relazione della Corte dei conti”, organizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.
L’evento prevede, tra gli altri, l’intervento di Paolo Calvano, Assessore al Bilancio, Personale, Patrimonio e Riordino Istituzionale della Regione Emilia-Romagna.
In allegato, la scheda d’iscrizione e il programma di dettaglio.