Categoria: Bilanci e Finanza

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Manovra: UPI ribadite in Conferenza Unificata le priorità

Superare i vincoli alle assunzioni, per restituire alle Province la piena efficienza del personale, e concedere a tutte le istituzioni locali, Province, Comuni e Città metropolitane, l’accesso al fondo di 2,7 miliardi per la progettazione previsto dalla Legge di Bilancio.

Queste le richieste ribadite oggi dai rappresentanti UPI in Conferenza Unificata, Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo e Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca.

“Riteniamo positivi alcuni segnali contenuti nella manovra – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma non ancora sufficienti. Le Province devono tornare ad essere pienamente operative, e per questo ci deve essere consentito di assumere il personale necessario, eliminando i vincoli come previsto per tutte le altre istituzioni.

Accogliamo invece con favore la scelta del Ministero dell’Istruzione, che ha ascoltato le nostre richieste di semplificazione delle procedure e ha deciso di assegnare direttamente alle Province le risorse disponibili per l’adeguamento alle norme antincendio delle 7.400 scuole superiori.

Anche rispetto alla messa in sicurezza degli edifici scolastici però – hanno concluso Chiassai Martini e Menesini – ci aspettiamo da Governo e Parlamento più coraggio: ad oggi nella legge di bilancio c’è meno dell’1% del fabbisogno di ciò che servirebbe per rendere davvero sicure, moderne e accoglienti le scuole superiori italiane”.

 

Manovra: UPI ribadite in Conferenza Unificata le priorità

Superare i vincoli alle assunzioni, per restituire alle Province la piena efficienza del personale, e concedere a tutte le istituzioni locali, Province, Comuni e Città metropolitane, l’accesso al fondo di 2,7 miliardi per la progettazione previsto dalla Legge di Bilancio.

Queste le richieste ribadite oggi dai rappresentanti UPI in Conferenza Unificata, Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo e Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca.

“Riteniamo positivi alcuni segnali contenuti nella manovra – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma non ancora sufficienti. Le Province devono tornare ad essere pienamente operative, e per questo ci deve essere consentito di assumere il personale necessario, eliminando i vincoli come previsto per tutte le altre istituzioni.

Accogliamo invece con favore la scelta del Ministero dell’Istruzione, che ha ascoltato le nostre richieste di semplificazione delle procedure e ha deciso di assegnare direttamente alle Province le risorse disponibili per l’adeguamento alle norme antincendio delle 7.400 scuole superiori.

Anche rispetto alla messa in sicurezza degli edifici scolastici però – hanno concluso Chiassai Martini e Menesini – ci aspettiamo da Governo e Parlamento più coraggio: ad oggi nella legge di bilancio c’è meno dell’1% del fabbisogno di ciò che servirebbe per rendere davvero sicure, moderne e accoglienti le scuole superiori italiane”.

 

Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Manovra,UPI “Investimenti, Province tornano centrali: riconosciuto ruolo chiave”

“Avevamo chiesto di accendere un faro sulle scuole superiori, fino ad oggi le grandi dimenticate e di finanziare il nostro piano di 1.000 cantieri per mettere in sicurezza strade, ponti e gallerie: nella manovra approvata dal Consiglio dei Ministri abbiamo avuto primi segnali, ancora insufficienti rispetto al fabbisogno, ma significativi perché dimostrano un cambio di atteggiamento del Governo e delle forze di maggioranza nei confronti delle Province, che tornano ad essere istituzioni centrali per lo sviluppo del Paese”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, riguardo al fondo di 3 miliardi 450 milioni in 15 anni per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico degli edifici delle scuole secondarie superiori e dei 3,4 miliardi in 15 anni per il finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane, che la legge di bilancio varata dal Governo assegna direttamente a Province e Città metropolitane dal 2020 al 2034.

“Certo – sottolinea de Pascale –  per il prossimo triennio 2020-22 i fondi sono ancora pochi: a fronte del fabbisogno che avevano rilevato con i nostri monitoraggi di 2 miliardi per mettere in sicurezza i 130 mila chilometri di rete viaria provinciale su cui insistono oltre 30.000 tra ponti viadotti e gallerie, il Governo ha previsto solo 400 milioni.  Quanto alle scuole superiori, sono stanziati solo 450 milioni dal 2020 al 2022, a fronte di un fabbisogno stimato di oltre 2,5 miliardi. Per contro però la garanzia di risorse fino al 2034 ci permette per la prima volta da anni, di programmare gli investimenti e consolida il ruolo delle Province nel sistema di amministrazione dei territori.

Restano però ancora aperti alcuni nodi critici, primo fra tutti l’assenza in manovra di risorse per la spesa corrente, necessarie per garantire a tutte le Province la possibilità di erogare i servizi ai cittadini.  Ancora una volta poi, in maniera del tutto incomprensibile, non si permette alle Province, svuotate dopo l’esodo imposto nel 2015, di avviare un piano serio di assunzioni di personale, indispensabile proprio alla luce dei nuovi fondi per gli investimenti assegnati a queste istituzioni. Assurdo poi che si preveda un fondo pe la progettazione di oltre 2,7 miliardi e che si escludano Province e Città metropolitane dalla possibilità di accedere a queste risorse, destinate esclusivamente ai Comuni.  Si tratta di temi per noi essenziali – conclude de Pascale – che porteremo all’attenzione del Parlamento e su cui chiederemo sostegno e risposte a maggioranza e opposizione”.

NEL LINK CHE SEGUE, UNA SCHEDA SINTETICA SULLE MISURE PER LE PROVINCE IN LEGGE DI BILANCIO

scheda sintetica legge di bilancio 2020

Manovra,UPI “Investimenti, Province tornano centrali: riconosciuto ruolo chiave”

“Avevamo chiesto di accendere un faro sulle scuole superiori, fino ad oggi le grandi dimenticate e di finanziare il nostro piano di 1.000 cantieri per mettere in sicurezza strade, ponti e gallerie: nella manovra approvata dal Consiglio dei Ministri abbiamo avuto primi segnali, ancora insufficienti rispetto al fabbisogno, ma significativi perché dimostrano un cambio di atteggiamento del Governo e delle forze di maggioranza nei confronti delle Province, che tornano ad essere istituzioni centrali per lo sviluppo del Paese”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, riguardo al fondo di 3 miliardi 450 milioni in 15 anni per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico degli edifici delle scuole secondarie superiori e dei 3,4 miliardi in 15 anni per il finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane, che la legge di bilancio varata dal Governo assegna direttamente a Province e Città metropolitane dal 2020 al 2034.

“Certo – sottolinea de Pascale –  per il prossimo triennio 2020-22 i fondi sono ancora pochi: a fronte del fabbisogno che avevano rilevato con i nostri monitoraggi di 2 miliardi per mettere in sicurezza i 130 mila chilometri di rete viaria provinciale su cui insistono oltre 30.000 tra ponti viadotti e gallerie, il Governo ha previsto solo 400 milioni.  Quanto alle scuole superiori, sono stanziati solo 450 milioni dal 2020 al 2022, a fronte di un fabbisogno stimato di oltre 2,5 miliardi. Per contro però la garanzia di risorse fino al 2034 ci permette per la prima volta da anni, di programmare gli investimenti e consolida il ruolo delle Province nel sistema di amministrazione dei territori.

Restano però ancora aperti alcuni nodi critici, primo fra tutti l’assenza in manovra di risorse per la spesa corrente, necessarie per garantire a tutte le Province la possibilità di erogare i servizi ai cittadini.  Ancora una volta poi, in maniera del tutto incomprensibile, non si permette alle Province, svuotate dopo l’esodo imposto nel 2015, di avviare un piano serio di assunzioni di personale, indispensabile proprio alla luce dei nuovi fondi per gli investimenti assegnati a queste istituzioni. Assurdo poi che si preveda un fondo pe la progettazione di oltre 2,7 miliardi e che si escludano Province e Città metropolitane dalla possibilità di accedere a queste risorse, destinate esclusivamente ai Comuni.  Si tratta di temi per noi essenziali – conclude de Pascale – che porteremo all’attenzione del Parlamento e su cui chiederemo sostegno e risposte a maggioranza e opposizione”.

NEL LINK CHE SEGUE, UNA SCHEDA SINTETICA SULLE MISURE PER LE PROVINCE IN LEGGE DI BILANCIO

scheda sintetica legge di bilancio 2020

Legge di Bilancio: ANCI e UPI scrivono a Presidente Conte

Il rilancio degli investimenti locali, la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, la stesura dell’Agenda urbana e di un nuovo piano per le periferie, risorse certe per garantire ai cittadini i servizi essenziali, la ristrutturazione del debito degli enti locali: sono queste le priorità su cui il Presidente di ANCI, Antonio Decaro, e il Presidente di UPI, Michele de Pascale, hanno chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’avvio di un confronto in vista della predisposizione della Legge di Bilancio 2020.

Non solo un incontro sottolineano nella lettera inviata al Presidente del Consiglio i due Presidenti, a nome dei sindaci che amministrano i Comuni, le Città metropolitane e le Province – ma l’apertura di un vero e proprio tavolo di confronto “per affrontare insieme questioni che se non risolte metteranno a rischio l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini” e condividere le possibili soluzioni, prima che la Legge di Bilancio sia approvata.

Legge di Bilancio: ANCI e UPI scrivono a Presidente Conte

Il rilancio degli investimenti locali, la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, la stesura dell’Agenda urbana e di un nuovo piano per le periferie, risorse certe per garantire ai cittadini i servizi essenziali, la ristrutturazione del debito degli enti locali: sono queste le priorità su cui il Presidente di ANCI, Antonio Decaro, e il Presidente di UPI, Michele de Pascale, hanno chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’avvio di un confronto in vista della predisposizione della Legge di Bilancio 2020.

Non solo un incontro sottolineano nella lettera inviata al Presidente del Consiglio i due Presidenti, a nome dei sindaci che amministrano i Comuni, le Città metropolitane e le Province – ma l’apertura di un vero e proprio tavolo di confronto “per affrontare insieme questioni che se non risolte metteranno a rischio l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini” e condividere le possibili soluzioni, prima che la Legge di Bilancio sia approvata.

Il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale alle dichiarazioni del Ministro Salvini sulle Province

“Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro dell’Interno rispetto alla volontà di inserire nella prossima legge di bilancio risorse mirate per un piano di piccole opere per il territorio. Ora ci aspettiamo che si proceda con celerità a rifinanziare gli investimenti e rivedere le funzioni e la governance delle Province”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale in merito alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini riportate dai media, che annuncia un piano di 6 miliardi per le piccole opere.

“Noi siamo pronti, abbiamo già progetti cantierabili per mettere in sicurezza le scuole superiori, le strade provinciali e i ponti, viadotti e gallerie che abbiamo in gestione.

La revisione della riforma delle Province ha questo obiettivo ed è per questo che è urgente: perché attraverso il rafforzamento delle Province sarà possibile garantire ai territori, alle comunità locali, alle aree interne del Paese, servizi e sviluppo.

Per questo ci auguriamo che il lavoro fatto al tavolo del Ministero dell’Interno sulla riforma possa riprendere quanto prima: da mesi plaudiamo alle prese di posizione di alcuni esponenti del Governo sul tema province, ma ora non c’è più tempo da perdere”.

Il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale alle dichiarazioni del Ministro Salvini sulle Province

“Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro dell’Interno rispetto alla volontà di inserire nella prossima legge di bilancio risorse mirate per un piano di piccole opere per il territorio. Ora ci aspettiamo che si proceda con celerità a rifinanziare gli investimenti e rivedere le funzioni e la governance delle Province”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale in merito alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini riportate dai media, che annuncia un piano di 6 miliardi per le piccole opere.

“Noi siamo pronti, abbiamo già progetti cantierabili per mettere in sicurezza le scuole superiori, le strade provinciali e i ponti, viadotti e gallerie che abbiamo in gestione.

La revisione della riforma delle Province ha questo obiettivo ed è per questo che è urgente: perché attraverso il rafforzamento delle Province sarà possibile garantire ai territori, alle comunità locali, alle aree interne del Paese, servizi e sviluppo.

Per questo ci auguriamo che il lavoro fatto al tavolo del Ministero dell’Interno sulla riforma possa riprendere quanto prima: da mesi plaudiamo alle prese di posizione di alcuni esponenti del Governo sul tema province, ma ora non c’è più tempo da perdere”.

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