Categoria: Bilanci e Finanza

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Manovra: le Province in Conferenza Unificata “Servono risorse per la messa in sicurezza del Paese. Il Paese non è solo il Po”

Se in Senato non saranno approvati gli emendamenti che l’Upi presenterà, non sarà possibile per le Province dare parere favorevole alla manovra economica 2019.  Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo alla riunione di oggi dellla Conferenza Unificata, riportando quanto deciso dal Comitato direttivo Upi riunito oggi a Roma.

“Emendamenti – ha sottolineato Variati – che riguardano principalmente le risorse per la manutenzione di ponti, gallerie e strade, ma in generale di tutte le infrastrutture che sono sotto la diretta responsabilità delle Province. Non si può pensare di stanziare 50 milioni di euro per 5 anni solo per le infrastrutture del bacino del Po, dopo che, con il monitoraggio che ci hanno cheisto di fare e che abbiamo portato a termine a settembre, abbiamo chiaramente evidenziato che la situaizone di criticità è molto più complessa e diffusa su tutto il Paese. Come se il Governo di quello studio abbia deciso di non tenere conto. Il problema è che bisogna garantire la sicurezza a tutti,mettere in sicurezza tutta la rete stradale, perchè se viene abbandonata la manutenzione si mette a rischio la vita stessa dei cittadini.

E poi, è incredibile che i 7 miliardi di fondi previsti per gli investimenti locali che dovranno passare dalle Regioni, siano diretti esclusivamnte al patrimonio pubblico dei Comuni, escludendo le Province e le Città Metropolitane”.

Consegneremo al Senato queste nostre richieste – ha poi concluso – che sono semplici e dirette esclusivamente a garantire i servizi e la sicurezza dei cittadini. Se non saranno approvati, il nostro parere sulla manovra non potrà essere positivo e i Presidenti delle Province prenderanno atto del fatto che il Parlamento si è dimenticato di garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade provinciali e di tutte le 5.100 scuole superiori”.

Manovra: il Presidente Variati a Il Foglio “Su sicurezza strade in manovra c’è poco o nulla”

“Quando ad agosto il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di fare il monitoraggio dei ponti e delle gallerie a rischio, lo abbiamo fatto nonostante i tempi strettissimi. Sembrava il preludio ad un impegno serio del Governo per la ristrutturazione di strade e ponti. E invece niente. Nella manovra non c’è nulla su questo capitolo. Nulla, nemmeno un segnale”.

Queste le riflessioni del Presidente dell’Upi, Achille Variati, su il quotidiano Il Foglio di oggi.

Ieri il Presidente, commentando le misure previste dalla Manovra economica per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali , dei 30 mila ponti e gallerie e delle oltre 5.100 scuole superiori, ha parlato di  “delusione e preoccupazione” ribadendo come “la situazione di grave emergenza delle Province non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato alla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Variati ha per questo chiesto un incontro urgente al Governo, ed in particolare ai Ministri Castelli e Garavaglia, per trovare soluzioni immediate prima dell’avvio dei lavori in Senato.

 

 

 

Manovra: le Province in Conferenza Unificata “Servono risorse per la messa in sicurezza del Paese. Il Paese non è solo il Po”

Se in Senato non saranno approvati gli emendamenti che l’Upi presenterà, non sarà possibile per le Province dare parere favorevole alla manovra economica 2019.  Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo alla riunione di oggi dellla Conferenza Unificata, riportando quanto deciso dal Comitato direttivo Upi riunito oggi a Roma.

“Emendamenti – ha sottolineato Variati – che riguardano principalmente le risorse per la manutenzione di ponti, gallerie e strade, ma in generale di tutte le infrastrutture che sono sotto la diretta responsabilità delle Province. Non si può pensare di stanziare 50 milioni di euro per 5 anni solo per le infrastrutture del bacino del Po, dopo che, con il monitoraggio che ci hanno cheisto di fare e che abbiamo portato a termine a settembre, abbiamo chiaramente evidenziato che la situaizone di criticità è molto più complessa e diffusa su tutto il Paese. Come se il Governo di quello studio abbia deciso di non tenere conto. Il problema è che bisogna garantire la sicurezza a tutti,mettere in sicurezza tutta la rete stradale, perchè se viene abbandonata la manutenzione si mette a rischio la vita stessa dei cittadini.

E poi, è incredibile che i 7 miliardi di fondi previsti per gli investimenti locali che dovranno passare dalle Regioni, siano diretti esclusivamnte al patrimonio pubblico dei Comuni, escludendo le Province e le Città Metropolitane”.

Consegneremo al Senato queste nostre richieste – ha poi concluso – che sono semplici e dirette esclusivamente a garantire i servizi e la sicurezza dei cittadini. Se non saranno approvati, il nostro parere sulla manovra non potrà essere positivo e i Presidenti delle Province prenderanno atto del fatto che il Parlamento si è dimenticato di garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade provinciali e di tutte le 5.100 scuole superiori”.

Manovra: il Presidente Variati a Il Foglio “Su sicurezza strade in manovra c’è poco o nulla”

“Quando ad agosto il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di fare il monitoraggio dei ponti e delle gallerie a rischio, lo abbiamo fatto nonostante i tempi strettissimi. Sembrava il preludio ad un impegno serio del Governo per la ristrutturazione di strade e ponti. E invece niente. Nella manovra non c’è nulla su questo capitolo. Nulla, nemmeno un segnale”.

Queste le riflessioni del Presidente dell’Upi, Achille Variati, su il quotidiano Il Foglio di oggi.

Ieri il Presidente, commentando le misure previste dalla Manovra economica per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali , dei 30 mila ponti e gallerie e delle oltre 5.100 scuole superiori, ha parlato di  “delusione e preoccupazione” ribadendo come “la situazione di grave emergenza delle Province non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato alla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Variati ha per questo chiesto un incontro urgente al Governo, ed in particolare ai Ministri Castelli e Garavaglia, per trovare soluzioni immediate prima dell’avvio dei lavori in Senato.

 

 

 

Manovra, UPI “Delusione e preoccupazione. I territori sono stati abbandonati”

Delusione e preoccupazione per il testo della Legge di Bilancio approvato dalla Commissione Bilancio dalla Camera dei Deputati. E’ quanto dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati che sottolinea come, sulle Province “La situazione di grave emergenza non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato dalla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

“Non riusciamo a comprendere perché, in una situazione di criticità e di emergenza che accomuna ponti e gallerie di tutto il Paese, come è emerso nel monitoraggio dettagliato che Governo e Parlamento ben conoscono, si sia deciso di intervenire a rendere sicure solo le opere del bacino del Po.  Il resto del Paese è abbandonato, come se oltre la pianura padana non ci fosse alcun ponte a rischio.

Ed è incredibile come Governo e deputati che nella manovra stanziano quasi 7 miliardi per la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, abbiano deciso di escludere da questi investimenti i 30 mila ponti e gallerie, gli oltre 130 mila chilometri di strade provinciali e le 5.100 scuole superiori. Abbandonando il territorio, le comunità e i 2 milioni 500 mila studenti che continueranno a frequentare scuole insicure.

Chiediamo al Governo, a partire dai Viceministri Castelli e Garavaglia, un incontro urgente per chiarire questi nodi e trovare immediate soluzioni in vista del passaggio della Legge di bilancio in Senato”.

 

 

Manovra, UPI “Delusione e preoccupazione. I territori sono stati abbandonati”

Delusione e preoccupazione per il testo della Legge di Bilancio approvato dalla Commissione Bilancio dalla Camera dei Deputati. E’ quanto dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati che sottolinea come, sulle Province “La situazione di grave emergenza non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato dalla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

“Non riusciamo a comprendere perché, in una situazione di criticità e di emergenza che accomuna ponti e gallerie di tutto il Paese, come è emerso nel monitoraggio dettagliato che Governo e Parlamento ben conoscono, si sia deciso di intervenire a rendere sicure solo le opere del bacino del Po.  Il resto del Paese è abbandonato, come se oltre la pianura padana non ci fosse alcun ponte a rischio.

Ed è incredibile come Governo e deputati che nella manovra stanziano quasi 7 miliardi per la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, abbiano deciso di escludere da questi investimenti i 30 mila ponti e gallerie, gli oltre 130 mila chilometri di strade provinciali e le 5.100 scuole superiori. Abbandonando il territorio, le comunità e i 2 milioni 500 mila studenti che continueranno a frequentare scuole insicure.

Chiediamo al Governo, a partire dai Viceministri Castelli e Garavaglia, un incontro urgente per chiarire questi nodi e trovare immediate soluzioni in vista del passaggio della Legge di bilancio in Senato”.

 

 

Manovra, UPI “Se il Governo investe su Province, apriamo cantieri per strade e scuole “

“Se il Governo vuole davvero fare una manovra di sviluppo, allora ci assegni le risorse necessarie per mettere in sicurezza strade, ponti e scuole. Servono 3 miliardi in cinque anni, ma abbiamo progetti pronti che ci permettono di aprire subito i cantieri”.

E’ l’appello lanciato dal Presidente dell’Upi Achille Variati dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si è tenuta oggi a Roma e cui hanno preso parte per la prima volta anche i nuovi presidenti e amministratori eletti nella tornata del 31 ottobre scorso.

“Dal monitoraggio che abbiamo fatto a fine agosto, dopo la tragedia del Ponte Morandi – ha spiegato Variati – abbiamo ottenuto indicazioni chiare: con 300 milioni l’anno per 5 anni possiamo mettere in sicurezza quasi 6.000 ponti, e siamo pronti a partire da subito, se il Governo stanzierà le risorse in finanziaria, perché abbiamo oltre 800 progetti già definiti.

Lo stesso vale per l‘edilizia scolastica – ha proseguito Variati – per le oltre 5.100 scuole superiori italiane che hanno bisogno di investimenti per la messa in sicurezza, l’efficientamento energetico, la modernizzazione di aule e laboratori. Dall’analisi dei bandi regionali per il fondo nazionale per l’edilizia scolastica 2019 – 21, risultano 770 progetti di province ritenuti ammissibili, per un totale di circa 1,9 miliardi. Vuol dire che questi 770 progetti  sono stati considerati validi e che sono immediatamente cantierabili;  solo che del 1,4/ 1,7 miliardi in tutto di cui dispone il fondo, non più del 30% andrà alle scuole superiori. Se va bene, si tratterà di 500 milioni al massimo. Ma se quei progetti sono stati ritenuti ammissibili, vuol dire che sono necessari, e allora il miliardo e 500 milione che manca per coprirne le spese deve essere trovato nella Legge di Bilancio”.

“Noi siamo convinti che le Province italiane possano fare gli investimenti necessari per il Paese, e questo vuol dire sviluppo diretto e indiretto – ha spiegato Variati –  Ci sono le grandi opere ma gli investimenti sono fatti anche di tante piccole opere importanti. Se il governo ci darà quelle risorse che ancora in legge di stabilità non sono chiare  noi possiamo dimostrare di aprire i cantieri nel 2019”.

Manovra, UPI “Se il Governo investe su Province, apriamo cantieri per strade e scuole “

“Se il Governo vuole davvero fare una manovra di sviluppo, allora ci assegni le risorse necessarie per mettere in sicurezza strade, ponti e scuole. Servono 3 miliardi in cinque anni, ma abbiamo progetti pronti che ci permettono di aprire subito i cantieri”.

E’ l’appello lanciato dal Presidente dell’Upi Achille Variati dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si è tenuta oggi a Roma e cui hanno preso parte per la prima volta anche i nuovi presidenti e amministratori eletti nella tornata del 31 ottobre scorso.

“Dal monitoraggio che abbiamo fatto a fine agosto, dopo la tragedia del Ponte Morandi – ha spiegato Variati – abbiamo ottenuto indicazioni chiare: con 300 milioni l’anno per 5 anni possiamo mettere in sicurezza quasi 6.000 ponti, e siamo pronti a partire da subito, se il Governo stanzierà le risorse in finanziaria, perché abbiamo oltre 800 progetti già definiti.

Lo stesso vale per l‘edilizia scolastica – ha proseguito Variati – per le oltre 5.100 scuole superiori italiane che hanno bisogno di investimenti per la messa in sicurezza, l’efficientamento energetico, la modernizzazione di aule e laboratori. Dall’analisi dei bandi regionali per il fondo nazionale per l’edilizia scolastica 2019 – 21, risultano 770 progetti di province ritenuti ammissibili, per un totale di circa 1,9 miliardi. Vuol dire che questi 770 progetti  sono stati considerati validi e che sono immediatamente cantierabili;  solo che del 1,4/ 1,7 miliardi in tutto di cui dispone il fondo, non più del 30% andrà alle scuole superiori. Se va bene, si tratterà di 500 milioni al massimo. Ma se quei progetti sono stati ritenuti ammissibili, vuol dire che sono necessari, e allora il miliardo e 500 milione che manca per coprirne le spese deve essere trovato nella Legge di Bilancio”.

“Noi siamo convinti che le Province italiane possano fare gli investimenti necessari per il Paese, e questo vuol dire sviluppo diretto e indiretto – ha spiegato Variati –  Ci sono le grandi opere ma gli investimenti sono fatti anche di tante piccole opere importanti. Se il governo ci darà quelle risorse che ancora in legge di stabilità non sono chiare  noi possiamo dimostrare di aprire i cantieri nel 2019”.

Manovra, Upi a Toninelli “Mancano le risorse per mettere in sicurezza ponti e strade”.

“A quasi un mese dal  monitoraggio sui ponti e gallerie che abbiamo portato a termine dopo la tragedia di Genova su richiesta del Ministero delle infrastrutture, abbiamo ricevuto solo silenzi. Il Ministro Toninelli ha dichiarato di essere preoccupato per le opere delle Province. I cittadini devono preoccuparsi, un ministro deve intervenire, con risposte adeguate a risolvere le giuste richieste di sicurezze dei cittadini. Per ora,  nelle bozze di manovra che si leggono in questi giorni, non troviamo nessuna risorsa per mettere in sicurezza ponti e gallerie”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervendo a Rimini all’assemblea dell’Anci.
“Ci è stato chiesto di monitorare le criticità delle strutture affidate in gestione alle Province – ha poi ricordato – e dal monitoraggio è emerso che ci sono quasi 6.000 ponti che hanno bisogno di interventi, e di questi 1.918 già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi, hanno bisogno di interventi urgenti. La stima del fabbisogno per mettere in sicurezza queste strutture è di 2 miliardi e 500 milionii. Al Ministro Toninelli, che speriamo possa quanto prima riceverci, chiediamo di mettere in primo piano la sicurezza dei cittadini e di destinare a queste opere necessarie e urgenti le risorse indispensabili nella Legge di bilancio “.

Fondi Ue: l’Upi al tavolo di coordinamento convocato dal Ministro Lezzi

“Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei. Che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate”. È la richiesta avanzata dal Vicepresidente Upi Nicola Valluzzi al tavolo sulle Politiche di Coesione convocato oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Ministro del Sud e della Coesione Sociale, Barbara Lezzi.

“Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse.  Questo per le sole strutture in Capo alle Province. Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi.   Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente”.

Fondi Ue: l’Upi al tavolo di coordinamento convocato dal Ministro Lezzi

“Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei. Che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate”. È la richiesta avanzata dal Vicepresidente Upi Nicola Valluzzi al tavolo sulle Politiche di Coesione convocato oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Ministro del Sud e della Coesione Sociale, Barbara Lezzi.

“Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse.  Questo per le sole strutture in Capo alle Province. Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi.   Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente”.

Autonomia Regioni: Decaro (ANCI) e Variati (UPI) scrivono alla Ministra Stefani

Il principio di leale collaborazione tra istituzioni guidi tutto il percorso di attuazione del regionalismo differenziato, rilanciato in questi mesi dalle iniziative delle Regioni. Lo scrivono i Presidenti di ANCI, Antonio Decaro, e Upi, Achille Variati, nel documento inviato oggi alla Ministra delle Regioni Erika Stefani, insieme alla richiesta di aprire un confronto comune.
“L’attuazione dei principi di autonomia – scrivono i Presidenti – è lo strumento per consentire ai diversi territori di configurare in chiave propria i poteri da esercitare per il governo delle specificità delle rispettive comunità. Si tratta di una sfida importante, ma che necessita una attenta salvaguardia dei valori costituzionali di unità giuridica ed economica del Paese e dell’affermazione di una funzione unificante dello Stato”. Per questo ANCI e UPI hanno redatto un documento unitario, che fissa alcuni principi imprescindibili, a partire dalla tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica della Repubblica e quindi dalla garanzia su tutto il territorio nazionale di livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali.  Essenziale poi, la definizione di fabbisogni e costi standard, e l’intangibilità delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Le Regioni, si legge infine nel documento, dovranno mantenere il loro un ruolo legislativo, di indirizzo e programmazione, dando piena attuazione ai principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
“Questioni di straordinaria importanza che toccano inevitabilmente assetti, ruoli e funzioni proprie degli enti locali” scrivono in conclusione Decaro e Variati, chiedendo un incontro alla Ministra Stefani.
IN ALLEGATO, IL DOCUMENTO UNITARIO ANCI UPI

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