Categoria: Bilanci e Finanza

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Provincia Ferrara, presidente Tagliani condivide l’iniziativa Upi rivolta a Governo e Parlamento sulla situazione delle strade provinciali

“Condivido pienamente l’allarme lanciato dal Direttivo Upi nazionale sul problema di mantenere la sicurezza sui 130mila chilometri di strade provinciali sul territorio nazionale”.
È il commento del presidente della Provincia di Ferrara – Tiziano Tagliani – al comunicato diffuso dall’associazione delle Province italiane.
“Con una diminuzione delle risorse imposta dalla finanziaria del 2015 pari al 60 per cento – prosegue Tagliani – è oggettivamente un problema sempre più insostenibile garantire la manutenzione di una rete viaria rimasta la stessa a carico delle Province”.
“Solo per la Provincia di Ferrara – precisa il presidente – significa circa 900 chilometri di strade cui dobbiamo provvedere continuamente per nuovi asfalti, frane, ponti, guard rail, segnaletica, potature alberi e sfalci erba e le risorse a disposizione sono complessivamente meno della metà di quelle che occorrerebbero”.
“Hanno ragione i cittadini – insiste -, un po’ meno amministratori come il consigliere regionale Alan Fabbri che ha fatto parte del Consiglio provinciale e che sa bene che non è un problema di responsabilità del presidente della Provincia. È quindi da condividere l’appello di Upi a Governo e Parlamento per prevedere nella finanziaria del 2017 le risorse necessarie per dare risposte adeguate che tutti vorremmo dare sul piano della tutela della sicurezza, anche per arrestare il danno che nel frattempo questa situazione insostenibile sta provocando all’intero patrimonio viario del paese”.
“Infine – conclude Tagliani – anche introdurre il reato di omicidio stradale scarica ancora una volta sugli amministratori locali in modo assolutamente intollerabile responsabilità oggettive, invece di affrontare il nodo risorse”.

Emergenza bilanci: svincolo avanzi vincolati, Variati scrive al Presinnete della conferenza delle Regioni

Svincolare quanto prima gli avanzi di amministrazione sottoposti a vincolo regionale, così da potere permettere alle Province, come previsto dalle misure urgenti stabilite con il decreto legge 78/15, di utilizzare anche queste risorse per tentare di chiudere bilanci in equilibrio.

Questa la richiesta inviata in una lettera dal Presidente dell’Upi Achille Variati al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

“Come ti è certamente noto – scrive il Sindaoc Variati a Bonaccini – la situazione finanziaria delle Province per l’anno 2016, presenta delle condizioni di criticità molto marcate, risultato di tagli pesanti e non proporzionati e di una riforma istituzionale che sta progredendo in modo disomogeneo sui territori.

Proprio per tentare di lenire queste difficoltà – ricorda il Presidente dell’Upi –  sia il decreto legge n.78/15 che la legge di stabilità n. 208/2015 hanno previsto una serie di interventi puntuali (bilancio solo annuale, contributi per equilibri, applicazione avanzi, ecc…) tra i quali ricordo il comma 758, art. 1 della legge di stabilità, con il quale il legislatore ha previsto che, ai fini dell’equilibrio della situazione corrente, le Province possano utilizzare le risorse derivanti da trasferimenti correnti e in conto capitale loro attribuite dalle Regioni e confluiti nell’avanzo vincolato.

Per dare gambe a tale disposizione, è stata siglata apposta intesa in data 14 aprile u.s., con la quale gli enti hanno proceduto alla richiesta di svincolo di tali somme alle rispettive Regioni, somme che in alcuni casi rappresentano un tassello fondamentale e imprescindibile per il conseguimento degli equilibri.

Purtroppo ad oggi stiamo verificando che tale processo è in molte realtà sostanzialmente fermo o fortemente rallentato, e ciò pone in serio dubbio la concreta realizzazione della disposizione normativa, con le conseguenze negative che Tu ben immaginerai.

Ti chiedo dunque- conclude Variati – di farti carico, in qualità di Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, di rappresentare questa mia ai Tuoi colleghi, pregandoTi di sottolineare l’urgenza e l’esigenza che tali fondi vengano svincolati entro il più breve tempo possibile, stante l’approssimarsi della data di scadenza del termine per l’approvazione dei bilanci che per le Province è il 31 luglio”.

 

In allegato il testo della lettera

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La Conferenza Stato Città attesta: 40 Province in squilibrio per tagli Legge stabilità

Secondo i dati forniti dal Governo oggi in Conferenza Stato Città sono 40 su 74 – 2 sono già in dissesto – le Province in squilibrio a causa dei tagli imposti dalla Legge di stabilità 2015. In totale, solo per coprire la spesa inderogabile – stipendi del personale, mutui e contributi allo stato – secondo il Governo mancano all’appello 123 milioni. Ma lo squilibrio è ben maggiore visto che gli Enti di Area Vasta, oltre a pagare stipendi, svolgono funzioni essenziali, prime fra tutti garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade e rendere accessibili, agibili e sicure le oltre 5000 scuole superiori italiane.

 

Questa la situazione drammatica ed emergenziale che oggi il Governo ha portato in Conferenza Stato Città, depositando le tabelle di riparto per singolo ente dei 650 milioni di tagli imposti alle Province dalla Legge di Stabilità 2015.

 

“Una situazione – ha sottolineato la delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi al Ministero dell’Interno, composta dai Vice Presidenti Upi Marco Filippeschi di Pisa, e Carlo Riva Vercellotti di Vercelli, e dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone, Presidente di Pavia, e dell’Upi Basilicata Nicola Valluzzi  Presidente di Potenza –  su cui non possiamo che opporre tutta la nostra contrarietà. Perché queste tabelle, che confermano quello che abbiamo sempre detto, e cioè che la manovra fatta nel 2015 sulle Province era sbagliata, aprono una crisi profonda nel Paese. Nei fatti, il Governo attesta l’impossibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini che vivono in Provincia, il 76% della popolazione italiana.

 

“Noi – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza – facciamo appello a Governo e Parlamento, perché si trovino soluzioni finanziarie per riportare equità e assicurare eguali servizi a tutti i cittadini”.

 

L’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia

Approvato dall’Assemblea dei Presidenti, che si è riunita a Roma il 31 maggio, l’Ordine del Giorno allegato che dà mandato al Presidente dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi Regionali, di operare con il tavolo di lavoro del Governo affinché la ripartizione dei tagli 2016 sia definita anche seguendo un criterio razionale solidaristico.

L’ordine del giorno, inoltre, impegna l’Upi a valutare le diverse situazioni di difficoltà relative alle Province in dissesto e pre-dissesto attraverso un tavolo di lavoro specifico che affronti e proponga soluzioni sulla base delle situazioni reali; chiede alle Regioni di garantire la copertura integrale delle funzioni non fondamentali delegate agli Enti di Area Vasta; chiede al Governo di dare immediata attuazione alle misure straordinarie previste dalla Legge di stabilità 2016 (70 milioni per servizi disabili; 100 milioni per manutenzione strade; 20,4 milioni per personale destinato a mobilità) i cui termini per gli adempimenti sono ampiamente scaduti e su cui si sta registrando l’inerzia del Governo.

Inoltre, sollecita il Govenro ad emanare un provvedimento d’urgenza nel quale siano garantite le disposizioni su cui è stata data continua assicurazione, ed in particolare:
–    eliminazione  delle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità 2015;
–    effettiva possibilità di utilizzare l’avanzo ai fini del saldo di finanza pubblica;
–    riparto del contributo di finanza pubblica delle province per l’anno 2016 e, contestualmente, di concerto con Upi, il riparto dei 245 milioni di contributi per strade scuole e dei 40 milioni per il mantenimento degli equilibri di bilancio.

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Variati “I Sindaci responsabili per garantire servizi. Governo faccia la sua parte”

Portare quanti più Enti di Area Vasta possibili ad approvare, il 31 luglio prossimo, bilanci in equilibrio per poter continuare ad assicurare i servizi essenziali nonostante i tagli pesantissimi e insostenibili imposti dalla legge di stabilità 2015, anche mettendo in campo la solidarietà tra istituzioni. Questa la risoluzione approvata oggi dai Sindaci Presidenti degli Enti di Area Vasta, riuniti a Roma per decidere le azioni da intraprendere per evitare il dissesto del comparto causato dai tagli decisi dalle manovre finanziarie.

“Una solidarietà razionale – ha sottolineato il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco del Comune e dell’Area Vasta di Vicenza – perché non servirà a sanare gestioni non virtuose, ma a provare ad eleminare quelle anomalie che hanno determinato nel 2015 forti sperequazioni tali che mentre alcuni Enti hanno subito un taglio del 3%, per altri si è trattato di una riduzione di almeno il 30%. Una diseguaglianza che tocca direttamente i cittadini e imprese, perché incide sulla capacità di potere offrire servizi efficienti, che non può essere riproposta quest’anno.

Questa – ha aggiunto Variati – è la nostra ultima prova di responsabilità da Sindaci: adesso tocca al Governo mostrare di avere allo stesso modo a cuore il governo dei territori, varando subito i decreti, i cui termini di attuazione sono scaduti da mesi, per stanziare le risorse straordinarie previsti dalla Legge di stabilità 2016.

Si tratta di 70 milioni destinati ad assicurare il diritto allo studio dei cittadini disabili; di 100 milioni per la manutenzione non più rinviabile delle strade provinciali; di oltre 20 milioni per pagare gli stipendi dei dipendenti delle Province in mobilità.

 Il tempo ormai stringe: il 31 luglio dobbiamo approvare i bilanci e senza queste misure, insieme alla cancellazione delle ingiuste sanzioni per lo sforamento obbligato del patto di stabilità 2015, non riusciremo a farlo. E se non facciamo i bilanci i servizi essenziali si fermano.

Noi Sindaci – ha concluso Variati – ci prendiamo la responsabilità di essere solidali per cercare di fare in modo che i tagli non mandino in dissesto tutti gli enti; il Governo faccia la sua parte e dia corso a quanto ha stabilito, per garantire la continuità dei servizi”.

In allegato, le slides con la relaizone dle Presidente Achille Variati

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Legge di stabilita’ Variati “Dalla Commissione Bilancio importanti passi in avanti per garantire i servizi”

“Il lavoro di confronto franco e serrato con la Commissione Bilancio della Camera, con i relatori e con il Governo ha prodotto risultati positivi per la garanzia dei servizi essenziali ai cittadini: grazie agli emendamenti approvati molte delle criticita’ che avevamo evidenziato hanno trovato una prima importante risposta”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, Sindaco di Vicenza, commentando alcuni degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio in accordo con il Governo a favore dei servizi di area vasta. “Abbiamo ottenuto maggiori risorse per garantire la sicurezza di scuole e strade – sottolinea il Presidente – e si e’ fatta chiarezza sui fondi necessari per assistere i disabili sensoriali nelle scuole superiori. Il lavoro di collaborazione istituzionale ha prodotto dunque risultati positivi per i nostri cittadini: si e’ preso atto – conclude Variati – della oggettiva realta’ delle criticita’ che avevamo evidenziato “.

L’Upi scrive ai Ministri Padoan e Alfano “Urgente pagamento spettanze 2015 per le Province che devono ancora ricevere trasferimenti”

Pubblichiamo in allegato la lettera inviata dal Presidente dell’Upi, Achille Variati, al Ministro dell’Economia Padoan e e al Ministro dell’Interno Alfano, nel quale si chiede con urgenza il pagamento del saldo delle spettanze per l’anno 2015 per quelle Province che ancora devono incassare i trasferimenti a valere sul
fondo sperimentale di riequilibrio.
“La situazione finanziaria delle Province – scrive il Presidente Variati – presenta gravi profili di criticità in molte realtà del Paese. La fase di chiusura dei bilanci di previsione si è appena conclusa, non senza estreme difficoltà di conseguimento del necessario equilibrio, ed è diffusa la preoccupazione in molti enti circa la possibilità di arrivare, nei prossimi mesi, ad una carenza di liquidità, anche per la gestione ordinaria degli enti. E’ per questo motivo che mi permetto di sollecitare con urgenza il pagamento del saldo delle spettanze  per l’anno 2015 per quelle Province che ancora devono incassare i trasferimenti a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio. Si tratta di fondi ormai assolutamente necessari per poter garantire la funzionalità degli enti, e sono fondi che peraltro sono stati versati allo Stato dalle altre Province che ormai sono definite “incapienti”. Il fondo sperimentale di riequilibrio delle Province è infatti interamente alimentato dal comparto medesimo, e anzi contribuisce per oltre 245 milioni annui al processo di risanamento della finanza pubblica attraverso il versamento allo Stato di tale somma.

In allegato, il testo della lettera

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Legge di stabilità, Province, Variati “Primi segnali ma insufficienti”

“Cogliamo l’emendamento depositato dal Governo e dai Relatori sulle Province come un primo segnale di presa di coscienza dello stato di emergenza. Ma le norme presentate sono, appunto, solo segnali, del tutto insufficienti a risolvere la situazione. Ribadiamo che il problema non è tenere in piedi i bilanci di un ente, ma assicurare servizi ai cittadini. Ci aspettiamo che la discussione in corso in Commissione Bilancio produca risultati diversi e interventi concreti in grado di assicurare la tenuta dei servizi essenziali. Altrimenti ci ritroveremo, da qui a  breve, responsabili dell’impossibilità di garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti: noi Sindaci non lo faremo”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi – Achille Variati, Sindaco di Vicenza, commentando l’emendamento depositato alla Legge di stabilità da Governo e Relatori che interviene sulla questione Province

Legge di stabilità, Variati:“Nel 2016 un taglio di 1,7 miliardi alle Province : impossibile garantire i servizi”

“Se in Parlamento non si interviene sulla legge di stabilità con maggiori risorse per salvare i servizi essenziali, con un taglio ai bilanci che nel 2016 sarà di quasi 1 miliardo e 700 milioni sarà impossibile garantire la sicurezza e la manutenzione di strade e scuole e assicurare interventi per contrastare il dissesto idrogeologico la cura dell’ambiente. I Sindaci alla guida delle nuove Province stanno facendo il loro dovere,  in tre anni la spesa corrente è scesa di 1 miliardo 515 milioni: noi stiamo efficientando, ma non abbiamo nessuna intenzione di andare a tagliare risorse che servono per assicurare diritti ineludibili dei cittadini”.

E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza, che ha inviato a tutti i parlamentari un dossier con i numeri dei bilanci e l’impatto della manovra 2016 per i nuovi enti di area vasta.

Variati ha ribadito le richieste essenziali dei Sindaci alla guida delle Province “richieste – ha spiegato – che servono a salvare servizi essenziali”. A partire dall’incremento fino a 250 milioni  del fondo per strade e scuole, che il Governo ha attestato a 150 milioni, ma che, ha detto Variati “sono del tutto insufficienti per garantire la sicurezza e la manutenzione di oltre 130 mila chilometri di strade e delle oltre 5000 scuole superiori italiane.  Tra le altre richieste: la copertura integrale delle spese da sostenere nel prossimo anno per l’assistenza ai disabili sensoriali nelle scuole, pari a 113 milioni. “Abbiamo presentato anche proposte che rappresentano un risparmio per lo Stato – ha aggiunto il Presidente – come la costituzione nelle province e Città metropolitane delle Stazioni Uniche Appaltanti, che passerebbero dalle attuali oltre 7.000 alle sole 107 aree vaste, e il coordinamento per favorire la gestione associata delle funzioni comunali. Sono proposte a costo zero, che permetterebbero al Paese di fare un grande passo in avanti nella semplificazione della burocrazia”.

Il Sole 24 Ore “Patto di stabilità, buco da 1,2 miliardi per Province e Città Metropolitane”

“I dati sul monitoraggio del patto di stabilità dicono che Città e Province stanno sforando gli obiettivi 2015 di 1,2 miliardi di euro: poco più di 520 milioni sono a carico delle Città (Roma sfora il Patto di oltre 100 milioni, Napoli di 90, Milano di 80), il resto invece riguarda i bilanci delle Province”. Questo si legge nell’articolo a firma Gianni Trovati pubblicato oggi sul quotidiano Il Sole 24 Ore.
Il testo riprende i dati già resi noti dall’Upi nel Dossier “La finanza delle Province e delle Città metropolitane” dell’ottobre scorso, e sottolinea come “Norme alla mano, gli “enti di area vasta” sarebbero chiamati a pagare allo Stato una sanzione pari allo sforamento del Patto, cioè il doppio del “contributo alla finanza pubblica” ancora previsto. In evidenza, nell’occhiello “Il problema: la scorsa manovra ha imposto un super – taglio, ma i costi di funzioni e personale sono rimasti in carico agli enti”.

Legge di stabilità, Province: appello dei Sindaci ai Parlamentari

Forti preoccupazioni per una manovra finanziaria che non sana l’emergenza sui bilanci delle aree vaste, che fa mancare 500 milioni ai servizi essenziali  e rischia, se non corretta, di creare diseguaglianze tra i cittadini delle  grandi urbane e i cittadini che abitano nel resto del territorio –  il 70% del Paese – su diritti ineludibili, a partire dalla messa in sicurezza e manutenzione di strade e scuole.

Questo l’allarme lanciato dai Sindaci Presidenti delle Province in una lettera aperta ai Deputati impegnati nella discussione della Legge di stabilità 2016.

“Noi Sindaci – si legge nell’appello inviato a tutti i deputati – siamo impegnati come Presidenti delle Province ad attuare con spirito di servizio la legge 56/14. Ma il nostro impegno e la nostra responsabilità non sono sufficienti: se la Legge di Stabilità 2016 che vi apprestate a varare non sarà modificata, non avremo risorse adeguate per continuare a garantire la copertura delle funzioni fondamentali.  Abbiamo urgenza di risorse minime – sottolineano i Presidenti – che non serviranno per far sopravvivere un ente, ma esclusivamente per l’erogazione di servizi essenziali.  Se non sarà raccolto questo nostro appello, se nella manovra finanziaria non si troveranno risposte questi servizi si si ridurranno drasticamente o addirittura si interromperanno e i cittadini che non vivono nelle grandi aree urbane, si sentiranno abbandonati dalle istituzioni. Si tratta di garantire il diritto all’uguaglianza”.

Insieme alla lettera, i Sindaci Presidenti di Provincia ribadiscono le richieste di modifica alla Legge di stabilità ritenute essenziali: dall’incremento del contributo previsto per strade e scuole, alla costituzione di un fondo nazionale di 50 milioni per il mantenimento degli equilibri finanziari; dalla copertura integrale delle spese da sostenere per l’assistenza alla disabilità, che ammonta a circa 113 milioni, all’eliminazione delle sanzioni per lo sforamento del patto 2015, alla moratoria  dei mutui accesi dalle Province con Cassa Depositi e Prestiti per l’anno 2016.

Misure essenziali per non mandare in dissesto gli enti, cui si aggiungono proposte di prospettiva, prima fra tutte la trasformazione delle nuove aree vaste in hub in grado di svolgere per i Comuni la funzione di stazione unica appaltante e  la gestione associata delle funzioni comunali.

In allegato, il testo dell’appello ai Deputati

 

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Province, Variati “Renzi salvi la Casa dei Comuni”

Approvato dall’Assemblea dei Sindaci il nuovo statuto della Provincia di Vicenza. Nell’occasione, il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco e Presidente di Vicenza, ha lanciato un messaggio, sottoscritto all’unanimità da tutti i 78 primi cittaidni dei Comuni dell’area vasta. “Creidamo in questo ente – ha detto – spinti dalla convinzione che la nuova Provincai debba diventare la Casa dei Comuni, dove confrontarci e dove far sentire la nostra voce, che è la voce dei cittadini. Abbiamo razionalizzato, reso efficienti, mantenuto i conti in ordine, ogni singolo quattrino è stato speso per interventi sul territorio. A noi Sindaci può essere chiesto tutto, ma mai di essere responsabili del taglio dei servizi”.

Nell’articolo del Giornale di Vicenza allegato, il resoconto del confronto.

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