Categoria: Bilanci e Finanza

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Legge di Stabilità Pastacci “Aspettiamo il maxiemendamento del Governo. Nei territori situazione critica”

“Aspetteremo di conoscere le decisioni che il Governo prenderà nel maxiemendamento che depositerà stasera in Senato. Certo, nei territori la situazione è critica: per il personale delle Province non si apre uno scenario definito ne’ si stabilisce un percorso chiaro. Gestire cosi l’attuazione della riforma delle Province e delle Città metropolitane è davvero impossibile”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, intervenendo nella conferenza unificata dove Regioni, Province e Comuni erano chiamati a dare un parere sulla Legge di stabilità, parere che ovviamente non è stato reso.

“Il Governo metterà quello che vuole nel maximendamento, certo, in una situazione di normale dialettica, le novità non dovrebbero uscire da decisioni unilaterali ma da un confronto tra tutte le istituzioni. In questo momento siamo nella  totale incertezza e mancanza di punti di riferimento. Voglio ribadire – ha concluso Pastacci – che oltre alla gravissima situazione legata al destino del personale delle Province e delle Città metropolitane, resta, con il taglio di 1 miliardo, l’emergenza sui servizi essenziali, dalla gestione e manutenzione di strade e scuole agli interventi sull’ambiente, che questa manovra mette a rischio già a partire dal 1 gennaio prossimo”.

 


Legge di stabilità: il Presidente della Provincia di Pisa al Consiglio Nazionale Anci

“Quella delle nuove province resta la criticità più grave e investe in pieno le responsabilità dei comuni che le gestiscono. Condividiamo l’allarme e l’appello del presidente Fassino. Serve emendare la legge di stabilità. Il taglio delle risorse rende la legge Delrio inattuabile e non consente di gestire le competenze fondamentali quali scuole, strade e difesa del suolo. L’esubero del personale slegato dalle funzioni è una scelta che non si giustifica”.

Così il presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, è intervenuto nella riunione del Consiglio nazionale dell’Anci.

“Va scongiurata una drammatizzazione – ha aggiunto Filippeschi – oggi i dipendenti sono giustamente preoccupati per l’incertezza e per il dissesto generalizzato che s’imporrebbe. Ci sono già molte mobilitazioni sindacali in corso. Dobbiamo poter dare risposte alle nostre comunità assicurando le funzioni e garantire il lavoro, con strumenti di mobilità e flessibilità. Anche le regioni devono poter fare la loro parte impiegando le risorse che rivendicano per compensare il trasferimento delle funzioni”. 

 

Legge di stabilità e attuazione riforma Delrio: ancora un nulla di fatto

“Il Governo non ha ancora definito l’emendamento che consegnerà domani alla Commissione Bilancio del Senato e che dovrebbe intervenire a modificare l’impatto della Legge di stabilità sulle Province. Senza questo intervento, il processo di attuazione della Legge Delrio è di fatto bloccato”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, al termine della riunione della Conferenza Unificata e dell’Osservatorio nazionale, nel quale si attendevano indicazioni dal Governo sulla alla legge di stabilità, che taglia alle Province per il 2015 1 miliardo e 182 milioni. “C’è stato invece – sottolinea Pastacci – l’ennesimo rinvio e nessuna risposta. Ma i tempi sono strettissimi: secondo la Legge Delrio il 1 gennaio 2015 le Province non dovrebbero più occuparsi dei corsi di formazione professionale, dei centri per l’impiego, degli interventi per l’agricoltura, di politiche per il turismo, la cultura. Ma se non si decide chi si occuperà di questi servizi, senza più le risorse per finanziarli, resteranno chiusi. C’è poi l’emergenza del personale delle Province, che ha il diritto  di sapere dal 1 gennaio dove lavorerà, se avrà ancora un lavoro e di cosa si occuperà: è una risorsa che va tutelata e che merita il massimo rispetto. Aspetteremo con senso istituzionale che il Governo abbia definito le risposte – conclude Pastacci – ma non possiamo che ribadire che di tempo sarebbe ormai scaduto”.  

Legge di stabilità: l’articolo del quotidiano La Repubblica sull’emergenza tagli alle Province

La mappa dei tagli al perosnale Regione per Regione Leggi di più

Legge di stabilità: su La Repubblica l’allarme delle Province

“Province, l’ora del caos per ventimila esuberi porte chiuse dalle Regioni e paghe a rischio nel 2015”. Pastacci, Presidente dell’Upi “Non si possono certo abolire i servizi ai cittaidni solo perchè le deleghe non sono state ancora trasferite”. Annunciate proteste clamorose “Porteremo le fasce tricolori ai prefetti. Decidano loro se chiudere le strade e spegnere le caldaie”. Cortocircuito tra i tempi della rforma Delrio e il taglio di un miliardo dei fondi statali. I nuovi compiti non sono ancora stati riaprtiti tra le vari amministrazioni. E gli impiegati sono nel limbo”.

In allegato, l’articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 7 dicembre 2014

Documenti allegati:

Legge di stabilità e attuazione riforma Delrio: domani l’Upi all’Osservatorio nazionale

“Domani, alla riunione dell’Osservatorio nazionale sull’attuazione della riforma Delrio, porteremo il quadro rispetto a quanto fatto dalle Province negli Osservatori regionali in attuazione del decreto del Governo sulla mappatura delle funzioni degli enti . Le Province hanno fatto quello che dovevano nei tempi previsti, adesso spetta alle Regioni, entro 15 giorni, validare i dati e inviare tutta la documentazione all’Osservatorio centrale. Ma i segnali che abbiamo dai territori sono di forti difficoltà, sia per la mole di dati che le Regioni devono analizzare, sia a causa del taglio di 1 miliardo alle Province che di fatto sta bloccando tutto il processo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando come “L’atteggiamento del Governo con la  Legge di stabilità si sta rilevando l’ostacolo più duro all’attuazione della riforma delle Province.  Per questo domani ci aspettiamo che nel corso della riunione si faccia sintesi della mole di dati che sono stati richiesti alle Province e consegnati alle Regioni e  si presentino soluzioni adeguate all’emergenza tagli.  Noi  – sottolinea Pastacci – non possiamo accettare che il Governo nel 2015 mandi gli enti in dissesto e vogliamo attuare la Legge Delrio, e questo è possibile solo se il Governo garantisce la piena copertura delle funzioni fondamentali che sono state assegnate alle Province dalla riforma: gestione delle strade, delle scuole, tutela dell’ambiente e assistenza ai Comuni”.

Legge di stabilità, Pastacci “Governo taglia 1 miliardo di servizi ai cittadini”

Incontri in tutte le Province con i Sindaci, con i dirigenti scolastici, con le rappresentanze degli studenti, con le Associazioni dei cittadini e con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali per spiegare, nel concreto, quali sono i servizi che rischiano di saltare se la Legge di stabilità sulle Province non cambia. E’ quanto hanno deciso i Presidenti di Provincia, riuniti in Assemblea a Roma, e che vedrà impegnati gli amministratori la prossima settimana, contemporaneamente all’avvio in Senato dell’iter di discussione della Legge d stabilità. “Deve essere chiaro – ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci – che si sta tagliano 1 miliardo di servizi ai cittadini, non alle Province. Vogliamo che i nostri cittadini sappiano quale saranno le conseguenze della scelte del Governo  contro le Province, che conoscano quali sono i servizi che rischiano di scomparire, quali le scuole che non potremo più manutenere e  quali le strade che saremo costretti a chiudere a causa dei tagli del Governo Renzi. Da oggi – ha aggiunto – iniziamo il confronto con i gruppi in Senato per chiedere con forza di ascoltare le ragioni dei territori e delle comunità: è stata approvata una legge di riforma delle Province non più tardi di 6 mesi fa, salutata anche in Parlamento come una grande riforma in grado di cambiare il modo di amministrare. Adesso questi stessi parlamentari ci spieghino perché hanno deciso che questa riforma debba morire sotto i tagli del bilancio dello Stato ancora prima di iniziare a prendere forma”.

Legge stabilità Valluzzi “ Non garantiamo l’attuazione di una riforma in cui non crede più nemmeno Governo”

“Se l’impatto della Legge di stabilità sulle Province non viene modificato in Senato, allora non possiamo che pensare che nemmeno il Governo crede più nella riforma Delrio. A questo punto neanche noi possiamo più garantirne l’attuazione” Lo ha detto il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, intervenendo oggi  all’Assemblea di Presidenti di Provincia a Roma. “Il  Governo sta lavorando ad emendamenti correttivi, ma a quanto abbiamo potuto constatare, si tratta di risposte inefficaci. Quello che vogliamo sia chiaro è che questo atteggiamento, incomprensibile,  non si chiudono semplicemente le Province, si chiudono i servizi , si abbandonano le infrastrutture e i cittadini”.

 

Legge stabilità: domani a Roma Assemblea Presidenti Province

“Aspettiamo ancora di conoscere ufficialmente quale sia il testo dell’emendamento che il Governo vuole portare in Senato per intervenire sulle norme per Province e Città metropolitane.  Certo è che ci aspettiamo che in Senato si apra una vera riflessione, e che non avvenga quanto accaduto alla Camera dei Deputati, dove, pur avendo i gruppi presentato emendamenti migliorativi, con l’adeguata copertura finanziaria, al momento della discussione in Aula sono stati tutti ritirati”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, annunciando per domani, 4 dicembre, l’Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si riuniranno a Roma (Palazzo Santa Chiara, Piazza di Santa Chiara, 14,  ore 10,30 – 14,00) per discutere delle iniziative da intraprendere sulla Legge di stabilità e fare il punto sullo stato di attuazione della riforma Delrio sui territori. “Qualunque sia l’emendamento che il Governo intende presentare in Senato – afferma Pastacci – certo è che deve essere coerente con l’attuazione della Legge Delrio e deve  essere in grado di produrre risultati  reali nel 2015.  Non si può da una parte avviare un processo di riforma che, anche attraverso il  lavoro che si sta portando avanti negli Osservatori regionali, impegna la istituzioni nel ridisegno dell’amministrazione dei servizi a livello territoriale, e dall’altra di fatto bloccarlo prima che inizi con tagli ai bilanci che azzerano quegli stessi servizi, dalla manutenzione delle scuole e delle, strade alla tutela dell’ambiente.

Accanto a questo, vogliamo monitorare il processo di attuazione della riforma Delrio sul territorio: a quanto ci risulta quasi tutte le Province hanno completato il monitoraggio imposto dal Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri del 12 novembre scorso, e hanno consegnato i dati agli Osservatori Regionali. Il 10 dicembre prossimo faremo il punto nell’Osservatorio nazionale, per capire cosa si farà ora con tutta la mole di dati che ci è stato chiesto di fornire”.

 

Legge Stabilità: l’Upi a Bruxelles per l’Assemblea Generale della Conferenza Europea Poteri Locali Intermedi

“Se la Legge di stabilità non viene modificata in Parlamento, le Province e le Città metropolitane non saranno più in grado di poter garantire un livello, seppur minimo, di esercizio dei servizi essenziali, con gravi ricadute sulla cittadinanza”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, intervenendo oggi a Bruxelles l’Assemblea Generale della Conferenza Europea dei Poteri Locali Intermedi, l’organismo che raccoglie le Province di tutta Europa. Ai colleghi Presidenti delle Province Ue, Pastacci, ha spiegato come “con il taglio di 1 miliardo imposto dal Governo Renzi alle Province e alle Città metropolitane italiane, la già critica situazione finanziaria dei nostri enti, diventa insostenibile. A rischio ci sono servizi essenziali come la manutenzione e messa in sicurezza di strade e scuole, l’impossibilità di provvedere con i ‘piani neve’ ad assicurare la viabilità nella stagione invernale, l’impossibilità di assicurare la gestione ordinarie degli istituti superiori, cui le Province e le Città metropolitane devono assicurare il pagamento delle utenze, del riscaldamento, degli acquisto arredi, l’impossibilità di intervenire sul dissesto idrogeologico. Non si tratta di non volere partecipare responsabilmente al processo di risanamento dei conti pubblici del Paese, ma di essere messi nella effettiva impossibilità di erogare anche solo i servizi cui, in base alle funzioni fondamentali assegnate a Province e Città metropolitane, siamo stati chiamati a fare fronte dalla legge di riforma degli enti locali 56/14: strade, scuole, ambiente, trasporto pubblico locale e assistenza ai Comuni”.  Il Presidente dell’Upi ha poi informato i colleghi Presidenti delle Province europee di avere segnalato l’estrema gravità della situazione al Presidente della Commissione Europea, al Presidente del Parlamento europeo e al Presidente del CdR, cui sono stati inviati dossier dettagliati. “Vorremmo chiarire – ha concluso Pastacci – che, nel caso delle Province e delle Città metropolitane italiane, con la Legge di stabilità quello che si determina di fatto è un prelievo di tributi propri degli enti locali, che dovrebbero essere destinati alla garanzia di diritti fondamentali quali il diritto all’istruzione e alla mobilità, per iniziative dello Stato centrale che sono prive di copertura finanziaria”.

Legge di stabilità, Upi In Conferenza Unificata Governo annuncia emendamenti su Province.

“Oggi in Conferenza Unificata il Governo ci ha dato una prima informazione rispetto alle modifiche che afferma intende apportare in Senato alla Legge di stabilità per allentare gli effetti dei tagli alle Province: prendiamo atto di questa presa di coscienza sulla necessità di intervenire per evitare il caos sui territori, ma chiediamo si apra da subito un confronto su questo pacchetto, per capire quale sarà l’effetto delle misure e se avrà un reale riscontro nell’immediato. Certo non diamo alcune parere su questa legge di stabilità,  almeno finché non avremo letto queste norme  che il Governo ci dice starebbe scrivendo”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, al termine della Conferenza unificata di oggi nel corso della quale il Governo ha annunciato di stare lavorando ad emendamenti alla Legge di Stabilità, tra cui alcune norme che riguarderebbero il personale delle Province. “Se non si interviene  a chiarire da subito chi dovrà gestire le funzioni ed erogare i servizi non più assegnati ai nuovi Enti di area vasta , non si può individuare correttamente il personale che deve essere ricollocato nelle altre istituzioni.  Non vorremmo però – ha sottolineato Pastacci – che continuando a parlare dei pacchetti di emendamenti governativi,  si ripetesse al Senato il paradosso cui abbiamo assistito alla Camera, dove tutti i gruppi politici hanno presentato in Commissione emendamenti che tentavano di risolvere il disastro dei tagli alle Province , salvo poi ritirarli prontamente, in attesa del testo del Governo, che ancora non esiste. Per questo chiediamo che si apra un confronto serio: vediamo insieme le norme che si stanno scrivendo, in maniera leale, e cerchiamo di trovare soluzioni che abbiano una reale praticabilità e che offrano garanzie di applicabilità da subito. Bisogna rendere compatibile l’attuazione della riforma Delrio con la Legge di stabilità,  un percorso molto complesso, che deve essere affrontato con serietà – conclude il Presidente Pastacci – L’unico obiettivo che dobbiamo avere, tutti, è di continuare ad assicurare i servizi ai cittadini, senza mandare in dissesto tutte le  Province”. 

 

LEGGE DI STABILITA’: L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI E I DATI DELL’IMPATTO DELLA MANOVRA SUI SERVIZI DI PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

I Presidenti di Provincia analizzata la Legge di stabilità 2015 che impone alle Province e alle Città metropolitane un taglio 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane.

In questa condizione, se il Governo non riterrà di rivedere l’attuale impostazione, non possono assumersi alcuna responsabilità per le gravi conseguenze che da questo deriveranno per le comunità amministrate.

Servizi che, con la riforma Delrio, restano confermati: dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell’ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico.

Servizi che nel 2014 hanno avuto un costo di  3 miliardi e 188 milioni. Con i tagli imposti dalla legge di stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all’azzeramento totale nel 2017.

Non si tratta di abolire le Province ma di chiudere servizi essenziali, di non potere assicurare il riscaldamento nelle scuole, lo sgombero della neve, la messa in sicurezza delle strade, la tutela del territorio e dell’ambiente.

I Presidenti di Provincia chiedono pertanto una presa di responsabilità da parte di tutti, e per questo,  oltre al confronto aperto con il Governo, chiedono incontri  a tutti i capigruppo in Parlamento fin dalla prossima settimana per rivedere l’attuale impostazione della manovra.

In allegato, l’OrdIne del giorno approvato dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, la simulazione dei tagli sui bilanci di Province e Città metropolitane, l’impatto della manovra sui servizi erogati da province e Città metropolitana

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