Categoria: Bilanci e Finanza

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Pagamenti PA, Saitta: “Provincia di Torino già liquidato più di 7 milioni a 173 Comuni”

Dopo aver provveduto al 100% dei pagamenti alle imprese cui ha liquidato l’intero plafond di oltre 46 milioni di euro, la Provincia di Torino ha saldato i propri debiti anche con i Comuni: sono già 173 i Comuni del territorio torinese che in queste ultime settimane hanno ricevuto i mandati di pagamento da parte della Provincia di Torino resi possibili dal DL 35 del Governo, per un totale di oltre 7 milioni e mezzo di euro.

Lo dice il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che prosegue il monitoraggio sul rispetto della scadenza del 30 giugno per i pagamenti della pubblica amministrazione sbloccati dal Governo Letta.

“I mandati liquidati alle amministrazioni comunali sono ben 311 – aggiunge Saitta – e riguardano in particolare contributi per lavori realizzati sulla viabilità locale o edilizia scolastica: le somme più rilevanti sono state liquidate a Collegno (1milione e 300mila),Venaria (287mila euro), Moncalieri (247mila), Grugliasco (200mila), Buttigliera (172mila), Rosta (164mila euro), Piobesi (138mila euro), Lemia (132mila), San Mauro Torinese (123mila), Perrero (114 mila euro), Settimo Torinese (110mila), Pancalieri (100mila). Una boccata d’ossigeno per i bilanci di tanti Comuni in sofferenza, che hanno evitato così di sforare il patto di stabilità”.

“Abbiamo potuto farlo – aggiunge Saitta – perché avevamo liquidità di cassa sbloccata dal decreto sui pagamenti della Pubblica Amministrazione. Non abbiamo dovuto ricorrere a Cassa depositi e prestiti, da qui la nostra rapidità”.

 

Decreto pagamenti: secondo monitoraggio Upi. Province già pagato oltre 320 milioni di fatture alle imprese

“Le Province stanno sfruttando a pieno la finestra aperta dal decreto pagamenti e stanno continuando a saldare le fatture con le imprese. I grandi benefici si vedono nell’immediato sui territori dove le aziende che stanno ricevendo i pagamenti hanno ripreso a lavorare e ad aprire cantieri. Come avevamo detto, sbloccare le risorse di Province e Comuni è una vera e propria misura anticiclica, la prima presa dopo i troppi tagli”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, commentando i risultati che emergono dal secondo monitoraggio effettuato dall’Associazione sullo stato di avanzamento dei pagamenti alle imprese da parte delle Province.

 

Al 18 giugno, risultano pagate fatture per 320.760 milioni di euro, quasi il 45% del totale degli spazi di patto liberati dal decreto per le Province, che ammonta a 718 milioni di euro.

 

35 Province hanno già saldato oltre il 70% dei propri debiti, e tra queste 10 (le province di Alessandria, Biella, Caltanissetta, Perugia, Sondrio, Trapani, Varese, Vercelli, Viterbo, Potenza) hanno già completato il totale dei pagamenti. 

 

Per quanto riguarda la tipologia dei pagamenti, del totale dei 320 milioni di fatture saldate, oltre 146 milioni sono stati assegnati ad imprese che hanno realizzato opere di viabilità e trasporti; più di 78 milioni di euro sono state pagate a ditte che hanno lavorato per l’edilizia scolastica; 40 milioni sono stati saldati ad aziende che hanno lavorato per interventi nella difesa dell’ambiente e del territorio; più di 54 milioni sono stati saldati ad imprese che hanno lavorato per infrastrutture informatiche, patrimonio, beni culturali e  formazione – lavoro”.

 

Nella tabella ALLEGATA, lo stato di avanzamento dei pagamenti delle 35 Province che hanno già saldato oltre il 70% del totale

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Tagli ai bilanci delle Province: l’Upi sollecita il Ministro

“Se nel 2013 le Province vanno in dissesto e non riescono a raggiungere gli obiettivi del Patto di stabilità ne risentiranno gli equilibri dei conti dello Stato. Da più di due settimana abbiamo  chiesto un incontro, ma ancora nessuno si decide a riceverci. Bisogna trovare soluzioni che consentano di evitare questo scenario drammatico e di mantenere intatta la capacità degli enti di erogare i servizi essenziali ai cittadini”. Lo scrive il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, in una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia Fabio Saccomanni, al Viceministro Stefano Fassina e al Sottosegretario Pierluigi Baretta. 

La richiesta del Presidente dell’Upi al Ministro è di prevedere un incontro urgente per discutere della situazione del comparto.  “Le Province – scrive Saitta –  sono state oggetto di pesanti interventi finanziari che rendono ormai impossibile una corretta ed efficiente, e in alcuni casi anche minima, offerta di servizi alle collettività, e che soprattutto mettono a rischio il raggiungimento degli equilibri di bilancio già nel 2013. Con i tagli operati, lo Stato non solo non contribuisce più in alcun modo al finanziamento del comparto Province, ma recupera ed incassa oltre 70 milioni di tributi propri provinciali . In questa situazione è evidente che non si hanno più a disposizione le risorse necessarie allo svolgimento dei compiti e delle funzioni delle Province, perfino per pagare gli stipendi ai dipendenti, ed è a rischio la sicurezza degli edifici scolastici e della rete viaria in primo luogo, ma anche la tutela e manutenzione del territorio e gli interventi di urgenza a fronte di calamità naturali. L’assurdo poi – scrive ancora l’Upi al Ministero dell’Economia – è che mentre si continuano a tagliare i bilanci, continuano ad esserci fondi destinati alle Province bloccati negli uffici del Ministero. 

Questo a fronte di una situazione fotografata da Bankitalia la scorsa settimana secondo cui le Province sono l’istituzione che in 1 anno ha ridotto maggiormente il proprio debito: mentre le Regioni dall’aprile 2012 all’aprile 2013 hanno fatto lievitare il loro debito del + 14,8% e quello dello Stato è cresciuto di + 4 punti percentuali, quello delle Province nello stesso periodo è diminuito, scendendo del  -11% e quello dei Comuni del  -9,9%.  Non possiamo più accettare il silenzio del Ministro – conclude Saitta – ci aspettiamo di essere convocati con la massima urgenza”.

In allegato, la lettera con la richiesta incontro e le lettere ai dirgenti per le quote di risorse delle Province bloccate al Ministero

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Pagamenti PA: primo monitoraggio stato delle Province

Sono 20 le Province che, all’11 giugno, hanno già pagato in media il 70% delle fatture non estinte all’8 aprile scorso rimaste bloccate dal patto di stabilità, grazie agli spazi aperti dal decreto pagamenti. I dati emergono dal primo monitoraggio avviato dall’Upi il 6 giugno scorso e verranno aggiornati settimanalmente per verificare lo stato di avanzamento dei pagamenti delle fatture alle imprese fino al completo utilizzo degli spazi di patto di stabilità a disposizione delle Province, che, per i debiti non estinti all’8 aprile, ammonta a 718 milioni di euro.

Nel dettaglio, le 20 Province che hanno già pagato il 70% del loro totale (vedi tabella) , hanno saldato fatture per oltre 104 milioni di euro.

Più di 52 milioni di euro sono stati destinati a imprese che hanno eseguito opere per viabilità, trasportiquasi 25 milioni di euro per aziende che hanno eseguito lavori per l’edilizia scolastica; più di 14 milioni di euro sono stati pagati ad imprese che hanno lavorato per investimenti a tutela dell’ambiente e del territorio; più di 12 milioni, infine sono stati saldati alle aziende che hanno eseguito opere per il settore del turismo, della cultura e dello sport.

 

“Abbiamo voluto avviare questo monitoraggio – spiega il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta –  per tenere costantemente aggiornate le imprese e i cittadini sullo stato di avanzamento dei pagamenti delle Province. Abbiamo ottenuto con grande fatica e dopo una battaglia durata più di un anno questo decreto – sottolinea Saitta – e vogliamo che sia del tutto evidente quanto fosse indispensabile per il sistema economico locale. Lo stato di avanzamento dei pagamenti delle Province non solo dimostra la grande capacità amministrativa di queste istituzioni, ma conferma l’estrema necessità di modificare vincoli e regole del patto di stabilità che ci hanno di fatto impedito di pagare le imprese per i loro lavori, pur avendone la possibilità. Siamo convinti che le Province riusciranno già alla fine di giugno ad esaurire tutto il margine di pagamenti di fatture concesso in questa prima fase del decreto. Ci aspettiamo – aggiunge – che, completato il pagamento di questi 718 milioni di euro, ci siano assegnati gli altri 200 milioni che avevamo richiesto, anche valutando le performance di tutte le istituzioni coinvolte dal provvedimento. Se le altre istituzioni non saranno in grado di pagare – conclude il Presidente dell’Upi – gli spazi di patto rimasti liberi dovranno esserci assegnati, permettendoci di garantire alle imprese che hanno lavorato con le Province di ottenere il totale di quanto loro spetta”.

NEL FILE ALLEGATO, LA TABELLA CON LE 20 PROVINCE

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TAGLI ALLE PROVINCE: E’ EMERGENZA SCUOLA

“Abbiamo fatto una rilevazione: per quanto riguarda  il piano programmatico delle opere, le Province per il 2013 avevano definito impegni di spesa per investimenti nelle scuole pari a 727.894.774 euro. A causa dei tagli imposti e degli obiettivi di patto di stabilità, che stanno azzerando la capacità di programmazione in opere e infrastrutture, le Province sono state costrette a ridurre questi impegni di 513.272.984 euro
Pertanto, a fronte di una necessità di interventi pari a oltre 727 milioni di euro, potranno essere realizzate opere solo per 212.080.789 euro”. E’ l’allarme lanciato oggi dal Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, che ha presentato alla stampa i risultati di un monitoraggio sull’emergenza scuole relizzato dall’associazione, che trovate in allegato.
“Le Province sono state responsabili e in questi anni hanno fatto la loro parte nonostante i pesanti tagli di risorse subiti. Ma nell’agenda politica dei Governi che si sono succeduti come in quella dei Parlamenti, la Scuola e l’edilizia scolastica non sono state considerate una priorità per il Paese.  
Piuttosto che intervenire in maniera organica in un settore così importante per il futuro del Paese, sono stati operati tagli sostanziosi al personale ed è mancato un investimento reale, in particolare sull’edilizia scolastica.
Occorre dunque necessariamente invertire questa tendenza e considerare la Scuola pubblica quale priorità del Paese su cui occorre investire”.

Queste le richieste delle Province al Governo:
•    la riduzione del taglio alle Province di 400 milioni di euro per il 2013;

•    l’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità interno relativamente agli interventi per l’edilizia scolastica, per assicurare la manutenzione ordinaria e garantire nell’immediato la ripresa degli investimenti in opere e infrastrutture

•    la previsione di un Piano triennale straordinario per Province e Comuni di almeno 1 miliardo di euro l’anno per la messa in sicurezza degli edifici e per gli interventi di ammodernamento della scuola secondaria superiore che superi il concetto dell’emergenza per quello della programmazione che consenta, attraverso procedure snelle, un intervento tempestivo da parte dell’ente locale e una reale programmazione territoriale.

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Debiti Pa: via libera all’accordo sul riparto da Anci e Upi

“L’accordo che abbiamo sottoscritto oggi in Conferenza Stato città sul riparto degli importi per il pagamento dei debiti della PA alle imprese segna un passaggio importante, e la rapidità in cui è stato concluso l’iter è un segnale positivo per il Paese della capacità di risposta di Governo, Province e Comuni su un tema così urgente”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, al termine della Conferenza Stato Città convocata in via straordinaria nel pomeriggio di oggi per siglare l’accordo che sancisce l’individuazione delle modalità di riparto fra i singoli enti locali degli importi dei pagamenti dei debiti da escludere dal patto di stabilità interno 2013.

“Province e Comuni – sottolinea Saitta – hanno svolto al meglio i compiti, anche complessi, che il decreto assegnava loro. Abbiamo certificato la necessità di allentare il patto di stabilità per pagare 4 miliardi di debiti dei Comuni e 1,2 miliardi di debiti delle Province. E’ indispensabile che il Parlamento ci permetta di pagare per intero la cifra totale di 5,2 miliardi, trovando i 200 milioni che ora mancano. E’ un impegno che abbiamo preso con le imprese e che deve essere mantenuto”.

PAGAMENTI PA: LE PROVINCE AL SOLE 24 ORE “SERVONO 1,2 MILIARDI”

E’ di 1,2 miliardi l’ammontare degli spazi finanziari richiesti dalle Province nell’ambito del decreto sui pagamenti della PA alle imprese.
La stima Upi, riportata oggi nell’articolo del Sole 24 ore allegato, considera il totale delle richieste per debiti scaduti al 31.12.2012 non pagati all’8 aprile, che è pari a  719 milioni di euro, e quello per debiti scaduti al 31.12.2012 già pagati a quella data ammontano a 478 milioni.
Risorse che, come sottolinea il Presidente dell’Upi Antonio Saitta al Sole 24 Ore, le Province si aspettano di vedersi riconosciute in toto.
In allegato, l’articolo del quotidiano di oggi.

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Pagamenti Pa, Saitta “Oggi paghiamo quello che il Governo ci consente”

“Oggi la Provincia di Torino paga quello che il Governo le consente di pagare e poi si ferma; alle migliaia di altre ditte che aspettano da anni i loro soldi, cosa dirò? Che il decreto del Governo è da correggere?”

Se lo chiede il presidente della provincia di Torino e dell’Unione delle Province d’Italia Antonio Saitta che ha fatto i conti nel suo bilancio e solleva il problema per tutti gli Enti locali con liquidità di cassa: “oggi stesso abbiamo mandato in banca il pagamento delle fatture del 2012, iniziando  in ordine cronologico, quindi dalle più vecchie, relative a lavori su strade e scuole: tra i primi in pagamento,  gli interventi stradali per realizzare il primo lotto della circonvallazione di Borgaretto, i lavori di  messa in sicurezza all’Istituto d’arte Passoni di Torino e per la rimozione della copertura in amianto dall’istituto Galilei di Avigliana. Abbiamo però verificato che come Provincia di Torino abbiamo 1.746 fatture i cui crediti sono maturati  entro il 31 dicembre 2012 per un importo di circa 40 milioni di euro: a fronte di questa enormità di fatture ferme, abbiamo disponibili risorse capaci di coprire da subito l’intero importo, ma il Governo, con i vincoli che ci ha imposto ce ne lascia pagare solo  6.669.996,85. Chi ha liquidità di cassa non è agevolato, figuriamoci gli altri che dovranno chiedere  alla Cassa Depositi e prestiti. Per questo avevamo richiesto con forza al Governo di permettere a chi ne avesse la disponibilità di pagare subito almeno il 50% delle fatture. Le Province, con tutti i limiti imposti – conclude Saitta –  faranno comunque da subito la loro parte e già da oggi come Upi abbiamo attivato un monitoraggio per rendere noti i pagamenti che saranno effettuati in queste prime settimane dalle amministrazioni”.

Tagli alle Province: per più di 40 Province superiori a 10 milioni di Euro

“Se il Parlamento non interverrà a rivedere i tagli alle Province nel decreto sui pagamenti alla Pa, le Province non avranno soldi per finanziare i servizi ai cittadini”

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, sottolineando come “nella tabella sul riparto dei tagli alle Province contenuta nel decreto pagamenti ci sono oltre 40 Province che saranno chiamate a subire un taglio superiore ai 10 milioni di euro.

Un intervento che nel totale è del 120% in più rispetto a quello affrontato per il 2012: da 500 milioni a 1,2 miliardi.  

Ci si chiede – sottolinea Saitta – di tagliare del 33% i nostri consumi intermedi, che sono i servizi ai cittadini: la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade e delle scuole, la difesa del territorio, i servizi per il lavoro e la formazione professionale, la gestione dei rifiuti.

E’ una situazione gravissima, che è stata sollevata dallo stesso Parlamento, che ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo a rivedere questa misura perché chiaramente iniqua, e dalla stessa Corte dei Conti che ha evidenziato nei suoi rapporti lo squilibrio della manovra tutta a carico degli enti locali.

Nei prossimi giorni incontreremo le Commissioni speciali di Camera e Senato e porteremo con noi la tabella dei tagli varata dal Governo, perché i parlamentari possano, dati alla mano, comprendere l’incompatibilità della manovra.

Bisogna rendere equa la ripartizione dei tagli – conclude Saitta – e lo stato centrale deve farsi carico quanto le Province del risanamento dei conti pubblici. Altrimenti i cittadini, che nel pieno della crisi stanno sopportando una situazione gravissima, si vedranno tagliati anche i servizi essenziali ”.

 

In allegato, la tabella dei tagli alle Province contenuta nel decreto sui pagamenti della Pa varato dal Consiglio dei Ministri.

 


 

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Pagamenti Pa, Saitta “Ristretto l’ambito dei pagamenti.

“Avevamo chiesto al Governo di permetterci di pagare da subito il 50% dei debiti con le imprese. Invece si è scelto di imbrigliare la prima parte dei pagamenti in norme che, nella maggior parte dei casi, permetteranno di coprire non più del 20% di quanto si aspettano le imprese. Ancora una volta si è scelta la strada dei vincoli per frenare gli enti locali”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, commentando il testo del decreto pagamenti approvato dal Consiglio dei Ministri e atteso per la giornata di oggi in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, infatti, stabilisce che, da subito, Province e Comuni potranno effettuare pagamenti “nel limite massimo del 13% delle disponibilità liquide detenute presso la tesoreria statale al 31 marzo 2013” fino ad un massimo del 50%  dei debiti che dovranno pagare.

“Faccio l’esempio della mia Provincia, Torino: noi abbiamo pagamenti bloccati per le imprese pari a più di 40 milioni di euro e abbiamo in cassa soldi sufficienti a potere pagare l’intero ammontare, senza nemmeno bisogno di fare ricorso alla Cassa depositi e prestiti. Se avessimo avuto la possibilità di pagare subito la metà dei debiti, avremmo potuto pagare fatture per oltre 20 milioni di euro, ma con il vincolo del 13% invece ne potremo usare non più di 10 subito e gli altri, tra decreti attuativi e pratiche burocratiche, non  prima di tre mesi. Se l’obiettivo era di immettere da subito denaro – sottolinea Saitta – allora sarebbe stato più opportuno evitare tutti questi vincoli. Le procedure poi continuano ad essere troppo complesse e si parla di due decreti attuativi solo per pagare i debiti di Province e Comuni. Ribadiamo che riteniamo indispensabile un intervento correttivo del Parlamento, che semplifichi la procedura e eviti di aggiungere lungaggini inutili. Le imprese si aspettano di potere ricevere i loro soldi ora, non entro l’anno. C’è poi da lavorare in Parlamento perché attraverso questo decreto si possano finalmente modificare le regole del patto di stabilità interno, che sono quelle che hanno permesso che si arrivasse a questa situazione assurda. Sarebbe grave rimandare ancora un intervento strutturale che tutti i partiti hanno definito urgente”.

Tagli alle Province Saitta “A rischio la sicurezza di strade e scuole”

“Se verrà confermato il taglio di 1,2 miliardi di euro, saranno a rischio la sicurezza di decine di migliaia di km di strade provinciale e di migliaia di edifici scolastici, dove non potremo più garantire servizi e manutenzione”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando come “anche ieri, nell’incontro con il Ministro Grilli, abbiamo ribadito che la situazione per le Province è del tutto insostenibile. Non siamo in grado di reggere un taglio di 1,2  miliardi per quest’anno,  abbiamo già sopportato negli ultimi tre anni manovre pesantissime che hanno ridotto i bilanci all’osso.  Facciamo un appello al Parlamento nel quale siedono tanti  rappresentanti dei territori italiani e conoscono bene il lavoro che le province assicurano su servizi essenziali per i cittadini: tutti chiedono strade e scuole sicure, il Governo ci taglia un  miliardo e duecentomilioni che avremmo destinato ad interventi indispensabili su questi settori”.

Saitta aggiunge: “abbiamo avuto una gestione virtuosa dei bilanci, visto che, come  attesta la Corte dei Conti, le nostre spese correnti, quelle che servono a mandare avanti la macchina amministrativa, sono scese del – 6,12%, nonostante i tagli drammatici e nonostante il crollo delle entrate, che è stato di – 14%. Vogliamo che sia chiaro che se non si interviene a modificare questa situazione, sono a rischio tutti i servizi che eroghiamo, e anche gli stipendi per il personale.  Il Parlamento – ricorda Saitta –  nelle ultime sedute della scorsa legislatura, aveva votato all’unanimità due ordini del giorno nel quale si riconosceva che la situazione dei tagli alle Province era sproporzionata e iniqua e si impegnava il Governo ad intervenire per risolvere questa grave ingiustizia. Chiediamo – conclude il Presidente dell’Upi – che questo impegno sia rispettato e che si prenda atto della necessità di intervenire subito”.

Debiti Pa, Saitta “Il decreto sia coerente con risoluzione parlamentare”.

“Il Decreto Legge sui pagamenti degli Enti locali alle imprese deve essere coerente con la risoluzione parlamentare approvata ieri all’unanimità e deve consentire di liberare realmente e in tempi rapidi tutti i pagamenti in conto capitale degli enti locali, quelli dovuti alle imprese per investimenti in opere e infrastrutture” .

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, in vista del Consiglio dei Ministri di questa sera in cui si prevede l’approvazione del decreto sui debiti della pubblica amministrazione.

“La votazione all’unanimità della risoluzione parlamentare di ieri – sottolinea Saitta –dimostra che su questo tema e sulla necessità di modificare le regole del patto di stabilità, che hanno mortificato la capacità di promuovere investimenti da parte di Province e Comuni, ormai c’è piena convergenza di tutte le forze politiche. Per questo chiediamo al Governo di cogliere questa opportunità e fare di questo decreto lo strumento per rilanciare l’economia del Paese, a fronte di un crollo degli investimenti locali che per le sole Province, in 5 anni, è stato di oltre il 44%.

Il decreto poi – aggiunge il Presidente dell’Upi – deve essere l’occasione per ridurre i tagli imposti agli enti locali, che stanno mandando in crisi le amministrazioni. Con un taglio di 1,2 miliardi ai bilanci delle Province per il 2013 non riusciamo a garantire nemmeno il mantenimento dei servizi essenziali. Abbiamo bisogno di risorse per intervenire nella manutenzione delle strade, e i danni causati dal maltempo di questi giorni, con frane e smottamenti ovunque, dimostrano ancora una volta di quanti interventi ha bisogno il nostro sistema viario. E abbiamo bisogno delle risorse necessarie per continuare a garantire scuole aperte, calde e sicure. Se non si utilizza questo decreto per risolvere queste emergenze, che ormai sono chiare a tutti, non faremo che produrre l’ennesimo provvedimento tampone, mentre il Paese, le istituzioni locali, le imprese e i cittadini,  aspettano interventi che siano in grado davvero di fare ripartire e subito l’economia”. 

 

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