Categoria: Bilanci e Finanza

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Adeguamento del sistema tariffario da corrispondere all’Automobile Club d’Italia per le attività relative alla tenuta del Pubblico Registro Automobilistico”

Nel link sottostante, è possibile scaricare il Decreto Ministeriale del Ministero delle Finanze del 21 marzo 2013 recante “Adeguamento del sistema tariffario  da  corrispondere  all’Automobile Club d’Italia –  ACI  per  le  attività  relative  alla  tenuta  del Pubblico Registro Automobilistico”

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-03-28&atto.codiceRedazionale=13A02761&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario

“Verso l’armonizzazione. La riforma contabile degli Enti Territoriali”

Nel link di seguito è possibile scaricare gli atti del Seminario di Palazzo Valentini realizzato dall’Upi in collaborazione con la Provincia di Roma”Verso l’armonizzazione. La riforma contabile degli Enti Territoriali”.

 

http://www.provincia.roma.it/news/verso-larmonizzazione-la-riforma-contabile-degli-enti-territoriali-gli-atti-del-seminario-di-pa

PAGAMENTI PA: IN ARRIVO DECRETO PER SBLOCCARE I FONDI

“Le misure che si intendono adottare consentiranno di sbloccare pagamenti per complessivi 40 miliardi di euro negli anni 2013 e 2014. Per gli enti territoriali, in particolare, le norme mirano ad alleggerire i vincoli del patto di stabilità interno, consentendo l’esclusione dal saldo delle spese sostenute dai Comuni e dalle Province per pagamenti di debiti di conto capitale, certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012. Tale alleggerimento avrebbe peraltro l’effetto di consentire l’utilizzo di risorse già esistenti presso gli enti, in particolare degli avanzi realizzati negli esercizi precedenti, per il pagamento di spese per investimenti. Un intervento specifico è previsto a favore degli Enti locali che si trovano in carenza di liquidità pur disponendo nel proprio bilancio di posizioni creditorie (residui attivi) nei confronti di altri enti della PA. Si prevede in questo caso l’esclusione dal computo delle spese finali delle Regioni, ai fini del patto di stabilità interno, dei pagamenti per trasferimenti effettuati dalle stesse agli enti locali a valere sui residui passivi di parte corrente, purché a fronte di corrispondenti residui attivi degli stessi enti locali. Per aumentare la liquidità dei comuni e delle province in temporanea sofferenza è, ancora, previsto che sia ampliato per il 2013 il limite massimo di ricorso alle anticipazioni di tesoreria da parte degli enti locali. Per consentire agli enti territoriali di disporre della necessaria liquidità per effettuare i pagamenti che saranno consentiti dall’allentamento dei vincoli del patto di stabilità e crescita, qualora non fosse sufficiente la liquidità disponibile (inclusi gli avanzi), nel decreto potrà essere prevista l’istituzione di appositi fondi destinati alla concessione di prestiti da restituire in
un arco temporale di lungo termine”.

Queste alcune delle indicazioni contenute nella relazione del Ministro dell’Economia Grilli, che pubblichiamo in allegato.

Documenti allegati:

Pagamenti Pa, Saitta “Finalmente ascoltati. Ora Parlamento acceleri”

“Il Governo finalmente ha voluto ascoltare le ragioni di Comuni e Province. Adesso il Parlamento consideri questo tema come la priorità assoluta e avvii subito i lavori per arrivare ad una approvazione rapida delle misure per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri in merito allo sblocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. 

“Liberare 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014 – sottolinea Saitta – significa realizzare la prima vera manovra economica di sviluppo per il Paese, dopo anni di manovre regressive. E’ una misura fondamentale, che se sarà attuata nell’immediato, potrà avviare un processo virtuoso anche per la ripresa dell’occupazione. Anci e Upi si sono battute con forza per ottenere una soluzione a questo drammatico problema: ora attendiamo di potere conoscere con precisione le decisioni prese dal Governo, per capire se nelle prossime settimane ci sarà davvero consentito di pagare le imprese con i 12 miliardi che abbiamo in cassa tra Comuni e Province. Adesso però, anche dopo le rassicurazioni avute dai Presidenti della Camera e del Senato, Boldrini e Grasso, ci aspettiamo un impegno di tutte le istituzioni per giungere finalmente alla soluzione in tempi rapidi”.  

Le Province insieme ai Comuni per fare ripartire lo sviluppo

“Liberare le risorse di Province e Comuni bloccate dal patto di stabilità deve essere considerata una priorità del Paese, c’è bisogno di un intervento immediato del Governo per risolvere questa che è una emergenza ormai imprescindibile”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, che domani interverrà all’iniziativa promossa dall’Anci al Teatro Capranica, cui le Province hanno dato piena adesione.

“Negli ultimi cinque anni – sottolinea Saitta – a causa dei vincoli imposti dal patto e dei tagli ai bilanci, la capacità di produrre investimenti delle Province è scesa di oltre il 44%, mentre sono rimasti inutilmente fermi oltre 2 miliardi di euro. Sono risorse che, se sbloccate, possono essere immediatamente utilizzate per pagare le imprese che già hanno realizzato opere e per far partire progetti oggi fermi nei cassetti delle amministrazioni. Progetti – aggiunge il Presidente dell’Upi – che sono determinanti per le nostre comunità, perché interessano la realizzazione e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, di arterie viarie necessarie per creare reti di trasporto moderne e alleggerire il traffico delle città, di interventi per la difesa del suolo e il contrasto al dissesto idrogeologico.

Il Paese – conclude Saitta – ha bisogno di riprendere a investire, soprattutto nelle piccole opere realizzate dai Comuni e dalle Province, perché è attraverso queste che si può riavviare lo sviluppo economico e assicurare infrastrutture moderne . Non possiamo accettare di essere costretti a non usare soldi che a questo scopo sono destinati, mentre nelle nostre città e province si consuma il dramma delle imprese locali che falliscono e dei lavoratori che perdono il loro posto di lavoro”.

“VERBALE RIUNIONE UPI-ACI su PROBLEMATICHE APPLICATIVE IN MATERIA DI IPT”

VIDEO-CONFERENZA DEL 31.01.2013

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Tagli ai bilanci, Saitta “I dati della Ragioneria confermano l’iniquità della spending”

Quasi il 20% della riduzione della spesa pubblica prevista dalla spending review è in capo alle Province. A confermarlo sono i dati riportati nel rapporto di febbraio della Ragioneria Generale dello Stato sulle manovre di finanza pubblica del 2012.  Secondo la nota, infatti, il taglio della spesa pubblica per il 2013 a seguito della spending review sarà pari a 6,4 miliardi di euro. Di questi 1,2 miliardi sono quelli chiesti alle Province, il 18,8% del totale.

“Ancora una volta – commenta il Presidente dell’Upi Antonio Saitta – è confermato l’allarme che l’Upi ha lanciato sulla assoluta iniquità di queste manovre, che colpiscono i servizi ai cittadini garantiti dalle Province e non riducono la spesa pubblica, quanto piuttosto il sistema del welfare locale. Un sistema che invece, in tempi di crisi andrebbe piuttosto confermato, perché indispensabile per sostenere le famiglie e le comunità. All’indomani delle elezioni – conclude Saitta – ci aspettiamo che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento riaprano immediatamente il confronto con le Province ed autonomie territoriali, per trovare soluzioni che permettano a tutte le istituzioni di contribuire al taglio della spesa pubblica in maniera equa ed equilibrata, senza intaccare i servizi essenziali”.


Investimenti Province: in cinque anni 44% in meno

“I tagli ai bilanci e i vincoli imposti dal patto di stabilità hanno fatto crollare la capacità di investimento delle Province di oltre il 44% in meno in soli 5 anni. Il risultato di queste scelte è stato il progressivo impoverimento del tessuto economico dei territori e il continuo indebolimento della rete di servizi sociali garantiti ai cittadini. Con un crollo degli investimenti locali  di questa portata non c’è alcuna possibilità di ripartire”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, ribadendo le proposte al futuro Governo, che l’Associazione ha voluto rilanciare anche attraverso la campagna di informazione su quotidiani, web e radio.

“Facciamo ripartire gli investimenti delle Province – dice Saitta – è il messaggio che abbiamo voluto fare arrivare ai futuri candidati a Governo e Parlamento, ed è un messaggio che va a sostegno, prima di tutto, della rete delle piccole e medie imprese italiane, che sono le prime vittime di questo assurdo patto di stabilità che lascia oltre 2 miliardi di euro inutilizzati nelle casse delle nostre amministrazioni. Abbiamo progetti pronti nei cassetti che non possiamo fare partire e opere ferme o rallentate perché non ci è permesso pagare gli stati di avanzamento lavoro. Se potessimo utilizzare le risorse bloccate dal patto per aprire i cantieri otterremo il duplice risultato di sostenere lo sviluppo locale, salvando migliaia di posti di lavoro, e assicurare l’ opera indispensabile di manutenzione e messa in sicurezza di strade e scuole. Anche perché le Province hanno già avviato una operazione importante di riqualificazione della spesa: dal 2008 ad oggi il nostro livello di spesa corrente, quella cioè più rigida, destinata al pagamento degli stipendi del personale e alla gestione ordinaria della macchina amministrativa è scesa di ben oltre il 12%. Non ci sembra  ci siano altre istituzioni che abbiano fatto lo stesso, anzi, nel resto della Pubblica amministrazione questo capitolo continua a salire”.

Per questo le Province hanno definito alcune proposte indispensabili  per sostenere la ripresa degli investimenti, a partire da un radicale ripensamento del patto di stabilità interno, che è il primo freno per le amministrazioni locali. “E’ necessario liberare almeno parte dei residui di parte capitale che sono nelle casse degli enti –  spiega Saitta – e prevedere il patto che sia allentato a fronte di operazioni di riduzione del debito che gli enti hanno realizzato in questi anni, almeno per far fronte alla ripresa degli investimenti. Così come occorre rivedere i tagli imposti dalle manovre economiche alle Province, che rischiano di mandare in dissesto gli enti, e abbandonare la strada dei tagli lineari, prevedendo piuttosto criteri che tengano conto dei diversi ruoli e delle funzioni svolte nelle diverse Regioni.

“Dopo l’appello che abbiamo lanciato sulla messa in sicurezza delle scuole pubbliche – conclude il Presidente dell’Upi – ci sembra che questo tema stia cominciando ad entrare nei dibattiti dei candidati alle prossime elezioni , fin qui troppo poco centrati sui servizi ai cittadini. Anche sulla ripresa degli investimenti ci auguriamo che sia compreso il legame imprescindibile che queste misure avrebbero per favorire lo sviluppo economico locale

STOP AI CANTIERI SENZA FONDI: IL SOLE 24 ORE RILANCIA L’ALLARME UPI SUGLI INVESTIMENTI

Una inchiesta del Sole 24 Ore rilancia oggi l’allarme Upi sugli investimenti bloccati dal patto di stabilità. Nell’articolo, in cui sono raccontati alcuni casi di lavori bloccati, in particolare nelle Province di Arezzo, Ravenna, Padova, Treviso e Verbano Cusio Ossola, il commento del Presidente dell’Upi Antonio Saitta “Ci hanno tagliato due miliardi dal 2011 al 2013, ma paraddoslamente i cantieri non si stanno bloccando per questo”.

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Crisi Edilizia: Saitta “Ascoltare allarme dell’Ance.

“Il nuovo Governo e il nuovo Parlamento devono ascoltare il grido d’allarme lanciato dall’Ance, che le Province non possono che sottoscrivere. Bisogna sbloccare subito le risorse degli enti locali per avviare un piano di opere pubbliche, dando la massima priorità alla messa in sicurezza, all’ammodernamento e alla riqualificazione delle scuole pubbliche”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, commentando le dichiarazioni del Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti sulla gravissima crisi del settore edile.

“Fino ad oggi – sottolinea Saitta – si è scelta la strada dei tagli alle risorse degli Enti locali, che ha colpito i bilanci delle Province in modo drammatico.

La capacità di produrre investimenti delle nostre amministrazioni è crollata di oltre il 44% in soli 5 anni. Se non si inverte immediatamente questa tendenza e non si liberano le tante risorse bloccate inutilmente dal patto di stabilità non sarà possibili agire per fare ripartire la crescita.

I Governi passati non hanno voluto ascoltare questo allarme: noi lo riproporremo con forza a chi prenderà la guida del Paese per i prossimi 5 anni.

Abbiamo bisogno di riprendere ad investire nelle piccole opere, che sono quelle che possono nell’immediato sostenere le imprese locali; e abbiamo bisogno di mettere in sicurezza le nostre scuole, di renderle moderne, di ricostruirle perché possano offrire agli studenti il luogo ottimale in cui crescere e apprendere.

La piattaforma delle proposte delle Province, che la settimana prossima presenteremo alla stampa e che nei prossimi giorni porteremo a tutti i candidati al Parlamento, parte proprio da queste priorità”.

 

 

 

Legge di stabilità: alle Province tagliate del 31% risorse per servizi

“Governo e Parlamento approveranno, consapevolmente,  una Legge di stabilità che manda in dissesto le Province, come dimostrano le dichiarazioni dei relatori. Evidentemente hanno deciso che la sicurezza nelle scuole, la manutenzione delle strade, gli interventi per la difesa del territorio sono diritti di cui i cittadini potranno fare a meno”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando come “Governo e Parlamento – aggiunge – hanno scelto di tagliare del  31% le risorse destinate ai servizi. E’ evidente che si è scelto di adottare una linea iniqua, ben sapendolo. Avevamo infatti rappresentato al Governo, alla Corte dei Conti, al Commissario Straordinario Bondi e a tutti i gruppi parlamentari quali sarebbero state le conseguenze di questa scelta assurda, presentando, dati alla mano, l’elenco delle Province che nel 2013 andranno al default. Ci chiediamo in che modo riusciremo a tutelare per il prossimo anno i 57 mila dipendenti delle Province, e come ci sarà possibile continuare a garantire i servizi ai cittadini. Non possiamo che ribadire – conclude Saitta – che questa scelta avrà conseguenze drammatiche e porterà ripercussioni immediate sia sui cittadini che sul bilancio del Paese, perché il dissesto del 70% delle Province non potrà che incidere pesantemente sul complesso della finanza pubblica”. 

 

 

Legge di stabilità: lo Stato sottrae 260 milioni alle Province

“Con questa Legge di Stabilità ha vinto chi voleva affossare definitivamente il federalismo e fare ritornare il Paese indietro di venti anni ad un centralismo che credevamo ormai superato. L’autonomia delle Province e degli Enti locali è definitivamente cancellata, con tagli ai bilanci di portata tale da non consentire agli enti alcun margine per svolgere le loro funzioni e con la sottrazione da parte dello Sato perfino delle risorse che sono dei territori e che sui territori dovrebbero essere usati”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il maxiemendamento alla legge di stabilità, che non solo conferma per le Province il taglio di 1,2 miliardi di euro, ma non  intervien sulla scelta del Governo di prelevare 260 milioni di euro dalle entrate relative alle imposte RcAuto delle Province e riportarle nelle casse dello Stato.  

“Cosa resta dell’autonomia delle Province, garantita dalla stessa Costituzione, se ci vengono tolte perfino le tasse che i cittadini pagano e che sono destinati a garantire servizi essenziali?”.

“Non è ammissibile – conclude Saitta – che il Parlamento, che per voce dei due relatori alla Legge di Stabilità ieri in aula ha ammesso le gravi difficoltà in cui si troveranno le Province e l’impossibilità di garantire i servizi ai cittadini, non abbia nemmeno provato a risolvere questa emergenza, lasciando al prossimo Governo e Parlamento  l’onere di farsene carico”.  

 

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