Categoria: Bilanci e Finanza

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Legge di stabilità, tagli ai bilanci delle Province

Non è accettabile che il Governo continui a non farci avere nessuna risposta sulla nostra richiesta di confronto sulle modifiche ai tagli dei bilanci delle Province imposte dalla Legge di stabilità. Non si tratta solo di rispetto istituzionale, che pure riteniamo di potere pretendere, ma di un atteggiamento di chiusura totale che avrà effetti drammatici sia per la cancellazione di servizi essenziali ai cittadini, sia sullo stato del bilancio pubblico”. 

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, sottolineando come “ sono passati ormai venti giorni da quando il Ministro Grilli, dichiarando a parole la comprensione per le nostre proteste e la volontà di avviare un confronto costruttivo, aveva preso con noi impegni puntuali. Nei fatti però dal Governo ci viene solo un assordante silenzio. Ribadiamo che se non si interviene sul testo, dimezzando i tagli alle Province che per il 2013 ammontano a 1,2 miliardi di euro, oltre 70 amministrazioni non saranno in grado di rispettare il patto di stabilità e andranno in dissesto, con conseguenze gravissime sul bilancio dello Stato.

E ribadiamo che se vanno in dissesto le Province, sono i cittadini a pagarne le conseguenze perché non sarà più possibile erogare servizi fondamentali, dalle opere di manutenzione delle strade alla messa in sicurezza delle scuole, dagli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico ai servizi per l’impiego.

Il Governo –conclude Saitta –  non può continuare a fare finta di ignorare la portata di questo problema. Riapra il confronto prima che la Legge di stabilità sia definitivamente approvata”.

 

Patto di stabilità, Saitta scrive a Monti: “Senza modifiche, il sistema è al dissesto”

Le Province italiane hanno monitorato il reale impatto sui bilanci che i tagli imposti dal Governo stanno producendo al sistema degli enti locali: nel 2013 soltanto 21 Province saranno in grado di garantire gli equilibri di bilancio, prefigurando un disavanzo di quasi 300 milioni di euro. Ancora più grave è l’allarme sul Patto di stabilità 2013: solo 10 Province affermano con certezza di poter garantire il rispetto degli obiettivi.

Lo sforamento stimato è di 690 milioni di euro.

Numeri preoccupanti, che il presidente dell’Upi Antonio Saitta ha descritto in una lettera inviata questa mattina al capo del Governo: “per rispettare il patto di stabilità – ha scritto tra l’altro Saitta a Mario Monti –  le Province sono costrette al blocco dei pagamenti alle imprese: 60 Province su 74 hanno dichiarato di aver bloccato i pagamenti nel corso dell’anno (in alcuni casi già nel mese di giugno), per un totale di fatture liquidate e non pagate pari a 500 milioni di euro. Il rispetto del patto di stabilità  produce quindi effetti disastrosi sullo stato dell’economia locale. I tagli colpiscono direttamente i servizi in capo alle Province, tra cui la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, delle strade provinciali e il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza dei territori a rischio dissesto idrogeologico”.

Saitta aggiunge: “Aspettiamo da oltre due settimane una risposta dal ministro Grilli, con il quale avevamo avuto disponibilità quantomeno ad analizzare la situazione dei bilanci e l’impatto dei tagli per il 2013 attraverso l’apertura di un tavolo di confronto per definire modifiche al  disegno di legge di stabilità. Da allora, nonostante i continui e ripetuti solleciti, ancora nessuna riunione è stata convocata dal Ministero dell’Economia e nel frattempo il Governo alla Camera dei Deputati ha posto la fiducia sulla legge di stabilità. Chiedo al presidente Monti se questo silenzio sia accettabile nei confronti di istituzioni della Repubblica che hanno mostrato piena consapevolezza della necessità di contribuire al risanamento del Paese, anche riguardo al proprio processo di riordino”.

Incontro tra il Presidente della Corte dei Conti e l’Upi

Di seguito, riportiamo il Comunicato diramato dall’Ufficio stampa della Corte dei Conti a seguito dell’incontro con il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, e il Vice presidente Vicario Angelo Vaccarezza.

“Oggi, presso la sede della Corte dei Conti, si è tenuto l’incontro tra il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino e il Presidente dell’Upi Antonio Saitta.

L’incontro, chiesto dall’Upi, ha riguardato i possibili effetti sui bilanci delle Province dei tagli stabiliti dalle manovre economiche.
L’associazione delle Province ha avviato un monitoraggio dettagliato sullo stato dei bilanci degli enti associati per valutare le ripercussioni provocate dalla riduzione dei trasferimenti.
Il Presidente Saitta ha rappresentato che il taglio per il 2013 si eleva 1,2 miliardi in quanto dal 2013 lo Stato sostanzialmente non erogherà più risorse alle Province, ma anzi chiederà loro la restituzione di parte del tributo proprio RCA.
A giudizio dell’associazione questa situazione provoca serie difficoltà alla gestione finanziaria, si ripercuoterà sulla qualità e sulla quantità dei servizi erogati dalle Province e addirittura potrà condurre al dissesto molte amministrazioni nel 2013.
Il Presidente Saitta ha ritenuto opportuno portare all’attenzione della Corte dei Conti le difficoltà delle Province ed evidenziare che la possibilità di default di tali enti ora non è tanto da imputare a cattiva gestione degli amministratori, ma ad una riduzione delle disponibilità finanziarie.
Il Presidente Giampaolino ha preso atto di quanto rappresentato, ha assicurato che la Corte dei conti continuerà a seguire attentamente le gestioni degli enti locali e delle Province in particolare, per verificare la sussistenza di difficoltà e criticità anche in relazione ai servizi che devono prestare ai cittadini.
Si è, altresì, ricordato che in occasione dell’audizione in Parlamento sulla Legge di stabilità è stato sottolineato come le recenti manovre e le riduzioni di spesa imposte con la spending review, incidono in misura rilevante sul sistema delle autonomie locali”.

 

 

Tagli ai bilanci: l’Upi incontra la Corte dei Conti

Su 74 Province monitorate dall’Upi, solo 21 dichiarano di potere garantire equilibri di bilancio per il 2013, prefigurando un disavanzo di quasi 300 milioni di euro. Quanto al patto di stabilità, sono solo 10 le Province che già oggi possono affermare con certezza di poter garantire gli obiettivi di patto di stabilità interno. In questo caso lo sforamento stimato nelle 64 province è di 690 milioni di euro. 

 

Questi i dati presentati oggi dal Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, e dal Vice Presidente dell’Upi, Angelo Vaccarezza, ricevuti oggi dal Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino. “Quando diciamo che non siamo in grado di sostenere il taglio di 1,2 miliardi di euro per il 2013 non facciamo facile allarmismo – sottolinea il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta. “I dati raccolti nel monitoraggio – aggiunge – dimostrano con chiarezza che le nostre richieste sono fondate. E che, se non cambiano i numeri, ci apprestiamo ad avviare il riordino delle Province con bilanci al dissesto”.

“Non abbiamo risorse per finanziare le nostre funzioni – ha ribadito ai giudici contabili il Vice Presidente Vaccarezza – e non siamo più in grado di assicurare servizi alle comunita’. Paradossalmente poi – ha aggiunto – i criteri adottati per attuare il taglio vanno a incidere con maggiore crudezza su quelle Province che hanno fatto un’operazione delle spese del personale o che non hanno affidato all’esterno servizi”.  

“I tagli – ha detto Saitta – devono essere dimezzati, perche’ cosi non siamo in grado di sostenerli. Se non si faranno modifiche alla Legge di Stabilita’ lo sforamento del patto delle Province avra’ un impatto disastroso sull’intero complesso della finanza pubblica”.

Tagli ai bilanci: l’Upi chiede un incontro alla Corte dei Conti

Un incontro urgente con il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, per portare l’attenzione su un taglio complessivo ai bilanci delle Province, che per il solo anno 2012 ammonta a 1.415 milioni di euro, che diventeranno 2.115 milioni di euro dal 2013. Ma anche per sollevare la questione dei 2,8 miliardi di residui perenti passivi che lo Stato deve alle Province.

 La richiesta in una lettera inviata oggi dal Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, al Presidente Giampaolino, per ribadire come: “le Province, interessate da un delicato processo di riordino, hanno subito con le ultime manovre economiche tagli alle risorse che stanno producendo effetti deleteri sulla concreta capacità di offrire servizi qualitativamente e quantitativamente sufficienti alle collettività e ai territori amministrati dalle Province. Numeri abnormi che tagliano fondi destinati a servizi per strade, scuole, tutela ambientale e protezione civile, ma anche per l’esercizio di funzioni delegate o trasferite dalle Regioni e dunque spese non discrezionali dell’ente”. 

Da qui la richiesta di un incontro “in virtù dell’importante e fondamentale ruolo della Corte dei Conti sugli equilibri e sulla qualità della finanza pubblica, soprattutto in vista del rafforzato ruolo che la Corte assumerà ai sensi del decreto legge n.174/12, ora in fase di conversione in Parlamento”.

Il Vice Presidente dell’Upi, Angelo Vaccarezza, “Con un decreto non si può impedire al ghiaccio di formarsi”

«Per decreto si avrà la possibilità di impedire alla neve di scendere, alla pioggia di cadere, al ghiaccio di formarsi. Con i tagli imposti dal governo Monti la Provincia non potrà garantire interventi di asfaltatura delle strade, sgombero neve e ghiaccio, sicurezza delle strutture scolastiche, agibilità e riscaldamento delle aule». A dirlo il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza. Da pochi giorni è diventato vicepresidente vicario dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, una nomina giunge nel momento più delicato perla storia delle province italiane, il cui destino è strettamente legato al piano di riordino «imposto» dal Governo. Dice Vaccarezza: «E’ un riordino che, di fatto, afferma il loro continuare ad esistere, ad essere governate e ad essere elette. Nel Ponente vi sarà la cosiddetta “Provincia lunga” nata dall’accorpamento di Savona con Imperia. Tutto già fatto. Tutto già deciso. Non stiamo più ragionando su questo, che è oramai storia, ma su ben altro: sui servizi che questi Enti dall’oggi al domani, cesseranno di erogare ai loro cittadini. Sono inaccettabili i tagli di 500 milioni di euro per l’anno 2012 e di un miliardo e duecento milioni per il 2013. Cifre impressionanti, che non mettono solo a rischio i servizi, ma li annulleranno del tutto. Dati che confermano l’impossibilità da parte delle province di svolgere le funzioni per le quali sono state istituite, percentuali che variano dal 60 al 70% delle quote messe a bilancio per l’erogazione di servizi fondamentali per la comunità. Servizi a rischio a causa di un decreto arrogante». Aggiunge: «Il nostro tanto celebrato Governo tecnico ha fatto della razionalizzazione delle province il simbolo del taglio dei costi della politica. Ebbene vorrei che fosse chiaro ai cittadini che i costi della parte politica del nostro Ente equivalgano allo 0,47%. I tagli invece previsti riguardano ben il 60-70% delle quote a bilancio. Evidente quindi che questo decreto dipinto come una legge “anti-casta” rappresenterà so- lo un ulteriore impoverimento della qualità di vita dei cittadini. Ho sempre ritenuto che fare l’amministratore locale fosse il modo migliore per rendere un servizio alla comunità, ed è per spirito di responsabilità che ho intenzione di portare avanti il mio mandato. Una considerazione che prescinde dal ruolo istituzionale che sono a ricoprire, sono un presidente, è vero, ma sono anche un cittadino, un padre che vuole vedere i propri figli andare in scuole calde e sicure. Una doppia responsabilità che da padre di famiglia e amministratore vive nella pro- pria quotidianità il profondo disagio che milioni di famiglie si troveranno ad affrontare». Termina Vaccarezza: «In questo momento, grazie al consenso di migliaia di cittadini che hanno creduto in me tre anni fa, ho la possibilità di tutelare i diritti di una comunità e sarò in prima fila in tutte le sedi competenti per difenderli. Non mi tirerò indietro per future prospettive professionali più appetibili. Sono, con orgoglio, il presidente di tutti i savonesi»

Le Province costrette a ridurre i servizi per i tagli ai bilanci

La nostra protesta non vuole colpire la scuola, anzi, vuole sollevare il velo su un tema drammatico, quello della sicurezza nelle scuole, che ci pare sia poco considerato quando si parla di tagli ai bilanci”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, che annuncia “nei prossimi giorni contatteremo l’Associazione dei Presidi e dei dirigenti scolastici, perche’ sappiamo che sono loro i primi a soffrire delle gravissime carenze nella manutenzione delle scuole. Vogliamo che i nostri ragazzi studino in scuole sicure e se possibile moderne, le Province vogliono continuare ad investire nelle scuole, ma se il Governo ci impedisce di utilizzare le risorse per investire e addirittura ci taglia i fondi per la manutenzione ordinaria, non siamo in grado di assicurare il servizio. Facciamo un appello al Ministro dell’istruzione, Profumo, perche’ sostenga nel Governo la nostra richiesta di liberare risorse per l’edilizia e di togliere dal blocco del patto questi investimenti. Questa – chiude Saitta – e’ una protesta per ricordare al Governo e al Paese che quando si tagliano risorse in maniera cosi drammatica agli Enti locali, sono i cittadini che perdono”.

In allegato, il Dossier sulle scuole delle Province e il Dossier sullo stato dell’edilizia scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione

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Tagli alle Province: Saitta “Chiedo che l’edilizia scolastica diventi una priorità per il Governo”

“Fino ad oggi le Province italiane hanno sempre sopperito con risorse proprie alla totale mancanza di stanziamento di fondi destinati all’edilizia scolastica da parte dei Governi che si sono succeduti nel tempo. Ora il taglio lineare applicato dal ministro dell’economia Grilli ai nostri bilanci ci impedirà addirittura di pagare le bollette. Siamo pronti a ridurre ogni altra spesa, pur di assicurare ai ragazzi scuole calde e sicure, ma non posso permettere che si continui a tenere sottovoce una questione così drammatica, che lo stesso Ministero della Pubblica istruzione ha dovuto mettere nero su bianco nel suo ‘focus sulla scuola’ pubblicato all’inizio dell’anno scolastico”.

 Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando che “il Governo ci toglie 500 milioni di euro e ci impedisce di investire per scuole più sicure, moderne ed efficienti. Chiedo a studenti, famiglie, insegnanti e presidi di sostenere con noi questa battaglia per riportare la sicurezza della scuola pubblica al centro delle priorità del nostro Paese”.

“Come è possibile – aggiunge Saitta –  che il Governo, dopo aver pubblicato un dossier nel quale ammette che il 40% delle scuole italiane dovrebbero essere abbattute e ricostruite perché vecchie di 200 anni, insicure e non adatte ad accogliere i nostri ragazzi, poi non investa un solo euro per intervenire su questa emergenza e tolga mezzo miliardo di euro alle Province, che hanno il compito di presiedere proprio all’edilizia scolastica?”.

 

In allegato, il dossier sulle scuole delle Province e il dossier sull’edilizia scolastica del MIUR

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Tagli ai bilanci: le Province ai Ministri Grilli e Cancellieri

“Le Province hanno già ridotto il proprio debito nel 2012, e in piena autonomia. I 100 milioni che la spending review ha destinato a questo scopo devono essere utilizzati per ridurre i 500 milioni di tagli imposti”.

Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e al Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

Nel testo il Presidente dell’Upi chiarisce che “nel 2012, secondo un primo monitoraggio Upi, le Province hanno già abbondantemente realizzato un abbattimento del proprio debito di oltre 140 milioni di euro. I 100 milioni che la spending review assegna a questo scopo non servono, mentre è indispensabile che siano utilizzati per ridurre l’ammontare dei tagli”. 

Il Presidente ribadisce poi “situazione di estrema difficoltà in cui versano i bilanci provinciali a seguito della riduzione di risorse per l’anno 2012 per 500 milioni” e le “fortissime perplessità in ordine alla metodologia e all’utilizzo dei dati contenuti nella banca dati Siope così come emersi dall’esame del Commissario Enrico Bondi”, tanto che “molte province saranno in difficoltà nella fase di equilibrio dei bilanci e soprattutto nella previsione di rispetto degli obiettivi di patto di stabilità interno assegnati.            

La riduzione di 500 milioni nel 2012 e addirittura di 1 miliardo per l’anno 2013 – scrive Castiglione ai Ministri –  segna di fatto la volontà di vanificare non solo il pluriennale percorso di efficientemento delle spese delle Province, che le ha viste sempre assai più che rispettose degli obiettivi di comparto in termini di patto, ma anche coerenti e puntuali nelle politiche di riduzione di spesa per ambiti specifici (auto, personale, ecc).

Occorre infatti ricordare che il 2012 per le Province si apre con una riduzione di risorse di 915 milioni di euro, per le manovre finanziarie del 2011, che diventerebbero quasi due miliardi dal 2013! Una cifra – sottolinea il Presidente Castiglione –  assolutamente abnorme e non congrua rispetto al volume di risorse che le Province gestiscono. Basti pensare che la riduzione di 500 milioni di euro per il 2012 è la medesima che viene richiesta ai Comuni che hanno una spesa per consumi intermedi 8 volte superiore ed  una spesa corrente che è 6 volte quella delle Province”.

            Da qui la richiesta di alleggerire il taglio, per “mantenere il comparto in equilibrio di bilancio, soprattutto non creando le condizioni per uno sforamento generalizzato del patto da parte delle Province, il cui onere per la finanza pubblica – conclude il Presidente Castiglione – potrebbe essere assai più ingente della riduzione di taglio”.

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Conferenza Stato Città: tagli ai bilanci

“Abbiamo chiesto al Governo di alleggerire i 500 milioni di tagli ai bilanci delle Province imposti dalla spending review, quantomeno anche  utilizzando i 100 milioni che la spending ci ha concesso spostandone la destinazione dall’abbattimento del debito all’alleggerimento del taglio. Il Governo non è stato in grado di fornirci risposte certe, abbiamo solo stabilito di attivare da subito un tavolo tecnico per rivedere funzione per funzione i parametri dei consumi intermedi stabiliti dal Commissario Bondi, e su cui sono stati definiti i tagli”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, al termine della riunione della Conferenza Stato Città che si è tenuta al Ministero dell’Interno, cui ha preso parte anche il Commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi.

“Ci sono evidenti anomalie – sottolinea il Presidente Castiglione –  che lo stesso Governo ha riconosciuto, che hanno portato a considerare come spese comprimibili capitoli di bilancio destinati a servizi ai cittadini, dai contratti del trasporto pubblico locale ai fondi per assicurare la gestione delle scuole provinciali”.

All’incontro è intervenuto anche il Vice Presidente Vicario, Antonio Saitta, che ha sollevato il tema del mancato gettito dell’Imposta Provinciale di Trascrizione.

“Le Province autonome ci hanno sottratto per il 2012 tra i 100 e i 150 milioni di euro di entrate. Il Governo deve intervenire risolvendo questa emergenza” – ha detto il Vice Presidente Saitta, che ha infatti ricordato che il problema dei bilanci delle Province, oltre ai tagli insostenibili operati dal Governo, sono le entrate tributarie che diminuiscono ogni anno. “A questo dobbiamo aggiungere l’emorragia drammatica che i nostri bilanci stanno subendo a causa del dumping fiscale operato dalle Province autonome di Trento, Bolzano e sull’Imposta Provinciale di Trascrizione”.

Il Governo Berlusconi, infatti, nel 2011 ha varato una norma che impone per le immatricolazioni soggetti ad IVA una imposta calcolata in proporzione ai kilowatt del veicolo. 

“Ma le Province Autonome di Trento, Bolzano e Aosta, schermandosi dietro la loro ‘autonomia’ – ha spiegato Saitta alla Conferenza Stato Città –  hanno deciso di non adeguarsi a questa norma, che vale invece per tutto il resto del territorio nazionale,  e hanno stabilito di mantenere una tariffa fissa per tutte le immatricolazioni.

La conseguenza è stata che le  grandi aziende di noleggio e leasing a partire dal gennaio 2012 hanno deciso di spostare la loro sede legale, e quindi le immatricolazioni,  nelle tre province autonome.

Con una perdita di gettito per le Province a statuto ordinario che stimiamo tra i 100 e i 150 milioni di euro. Risorse che le Province avevano considerato nei propri bilanci, e quindi nelle risorse ai fini del patto di stabilità.

Sono soldi che, in maniera del tutto impropria, ci sono stati sottratti. Per questo abbiamo chiesto oggi al Sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, di intervenire a correggere quella che lui stesso ha definito oggi una distorsione, che ha gravi ripercussioni sui bilanci degli Enti.

La soluzione, che abbiamo prospettato alla Conferenza Stato Città e su cui ci è stata confermata la massima attenzione – conclude Saitta –  è che si spostino quote di patto di stabilità corrispondenti alle cifre del mancato introito dai bilanci delle tre Province autonome a quelli delle Province. Anche questo sarebbe un modo per alleviare i tagli imposti alle Province”.

 

                                                

STATO/CITTÀ – PROROGATO AL 31 OTTOBRE IL TERMINE DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER IL 2012

Si ricorda che era stato già approvato un differimento del termine, precedentemente fissato al 31 agosto.

Spending review, Scuole, Castiglione – Positiva apertura Ministro Profumo a incontro

“Apprendiamo con piacere che il Ministro dell’istruzione Profumo ha ritenuto opportuno un incontro con l’Upi sull’emergenza edilizia scolastica. Avevamo chiesto questo incontro tre mesi fa, e fino ad ora non era stato possibile. Aspettiamo una comunicazione ufficiale, che faccia seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Ministro Francesco Profumo, secondo cui domani ci sarebbe un incontro con l’Upi sul tema della sicurezza nelle scuole gestite dalle province.

“Noi avevamo già dal mese di maggio chiesto ufficialmente un incontro al Ministro Profumo, al quale sottolineavamo la necessità di aprire un confronto sulla questione della manutenzione e della messa in sicurezza dei 5000 edifici scolastici delle Province. Lo avevamo fatto proprio perché, come afferma  il Ministro, siamo certi che per risolvere i problemi la cosa essenziale sia sedersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni condivise” .

Per quanto riguarda il rischio segnalato dall’Upi sulla riapertura delle scuole, Castiglione ribadisce che “non si tratta di fare polemiche o di lanciare allarmi ingiustificati. Sono anni ormai che aspettiamo di avere fondi destinati a finanziare l’edilizia scolastica, ma ogni stanziamento previsto non arriva mai ad essere liquidato. Mi riferisco ai 350 milioni di fondi del Cipe indirizzati alla manutenzione delle scuole, su cui la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole da un anno, che sono solo la prima tranche di uno stanziamento complessivo di 700 milioni di euro.

Non solo – prosegue Castiglione – abbiamo sollevato questa questione in tutti i tavoli, perché la riteniamo la vera emergenza del Paese. Per questo abbiamo chiesto, anche a questo Governo, di togliere i vincoli del patto di stabilità per le risorse destinate dalle Province negli investimenti in sicurezza, senza mai ottenere la minima apertura.

Anzi, per tutta risposta, nel decreto sull’emergenza sisma del nord Italia, varato dal Governo Monti, l’esclusione dal patto è stata concessa alle solo scuole dei Comuni, come se la questione non interessasse le centinaia di scuole superiori colpite dal sisma la cui gestione è affidata alle Province.  Adesso, con i nuovi 500 milioni di tagli, che si vanno ad aggiungere ai 915 milioni già stabiliti dalle manovre dello scorso anno, si paralizza qualunque possibilità di intervento delle Province. Ribadisco – conclude Castiglione – che il nostro appello non nasce da alcuna volontà di fare polemica: speriamo davvero che nell’ incontro con il Ministro Profumo, quando si farà, questi nodi verranno sciolti”.

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