Categoria: Bilanci e Finanza

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Manovra: manifestazione Unitaria di Province Regioni e Comuni

“Servono soluzioni condivise: Regioni Province e Comuni sono qui insieme con l’unico obiettivo di dare servizi ai cittadini” Lo ha detto il Presidente dell’Upi Umbria Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia  aprendo i lavori della mobilitazione organizzata oggi da Conferenza delle Regioni, da Upi e da Anci per contrastare gli effetti della manovra economica. “Siamo tutti uniti contro una manovra che ancora una volta penalizza i cittadini, tagliando servizi essenziali. Regioni, Province e Comuni faranno fronte comune per portare avanti le nostre proposte, per fare ripartire la crescita”.

“Dal 2007 al 2010 le Province hanno diminuito le spese del 10 percento, hanno raggiunto e superato gli obiettivi del patto di stabilita per oltre 1,8 miliardi, nonostante manovre che hanno ridotto i nostri bilanci di oltre 3.5 miliardi di euro. E qual’e’ stata la risposta alla nostra virtuosita’? Ancora manovre con tagli che dal 2011 al 2013 ci ridurranno la capacita’ di spesa di altri 5.4 miliardi”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo alla giornata di mobilitazione contro la manovra economica organizzata dalla Conferenza delle Regioni, dall’Anci e dall’Upi a Perugia. “Mentre la spesa pubblica centrale continua crescere, da 353 miliardi del 2001 agli oltre 460 miliardi del 2010, i bilanci di Regioni, Province e Comuni sono tutti in continua diminuzione. I nostri sforzi per rispettare e migliorare il patto di stabilita’ sono stati usati per finanziare  lo sfondamento della spesa pubblica. E oggi subiamo una manovra come non ne avevamo mai avute. La situazione  e’ drammatica, ma la  sensazione e’ che ad essere chiamati a rispondere e contrastare la crisi economica siamo solo noi”.

“La manovra produce danni incredibili, soprattutto perché non produce sviluppo. Siamo un Paese che non cresce, e senza crescita corriamo il rischio di non venirne fuori” Lo ha detto il Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, nel suo intervento alla mobilitazione di Regioni, Province e Comuni a Perugia. “Una leva su cui possiamo agire sono gli investimenti locali – ha detto, ricordando che : “nel triennio 2008 2013 le Province hanno subito una contrazione del 23 per cento in meno di spese in investimenti.  Tutti noi abbiamo presente la situazione delle imprese locali: quelle che gia’ non hanno chiuso, rischiano di chiudere a breve. Se si sbloccano gli investimenti degli Enti locali avremo una ripresa sia dell’economia che dell’occupazione. Dobbiamo avere l’opportunita’ di lavorare per lo sviluppo del territorio. Certo che non bastera, ma con i tagli e le tasse non andiamo da nessuna parte”.

“Da luglio ad oggi noi ci siamo trovati davanti a ben quattro manovre, tutte fortemente centrate sui tagli a Regioni, Province e Comuni, senza mai avere avuto modo di discuterne i contenuti e di dare il nostro contributo. Mi chiedo davvero  perche’ il Governo non abbia voluto darci ascolto, nonostante il grande senso di responsabilita’ che Regioni, Province e Comuni hanno mostrato, e che oggi, in questa giornata di mobilitazione unitaria, stanno confermando”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo alla giornata di mobilitazione contro gli effetti della manovra, promossa a Perugia dalla Conferenza delle Regioni, dall’Upi e dall’Anci. “Il Governo – ha detto – ha deciso di non ascoltarci. Eppure proprio Regioni, Province e Comuni possono mettere in campo strumenti capaci di fare ripartire il paese. Sindaci,  Presidenti di Province, Presidenti di Regioni non sanno fare solo protesta: vogliono fare proposte. Noi vogliamo parlare di quello che i cittadini rischiano di perdere. Vogliamo parlare di welfare, di sviluppo, di messa in sicurezza di strade e scuole, di investimenti. Noi vogliamo liberare quelle risorse che ci servono per affrontare tutte queste questioni, che sono la chiave di volta per il futuro del Paese. Se c’e’ da tagliare gli sprechi della spesa pubblica, non e’ nei nostri bilanci che si deve andare a guardare”.

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MOBILITAZIONE UNITARIA DI REGIONI, PROVINCE E COMUNI CONTRO GLI EFFETTI DELLA MANOVRA ECONOMICA.

Proseguono le iniziative di mobilitazione unitaria della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi, per contrastare gli effetti della manovra economica sui bilanci delle Autonomie territoriali e riportare al centro della dialettica politica i temi del rilancio dello sviluppo economico, del nuovo patto di stabilità, della tutela delle politiche sociali, della ripresa degli investimenti e della garanzia dei servizi essenziali ai cittadini.
    
Regioni, Province e Comuni hanno quindi indetto una nuova giornata di mobilitazione per venerdì 23 settembre a partire dalle ore 11,00 a Perugia, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori (Piazza 4 Novembre) per ribadire e dare forza alla piattaforma di richieste unitarie presentata al Governo.
    
Al centro del dibattito saranno i temi legati agli interventi per lo sviluppo economico, le richieste di  modifica del Patto di stabilità interno, il percorso per il riordino istituzionale nazionale e territoriale.
    
L’incontro sarà aperto dagli indirizzi di saluto dei rappresentanti delle istituzioni locali: la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e il Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.

Seguiranno interventi di rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci. Interverranno, tra gli altri, il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini; il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno; il Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli, il Sindaco di Bari, Michele Emiliano; il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero; il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi.

Le conclusioni saranno affidate al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e al Vice Presidente Vicario dell’Anci, Graziano Delrio.

MANOVRA: A PERUGIA, IL 23 SETTEMBRE MOBILITAZIONE DI REGIONI, PROVINCE E COMUNI

Il trasporto pubblico locale, le politiche sociali e gli interventi per lo sviluppo dei territori sono fortemente compromessi dai tagli della manovra economica. Tornano a ribadirlo, con una nota congiunta la Conferenza delle Regioni, l’UPI e l’ ANCI che si danno appuntamento a Perugia, il prossimo 23 settembre (ore 11,30 presso Palazzo dei Priori, “Sala dei Notari”, Piazza 4 novembre) per richiamare ancora l’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni, dei partiti e delle organizzazioni sociali ed economiche del Paese sulle gravi conseguenze che le ultime finanziarie e la manovra attualmente in discussione in Parlamento comporteranno per molti servizi fondamentali per cittadini, le imprese e il mercato del lavoro.
Su questi temi – preannunciano ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni – nei prossimi giorni è in programma un incontro con le parti sociali con l’obiettivo di attivare un confronto per evitare che la spesa per gli investimenti possa subire una ulteriore contrazione con effetti recessivi sulla economia e sullo sviluppo dei territori. Così come occorre rendere meno pesante il patto di stabilità per evitare effetti depressivi sulla economia, la limitazione dei servizi pubblici e della realizzazione di opere pubbliche.
A Perugia Regioni, Province e Comuni torneranno a chiedere l’istituzione urgente di una commissione paritetica (Governo, Regioni ed Enti locali) che presenti in tempi rapidissimi una proposta di riordino istituzionale nazionale e territoriale per semplificare il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione, evitare sovrapposizioni, aumentare l’efficienza e diminuire i costi della politica.

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MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE GIOVEDI 15 SETTEMBRE 2011

Saranno rappresentate tutte le Province italiane, nella giornata di mobilitazione organizzata dall’Upi per domani, 15 settembre (ore 11,00 – 14,00 Sala delle Conferenze – Piazza Montecitorio 123/A) contro i tagli imposti agli enti locali dalla manovra economica e contro un progetto di abolizione delle Province confuso e che non prevede una riforma organica del Paese.
“Stiamo vivendo un momento drammatico della vita del Paese – sostiene il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – la crisi economica, il forte malessere diffuso tra i cittadini, giustamente preoccupati per il continuo peggioramento della loro qualità della vita, il vento del populismo e della demagogia che in questa fase trova facilmente consenso, si ripercuote direttamente sulla capacità di tenuta del sistema Paese. Per questo la giornata di mobilitazione di domani è decisiva, perché in questa occasione  Regioni, Province e Comuni insieme, dopo avere fatto valere ancora una volta  le ragioni della protesta, confermeranno e daranno nuova forza alla piattaforma di proposte unitaria definita nei giorni scorsi. Proposte – sottolinea Castiglione – che intervengono sulla manovra economica, sugli strumenti che dobbiamo mettere in campo per rilanciare gli investimenti e sulla riforma organica di tutte le istituzioni, per restituire al Paese una Italia unita e federale, dove l’autonomia dei territori e la sovranità della democrazia siano i principi saldi”.  
Alla mobilitazione interverranno insieme agli amministratori delle Province, rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, della Conferenza delle Regioni e delle forze economiche e sociali del Paese.

MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE 15 SETTEMBRE: PIENA ADESIONE DALLE PROVINCE DELLE MARCHE. I PRESIDENTI DOMANI A ROMA

Domani, giovedì 15 settembre, i presidenti delle Province e dei Consigli provinciali marchigiani saranno a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale promossa dall’Upi contro gli inaccettabili tagli della manovra e contro il Disegno di legge Costituzionale del governo sulla “soppressione delle Province”.

Una lunga maratona oratoria nella sala delle Conferenze in piazza Montecitorio per invocare una nuova stagione che riporti lo sviluppo, i servizi al cittadino e il rilancio degli investimenti al centro delle scelte politiche nazionali e locali.  Una pressante richiesta al governo per un’Italia unita e federale, che promuova davvero le autonomie territoriali e in cui si riaffermi il valore sovrano della democrazia.

Lo scorso 8 settembre, seguendo l’attuale deriva demagogica e senza minimamente coinvolgere il sistema delle Province, il Governo ha abbandonato in poche ore il più che decennale percorso di riforma istituzionale. E, contraddicendo il voto della maggioranza parlamentare che appena due mesi prima si orientava verso la razionalizzazione degli enti di area vasta, il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl per l’abolizione delle Province.

Una scelta destinata a ingenerare nuova confusione, ulteriori conflitti istituzionali, un vulnus alla rappresentanza democratica dei territori e, prevedibilmente, un sensibile aumento della spesa pubblica.

Di fatto, occorrerà rimetter mano all’intera architettura del federalismo fiscale, sin qui basato sui tre livelli di governo locale (Comuni, Regioni, Province) e su quelle Città metropolitane non ancora definite né nella loro natura né nel loro ordinamento.  Inoltre, secondo la relazione illustrativa del CdM, le Province sono destinate ad essere sostituite da “enti locali regionali” secondo scelte del legislatore regionale che, se consideriamo anche le Città metropolitane, potrebbero portare alla creazione di un numero di enti intermedi maggiore di quello delle Province esistenti. Peraltro, qualora lo stabilisca la legge regionale, recita ancora la relazione illustrativa, “il solo Presidente dell’ente locale potrà essere eletto direttamente dal corpo elettorale”.

Gli enti di governo locale non possono accettare la cancellazione di uno dei livelli storici dell’architettura della Stato senza essere interpellati. In virtù di tale convinzione, l’Unione delle Province d’Italia con l’Anci e la Conferenza delle Regioni hanno stipulato un patto per produrre condivise proposte di autoriforma e riordino delle istituzioni territoriali che possono essere avviati da subito, a Costituzione invariata.

Pochi numeri per dimostrare quanto poco le Province incidono sulla spesa pubblica

Secondo il documento di Decisione di Finanza pubblica (ex documento di programmazione economica e finanziaria) 2010-2013, le Province nel 2010 rappresentavano l’1.5% della spesa pubblica complessiva

Dopo la riduzione del 20% del 2010, il decreto legge 138 del 2011 approvato in Senato opera un’ulteriore riduzione del 55% del personale politico delle Province, che passa da 4.000 a 1774 unità.

Secondo la stima dell’Upi basata su fonte Siope (siistema informativo delle operazioni degli enti pubblici), dopo la recente manovra estiva il costo complessivo degli amministratori provinciali passa da 113 milioni di euro a 35 milioni di euro

MOBILITAZIONE ANCI UPI REGIONI

COMUNI  PROVINCE  E  REGIONI

Ritengono
–    Che la manovra-bis non sia sostenibile e che sarà la causa di una forte contrazione delle prestazioni pubbliche sul territorio.
–    Che i servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese (TPL, Sanità, Sociale, Istruzione, Formazione, Lavoro, Ambiente, Viabilità) saranno ridotti e potranno inoltre essere oggetto di un forte aumento delle tariffe.
–    Che la spesa per investimenti subirà un’ulteriore sensibile contrazione, provocando effetti fortemente negativi sulla qualità della vita delle comunità locali e  un accentuazione della crisi economica e produttiva e gravi problemi per le imprese e per l’occupazione.

Denunciano
–    Che un ulteriore appesantimento del Patto di stabilità interno avrà effetti depressivi sull’economia e non consente alle amministrazioni che sono in condizioni di poter erogare servizi e realizzare opere pubbliche.
–    Che il blocco alla spesa per investimenti comporta un impoverimento delle città e dei territori italiani ed una contrazione della liquidità per le imprese.

Propongono
–    Che la manovra-bis sia corretta attraverso una rimodulazione dei tagli che faccia perno su due criteri: 1. Diretta proporzione con la partecipazione alla creazione del deficit; 2. Diretta proporzione con la spesa pubblica amministrata sull’effettiva incidenza della finanza degli territoriali rispetto al complesso della finanza pubblica.
–    Che tutte le norme ordinamentali contenute nel disegno di legge (piccoli comuni, province, regioni, organizzazione, gestioni associate) siano stralciate.
–    Che siano modificate radicalmente le regole del Patto di stabilità con l’obiettivo di incentivare la spesa e di stimolare gli investimenti per la crescita in settori strategici per il progresso del Paese.
–    Che sia restituita piena autonomia agli enti territoriali e sia effettivamente riconosciuta la pari dignità istituzionale.
–    Che sia prevista l’istituzione entro 15 giorni di una Commissione mista paritetica con poteri e compiti straordinari alla quale affidare entro 3 mesi la funzione di proporre ed  approvare un disegno di legge che contenga un piano di riordino istituzionale nazionale e territoriale con l’obiettivo di semplificare il rapporto fra cittadini e PA, aumentare l’efficienza e diminuire i costi anche della rappresentanza politica.
–    
REGIONI PROVINCE E COMUNI RIVOLGONO
 UN APPELLO BIPARTISAN AI GRUPPI PARLAMENTARI DI MAGGIORANZA E DI OPPOSIZIONE AFFINCHE’ LE NORME CONTENUTE NEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO CHE NON HANNO IMMEDIATO IMPATTO FINANZIARIO  VENGANO STRALCIATE
E ANCHE A TAL FINE  DECIDONO
DI INSEDIARE UN GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO AVENTE IL COMPITO DI PRESENTARE AL PAESE E ALLE ISTITUZIONI:
A.     un piano di integrazione delle politiche territoriali al fine di rendere sempre più forte il sistema istituzionale territoriale;
B.    un progetto di riordino istituzionale;
C.     un piano di rilancio dell’economia e di infrastrutturazione del Paese.

5 settembre 2011

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MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE 15 SETTEMBRE 2011. LA PROVINCIA DI FERMO DOMANI A ROMA

Alla mobilitazione delle Province contro la manovra economica parteciperanno anche il Presidente Fabrizio Cesetti e il Presidente del Consiglio provinciale Luigi Marconi.
Alla manifestazione, indetta per giovedì 15 settembre a partire dalle ore 11 presso la Sala Conferenze di Piazza Montecitorio, sono stati invitati rappresentanti di Regioni, Comuni, forze economiche e sociali.
Durante la mattinata di mercoledì 14 il Presidente Cesetti si è recato ad Ancona per il Consiglio di Presidenza dell’UPI Marche, convocato per discutere proprio della mobilitazione sul Disegno di Legge Costituzionale di soppressione delle stesse Province.
Il Consiglio ha ribadito la propria contrarietà alla manovra del Governo, che strozza gli Enti locali e ad un DDL che non porterà alcun beneficio per la spesa pubblica e, al contrario, determinerà un caos istituzionale.
“Le Province – rimarca Cesetti – sono disponibili ad un confronto che porti a proposte e conseguenti provvedimenti che ridisegnino l’architettura istituzionale della nostra Repubblica, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari, l’istituzione del Senato federale, la riduzione dei Consiglieri regionali ed anche una revisione delle circoscrizioni regionali, provinciali e comunali, al fine di creare le condizioni per un Paese più moderno. Inoltre, si ribadisce che è necessario procedere da subito – e si può fare con legge ordinaria – alla soppressione degli Enti intermedi (Ato, Consorzi di bonifica, Bacini imbriferi, Ersu, Erap, Comunità montane, etc.) che determinerebbe un risparmio per la spesa pubblica di oltre 2,5 miliardi di Euro. Non ci stanno, invece, le Province ad essere il capro espiatorio per giustificare presunti tagli ai costi della politica, che con la loro soppressione sarebbero insussistenti. E sarebbe ora che si cominciasse a distinguere tra i costi della politica, da evitare, ed i costi della democrazia, come quelli per le Province, necessari a tutela dei cittadini e per consentire loro un controllo democratico sulla gestione pubblica”.

MANOVRA ECONOMICA E RIFORME: LA MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE

Contro una manovra economica che taglia i servizi ai cittadini.

Per una nuova stagione che riporti lo sviluppo al centro delle scelte politiche nazionali e locali, per la ripresa e il rilancio degli investimenti.

Per costruire una Italia unita e federale, che davvero promuova le autonomie territoriali e in cui si riaffermi il valore sovrano della democrazia nel governo del Paese.

Contro una riforma che abolendo le Province, abbandona i territori, fa aumentare la spesa pubblica e riporta l’Italia indietro di oltre 150 anni.

Mobilitazione delle Province giovedì 15 settembre a Roma, dalle ore 11,00 alle ore 14,00 nella Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A.  

All’incontro sono invitati a partecipare ed intervenire rappresentanti delle Regioni e dei Comuni, del Parlamento, delle forze economiche e sociali.

REGIONI, PROVINCE E COMUNI SCRIVONO AL GOVERNO

Riprendere il dialogo sulla manovra economica, definita insostenibile, perché avrà conseguenze dirette sui servizi ai cittadini.
Questo chiedono il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il Presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, e il Presidente facente funzioni dell’ANCI, Osvaldo Napoli, in una lettera inviata oggi al Governo.
 
“Regioni, Province e Comuni all’indomani dell’approvazione al Senato della manovra-bis – si legge nel testo –  ribadiscono al Governo l’insostenibilità delle misure introdotte nelle loro competenze, perché avranno come conseguenza diretta ed inevitabile una contrazione dei servizi pubblici ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, nonché effetti ulteriormente depressivi sull’occupazione e sull’economia.
Ribadiscono ancora una volta  al Governo l’appello da ultimo  rivolto al Presidente del Senato e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, riguardo  alla necessità di introdurre correttivi alla manovra, attraverso un confronto che conduca alla rimodulazione dei tagli, pur a saldi invariati ,e alla revisione del Patto di stabilità”.
Nella lettera si ribadisce la necessità di Regioni, Province e Comuni, di proseguire  con la mobilitazione già avviata nelle scorse settimane con nuove iniziative “per illustrare ai cittadini – scrivono – le conseguenze che la manovra avrà in settore vitali quali TPL, Sanità, Sociale, Istruzione e Formazione,  Lavoro, Ambiente e Viabilità, non escludendo la possibilità di tutelare le prerogative costituzionalmente garantite nelle sedi  giurisdizionali opportune”.
 
La lettera si chiude con l’auspicio di una “ripresa di un dialogo nell’interesse generale dei cittadini”, in considerazione della rilevanza delle questioni poste per il futuro del Paese.

ANNUNCIATO DDL COSTITUZIONALE DI ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

“Non comprendiamo i motivi di questa accelerazione, proprio quando Regioni, Province e Comuni avevano annunciato la volonta’ di presentare una proposta di autoriforma delle istituzioni locali. Chiediamo di essere convocati subito per conoscere le intenzioni del Governo sul futuro assetto delle Province”. E’ la replica del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, alla notizia che nel prossimo Consiglio dei Ministri sara’ presentato il disegno di legge costituzionale sulle Province.  “Non accetteremo scelte calate dall’alto: su un tema cosi importante, su cui ogni errore di valutazione puo’ gettare il Paese nel caos, chiediamo di essere ascoltati e consultati”.

Secondo il Vicepresidente dell’Upi, Antonio Saitta: “Abolire tutte le Province e trasferirne le competenze alle Regioni provocherà un aumento di costi elevatissimo, che il Governo conosce perché lo ha già messo in guardia in tal senso anche l’ufficio studi del Senato. Ma Berlusconi ci ha individuato come un nemico da abbattere, senza nemmeno valutare le conseguenze: basti pensare che il contratto di lavoro dei circa 60mila dipendenti delle Province italiane passando alle Regioni avrà un costo maggiorato del 20%. Per non parlare delle funzioni delegate che svolgiamo da anni per conto proprio delle Regioni ad un costo di molto inferiore. Anche questa spesa tornerebbe a crescere”.
Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, vicepresidente dell’Unione Province italiane,  richiama il Governo alla responsabilità: “Vogliamo discutere come contenere la spesa pubblica e come accorpare le Province: è assurdo far credere agli italiani che abolendo le Province senza un disegno condiviso si possa ridurre il deficit del Paese”.

MANIFESTAZIONE UNITARIA CONTRO LA MANOVRA: GLI INTERVENTI DI CASTIGLIONE, SAITTA, MELILLI E RICCI DAL PALCO

“Perche’ il Governo non vuole darci ascolto? Perche’, di fronte a proposte sensate, non ci da risposte chiare? Quella di oggi e’ una manifestazione di persone responsabili: abbiamo rimesso al centro dell’attenzione il dibattito sui temi veri del Paese. Chiediamo risposte prima dell’approvazione della manovra”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo alla Manifestazione Unitaria di Regioni, Province e Comuni contro la manovra economica. “Preso atto che con questa manovra il federalismo e’ morto – ha aggiunto Castiglione – perche’ con il taglio ai trasferimenti alle Province tutto il lavoro fatto fino ad oggi viene vanificati, abbiamo chiesto di liberare almeno il 10 per cento dei nostri residui di amministrazione. Si libererebbero, solo dalle casse delle Province, oltre 4 miliardi, 1,8 gia’ entro la fine di quest’anno, e sarebbero tutti destinati agli investimenti per i territori. Le ultime tre manovre sono state fatte tutte sugli Enti locali, e che sono andate a tagliare i servizi ai cittadini. Se si sceglie di proseguire su questa strada, il Paese non ripartira’”.Castiglione ha poi ribadito la necessita di stralciare tutte le norme ordinamentali, gli articoli 14, 15 e 16, “perche’ con queste norme il livello di democrazia rappresentativa del Paese si ridurra’

“Vogliamo risorse per fare investimenti” ha detto il Vicepresidente vicario dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino “Chiediamo al Governo di liberare le nostre risorse, bloccate dal patto di stabilita’,per fare ripartire gli investimenti. Se non si interviene, ci troveremo costretti a non garantire la riapertura delle scuole per il nuovo anno scolastico, perche’ non possiamo fare manutenzione. Non siamo qui per difendere noi stessi – ha aggiunto Saitta – ma per dare al Paese una prospettiva di rilancio, di crescita, di sviluppo. In questi anni le manovre hanno ridotto per le Province del 37 per cento la capacita’ di investire. Questo e’ un danno gravissimo per i cittadini ed il Paese”.

“Sulla manovra non si raccontano le cose come sono. I tagli agli Enti locali metteranno le mani nelle tasche dei più’ deboli” ha detto poi il Presidente del Consiglio Direttivo Upi, Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti : “La crisi economica e’ drammatica, e noi abbiamo il dovere di dire al Governo che siamo pronti fare la nostra parte per sostenere il Paese. Ma su questa manovra non si stanno raccontando le cose cosi come stanno. Il Governo dice che non vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma la verita’ e’ che con questi tagli a Regioni, Province e Comuni, si metteranno le mani nelle tasche dei cittadini più’ deboli. Abbiamo delle proposte alternative serie: chiediamo al Governo di dare loro la giusta attenzione”.

“Non e’ cosi che si salva il Paese. Serve credibilita’, sviluppo, coesione sociale” ha aggiunto il Presidente della Provincia di Pesaro – Urbino, Matteo Ricci, che ha sottolineato “Non e’ cosi che si salva il Paese, non e’ con questi tagli che si risolve il problema del deficit. Serve restituire credibilita’ agli amministratori locali, rilanciare la coesione sociale e ripartire con lo sviluppo. La situazione gia’ drammatica con questi tagli peggiorera’, per i cittadini più’ deboli, che vedranno ridotti i loro servizi, e per l’economia del Paese, perche’ senza gli investimenti di Province e comuni l’economia locali si fermera’ “.

Al termine dell’incontro è stato approvato un documento unitario con le richieste della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci.

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