In allegato l’elenco dei beni
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“La decisione presa oggi dalla Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale di prorogare i termini del parere sul decreto legislativo sull’autonomia tributaria di Regioni e Province è un segnale positivo, perché indica che da parte del Governo e del Parlamento c’è la volontà di proseguire con il confronto e trovare soluzioni alle criticità che sono state sollevate”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alla notizia che il termine per il parere della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale sul decreto attuativo della Legge 42 sull’autonomia tributaria di Regioni e Province è spostato dall’11 al 23 marzo prossimo.
“Una decisione saggia – aggiunge Castiglione – perché consente ai tavoli politici e tecnici che stanno in questi giorni lavorando per risolvere le questioni che come Upi abbiamo sollevato di potere continuare con serenità e nello spirito di collaborazione istituzionale che ha contraddistinto fino ad oggi tutto il percorso di attuazione della riforma del fisco federale.
Siamo certi che, grazie a questa apertura mostrata da Governo e Parlamento, sarà possibile trovare soluzioni condivise per raggiungere su questo decreto – che insieme a quello del fisco municipale, è davvero il fulcro stesso della riforma federale dello Stato – un accordo che consenta di definire un sistema tributario semplificato, razionale e in grado di assicurare una reale autonomia alle Province”.
Un incontro interlocutorio, ma positivo. Così ha dichiarato il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dopo la riunione con il Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, richiesta per ribadire al Governo le criticità contenute nello schema di decreto sull’autonomia tributaria, all’esame della Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale.
“Lo scambio di battute con il Ministro – ha detto ai giornalisti il presidente Castiglione – è stato interlocutorio e a seguito di questo verranno avviati dei tavoli tecnici tra Province e Ministero”. Al ministro Calderoli, ha spiegato il presidente dell’Upi, “abbiamo sollecitato la necessità di avere una territorializzazione della compartecipazione Irpef, ripetendo da parte nostra la volontà di operare sulle dimensioni virtuose di territori che possono esprimere di più in termini fiscali”. Altro tema affrontata, ha aggiunto, è stato quello del conto capitale, “relativo ai trasferimenti tra Stato, Regioni e Province, che sono fondamentali per tutta una serie di voci importanti non ultima la sicurezza nelle scuole e le infrastrutture diarie. Castiglione ha lamentato “una diffusa mancanza di chiarezza nel decreto”, soprattutto per quanto riguarda gli 1,7 miliardi di trasferimenti dalle Regioni alle Province e i 400 milioni tra Stato e Regioni. “Su questi fronti – ha sottolineato Castiglione – noi chiediamo la fiscalizzazione, ma questo deve essere ben scritto nel decreto legislativo”. Pesa inoltre sul bilancio delle Province, ha lamentato ancora il leader dell’Upi, il taglio effettuato nella Manovra di 500 milioni a partire dal 2012: “Queste risorse per noi sono importanti, visto che rappresentano il 40% dei trasferimenti alle Province”. In ogni caso, ha aggiunto, al ministro Calderoli “le Province hanno dato la loro piena disponibilità ad avviare un processo di semplificazione dei tributi e questo perché noi vogliamo essere all’avanguardia per quanto riguarda il concetto di virtuosismo territoriale, che ora manca del tutto nel testo”. Le Province hanno inoltre chiesto al ministro Calderoli di anticipare al 2014, invece dal 2017, le risorse del Fondo di riequilibrio. I tempi, ha concluso Castiglione, “sono molto stretti visto che bisognerà operare le modifiche opportune entro l’11 marzo, data di scadenza della delega, ma in ogni caso speriamo di avere un parere a queste nostre richieste al massimo tra un paio di giorni”.
Il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Vice Presidente Vicario Dario Galli, responsabile per il federalismo fiscale, incontreranno domani alle 12,30 il Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, presso la sede del Ministero in Piazza San Lorenzo in Lucina.
“Al Governo – sottolinea il Presidente Castiglione – ribadiremo le nostre richieste sulle criticità che abbiamo rilevato nel testo del decreto sull’autonomia tributaria delle Province, e che abbiamo già evidenziato nell’Audizione alla Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale. Ci aspettiamo dal Ministro risposte, perché così com’è, alle Province non è assicurata quella autonomia finanziaria indispensabile, se davvero vogliamo riformare il Paese in senso federalista.
Riteniamo – spiega Castiglione – che il meccanismo della compartecipazione all’Irpef debba essere modificato, perché non assicura il legame con il reddito prodotto sul territorio e non prevede dinamicità del gettito. Questo vuol dire che non c’è garanzia di copertura delle funzioni delle Province. La mancata fiscalizzazione dei trasferimenti regionali destinati alle spese per gli investimenti, poi, crea un buco di 1,5 miliardi nei bilanci provinciali e mette seriamente a rischio gli interventi per la messa in sicurezza delle scuole, delle strade, per la difesa dell’ambiente e il contrasto al dissesto idrogeologico.
Siamo fiduciosi – conclude il Presidente dell’Upi – che nell’incontro di domani con il Ministro Calderoli sarà possibile proseguire sulla strada del dialogo e del confronto, che fino ad oggi ha caratterizzato il percorso di attuazione del federalismo fiscale, e che riusciremo a trovare soluzioni adeguate ad assicurare anche per le Province l’indispensabile autonomia tributaria”.
“Nel decreto sul federalismo fiscale delle Province ci sono ancora molti nodi da sciogliere, e c’è il rischio concreto che non si arrivi a definire una reale autonomia tributaria per le Province, senza la quale non si può parlare di vero federalismo”.
E’ quanto scrive oggi il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera indirizzata al Ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, con la richiesta di “un incontro urgente, per affrontare questi nodi e trovare soluzioni utili, nel consueto spirito di collaborazione e cooperazione istituzionale che ha ispirato e contraddistinto fin qui tutto il processo di costruzione del federalismo fiscale”.
“Non vogliamo in alcun modo mettere in discussione l’Intesa che è stata raggiunta in Conferenza Unificata, che per noi rappresenta un passaggio essenziale, ma non possiamo non evidenziare le criticità che si stanno determinando. La compartecipazione all’Irpef, che avrebbe dovuto, nelle nostre intenzioni, essere lo strumento in grado di garantire l’autonomia agli Enti – sottolinea Castiglione – in realtà, per come è definita adesso, non è altro che l’ennesimo trasferimento erariale.
Occorre invece rendere la compartecipazione Irpef agganciata all’andamento dell’economia del territorio, come deve essere un tributo davvero federalista. Senza autonomia non c’è nemmeno la responsabilità, l’altro principio guida di tutto questo processo.
Per questo ieri in Commissione Bicamerale abbiamo chiesto di intervenire sul testo per modificarlo, assicurando alle Province le risorse necessarie per coprire tutte le funzioni che sono loro assegnate, dalla difesa dell’ambiente alla promozione del lavoro, dalla messa in sicurezza delle scuole e delle strade alle politiche per la formazione.
Ci rivolgiamo oggi al Ministro Calderoli – conclude il Presidente Castiglione – perché siamo certi che, con un confronto franco e sereno sarà possibile arrivare nel breve tempo ad un chiarimento, che ci consenta di raggiungere quell’obiettivo cui tutti miriamo e su cui non faremo mai venire meno il nostro impegno, di riforma federale del Paese”.
“Le rilevazioni della Banca d’Italia, che confermano un calo del debito pubblico degli Enti locali, sono un segnale nettamente positivo per i conti del Paese e danno conto del concorso del comparto delle Province agli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto della P.A.”.: il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Giuseppe Castiglione, commenta così il calo dell’indebitamento delle Province tra il 2009 e il 2010, passato – secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia – da 9,1 a 9 miliardi di euro.
“Il risanamento finanziario che da alcuni anni le Province stanno virtuosamente mettendo in atto risulta con chiarezza dai dati di Banca d’Italia, nei quali – rileva Castiglione – emerge da un lato il controllo dell’incremento del nuovo debito e dall’altro la diminuzione complessiva dello stock di debito pregresso. Il valore dei dati è ancor più evidente se si tiene conto del fatto che le entrate delle Province sono bloccate legislativamente e risultano anche in calo per effetto della congiuntura economica negativa. Un’ulteriore conferma che le Province sono tra le istituzioni che piu” di tutte riescono a gestire virtuosamente i propri bilanci. E che chi continua a parlare di sprechi – conclude – lo fa per pura propaganda, contro ogni analisi economica reale”.
“Sono certo – ha aggiunto – che nei prossimi giorni il confronto tra Comuni, Parlamento e Governo, porterà a soluzioni condivise, come hanno chiarito anche il Ministro Calderoli e il Presidente La Loggia”. Quanto all’autonomia tributaria delle Province, Castiglione ha ribadito il parere positivo dell’Upi sullo schema di decreto legislativo su cui c’é stata l’intesa in Conferenza unificata. “Il testo è stato modificato e sono state accolte molte delle nostre richieste, prima fra tutti la garanzia di una vera autonomia, attraverso la compartecipazione all’Irpef, e la possibilità di controllare e contrastare l’ evasione fiscale. Certo, ci sono ancora cose da risolvere, a partire dai tagli ai bilanci, ma crediamo che nel dibattito parlamentare potremo risolverli. La vera priorità è riuscire a far marciare insieme la riforma fiscale e quella istituzionale, perché senza la Carta dell’autonomie e la definizione certa del ‘chi fa che cosa’ rischiamo di non risolvere i conflitti istituzionali. Ma soprattutto – ha concluso – non si elimineranno tutti quei centri di spesa che nascono come sovrastrutture, enti, società, consorzi, che amministrano lontani dal controllo democratico, producendo sprechi e burocrazie inutili”.
“L’intesa raggiunta ieri tra Regioni, Province, Comuni e Governo segna una svolta decisiva nel percorso di attuazione del federalismo fiscale. Non possiamo che essere soddisfatti, perché le proposte dell’Upi sono state accolte e grazie alle modifiche introdotte, il sistema tributario previsto per le Province potrà assicurare davvero la semplificazione dei tributi, la cancellazione della finanza derivata, la piena autonomia delle Province, favorendo anche il contrasto all’evasione fiscale. Tutti obiettivi che avevamo posto come determinanti ai tavoli di confronto”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sull’intesa raggiunta ieri in conferenza Unificata sull’autonomia tributaria di Regioni, Province e Comuni.
“Il decreto – aggiunge Castiglione – grazie a questa intesa, arriverà in Parlamento forte del sostegno di tutte le autonomie territoriali, e sono certo che questo favorirà il dibattito e renderà più rapido l’iter di approvazione definitiva”.
Nel dettaglio, alcune delle richieste più importanti avanzate dall’Upi, introdotte con l’Intesa.
Autonomia tributaria e fine della finanza derivata
Oltre ai tributi sulla gomma (Rca e Ipt), le Province beneficeranno di una quota di compartecipazione all’Irpef. Questo consentirà di semplificare il sistema tributario, con l’eliminazione dell’addizionale sull’energia elettrica, assicurando allo stesso tempo la copertura delle risorse fino ad oggi derivate dai trasferimenti nazionali.
Cancellata anche tutta la finanza derivata regionale, con la compartecipazione al bollo auto. In caso di incapienza del gettito relativo al bollo auto, l’Upi ha ottenuto dalle Regioni l’assicurazione della compartecipazione ad un altro tributo regionale.
Attività di controllo e contrasto all’evasione
Alle Province è assicurato il controllo delle banche dati relative ai tributi RCA e IPT. Questo consentirà alle singole Province di avere il controllo sui tributi versati e di attuare politiche di contrasto all’evasione fiscale.
Più inquini, più paghi
L’Upi ha chiesto ed ottenuto l’introduzione di un sistema di regolamentazione del tributo IPT, attraverso cui le tariffe dei tributi saranno modulate a seconda del livello di inquinamento della macchina cui si applicano.
I nodi ancora aperti
Resta aperto il nodo della fiscalizzazione dei trasferimenti in conto capitale dallo Stato e dalle Regioni, che per le Province ammonta a 1,5 miliardi di euro. L’Upi presenterà su questo tema proposte di emendamento in Parlamento.
“Non bastava la chiusura della Camera: ora si chiudono anche le sedi della concertazione. Non comprendiamo il motivo per cui oggi non si sia potuta svolgere la riunione della Conferenza Unificata.
Questa ulteriore sospensione ci ha impedito di esprimere il nostro parere in merito al sistema tributario per le Province che il Governo ha previsto con in decreto sull’autonomia fiscale”. Lo dichiara Antonio Saitta, vice presidente Vicario Upi e Presidente della Provincia di Torino, in merito all’annullamento della Conferenza Unificata prevista per oggi.
“Avevamo pronte le nostre proposte e le richieste delle Province: in particolare avremmo chiesto assicurazioni in merito ai meccanismi per assicurare l’utilizzo delle risorse per gli investimenti nell’edilizia scolastica, nella manutenzione delle strade e nelle infrastrutture in genere. Questa mancata riunione non ci soddisfa”.
Pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno la tabella relativa alla riduzione dei trasferimenti erariali per l’anno 2011 per le Province, ai sensi dell’art. 14 del dl 78/10.
Per andare alla pagina, clikkate nel link.
In allegato il Verbale del Tavolo Tecnico per la fisclaità locale del 25 novembre 2010.
“A nome dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi e di tutte le Province rivolgo le più sentite congratulazioni a Giuseppe Vegas, per il suo incarico alla presidenza della Consob”.
E’ il messaggio di Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Upi, che prosegue: “con Giuseppe Vegas in questi anni, nei diversi incarichi ricoperti e in particolare nel suo ruolo di Viceministro dell’Economia, abbiamo costruito un rapporto di profonda stima e amicizia. Le sue capacità, prima di tutto umane, la sua preparazione, la grande competenza e autorevolezza confermano la validità della scelta del Governo per questo incarico. Siamo certi che la guida del nuovo Presidente Vegas porterà un valore aggiunto decisivo alla Consob”.