Categoria: Bilanci e Finanza

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Finanziaria, Olivieri, Presidente Provincia Savona : “La stretta rischia di compromettere i servizi”

Una stretta che rischia di compromettere la capacità degli Enti Locali di garantire servizi indispensabili e di tutelare il diritto dei cittadini a infrastrutture sicure. È questo l’allarme lanciato dal Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, a fronte del paventato taglio di 1,5 miliardi di euro ai fondi destinati alle Province e alle Città metropolitane, previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio e distribuito nel periodo 2029-2036.“Apprendo con viva preoccupazione – dichiara il Presidente Olivieri – quanto riportato dagli organi di informazione nelle ultime ore, ovvero la proposta di un emendamento alla Legge di Bilancio che disporrebbe una decurtazione, pari a 1,5 miliardi di euro, dei fondi destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali, una scelta che, ove confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per Province e Città metropolitane, già costretti a operare in un contesto di risorse limitate per garantire la manutenzione e il miglioramento delle infrastrutture viarie.”
“Nel Savonese, i 700 chilometri di strade provinciali non rappresentano soltanto un’alternativa, ma spesso costituiscono l’unica via percorribile in un territorio segnato da criticità su pressoché tutte le sue arterie autostradali. Si tratta di collegamenti determinanti non solo per i flussi quotidiani di persone e merci, ma anche per garantire sicurezza e mobilità in situazioni di emergenza, fungendo talvolta da uniche vie di fuga.”
“Esprimo totale condivisione delle dichiarazioni rese dal Presidente Nazionale UPI e Presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, e, parimenti, dal limitrofo Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, con il quale, proprio nelle scorse settimane, abbiamo formalizzato un Protocollo d’Intesa mirato al rafforzamento dei collegamenti strategici tra le nostre Province consorelle e che, in ragione del ridimensionamento delle risorse prospettato, rischia di vedere gravemente compromessa la propria efficacia, riducendolo a un’iniziativa priva di concretezza operativa e di reale applicabilità. Ricordo che le infrastrutture viarie provinciali non soltanto costituiscono un supporto imprescindibile per i sistemi produttivi locali, ma assolvono a una funzione importante nell’ambito di una mobilità turistica, orientata alla valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche, rurali e montane che attraversano” .

“Questo Governo, unitamente a tutte le forze politiche che lo sostengono – conclude Olivieri – ha ribadito sin dall’inizio della legislatura la necessità di restituire alle Province funzioni, organici e risorse congrue, contro cui la misura prevista da questo emendamento appare in evidente contrasto, la quale non solo rappresenterebbe un significativo arretramento rispetto agli impegni assunti, ma si aggiungerebbe ai tagli già introdotti nelle precedenti manovre finanziarie, aggravando ulteriormente la condizione di Comuni, Province e Città metropolitane.”

Finanziaria, Olivieri, Presidente Provincia Savona : “La stretta rischia di compromettere i servizi”

Una stretta che rischia di compromettere la capacità degli Enti Locali di garantire servizi indispensabili e di tutelare il diritto dei cittadini a infrastrutture sicure. È questo l’allarme lanciato dal Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, a fronte del paventato taglio di 1,5 miliardi di euro ai fondi destinati alle Province e alle Città metropolitane, previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio e distribuito nel periodo 2029-2036.“Apprendo con viva preoccupazione – dichiara il Presidente Olivieri – quanto riportato dagli organi di informazione nelle ultime ore, ovvero la proposta di un emendamento alla Legge di Bilancio che disporrebbe una decurtazione, pari a 1,5 miliardi di euro, dei fondi destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali, una scelta che, ove confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per Province e Città metropolitane, già costretti a operare in un contesto di risorse limitate per garantire la manutenzione e il miglioramento delle infrastrutture viarie.”
“Nel Savonese, i 700 chilometri di strade provinciali non rappresentano soltanto un’alternativa, ma spesso costituiscono l’unica via percorribile in un territorio segnato da criticità su pressoché tutte le sue arterie autostradali. Si tratta di collegamenti determinanti non solo per i flussi quotidiani di persone e merci, ma anche per garantire sicurezza e mobilità in situazioni di emergenza, fungendo talvolta da uniche vie di fuga.”
“Esprimo totale condivisione delle dichiarazioni rese dal Presidente Nazionale UPI e Presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, e, parimenti, dal limitrofo Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, con il quale, proprio nelle scorse settimane, abbiamo formalizzato un Protocollo d’Intesa mirato al rafforzamento dei collegamenti strategici tra le nostre Province consorelle e che, in ragione del ridimensionamento delle risorse prospettato, rischia di vedere gravemente compromessa la propria efficacia, riducendolo a un’iniziativa priva di concretezza operativa e di reale applicabilità. Ricordo che le infrastrutture viarie provinciali non soltanto costituiscono un supporto imprescindibile per i sistemi produttivi locali, ma assolvono a una funzione importante nell’ambito di una mobilità turistica, orientata alla valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche, rurali e montane che attraversano” .

“Questo Governo, unitamente a tutte le forze politiche che lo sostengono – conclude Olivieri – ha ribadito sin dall’inizio della legislatura la necessità di restituire alle Province funzioni, organici e risorse congrue, contro cui la misura prevista da questo emendamento appare in evidente contrasto, la quale non solo rappresenterebbe un significativo arretramento rispetto agli impegni assunti, ma si aggiungerebbe ai tagli già introdotti nelle precedenti manovre finanziarie, aggravando ulteriormente la condizione di Comuni, Province e Città metropolitane.”

Manovra, UPI “Grave il taglio ai fondi per la sicurezza delle strade provinciali”.

“Apprendiamo dalla stampa che nella notte è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che taglia 1 miliardo e mezzo ai fondi dal 2029 al 2036 di Province e Città metropolitane, destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali.

Un taglio che interverrebbe su risorse del 2029 che sono state già assegnate alle Province e alle Città Metropolitane . Non possiamo che sottolineare la gravità di questa decisione, che sottrae fondi destinati a garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità sicura, facendo fare al Paese un pericoloso passo indietro nel percorso di messa in sicurezza dei 120 Mila chilometri di strade provinciali.

Tra l’altro, troviamo del tutto incoerente che un Governo che in ogni occasione ripete quanto sia urgente restituire alle Province un ruolo e le risorse per le strade, decida in una notte di cancellare anni di investimenti”.
Lo dichiara Pasquale Gandolfi, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

Manovra, UPI “Grave il taglio ai fondi per la sicurezza delle strade provinciali”.

“Apprendiamo dalla stampa che nella notte è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che taglia 1 miliardo e mezzo ai fondi dal 2029 al 2036 di Province e Città metropolitane, destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali.

Un taglio che interverrebbe su risorse del 2029 che sono state già assegnate alle Province e alle Città Metropolitane . Non possiamo che sottolineare la gravità di questa decisione, che sottrae fondi destinati a garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità sicura, facendo fare al Paese un pericoloso passo indietro nel percorso di messa in sicurezza dei 120 Mila chilometri di strade provinciali.

Tra l’altro, troviamo del tutto incoerente che un Governo che in ogni occasione ripete quanto sia urgente restituire alle Province un ruolo e le risorse per le strade, decida in una notte di cancellare anni di investimenti”.
Lo dichiara Pasquale Gandolfi, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

Manovra 2025, le Province Venete chiedono riduzione dei tagli e turnover 100%

Si è svolto oggi al Sant’Artemio il Consiglio Direttivo UPI Veneto: al centro della discussione, le progettualità in vista dell’Assemblea Nazione delle Province Italiane, in programma il 10 e 11 dicembre a Roma, e gli emendamenti richiesti dalle Province rispetto alla legge di bilancio 2025. A prendere parte alla riunione, Stefano Marcon, presidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, Roberto Padrin, vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, insieme al vice segretario Franco Nicastro, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, insieme al segretario generale Francesco Corsaro, Carlo Rapicavoli, segretario generale UPI Veneto, Michele Fratino, segretario generale della Città Metropolitana di Venezia e Massimo Cremonese, responsabile finanziario UPI Veneto.

L’incontro di oggi è stato fondamentale per condividere alcune iniziative in vista dell’Assemblea Nazionale UPI fissata per il 10 e 11 dicembre a Roma, alla quale auspichiamo partecipi anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come avvenuto l’anno scorso al Teatro Stabile dell’Aquila – le parole di Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – quest’anno è particolarmente significativo per tutte le Province del Paese, perché ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 “Delrio”: l’Assemblea nella Capitale, durante la quale verranno eletti il nuovo presidente UPI nazionale e gli 11 nuovi componenti del Direttivo, sarà occasione anche per ripercorrere quanto accaduto nell’ultimo decennio ai nostri Enti e, di conseguenza, condividere gli effetti disastrosi di quella norma sui territori di competenza. L’auspicio è che questa data dia nuovamente slancio al tema e faccia ripartire la discussione in Senato sul Testo Unico per la riforma delle Province, che riporterebbe finalmente all’elezione diretta e democratica dei Presidenti, attuando così pienamente quanto previsto dalla Costituzione, proprio come ricordato dal Presidente Mattarella l’anno scorso”.

Secondo aspetto, le criticità della manovra di bilancio 2025, sulle quali avevamo già espresso preoccupazione per la mancanza di una pianificazione precisa sugli investimenti nel prossimo triennio, in particolare per quanto riguarda edilizia scolastica e viabilità provinciale, e il rischio di un blocco delle assunzioni causato dal limite del turnover al 75% – continua Marcon – a tal proposito, come UPI abbiamo raccolto le proposte di emendamento alla legge, chiedendo al Governo chiarezza su questi punti e nello specifico: il raddoppio del fondo destinato alle Province e alle Città Metropolitane, passando da 50 a 100 milioni annui, per il quinquennio 2025-2030, che permetterebbe di coprire buona parte dello squilibrio di comparto per oltre 850 milioni, in Italia, che stiamo portando avanti dal 2014, sempre per effetto della Delrio; la rimodulazione del contributo alla finanza pubblica, riducendolo a 20 milioni annui anziché 30 per il triennio 2026-2028 e a 30 milioni anziché 50 per il 2029; alzare il turnover del personale dal 75 al 100%, evitando il rischio di un vero e proprio blocco delle assunzioni: la norma attuale prevede infatti che le nuove assunzioni avvengano sulla base delle risorse risparmiate dalle cessazioni di personale dall’anno precedente, modalità non praticabile e in contrasto con gli adempimenti contrattuali ora in vigore, che utilizzano proprio per il personale già presente il risparmio ottenuto dalle stesse cessazioni. Questo circolo vizioso porterebbe di fatto al blocco delle assunzioni prima citato e, come Enti locali, non possiamo permettercelo, alla luce di organici già minimi rispetto alle esigenze di servizio”.

Restiamo aperti a un confronto con il Governo su questi aspetti – conclude Marcon – e naturalmente l’auspicio, condiviso da tutti i Presidenti delle Province Venete e dalla Città Metropolitana di Venezia, è che finalmente dall’anno prossimo si possa definire un orizzonte chiaro per i nostri Enti, lasciandoci finalmente alle spalle gli effetti dannosi della Delrio che trasciniamo da dieci anni”.

Manovra 2025, le Province Venete chiedono riduzione dei tagli e turnover 100%

Si è svolto oggi al Sant’Artemio il Consiglio Direttivo UPI Veneto: al centro della discussione, le progettualità in vista dell’Assemblea Nazione delle Province Italiane, in programma il 10 e 11 dicembre a Roma, e gli emendamenti richiesti dalle Province rispetto alla legge di bilancio 2025. A prendere parte alla riunione, Stefano Marcon, presidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, Roberto Padrin, vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, insieme al vice segretario Franco Nicastro, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, insieme al segretario generale Francesco Corsaro, Carlo Rapicavoli, segretario generale UPI Veneto, Michele Fratino, segretario generale della Città Metropolitana di Venezia e Massimo Cremonese, responsabile finanziario UPI Veneto.

L’incontro di oggi è stato fondamentale per condividere alcune iniziative in vista dell’Assemblea Nazionale UPI fissata per il 10 e 11 dicembre a Roma, alla quale auspichiamo partecipi anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come avvenuto l’anno scorso al Teatro Stabile dell’Aquila – le parole di Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – quest’anno è particolarmente significativo per tutte le Province del Paese, perché ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 “Delrio”: l’Assemblea nella Capitale, durante la quale verranno eletti il nuovo presidente UPI nazionale e gli 11 nuovi componenti del Direttivo, sarà occasione anche per ripercorrere quanto accaduto nell’ultimo decennio ai nostri Enti e, di conseguenza, condividere gli effetti disastrosi di quella norma sui territori di competenza. L’auspicio è che questa data dia nuovamente slancio al tema e faccia ripartire la discussione in Senato sul Testo Unico per la riforma delle Province, che riporterebbe finalmente all’elezione diretta e democratica dei Presidenti, attuando così pienamente quanto previsto dalla Costituzione, proprio come ricordato dal Presidente Mattarella l’anno scorso”.

Secondo aspetto, le criticità della manovra di bilancio 2025, sulle quali avevamo già espresso preoccupazione per la mancanza di una pianificazione precisa sugli investimenti nel prossimo triennio, in particolare per quanto riguarda edilizia scolastica e viabilità provinciale, e il rischio di un blocco delle assunzioni causato dal limite del turnover al 75% – continua Marcon – a tal proposito, come UPI abbiamo raccolto le proposte di emendamento alla legge, chiedendo al Governo chiarezza su questi punti e nello specifico: il raddoppio del fondo destinato alle Province e alle Città Metropolitane, passando da 50 a 100 milioni annui, per il quinquennio 2025-2030, che permetterebbe di coprire buona parte dello squilibrio di comparto per oltre 850 milioni, in Italia, che stiamo portando avanti dal 2014, sempre per effetto della Delrio; la rimodulazione del contributo alla finanza pubblica, riducendolo a 20 milioni annui anziché 30 per il triennio 2026-2028 e a 30 milioni anziché 50 per il 2029; alzare il turnover del personale dal 75 al 100%, evitando il rischio di un vero e proprio blocco delle assunzioni: la norma attuale prevede infatti che le nuove assunzioni avvengano sulla base delle risorse risparmiate dalle cessazioni di personale dall’anno precedente, modalità non praticabile e in contrasto con gli adempimenti contrattuali ora in vigore, che utilizzano proprio per il personale già presente il risparmio ottenuto dalle stesse cessazioni. Questo circolo vizioso porterebbe di fatto al blocco delle assunzioni prima citato e, come Enti locali, non possiamo permettercelo, alla luce di organici già minimi rispetto alle esigenze di servizio”.

Restiamo aperti a un confronto con il Governo su questi aspetti – conclude Marcon – e naturalmente l’auspicio, condiviso da tutti i Presidenti delle Province Venete e dalla Città Metropolitana di Venezia, è che finalmente dall’anno prossimo si possa definire un orizzonte chiaro per i nostri Enti, lasciandoci finalmente alle spalle gli effetti dannosi della Delrio che trasciniamo da dieci anni”.

Valorizzazione del patrimonio pubblico, UPI alla Cabina di Regia al MEF

“La valorizzazione e dismissione del patrimonio statale non è solo un’operazione economica di finanza pubblica, ma è anche l’occasione di portare avanti una rilevante opera di rigenerazione urbana. Servono però strumenti e procedure amministrative semplificate, soprattutto di ordine urbanistico, che consentano la riconversione dei beni dismessi”.

Lo ha detto il Vicepresidente di UPI, Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo alla seduta di insediamento della Cabina di Regia per l’individuazione delle direttive in materia di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, riunita oggi a Ministero dell’Economia alla presenza del Ministro Giorgetti.

“Le Province – ha detto il Vicepresidente UPI al Ministro Giorgetti – possono avere un ruolo chiave nella rideterminazione delle destinazioni utili per fini pubblici ma anche per altri fini di natura privatistica. Questo tavolo – ha concluso Caruso – è strategico perché ci permetterà di dare impulso al programma di dismissioni in maniera coordinata tra Governo e istituzioni locali”.

Valorizzazione del patrimonio pubblico, UPI alla Cabina di Regia al MEF

“La valorizzazione e dismissione del patrimonio statale non è solo un’operazione economica di finanza pubblica, ma è anche l’occasione di portare avanti una rilevante opera di rigenerazione urbana. Servono però strumenti e procedure amministrative semplificate, soprattutto di ordine urbanistico, che consentano la riconversione dei beni dismessi”.

Lo ha detto il Vicepresidente di UPI, Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo alla seduta di insediamento della Cabina di Regia per l’individuazione delle direttive in materia di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, riunita oggi a Ministero dell’Economia alla presenza del Ministro Giorgetti.

“Le Province – ha detto il Vicepresidente UPI al Ministro Giorgetti – possono avere un ruolo chiave nella rideterminazione delle destinazioni utili per fini pubblici ma anche per altri fini di natura privatistica. Questo tavolo – ha concluso Caruso – è strategico perché ci permetterà di dare impulso al programma di dismissioni in maniera coordinata tra Governo e istituzioni locali”.

Manovra, Upi Lazio si associa alle richieste dell’UPI

Questa mattina, durante l’audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Manovra 2025, l’UPI ha chiesto che sia cancellato il taglio del turn over e che venga previsto un piano triennale di investimenti sull’Edilizia scolastica a partire dal 2026 per proseguire la costruzione di nuove scuole e palestre, e un piano triennale di investimenti sulla viabilità provinciale per la messa in sicurezza della rete viaria che possa disporre infrastrutture in grado di contrastare il dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici.

La legge di bilancio non prevede risorse per attuare la riforma delle Province, da tutti evocata ma ancora una volta rinviata. Parlamento e Governo hanno espresso la necessità di avviare una riforma per restituire forza alle Province. Occorre che traducano questi impegni in interventi e atti puntuali.

Il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli, esprime criticità e preoccupazione: “non troviamo all’interno della manovra norme che promuovano la riforma della PA e il rafforzamento della capacità amministrativa, in particolare delle Province. Occorre dare alle Province, anche dopo il PNRR, per la caratterizzazione che esse hanno avuto in questi anni – prospettive di rilancio degli investimenti che permettano di promuovere uno sviluppo sostenibile dei territori”.

 

Manovra, Upi Lazio si associa alle richieste dell’UPI

Questa mattina, durante l’audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Manovra 2025, l’UPI ha chiesto che sia cancellato il taglio del turn over e che venga previsto un piano triennale di investimenti sull’Edilizia scolastica a partire dal 2026 per proseguire la costruzione di nuove scuole e palestre, e un piano triennale di investimenti sulla viabilità provinciale per la messa in sicurezza della rete viaria che possa disporre infrastrutture in grado di contrastare il dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici.

La legge di bilancio non prevede risorse per attuare la riforma delle Province, da tutti evocata ma ancora una volta rinviata. Parlamento e Governo hanno espresso la necessità di avviare una riforma per restituire forza alle Province. Occorre che traducano questi impegni in interventi e atti puntuali.

Il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli, esprime criticità e preoccupazione: “non troviamo all’interno della manovra norme che promuovano la riforma della PA e il rafforzamento della capacità amministrativa, in particolare delle Province. Occorre dare alle Province, anche dopo il PNRR, per la caratterizzazione che esse hanno avuto in questi anni – prospettive di rilancio degli investimenti che permettano di promuovere uno sviluppo sostenibile dei territori”.

 

Zanni, UPI E-R “stretta alle risorse e limiti alle assunzioni di Province ed enti locali: cosi’ non va”

I numeri non sono definitivi, visto che la manovra di bilancio non è ancora legge definitiva dello Stato, ma sono già in forte allarme gli amministratori e gli enti locali dopo aver appreso dell’ipotesi del Governo di introdurre nuovi vincoli di bilancio, tagli economici e tetti alle assunzioni del personale di Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane.

Molto preoccupato Giorgio Zanni, il Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio-Emilia: “Il disegno di legge di bilancio, così come si presenta oggi, non solo non prevede risorse economiche in grado di sanare gli squilibri certificati dalla stessa commissione tecnica nazionale in tema di mancate risorse destinate a tutte le province italiane per far fronte alle funzioni fondamentali attribuite per legge, ma va ben oltre. Al momento, infatti, sarebbero imposti “accantonamenti obbligatori” sulla spesa corrente per circa 1,5 miliardi nei prossimi 5 anni – 140 milioni per il 2025, 290 milioni per il 2026, 2027, 2028 e di 490 milioni per il 2029 – risorse che saranno fisicamente in disponibilità di Province, Comuni, Regioni e Città metropolitane, ma che non potrebbero essere utilizzate e non potrebbero dunque finanziare servizi pubblici a favore di cittadini ed imprese. A tali limitazioni si aggiungerebbero poi quelle sull’assunzione di nuovo personale, con l’introduzione del turnover al 75%, che, in un momento decisamente molto delicato e di intenso lavoro, derivante anche dalla gestione straordinaria di risorse e rendicontazioni del PNRR, rischia di minare il lavoro e la stabilità di Province ed enti locali”.

La partita, tuttavia, non è ancora chiusa, il 4 novembre dovrebbero iniziare le audizioni sulla manovra in commissione bilancio alla Camera.

“Auspichiamo che l’atteggiamento emerso da questi primi documenti del Governo rispetto a Province ed Enti Locali trovi una profonda correzione nell’iter parlamentare che porterà all’approvazione della definitiva legge di bilancio – commenta Zanni – perché, se così non fosse, è evidente che tali scelte graverebbero pesantemente sulla capacità di erogazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali e sui cittadini che hanno il diritto di beneficiarne.

E, ancora: “leggiamo con preoccupazione di tagli al fondo per la messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici pubblici, di tagli al fondo per la progettazione e per gli studi di fattibilità di nuove opere e infrastrutture, tagli che rischierebbero di bloccare gli investimenti una volta ultimate le opere relative alle risorse del PNRR. Misure – prosegue Zanni – che, se non profondamente riviste, si aggiungerebbero a quelle della passata manovra e rischierebbero di trascinare Province ed enti locali al collasso. Uno scenario inaccettabile per enti ed amministratori locali che rappresentano, ogni giorno, l’interlocutore più vicino e di maggior fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.”

 

Zanni, UPI E-R “stretta alle risorse e limiti alle assunzioni di Province ed enti locali: cosi’ non va”

I numeri non sono definitivi, visto che la manovra di bilancio non è ancora legge definitiva dello Stato, ma sono già in forte allarme gli amministratori e gli enti locali dopo aver appreso dell’ipotesi del Governo di introdurre nuovi vincoli di bilancio, tagli economici e tetti alle assunzioni del personale di Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane.

Molto preoccupato Giorgio Zanni, il Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio-Emilia: “Il disegno di legge di bilancio, così come si presenta oggi, non solo non prevede risorse economiche in grado di sanare gli squilibri certificati dalla stessa commissione tecnica nazionale in tema di mancate risorse destinate a tutte le province italiane per far fronte alle funzioni fondamentali attribuite per legge, ma va ben oltre. Al momento, infatti, sarebbero imposti “accantonamenti obbligatori” sulla spesa corrente per circa 1,5 miliardi nei prossimi 5 anni – 140 milioni per il 2025, 290 milioni per il 2026, 2027, 2028 e di 490 milioni per il 2029 – risorse che saranno fisicamente in disponibilità di Province, Comuni, Regioni e Città metropolitane, ma che non potrebbero essere utilizzate e non potrebbero dunque finanziare servizi pubblici a favore di cittadini ed imprese. A tali limitazioni si aggiungerebbero poi quelle sull’assunzione di nuovo personale, con l’introduzione del turnover al 75%, che, in un momento decisamente molto delicato e di intenso lavoro, derivante anche dalla gestione straordinaria di risorse e rendicontazioni del PNRR, rischia di minare il lavoro e la stabilità di Province ed enti locali”.

La partita, tuttavia, non è ancora chiusa, il 4 novembre dovrebbero iniziare le audizioni sulla manovra in commissione bilancio alla Camera.

“Auspichiamo che l’atteggiamento emerso da questi primi documenti del Governo rispetto a Province ed Enti Locali trovi una profonda correzione nell’iter parlamentare che porterà all’approvazione della definitiva legge di bilancio – commenta Zanni – perché, se così non fosse, è evidente che tali scelte graverebbero pesantemente sulla capacità di erogazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali e sui cittadini che hanno il diritto di beneficiarne.

E, ancora: “leggiamo con preoccupazione di tagli al fondo per la messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici pubblici, di tagli al fondo per la progettazione e per gli studi di fattibilità di nuove opere e infrastrutture, tagli che rischierebbero di bloccare gli investimenti una volta ultimate le opere relative alle risorse del PNRR. Misure – prosegue Zanni – che, se non profondamente riviste, si aggiungerebbero a quelle della passata manovra e rischierebbero di trascinare Province ed enti locali al collasso. Uno scenario inaccettabile per enti ed amministratori locali che rappresentano, ogni giorno, l’interlocutore più vicino e di maggior fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.”

 

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