Categoria: Bilanci e Finanza

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Federalismo: domani le Province incontrano il Ministro Calderoli

Il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Vice Presidente Vicario Dario Galli, responsabile per il federalismo fiscale, incontreranno domani alle 12,30 il Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, presso la sede del Ministero in Piazza San Lorenzo in Lucina.
“Al Governo – sottolinea il Presidente Castiglione – ribadiremo le nostre richieste sulle criticità che abbiamo rilevato nel testo del decreto sull’autonomia tributaria delle Province, e che abbiamo già evidenziato nell’Audizione alla Commissione Bicamerale per il federalismo fiscale. Ci aspettiamo dal Ministro risposte, perché così com’è, alle Province non è assicurata quella autonomia finanziaria indispensabile, se davvero vogliamo riformare il Paese in senso federalista.
Riteniamo – spiega Castiglione – che il meccanismo della compartecipazione all’Irpef debba essere modificato, perché non assicura il legame con il reddito prodotto sul territorio e non prevede dinamicità del gettito. Questo vuol dire che non c’è garanzia di copertura delle funzioni delle Province. La mancata fiscalizzazione dei trasferimenti regionali destinati alle spese per gli investimenti, poi, crea un buco di 1,5 miliardi nei bilanci provinciali e mette seriamente a rischio gli interventi per la messa in sicurezza delle scuole, delle strade, per la difesa dell’ambiente e il contrasto al dissesto idrogeologico.
Siamo fiduciosi  – conclude il Presidente dell’Upi – che nell’incontro di domani  con il Ministro Calderoli sarà possibile proseguire sulla strada del dialogo e del confronto, che fino ad oggi ha caratterizzato il percorso di attuazione del federalismo fiscale, e che riusciremo a trovare soluzioni adeguate ad assicurare anche per le Province l’indispensabile autonomia tributaria”.

Federalismo: le Province chiedono un incontro urgente a Calderoli

“Nel decreto sul federalismo fiscale delle Province ci sono ancora molti nodi da sciogliere, e c’è il rischio concreto che non si arrivi a definire una reale autonomia tributaria per le Province, senza la quale non si può parlare di vero federalismo”.
E’ quanto scrive oggi il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera indirizzata al Ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli,  con la richiesta di “un incontro urgente, per affrontare questi nodi e trovare soluzioni utili, nel consueto spirito di collaborazione e cooperazione istituzionale che ha ispirato e contraddistinto fin qui tutto il processo di costruzione del federalismo fiscale”.
“Non vogliamo in alcun modo mettere in discussione l’Intesa che è stata raggiunta in Conferenza Unificata, che per noi rappresenta un passaggio essenziale, ma non possiamo non evidenziare le criticità che si stanno determinando. La compartecipazione all’Irpef, che avrebbe dovuto, nelle nostre intenzioni, essere lo strumento in grado di garantire l’autonomia agli Enti – sottolinea Castiglione – in realtà, per come è definita adesso, non è altro che l’ennesimo trasferimento erariale.
Occorre invece  rendere la compartecipazione Irpef agganciata all’andamento dell’economia del territorio, come deve essere un tributo davvero federalista. Senza autonomia non c’è nemmeno la responsabilità, l’altro principio guida di tutto questo processo.
Per questo ieri in Commissione Bicamerale abbiamo chiesto di intervenire sul testo per modificarlo, assicurando alle Province le risorse necessarie per coprire tutte le funzioni che sono loro assegnate, dalla difesa dell’ambiente alla promozione del lavoro, dalla messa in sicurezza delle scuole e delle strade alle politiche per la formazione.
Ci rivolgiamo oggi al Ministro Calderoli – conclude il Presidente Castiglione – perché siamo certi che, con un confronto franco e sereno sarà possibile arrivare nel breve tempo ad un chiarimento, che ci consenta di raggiungere quell’obiettivo cui tutti miriamo e su cui non faremo mai venire meno il nostro impegno, di riforma federale del Paese”.

BANKITALIA ELOGIA GLI ENTI LOCALI SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO

“Le rilevazioni della Banca d’Italia, che confermano un calo del debito pubblico degli Enti locali, sono un segnale nettamente positivo per i conti del Paese e danno conto del concorso del comparto delle Province agli obiettivi di riduzione dell’indebitamento netto della P.A.”.: il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Giuseppe Castiglione, commenta così il calo dell’indebitamento delle Province tra il 2009 e il 2010, passato – secondo quanto riportato dalla Banca d’Italia – da 9,1 a 9 miliardi di euro.
“Il risanamento finanziario che da alcuni anni le Province stanno virtuosamente mettendo in atto risulta con chiarezza dai dati di Banca d’Italia, nei quali – rileva Castiglione – emerge da un lato il controllo dell’incremento del nuovo debito e dall’altro la diminuzione complessiva dello stock di debito pregresso. Il valore dei dati è ancor più evidente se si tiene conto del fatto che le entrate delle Province sono bloccate legislativamente e risultano anche in calo per effetto della congiuntura economica negativa. Un’ulteriore conferma che le Province sono tra le istituzioni che piu” di tutte riescono a gestire virtuosamente i propri bilanci. E che chi continua a parlare di sprechi – conclude – lo fa per pura propaganda, contro ogni analisi economica reale”.

Castiglione: “Il federalismo non si blocca”

“Sono certo – ha aggiunto – che nei prossimi giorni il confronto tra Comuni, Parlamento e Governo, porterà a soluzioni condivise, come hanno chiarito anche il Ministro Calderoli e il Presidente La Loggia”. Quanto all’autonomia tributaria delle Province, Castiglione ha ribadito il parere positivo dell’Upi sullo schema di decreto legislativo su cui c’é stata l’intesa in Conferenza unificata. “Il testo è stato modificato e sono state accolte molte delle nostre richieste, prima fra tutti la garanzia di una vera autonomia, attraverso la compartecipazione all’Irpef, e la possibilità di controllare e contrastare l’ evasione fiscale. Certo, ci sono ancora cose da risolvere, a partire dai tagli ai bilanci, ma crediamo che nel dibattito parlamentare potremo risolverli. La vera priorità è riuscire a far marciare insieme la riforma fiscale e quella istituzionale, perché senza la Carta dell’autonomie e la definizione certa del ‘chi fa che cosa’ rischiamo di non risolvere i conflitti istituzionali. Ma soprattutto – ha concluso – non si elimineranno tutti quei centri di spesa che nascono come sovrastrutture, enti, società, consorzi, che amministrano lontani dal controllo democratico, producendo sprechi e burocrazie inutili”.

Federalismo: Intesa, accolte le richieste delle Province

“L’intesa raggiunta ieri tra Regioni, Province, Comuni e Governo segna una svolta decisiva nel percorso di attuazione del federalismo fiscale. Non possiamo che essere soddisfatti, perché le proposte dell’Upi sono state accolte e grazie alle modifiche introdotte, il sistema tributario previsto per le Province potrà assicurare davvero la semplificazione dei tributi, la cancellazione della finanza derivata, la piena autonomia delle Province, favorendo anche il contrasto all’evasione fiscale. Tutti obiettivi che avevamo posto come determinanti ai tavoli di confronto”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sull’intesa raggiunta ieri in conferenza Unificata sull’autonomia tributaria di Regioni, Province e Comuni.
“Il decreto – aggiunge Castiglione –  grazie a questa intesa, arriverà in Parlamento forte del sostegno di tutte le autonomie territoriali, e sono certo che questo favorirà il dibattito e renderà più rapido l’iter di approvazione definitiva”.

Nel dettaglio, alcune delle richieste più importanti avanzate dall’Upi, introdotte con l’Intesa.

Autonomia tributaria e fine della finanza derivata
Oltre ai tributi sulla gomma (Rca e Ipt), le Province beneficeranno di una quota di compartecipazione all’Irpef. Questo consentirà di semplificare il sistema tributario, con l’eliminazione dell’addizionale sull’energia elettrica, assicurando allo stesso tempo la copertura delle risorse fino ad oggi derivate dai trasferimenti nazionali.
Cancellata anche tutta la finanza derivata regionale, con la compartecipazione al bollo auto. In caso di incapienza del gettito relativo al bollo auto, l’Upi ha ottenuto dalle Regioni l’assicurazione della compartecipazione ad un altro tributo regionale.

Attività di controllo e contrasto all’evasione
Alle Province è assicurato il controllo delle banche dati relative ai tributi RCA e IPT. Questo consentirà alle singole Province di avere il controllo sui tributi versati e di attuare politiche di contrasto all’evasione fiscale.

Più inquini, più paghi
L’Upi ha chiesto ed ottenuto l’introduzione di un sistema di regolamentazione del tributo IPT, attraverso cui le tariffe dei tributi saranno modulate a seconda del livello di inquinamento della macchina cui si applicano.

I nodi ancora aperti
Resta aperto il nodo della fiscalizzazione dei trasferimenti in conto capitale dallo Stato e dalle Regioni, che per le Province ammonta a 1,5 miliardi di euro. L’Upi presenterà su questo tema proposte di emendamento in Parlamento.

ANNULLATA LA SEDUTA DELLA CONFERENZA UNIFICATA

“Non bastava la chiusura della Camera: ora si chiudono anche le sedi della concertazione. Non comprendiamo il motivo per cui oggi non si sia potuta svolgere la riunione della Conferenza Unificata.

Questa ulteriore sospensione ci ha impedito di esprimere il nostro parere in merito al sistema tributario per le Province che il Governo ha previsto con in decreto sull’autonomia fiscale”. Lo dichiara Antonio Saitta, vice presidente Vicario Upi e Presidente della Provincia di Torino, in merito all’annullamento della Conferenza Unificata prevista per oggi.

“Avevamo pronte le nostre proposte e le richieste delle Province: in particolare avremmo chiesto assicurazioni in merito ai meccanismi per assicurare l’utilizzo delle risorse per gli investimenti nell’edilizia scolastica, nella manutenzione delle strade e nelle infrastrutture in genere. Questa mancata riunione non ci soddisfa”.

TAGLIO AI TRAFERIMENTI PER LE PROVINCE

Pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno la tabella relativa alla riduzione dei trasferimenti erariali per l’anno 2011 per le Province, ai sensi dell’art. 14 del dl 78/10.

Per andare alla pagina, clikkate nel link.

TAVOLO TECNICO PER LA FISCALITA’ LOCALE

In allegato il Verbale del Tavolo Tecnico per la fisclaità locale del 25 novembre 2010.

Documenti allegati:

Le congratulazioni dell’Upi al nuovo Presidente della Consob, Giuseppe Vegas

“A nome dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi e di tutte le Province rivolgo le più sentite congratulazioni a Giuseppe Vegas, per il suo incarico alla presidenza della Consob”.
E’ il messaggio di Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Upi, che prosegue: “con Giuseppe Vegas in questi anni, nei diversi incarichi ricoperti e in particolare nel suo ruolo di Viceministro dell’Economia,  abbiamo costruito un rapporto di profonda stima e amicizia. Le sue capacità, prima di tutto umane, la sua preparazione, la grande competenza e  autorevolezza confermano la validità della scelta del Governo per questo incarico. Siamo certi che la guida del  nuovo Presidente Vegas porterà un valore aggiunto decisivo alla Consob”.

Riforma della riscossione e scadenza del periodo transitorio al 31 dicembre 2010.

“Egregio Ministro, come è noto, l’articolo 3, comma 25, del decreto legge n.203 del 2005, convertito con legge n.248 del 2005, prevede che il periodo transitorio della riforma della riscossione disposta dalla medesima norma, termini al 31 dicembre 2010. Nel corso di tale periodo veniva concessa ai Comuni ed alle Province la facoltà di prorogare i contratti di affidamento dei servizi di riscossione ed eventualmente di accertamento delle entrate locali intrattenuti con soggetti esterni abilitati a norma dell’articolo 52, comma 5, del d.lgs. n. 446 del 1997, in essere al settembre 2005.
La scadenza del 31 dicembre impone scelte difficili ed onerose a tutti gli enti locali che non abbiano proceduto, nel corso del passato quinquennio, ad assegnazioni del servizio di riscossione secondo le procedure previste ordinariamente dalla legge (d.lgs. n. 446 del 1997, art. 52 con procedure di affidamento analoghe a quelle dei servizi pubblici locali)”. Questo il contenuto della lettera inviata dal Presidente dell’Upi, Castiglione, e dal Presidente dell’Anci, Chiamparino.
“Le difficoltà – chiariscono nella missiva – risiedono, in particolare, con riferimento alla riscossione coattiva che viene tuttora effettuata dalla gran parte dei Comuni e delle Province attraverso l’emissione dei ruoli coattivi affidati agli agenti della riscossione (Gruppo Equitalia).
Stanno pervenendo in queste settimane numerose sollecitazioni da diversi enti, che segnalano tra l’altro l’esistenza di aree di incertezza nella disciplina di un comparto delicato come è quello della riscossione delle entrate locali e delle aziende abilitate ad operarvi.
Va altresì ricordato che il processo di attribuzione di nuovi e più ampi ambiti di autonomia fiscale alle regioni e agli enti locali – prosegue il testo – è ormai in corso e che anche le modalità gestionali andranno a breve armonizzate con i criteri direttivi della legge delega sul federalismo fiscale n.42 del 5 maggio 2009 e in particolare con gli articoli 25 ”Principi e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni” e 26 “Contrasto dell’evasione fiscale”, investendo necessariamente anche il campo dell’accertamento e della riscossione.
Appare pertanto urgente una riflessione circa la sostenibilità della scadenza del 31 dicembre p.v. ed una valutazione dell’opportunità di procedere ad una proroga, eventualmente limitata ai soli servizi di riscossione coattiva, che renda tecnicamente possibili gli adeguamenti normativi e regolamentari che sembrano assolutamente necessari, anche alla luce dei diversi aspetti ordinamentali, tra i quali la salvaguardia di principi di trasparenza e libera concorrenza, che l’Anci e l’UPI  ritengono inderogabili.
L’Anci e l’UPI  – sottolineano i due Presidenti al Ministro – ritengono altresì che tali principi debbano essere perseguiti nell’ambito di un sistema di regole chiare ed applicabili nelle diverse realtà locali.
Le problematiche della riscossione delle entrate pubbliche erariali e locali non possono, infatti, essere affrontate in modo avulso dalle effettive capacità dei sistemi normativi, procedurali ed organizzativi nel cui ambito esse devono trovare efficiente soluzione.
Nell’assicurare la massima collaborazione delle Associazioni per la ricerca di una positiva soluzione alle problematiche sollevate – concludono Castiglione e Chiamparino – ci auguriamo di poter acquisire l’orientamento del Governo sulla cui base attivare un utile confronto per un tempestivo intervento normativo”.

FINANZIARIA E MAXIEMENDAMENTO

“Le riposte che ci vengono dal Governo con il maxiemendamento non ci soddisfano perché sono parziali, e soprattutto non intervengono a risolvere la vera questione che avevamo sollevato e su cui c’era stato a luglio un impegno preciso del Ministro dell’economia: l’innalzamento almeno al 4% dei residui passivi da utilizzare per pagare i fornitori e rilanciare gli investimenti sul territorio”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo a Padova, all’Assemblea dell’Anci, commentando le misure previste dal maxiemendamento del Governo alla Legge di stabilità, che prevede per gli enti locali 480 milioni di euro per alleggerire il patto di stabilità di Province e Comuni. “Non solo le risorse a disposizione di Province e Comuni sono davvero poche – aggiunge Castiglione –  ma si introducono una serie di deroghe, dall’expo di Milano alle ordinanze di Protezione civile, che di fatto svuotano completamente il provvedimento. 
Torniamo a ribadire l’urgenza di sbloccare i residui passivi – conclude il Presidente dell’Upi – perché si tratta di risorse indispensabili per sostenere le economie locali e per assicurare alle imprese quella liquidità, senza cui molte rischiano il fallimento. Avevamo chiesto misure che ci permettessero di riprendere ad investire nella sicurezza delle scuole, nella manutenzione delle strade, nel contrasto al rischio idrogeologico: il maxiemendamento non offre nessuna risposta a queste che sono vere priorità del Paese”.

Federalismo fiscale e decreto sui fabbisogni standard

“Il parere espresso oggi in Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, secondo cui alle Province e i Comuni delle Regioni a statuto speciale non si dovrebbe applicare quanto previsto dal decreto sui fabbisogni standard non ci convince, perché non è in linea con quanto stabilito dalla legge 42, ma soprattutto perché rischia, come affermato dalla stessa Copaff, di dare il via ad un federalismo fortemente mutilato, escludendo di fatto una parte importante del Paese dalla riforma”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alla notizia del parere espresso sul decreto sui fabbisogni standard, che domani dovrebbe essere votato dalla Commissione per poi tornare al Consiglio dei Ministri.

“Ci sono ragioni di ordine puramente normativo che  ci fanno contestare questa posizione, e cioè che nella legge 42 mai è scritto che il federalismo fiscale non possa essere attuato nelle Province e nei Comuni delle Regioni a statuto speciale.  

Ma c’è soprattutto una considerazione di ordine prettamente politico, perché è evidente che tagliare fuori parte del Paese da questo processo significa non assicurare l’avvio del federalismo fiscale su tutto il territorio nazionale ed escludere intere comunità da un epocale processo di riorganizzazione del sistema economico e finanziario che è destinato a favorire una maggiore trasparenza, funzionalità ed efficientemente  della macchina pubblica.

E non si può pensare di lasciare un tema così determinate per il futuro del Paese in mano alle sole Regioni a Statuto Speciale, perché si rischia di incorrere in ritardi assurdi, se non nel totale blocco dell’avvio del processo. Cito il caso della Regione Siciliana, dove la fantomatica Commissione paritetica che avrebbe il compito di recepire le norme non ha nemmeno ancora iniziato a lavorare, nonostante ormai l’attuazione del federalismo fiscale abbia fatto notevoli passi in avanti con il decreto sul federalismo demaniale approvato, e quelli sui fabbisogni standard di Province e Comuni e sull’autonomia tributaria a un passo dall’approvazione.

Questo vuol dire che la Sicilia è già oggi in forte ritardo e rischia di restare al palo, mentre il resto del Paese inizia a correre. Per questo – conclude Castiglione – ci auguriamo che domani la Commissione possa esprimersi in maniera differente e ritornare su questa posizione, consentendo a tutti i gli enti locali di partire insieme nell’attuazione del federalismo”.

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