Categoria: Bilanci e Finanza

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Manovra: i tagli alle Province

La manovra finanziaria per le Province è pesante, per l’ammontare dei tagli dei trasferimenti erariali alle Province, ma è indispensabile riequilibrare i tagli agli enti locali. E’ quanto si legge nel documento che l’Upi ha consegnato ieri alla Commissione Bilancio del Senato, nell’audizione sulla manovra finanziaria.
Nel dettaglio, il DL 78/2010 stabilisce per le Province un taglio dei trasferimenti pari a 300 milioni di euro nel 2011; 500 milioni di euro per il 2012, che, aggiunti ai tagli previsti per Regioni e Comuni, determina una cifra complessiva per il comparto di 15,3 miliardi: ben oltre la metà del totale.
“Una manovra – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che non è equilibrata nel peso tra tagli allo Stato e tagli agli enti locali, e neppure nella ripartizione del peso del patto di stabilità sui singoli enti: attualmente solo 69 province su 100 contribuiscono alla manovra di comparto, essendo stata fotografata al 2007 la loro situazione di disavanzo, mentre le altre 31 non contribuiscono poiché in avanzo. Le regole del patto di stabilità, ancora una volta, ignorano il processo di miglioramento che nel tempo gli enti hanno realizzato sino a raggiungere saldi di bilancio di segno positivo”.
Il taglio dei trasferimenti infatti colpisce solo quelle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali (sono 22 quelle che hanno azzerato la contribuzione da parte dello Stato) e che quindi, per definizione, non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata. Gli enti interessati si troveranno a dover gestire risorse ridotte di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% a partire dal 2012.
“La manovra – ha aggiunto Castiglione -ha un duplice impatto sulle Province: accanto al taglio dei trasferimenti, gli enti si troveranno anche a gestire la carenza dei trasferimenti che vengono tagliati alle Regioni. I 4 miliardi per il 2011 e i 4,5 del 2012 che verranno tagliati alle Regioni, rappresentano in parte, infatti, risorse che vengono trasferite agli enti locali per funzioni attribuite e o delegate e che dunque trovano quale destinazione finale i bilanci delle Province stesse. Vuol dire sommare ai tagli diretti alle Province, altri tagli indiretti.
Se invece il miglioramento dell’indebitamento richiesto alle Province con la manovra si realizzasse all’interno di un nuovo patto di stabilità interno, che ridefinisca gli obiettivi per il triennio 2011-2013, si potrebbero trovare modalità più adeguate e sicuramente più coerenti e tollerabili, per liberare risorse a favore di investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico, individuando anche sistemi di sanzioni e premialità, legati ad indicatori come la riduzione del debito o il contenimento delle spese di personale”.

Della manovra finanziaria e del suo impatto sul federalismo fiscale si parlerà il 18 giugno prossimo a Treviso, nel convegno “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità”, in programma presso l’Auditorium della Provincia, a Sant’Artemio. Tra gli altri, interverranno il Vice Presidente di Confindustria per il federalismo e le autonomie, Antonio Costato, e chiuderà i lavori il Ministro per la Semplificazione Sen. Roberto Calderoli.

 In allegato, il documento consgenato in audizione e la scheda con i tagli per provincia

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La posizione dell’UPI Emilia-Romagna sulla manovra.

Vincenzo Bernazzoli, Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Parma è desolato di fronte alla scure pesantissima che taglia le gambe agli enti locali e sostiene che “la manovra estiva prevista dal Governo (D.L. 78/2010) per gli anni 2011 – 2012 provoca un ulteriore taglio ai bilanci delle 9 Province dell’Emilia-Romagna di oltre 21.800.000 euro per il 2011 e di più di 36.400.000 euro per il 2012 sul totale dei bilanci certificati di oltre 1.335.000.000 di euro. E tutto ciò in un momento in cui le entrate proprie delle Province, che sono notoriamente legate al mercato dell’automobile, dell’RC auto e dei consumi di energia elettrica, sono calate del 4% rispetto all’anno precedente, mentre i trasferimenti dallo stato alle Province si sono ridotti del 15%”. “E’ una manovra inaccettabile” – prosegue Bernazzoli – “come hanno giustamente dichiarato il Presidente Vasco Errani e i Sindaci dell’Emilia-Romagna, si tratta di una manovra che porta gli enti locali sull’orlo della paralisi e che mette ulteriormente a rischio la grande rete della viabilità provinciale, già fortemente provata dal maltempo e dalle frane.” “La crisi colpisce anche i 180 plessi scolastici superiori che accolgono oltre 160.000 studenti, e gli altri importanti servizi (formazione professionale e lavoro – centri per l’impiego) erogati dalle Province alle famiglie e alle imprese”, rincara il Presidente di UPI e prosegue evidenziando come le Province, per far fronte alla crisi economica e occupazionale abbiano fatto la propria parte “stanziando oltre € 14.000.000 di euro per aiuti alle imprese, e più di 2.700.000 euro di aiuti alle famiglie. Hanno contribuito a salvare 6500 posti di lavoro e ad assistere, con gli ammortizzatori sociali, oltre 29.000 lavoratori in crisi”. “La manovra – prosegue il Presidente – aggrava ulteriormente i vincoli del patto di stabilità, ponendo un forte limite agli investimenti delle Province virtuose, e dimentica che Province, Comuni e Regioni rappresentano il 70% degli investimenti pubblici del Paese. “Se si toglie alle Province la possibilità di fare investimenti in opere pubbliche – prosegue amareggiato Bernazzoli – si contribuisce a deprimere il sistema delle piccole e medie imprese di costruzioni che vive prevalentemente, data la crisi del mercato immobiliare, di piccole e medie opere pubbliche”. “Confidiamo – conclude il Presidente – che in sede di conversione in legge del decreto si ponga rimedio e si tenga presente che, senza gli enti locali il Paese non cammina”.

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Convegno Nazionale : Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità

L’avvio dell’iter parlamentare dei decreti legislativi attuativi del federalismo fiscale, ai sensi della legge delega n. 42/09, impone un momento di approfondimento e confronto sulla delicata fase attuale, nell’ottica della costruzione di un modello di fiscalità provinciale, in un assetto federalista, che rappresenterà un momento di profondo mutamento del sistema tributario provinciale e dell’interno sistema Paese, nonché un passo decisivo verso nuovi assetti interistituzionali in materia finanziaria.
E’ per questo motivo che l’UPI ha deciso di organizzare un Convegno Nazionale sul tema “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità” che si svolgerà il prossimo 18 giugno a Treviso, presso la Sala Auditorium della Provincia (Via Cal di Breda 116).

Sarà l’occasione per approfondire gli aspetti di maggiore ed immediato impatto sulle politiche di programmazione delle Province nonché, attraverso l’apporto di rappresentanti del Governo e del Parlamento, poter acquisire un più ampio e completo panorama delle riforme in essere. Il Convegno sarà concluso dal Ministro per la Semplificazione on. Roberto Calderoli.

Anche in preparazione del convegno è convocata, sempre a Treviso, per il 17 giugno presso  Sala Consiglio Provincia – Via Cal di Breda 116, l’ Assemblea degli Assessori Provinciali al Bilancio e Dirigenti di Settore,
All’ordine del giorno, la discussione sullo stato della fiscalità locale, sull’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province, e sull’andamento dei lavori della Commissione tecnica per l’attuazione del federalismo fiscale.

In allegato, le informazioni organizzative, l’elenco degli alberghi convenzionati e una prima bozza del programma delle due giornate di lavoro

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MANOVRA FINANZIARIA E ABOLIZIONE PROVINCE

In allegato, il testo dell’Ordine del giorno approato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza Upi.

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MANOVRA E ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, Presidente del Consiglio Direttivo Upi.

“Durante i lavori della Presidenza dell’Unione delle Province italiane che si sono svolti a Roma questa mattina, il presidente del Consiglio Berlusconi, sentito telefonicamente dal presidente dell’Upi Castiglione, ci ha comunicato che nella Manovra Finanziaria non è prevista la soppressione delle piccole Province, mettendo così fine alla ridda di notizie e di smentite di queste ultime ore. Credo che rispetto tale decisione abbiano influito anche le perplessità di una norma che rischiava di essere incostituzionale: ricordo infatti che l’articolo 133 della Costituzione consente il mutamento delle circoscrizioni provinciali all’iniziativa dei Comuni. Resta tutto intero il tema della riforma e semplificazione del sistema pubblico del nostro Paese, tema non più rinviabile che spero possa vedere nei prossimi giorni protagonisti lo Stato e le Regioni che hanno il potere di legiferare in materia. La speranza delle Province rimane quella di arrivare a norme che eliminino radicalmente tutti gli enti non previsti dalla Costituzione che oggi esercitano funzioni amministrative a livello nazionale e regionale senza il controllo diretto da parte dei cittadini”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti

Come rimarcato da anni dal Presidente Cesetti e ribadito da ultimo nella serata di martedì 25, all’uscita delle prime indiscrezioni sulla Manovra Economica 2011-2012 varata dal Governo, nessuna soppressione delle Province può essere praticata. A tutti gli organi di stampa locali e nazionali, infatti, Cesetti ha sottolineato come sia la Costituzione a garantire questi Enti che – al pari dello Stato, delle Città metropolitane, delle Regioni e dei Comuni – costituiscono un’articolazione della Repubblica. Tanto è vero che l’art. 133 recita: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.” “Annunci di circostanza quelli diramati circa la soppressione delle Province – li ha definiti il Presidente – che ci fanno soltanto perdere tempo, a noi che abbiamo costruito in meno di un anno una Provincia già autonoma, operativa e capace di dare risposte concrete ai cittadini di questo territorio. E resto tranquillo di fronte alle uscite estemporanee di chi manifesta una scarsa conoscenza della Carta Costituzionale. Ribadisco: a Costituzione vigente nessuna Provincia può essere soppressa. Ci conforta la presenza di un garante come il Presidente della Repubblica, a cui non potrà mai sfuggire questo elemento fondamentale”. “Pur non avendo ancora avuto la possibilità di approfondire i provvedimenti contenuti nella Manovra perché non disponibili – ha concluso Cesetti – sono certo di una conclusione positiva della vicenda. A tal fine rendo noto che nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI a Roma, alla quale ero presente, il Presidente Castiglione ha comunicato che il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Sottosegretario Letta lo hanno formalmente rassicurato che non vi è alcun provvedimento all’interno del Decreto Legge varato dal Governo riguardante l’ipotizzata abolizione delle piccole Province.
Nel prendere atto con soddisfazione di quanto comunicato dal Presidente dell’UPI Castiglione, auspico che chi di competenza voglia adottare provvedimenti per impedire che notizie tanto infondate ed improbabili, quanto devastanti, possano essere pubblicate sul sito del Ministero ed addirittura essere confermate da funzionari dello Stato che dovrebbero essere informati o altrimenti dovrebbero avere il buon senso di tacere. La Provincia di Fermo e i suoi cittadini meritano rispetto e con l’occasione ribadisco, altresì, la necessità che il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Economia, il Ministro degli Interni e l’intero Governo diano immediate disposizioni affinché siano completate tutte le procedure per la completa attivazione degli uffici periferici dello Stato nella Provincia di Fermo”.

Dichiarazione del Presidente dell’UPI Umbria, Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia

“A Province ed enti locali si chiedono risparmi molto consistenti: questa manovra economico-finanziaria rischia di trasformarsi nell’ennesima “mannaia” per gli investimenti e la gestione dei servizi pubblici, già bloccati dal Patto di stabilità. Ridurre la spesa ed eliminare gli sprechi evitando aumento di tasse e tariffe e’ giusto e sacrosanto, ma gli enti locali, province in testa, chiedono al Governo l’applicazione del federalismo fiscale perché è attraverso questo sistema, che introduce i costi standard e responsabilizza gli amministratori, che si potrà davvero operare in maniera decisa sulla riduzione costi della Pubblica Amministrazione”. E’ quanto ha dichiarato Marco Vinicio Guasticchi, Presidente dell’Upi (Unione province d’Italia), in riferimento all’imminente varo della manovra economica che “ancora una volta, attraverso tagli indiscriminati agli enti locali andrà a penalizzare direttamente i cittadini già colpiti dalla grave crisi economica internazionale”. Il Presidente dell’Upi dell’Umbria, inoltre, in riferimento alla rituale richiesta di cancellazione delle province dall’ordinamento costituzionale e alla precisa sollecitazione al governo avanzata dal presidente della Ferrari e Fondazione Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo (nel corso di un convegno sui distretti industriali e l’internazionalizzazione), di non poter più consentire l’esistenza delle stesse, lo ha invitato a Perugia per un confronto pubblico sull’argomento nel contesto delle riforme federaliste e la costituzione della cosiddetta Italia Mediana. “Vorrei illustrare al dottor Montezemolo, dati alla mano – ha aggiunto Guasticchi – il ruolo istituzionale che svolgono le province ed in particolare la gestione dei servizi pubblici che riguardano direttamente i cittadini”. “Non è piu’ tollerabile, tirare sempre in ballo le province, quando si parla di sprechi e contenimento dei costi, usando slogan generici privi di fondamento reale, suffragato da dati statistici e risultati conseguiti”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, Presidente dell’Upi Veneto

“In merito alla linea del rigore adottata dal Governo, le Province, pur comprendendo il difficile momento di crisi economica e la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, hanno voluto portare all’attenzione nazionale alcuni dati. Dimostrando che gli sprechi non vanno ricercati nelle Amministrazioni Provinciali – spiega Muraro – Non siamo noi a dircelo, ma la stessa Corte dei Conti, la quale afferma che, per il 2009, le Province hanno pienamente rispettato gli obiettivi imposti dal Patto di Stabilità. Addirittura, le Province sono riuscite a recuperare 275 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti. Purtroppo, spiace dirlo, ma chi continua storicamente a sforare sono gli organi dello Stato, in particolare i Ministeri. Le Province hanno già contribuito in questi anni alla riduzione del deficit, dimezzando nel 2009 il proprio disavanzo da 1,1 a 0,6 miliardi di euro, con una riduzione complessiva della loro spesa del 3% (sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). Noi abbiamo giocato una partita corretta, nonostante la crisi abbia messo a dura prova i nostri già risicati bilanci. Ricordiamo che ben prima delle Province, c’è un enorme elenco di improduttivi che contribuiscono ad aumentare il debito pubblico. Noi amministriamo scuole, strade, ci occupiamo di tutela del lavoro, dell’ambiente… Come Amministrazioni Provinciali, siamo allora disposte a fare la nostra parte, ben consce però che lo sforzo deve essere comune a tutti i livelli, altrimenti i nostri sacrifici sarebbero ancora una volta vani – chiude Muraro – Pensando alla mia Regione, il Veneto, direi che abbiamo sempre dato tanto senza ricevere nulla. Sono allora questi i territori che per primi, in questo momento di crisi, devono poter disporre di adeguate risorse per innescare una nuova stagione di sviluppo, che solo il Federalismo Fiscale ci potrà dare. Di questa ed altre tematiche parleremo nella riunione dell’UPI che si terrà a Treviso il 17 e 18 giugno alla presenza del Ministro Calderoli”. 

Dichiarazione di Maurizio Zingoni,  Consigliere Provinciale di Livorno e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi

“Chi nel Popolo delle Libertà continua a chiedere l’abolizione delle Province, non ricorda il programma con cui è stato eletto”. Lo dichiara il Consigliere Provinciale di Livorno PdL, Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia.
“Che ci sia la necessità di una riduzione della spesa pubblica anche operando sugli assetti istituzionali del Paese è indubbio, ma tale razionalizzazione non può prescindere da una drastica riduzione della pletora di enti inutili non elettivi che rappresentano i veri costi della politica. Il Codice delle Autonomie sarà lo strumento per rendere più snello, meno costoso e più competitivo il nostro Paese”. 

MANOVRA: IL PREMIER BERLUSCONI CONFERMA AL PRESIDENTE CASTIGLIONE NESSUNA NORMA SU ABOLIZIONE PROVINCE

“Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mi ha assicurato che nella manovra finanziaria non ci saranno norme sull’abolizione delle Province”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nel corso della Conferenza Stampa che si è tenuta oggi al termine dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, convocato per discutere dell’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province.
L’Ufficio di Presidenza ha approvato un ordine del giorno nel quale si sottolineano gli sforzi che le Province in questi anni hanno sostenuto nel contenimento della loro spese correnti e di investimento in un contesto di peggioramento complessivo dei conti pubblici del Paese. “Le Province italiane – si legge nel testo – sono consapevoli della grave congiuntura economica che l’Italia e l’Europa devono affrontare e sono pronte a dare il loro contributo allo sforzo che il Governo sta chiedendo per il risanamento delle finanze pubbliche e per il rilancio del Paese. In questa prospettiva, le Province condividono l’esigenza che tutto il sistema politico ed istituzionale contribuisca a questo sforzo, attraverso un serio processo di riordino e di semplificazione del sistema istituzionale che porti a sensibili riduzioni della spesa pubblica e che affronti anche, in modo adeguato, il tema dei costi della politica”. Nel documento si ricorda poi il contributo apportato dalle Province alla riduzione del deficit (dimezzamento del disavanzo nel 2009 da 1,1 a 0,6 miliardi di euro; riduzione complessiva della spesa del 3% sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). “Ciò – si legge- in un momento in cui le entrate delle Province sono diminuite del 7% (- 9% addizionale energia elettrica; – 7% l’IPT % ; -7% RCAuto) ed in un contesto in cui il disavanzo dello Stato è invece passato da 41,8 a 73,6 miliardi di euro.
Rispetto al 2011, le norme vigenti contenute nella manovra triennale stabilita con la legge 133/08 richiedono già alle Province il notevole sforzo di miglioramento dei saldi finanziari di 1 miliardo di euro. A questa cifra, la manovra finanziaria che si sta prefigurando prevede un ulteriore appesantimento sulle Province per 300 milioni di euro nel 2011; di 500 milioni di euro per il 2012 e di 500 milioni di euro per il 2013.
Occorre sottolineare, – prosegue l’ordine del giorno – che la previsione di oltre 4 miliardi di euro di tagli ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni avrà come ripercussione naturale la riduzione dei fondi oggi attribuiti ai Comuni e alle Province per i servizi che gli enti locali erogano ai cittadini e al territorio.
L’opera di risanamento delle finanze pubbliche, infatti, deve legarsi necessariamente ad un’azione mirata di rilancio degli investimenti per favorire la crescita del Paese. Se si considera che il 77% degli investimenti passa attraverso i bilanci degli enti locali diventa prioritario ridurre i vincoli del patto di stabilità sulle spese di investimento dei Comuni e delle Province.
La manovra che si configura è dunque pesante – dice il documento dell’Upi – e rischia di avere ripercussioni sui servizi ai cittadini e alle imprese, come i servizi scolastici, la viabilità e la sicurezza stradale, gli interventi per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico.
Le Province sono pronte a fare la loro parte di sacrificio attraverso un ulteriore contenimento delle spese correnti ed, in particolare, dei costi della politica e delle spese di personale, ma richiedono al Governo di allentare i vincoli del patto di stabilità sui pagamenti residui e sulle spese di investimento.
Per quanto riguarda l’abolizione delle Province l’Unione delle Province d’Italia ribadisce la sua assoluta contrarietà all’inserimento di queste disposizioni nel decreto legge recante la manovra finanziaria e sottolinea la loro incostituzionalità rispetto alle procedure di modifica delle circoscrizioni provinciali previste dall’articolo 133, comma 1, della Costituzione che recita “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.”
In allegato, il testo dell’ordine del giorno

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Manovra finanziaria: Castiglione “Valutazioni dopo avere approfondito il testo”.

 “Allo stato delle cose, con le sole notizie di stampa, ci è impossibile dare una valutazione seria e approfondita riguardo alla manovra finanziaria, né per la parte economica, né tantomeno per le presunte norme ordinamentali che dovrebbe contenere”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione aggiungendo che del tema “Ne discuteremo domani, in una riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, e predisporremo un documento politico ufficiale con le valutazioni delle Province italiane”.
Al termine della riunione, il Presidente Castiglione e l’Ufficio di Presidenza Upi illustreranno la posizione delle Province in una Conferenza Stampa, che si terrà alle ore 13,00 presso la sede dell’Unione delle Province d’Italia, (Roma, Piazza Cardelli 4, 1° Piano).

 

MANOVRA FINANZIARIA: LE PROVINCE INCONTRANO IL GOVERNO

“Siamo consapevoli, come ci ha detto oggi il Ministro Tremonti, che questa non è una manovra qualsiasi e siamo pronti a dare il nostro contributo. Chiediamo però che i tagli intervengano a ridurre davvero la spesa inutile”.
Lo ha detto il Vice Presidente Vicario dell’Upi, Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese, intervenendo insieme all’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma Antonio Rosati, all’incontro a Palazzo Chigi convocato dal Governo per illustrare la manovra finanziaria a Regioni, Province e Comuni.
“Nel 2009 – ha ricordato Galli – le Province hanno ridotto la propria spesa in conto capitale del 3%. Lo Stato la ha aumentata del 18%. Siamo pienamente d’accordo che questa manovra debba farsi sulla riduzione della spesa, e non sull’aumento delle tasse, ma chiediamo che si agisca introducendo criteri di premialità per gli enti virtuosi. Chiediamo poi al Governo più coraggio sul federalismo fiscale, perché è attraverso questo sistema, che introduce i costi standard e responsabilizza gli amministratori, che si potrà davvero operare in maniera decisa sulla riduzione degli sprechi della Pubblica Amministrazione”.
L’Assessore Rosati, Coordinatore Upi degli Assessori provinciali alla finanza, ha invece sottolineato la necessità di liberare risorse per gli investimenti: “Gli investimenti di Province e Comuni – ha ricordato Rosati – sono bloccati dal Patto di stabilità. Se non liberiamo risorse il Paese non può ripartire perché senza aumentare la ricchezza non usciremo dal tunnel. In questo senso gli investimenti pubblici e privati sono determinanti. Per questo abbiamo chiesto al Ministro di sbloccare almeno il 4% dei residui passivi e di cancellare la norma che costringe le amministrazioni a verificare la compatibilità dei pagamenti con gli stanziamenti di bilancio, che di fatto impedisce qualunque possibilità di avvio di opere pubbliche”.
Quanto alle dimensioni della manovra, il Ministro Tremonti non ha fornito dati relativi all’ammontare richiesto a Regioni, Province e Comuni. “Potremo dare un giudizio più chiaro sulla manovra solo dopo la riunione del Consiglio dei Ministri di oggi, quando avremo a disposizione gli elementi necessari”, ha concluso il Vice Presidente Galli.

Le Province e la Bei per sostenere lo sviluppo

“La crisi economica, che ha ridotto all’osso i bilanci delle Province, e i vincoli del Patto di stabilità, che impediscono di spendere anche le risorse disponibili, ci impongono di trovare soluzioni innovative per dare risposte alle nostre comunità e sostenere con gli investimenti locali la ripresa del Paese. La Banca Europea per gli investimenti è una istituzione, che offre agli Enti locali opportunità imperdibili, e che ci permette di reagire alla crisi senza dovere fare ricorso a quegli strumenti di finanza creativa, come i derivati, i cui effetti drammatici sono ormai chiari”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, nel suo intervento ai lavori del convegno “Le Province italiane incontrano la BEI”, in programma a Roma, promosso da Spazio Europa Upi Tecla nell’ambito delle giornate Info Day per le Province.
“Come amministrazioni, abbiamo il dovere di trovare soluzioni e strategie che ci consentano di utilizzare risorse per programmare lo sviluppo. Le Province, che sono enti vocati agli investimenti hanno individuato nella Bei l’istituto finanziario che meglio li accompagna in questa loro vocazione, in quanto ne certifica la qualità progettuale e consente un risparmio finanziario. I finanziamenti vengono concessi sulla base di istruttorie puntuali solo a progetti di qualità. Non solo, la Bei ci consente di avere garanzie importanti dal punto di vista economico e finanziario, e di non incappare in strumenti finanziari rischiosi, o, peggio, i cui effetti sulle casse delle amministrazioni non sono noti, come abbiamo dovuto drammaticamente constatare con i derivati. Inoltre – ha detto Castiglione – la Bei finanzia programmi su settori che per le Province sono prioritarie: penso alle infrastrutture viarie e scolastiche, alle nuove fonti di energia, allo sviluppo sostenibile. Temi che sono ormai per le nostre amministrazioni il nodo centrale delle politiche di sviluppo territoriale. Ma è la stessa strategia Europea, Eu2020, che ci chiede di ripensare le nostre politiche per uscire dalla crisi attraverso investimenti in materia di Innovazione e Ricerca e dello Sviluppo Sostenibile ed Energia, e questo rilancia la sinergia con la BEI ponendo come obiettivo nel prossimo futuro la previsione di nuovi strumenti finanziari”. EU 2020, infatti, chiarisce che sarà operata una revisione degli attuali strumenti finanziari a favore dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo sostenibile a livello europeo, rivedendoli sulla base dei nuovi obiettivi 2020, sia nella loro percentuale di investimento che nelle priorità tematiche. “Per conseguire questi risultati, gli enti locali e regionali dell’UE si candidano ad essere coinvolti nella definizione e nell’attuazione della nuova strategia UE 2020, come pure nel monitoraggio del suo impatto e dei suoi risultati”.
“Il lavoro con la Bei – ha detto il Vicepresidente dell’Upi, Nicola Zingaretti Presidente della Provincia di Roma, ci consente di intervenire nella crisi diventando più competitivi. Non stiamo parlando di un punto marginale della vita di un ente locale, ma del cuore stesso della nostra azione come amministratori, che è quello di aiutare il paese ad uscire dalla crisi”. 

DIFFERIMENTO DEL TERMINE PER LA DELIBERAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2010 AL 30 GIUGNO

La Conferenza Stato Città – Città – Autonomie locali, nel 29 aprile 2010 ha espresso parere favorevole ai sensi dell’articolo 151,  comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, sul differimento del termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l’anno 2010 da parte degli Enti locali al 30 giugno 2010.

LINEE GUIDA QUESTIONARIO PROVINCE BILANCIO 2010

Pubblicate nella GU n.95 del 24 aprile 2010 (S.O.n.77) le linee guida per il questionario delle Province per il bilancio 2010.

Ecco il link alla delibera della Corte di Conti.

 

PATTO DI STABILITA’ INTERNO 2010

Nel liink, la circolare n. 15/2010 della Ragioneria Generale dello Stato in ordine al patto di stabilità interno per il 2010.

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