Categoria: Bilanci e Finanza

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O.d.g. Ufficio di Presidenza Upi – 5 luglio 2006 –

Ufficio di presidenza
Roma, 5 luglio 2006

 

L’Ufficio di presidenza dell’Unione delle Province d’Italia, riunitosi in data odierna,

– esaminato in prima lettura il Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223;
– visto il forte impatto della manovra aggiuntiva su materie di competenza degli enti locali;
– viste le modifiche in corso d’anno delle norme della legge finanziaria per il 2006 che incidono in senso peggiorativo su Comuni e Province, quando vi è invece la necessità di eliminare le disposizioni lesive della loro autonomia organizzativa che non incidono sui saldi finanziari;
– vista l’assenza di una preventiva consultazione tra il Governo e gli enti locali.

Tutto ciò premesso, l’Ufficio di presidenza dell’Unione delle Province d’Italia

1. esprime la sua contrarietà sul metodo adottato dal Governo per l’emanazione del Decreto legge relativamente alle disposizioni che riguardano i Comuni e le Province;
2. richiede la convocazione urgente della Conferenza unificata per il necessario confronto sulle materie che riguardano le autonomie locali.

Documenti allegati:

Finanziaria:l’odg e gli emendamenti Upi

In allegato, l’Ordine del Giorno e gli emendamenti alla finanziaria approvati dall’Ufficio di Presidenza dell’Upi.

Documenti allegati:

FINANZIARIA: CONSIGLI UNITARI ANCI E UPI

I comuni e le Province ritengono il disegno di legge finanziaria per il 2007, per la parte che riguarda le loro competenze, inadeguato e insostenibile.
In particolare, va sottolineato come anche questo anno le disposizioni che determinano il contributo delle amministrazioni locali al raggiungimento degli obiettivi generali di finanza pubblica siano state assunte unilateralmente dal Governo.
A ciò si aggiunga che sono stati consolidati e posti a carico delle istituzioni locali gli effetti finanziari della manovra economica per l’anno 2007 contenuti nella finanziaria dello scorso anno. Già infatti la manovra finanziaria 2006 conteneva disposizioni per cui ad oggi, circa il 40% dei Comuni rischiano di non rispettare almeno uno dei quattro obiettivi imposti dal patto di stabilità interno, di cui il 26% per le spese sul  personale.
Ciò si concretizza in un ulteriore aggravio a carico dei bilanci di Comuni e Province che determina un obiettivo finale pari 2,872 miliardi per i comuni ed a 670 milioni di euro per le province.
Oltre ad una valutazione negativa relativa all’entità della manovra per Comuni e Province, va sottolineato come il metodo di calcolo del miglioramento del deficit indicato nel disegno di legge, rischia di creare, soprattutto per i Comuni, forti sperequazioni fra gli enti locali con picchi difficilmente sostenibili dalle amministrazioni.
Peraltro, anche il decreto legge contenente “disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, contiene norme che rischiano di aumentare la pressione fiscale sugli immobili (ICI) attraverso operazioni centrali di revisione dei classamenti catastali e contestuale detrazione dei trasferimenti erariali a favore dei Comuni per l’importo derivante dal maggior gettito;
Nella sostanza l’impostazione di questa legge finanziaria, cumulandosi agli effetti negativi delle leggi finanziarie da un decennio a questa parte, provocherà un sostanziale ridimensionamento dei servizi alla cittadinanza (assistenza sociale, trasporti, strade, scuole, ecc.) e non risolve le emergenze delle città (smog, casa, etc.).

In particolare, la norma di contenimento del debito produrrà una drastica riduzione degli investimenti con gravi conseguenze sullo sviluppo locale, sull’assetto del territorio e sulla crescita complessiva del paese.
Vanno sottolineate inoltre le perplessità sulle norme di revisione del testo unico degli enti locali: i temi trattati e la complessità delle regole richiedono un serio ed approfondito esame e chiedono di stralciare queste norme dalla legge finanziaria per inserire la trattazione di questi argomenti all’interno della nuova “Carta delle autonomie locali”. In particolare le nuove norme sullo status degli amministratori rischiano di essere limitative per i diritti di partecipazione democratica degli assessori alla vita e all’azione amministrativa dei Comuni e delle Province in cui operano quotidianamente per il bene della comunità. Si fa riferimento in particolare alle disposizioni che eliminano il diritto all’aspettativa non retribuita per tutti quegli amministratori locali che non siano Sindaci, Presidenti di Provincia, Presidenti di Consiglio comunale e Presidenti di Consiglio provinciale, ed alla riduzione dei consiglieri e degli amministratori. Per quel che riguarda invece le Unioni di Comuni deve essere salvaguardata, per tutti i Comuni, l’autonomia e la volontarietà nella scelta della forma di gestione associata della quale far parte. Forte preoccupazione desta inoltre la previsione che cancella la possibilità statutaria di prevedere un organo esecutivo. Tale organo ha infatti importanti funzioni di legittimazione dell’Unione e della sua attività, di coesione, di equilibrio e di consolidamento dell’appartenenza dei comuni al percorso associativo, rafforza il perseguimento delle politiche unitarie di settore.

Destano preoccupazione le norme relative alla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato nonché alla rideterminazione territoriale delle Province per cui si chiede un ulteriore approfondimento e concertazione.

Preoccupano infine le disposizioni riguardanti il personale che solo per i Piccoli Comuni  ed Unioni continuano ad essere fortemente limitative. 


Il Consiglio Nazionale dell’ANCI ed il Consiglio Direttivo dell’UPI

Ritengono urgente un nuovo confronto con il Governo e con il Parlamento affinché sia rivista la quantificazione degli oneri della manovra posta a carico delle amministrazioni locali e sia rimodulata la distribuzione del contenimento della spesa fra i vari comparti soggetti al patto di stabilità.
Chiedono che il Governo prenda in esame positivamente le proposte che le Associazioni rappresentative delle autonomie locali hanno presentato, con particolare riferimento alla metodologia di ripartizione interna degli oneri all’interno dei singoli comparti, al tema delle entrate in modo specifico per quel che riguarda compartecipazione e catasto
Ritengono dannoso l’inserimento di un tetto all’indebitamento per le conseguenze negative che esso produrrà sugli investimenti pubblici locali.
Sollecitano lo stralcio delle norme relative alla revisione del testo unico.
Auspicano che il Parlamento sappia raccogliere le esigenze e le sollecitazioni che provengono dal territorio ed invita, in tal senso, le Associazioni regionali ad avviare un confronto con i Parlamentari eletti all’interno delle singole Regioni, nonché ad attivare un tavolo per l’armonizzazione della manovra su base regionale;  chiedono inoltre di trasmettere ai Comuni ed alle province questo o.d.g. invitando le assemblee elettive a pronunciarsi.
Da subito dichiarano lo stato di mobilitazione, mantenendo aperta la presente convocazione  e si dichiarano pronti a convocare tutti gli amministratori locali in assemblea pubblica a Roma con gonfaloni e fasce, qualora le proposte di modifica presentante non siano accolte ed il confronto con il Governo ed il Parlamento non consenta di integrare sensibilmente il disegno di legge.


Roma, 5 ottobre 2006

 

Convegno

In allegato il programma del Convegno

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CIRCOLARI RGS su LEGGE FINANZIARIA 2006

Sono state pubblicate sul sito della Ragioneria generale dello Stato le circolari sulle disposizioni della legge finanziaria per il 2006 relative al “patto di stabilità interno” e alle “spese per il personale”.

In allegato il testo delle circolari.

Circolare n. 8 del 17/02/2006  
Circolare concernente il “patto di stabilità interno” per gli anni 2006-2008 per le Province, i Comuni e le Comunità montane. Art. 1, commi da 138 a 150, della legge finanziaria 23 dicembre 2005, n. 266.

Circolare n. 9 del 17/02/2006  
Disposizioni in materia di spese per il personale per le Amministrazioni Regionali, gli Enti Locali e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale. Art.1, commi da 198 a 206, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006).


 


 

 

Documenti allegati:

Maxiemendamento: l’ Ordine del Giorno della Presidenza

In allegato, l’ordine del giorno sul maxiemendamento alla finanziaria approvato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza dell’Upi.

Documenti allegati:

MANUALE OPERATIVO IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE

In allegato, pubblichiamo il “MANUALE OPERATIVO IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE”.

In attuazione dell’articolo 1 delle vigenti convenzioni sottoscritte tra le Province ed A.C.I. per la gestione dell’imposta provinciale di trascrizione (I.P.T.) e con lo scopo di mettere a disposizione ai vari operatori tecnici un vademecum esplicativo delle norme e dei processi applicativi in materia di I.P.T., è stato realizzato un manuale operativo dell’imposta in parola.

Un testo stato elaborato dal Tavolo tecnico U.P.I. in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Politiche Fiscali, e con A.C.I..

Il manuale operativo, i cui contenuti sono immediatamente applicabili, è stato elaborato nel puntuale rispetto della normativa e della prassi in vigore.

Documenti allegati:

Siope: circolare del Ministero delle Finanze a breve in GU

In allegato, pubblichiamo la circolaredel Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, n. 35/2005 che ha per oggetto il SIOPE- Sistema Informativo delle Operazioni degli enti Pubblici – attuazione dei Decreti del Ministero dell’Economia e delle finanzie del 18 febbraio 2005, che a breve sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

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Finanziaria 2005: approvato odg dalla Presidenza Upi

In allegtao l’Ordine del Girono approvato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza dell’Upi, nella riunione del 3 marzo 2005.

Documenti allegati:

Finanziaria 2005: patto di stabilità

Pubblichiamo un quesito e la risposta della ragioneria, in merito al Patto di stabilità

 

QUESITO

Spett.le Ufficio Ministero Economia e Finanze
 
Si richiede i seguenti chiarimenti in ordine al Patto di Stabilità interno per le Provincie:
 
 
Punto G.3
 
1) Ai fini del calcolo del Tetto di spesa 2005 -2006 – 2007 cosa si intende  per “spese sostenute per servizi”. Solo intervento 03 parte corrente o anche servizi per investimenti a seguito di accordi di programma, convenzioni ecc.ecc.?
 
2) Le spese sostenute dagli “enti capofila” devono essere detratte solo dal 2005 come previsto dal MOd.C05, oppure anche dalla media? Se si, la media deve essere omogeneizzata nel triennio?
 


RISPOSTA
In relazione al quesito posto, si ritiene che la soluzione proposta al punto G.3 della circolare n. 4/2005 consenta in base alla vigente normativa, da un lato, di non peggiorare l’andamento dei saldi di finanza pubblica nel senso di porre sotto le regole del patto anche tali tipologie di spese e, dall’altro, di salvaguardare il raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità interno dei comuni capofila ponendo convenzionalmente a carico dei comuni che beneficiano dei servizi la loro quota di spese, che possono essere sia di parte corrente che in conto capitale. 
E’ evidente che tale distribuzione di spese tra gli enti – da raggiungere attraverso un’intesa preliminare in modo che gli altri enti sappiano che a fine 2005 ne dovranno tener conto – è puramente convenzionale ed ha validità ai soli fini del patto di stabilità interno mentre non ha riflessi in termini gestionali sul bilancio del comune capofila che provvederà ad impegnare e a pagare tutte le spese. In particolare, attraverso l’intesa, gli enti che usufruiscono del servizio possono portare convenzionalmente a carico delle proprie spese 2001-2003 la quota di loro competenza così come il comune capofila.
Si ritiene ovvio precisare che la parte di spese che dovessero gravare su enti non soggetti al patto non deve essere considerata da nessun ente in quanto in ogni caso non sarebbe soggetta alle regole del patto.
Inoltre, non si è ritenuto di inserire nell’allegato la contabilizzazione delle spese per enti capofila nel calcolo delle spese medie pro-capite in quanto si è ritenuto di non complicare la determinazione della spesa media per fattispecie che non derivano espressamente dalla normativa del patto e che riguardano solo una parte degli enti locali: infatti, nel secondo caso, il riferimento ad ente locale capofila deve discendere da una normativa statale o regionale (o da provvedimenti amministrativi, per lo più della Giunta Regionale) che individua i servizi, l’ente “capofila” e gli altri enti che beneficiato di tale gestione.

 

FINANZIARIA E FUNZIONI FONDAMENTALI

L’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio direttivo dell’Upi del 17 febbraio 2005

Finanziaria 2005

Pubblichiamo in allegato la Circolare n. 4 dell’9 febbraio 2005, concernente il “patto di stabilità interno” per gli anni 2005-2007 per le Province, i Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, le Comunità montane con popolazione superiore a 10.000 abitanti, le Unioni di comuni e le Comunità isolane con popolazione superiore a 10.000 abitanti. Art. 1, commi da 21 a 41, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005).

La Circolare è in corso di pubblicazione nella G.U. ed è attualmente visionabile sul sito http://www.rgs.mef.gov.it/Norme-e-do/Finanza-Am/Patto-di-S/Anno-2005/index.asp

 

 

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