Categoria: Bilanci e Finanza

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Manovra, la Presidente Scarpellini (Livorno) : La riforma delle Province assente dai piani del Governo

“Nei prossimi giorni inizierà  la discussione sulla legge di bilancio dello Stato, ma ancora una volta dobbiamo registrare la totale assenza della riforma delle Province dai piani dell’Esecutivo e del Parlamento”. Così la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, commenta la notizia sull’avvio delle procedure di esame relative alla Manovra di bilancio, il cui testo ufficiale è stato rilasciato nei giorni scorsi dal Governo.

“Come Provincia stiamo facendo i conti sulle risorse necessarie agli interventi per la viabilità distrutta dalle alluvioni, senza alcuna certezza sulle coperture finanziarie. Le scuole superiori necessitano di interventi costanti e di investimenti in prospettiva, ma non abbiamo possibilità di accendere mutui, perché ce lo vieta la legge, né di poter effettuare una reale programmazione dei lavori.
In questo quadro di incertezza, emerge invece con costante evidenza la necessità di ridare forza al livello di governo intermedio tra comuni e regione. Si pensi, per esempio, all’imprescindibile ruolo della protezione civile provinciale, in particolare  per i comuni più piccoli, e i recenti e recentissimi eventi meteo avversi, l’ultimo proprio la notte appena trascorsa, ne sono una testimonianza concreta.

Ma la presenza di un ente intermedio, capace di armonizzare le politiche di sviluppo tra  territori, si rende necessaria in tutti gli ambiti: dal trasporto pubblico locale all’ambiente, dall’agricoltura alle infrastrutture. Se solo fossero ascoltati gli amministratori locali, non credo ci sarebbero dubbi nel chiedere il rafforzamento dell’ente provinciale. La sua importanza la si apprezza ancora di più ora, dopo  anni in cui il forzato (e subìto) abbandono del presidio della Provincia ha fatto emergere una somma di guai su vari fronti.

Eppure, nella manovra di bilancio dello Stato non una riga è dedicata alla riforma delle Province. B

adate, ciò non significa che lo Stato si è dimenticato della nostra esistenza. Infatti, non a caso, si dà corso ai prelievi forzosi alle casse delle Province: per la nostra si tratta di 700 mila euro, prelevati a luglio dalla spesa corrente del 2024 con la ultima spending review, che nei prossimi 5 anni diventeranno oltre 1.700.000 euro. A questi, poi, si sommeranno le risorse che la prossima legge di bilancio impone agli enti locali di congelare  come accantonamenti obbligatori. Al momento, se non interverranno modifiche in sede di approvazione definitiva della legge da parte del Parlamento, per le Province si parla complessivamente di 10 milioni nel 2025 e altri  30 milioni per il biennio successivo. Risorse finanziarie che dovremo tenere ferme e inutilizzate perché ce lo chiede lo Stato. Lo stesso Stato che lascia le Province in un eterno limbo di indeterminazione finanziaria, operativa ed istituzionale, ma si ricorda benissimo di noi quando ci chiede di contribuire al pareggio di bilancio generale. Un bel paradosso che spero, prima o poi, trovi una soluzione, soprattutto per il bene dei cittadini e delle comunità locali.

Manovra, la Presidente Scarpellini (Livorno) : La riforma delle Province assente dai piani del Governo

“Nei prossimi giorni inizierà  la discussione sulla legge di bilancio dello Stato, ma ancora una volta dobbiamo registrare la totale assenza della riforma delle Province dai piani dell’Esecutivo e del Parlamento”. Così la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, commenta la notizia sull’avvio delle procedure di esame relative alla Manovra di bilancio, il cui testo ufficiale è stato rilasciato nei giorni scorsi dal Governo.

“Come Provincia stiamo facendo i conti sulle risorse necessarie agli interventi per la viabilità distrutta dalle alluvioni, senza alcuna certezza sulle coperture finanziarie. Le scuole superiori necessitano di interventi costanti e di investimenti in prospettiva, ma non abbiamo possibilità di accendere mutui, perché ce lo vieta la legge, né di poter effettuare una reale programmazione dei lavori.
In questo quadro di incertezza, emerge invece con costante evidenza la necessità di ridare forza al livello di governo intermedio tra comuni e regione. Si pensi, per esempio, all’imprescindibile ruolo della protezione civile provinciale, in particolare  per i comuni più piccoli, e i recenti e recentissimi eventi meteo avversi, l’ultimo proprio la notte appena trascorsa, ne sono una testimonianza concreta.

Ma la presenza di un ente intermedio, capace di armonizzare le politiche di sviluppo tra  territori, si rende necessaria in tutti gli ambiti: dal trasporto pubblico locale all’ambiente, dall’agricoltura alle infrastrutture. Se solo fossero ascoltati gli amministratori locali, non credo ci sarebbero dubbi nel chiedere il rafforzamento dell’ente provinciale. La sua importanza la si apprezza ancora di più ora, dopo  anni in cui il forzato (e subìto) abbandono del presidio della Provincia ha fatto emergere una somma di guai su vari fronti.

Eppure, nella manovra di bilancio dello Stato non una riga è dedicata alla riforma delle Province. B

adate, ciò non significa che lo Stato si è dimenticato della nostra esistenza. Infatti, non a caso, si dà corso ai prelievi forzosi alle casse delle Province: per la nostra si tratta di 700 mila euro, prelevati a luglio dalla spesa corrente del 2024 con la ultima spending review, che nei prossimi 5 anni diventeranno oltre 1.700.000 euro. A questi, poi, si sommeranno le risorse che la prossima legge di bilancio impone agli enti locali di congelare  come accantonamenti obbligatori. Al momento, se non interverranno modifiche in sede di approvazione definitiva della legge da parte del Parlamento, per le Province si parla complessivamente di 10 milioni nel 2025 e altri  30 milioni per il biennio successivo. Risorse finanziarie che dovremo tenere ferme e inutilizzate perché ce lo chiede lo Stato. Lo stesso Stato che lascia le Province in un eterno limbo di indeterminazione finanziaria, operativa ed istituzionale, ma si ricorda benissimo di noi quando ci chiede di contribuire al pareggio di bilancio generale. Un bel paradosso che spero, prima o poi, trovi una soluzione, soprattutto per il bene dei cittadini e delle comunità locali.

UPI LAZIO: – Il Consiglio direttivo ha evidenziato che nel 2024 si aggrava il prelievo forzoso a carico dei bilanci provinciali

La Provincia di Latina ha ospitato il 6 settembre 2024 il Consiglio direttivo dell’Unione Province del Lazio in una riunione che ha visto la partecipazione di Gerardo Stefanelli (presidente della Provincia di Latina) Alessandro Romoli (presidente UPI Lazio e presidente della Provincia di Viterbo, Roberta Cuneo (presidente della Provincia di Rieti) Gianluca Quadrini (Presidente del consiglio provinciale di Frosinone), Gaetano Palombelli (Direttore di UPI Lazio). Al centro della discussione la situazione finanziaria delle Province, il dimensionamento scolastico, l’aggiornamento sulle proposte di riforma delle Province, l’assemblea nazionale dell’UPI, I giochi interprovinciali di Latina del 5-7 ottobre 2024.

Il Consiglio direttivo ha evidenziato che nel 2024 si aggrava il prelievo forzoso a carico dei bilanci provinciali, con il permanere del prelievo forzoso da parte dello Stato a carico dei bilanci locali, disposto dalla legge di bilancio 2015 che, nonostante l’attuale e complesso scenario socio-economico, determinato dalla crisi del mercato dell’auto, dai rincari energetici e dei costi dei materiali continua a pesare sulle casse provinciali a cui si aggiunge la spending review prevista nella legge di bilancio 2024: le Province del Lazio nel 2024 versano complessivamente allo Stato come contributo alla finanza pubblica oltre 44 milioni di euro.

A questa difficoltà dei rapporti finanziari con lo Stato si aggiunge una situazione critica dei rapporti con la Regione Lazio che, ad oggi, deve ancora corrispondere alle Province oltre 23 milioni di euro per le funzioni delegate che sono state svolte nei territori dal 2015 al 2022,

Questi tagli ai bilanci provocano immediati effetti negativi sulla capacità di intervento degli Enti, con un rischio di portare ad aggravare la situazione di squilibrio finanziario che la Commissione tecnica per i fabbisogni standard ha fotografato pari a 841.946.661 euro per il 2021, per tutte le Province italiane.

 

“Negli ultimi dieci anni altre regioni italiane hanno fatto molto di più rispetto alla Regione Lazio in merito al riordino delle province – commenta Alessandro Romoli, Presidente della Provincia di Viterbo e di UPI Lazio -. Negli ultimi anni, soprattutto durante l’emergenza da Covid-19, ci è stato chiesto di svolgere competenze ed erogare servizi nonostante i tagli economici e di personale subiti a seguito della riforma Delrio. Abbiamo dunque anticipato dei soldi alla Regione Lazio, che però ancora non ci ha ridato indietro. Tutto ciò ha un peso negativo molto elevato sulle nostre casse, che comporta inevitabili disservizi per i cittadini. È ora dunque che la Regione Lazio e il governo ci ascoltino e intavolino con noi una discussione seria e costruttiva sul riordino delle competenze delle Province e sull’erogazione da parte degli Enti sovraordinati sia dei fondi anticipati che di risorse adeguate”.

 

Per questi motivi il Consiglio direttivo di UPI Lazio chiede al Governo di superare questa situazione di difficoltà finanziaria delle Province, nella legge di bilancio per il 2025 o attraverso l’attuazione della delega prevista nell’articolo 14 della legge 111/2023 di riforma del sistema fiscale del Paese, per introdurre un sistema tributario e finanziario delle Province coerente con i principi costituzionali e con le prospettive di riforma delle Province e di revisione del TUEL su cui stanno lavorando il Parlamento e il Governo.

UPI LAZIO: – Il Consiglio direttivo ha evidenziato che nel 2024 si aggrava il prelievo forzoso a carico dei bilanci provinciali

La Provincia di Latina ha ospitato il 6 settembre 2024 il Consiglio direttivo dell’Unione Province del Lazio in una riunione che ha visto la partecipazione di Gerardo Stefanelli (presidente della Provincia di Latina) Alessandro Romoli (presidente UPI Lazio e presidente della Provincia di Viterbo, Roberta Cuneo (presidente della Provincia di Rieti) Gianluca Quadrini (Presidente del consiglio provinciale di Frosinone), Gaetano Palombelli (Direttore di UPI Lazio). Al centro della discussione la situazione finanziaria delle Province, il dimensionamento scolastico, l’aggiornamento sulle proposte di riforma delle Province, l’assemblea nazionale dell’UPI, I giochi interprovinciali di Latina del 5-7 ottobre 2024.

Il Consiglio direttivo ha evidenziato che nel 2024 si aggrava il prelievo forzoso a carico dei bilanci provinciali, con il permanere del prelievo forzoso da parte dello Stato a carico dei bilanci locali, disposto dalla legge di bilancio 2015 che, nonostante l’attuale e complesso scenario socio-economico, determinato dalla crisi del mercato dell’auto, dai rincari energetici e dei costi dei materiali continua a pesare sulle casse provinciali a cui si aggiunge la spending review prevista nella legge di bilancio 2024: le Province del Lazio nel 2024 versano complessivamente allo Stato come contributo alla finanza pubblica oltre 44 milioni di euro.

A questa difficoltà dei rapporti finanziari con lo Stato si aggiunge una situazione critica dei rapporti con la Regione Lazio che, ad oggi, deve ancora corrispondere alle Province oltre 23 milioni di euro per le funzioni delegate che sono state svolte nei territori dal 2015 al 2022,

Questi tagli ai bilanci provocano immediati effetti negativi sulla capacità di intervento degli Enti, con un rischio di portare ad aggravare la situazione di squilibrio finanziario che la Commissione tecnica per i fabbisogni standard ha fotografato pari a 841.946.661 euro per il 2021, per tutte le Province italiane.

 

“Negli ultimi dieci anni altre regioni italiane hanno fatto molto di più rispetto alla Regione Lazio in merito al riordino delle province – commenta Alessandro Romoli, Presidente della Provincia di Viterbo e di UPI Lazio -. Negli ultimi anni, soprattutto durante l’emergenza da Covid-19, ci è stato chiesto di svolgere competenze ed erogare servizi nonostante i tagli economici e di personale subiti a seguito della riforma Delrio. Abbiamo dunque anticipato dei soldi alla Regione Lazio, che però ancora non ci ha ridato indietro. Tutto ciò ha un peso negativo molto elevato sulle nostre casse, che comporta inevitabili disservizi per i cittadini. È ora dunque che la Regione Lazio e il governo ci ascoltino e intavolino con noi una discussione seria e costruttiva sul riordino delle competenze delle Province e sull’erogazione da parte degli Enti sovraordinati sia dei fondi anticipati che di risorse adeguate”.

 

Per questi motivi il Consiglio direttivo di UPI Lazio chiede al Governo di superare questa situazione di difficoltà finanziaria delle Province, nella legge di bilancio per il 2025 o attraverso l’attuazione della delega prevista nell’articolo 14 della legge 111/2023 di riforma del sistema fiscale del Paese, per introdurre un sistema tributario e finanziario delle Province coerente con i principi costituzionali e con le prospettive di riforma delle Province e di revisione del TUEL su cui stanno lavorando il Parlamento e il Governo.

La Provincia di Varese approva l’assestamento 2024

Il Consiglio provinciale di Varese ha approvato l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri finanziari per l’esercizio 2024.

Ogni anno, entro il 31 luglio, l’Ente verifica tutte le voci di entrata e di uscita per garantire il pareggio di bilancio. Questo processo, disciplinato dal Testo Unico Enti locali, include il controllo del fondo di riserva e del fondo di cassa.

Per la Provincia di Varese, le verifiche effettuate sull’andamento generale delle entrate e delle spese, alla data attuale, non hanno evidenziato particolari criticità.

Il Settore Finanze e Bilancio ha provveduto a adeguare i principali fondi iscritti a bilancio, come il fondo crediti dubbia esigibilità, sia per la parte di competenza sia per la parte accantonata al risultato di amministrazione 2023, sia il fondo per rischi, a fronte di quanto segnalato dal Settore Avvocatura. Anche il fondo di riserva e il fondo cassa sono stati aggiornati.

L’Ente ha registrato maggiori entrate grazie a un accordo di collaborazione con Regione Lombardia per le attività connesse alla riattivazione dell’impianto di prelievo ipolimnico, previste dal programma d’azione dell’AQST “Salvaguardia e risanamento del Lago di Varese”, e una convenzione per la gestione dei servizi per il Lavoro e delle Politiche attive del Lavoro.

Tra le spese maggiori si segnala l’aumento dei controlli e delle ispezioni sugli impianti termici, come previsto dalla Legge Regionale.

L’Ente ha assicurato il mantenimento degli equilibri finanziari anche per gli anni 2025 e 2026.

La salvaguardia degli equilibri di bilancio ha ricevuto parere favorevole dal revisore dei conti. Al momento della votazione, il Consiglio ha votato con 9 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto, con immediata eseguibilità.

La Provincia di Varese approva l’assestamento 2024

Il Consiglio provinciale di Varese ha approvato l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri finanziari per l’esercizio 2024.

Ogni anno, entro il 31 luglio, l’Ente verifica tutte le voci di entrata e di uscita per garantire il pareggio di bilancio. Questo processo, disciplinato dal Testo Unico Enti locali, include il controllo del fondo di riserva e del fondo di cassa.

Per la Provincia di Varese, le verifiche effettuate sull’andamento generale delle entrate e delle spese, alla data attuale, non hanno evidenziato particolari criticità.

Il Settore Finanze e Bilancio ha provveduto a adeguare i principali fondi iscritti a bilancio, come il fondo crediti dubbia esigibilità, sia per la parte di competenza sia per la parte accantonata al risultato di amministrazione 2023, sia il fondo per rischi, a fronte di quanto segnalato dal Settore Avvocatura. Anche il fondo di riserva e il fondo cassa sono stati aggiornati.

L’Ente ha registrato maggiori entrate grazie a un accordo di collaborazione con Regione Lombardia per le attività connesse alla riattivazione dell’impianto di prelievo ipolimnico, previste dal programma d’azione dell’AQST “Salvaguardia e risanamento del Lago di Varese”, e una convenzione per la gestione dei servizi per il Lavoro e delle Politiche attive del Lavoro.

Tra le spese maggiori si segnala l’aumento dei controlli e delle ispezioni sugli impianti termici, come previsto dalla Legge Regionale.

L’Ente ha assicurato il mantenimento degli equilibri finanziari anche per gli anni 2025 e 2026.

La salvaguardia degli equilibri di bilancio ha ricevuto parere favorevole dal revisore dei conti. Al momento della votazione, il Consiglio ha votato con 9 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto, con immediata eseguibilità.

Relazione Corte Conti, UPI “Confermato il ruolo primario delle Province negli investimenti”

Il ruolo delle Province continua a consolidarsi e assume sempre più centralità nello sviluppo dei territori, con un costante trend in crescita della spesa in conto capitale che raggiunge 1,5 mld: un incremento percentuale del 21,2% dal 2021 al 2022.

È il quadro che emerge dalla Relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali rilasciata oggi dalla Corte dei Conti, nella quale, accanto all’espansione delle spese di investimento, si evidenzia, per le Province, l’aumento dei pagamenti alle imprese, in crescita del 28%.

Nel dettaglio, la relazione distingue la spesa in conto capitale per missioni, evidenziando come il 97,5% delle risorse sia stata dedicata agli investimenti nel settore della viabilità, dell’edilizia scolastica e dell’ambiente, funzioni chiave delle Province.

Quanto invece alle entrate correnti da trasferimenti e alla correlata spesa corrente, occorre precisare che gli incrementi rilevati sono sostanzialmente determinati dal diverso metodo di contabilizzazione delle entrate e delle spese previsto a decorrere dal 2022.

L’aumento di queste voci dal 2021 al 2022, pari a circa 1 miliardo, purtroppo non corrisponde ad aumentate risorse a disposizione per le funzioni fondamentali,  ma al concorso alla finanza pubblica delle Province, e quindi risorse trasferite al bilancio dello Stato.

La relazione conferma invece il costante calo delle entrate proprie, quelle derivanti da IPT e RCauto, praticamente il 90% delle entrate correnti proprie delle Province e su cui si fonda l’autonomia tributaria del comparto: nel 2022 l’RCauto registra infatti una diminuzione pari al 4,6%, mentre l’IPT fa segnare una tendenza negativa ancora peggiore pari al 10,7%. In totale, in valori assoluti, si tratta di 248 mln di euro in meno.

 

Relazione Corte Conti, UPI “Confermato il ruolo primario delle Province negli investimenti”

Il ruolo delle Province continua a consolidarsi e assume sempre più centralità nello sviluppo dei territori, con un costante trend in crescita della spesa in conto capitale che raggiunge 1,5 mld: un incremento percentuale del 21,2% dal 2021 al 2022.

È il quadro che emerge dalla Relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali rilasciata oggi dalla Corte dei Conti, nella quale, accanto all’espansione delle spese di investimento, si evidenzia, per le Province, l’aumento dei pagamenti alle imprese, in crescita del 28%.

Nel dettaglio, la relazione distingue la spesa in conto capitale per missioni, evidenziando come il 97,5% delle risorse sia stata dedicata agli investimenti nel settore della viabilità, dell’edilizia scolastica e dell’ambiente, funzioni chiave delle Province.

Quanto invece alle entrate correnti da trasferimenti e alla correlata spesa corrente, occorre precisare che gli incrementi rilevati sono sostanzialmente determinati dal diverso metodo di contabilizzazione delle entrate e delle spese previsto a decorrere dal 2022.

L’aumento di queste voci dal 2021 al 2022, pari a circa 1 miliardo, purtroppo non corrisponde ad aumentate risorse a disposizione per le funzioni fondamentali,  ma al concorso alla finanza pubblica delle Province, e quindi risorse trasferite al bilancio dello Stato.

La relazione conferma invece il costante calo delle entrate proprie, quelle derivanti da IPT e RCauto, praticamente il 90% delle entrate correnti proprie delle Province e su cui si fonda l’autonomia tributaria del comparto: nel 2022 l’RCauto registra infatti una diminuzione pari al 4,6%, mentre l’IPT fa segnare una tendenza negativa ancora peggiore pari al 10,7%. In totale, in valori assoluti, si tratta di 248 mln di euro in meno.

 

Consiglio Provinciale Treviso: allarme sui tagli al bilancio

Si è svolto nella sede della Provincia di Treviso, il Consiglio Provinciale: tra i punti principali all’ordine del giorno, le criticità sul bilancio dell’Ente provocate dai tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio 2024, l’approvazione della variazione al bilancio di previsione 2024-2024 per rispondere agli effetti dei tagli, l’alienazione delle quote associative in Acantho SpA, in attuazione alla delibera di dicembre che le prevedeva, la rendicontazione dei lavori di somma urgenza effettuati su diversi tratti della rete viaria provinciale in seguito all’ondata di maltempo di maggio e giugno, la nomina del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia e, infine, l’approvazione della convenzione per l’utilizzo in forma associata del servizio di Segreteria con i Comuni di Feltre e Farra di Soligo, visto il termine di servizio per pensionamento del Segretario Generale della Provincia Ivano Cescon nel mese di giugno.

Al centro della discussione, l’effetto dei pesanti tagli, da oltre 100 milioni di euro, fissati dalla Legge di Bilancio 2024 sui bilanci già in difficoltà degli Enti locali, Province e Comuni di tutta Italia: un dato che, per la Provincia di Treviso, si traduce in 1.449.668 euro di risorse in meno per l’anno in corso e altrettanti 1.431.223 euro in meno per le progettualità 2025. Per sopperire a questo contraccolpo, la Provincia ha previsto la copertura dei tagli per il prossimo biennio con una parte dell’avanzo libero di amministrazione, manovra approvata dal Consiglio con 11 voti favorevoli e 3 astenuti.

Per quanto riguarda l’alienazione delle quote Acantho SpA, anche in questo caso la proposta è stata approvata con 11 voti favorevoli e 3 astenuti: il recupero del valore delle quote permetterebbe alla Provincia di acquisire circa 3.356.000 euro, risorse utili a fronteggiare gli effetti dei tagli della Legge di Bilancio 2021 e 2024 e a sostegno degli interventi di edilizia scolastica superiore, come l’opera di riqualificazione del Liceo Artistico di Treviso.

Approvati all’unanimità (con 14 voti favorevoli) i numerosi lavori di somma urgenza svolti per ripristinare la sicurezza nelle strade provinciali colpite dai violenti nubifragi di maggio e giugno, tra cui quelli al km 7+350 della SP 53 “Magnadola” nel Comune di Cessalto, quelli nel tratto dal km 47+820 al km 48+430 della SP 248 “Schiavonesca Marosticana” nei Comuni di Fonte e Asolo, le opere di sistemazione lungo la S.P. 422 e la S.P. 151 nel Comune di Fregona a seguito degli smottamenti provocati dalle piogge: quattro cantieri avviati in tempi rapidi per ripulire il manto stradale, verificandone la staticità, e consentire il transito in sicurezza dei guidatori, dal valore complessivo di circa 300.000 euro.

Infine, il Consiglio ha votato il rinnovo del Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia (con 11 voti favorevoli e 3 astenuti), secondo le procedure di legge previste, nominando il dott. Enrico Guzzoni come nuovo Presidente del Collegio, affiancato dal dott. Filippo Albiero e dalla dott.ssa Laura Filippin. Il nuovo Collegio prenderà servizio dal 1 settembre. Con l’occasione, il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, ha ringraziato per la proficua collaborazione e la professionalità il dott. Achille Callegaro, attuale Presidente del Collegio Revisori, per il quale è stato prorogato l’incarico fino al prossimo insediamento.

Approvata, sempre con 11 voti a favore e 3 astenuti, la convenzione per i servizi di Segreteria tra i Comuni di Feltre, Farra di Soligo e la Provincia di Treviso: dal prossimo settembre, infatti, sarà la dott.ssa Manuela Bassani a ricoprire il ruolo di Segretario Generale dell’Ente, prendendo il posto del dott. Ivano Cescon, ora in pensione.

Il 2024 per gli Enti locali è l’anno dei tagli a causa della spending review prevista dalla Legge di Bilancio 2024 e dalle rimanenze, per quest’anno, degli effetti della Legge di Bilancio 2021: oltre agli incrementi dei costi energetici e dei materiali, che abbiamo dovuto affrontare a nostro carico per impedire il blocco di cantieri PNRR, Province e Comuni si vedono tagliati altri milioni di euro in un momento particolarmente delicato – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – Grazie a una previsione strategica e all’oculato utilizzo delle risorse, la Provincia di Treviso riuscirà a coprire il milione e mezzo in meno di quest’anno e del prossimo anno con l’avanzo libero di amministrazione, ma si tratta di una manovra di emergenza, perché quei soldi avremmo potuto impiegarli per eventuali spese di manutenzione di scuole e strade. Ribadisco, come ho già fatto in veste di Presidente UPI Veneto in una nota della scorsa settimana, urge più che mai una riforma delle Province, che dia agli Enti risorse adeguate a garantire l’efficienza dei servizi ai cittadini in un’ottica di intermediazione con i Comuni e di coordinamento nell’area vasta”.

Oltre a questo, si aggiunge l’assurdo tema del prelievo forzoso – ricorda Marcon – si tratta di contributi che le Province devono allo Stato come concorso alla finanza pubblica, stabiliti dalla legge di bilancio 2015, che non tengono assolutamente conto dell’evoluzione dello scenario degli ultimi dieci anni, in cui abbiamo attraversato pandemia, crisi del mercato dell’auto e ridotte entrate da IPT e RCAuto. Quest’anno le Province italiane dovranno versare 936.221.702, di cui 123 milioni per le Province del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia, e per la Provincia di Treviso 25.976.100 Euro derivanti dalla Legge Delrio. Basterebbe cancellare questo passaggio normativo per ridare un’importante boccata d’ossigeno ai nostri Enti”.

Consiglio Provinciale Treviso: allarme sui tagli al bilancio

Si è svolto nella sede della Provincia di Treviso, il Consiglio Provinciale: tra i punti principali all’ordine del giorno, le criticità sul bilancio dell’Ente provocate dai tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio 2024, l’approvazione della variazione al bilancio di previsione 2024-2024 per rispondere agli effetti dei tagli, l’alienazione delle quote associative in Acantho SpA, in attuazione alla delibera di dicembre che le prevedeva, la rendicontazione dei lavori di somma urgenza effettuati su diversi tratti della rete viaria provinciale in seguito all’ondata di maltempo di maggio e giugno, la nomina del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia e, infine, l’approvazione della convenzione per l’utilizzo in forma associata del servizio di Segreteria con i Comuni di Feltre e Farra di Soligo, visto il termine di servizio per pensionamento del Segretario Generale della Provincia Ivano Cescon nel mese di giugno.

Al centro della discussione, l’effetto dei pesanti tagli, da oltre 100 milioni di euro, fissati dalla Legge di Bilancio 2024 sui bilanci già in difficoltà degli Enti locali, Province e Comuni di tutta Italia: un dato che, per la Provincia di Treviso, si traduce in 1.449.668 euro di risorse in meno per l’anno in corso e altrettanti 1.431.223 euro in meno per le progettualità 2025. Per sopperire a questo contraccolpo, la Provincia ha previsto la copertura dei tagli per il prossimo biennio con una parte dell’avanzo libero di amministrazione, manovra approvata dal Consiglio con 11 voti favorevoli e 3 astenuti.

Per quanto riguarda l’alienazione delle quote Acantho SpA, anche in questo caso la proposta è stata approvata con 11 voti favorevoli e 3 astenuti: il recupero del valore delle quote permetterebbe alla Provincia di acquisire circa 3.356.000 euro, risorse utili a fronteggiare gli effetti dei tagli della Legge di Bilancio 2021 e 2024 e a sostegno degli interventi di edilizia scolastica superiore, come l’opera di riqualificazione del Liceo Artistico di Treviso.

Approvati all’unanimità (con 14 voti favorevoli) i numerosi lavori di somma urgenza svolti per ripristinare la sicurezza nelle strade provinciali colpite dai violenti nubifragi di maggio e giugno, tra cui quelli al km 7+350 della SP 53 “Magnadola” nel Comune di Cessalto, quelli nel tratto dal km 47+820 al km 48+430 della SP 248 “Schiavonesca Marosticana” nei Comuni di Fonte e Asolo, le opere di sistemazione lungo la S.P. 422 e la S.P. 151 nel Comune di Fregona a seguito degli smottamenti provocati dalle piogge: quattro cantieri avviati in tempi rapidi per ripulire il manto stradale, verificandone la staticità, e consentire il transito in sicurezza dei guidatori, dal valore complessivo di circa 300.000 euro.

Infine, il Consiglio ha votato il rinnovo del Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia (con 11 voti favorevoli e 3 astenuti), secondo le procedure di legge previste, nominando il dott. Enrico Guzzoni come nuovo Presidente del Collegio, affiancato dal dott. Filippo Albiero e dalla dott.ssa Laura Filippin. Il nuovo Collegio prenderà servizio dal 1 settembre. Con l’occasione, il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, ha ringraziato per la proficua collaborazione e la professionalità il dott. Achille Callegaro, attuale Presidente del Collegio Revisori, per il quale è stato prorogato l’incarico fino al prossimo insediamento.

Approvata, sempre con 11 voti a favore e 3 astenuti, la convenzione per i servizi di Segreteria tra i Comuni di Feltre, Farra di Soligo e la Provincia di Treviso: dal prossimo settembre, infatti, sarà la dott.ssa Manuela Bassani a ricoprire il ruolo di Segretario Generale dell’Ente, prendendo il posto del dott. Ivano Cescon, ora in pensione.

Il 2024 per gli Enti locali è l’anno dei tagli a causa della spending review prevista dalla Legge di Bilancio 2024 e dalle rimanenze, per quest’anno, degli effetti della Legge di Bilancio 2021: oltre agli incrementi dei costi energetici e dei materiali, che abbiamo dovuto affrontare a nostro carico per impedire il blocco di cantieri PNRR, Province e Comuni si vedono tagliati altri milioni di euro in un momento particolarmente delicato – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – Grazie a una previsione strategica e all’oculato utilizzo delle risorse, la Provincia di Treviso riuscirà a coprire il milione e mezzo in meno di quest’anno e del prossimo anno con l’avanzo libero di amministrazione, ma si tratta di una manovra di emergenza, perché quei soldi avremmo potuto impiegarli per eventuali spese di manutenzione di scuole e strade. Ribadisco, come ho già fatto in veste di Presidente UPI Veneto in una nota della scorsa settimana, urge più che mai una riforma delle Province, che dia agli Enti risorse adeguate a garantire l’efficienza dei servizi ai cittadini in un’ottica di intermediazione con i Comuni e di coordinamento nell’area vasta”.

Oltre a questo, si aggiunge l’assurdo tema del prelievo forzoso – ricorda Marcon – si tratta di contributi che le Province devono allo Stato come concorso alla finanza pubblica, stabiliti dalla legge di bilancio 2015, che non tengono assolutamente conto dell’evoluzione dello scenario degli ultimi dieci anni, in cui abbiamo attraversato pandemia, crisi del mercato dell’auto e ridotte entrate da IPT e RCAuto. Quest’anno le Province italiane dovranno versare 936.221.702, di cui 123 milioni per le Province del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia, e per la Provincia di Treviso 25.976.100 Euro derivanti dalla Legge Delrio. Basterebbe cancellare questo passaggio normativo per ridare un’importante boccata d’ossigeno ai nostri Enti”.

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

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