Categoria: Edilizia scolastica e Scuola

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Scuola: i dati delle Province

Le Province gestiscono: 3.226 Istituti scolastici di scuola secondaria (licei, istituiti tecnici, etc..) ripartiti in 5.179 edifici scolastici, composti di 117.348 classi che accolgono 2.596.031 alunni.
In cinque anni (dal 2003 ad oggi) si à assistito ad un netto incremento sia in termini di numero degli edifici scolastici sottoposti alla manutenzione della gestione (erano poco più di 4000, oggi superano i 5000), che di classi (erano 87.000, oggi superano le 100.000) e di allievi (che oggi sono 600.000 in più).

Gli investimenti delle Province: dati 2001 – 2006

FONDI IMPEGNATI DALLE PROVINCE PER EDILIZIA ISTITUTI SUPERIORI (impegni spese correnti impegni spese c/capitale)TOTALE : 8.989.726.112

Gli interventi del Governo per la manutenzione degli edifici scolastici dal ’96 ad oggi. Legge n.23/96                     Primo triennio (1996-98) 750 milioni euro
Secondo triennio (1999-01) 650 milioni euro
Terzo triennio (2002-2003-04) ll 2002 non è stato finanziato                                                                                   Per il 2003 – 2004 :420 milioni euro                   
NEL 2005 E 2006 LA LEGGE NON E’ STATA FINANZIATA  
Il patto per l’edilizia scolastica. Il 20 dicembre 2007 il Ministero dell’Istruzione, le Regioni, le Province e i Comuni siglano “Il Patto per l’edilizia scolastica”. Pertanto Il Governo stanzia nel 2007 50 milioni di euro (a cui si aggiungono 50 mln delle Regioni, 50 delle Province e 50 dei Comuni); nel 2008 100 milioni di euro (a cui si aggiungono 100 mln delle Regioni, 100 delle Province e 100 dei Comuni);per il 2009 , invece gli iniziali 100 milioni di euro previsti dal Patto, hanno subito un taglio di 23 milioni di euro, e sono diventati 77 milioni di euro

CROLLO SCUOLA TORINO: INTERVISTA DEL PRESIDENTE MELILLI A ‘LA STAMPA’

“Servono le tragedie per vedere che le cose non vanno: non si discute che l’edilizia scolastica spetti ai Comuni per la scuola primaria e alle Province per la scuola secondaria. Ma da anni, finanziaria dopo finanziaria, si taglia e basta. E lo Stato centrale anche, da solo, dove investire e dove no. Così si investe sempre e soltanto sulle ghrandi infrastrutture nazionali e mai su quelle periferiche”.

Così risponde il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli in una intervista pubblicata oggi a pag 2 del quotidiano “La Stampa”, dopo la tragedia del crollo del controsoffitto nella scuola “Darwin” di Rivoli, in Provincia di Torino, che vi proponiamo in allegato.

Il Presidente inoltre interverrà su questo tema OGGI alle ore 14,00 in una trasmissione della tv staellitare SKYTG24.

 

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Scuola: gli interventi delle Province

Poteri straordinari a Sindaci e Presidenti di Province, un Piano di interventi straordinario per gli edifici scolastici e risorse per gli investimenti nella scuola fuori dal Patto di stabilità interna. Sono queste le richieste dell’Unione delle Province d’Italia al Governo, per rispondere all’emergenza sicurezza nelle scuole italiane.
“Sono anni che come Province lanciamo l’allarme sicurezza negli edifici scolastici – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – oggi ancora una volta ribadiamo la necessità di avviare un “Piano straordinario per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche” con un finanziamento di almeno 3 miliardi di euro. Questi fondi sono indispensabili non solo per mettere in sicurezza le scuole che ne hanno bisogno, ma anche per potere ammodernare, ristrutturare e garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche per tutte le scuole italiane. Domani il Governo si riunisce per decidere dove allocare le risorse del fondo FAS: è l’occasione per assegnare da subito, senza altri rinvii, questi 3 miliardi per la scuola.
Le risorse utilizzate per questi investimenti – prosegue Melilli – devono essere escluse dai vincoli del patto di stabilità, altrimenti torneremo all’assurdo di non potere spendere le risorse, anche se disponibili.
C’è poi necessità di accelerare i tempi di esecuzione delle opere di edilizia scolastica: per questo – conclude Melilli – chiediamo che siano affidati poteri straordinari ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia: in questo modo, tra l’altro, potremo utilizzare il sistema delle “Conferenze dei servizi” , per accelerare le procedure”.

 

Scuola: accordo tra Governo, Regioni, Province e Comuni

L’articolo 3 del decreto 154, quello che imponeva il commissariamento di Regioni, Province e Comuni che non avessero attuato il dimensionamento delle scuole entro il 30 novembre, cambia. Un primo, importante, risultato che Regioni, Province e Comuni sono riusciti ad ottenere ieri, dopo un lungo e a tratti aspro confronto con il Governo, al termine di un incontro cui hanno preso parte il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, insieme ai due presidenti delle associazioni delle Regioni, Vasco Errani, e dei Comuni, Leonardo Domenici. 

Nel nuovo testo dell’articolo 3, oltre alla eliminazione del commissariamento,  si cancella anche per il 2009 il dimensionamento dei plessi , prevedendo invece l’accorpamento della dirigenza scolastica.

Il dimensionamento si sposta al 2010 – 2011, solo dopo che il Governo ne avrà definito i criteri d’intesa con Regioni, Province e Comuni in sede di Conferenza Unificata.

Al termine della giornata, il Ministro per le Regioni, Raffaele Fitto, ha dichiarato alla stampa che: “Il percorso individuato stamattina grazie alla disponibilità del ministro Gelmini e dei sottosegretari all’Economia – consente al tempo stesso di confermare e garantire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio stabiliti in Finanziaria, di perseguire la definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, ma anche di recepire le istanze di Regioni e Autonomie Locali. Si tratta quindi di una soluzione positiva che, siamo certi, possa segnare una convinta ripresa del percorso di dialogo all’interno della Conferenza Unificata”.

Scuola: il commento del Presidente della Provincia di Roma

“Il ritiro della norma sul commissariamento degli enti locali è un passo avanti importante: una prima, concreta, vittoria del movimento degli studenti, delle famiglie e degli insegnanti che si battono da settimane per garantire un futuro alla scuola italiana. Per quest’anno il rischio della chiusura di tante scuole dei piccoli comuni è scongiurato. Ma ora non dobbiamo fermarci”.
È il commento del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti in merito all’emendamento presentato in Parlamento che fa un passo indietro sull’ipotesi di commissariamento degli enti locali in caso di mancata predisposizione del Piano di dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre.
“Questo risultato è frutto anche della fermezza delle Province e delle Regioni nell’opporsi a questo diktat. Mi sembra ormai evidente – conclude Zingaretti – che porre con forza il tema della disobbedienza istituzionale nei confronti di questa norma non era una trovata pubblicitaria, ma la difesa legittima di un’idea corretta di federalismo e autonomia che non dovrebbe essere cara solo al centrosinistra”.

Scuola: Province, Il dialogo è la strada maestra

“La riapertura del dialogo tra Governo, Regioni, Province e Comuni ha prodotto un primo risultato. A dimostrazione che, se si vuole davvero avviare una riforma efficace della scuola italiana, il dialogo tra tutte le istituzioni è la strada maestra da seguire”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando i risultati ottenuti dopo il confronto serrato avuto ieri tra i Ministri Fitto e Gelmini e le Regioni, le Province e i Comuni, che ha portato alla modifica da parte del Governo dell’articolo 3 del decreto 154, con la cancellazione delle norme che imponevano la chiusura di scuole e del conseguente commissariamento delle Regioni e delle Province che non le avessero applicate entro il 30 novembre.
“Il Parlamento oggi discuterà l’articolo modificato secondo l’accordo che abbiamo raggiunto ieri con il Governo, che sostanzialmente impone la necessità di un serio confronto tra le istituzioni del Paese prima di avviare qualunque ipotesi di dimensionamento o chiusura delle scuole. Siamo certi – conclude Melilli – che il Parlamento saprà cogliere favorevolmente l’impegno a riavviare il percorso del dialogo che ieri il Governo ha preso con Regioni, Province e Comuni”.

ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI ASSESSORI PROVINCIALI ALL’ISTRUZIONE

Nell’ambito dei lavori dell’Assemblea Generale delle Province italiane lunedì 13 ottobre 2008, alle ore 18.00, presso il Nuovo Auditorium della Provincia, Corso Inghilterra 7/9, Torino, è stata convocata un’Assemblea nazionale degli Assessori all’Istruzione delle Province Italiane.

Questa Assemblea fa seguito a quella tenutasi lo scorso 3 ottobre a Roma, nella quale è stato approvato l’ ordine del giorno che trovate in allegato.

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SCUOLA: LE PROVINCE AL GOVERNO

“E’ inaudito che un Governo che continua a parlare di federalismo, sulla scuola e sull’istruzione evochi a se tutte le decisioni, rifiutando il confronto con le altre istituzioni e sminuendo il ruolo di Regioni, Province e Comuni”. Lo afferma Angela Cortese, Assessore all’Istruzione della Provincia di Napoli e Coordinatrice Upi degli assessori all’istruzione delle Province.
“Province e Comuni – aggiunge la Cortese – contribuiscono per oltre 10 miliardi l’anno al funzionamento della scuola. Abbiamo pieno titolo a partecipare da protagonisti alla discussione sui provvedimenti che il Governo intende emanare sulla scuola. Invece mai fino ad oggi i Comuni o le Province sono stati ricevuti dal Ministro.
Tra l’altro nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria, all’articolo 3, il governo ha pensato bene di inserire una norma che prevede il commissariamento di Regione, Province e Comuni, se non faranno il piano di dimensionamento scolastico entro il 30 novembre. Una ingerenza, questa, in funzioni proprie delle Autonomie locali, che dimostra una chiara intenzione accentratrice”

 

 

Carta dello studente

In allegato, il protocollo d’intesa e la circolare diffusa dall’Upi

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ASSEMBLEA DEGLI ASSESSORI PROVINCIALI ALL’ISTRUZIONE

Preoccupazione, allarme e sconcerto per il vulnus all’autonomia delle Istituzioni Locali, costituito dai vincoli alle operazioni di dimensionamento degli istituti e di razionalizzazione della rete scolastica, già impliciti nella manovra finanziaria e nelle indicazioni del piano programmatico contenuti nel Dcereto Gelmini.

E’  quanto si legge nell’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea Nazionale degli Assessori provinciali all’Istruzione, riuniti a Roma per discutere del decreto Gelmini.

Tra le altre cose, gli Assessori hanno voluto sottolineare “la frettolosità di provvedimenti” sul dimensionamento degli istituti e sulla ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore;la preoccupazione per la riduzione del tempo scuola, soprattutto nella scuola primaria “che comporterà una crescita qualitativa e quantitativa della domanda di servizi alle famiglie”; per l’innalzamento del rapporto studenti docenti “anche in termini di ricadute organizzative e strutturali, ed il taglio netto dell’orario di sostegno che interviene ad annullare ogni condizione per una reale integrazione degli studenti disabili, tanto dal punto di vista della didattica quanto in termini di servizi”.

In allegato, l’ordine del giorno approvato all’unanimità

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CNIPA – Le icone della memoria

Le icone  della memoria – Un bando per le scuole secondarie di secondo grado delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, dei Comuni non capoluogo.

Il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) ha pubblicato un avviso per la presentazione di progetti da parte delle scuole, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Competenze in cambio di esperienze: i giovani sanno navigare, gli anziani sanno dove andare – Le icone della memoria”.
Le scuole beneficiarie dell’avviso sono le secondarie di secondo grado delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, ubicate nei Comuni non capoluogo.
Il coinvolgimento delle Province è necessario in relazione alla tipologia delle scuole beneficiarie.
Di seguito, si descrivono alcune caratteristiche fondamentali dell’iniziativa.

1. Icone della memoria – Da dove nasce
Il progetto nasce dalla Delibera CIPE N°1/2006, che fissa l’obiettivo di ridurre il deficit di conoscenza informatica da parte degli anziani, favorendone l’alfabetizzazione e l’accesso alle nuove tecnologie
Per raggiungere l’obiettivo, il CNIPA ha scelto un partenariato strategico con scuole, anche con l’intento di “aprirle” al territorio, come peraltro previsto dal PON “Ambienti per l’Apprendimento”.

2. Icone della memoria – I destinatari del progetto
Il progetto ha scelto le scuole come attuatrici dell’obiettivo di “formare gli anziani”.
I ruoli sono i seguenti: gli studenti svolgono compiti di formazione all’utilizzo degli strumenti; gli anziani forniscono i contenuti (racconti, storie, esperienze, cronache, ecc.) da trattare digitalmente.
Gli output saranno utilizzabili sia per formare i giovani (contenuti digitali per l’apprendimento) che per promuovere il protagonismo degli anziani su internet.
Saranno finanziate 116 scuole, ciascuna delle quali si impegna a formare almeno 15 anziani.

3. Icone della memoria – L’entità del finanziamento
Il finanziamento complessivo determinato per l’attuazione del progetto è di 3 milioni di euro.
Il finanziamento per singola scuola (scelte tra quelle site in Comuni non capoluogo delle regioni ob. 1, quindi le più esposte al digital divide) sarà pari a circa 24.000 €.
Un comitato strategico composto da rappresentanti CNIPA e da esperti di formazione e didattica monitorerà il progetto.

4. Icone della memoria – Un intervento per la “periferia”
Gli ambiti territoriali destinatari del progetto sono le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, con preferenza per i Comuni non capoluogo, dove si suppone possa essere più alto il digital divide e più vive le memorie da conservare.

5. Icone della memoria – Modalità di partecipazione da parte delle scuole
È stato pubblicato l’avviso di gara, sul sito internet del CNIPA (www.cnipa.gov.it), e tra pochi giorni sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il comunicato.
La candidatura dovrà essere presentata compilando il formulario on-line che sarà reso disponibile dal CNIPA sul proprio sito internet. Entro 15 giorni dalla compilazione del formulario on-line, l’istituto scolastico dovrà inviare copia della ricevuta (rilasciata dal sito) di avvenuta presentazione del progetto, firmata dal dirigente scolastico, a mezzo raccomandata A/R, indicando sulla busta “Iniziativa Icone della Memoria – secondaria di secondo grado”, al seguente indirizzo (fa fede il timbro postale):
CNIPA – Progetto “Icone della memoria”, Via Isonzo 21/b, 00198 – Roma.
I progetti devono essere presentati entro il 31 ottobre 2008.
Il termine per l’attuazione delle finalità dei progetti è previsto per il 30 giugno 2010.
E’ a disposizione delle scuole candidate un help desk via email attivo dal 1° settembre, all’indirizzo di posta elettronica [email protected].
Le finalità del progetto sono state concertate con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e con il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, che pubblicheranno informazioni sul bando nei rispettivi siti.

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ASSEMBLEA DEGLI ASSESSORI ALL’ISTRUZIONE DELLE PROVINCE

Il 23 aprile scorso 2008 si è tenuta a Roma, presse la sede dell’Upi, una riunione del coordinamento degli Assessori all’Istruzione delle Province italiane presieduto, come è noto, dall’Assessore della Provincia di Napoli Angela Cortese, allargata agli Assessori delle Province delle Regioni rientranti nell’obiettivo convergenza (e cioè Campania, Calabria, Puglia, Sicilia).

Tale riunione ha visto all’ordine del giorno due argomenti di grande rilevanza sulle quali è stato necessario attivare un confronto più allargato relativamente:

– Alla questione del trasporto disabili nelle scuole superiori (anche a seguito del parere del Consiglio di Stato n.213/08 del 20 febbraio 2008);
– Al PON Istruzione che si rivolge, come è noto alle Regioni dell’obiettivo convergenza.

In merito all’annosa e controversa questione del trasporto dei ragazzi diversamente abili nelle scuole superiori si è giunti alla conclusione di aprire immediatamente un confronto con la Conferenza delle Regioni, inviando una lettera di richiesta di incontro alle Commissioni interregionali competenti (Istruzione e Politiche Sociali) come da allegato.

Quanto alle problematiche relative al PON Istruzione, si allega altresì il testo della lettera inviata all’autorità di gestione del PON Istruzione “Ambienti per l’apprendimento”, “La scuola per lo sviluppo” così come concordata in sede di riunione di coordinamento.


 

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