Categoria: Istituzioni e Riforme

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Sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica apre il portale per la ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del personale delle Province coinvolto nei processi di mobilità

E’ in linea l’applicativo a supporto delle procedure di mobilità del personale. L’applicativo consente di acquisire dalle amministrazioni pubbliche la disponibilità di posti, tenendo conto delle risorse finanziarie destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, al netto di quelle finalizzate all’assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, ed è realizzata secondo le indicazioni derivanti dalla:

  • Circolare 1/2015 del Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie adottata, per attuare i processi di mobilità del personale degli enti di area vasta, ai sensi dell’articolo 1, commi 424 e 425, della legge di stabilità 2015;
  • Estensione prevista per il personale della Croce rossa italiana, ai sensi dell’articolo 7, comma 2-bis, del d.l. 192/2014, convertito dalla legge 11/2015.

L’applicativo è raggiungibile all’indirizzo http://www.mobilita.gov.it.

La prima fase avviata prevede una scheda di rilevazione per inserire, entro il 13 aprile 2015, le informazioni relative a:

  • A) dotazione organica
  • B) unità di personale a tempo indeterminato e a tempo determinato
  • C) unità di personale cessato nel 2014
  • D) previsioni di cessazione per l’anno 2015 e l’anno 2016
  • E) numero di posti destinato ai vincitori collocati nelle graduatorie vigenti di concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato di ciascuna amministrazione

Nei prossimi giorni saranno rese accessibili altre funzionalità necessarie per l’inserimento dei dati relativi alla programmazione completa dei fabbisogni delle amministrazioni interessate con riferimento ai rispettivi ordinamenti.

Le amministrazioni, per poter accedere al sistema, dovranno registrarsi sull’applicativo al fine di ottenere le apposite credenziali di accesso che saranno inviate via mail all’indirizzo del referente individuato dell’amministrazione.

Per informazioni ed assistenza si potrà contattare il desk tecnico attraverso il numero telefonico 06/82888.782 dalle ore 9:30 alle ore 13:30, oppure scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica [email protected] e [email protected]

Eventuali quesiti di carattere normativo potranno essere indirizzati al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected]

Provincia di Reggio Emilia, mobilità interna. Domande fino al 2 aprile

Nuova seduta, ieri a Palazzo Allende, del Tavolo di coordinamento e confronto sulle dinamiche occupazionali e il riordino delle Province promosso dal presidente Giammaria Manghi d’intesa con i sindacati. Nel corso dell’incontro, oltre al presentare il nuovo segretario  generale Alfredo Luigi Tirabassi, il presidente Manghi ha fornito gli ultimi aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell’applicazione della Legge Delrio, con particolare riferimento al decreto del primo marzo con il quale, come richiesto dalla Legge di stabilità 2015, è stata ridotta del 50% la spesa di personale (portata a 7 milioni 573.455,98 euro) e al decreto che dovrebbe essere adottato entro il 31 marzo relativamente alla definizione della pianta organica definitiva dell’ente.

I vari Servizi – erano presenti all’incontro anche le dirigenti Loredana Dolci (Risorse umane) e Claudia Del Rio (Bilancio) e la responsabile della trasparenza Angela Ficarelli – hanno fornito diversi dati ai sindacati, in particolare per quanto riguarda le richieste di mobilità interna avanzate dai dipendenti (12), i nulla-osta richiesti dal personale per procedure di mobilità esterna nel corso del 2014 (19) e del 2015 (18), il numero effettivo dei comandi presso altri enti concessi nel 2015 (7 a tempo indeterminato e 1 a tempo determinato).

Il presidente ha quindi aggiornato i sindacati sui fabbisogni di personale espressi dai Comuni del territorio provinciale: con i 20 richiesti dal Comune di Reggio, il totale è salito a 90, anche se Manghi ha chiarito di aver comunicato ai presidenti delle Unioni che si è deciso di non dar luogo a mobilità verso altri enti, al momento, fino al 31 marzo e comunque non prima di aver appreso di quali funzioni l’ente si dovrà occupare nella nuova veste. Ciò non riguarda, invece, l’istituto del comando.

“Mi pare che i sindacati abbiano giudicato positivamente il confronto, che continua da parte nostra a essere improntato su trasparenza e disponibilità”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, aggiungendo che – d’intesa con gli stessi sindacati –  “si è convenuto sulla necessità di fissare un termine temporale massimo per i dipendenti che volessero presentare richiesta di mobilità interna ad altra Unità operativa  o ad altro servizio”.

Oggi, a tutti a tutti i dipendenti a tempo indeterminato, è stata dunque comunicata la possibilità di presentare domanda di mobilità interna (da inviare all’Ufficio personale) entro il prossimo 2 aprile. Ai fini dell’accoglimento della domanda sarà tenuta in considerazione, oltre alla competenza e professionalità del dipendente rispetto alle funzioni dell’Unità operativa in cui chiede il trasferimento, la possibilità che, nell’ufficio di provenienza del richiedente, il servizio svolto possa comunque essere riorganizzato per sostituire la persona che chiede la mobilità. Tali valutazioni saranno svolte dal dirigente delle Risorse umane, Loredana Dolci, e dai dirigenti dei servizi coinvolti dalla mobilità, con la sovraintendenza del segretario generale  Alfredo Luigi Tirabassi.

Nel corso dell’incontro il presidente Manghi ha inoltre comunicato che il prossimo Tavolo di concertazione istituzionale tra Regione e Province si  terrà venerdì 27 marzo alle ore 13.

 

LEGGE DELRIO: ANCI-UPI, BENE PORTALE PER CENSIMENTO POSTI DA COPRIRE PER PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

Solo attraverso adeguati strumenti, che consentano il rispetto dei tempi di attuazione della legge Delrio, e’ possibile dare le giuste garanzie agli Enti locali e al personale. Per questo motivo, il segretario generale dell’ANCI ed il Direttore dell’UPI, Veronica Nicotra e Piero Antonelli, apprezzano il lavoro che ha portato alla pubblicazione, sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica, del portale per il censimento dei posti disponibili per la Mobilita’ del personale di Province e Citta’ metropolitane.

Garantire che ciascun  attore istituzionale protagonista del processo di attuazione della legge Delrio proceda nei tempi stabiliti, significa salvaguardare la funzionalita’ complessiva degli enti e la possibilita’ di assicurare i servizi, nonche’ salvaguardare i percorsi di tutela del personale previsti dalla legge.

Infatti, per la  pratica applicazione e poi riuscita della procedura di mobilita’ e’ necessario, come e’ evidente, operare  l’individuazione del personale in sovrannumero. Solo tale operazione consentira’ l’incrocio fra i fabbisogni assunzionali delle Pa, e quindi la concreta applicazione dei risultati del censimento e l’operativita’ del sistema del Dipartimento della Funzione pubblica.

Le Citta’ metropolitane e i nuovi enti di area vasta, anche e soprattutto per salvaguardare il personale, stanno gia’ lavorando per rispettare la scadenza di legge. E’ auspicabile che anche le Regioni procedano con rapidita’ all’approvazione delle leggi di riordino delle funzioni, ed e’ necessario che sia portato a compimento nelle prossime settimane il lavoro degli Osservatori regionali.

La Provincia di Barletta Andrai Trani adotta il regolamento per la trasparenza

Col voto unanime dell’intera assemblea, il Consiglio provinciale ha approvato nella giornata di ieri il Regolamento per l’accesso agli atti ed ai documenti amministrativi.

«La Provincia si conferma modello di trasparenza e rispetto dei diritti dei cittadini – ha commentato il Presidente della Provincia di Barletta – Andria – Trani Francesco Spina -. Quello approvato col parere unanime del Consiglio provinciale è un provvedimento all’insegna della trasparenza nella gestione della cosa pubblica, attraverso il quale garantiremo a tutti i cittadini l’esercizio del diritto all’informazione ed all’accesso di tutte le attività svolte dall’ente».

Il Regolamento disciplina le misure organizzative per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi formati dalla Provincia o comunque da essa stabilmente detenuti, assicurandone la più ampia modalità di accesso in ossequio al principio di trasparenza e di efficienza dell’attività amministrativa dell’ente.

Secondo quanto previsto dal provvedimento, inoltre, l’accesso agli atti amministrativi potrà avvenire anche in forma telematica.

«Amministrare un ente pubblico significa operare nel pieno rispetto dei principi di legalità, onestà e trasparenza – ha affermato il Presidente Spina -. Ed è un nostro dovere, morale oltre che previsto dalla legge, mettere i cittadini nelle condizioni di sapere come vengono gestite le risorse pubbliche».

La funzione di assistenza tecnico-­amministrativa nel rapporto tra Comuni e “nuove” Province

Pubblichiamo il dossier redatto da Nicola Melideo in occaisone di una giornata formativa dell’Accademia per l’autonomia riguardo agli aspetti innovativi connessi con la nuova funzione di assistenza tecnico amministrativa delle Province nel raqpporto con i Comuni dle territorio.

Documenti allegati:

Ecco il nuovo Statuto della Provincia di Pisa

Pubblichiamo in allegato il nuovo statuto della Provincia di Pisa, prima tra le Proivnce toscane ad avere approvato il testo base dell’organizzazione dell’ente.
 “Abbiamo elaborato uno Statuto  semplice e leggibile che, aderente alla legge Delrio, mostra due elementi di spicco – ha dichiarato Il Presidente Marco Filippeschi – uno di natura politico-territoriale, perché abbiamo inserito nell’identità della nuova Provincia la promozione delle politiche di area vasta. Un carattere che vorremmo fosse presente anche negli Statuti che verranno approvati dalle altre Province dell’area costiera, facendoli  convergere in modo da dare una forte impronta interprovinciale ad alcune politiche, come quelle infrastrutturali o economico-ambientali. L’altro elemento è l’attenzione particolare al ruolo dei dirigenti, ai quali è attribuita una nuova funzione di impulso e di grande responsabilizzazione per le future attività dell’ente.”

In allegato, il nuovo statuto della Provincia di Pisa

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Il Mestiere delle nuove Province nell’analisi di Nicola Melideo

Pubblichiamo il testo dell’analisi elaborata dal Nicola Melideo per l’Accademia per l’Autonomia, nel quale si analizza il nuovo Ente di Area Vasta, con una particolare attenzione alle funzioni legate al servizio di Assistenza tencica ai Comuni. “Quali opzioni per il futuro delle nuove Province“, “Una rifondazione tecnico-professionale”
“Un nuovo modo di intendere il servizio di AT”  sono alcuni dei capitoli su cui si concentra la riflessione, che riportiamo in allegato.

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Attuazione Legge Delrio “Le previsioni in materia di trasferimento di risorse e personale: una disamina dei disegni di legge regionali”

In questa analisi attraverso i testi delle Leggi regionali di riordino delle funzioni delle Province e delle Città metropolitane, la Prof.ssa Giovanna Perniciaro evidenzia come “il pericolo è che il percorso garantista nei confronti del personale, ma anche dei servizi al cittadino, che i provvedimenti statali (la legge n. 56/2014 e la legge n. 190/2014) hanno tracciato, trovi un forte ostacolo nella assenza di risorse. E, sotto questo punto di vista – conclude la Prof.ssa nel suo intervento, che pubblichiamo in allegato –  i disegni di legge regionali certamente non fanno molti sforzi”

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La Provincia di Potenza invitata dalle Nazioni Unite (senza spese per l’ente e per l’Italia) alla 3° Conferenza Mondiale sulla riduzione del rischio dei disastri

La Provincia di Potenza, partecipa alla 3^ Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulla Riduzione del Rischio di Disastri che si terrà a Sendai, (Giappone), in virtù del riconosciuto ruolo di guida e capofila del sistema delle autonomie locali nelle politiche della Resilienza territoriale ed urbana e della prevenzione dei rischi, così come riconosciuto, lo scorso mese di Gennaio, dallo Speciale Rappresentante del Segretario Generale dell’ONU, Margareta Wahlström.

Invitato dalle Nazioni Unite, Il Presidente dell’Upi di Basilicata e della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, che sarà relatore ufficiale in due sessioni della Conferenza Internazionale.

L’ente lucano rappresenterà il risultato del lavoro condotto nei mesi scorsi con il coinvolgimento dei vari gruppi sociali e di interesse delle m100 comunità locali della Provincia.

Le proposte ed i suggerimenti forniti dai gruppi rappresentativi di genere, generazioni, migranti, disabili, categorie professionali e del volontariato saranno oggetto di specifiche discussioni nell’ambito dei lavori della Conferenza.

Un dialogo attivo sotto forma di piattaforme di condivisione delle informazioni e scambi coordinati tra rappresentanti nazionali e locali di governo, sono stati infatti la carta vincente che l’ente di Area vasta, nella sua dinamica di coordinamento delle politiche territoriali, insieme ai sindaci ha messo in campo con il Piano Strutturale Provinciale, anticipando di fatto quella che sarebbe stata la riforma dell’Ente locale.

A guidare il processo, il Dirigente dell’Ufficio Pianificazione della Provincia di Potenza, Alessandro Attolico, che a sua volta coordinerà i lavori del workshop preparatorio del giorno 13, alla vigilia della manifestazione di apertura e susseguentemente di quelli previsti il 15 e 16 e 17 sempre nella Convention di Sendai e che, in particolare, è invitato a relazionare nel corso di una specifica riunione di coordinamento dei Role Model e Champions dell’ONU ed a coordinare un Public Event sul processo che ha portato la Provincia di Potenza al riconoscimento di modello mondiale per la resilienza inclusiva e la sicurezza territoriale.

 

Un dialogo aperto quello tra attori pubblici e privati, in programma a Sendai, che consentirà l’identificazione delle necessarie azioni congiunte.

Lo scambio di idee e di esperienze, sia a livello nazionale che locale, è stata dunque la scelta fatta dalla Provincia di Potenza che può anche contribuire allo sviluppo di normative e di politiche su larga scala capaci incentivare investimenti sensibili ai rischi.

Altra questione che sarà trattata invece è l’urbanistica e la gestione del territorio che sono al centro della Resilienza urbana. La pianificazione urbana e la gestione del territorio, possono contribuire ad allineare la visione di crescita futura con l’idea di sviluppo sostenibile a lungo termine, in modo che i nuovi rischi siano ridotti al minimo. Gestire l’esposizione dello sviluppo urbano ai rischi rimarrà uno dei fattori chiave. La pianificazione urbana e la gestione del territorio sono processi politici che devono coinvolgere diversi attori per garantire equità nell’accesso alle opportunità e ai servizi urbani, compresa la responsabilizzazione dei cittadini e la partecipazione attiva dei gruppi sociali più vulnerabili.

 

 

La partecipazione alla Conferenza mondiale dei rappresentanti la Provincia di Potenza è stata finanziata da Unisdr e progetti europei Re Mida e Renergy senza alcun esborso per il bilancio dell’Ente.

Riforma Cal: la proposta del Presidente della Provincia di Udine, Fontanini

Il Cal, il Consiglio delle autonomie locali istituito dalla legge 1/2006, si appresta a una rivoluzione radicale. Domani pomeriggio (6 marzo) alle 15, la prima commissione del Cal è chiamata, infatti, ad approfondire lo schema di disegno di legge riguardante la “Disciplina del Consiglio delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia”, approvato in via preliminare dalla Giunta regionale lo scorso 27 febbraio. “Una trasformazione con tempi troppo accelerati rispetto all’entrata in vigore e in funzione delle Uti e che apporta modifiche sostanziali all’organismo stesso e ribadisce il disegno di una regione egemone che non riconosce il ruolo delle autonomie locali, limitandone gli spazi di espressione e di autonomia” critica il presidente della Provincia di Udine e dell’Upi Fvg Pietro Fontanini che domani durante l’incontro avanzerà una serie di controproposte. Fontanini solleva la questione della rappresentanza degli Enti Locali. “Il Cal così come attualmente composto, – spiega il presidente Fontanini  – è l’organo di rappresentanza per eccellenza delle amministrazioni locali previsto dalla Costituzione. Con i suoi 23 membri riunisce, infatti, i quattro comuni capoluogo, le quattro province e quindici Comuni non capoluoghi di provincia scelti in modo da assicurare un’adeguata rappresentanza a tutti i territori anche a quelli montani. Ora nel “nuovo” Cal, si passa da 23 a 17 membri tante quante saranno le Uti. Una modifica sostanziale alla rappresentanza che procede ancor più speditamente del riordino degli enti locali: ricordo, infatti, che le Uti entreranno in vigore dal 1 ottobre 2015 e in funzione effettiva dal 1 gennaio 2016”. Fontanini entra nel merito dell’operatività del Cal. “Questo organismo deve essere dotato di autonomia organizzativa, contabile, amministrativa e finanziaria. Non dev’essere controllato dalla Giunta regionale o da uno o più dei suoi assessori – aggiunge Fontanini – ma deve essere un’entità “terza” rispetto all’esecutivo e collegata con il Consiglio regionale, come avviene pressoché in ogni altra regione d’Italia. La Regione, a questo proposito, nella legge di bilancio deve assegnare annualmente al Consiglio delle autonomie le risorse finanziarie destinate al suo funzionamento ed alle sue attività, nell’ambito delle risorse destinate alla finanza locale”. Altro aspetto sui cui Fontanini intende fare pressione è il ruolo del Cal e il peso delle intese che vengono espresse. “Finora i pareri non sono stati vincolanti mentre ritengo che le valutazioni del Cal debbano avere maggiore forza e la Giunta e il Consiglio regionale debbano tenerne conto. Ecco perché – motiva Fontanini – quando la Giunta regionale intende varare un provvedimento che non abbia riportato l’intesa o non intenda accogliere le modifiche del Cal, deve specificamente motivare questo discostamento. Mentre, nel caso di provvedimenti legislativi che non abbiano riportato l’intesa o nel caso in caso in cui il pronunciamento del CAL sia condizionato all’accoglimento di specifiche modifiche, il Consiglio regionale debba esprimersi a maggioranza assoluta dei suoi componenti”. Il Cal, insomma, deve avere più dignità istituzionale cosa che non traspare nel testo di modifica della Giunta regionale. “Mi auguro che la proposta venga esaminata e condivisa anche dagli altri esponenti della Commissione – conclude Fontanini  – e su questa si discuta lunedì 9 marzo nella seduta del Cal che prevede tra i punti all’ordine del giorno proprio l’intesa sulla riforma del Consiglio stesso”.

La Provincia di Avellino approva lo Statuto. Il Presidente Gambacorta “Rilanciamo i rapporti con Comuni e cittadini”

L’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Avellino ha approvato il nuovo Statuto dell’Ente. Su 63 amministratori presenti, per una popolazione rappresentata di 294.435 abitanti pari al 68,38% di quella totale, 62 si sono espressi favorevolmente e uno solo è stato il voto contrario.

L’Assemblea dei Sindaci, che si è tenuta ieri mattina, è stata preceduta da quattro incontri zonali sul territorio provinciale, organizzati per un confronto sullo schema di Statuto – adottato dal Consiglio Provinciale lo scorso 30 Dicembre (delibera n. 41) -, anche al fine di ricevere suggerimenti, integrazioni e modifiche.

“La Provincia, in tal modo – commenta il Presidente Domenico Gambacorta –  ha deciso di andare verso i territori, per rilanciare il rapporto con gli Enti locali e con i cittadini. Insieme ai Consiglieri Provinciali stiamo impostando il lavoro lungo il percorso della condivisione e del coinvolgimento.

“L’approvazione dello Statuto – conmclude Gambacorta – è un segnale importante che diamo alla popolazione, a cui dobbiamo dimostrare che le Province svolgono ancora un ruolo fondamentale nella filiera istituzionale e per la crescita del territorio”.

In allegato, il testo dello Statuto approvato

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Provincia di Brescia: modello sperimentale della Delrio

Convenzione per lo svolgimento da parte della Provincia di Stazione appaltante, funzione di assistenza tecnico – amministrativa ai Comuni per i lavori pubblici, gestione della funzione statistica  e del reperimento fondi a livello comunitario.

Sono questi i contenuti delle delibere approvate dall’ultimo Consiglio Provinciale che testimoniano la volontà del Broletto di diventare concretamente la “Casa dei Comuni” ed essere quindi un punto di riferimento per il territorio, fornendo servizi e consulenze, in linea con la legge 56.

«Abbiamo inviato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, le delibere approvate in Consiglio – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – dopo l’incontro avuto con lui a Roma, nel quale mi aveva chiesto di far della Provincia di Brescia modello di  sperimentazione della sua legge. In quest’ottica e con queste finalità sono in fase di attuazione le prime iniziative intraprese nell’ambito di alcune funzioni fondamentali delle Province».

“Per valorizzare la nascita degli Enti di Area Vasta – si legge nella lettera inviata a Delrio dal Presidente Mottinelli – questa Provincia sta proseguendo con determinazione ed entusiasmo tutte le strade possibili per assicurare il nuovo ruolo attribuito alle Province, intese come “Casa dei Comuni”.

I testi delle convenzioni, approvate in Consiglio, saranno spedite in giornata a tutti i Comuni della provincia e al Sottosegretario Delrio.

 

«Ho sempre sottolineato – ha concluso il Presidente Mottinelli – che la Provincia deve essere un Ente a servizio dei Comuni; si deve creare una sinergia che permetta di risolvere le criticità che le zone del territorio possono riscontrare, lavorando insieme per il bene comune. E’ fondamentale infatti continuare a garantire servizi alla popolazione e sono convinto che il costante contatto con Palazzo Chigi e con i sindaci bresciani porterà la Provincia di Brescia a diventare davvero un esempio per l’Italia tutta».

 

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