Categoria: Istituzioni e Riforme

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Elezioni di secondo grado dei consigli metropolitani, dei presidenti delle province e dei consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario.

La Circolare inoltre che domenica 28 settembre 2014 ci sarà l’elezione di secondo grado dei consigli metropolitani, dei consigli provinciali e dei presidenti di provincia.

La circolare inoltre chiarisce:

  • che le Province sono enti competenti per l’organizzazione delle consultazioni elettorali;
  • quali sono le indicazioni per attuare le disposizioni sulla ponderazione del voto di secondo grado;
  • che sono eleggibili a consigliere provinciale e a presidente di Provincia anche tutti i consiglieri provinciali, tra cui i presidenti, delle Province i cui organi siano scaduti tra la fine del 2011 e il 2014 purché gli amministratori fossero in carica al momento della scadenza.

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Province: Di Giuseppantonio al Convegno Anci

 “I mesi che abbiamo davanti, fino alla definitiva trasformazione delle Province in nuovi Enti guidati dai Sindaci, si preannunciano davvero impegnativi, sia sul fronte dell’attuazione della legge di riforma delle Province sia nel confronto con Governo e Parlamento. Le Province e i Comuni sono impegnati insieme per dare piena attuazione alla Legge, ma servono interventi per evitare che i tagli ai bilanci compromettano l’avvio dei nuovi enti”. Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Enrico Di Giuseppantonio, intervenendo al convegno promosso dall’Anci “I Comuni alla guida delle Porvince”. Diversi i nodi evidenziati dal Vicepresidente “ L’attuazione della Legge – ha detto – non può prescindere dall’accordo sulle funzioni con le Regioni: è evidente che questo accordo è l’occasione per il Paese di cogliere una grande opportunità: quella di riuscire a mettere ordine tra chi gestisce le funzioni di governo territoriali. Alle Regioni chiediamo con forza di cogliere l’importanza di questa opportunità, perché è l’occasione per avviare la semplificazione degli enti locali, ricomponendo tutte le funzioni in capo agli enti che possono gestirle al meglio. Se invece l’operazione si dovesse tradurre nella creazione di ennesimi enti, consorzi e società, sarebbe davvero una sconfitta per tutto il sistema di governo territoriale. Ma il tema dello stato della finanza provinciale è una vera emergenza. Dobbiamo assicurare ai sindaci che governeranno le Province bilanci solidi e in grado di garantire i servizi essenziali. Con i nuovi tagli imposti dalla spending review non saremo in grado di farlo: il rischio e’ che con l’autunno saremo costretti a chiudere tratti di strada perche’ non saremo in grado di togliere la neve, o che non riusciremo a riaprire le scuole a settembre. Ne abbiamo discusso più volte con il Governo, proponendo di avviare,  una analisi della sostenibilità finanziaria dei bilanci delle Province rispetto all’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Questo permetterebbe di comprendere la reale capacità degli enti di sostenere i tagli, a fronte delle funzioni che dovranno gestire con la Legge 56/14.  Sono certo che su questi temi Anci e Upi potranno lavorare insieme in una forte azione unitaria per affrontare e portare a termine questi processi e riaffermare il ruolo centrale delle autonomie locali nel sistema paese.  Abbiamo davanti uno nuovo, importante, scoglio da superare – ha poi concluso –  rappresentato dalla riforma costituzionale. Il ruolo dei Sindaci nell’affermare l’importanza delle nuove Province al servizio dei Comuni per il governo dei territori sarà essenziale per confermare la necessità del mantenimento dell’ente di area vasta nel quadro istituzionale del Paese

Riforme: l’Upi al Convegno Censis sulle Province

“Lo studio presentato oggi dal Censis, che negli ultimi anni è stata tra le pochissime voci che ha levato forti critiche contro le campagne mediatiche e politiche ai danni delle istituzioni provinciali, conferma la necessità di un ente di governo di area vasta nel sistema istituzionale del Paese. E conferma anche la superficialità con cui il tema dell’abolizione delle Province è stato affrontato”.  Lo ha detto il Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, intervenendo oggi  come rappresentante della Presidenza Upi all’incontro promosso dal Censis “Il vuoto dell’assetto territoriale” nell’ambito delle iniziative  “Mese sociale – I vuoti che crescono” del Centro ricerche. “Oggi, con questa ricerca, si torna ad aprire un confronto serio e meticoloso che analizza il sistema sociale, economico e politico del Paese, a partire dai territori, valutando gli effetti che le riforme sulle Province potrebbero avere. E’ evidente – ha sottolineato Baccelli – che  la vera questione da affrontare, quando si avviano riforme di questa portata, non è tanto e solo come ‘smantellare’ l’esistente, quanto piuttosto quali modelli alternativi produrre, altrimenti si rischia di creare quel vuoto su cui oggi il Censis lancia l’allarme. E’ un monito importante, che deve essere considerato soprattutto dal Parlamento, impegnato in una riforma costituzionale che, nell’ultima stesura, cancella completamente l’area vasta. Ma la dimensione territoriale provinciale – ha sottolineato il Presidente – rimane centrale nel Paese, perché il Paese, come emerge anche in questa ricerca Censis, è organizzato e si articola su area vasta:   popolazione, imprese e servizi, sistemi economici e lavorativi si muovo all’interno dell’area provincia. Se dunque si vuole evitare di produrre quel “vuoto dell’assetto territoriale” che oggi la ricerca Censis porta all’attenzione, è necessario che prima di tutto i Sindaci, che possono diventare i protagonisti della governance del territorio, guardino alle nuove Province come ad una opportunità e ad un valore aggiunto,  sfruttando a pieno le potenzialità di questi enti, in grado di mettere a rete servizi e politiche territoriali. Mi auguro – ha concluso Baccelli – che una volta “uccise” le Province come istituzioni, si salvino le province come territori, aree essenziali nel sistema economico e politico italiano per continuare a garantire lo sviluppo territoriale e i servizi essenziali a tutti i cittadini, non solo nei grandi Comuni ma anche nelle piccole comunità”.

Dipartimento Funzione Pubblica: parere sulla scadenza dei contratti ed incarichi ex articoli 90 e 110 d.lgs.267/2000 a seguito dell’entrata in vigore della legge 56/2014

Pubblichiamo il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica in merito ai possibili atti da adottare in ordine ai rapporti di lavoro instaurati ai sensi degli articoli 90 e 110 d.lgs. 267/2000 in considerazione delle disposizioni introdotte dalla recente legge 56/2014.

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Riforme Enti locali: Anci e Upi siglano protocollo per massima integrazione delle Associazioni

Un protocollo d’intesa per affermare un percorso di massima integrazione delle associazione delle autonomie locali per il supporto delle politiche associative di  Comuni, Città metropolitane e Province:  è questa la sfida che il Presidente dell’Anci, Piero Fassino, e il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, hanno deciso di  cogliere, avviando un percorso che porterà all’integrazione delle associazioni di rappresentanza delle autonomie locali.

“La sfida della semplificazione delle istituzioni e della pubblica amministrazione lanciata dal Governo – commentano i due Presidenti – deve vedere in prima linea le associazioni di rappresentanza degli enti locali. Comuni, Città metropolitane e Province, che escono completamente innovate dalle ultime leggi approvate in Parlamento, prima fra tutti la cosiddetta Legge Delrio, hanno bisogno di una forte azione unitaria per affrontare e portare a termine questi processi e riaffermare il ruolo centrale delle autonomie locali nel sistema paese. La nostra è una scelta determinante – affermano i Presidenti – che può rappresentare un modello da mostrare  con orgoglio anche agli altri Paesi europei, dove il dibattito sulle riforme degli enti locali è appena iniziato”.

Il percorso di integrazione delle due associazioni avviato con la sottoscrizione da parte del Presidente Piero Fassino e del Presidente Antonio Saitta del protocollo, che detta le modalità attraverso cui attuare l’integrazione,  prevede ulteriori passaggi significativi in occasione delle prossime Assemblee di Upi e Anci.

Antonio Saitta Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

L’ufficio di Presidenza dell’Upi esprime vive congratulazioni ad Antonio Saitta, appena nominato Assessore alla Sanità della Giunta Chiamparino per la Regione Piemonte. Nel suo prezioso lavoro alla guida dell’Unione delle Province d’Italia  in questi ultimi due anni si è dimostrata la sua determinazione, la rettitudine, la lealtà, la grande passione politica di amministratore al servizio dei cittadini. Doti che saranno fondamentali in questo nuovo incarico. A lui le congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro da tutta l’Unione delle Province d’Italia.

Riforma Pa: Polli, Upi “Accordo importante. Tutte le istituzioni in forte sinergia per modernizzare la Pa”

 “E’ davvero positivo che questo accordo si sia raggiunto coinvolgendo tutti gli attori della Pa, Comuni, Province, Città metropolitane, Governo Regioni. Solo con una forte sinergia tra tutte le istituzioni può prendere forma un processo, ormai ineludibile, per dare le giuste riposte alle domande dei cittadini e delle imprese”. Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli che ha firmato per l’Upi l’accordo per la riforma della Pa insieme ai Ministri Madia e Lanzetta.  “Bisogna avere la capacità di immaginare un percorso complessivo, — ha detto il Presidente – con azioni che investano gli enti centrali e le autonomie locali e regionali abbattendo, nei fatti, quella nostra abitudine di intendere e vivere ogni amministrazione come qualcosa a se stante e reinventando, come giustamente scritto nell’accordo il ruolo della funzione pubblica come soggetto unico di chi, nel nostro Paese, organizza la Repubblica per assecondare i fabbisogni della Comunità . Rilanciare oggi la Funzione Pubblica nel Paese – ha poi sottolineato – significa, prima di tutto, costruire le basi per dare seguito alle grandi riforme che il Governo e il Parlamento stanno portando avanti, valorizzando  il grande patrimonio di professionalità che esiste nella nostra PA, investendo risorse significative nella formazione e nella qualificazione del personale. Il personale è, infatti, l’ossatura su cui deve camminare qualsiasi riforma si voglia immaginare. E’ per questo  necessario che nella PA inizi un percorso di ricambio generazionale: lo sblocco del turnover non è solo questione di creare nuovi posti di lavoro in una congiuntura storica in cui, comunque, sarebbe già un risultato in se. Sbloccare oggi il turnover significa, invece e prima di tutto, immettere nella PA una nuova generazione capace di far vivere in maniera piena e compiuta il processo di digitalizzazione e trasparenza che serve a modernizzare la PA del nostro Paese”

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Province, l’Upi alla Commissione Affari Regionali del Senato

“Siamo nettamente contrari alla proposta avanzata dalla Commissione Affari Regionali di assegnare alle Regioni  la potestà di organizzare amministrativamente le nuove Province. La garanzia di una legislazione uniforme che valga per tutto il Paese, assicurata dalla previsione della riserva allo Stato sull’ordinamento degli enti di area vasta, non deve esser modificata. Alle Regioni deve spettare la possibilità di potere ridisegnare le nuove circoscrizioni provinciali, rendendole più rispondenti per dimensioni alle funzioni fondamentali che sono state assegnate alle nuove Province e alle Città metropolitane dalla legge Delrio”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il parere espresso sulla riforma costituzionale dalla Commissione Affari Regionali del Senato presieduta dal Senatore Renato Balduzzi.
“La previsione di lasciare alle Regioni l’organizzazione dell’amministrazione di area vasta – sottolinea Saitta – non sarebbe in linea con lo spirito della riforma costituzionale, che mira a semplificare, razionalizzare, snellire le istituzioni regionali e locali. In questo modo invece, come la stessa commissione sembrerebbe prevedere nella nota del parere, ci ritroveremmo decine di agenzie ed enti strumentali al posto delle nuove Province. L’esatto opposto di ciò a cui mira la proposta del Governo Renzi, che è invece coerente e in linea con la Legge Delrio e con l’attuazione che di questa si sta facendo a livello centrale con la piena collaborazione di Anci e Upi”.  

Riforma Pa: l’Upi ai tavoli con il Governo

“Abbiamo davanti un mese e mezzo per confrontarci su una riforma che è davvero cruciale per lo sviluppo del Paese. La parola chiave deve essere semplificazione”. E’ il commento del Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, che è intervenuto come rappresentante dell’Ufficio di Presidenza Upi alla prima riunione con i Ministri Marianna Madia e Carmela Lanzetta per avviare il confronto sulla riforma della Pubblica amministrazione.

“La decisione del Governo di aprire 5 tavoli di lavoro con Regioni, Province e Comuni sui temi cruciali della riforma, semplificazione, dirigenza, mobilità, organizzazione degli enti e open data, è un segnale molto positivo: si tratta di interventi che modificheranno radicalmente la gestione amministrativa degli enti e devono per questo essere realizzati con il pieno confronto e la collaborazione di tutte le istituzioni interessate. Ma il nodo più importante da affrontare è quello della semplificazione istituzionale: fino ad ora l’unico intervento è stato quello sulle Province e le Città metropolitane. E’ del tutto evidente che se ci si ferma solo a questo i benefici per i cittadini e le imprese saranno nulli. 

Per questo –aggiunge Polli – ribadiamo che il DL sulla semplificazione che il Governo si appresta a predisporre deve contenere norme stringenti di riduzione del numero degli Enti strumentali nazionali, regionali e locali per evitare le duplicazioni e razionalizzare il sistema. Si tratta di enti strumentali che duplicano a livello nazionale e locale funzioni tipiche delle istituzioni, come gli Ato, i Consorzi di Bonifica, i Bim.  E’ anche attraverso questi tavoli di lavoro aperti che si può avviare quella ricognizione delle norme nazionali e regionali necessaria per avere il quadro reale della situazione ed avviare poi un vero e proprio disboscamento di quelli che non erogano servizi ai cittadini o i cui servizi interessano funzioni tipiche delle istituzioni nazionali e locali”.

 

Riforme: l’Upi incontra il Ministro Boschi

“Condividiamo il disegno del Governo di riforma dell’intera architettura istituzionale del Paese, ma chiediamo che siano assicurati a tutti i cittadini le stesse garanzie: se le Città metropolitane restano in Costituzione allora anche per le nuove Province deve esserci una tutela nella Carta”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Antonio Saitta che ha incontrato oggi, insieme al Presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, per consegnare le proposte Upi sul disegno di legge di riforma costituzionale del Governo.

“Il timore– ha detto Saitta al Ministro – è che la grande attenzione che nelle riforme si sta dando solo alle grandi aree metropolitane trascuri tutta quella parte restante del Paese da dove si muove il vero sviluppo economico. Per questo crediamo che sia necessario assicurare una tutela costituzionale anche alla futura area vasta, come riteniamo indispensabile rivedere i confini di Regioni e Province e superare le Regioni a statuto speciale . Accorpare le Regioni fissando un minimo di popolazione tra i 3 e i 4 milioni di abitanti e assegnare alle Regioni la titolarità costituzionale di disegnare le  nuove circoscrizioni di area vasta riducendo il numero delle Province porterebbe ad una vera semplificazione istituzionale. Soprattutto – ha aggiunto Saitta – se nella riforma costituzionale si chiarirà che le Regioni hanno prevalentemente, se non esclusivamente, una funzione legislativa. Questo eviterebbe il proliferare  di nuovi enti strumentali, agenzie e società,  creati per esercitare funzioni amministrative di Province e Comuni”. Preoccupazione condivisa anche dal Preisdente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli che ha segnalato il rischio che ” senza una regia attenta e la piena condivisione di tutte le istituzioni, l’attuazione della legge di riforma delle Province porti ad un riaccentramento delle funzioni amministrative in capo alle Regioni, con l’abbandono dei territori”.

In allegato il Documento consegnato al Ministro Boschi con le proposte Upi sul DDL del Governo di iforma costituzionale

 

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LEGGE 56/14 CIRCOLARE MINISTERO INTERNO SCADENZE ELETTORALI

In allegato il testo della nota inviata dal Ministero dell’Interno a tutte le prefetture, con le indicazioni rispetto alla scadenza degli organi delle Province a seguito dell’entrata in vigore della Legge 56/2014.
La nota specifica che “fino alla scadenza del quinquennio, gli organi restano in carica nella piena titolarità delle funzioni attualemtne esercitate”. Inoltre specifica che il computo per definire il termine del mandato elettivo “decorre dalla data di proclamazione degli eletti”.

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Province, parte la nuova fase

“Approvato questo Disegno di Legge, ora l’impegno di tutti dovrà essere quello di fare funzionare le nuove Province e le 10 Città metropolitane, per continuare ad assicurare livelli efficienti di servizi ai cittadini”. Così commenta il Presidente dell’Upi Antonio Saitta l’approvazione della Legge che riordina e riforma le Province e istituisce le Città metropolitane.

“I prossimi mesi i Presidenti delle Province saranno chiamati a gestire una fase davvero importante – sottolinea il Presidente Saitta – perché sarà necessario assicurare il passaggio alla nuova organizzazione in tutte le attuali Province che nasceranno da questa trasformazione, assicurando enti efficienti ai nuovi Sindaci Presidenti di Provincia e ai nuovi Consigli provinciali che saranno eletti tra Sindaci e amministratori comunali in autunno. Una fase delicata che ci vedrà impegnati ad assicurare che la riorganizzazione degli enti non comporti disservizi. I Sindaci che prenderanno il posto dei Presidenti di Provincia avranno poi un ruolo importante, viste le funzioni chiave che, nei diversi passaggi parlamentari, sono state assegnate alle Province: dalla gestione dell’edilizia scolastica alla programmazione della rete scolastica; dalla pianificazione territoriale provinciale di coordinamento alla tutela e valorizzazione dell’ambiente; dalla pianificazione dei servizi di trasporto all’ autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, dalla costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale, fino alla raccolta ed elaborazione di dati e assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali. A queste, tipiche delle Province, se ne affiancano di nuove, come il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Ma soprattutto, la Legge assegna alle Province l’opportunità di diventare Stazione Unica Appaltante, una richiesta che avevamo avanzato e che, secondo le stime degli economisti, è in grado di produrre grandi risparmi. Se anche le Regioni crederanno in questa riforma, allora avremo la vera semplificazione, perché la legge assegna alle nuove Province l’esercizio di tutte le funzioni oggi impropriamente demandate a società e consorzi. Ci aspettiamo – conclude il Presidente Saitta – che questo avvenga e che con la stessa determinazione usata per cancellare gli organi democraticamente eletti delle Province si proceda a cancellare tutte queste società ed enti strumentali e a riordinare l’organizzazione periferica dello Stato, tagliando quegli uffici e sedi decentrate che non hanno nessun motivo di esistere, se non l’assicurare una poltrona ai grandi burocrati di Stato”.

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