Categoria: Istituzioni e Riforme

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Senato della Repubblica Dossier 404

In allegato il Dossier del Senato e il Disegno di legge 3558

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Tagli ai bilanci: le decisioni dell’Ufficio di Presidenza Upi

Una settimana di incontri con i Parlamentari per sensibilizzare la politica sui tagli drammatici operati dalle manovre economiche ai bilanci delle Province, che mettono a rischio i servizi essenziali, dalle scuole alle strade alla difesa del  suolo. Queste le decisioni prese dall’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia che si è tenuto oggi a Roma.

 

“A partire dalla prossima settimana – ha spiegato il Presidente Saitta al termine della riunione – avvieremo Regione per Regione incontri  con i parlamentari eletti sui territori, e contemporaneamente chiederemo ai Capigruppo di tutti i partiti politici di riceverci. Porteremo dossier sulla situazione dei servizi delle Province, messi a rischio dai tagli e chiederemo che si intervenga con la legge di stabilità a dimezzare almeno quelli previsti per il 2013, passando da 1,2 miliardi a 600 milioni”.

 

Per quanto riguarda i problemi legati alla scuola, sollevati dalle Province la scorsa settimana, Saitta ha annunciato che incontrerà il Ministro dell’istruzione Francesco Profumo sabato prossimo a Torino.

 

“Al Ministro – ha detto – chiederemo di essere al nostro fianco per sostenere nel Governo interventi che ci permettano non solo di assicurare i servizi essenziali, ma di riportare il tema dell’edilizia scolastica al centro delle priorità del Paese. Oltre a chiedere il suo sostegno al dimezzamento del taglio per il 2013, chiederemo che sia permesso alle Province di escludere dal patto di stabilità gli interventi per la messa in sicurezza degli oltre 5000 edifici scolastici che rientrano nelle nostre competenze, per assicurare a tutti gli studenti di accedere in classi calde, accoglienti, sicure”.

 

Previsti anche incontri con le organizzazioni sindacali, per discutere del tema della valorizzazione e tutela del personale delle Province a seguito dell’operazione di riordino. “ In questi giorni – ha spiegato Saitta – cominciano ad uscire dati allarmanti rispetto ai rischi di esuberi o comunque di eccedenze del personale delle Province. E’ un tema troppo delicato su cui, secondo noi, nonostante i nostri continui richiami, ci si sta muovendo con troppa leggerezza”.

 

Riordino Province: Saitta incontra Ministro Patroni Griffi

Un occasione di chiarimento e un ulteriore confronto sul decreto di riordino delle Province. Questo il motivo dell’incontro avuto oggi  tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta.

“Abbiamo ribadito al Ministro che per noi la priorità è il mantenimento del livello dei servizi ai cittadini, e che quindi è necessario che il Governo intervenga a ridurre i tagli alle Province.

Per quanto riguarda il processo di riordino – sottolinea Saitta – abbiamo ricordato al Ministro che si tratta di un percorso necessario per avviare, intorno alle Province, una riorganizzazione del governo dell’amministrazione periferica dello Stato più snella, efficace e funzionale. 

Tuttavia il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, che pure ha il pregio di confermare il ruolo essenziale delle Province nel sistema istituzionale del Paese, presenta alcune importanti criticità che noi riteniamo possano essere corrette dal Parlamento, a partire dai parametri stabiliti per gli accorpamenti, che sono troppo rigidi, e dalla poca chiarezza sulle funzioni delle Province.  Chiederemo poi che siano portati a scadenza naturale nella primavera del 2014 tutti gli organi e  che sia quindi cancellata la norma che elimina le giunte delle Province dal 2013.  Riteniamo indispensabile infatti – afferma Saitta – che siano gli amministratori attualmente in carica a dovere seguire responsabilmente tutto il processo di riordino delle Province.

Vogliamo inoltre  che il Parlamento affronti con serietà il tema del modello elettorale di queste istituzioni – sottolinea Saitta – perché siamo convinti che sia necessario assicurare organi eletti direttamente dal popolo.

Nei prossimi giorni presenteremo alle forze politiche e  Parlamento emendamenti al testo che vanno in questa direzione, confermando la nostra volontà che questo processo sia portato a termine”.

Muraro, Upi “Il Governo si vanta di avere eliminato 600 assessori.

“Il Governo, usando un linguaggio davvero inopportuno per una istituzione della Repubblica italiana, si vanta di avere ‘eliminato’ 600 assessori delle Province. Intanto bandisce un concorso per 30 nuovi prefetti, che si andranno ad aggiungere ai 1400 in servizio. Considerando che dal 2013 le Province, e quindi le Prefetture, saranno 50 in tutta Italia, gli altri 1300 a cosa serviranno? Saranno riorganizzati come le Province, o resteranno sul territorio?”

Lo dichiara il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi, Leonardo Muraro, al termine di un incontro avuto oggi a Roma con i parlamentari del Veneto, sul riordino delle Province e i tagli ai bilanci imposti dalle leggi economiche.

  “Un assessore di Provincia, eletto dal popolo – sottolinea Muraro –  riceve in media un compenso di 3.500 euro su 12 mensilità, senza vitalizi o diritto a pensione.

Un prefetto di prima nomina riceve uno stipendio di circa 5.700 euro. Quando viene mandato a commissariare una Provincia a questo si aggiunge una indennità di mansione pari al 50% del compenso del Presidente che sostituiscono.

Il Governo Monti ha già commissariato 6 Province nel 2012 e si appresta a commissariarne altre 8 nel 2013 a seguito del decreto legge di riordino,  semplicemente non mandandole al voto, e non perché abbiano commesso reati.

Quindi commissariare le Province, oltre ad essere antidemocratico, rappresenta una spesa inutile per lo Stato. Siccome siamo stati accusati di non volere risparmiare, invitiamo il Governo a fare altrettanto. Perché non si dica mai che il Governo Monti, tanto attento alle spese degli Enti locali, che ormai ha ridotto sul lastrico, non dia il buon esempio”.

 

ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DELL’UPI ANTONIO SAITTA, Presidente della Provincia di Torino.

A seguito delle due giornate del 7 e 8 Novembre durante le quali si è svolta la riunione dell’Ufficio di Presidenza e del Consiglio Direttivo unitamente all’Assemblea dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti di Consiglio sono stati eletti i nuovi vertici dell’Associazione:

Antonio Saitta Presidente Upi, Presidente della Provincia di Torino;

Angelo Vaccarezza Vice Presidente Vicario Upi, Presidente della Provincia di Savona;

Enrico Di Giuseppantonio  Vice Presidente Upi, Presidente della Provincia di Chieti;

Leonardo Muraro  Presidente del Consiglio Direttivo Upi, Presidente della Provincia di Treviso.

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Chi è Antonio Saitta

Nato a Raddusa (Ct) il 15/07/1950. Esponente del Partito Democratico, nominato Grand’Ufficiale dal Presidente della Repubblica nel 2007.

Dall’8 novembre 2012 è presidente dell’Unione Province Italiane.

Sta svolgendo il secondo mandato come presidente della Provincia di Torino, essendo stato eletto una prima volta nel 2004 e rieletto poi nel giugno 2009.

Laureato in Scienze politiche, sposato, padre di Marilde, studentessa universitaria, vive a Rivoli fin da quando ha lasciato bambino la Sicilia insieme ai genitori e ai due fratelli. Di Rivoli è stato a lungo amministratore come consigliere comunale prima e come sindaco poi, dal 1988 al 1995. Ha una lunga esperienza amministrativa alle spalle: è stato consigliere e capogruppo della Democrazia Cristiana della Provincia di Torino dal 1985 al 1990. Eletto consigliere regionale nel 1995 nelle file del Partito popolare, rieletto per la Margherita nel 2000 per il secondo mandato, interrotto nell’estate del 2004 con l’elezione a Palazzo Cisterna.

 

Nel definire il suo impegno politico ama ricordare una citazione tratta dal libro di Siracide (180 a. C.): “dell’artista si ammira l’opera, del politico la saggezza della proposta. Ma se parla a vanvera è una minaccia per la città; se dice cose inconcludenti si fa odiare”.

DISEGNO DI LEGGE N. 3558

In allegato il testo

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ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DI PROVINCIA, DEI PRESIDENTI DI CONSIGLIO PROVINCIALE E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO UPI

E’ convocata una riunione del Consiglio Direttivo Upi, unitamente all’Assemblea dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti di Consiglio, per giovedì 8 novembre 2012, ore 10,30, a Roma presso la Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A. 

In allegato, la lettera di convocazione

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Province, la Corte Costituzionale rinvia

“E’ successo quello che temevamo, la Corte Costituzionale questa mattina non si è assunta la responsabilità di decidere sul ricorso di ben otto Regioni italiane  che contestavano la legittimità costituzionale del decreto Salva Italia sulle disposizioni legate al destino delle Province. Certamente non è stata casuale la mancata pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del nuovo decreto legge sul riordino delle Province, approvato ormai da 5 giorni, fermo nelle stanze del Governo e firmato dal capo dello Stato solo pochi minuti fa”.

Il vicepresidente vicario dell’unione Province italiane Antonio Saitta commenta così la scelta della Corte Costituzionale di rinviare a data da destinarsi l’esame dei ricorsi.

“Sono comprensibili – aggiunge Saitta – Le difficoltà dei giudici a prendere una decisione in una situazione di caos istituzionale e di modifiche legislative che si rincorrono, spesso in maniera contraddittoria. Il Governo è responsabile di un caos legislativo intorno alla riforma delle Province, che ha attuato in meno di un anno attraverso ben tre decreti legge. Questo continuo ricorso alla decretazione d’urgenza sta di fatto svuotando i principi costituzionali e lo stesso principio di legalità, poiché si crea una continua incertezza sulle funzioni e sull’esistenza stessa delle Province, che in Costituzione sono previste come istituzioni costitutive della Repubblica”.

L’UPI chiede al Governo di porre fine alla decretazione d’urgenza sulle tematiche istituzionali, per consentire al Parlamento di svolgere a pieno il suo ruolo indicando con certezza quali sono le funzioni, le dimensioni e il sistema di elezione degli organi di governo delle Province. Senza certezza sugli assetti istituzionali è difficile ipotizzare la ripresa dello sviluppo nel Paese.

 

RIORDINO PROVINCE: IL TESTO DE DECRETO APPROVATO DAL CDM

In allegato, la bozza di decreto legge sul riordino delle Province approvato dal Consiglio dei Ministri e la relazione illustrativa del testo

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RIORDINO PROVINCE IL COMUNICATO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il testo del Comunictao stampa del Consiglio dei Ministri sul decreto legge di riordino delle Province

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.

La riforma si ispira ai modelli di governo europei. In tutti i principali Paesi Ue, infatti, ci sono tre livelli di governo. Il provvedimento consente inoltre una razionalizzazione delle competenze, in particolare nelle materie precipuamente “provinciali” come la gestione delle strade o delle scuole. Con il decreto approvato le province sono state ampiamente ridotte.

Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali.

Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinari io si ridurrà da n.86 a n.51 (ivi comprese le città metropolitane)

Il riordino delle province è stata l’occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un’altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica.

Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto.

Per assicurare l’effettività del riordino posto in essere, senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il Governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta.

Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta altresì ferma l’abolizione degli Assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo

Il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma.

Nel link, la cartina delle nuove Province

http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/20121031/Italian_regions_provinces.pdf

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Riordino Province: il commento del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione

“Il decreto legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri consegna al Paese una nuova organizzazione delle istituzioni locali. E’ un percorso che come Upi abbiamo contribuito a portare avanti, ma riteniamo che su alcuni territori siano state fatte forzature che non tengono conto a pieno delle realtà socio economiche delle comunità”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando che “le nuove Province non dovranno essere una banale riscrittura geografica dei confini, ma istituzioni chiamate ad esercitare funzioni determinati, capaci di tenere insieme in maniera unitaria comunità, tessuto sociale, economico e produttivo, spesso estremamente differenziato. Per questo  l’Upi aveva chiesto al Governo di rispettare alcune delle deroghe che erano emerse dalle proposte dei Consigli delle Autonomie Locali, laddove queste fossero state equilibrate, ragionevolmente motivate e tali da rispecchiare la volontà dei territori.

Riteniamo poi – aggiunge Castiglione – che sia sbagliato avere deciso di cancellare le giunte dal gennaio 2013, perché il vero processo di riordino inizia proprio adesso e non si può immaginare che un presidente, da solo, possa gestire tutti gli adempimenti che il decreto stesso gli impone di portare a termine, tra l’altro con scadenze strettissime. Ci sarà da unificare bilanci, piani territoriali, reti di trasporto, beni mobili e immobili e personale. Un percorso delicatissimo che va affrontato la massima cura. Per questo chiederemo al Parlamento di ripensare questa posizione e di prevedere giunte per gestire la fase transitoria.

Adesso – conclude Castiglione – ci aspettiamo che i Ministri Patroni Griffi e Cancellieri si facciano carico, come ci avevano assicurato, di promuovere un incontro tra l’Upi, il Presidente del Consiglio Monti e il Ministro dell’Economia Grilli, per intervenire immediatamente ad alleggerire i tagli sulle Province, altrimenti questo riordino rischierà di produrre forti elementi di crisi sui territori”.

 Nel link, la cartina sul riordino delle Province realizzata dal Governo

http://www.governo.it/GovernoInforma/documenti/20121031/Italian_regions_provinces.pdf

Il Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=69636

 

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Riordino Province: Saitta “No alla cancellazione delle Giunte.

“La decisione del Governo di cancellare le giunte delle Province nel decreto sul riordino è frutto di una visione autoritaria che lede gli organismi di democrazia locale.  Una volta che si comprende l’importanza di queste istituzioni nel sistema di governo del Paese, e si assegnano funzioni determinanti per l’amministrazione dei territori, non ha senso cancellare le giunte che sono chiamate a sostenere proprio queste funzioni. Sarebbe come dire che il Paese non ha bisogno di un Consiglio dei Ministri, che non servono le Giunte regionali o quelle comunali. Chiediamo al garante della Costituzione, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che venga garantito anche alle Province il rispetto dovuto a tutti gli organi dello Stato”.

Lo dichiara il Vice Presidente vicario dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, a proposito del decreto legge di riordino delle Province varato oggi dal Consiglio dei Ministri. “Siamo stati i primi a proporre e lavorare per la riduzione del nostro numero, ma dal Governo oggi è arrivata l’ennesima umiliazione, nel metodo e nel merito. Il Consiglio dei Ministri ha compiuto la scelta di abolire le Giunte senza nemmeno informarci, senza tenere conto delle specificità dei territori. Le forze politiche intervengano in Parlamento a correggere questo errore, difendano gli organismi democratici delle istituzioni. D’altronde – continua Saitta – anche la scelta di volere cancellare l’elezione da parte dei cittadini degli organi di governo delle Province risponde alla stessa impostazione autoritaria e a nessuna altra logica, visto che non produce alcun risparmio se non la riduzione di spazi della democrazia. E’ piuttosto un ritorno alla Prima Repubblica, quando gli enti erano governati secondo logiche spartitorie delle forze politiche.  Quanto al riordino – conclude Saitta – è una riforma che si è mossa a partire dalle Province e che il Governo ha portato a termine con celerità, ma che non può certo ritenersi conclusa. Ci aspettiamo che lo stesso impegno e la stessa determinazione siano usati dal Governo per portare a compimento la vera riforma della pubblica amministrazione, accorpando e unificando i  troppi, uffici periferici dello Stato sui territori che sono fonte di inutile burocrazia e  che hanno un costo ingiustificato nel bilancio del Paese”.

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