Categoria: Istituzioni e Riforme

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SOPPRESSIONE PROVINCE, IL PRESIDENTE ZURLO SI AUTOSOSPENDE DAL PDL

“L’inserimento in extremis dell’art. 2 comma 2° nel Disegno di Legge Costituzionale di soppressione delle province, che decreta nei fatti l’eliminazione dell’entità territoriale crotonese, costituisce l’atto finale della “farsa” iniziata ormai nel maggio 2010. Ricomprendere i nuovi enti territoriali regionali seguendo il criterio dei 300.000 abitanti o dei 3.000 kmq. di estensione territoriale significa nei fatti abolire le 29 province che inizialmente si dovevano sopprimere. Pur preannunciando tutte le azioni tese alla difesa del territorio, ritengo doveroso, da parte mia, procedere all’autosospensione dal Pdl non condividendo né il senso né l’utilità di un intervento legislativo che mortifica e danneggia irreparabilmente i territori più deboli, dalle condizioni socio-economiche più complesse”.

MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE 15 SETTEMBRE. LA PROVINCIA DI TORINO A ROMA

La Provincia di Torino aderisce e partecipa con il suo presidente Antonio Saitta alla mobilitazione degli Enti locali che domani a Roma in piazza Montecitorio vedrà una grande manifestazione di protesta contro i tagli derivanti della manovra.

“Le Province italiane – dice Saitta – domani manifesteranno con forza contro la politica di deligittimazione della nostra attività e del nostro ruolo sui territori: tutta l’amministrazione pubblica richiede di essere velocemente riformata con un’operazione che riguardi tutti gli enti e le società create nei decenni per garantire il consenso con il loro esercito di 27000 nominati. Invece Berlusconi ha preferito far credere all’opinione pubblica che basta abolire le Province per risolvere i problemi del bilancio dello Stato. Ci opponiamo a questa semplificazione e soprattutto alla mancanza di un disegno politico credibile”.

PROVINCE, L’UFFICIO DI PRESIDENZA UPI: PROPOSTA INUTILE E DEMAGOGICA

“In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia il governo cancella le Province”: ha esordito così il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nella conferenza stampa di questa mattina non risparmiando le polemiche al Governo per il disegno di legge costituzionale di soppressione delle Province approvato oggi dal Consiglio dei ministri. “Questo è un atto molto grave – ha detto Castiglione – anche perchè si è scelto di non intaccare gli enti strumentali che, con i 25 mila posti nei vari consigli di amministrazione, costano circa 7 miliardi di euro”.

“Noi – ha annunciato Castiglione – trasferiremo questa battaglia in Parlamento, certi di trovare ascolto. Del resto, la nostra non è una difesa d’ufficio delle Province: abbiamo presentato una proposta di accorpamento ma il governo ha deciso di scegliere la strada dell’abolizione, che oggi ‘fa tendenza’. Io credo però che i cittadini siano più maturi, che vogliano servizi di qualità e sanno che la Provincia assicura tutto questo”.

“Il testo approvato oggi – ha aggiunto il Presidente del Consiglio direttivo dell’Upi, Fabio Melilli – sancisce la sovranità delle Regioni sullo Stato, perchè – ha fatto notare Melilli – all’art. 7  si dice che lo Stato, con propria legge, provvede a razionalizzare la presenza dei propri organi periferici, adeguandola alla determinazione delle leggi regionali adottate ai sensi del comma 1 della presente legge costituzionale.  Un fatto questo – commenta Melilli – mai accaduto finora. Il Governo oggi – ha aggiunto – ha scelto non di abolire le province ma di cambiare loro il nome. Le Province passeranno dalle attuali 108 a un numero molto più alto: si creeranno tra le 150 e le 250 associazioni di comuni che gestiranno le funzione che un tempo erano delle Province. Ci avviamo, insomma, a costruire in Italia un ‘modello Sardegna”.  Melilli ha poi lanciato una provocazione “Succederanno cose divertenti nei prossimi mesi – ha detto –  per esempio un presidente di Provincia potrebbe decidere di dimettersi presto, per farsi rieleggere e durare quindi fino al 2017.

Secondo  il Vice Presidente Vicario dell’Upi,  Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, ” questo ddl costituzionale parte da un inganno: dall’idea, cioé, che sopprimendo le province si risparmiano 12 miliardi. I 12 miliardi – spiega Saitta – sono quanto viene speso dalle Province per gestire i servizi che devono essere comunque erogati. Il provvedimento approvato oggi non porterà a una riduzione ma a un aumento della spesa: le Province hanno 60.000 dipendenti che, se passeranno alle Regioni, costeranno circa 600 milioni in più. Temiamo, inoltre, che le risorse che un tempo le Province spendevano per strade e servizi possano essere assorbite dal buco della sanità

“Io sono il Presidente di una Provincia istituita nel 2004 e diventata operativa nel 2009” ha detto Fabrizio Cesetti , Presidente della Provincia di Fermo, sottolineando la contraddizione di aver creato delle nuove Province in tempi recenti per poi abolirle.  “E’ un provvedimento gravissimo sotto il profilo istituzionale – ha aggiunto – Quanto a me – ha concluso conclude – sono in grado di dimostrare, con numeri inoppugnabili, che due Province amministrate bene costano meno di una sola”.

Molto duro il commento del Presidente dell’Upi Veneto, Leonardo Muraro “C’é poco da girarci intorno – ha detto –  l’abolizione delle Province è una sconfitta anche della Lega. Politicamente la considero una sconfitta del federalismo, cioé del principio sempre sostenuto in primis dalla Lega secondo il quale il governo del territorio va svolto il più vicino possibile al territorio stesso. Così invece alle province venete vengono rubate risorse proprie che vengono mandate a Roma o a Venezia”. Muraro è irritato in particolare per il cambiamento di impostazione della manovra rispetto alle rassicurazioni che sostiene di aver ricevuto pochi giorni fa dai ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni, secondo le quali i nuovi enti che avrebbero sostituito le province sarebbero rimasti a carattere elettivo. “Invece – rileva – con il testo licenziato oggi diventiamo vassalli della Regione”. Muraro si è soffermato quindi sul carattere “demagogico” della misura. “Si neutralizza l’unica traccia di federalismo – spiega – per dare una pillola alla gente che ha il mal di pancia contro i costi della politica, quando sono stati tolti dalla manovra la riduzione dei parlamentari, la loro incompatibilità con la carica di sindaco ed i tagli alle indennità”. “Le Province tutte insieme – ricorda Muraro – costano come dieci anni di pensione di un funzionario della Regione Sicilia di cui si è scritto pochi giorni fa sui quotidiani”.

 

DDL RIFORMA DELLE PROVINCE

“Apprendiamo da notizie di stampa che il tanto annunciato disegno del Governo, che dovrebbe assegnare alle Regioni le competenze sulle Province, prevedrebbe la cancellazione delle Province dalla Costituzione. Se è questa la strada che la maggioranza intende percorrere la reazione delle Province si farà sentire”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come “una tale scelta getterebbe nel caos il Paese, aprendo la strada alla gestione da parte Agenzie, Società ed Enti  di tutte le competenze pubbliche oggi amministrate delle Province. Mettendo in mano così a Consigli di amministrazione, Dirigenti e Manager la gestione delle scuole, della formazione professionale, del mercato del lavoro, delle strade, della tutela dell’ambiente. A guadagnarci sarebbero quindi i soliti noti, che da questa spartizione della democrazia avrebbero le mani libere per lucrare sui servizi essenziali ai cittadini.
Un conto – ribadisce il Presidente Castiglione – è presentare  al Paese una proposta di riforma complessiva, che modernizzi tutte le istituzioni a partire dal Parlamento, e che coinvolga le Regioni, le Province e i Comuni, mantenendo saldo il controllo democratico sulla pubblica amministrazione. Un conto è lasciare che delle nostre strade, le nostre scuole, i nostri centri per l’impiego, si occupino consigli di amministrazione. Abbiamo la sensazione che, in preda a questa assurda corsa a dare segnali, si stia trascurando di difendere le comunità locali e i cittadini.”.

DDL COSTITUZIONALE ABOLIZIONE PROVINCE: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VENEZIA, ZACCARIOTTO

“L’incontro Upi Veneto a Padova è stato un incontro di condivisione fra presidenti delle Province venete, e preparatorio al prossimo che si terrà a Monza lunedì 12 settembre alle ore 14,00 con i ministri delle Riforme Umberto Bossi e della semplificazione normativa Roberto Calderoli.  Ora si parla di riorganizzazione e non di soppressione delle Provincie, ma ancora non sono del tutto chiare le intenzioni del Governo. Lunedì porterò avanti le mie richieste come presidente dell’amministrazione provinciale veneziana: riconoscimento della Provincia come ente rappresentativo a pieno titolo delle istanze del territorio e dei comuni, ente che svolge funzioni fondamentali, poi il riconoscimento della virtuosità amministrativa dell’ente e di una fiscalità legata anche al basso livello di indebitamento, infine l’abolizione di tutte le agenzie, società, uffici ed enti inutili che costituiscono meri costi e non erogano alcun servizio utile per la comunità.

La manovra parla dell’opportunità di riorganizzare il territorio in ogni regione, lavorando di concerto e puntando sulle caratteristiche proprie del territorio stesso. E qui è necessario fare delle distinzioni. Perché se pensiamo ad esempio proprio a Venezia, dove è in progetto la Città metropolitana, non è pensabile che tutti i 44 Comuni della nostra Provincia rientrino in questo concetto. E quelli che restano fuori come li organizziamo? Creiamo una nuova provincia?

C’è poi la proposta del Governo che attribuisce alle Regioni il compito di ridefinire gli assetti territoriali, lasciando allo Stato la definizione delle funzioni da svolgersi; a mio avviso si può davvero procedere alla riorganizzazione delle Provincie (che pesano sui costi dello Stato per l’1,5% incluso il personale e i servizi) chiedendo alle Regioni di trasferire finalmente a 360 gradi, le deleghe che già le Provincie hanno, come l’urbanistica e l’ambiente, che tuttavia le Provincie non svolgono ancora in piena autonomia, in totale completezza”.

ABOLIZIONE PROVINCE: L’UPI FRIULI VENEZIA GIULIA CHIEDE INCONTRO A PRESIDENTE TONDO E CAPIGRUPPO REGIONE

Un incontro con il Presidente della Regione Renzo Tondo e con i Capigruppo in Consiglio regionale, non appena saranno noti i contenuti del disegno di legge costituzionale sull’abolizione delle Province, annunciato dalla manovra del Governo. E’ quanto stabilito dall’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Maria Teresa Bassa Poropat, che si è svolto oggi a Udine. “Ribadisco ancora un volta – ha detto Bassa Poropat – che le Province sono consapevoli delle esigenze di risparmio imposte dalla crisi finanziaria e sono pronte a fare responsabilmente la loro parte, ma chiedono di condividere decisioni e procedure”. “Su temi così importanti – ha aggiunto – non è possibile accettare scelte calate dall’alto, soprattutto in considerazione del fatto che le Province ben prima della manovra avevano da tempo formulato, in un’ottica costruttiva e non di difesa corporativistica,  proposte concrete volte  alla riduzione dei costi e mirate alla razionalizzazione delle competenze tra enti locali, proponendo la riduzione di soggetti pubblici o partecipati dal pubblico che operano sul territorio e che si sovrappongono alle competenze provinciali come ad esempio Ato, Ater, Ezit,  Comunità montane e Consorzi”. La Presidente ha quindi ricordato che lo stesso Ufficio Studi del Senato ha già dimostrato come l’abolizione delle Province comporterà non una diminuzione bensì un aumento dei costi. Il contratto di lavoro dei circa 60 mila dipendenti delle Province italiane passando alle Regioni avrà un costo maggiorato del 20% e tornerebbe a crescere anche la spesa di molte funzioni che le amministrazioni provinciali svolgono da anni per conto delle Regioni.

L’Ufficio di Presidenza dell’Upi regionale convocherà i primi giorni di ottobre il proprio Consiglio direttivo. 

MANOVRA E PROVINCE: DOMANI RIUNIONE STRAORDINARIA DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA UPI

Riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi domani, 8 settembre 2011,  a partire dalle 11,30, presso la Sala della Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia (Piazza Cardelli 4 – 1° Piano) . All’ordine del giorno, la discussione sul Disegno di Legge Costituzionale di riforma delle Province, annunciato per domani alle 8,30 in Consiglio dei Ministri.

Al termine dell’incontro, presumibilmente per le 12,30, il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione insieme ai componenti dell’Ufficio di Presidenza, terrà una Conferenza stampa presso la stessa sede, per illustrare le decisioni prese.

PROVINCE. I QUATTRO PRESIDENTI DELLE PROVINCE CONTRO IL PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO

Nel link, il video della Conferenza stampa dell’Upi Abruzzo con el dichiarazioni del Presidente Enrico Di Giuseppantonio
“Mi chiedo come le Regioni, che si occupano di legislazione, possano erogare i servizi amministrativi delle Province”

MANOVRA: LE INIZIATIVE DELLE PROVINCE

Manovra economica, tagli alle Province e riforme istituzionali: saranno questi i temi affrontati nella riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi con i Presidenti delle Upi Regionali, che si terrà oggi a Roma, a partire dalle 11,00, nella sala della Presidenza dell’Associazione delle Province.
Nell’incontro saranno decise le iniziative di mobilitazione nazionale e locale che l’Upi realizzerà per contrastare i tagli ai bilanci degli Enti locali decisi dalla manovra bis e la paventata soppressione di tutte le Province.
Alle 14,30 una delegazione dell’Ufficio di Presidenza, composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, dal Vice Presidente Nicola Zingaretti, dai Presidenti Leonardo Muraro e Piero Lacorazza, si recherà nella sede del PD per incontrare il Segretario Pierluigi Bersani e presentare le proposte delle Province sia sul fronte delle riforme istituzionali che sulla riduzione dei tagli alle risorse e del rilancio degli investimenti.

MANOVRA: RIUNIONE STRAORDINARIA UFFICIO PRESIDENZA UPI E PRESIDENTI REGIONALI

E’ iniziata la riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi con i Presidenti delle Upi Regionali, nella sala della Presidenza dell’Associazione delle Province convocata dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione per definire le iniziative di mobilitazione contro la manovra economica. All’incontro sono presenti i Presidenti delle  Province: Antonio Saitta (Torino);  Guido Podestà (Milano), Maria Teresa Armosino (Asti), Patrizia Casagrande (Ancona); Francesco     Schittulli (Bari); Andrea Barducci (Firenze); Nicola Bono (Siracusa) ; Piero Lacorazza (Potenza); Vincenzo Bernazzoli (Parma); Massimo Nobili (Verbano Cusio Ossola); Giovanni Avanti (   Palermo); Andrea Pieroni (Pisa); Leonardo Muraro (Treviso); Enrico Di Giuseppantonio (Chieti); Marco Vinicio Guasticchi (Perugia), Marino Fiasella (La Spezia); Fabrizio Cesetti (Fermo)

Nell’incontro saranno decise le iniziative di mobilitazione nazionale e locale che l’Upi realizzerà per contrastare i tagli ai bilanci degli Enti locali decisi dalla manovra bis e la paventata soppressione di tutte le Province.

Alle 14,30 una delegazione dell’Ufficio di Presidenza, composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, dal Vice Presidente Nicola Zingaretti, dai Presidenti Leonardo Muraro e Piero Lacorazza, si recherà nella sede del PD per incontrare il Segretario Pierluigi Bersani e presentare le proposte delle Province sia sul fronte delle riforme istituzionali che sulla riduzione dei tagli alle risorse e del rilancio degli investimenti.

Alle 15,30, poi, la delegazione composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dla Vice Presidente Antonio Saitta e dal Presidente di Treviso, Leonardo Muraro, sarà ricevuta dal Ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Documenti allegati:

PROVINCE: IL PRESIDENTE CASTIGLIONE PLAUDE ALLI DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ERRANI (CONFERENZA DELLE REGIONI)

“Il Presidente Errani lancia oggi un richiamo importantissimo che spero sia ascoltato da maggioranza e opposizione: sulle riforme ci vuole davvero serietà e responsabilità, o il Paese non reggerà più”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le dichiarazioni del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che,  sulle riforme costituzionali e sulle Province, ha sottolineato la necessità di costruire una proposta unitaria, abbandonando la strada degli interventi spot. “Anci, Upi e Conferenza delle Regioni  – sottolinea Castiglione – chiedono da tempo che si lavori ad una riforma organica, complessiva, capace di introdurre quegli elementi fondamentali per dare un nuovo sistema di governance al Paese. Una riforma che interessi tutti i livelli di governo, a partire dal Parlamento, con l’istituzione della Camera delle Autonomie e la riduzione dei parlamentari, e che sia in grado di intervenire su Regioni, Province e Comuni non solo modificando numeri e dimensioni, ma ridefinendo le funzioni, le competenze, i ruoli. Solo così – conclude Castiglione  – avremo affrontato in modo serio i problemi aperti e saremo in grado di dare ai cittadini risposte concrete, al posto di inutili segnali. Con i ‘segnali’ non si governa il Paese, si fa demagogia”.

MANOVRA: IL PRESIDENTE DI PESARO URBINO, MATTEO RICCI

“Non si sta facendo un dibattito serio sulla riorganizzazione dello Stato. Per i cittadini, non c’e’ cosa peggiore di una istituzione che non funziona: percio’, bisogna capire le istituzioni che non funzionano e di conseguenza modificare gli assetti. Ma non e’ questo il ragionamento che si sta facendo sulle Province”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa AGI il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, che ha aggiunto: “Serviva uno specchietto per le allodole nell’incontro di Arcore tra Bossi e Berlusconi per dire che in qualche modo si toccavano i costi della politica. E quindi sono state sacrificate, almeno a parole, le Province. Non so cosa succederà – ha proseguito Ricci – perchè il percorso della legge costituzionale è lungo e non sappiamo che esiti avrà. Di certo, per il nostro territorio, non avere la provincia significa indebolire una comunità: diventera’ impensabile andare nel capoluogo regionale per qualsiasi cosa. Si parla impropriamente, in questo caso, di costi della politica.”In Europa, in tutti i Paesi c e’ un organismo intermedio di area vasta. Si e’ voluto tamponare la rabbia dei cittadini tagliando qualcosa e si e’ scelto di sacrificare le Province. In Regioni come la nostra, le Province contano molto, mentre nelle aree metropolitane il discorso e’ diverso, ma l’Italia e’ fatta in gran parte come le Marche. La provincia di Pesaro-Urbino – ha detto all’AGI – conta 360 mila abitanti, la città capoluogo 90 mila, Tutti gli altri chi li rappresenta? Ancona e’ lontana per Pesaro, figuriamoci per gli altri comuni. Del resto, tutte le associazioni e le organizzazioni sono configurate su scala provinciale, perche’ e’ questo l’ambito ottimale per la programmazione, la progettazione e la gestione dei servizi. Non si sta facendo un dibattito serio – ha concluso Ricci – e’ il sintomo della crisi della politica italiana. Dopo tanti fallimenti politici e sociali, si pensa che agendo cosi’ ci si salvera’ la faccia. Ma gli italiani non sono sciocchi”.

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