Categoria: Istituzioni e Riforme

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COSTI DELLA POLITICA: LA PROPOSTA DI LEGGE DELL’UPI

Le Province rappresentano appena l’1,5% della  spesa pubblica complessiva del Paese. Il costo degli eletti in Provincia è pari al 5,5% del totale, contro il 20,3% degli eletti in Parlamento, il 44,2% degli eletti nelle Regioni e il 30% degli eletti nei Comuni. Gli enti strumentali di Regioni, Province e Comuni costano 7 miliardi di euro. In Europa, 23 Paesi su 25 prevedono le Province come ente intermedio tra Regioni e Comuni.

Questi alcuni dei dati diffusi oggi dall’Unione delle Province d’Italia (UPI), nella Conferenza stampa convocata per illustrare la proposta di legge  “Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni e sulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni” elaborata dalle Provincie per tagliare gli sprechi della politica: una proposta di legge ordinaria, che permetterebbe, se approvata, risparmi immediati in tempi brevissimi.

“Sono settimane – ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che, partiti politici, singoli parlamentari, esponenti delle forze economiche e sociali si esercitano in dichiarazioni su come ridurre i costi della politica. Una questione, ormai, imprescindibile, su cui è necessario il massimo impegno di tutta la classe dirigente del Paese. Ma il tema va affrontato fuori dalla demagogia, con proposte concrete capaci di dare non segnali, che a poco servono, ma risposte vere al Paese. Per questo come Upi ci siamo impegnati a scrivere una proposta di legge che presenteremo a tutti i partiti politici, a Regioni e Comuni e ai cittadini, attraverso la quale, in meno di un mese, si può arrivare a tagliare la spesa improduttiva”.  

Ecco in sintesi il testo della legge, che in 10 articoli prevede: il dimensionamento delle Province, fusione dei Comuni e associazionismo degli enti locali; soppressione di enti intermedi e strumentali; l’istituzione delle Città metropolitane; l’ esercizio diretto delle funzioni fondamentali; l’abolizione dei Consorzi di Bonifica, dei Bacini Imbriferi Montani, degli Enti Parco Regionali, degli Ato Acque e Rifiuti; l’istituzione della Stazione Unica Appaltante; la previsione dell’applicazione della legge anche alle Regioni a Statuto Speciale.

“Ci siamo messi in gioco – commenta il Vice Presidente Vicario dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino – siamo pronti alla razionalizzazione delle Province. Ma il processo che deriva dalle decisioni che prenderà a questo riguardo il Parlamento è molto lungo e non può rispondere alle esigenze immediate. Il taglio degli oltre 7000 enti strumentali, invece, può essere realizzato da subito, con legge ordinaria. Se non avremo risposte dalla politica, da settembre lavoreremo per raccogliere le firme necessarie per presentare la proposta come Legge di iniziativa popolare”.

iN ALLEGATO, IL DOSSIER UPI E LA PROPOSTA DI LEGGE

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L’Unione delle Province d’Italia a Renzi

“Serve una riorganizzazione dello Stato: si possono anche abolire, ma i risparmi sarebbero irrisori. Dire che si risolve il problema dei costi della politica cancellandole, come ha fatto Berlusconi, è un facile spot demagogico».
Questo dichiarava in una intervista pubblicata su il Corriere Fiorentino di domenica 20 aprile 2008 l’allora Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Prendiamo atto che Renzi ha cambiato idea: adesso non ritiene più demagogico quello che prima definiva propaganda.
Da Presidente della Provincia di Firenze, quindi, stando alle sue dichiarazioni di oggi, era parte della casta: ora che è diventato Sindaco di Firenze non ne fa più parte. Cambiando poltrona capita di cambiare idea, e a forza di rottamare, si finisce per rottamare anche la propria storia.

Proiettili al Presidente della Provincia di Treviso, Muraro

“A nome personale, di tutte le Province italiane e dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi esprimo piena solidarietà al collega Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso, e al Direttore Generale della Provincia Carlo Rapicavoli, vittime oggi di minacce di morte”.

Lo dichiara il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, aprendo i lavori dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione, in corso a Genova. “ Il Presidente Muraro – ha detto – è un ottimo amministratore, fortemente radicato sul territorio, e lo dimostra il successo riscontrato nelle passate elezioni amministrative quando è stato eletto al primo turno, per il secondo mandato consecutivo.

Lo è, anche perché è capace di fare scelte coraggiose anche se scomode, per il bene della propria comunità, come succede a chi, come gli amministratori delle Province, lavora in trincea ogni giorno, per garantire una amministrazione efficiente ai territori, nonostante la difficile situazione economica.

Certo la campagna denigratoria continua contro le Province, gli slogan, la propaganda la demagogia, non fanno che alzare un clima di tensione e di odio contro chi in Provincia lavora, da politico o anche da dipendente pubblico. Chi ha scelto la strada della demagogia e della propaganda, quella parte di ‘casta’ che per difendersi e distrarre l’attenzione dai veri problemi del Paese ha deciso di lanciare una campagna di odio contro le Province, almeno sia cosciente di quale responsabilità si sta prendendo”:

La Camera boccia la proposta di soppressione delle Province

“Con la votazione di oggi si chiude l’inutile discussione sull’abolizione delle Province: ci auguriamo che da qui si possa partire con un vero confronto sulle riforme necessarie per il governo dei territori, dall’eliminazione degli enti strumentali alla razionalizzazione Province stesse. Ma le dichiarazioni di voto di oggi alla Camera ci hanno consegnato l’ennesima fiera delle ovvietà e della demagogia. A dimostrazione che il Paese ha bisogno soprattutto di una riforma della legge elettorale che permetta al Parlamento di essere davvero legato ai territori, con rappresentanti eletti al posto dei nominati“. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando il dibattito in Aula alla Camera che ha portato alla bocciatura della proposta di legge di abolizione delle Province. “Ascoltando il dibattito rancoroso e pieno di slogan propagandistici che c’è stato oggi – sottolinea Castiglione – come istituzioni locali non possiamo che sperare in un rapido ritorno ad una legge elettorale che consenta di portare in Parlamento uomini e donne capaci di rappresentare davvero le comunità gli eletti”.

DOSSIER VERITA’ SULLE PROVINCE

“Chissà perché in questi giorni tutti parlano di Province, ma nessuno chiama le Province ad un confronto. Forse perché in questo modo crollerebbe quel castello di sabbia fatto di demagogia e ipocrisia che in molti stanno giocando a costruire” .
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione sottolineando come “assistiamo ad un deprimente dibattito fondato sul nulla: si tirano in ballo, tra l’altro stravolgendoli, dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si discetta di abolizione di una istituzione facendo credere  che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell’immediato.
Noi abbiamo elaborato un dossier dettagliato, con i dati dei bilanci delle Province, i confronti con la spesa delle altre amministrazioni, le cifre sul numero e i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile, questo si, subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro.  
Ma soprattutto abbiamo elaborato proposte di riforma che, partendo dalle Province e dalla loro razionalizzazione, descrivono un disegno complessivo di riordino del sistema istituzionale.
Il dossier è pubblicato sul nostro sito ed è a disposizione di quanti hanno voglia di sapere davvero cosa fanno le Province.  
Ribadisco – conclude Castiglione – noi siamo disponibili ad un confronto serio da subito. Purtroppo so che il mio invito cadrà inascoltato: gli slogan si inventano in un attimo, ma per fare proposte serie c’è bisogno di impegno”.

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L’UPI RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DEI PARLAMENTARI SULLA MANCATA ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

“Altro che lotta alla casta! Altro che campagna contro gli sprechi! Oggi finalmente Donadi ci ha detto perché vuole abolire le Province: per fare cadere il Governo. Le istituzioni della Repubblica usate come merce nello scontro politico, anche a costo di gettare nel caos il Paese. A tutti gli onorevoli che in queste ore si stanno spendendo in dichiarazioni dello stesso tenore di quelle dell’On Donadi, ricordiamo che gli amministratori provinciali sono eletti da migliaia di cittadini, non nominati dai partiti.  Se si disprezzano le istituzioni democratiche per scopi di bassa politica, si disprezza il Paese”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi alle dichiarazioni rilasciate oggi dai parlamentari sulla mancata abolizione delle Province ieri alla Camera.
Quanto ai costi della politica delle Province, Castiglione ricorda, che nel 2010 gli organi politici provinciali sono costati 93 milioni di euro, contro i 6,5 miliardi di costo dell’intera macchina politica nazionale.

 “Eliminando gli oltre 7000 Consorzi, Aziende, Società che oggi occupano 24 mila persone nei loro Consigli di Amministrazione e che si occupano di materie che la Costituzione assegna a Province e Comuni, si risparmierebbero subito 2,5 miliardi di euro, 22 volte il presunto risparmio dei costi della politica delle Province. Chi crede nella democrazia e vuole cancellare gli enti nominati dalla politica, batta un colpo”.

Castiglione “Basta tirare in ballo le Province nei battibecchi politici.Più rispetto per le istituzioni”

“In un Paese in perenne campagna elettorale, basta tirare in ballo le Province nei battibecchi tra maggioranza e opposizione e all’interno degli stessi partiti: chiediamo più rispetto per le istituzioni che rappresentiamo.
Rispetto che può realizzarsi solo se il dibattito è condotto all’interno di un confronto serio,  su cui l’Upi si è espressa con chiarezza, in cui la razionalizzazione delle Province rappresenta un tassello importante di una opera complessiva di semplificazione e riforma  di tutto il quadro istituzionale del Paese.  
Siamo stanchi di sentire rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, economiche e sociali che nei dibattiti e negli incontri asseriscono la necessità di fare a meno delle Province, sottolineando,  che dalla loro abolizione ne deriverebbero risultati significativi, se non la soluzione stessa di tutti i problemi economici della Pubblica amministrazione.
Se non cominciamo a considerare prioritario portare a compimento a tutti i livelli l’opera di riforma ormai indispensabile che abbiamo avviato con il federalismo fiscale e la carta delle autonomie, non facciamo che creare specchietti per le allodole, che certo non servono al futuro dell’Italia.
L’Upi, lo ribadiamo, non è contraria a proposte di razionalizzazione delle Province. Aspettiamo con fiducia di poterne discutere con la serenità e la serietà che un tema di questa portata merita”.

CARTA DELLE AUTONOMIE. LE PROVINCE AL SENATORE BIANCO

“Apprezziamo l’appello del Sen. Bianco ad affrontare, in Senato ed in raccordo con la Camera, i lavori di definizione della Carta delle autonomie, e auspichiamo che l’indicazione che il Relatore oggi ha dato, di discussione e approvazione della legge in Aula entro luglio,  possa realizzarsi. E’ una legge decisiva che deve restare ancorata all’attuazione del federalismo fiscale, e che per questo non solo va approvata quanto prima, ma in un clima quanto più possibile di collaborazione e condivisione tra tutte le istituzioni, Governo, Parlamento e Autonomie territoriali”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni del Sen. Enzo Bianco nel suo intervento al convegno promosso dall’Anci sulla Carta delle Autonomie locali in corso a Roma.
“Bianco – aggiunge Castiglione – oggi ha parlato di un pacchetto di emendamenti sostanzialmente condivisi, che modificherebbero il testo entrato in Senato. Come Upi, chiediamo a Governo e Parlamento di aprire subito un confronto su queste modifiche, per arrivare, attraverso un dialogo  aperto e leale e nello spirito della condivisione cui si faceva appello, alla definitiva approvazione del testo”.

AUTONOMIE LOCALI E RIFORME:SERVE LA CAMERA DI RAPPRESENTANZA DELLE ISTITUZIONI LOCALI

“Una Camera delle Autonomie, che rappresenti gli interessi di Regioni Province e Comuni, è un passaggio fondamentale, se si vuole davvero riformare il Paese in senso federale. Ma se non si procede con l’approvazione della Carta delle Autonomie e la definizione chiara delle competenze di Regioni, Province e Comuni il processo non va avanti e lo stesso federalismo fiscale rischia di trasformarsi in una riforma incompleta”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo oggi al  “Il nuovo assetto degli Enti locali nella riforma della riforma costituzionale”.
“Le sovrapposizioni – ha aggiunto – non fanno che generare diseconomie, che si traducono in sprechi. La Carta delle Autonomie procede troppo lentamente: è il momento di completare l’iter e di approvarla, insieme agli ultimi decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale. Quando questo nuovo assetto sarà definito, allora inevitabilmente si arriverà alla riforma parlamentare, con il superamento del bicameralismo perfetto e l’istituzione della camera delle rappresentanze locali”.

CARTA DELLE AUTONOMIE: DALLE PROVINCE L’APPELLO A PROCEDERE

“E’ urgente accelerare l’iter di approvazione del testo della Carta delle Autonomie locali, che rischia di accumulare troppo ritardo rispetto all’attuazione del Federalismo fiscale. Due riforme che invece devono marciare insieme”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo al convegno “Le Province nel federalismo fiscale” in corso a La Spezia, promosso dall’Unione delle Province della Regione Liguria.
“La Carta delle Autonomie locali – ha ricordato il Presidente Castiglione – è all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Per questo nei prossimi giorni mi rivolgerò al Presidente della Commissione, Sen. Carlo Vizzini, e ai relatori di maggioranza e opposizione, Sen. Pastore e Sen. Bianco, per avere un incontro in cui verificare lo stato dell’iter e ribadire le richieste di modifica presentate dall’Upi, su cui attendiamo risposte”.

Istruzioni per le candidature alle elezioni provinciali

Il Dipartimento affari interni e territoriali – Direzione centrale dei servizi elettorali del ministero dell’Interno ha predisposto un vademecum con le istruzioni per procedere alle operazioni relative alla presentazione ed ammissione delle candidature per l’elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale nelle 11 amministrazioni chiamate al voto il 15 e 16 maggio, in occasione delle elezioni amministrative 2011.

Le province interessate al rinnovo dei propri organi elettivi sono: Reggio Calabria, Ravenna, Trieste, Gorizia, Mantova, Pavia, Macerata, Campobasso, Vercelli, Lucca, Treviso.

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