Categoria: Istituzioni e Riforme

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AL VIA I LAVORI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE 2010

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Gentile Presidente,

con sentimenti di ideale partecipazione rivolgo un cordiale saluto a lei, agli organismi direttivi, ai delegati e ai partecipanti all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, chiamata a confrontarsi sul tema “Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo”, che forma oggetto di un intenso dibattito politico e istituzionale.

Le giornate catanesi costituiscono l’occasione per approfondire le prospettive di una piena attuazione dell’articolo 5 della Carta Fondamentale in armonia con le nuove disposizioni del titolo VV nel testo modificato dalla legge costituzionale 118 ottobre 2001, n. 3.

Con l’auspicio che dalla vostra assemblea nazionale emergano importanti contributi per riforme condivise che semplifichino il sistema delle autonomie e ne garantiscano una m maggiore efficienza complessiva, rinnovo il mio apprezzamento per l’attività che l’Unione delle Province d’Italia svolge con alto senso di responsabilità a favore delle collettività locali e rivolgo a tutti i partecipanti un cordiale, sentito augurio di buon lavoro.

Giorgio Napolitano

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL SENNATO DELLA REPUBBLICA

Caro Giuseppe,

ti ringrazio per l’invito ad intervenire all’assemblea nazionale delle province italiane sul tema “Federalismo, territorio,, sicurezza e sviluppo”,, che avrà luogo i prossimi 19 e 20 ottobre a Catania. Concomitanti impegni mi impediscono di essere tra di voi ,, come pure avrei voluto, ma desidero esprimere il mio apprezzamento per questa iniziativa che ha il merito di affrontare un tema di grande attualità. Sono profondamente convinto che il federalismo possa rappresentare per il nostro Paese unna svolta epocale e segnare la complessiva trasformazione politica e istituzionale, sulla base delle responsabilità dei livelli di Governo. Il federalismo non solo potrà favorire l’uso efficiente delle risorse ma anche promuovere nuovi modelli di sviluppo per i nostri territori. Con l’occasione invio a te e agli intervenuti un sentito e cordiale saluto, oltre all’augurio di buon lavoro.

Renato Schifani 

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Gentile Presidente,

In occasione dell’Assemblea nazionale delle Province d’Italia, che avrà luogo a Catania dal 19 al 20 ottobre 2010, desidero rivolgere a Lei, gentile Presidente,, e a tutti i partecipanti il mio saluto più cordiale. Sono certo che i vostri lavori, incentrati sul tema “Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo”, forniranno un utile contributo di riflessione sul dibattito in corso sull’esigenza di definire una nuova articolazione dei livelli di Governo e di rafforzare la funzionalità delle autonomie,, nella consapevolezza che l’unità nazionale costituisce il bene primario e principio fondante della nostra Costituzione.

Nell’auspicare il pieno successo dell’evento,, rivolgo a Lei, gentile Presidente,, e a tutti coloro che vi prenderanno parte un sincero augurio di buon lavoro.

Gianfranco Fini

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

A nome mio personale e del governo invio a tutti i partecipanti un caloroso saluto e un cordiale augurio di buon lavoro.

 Tra i temi al centro del Vostro dibattito, il federalismo fiscale è la prima delle cinque grandi riforme a cui il Governo ha già dato il via e sottoposto all’esame del Parlamento, in attuazione del programma di legislatura approvato dagli italiani.

Le prossime riforme riguarderanno la sicurezza,, la giustizia,, il rilancio del sud e il fisco, e saranno approvate con cadenza ravvicinata,, con l’obiettivo di rendere l’Italia più moderna, più efficiente,, più giusta e più sicura. I contributi che usciranno dalla vostra assemblea annuale al riguardo saranno attentamente considerati.

Il federalismo fiscale punta a far si che gli italiani possano finalmente usufruire di servizi pubblici di uguale livello e qualità in tutto il territorio nazionale, nel nord come nel sud.

I comuni saranno coinvolti nell’accertamento dei redditi dei contribuenti per combattere l’evasione fiscale. Gli enti locali godranno di una maggiore autonomia nelle entrate, in linea con gli impegni sottoscritti da Governo, Anci e Upi il 9 luglio scorso. Gli amministratori dovranno operare con la massima trasparenza e dare conto ai loro amministrati di come vengono impiegati i soldi delle imposte.

Il federalismo fiscale non dovrà comportare maggiori costi per lo Stato e dovrà essere effettuato senza nessun aggravio della pressione fiscale complessiva, che sarà anzi destinata a diminuire progressivamente, in ragione sia della diminuzione degli sprechi, sia del restringersi dell’area dell’evasione fiscale.

Dall’attuazione del federalismo dovrà derivare una nuova Italia delle autonomie più attenta e vicina alle reali esigenze dei cittadini. La realizzazione del nuovo assetto dovrà avvenire attraverso la valorizzazione di tutte le autonomie ordinarie e degli enti locali nel rispetto delle autonomie speciali con l’impegno di salvaguardarne le peculiarità.

La Carta della autonomie, già approvata dalla camera e ora all’esame del Senato,, è condivisa dal Governo che ne auspica la definitiva approvazione:: la sua applicazione contribuirà alla semplificazione burocratica e alla riduzione dei costi della politica.

Il Governo ha operato al fine di portare l’Italia fuori dalla crisi, ha tenuto i conti pubblici in sicurezza senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, ha garantito la coesione sociale ed ha agito con il consenso unanime di i tutti gli organismi di controllo europei e internazionali, preservando la stabilità. Nei prossimi due anni ci si dovrà impegnare per lo sviluppo, nell’interesse delle famiglie e delle imprese contando sulla collaborazione di tutte le istituzioni, a cominciare dalle istituzioni locali.

Ancora cordiali auguri di buon lavoro.

Silvio Berlusconi

MESSAGGIO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Caro Presidente,

la ringrazio per il cortese invito all’assemblea nazionale delle Province italiane. Concomitanti impegni istituzionali non mi consentono, purtroppo,, di prendere parte alla Vostra importante iniziativa. Rivolgo, comunque, a Lei e a tutti i partecipanti un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.

Il protocollo di intesa sulla digitalizzazione e l’utilizzo di internet nella PA, che sarà siglato nel corso dell’assemblea e che reca già la mia firma, rappresenta un elemento chiave per la cooperazione innovativa tra Governo centrale e amministrazioni locali.

Una collaborazione che intendiamo valorizzare e potenziare per contribuire in maniera significativa alla crescita del Paese. Ritengo, infatti, che solo attraverso la creazione di un raccordo stretto e continuativo tra Governo centrale e governi territoriali finalizzato alla definizione di progetti calibrati sulle diverse esigenze territoriali, sia possibile realizzare con successo le grandi riforme strutturali, essenziali per rilanciare la competitività, al crescita e l’occupazione del nostro Paese.

Con la firma di questo protocollo, che va a consolidare le linee di indirizzo già delineate tra UPI E Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambio dell’ Accordo dello scorso febbraio, si estende la collaborazione anche al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Un’azione congiunta e coordinata consentirà di mettere a sistema competenze e progettualità contribuendo al rafforzamento dei piani di digitalizzazione avviati dal Governo. Al potenziamento delle reti di comunicazione ad alta capacità deve infatti essere affiancata anche la diffusione dei servizi telematici di supporto al cittadino, alle imprese e alla Pubblica Amministrazione.

In questo processo, la Gazzetta Amministrativa è lo strumento adeguato per sostenere, attraverso una comunicazione capillare, gli enti locali nell’attuazione delle novità normative introdotte nel campo della semplificazione amministrativa, dello sviluppo economico, della trasparenza e dell’innovazione tecnologica.

Certo che dalla Vostra Assemblea potranno derivare interessanti spunti di riflessione, che mi riprometto di esaminare con attenzione, rivolgo a tutti i partecipanti i migliori auguri per il pieno successo delle loro iniziative

Con viva cordialità, Paolo Romani

AL VIA I LAVORI DEL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE 2010

Si sono aperti con l’inno nazionale i lavori dell’Assemblea Nazionale delle Province d’Italia, con un forte richiamo al’Unità d’Italia, sottolineato nel messaggio inviato al Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Proprio al Capo dello Stato, le Province si sono rivolte, proponendo di istiturire per il 17 marzo 2011 una giornata di festa nazionale dell’Unità d’Italia.

Nell’appello che il Presidente dell’Upi a nome delle Province invierà al capo dello Stato, si legge “Noi, Signor Presidente, celebreremo l’Unità  d’Italia perchè ne siamo orgogliosi e proponiamo di istiturire il prossimo 17 marzo la festa nazionale dell’Unità d’Italia. Le Proivnce e i Comuni sosterranno questa richiesta, perchè crediamo che non ci sia alternativa al crescere insieme e riteniamo che i cittadini tutti debbano, insiem, ricordare in quella data il percorso, la storia, gli eventi che hanno fatto in questi 150 anni l’Italia”

Assemblea Nazionale delle Province Italiane – Catania, 18 ottobre 2010

Si sono aperti con un incontro dei Presidenti di Consiglio delle Province e di tutti i dipartimenti Upi i lavori dell’Assemblea Nazionale delle Province italiane, che domani a Catania vedranno l’avvio  ufficiale con la cerimonia inaugurale, cui prenderà parte in rappresentanza del Governo il Ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Nel corso dell’incontro, cui ha partecipato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, il Coordinamento dei Presidenti di Consiglio e di Dipartimenti Upi, hanno approvato un ordine del giorno nel quale si chiede un’azione di rivalutazione e legittimazione del ruolo delle Assemblee elettive come presidio democratico delle comunità territoriali rappresentate. Secondo il coordinamento è dunque essenziale l’approvazione da parte del Senato della Repubblica del disegno di legge sulle funzioni fondamentali di Province e Comuni, che contiene disposizioni che valorizzano  il ruolo di indirizzo e controllo dei Consigli, sia sull’amministrazione diretta che sulle società partecipate e inserisce il Consiglio nel circuito dei controlli attraverso la nomina degli organismi indipendenti di valutazione previste dal d. lgs. 150/09.

“L’Upi – ha detto nel suo intervento il Vice Presidente Vicario dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino – ritiene importante aprire una riflessione anche all’interno del sistema Province. La coerenza rispetto a politiche di contenimento della spesa pubblica in senso generale impone costi e spese standard non solo per i servizi al cittadino, ma anche per le spese degli organi istituzionali secondo le indicazioni del decreto del Ministero dell’Interno”.

“I Consigli provinciali – ha detto Bruno Dapei, Presidente del Consiglio della Provincia di Milano, coordinando i lavori – sono pronti a cogliere fino in fondo la sfida dell’efficienza e della efficacia dell’azione amministrativa, coniugata con la piena rappresentatività del corpo elettorale. E’ tempo che l’eterna riforma dell’ordinamento degli Enti locali sia portata a compimento, dando certezze a chi ha il compito di rappresentare le aspettative delle comunità”.

Documenti allegati:

ASSEMBLEA NAZIONALE 2010 – IL PROGRAMMA DELL’EVENTO

Riportiamo in allegato il programma definitivo dell’Assemblea Nazionale delle Province d’Italia, che si terrà a Catania il 19 e 20 ottobre prossimo. (Centro Congressi Le Ciminiere – Viale Africa)
“Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo”: questi i temi che saranno trattati, tra le questioni più importanti ed urgenti su cui il Paese si sta interrogando in questa stagione caratterizzata dall’urgenza delle riforme e dall’impegno ad uscire dalla crisi economica, con nuovi modelli di sviluppo.
L’Assemblea si aprirà martedì 19 ottobre alle ore 11,00 e vedrà l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, subito dopo la relazione del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.
Nel pomeriggio di martedì 19 ottobre, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 19,00 circa si parlerà dei temi del federalismo fiscale e della riforma degli enti locali. Nel dibattito con i rappresentanti del Parlamento, delle forze economiche e produttive, della società civile, interverranno: il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto e il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Nella mattina di mercoledì 20 ottobre, dalle 10,30 alle 13,30 circa si parlerà invece di sicurezza e sviluppo economico locale e nazionale. In questa sessione, interverranno il Ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, e il Ministro per la Giustizia, Angelino Alfano.


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Documenti allegati:

Il Presidente Castiglione ospite alla tramissione

“Dopo le parole del Ministro Tremonti, che presentando alla Camera il Documento di Finanza Pubblica ha di nuovo confermato che l’abolizione delle Province non produrrebbe alcun effetto in termini di risparmio per il bilancio dello Stato, mi aspetto che si cancelli definitivamente dall’agenda politica questo sterile dibattito e si riprenda a discutere, con determinazione, della riforma degli enti locali”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, ospite oggi della trasmissione radiofonica “L’Intervista” di Radio24, condotta dal giornalista Alessandro Milan.

“D’altronde – ha aggiunto il Presidente – il ruolo delle Province è dimostrata nei fatti. Abbiamo avuto riconoscimenti concreti e abbiamo siglato protocolli sul lavoro, sull’efficienza della pubblica amministrazione, per lo sviluppo economico, per progetti a favore delle politiche giovanili.

Il Direttore Generale per l’Energia della Commissione Europea, Pedro Ballesteros, proprio ieri ha dichiarato che in Italia le politiche di efficientemento energetico stanno funzionando perché sono coordinate dalle Province.

“Allora, piuttosto che proseguire su polemiche inutili, – ha concluso il Presidente nel suo intervento radiofonico -torniamo a parlare di quelle riforme che possono davvero dare un nuovo assetto al Paese: c’è bisogno di portare a termine la Carta delle Autonomie locali una testo essenziale per Province e Comuni, che nasce da un lavoro pienamente condiviso e che è in grado di assicurare un nuovo ruolo agli Enti locali, assegnando funzioni e risorse e assicurando gli strumenti necessari per amministrare al meglio i territori”.

ASSEMBLEA NAZIONALE 2010 – IL PROGRAMMA DELL’EVENTO

Riportiamo in allegato il programma definitivo dell’Assemblea Nazionale delle Province d’Italia, che si terrà a Catania il 19 e 20 ottobre prossimo. (Centro Congressi Le Ciminiere – Viale Africa)

“Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo”: questi i temi che saranno trattati, tra le questioni più importanti ed urgenti su cui il Paese si sta interrogando in questa stagione caratterizzata dall’urgenza delle riforme e dall’impegno ad uscire dalla crisi economica, con nuovi modelli di sviluppo.

L’Assemblea si aprirà martedì 19 ottobre alle ore 11,00 e vedrà l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, subito dopo la relazione del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

Nel pomeriggio di martedì 19 ottobre, a partire dalle ore 15,30 e fino alle 19,00 circa si parlerà dei temi del federalismo fiscale e della riforma degli enti locali. Nel dibattito con i rappresentanti del Parlamento, delle forze economiche e produttive, della società civile, interverranno: il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il  Ministro della Difesa, Ignazio La Russa e il Ministro per la Semplificazione normativa, Renato Calderoli.
Nella mattina di mercoledì 20 ottobre, dalle 10,30 alle 13,30 circa si parlerà invece di sicurezza e sviluppo economico locale e nazionale. In questa sessione, interverranno il Ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, e il Ministro per la Giustizia, Angelino Alfano.

Documenti allegati:

Il Presidente della Provincia di Torino nuovo Vice Presidente Vicario dell’Upi

E’ Antonio Saitta, il Presidente della Provincia di Torino, il nuovo Presidente Vicario dell’Upi. La nomina è avvenuta nella riunione dell’Ufficio di Presidenza di ieri.
“Voglio complimentarmi con il Presidente Saitta a nome di tutto l’ufficio di presidenza – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – ringraziando il Presidente Zingaretti che ha ricoperto l’incarico fino ad oggi, per l’impegno mostrato e l’importante lavoro svolto. Il Presidente della Provincia di Roma continuerà a mantenere l’incarico di componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi” .
Il Presidente Saitta – ha aggiunto Castiglione – è da sempre protagonista nella vita dell’Associazione, e segue alcuni dei temi più importanti all’ordine del giorno a partire dalle riforme istituzionali. In questo nuovo incarico non potrà che assicurare, con la sua autorevolezza, un contributo ancora più determinante ai tavoli di lavoro cui l’Upi è chiamata ad intervenire”.

 

 

RIMBORSI DELLE SPESE DI MISSIONE PER GLI AMMINISTRATORI LOCALI

In allegato, la circolare Anci – Upi e l’ACCORDO raggiunto in sede tecnica, in attesa della Convocazione della Conferenza Stato – Città ed Autonomie locali.

Documenti allegati:

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI POTENZA, LACORAZZA SUI 150 DELL’UNITA’ D’ITALIA

“I dati Ocse Pisa ci consegnano una scuola “fanalino di coda”, proprio nel momento in cui il Paese, anche per uscire dalla pesante crisi economica che lo sta attraversando, ha bisogno di aumentare la propria competitività, investendo in conoscenza, cultura, innovazione e ricerca scientifica. Tali dati, nel Mezzogiorno, assumono un significato ancora più allarmante, mostrando criticità non trascurabili. Nei primi 130 anni dall’Unità cinque sono state le riforme e i provvedimenti principali che hanno interessato la scuola italiana fino agli inizi del 1990. Nell’ultimo ventennio, poi, si sono succeduti tanti ministri all’Istruzione che hanno introdotto visioni diverse della scuola, dando vita ad un susseguirsi confuso di riforme e controriforme”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, intervenendo a Montemurro alla manifestazione che, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia, ha voluto ricordare la figura di Giacinto Albini, insediatosi il 7 settembre 1860 come Governatore della Provincia di Basilicata e personaggio chiave del Risorgimento lucano.
“I problemi che vive oggi la scuola, di cui l’emergenza precari rappresenta una delle più tangibili e preoccupanti manifestazioni, vengono da molto lontano e, con un’attenta rilettura dei 150 anni di vita unitaria del Paese, le cause potrebbero essere rintracciate – ha continuato Lacorazza – anche attraverso il difficile rapporto tra popolo e territorio, come ad esempio quello che caratterizza una regione grande come la nostra (10 milioni di chilometri quadrati), dove una popolazione piccola (600 mila abitanti) è dispersa in 131 comuni. E ancora attraverso lo scollamento tra classi sociali e tra città e periferie che si determinò all’indomani dell’Unità e che, oggi, continua ad essere uno degli effetti più critici della cosiddetta “Riforma Gelmini”.
L’istruzione scolastica rappresentò, sin da subito, una delle principali preoccupazioni del nuovo Stato unitario: dalla legge Casati (che rendeva obbligatoria la frequenza scolastica), già approvata in Piemonte nel 1859 e successivamente estesa a tutto il territorio nazionale, alla legge Coppino del 1877, che introduce una differenza nell’obbligo scolastico tra città più grandi (fino a 5 anni) e quelli minori (fino a 3). A quei tempi le gravi difficoltà finanziarie dei singoli comuni ostacolarono la crescita delle istituzioni educative, soprattutto al Sud. Un problema, questo, che nel periodo giolittiano, cercò di aggirare la legge Daneo-Credaro del 1911, attribuendo allo Stato il costo della gestione delle scuole elementari. Tutti questi provvedimenti – e in seguito la nota Riforma Gentile del 1923 e la Carta della Scuola, voluta da Giuseppe Bottai e che prevedeva una divisione delle scuole elementari in “urbane” e “rurali”, con tutte le penalizzazioni immaginabili per quest’ultime – non compresero fino in fondo le esigenze delle singole aeree del Paese ed ebbero come comune denominatore quello di favorire la separazione tra classi sociali e territori, introducendo un primo elemento di distorsione nella visione della scuola e dell’istruzione, destinato a ripresentarsi, sotto diverse forme, nelle varie tappe che hanno caratterizzato il lungo processo di riforma di questa importante istituzione, fino agli ultimi e dibattuti provvedimenti governativi sulla scuola. Nel corso degli anni, dunque, il tentativo di dare una nuova e coerente forma alla scuola italiana si è scontrato con l’effetto di aumentare, anziché ridurre, il divario esistente tra città e periferie, tra nord e sud e tra classi sociali differenti. Un aumento confermato dalla statistica che, a più di mezzo secolo dall’unificazione, disegnava ancora un quadro fosco per quanto riguarda l’analfabetismo, lontano dall’essere debellato soprattutto al Sud e in particolare in Basilicata, dove nel 1921 la percentuale di analfabeti si attestava al 52 per cento, meglio solo di quella della Calabria (53 per cento). Percentuali che si spiegano con il persistere, a 70 anni dall’Unità, di alcuni limiti alla diffusione dell’istruzione come la mancata percezione della scuola, da parte delle classi meno abbienti, come strumento di educazione ed elevazione sociale o i gravi ostacoli di tipo logistico e pratico, che rendevano difficoltoso, ad esempio, trovare i docenti per le scuole primarie di periferie. Scuole che presentavano condizioni deplorevoli e scarse remunerazioni finendo per scoraggiare i maestri della ricca borghesia. Il pericolo oggi in agguato è quello di un’istruzione, una formazione e un sapere che non aiutino la coesione del Paese né il processo di mobilità sociale. La storia corre il rischio di ripetere e di accentuare le proprie criticità che, al di là del colore politico, anche nell’attualità dei provvedimenti sulla scuola, potrebbero avere l’effetto di marginalizzare sempre di più il Mezzogiorno. Oggi, dunque, è necessario ripensare e rafforzare l’istruzione, la formazione e il sapere, affinché siano in grado di accompagnare l’Italia unita in Europa e nel mondo”.
“Riflessioni, queste, che inducono a dare alla celebrazioni per i 150 anni dell’Unità una chiave di lettura centrata sulle grandi traiettorie di sviluppo, dalla scuola alle infrastrutture, passando per quelle trasformazioni del territorio causate dai diversi sismi. Ripercorrere 150 anni di storia – ha concluso Lacorazza – è mettersi in cammino verso il futuro, se saremo in condizione di scalzare i luoghi comuni di parte dell’opinione pubblica, le derive faziose delle classi dirigenti e i coloriti detrattori dell’Unità d’Italia. Questi 150 anni di storia, e di storie, sono utile alimento per l’elaborazione di un pensiero nuovo del nostro Paese, del Mezzogiorno, della Basilicata, in uno scenario geopolitico ricco di insidie e di opportunità. Pensiamo all’Europa, all’area del Mediterraneo e alla sua perenne conflittualità culturale, etnica e religiosa, dalle ricadute politico-economiche non irrilevanti. “Se 150 anni fa l’Italia politica si unì dentro l’Italia”, oggi l’Italia deve essere unita all’interno del mondo”.

Il ruolo delle Province nel nuovo assetto istituzionale

“Il Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ci ha assicurato che entro luglio, e comunque in uno delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, saranno presentati due dei decreti legislativi attuativi della Legge 42 più importanti: il decreto legislativo sulla definizione dei fabbisogni standard, che saranno calcolati in base alle funzioni affidate a Regioni ed Enti locali con un meccanismo simile agli studi di settore, dei lavoratori autonomi; il decreto legislativo sull’autonomia tributaria, che dovrebbe indicare quali imposte saranno assegnate a Province e Comuni, a partire dal 2012.” Lo ha detto Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, intervenendo al dibattito organizzato dall’UPI Umbria a Perugia dal titolo “Il ruolo delle Province nel nuovo assetto istituzionale”. “Quello dell’individuazione dei fabbisogni standard – ha continuato Castiglione – è un passaggio fondamentale. I cittadini hanno diritto ad avere gli stessi servizi, ma questi servizi devono avere per la pubblica amministrazione costi uguali in tutto il territorio. E’ un lavoro complesso, ma indispensabile, e di certo uno degli strumenti più efficaci di contenimento della spesa pubblica offerto dal sistema di fisco federale “L’assegnazione dei tributi in base alle funzioni assegnate a ciascuna istituzione – ha concluso Castiglione – dovrà portare poi gradualmente alla cancellazione della finanza derivata, che oggi invece caratterizza buona parte dei bilanci degli Enti locali. Si dovrà, dunque, dare piena attuazione all’articolo 119 che assegna autonomia finanziaria di entrata e di spesa a Province e Comuni.”

IL RILANCIO DELL’ITALIA CENTRALE OBIETTIVO DELLE PROVINCE DI AREZZO E PESARO E URBINO

Nel suggestivo scenario del rifugio di Casa del Re, all’interno del Parco del Sasso di Simone, si sono incontrare queste mattina le giunte provinciali di Arezzo e di Pesaro e Urbino, guidate dai rispettivi presidenti Roberto Vasai e Mattia Ricci.

Obiettivo dell’incontro, oltre al consolidamento dei rapporti istituzionali tra i due enti dopo l’incontro avvenuto a Borgo Pace nel febbraio scorso, le questioni legate a viabilità, infrastrutture, ambiente e caccia. “Siamo due provincie confinanti che collaborano sia sui problemi che abbiamo che sulle prospettive strategiche di questi territori – spiegano i due Presidenti Vasai e Ricci. Questa unità di intenti è necessaria per una parte d’Italia come quella centrale che è scomparsa mediaticamente ma che rappresenta invece uno dei cuori pulsanti del paese, oltre che essere la sua cerniera. Abbiamo quindi concordato azioni su varie questioni, a cominciare dalla Due Mari che per noi rappresenta la cartina di tornasole dell’impegno che chiediamo al Ministro Matteoli, quello di passare dalle parole ai fatti”. L’argomento principale affrontato, quindi, è stato quello della viabilità, facendo prima di tutto il punto della situazione sulla Due Mari dopo l’accordo dei mesi scorsi fra lo Stato e le Regioni interessate, Marche, Umbria e Toscana. Il fabbisogno per completare i tratti mancanti riguardanti la zona dell’appennino centrale è di circa 2 miliardi di euro, e le due giunte provinciali hanno concordato sulle due priorità rappresentate dal completamento del collegamento fra la galleria della Guinza e la Orte-Ravenna, con riferimento anche alla recente decisione della commissione tecnica ministeriale relativa al tracciato al confine tosco umbro, e quella del nodo di Arezzo. La proposta delle due province, in merito alle risorse necessarie per l’opera, è quella di impegnare il Governo ad un finanziamento diretto, anche in un’ipotesi pluriennale. Per ciò che riguarda la ferrovia adriatica, l’importante fatto nuovo è che la Provincia di Pesaro e Urbino ha annunciato che procederà con il proprio Piano territoriale di Coordinamento all’individuazione di un corridoio per collegare la ferrovia adriatica con Sansepolcro, secondo l’itinerario Fano-Borgo Pace-Sansepolcro. Altro obiettivo condiviso dalle due amministrazioni è quello di valorizzare il Parco del Sasso di Simone per attrarre turismo estivo e scolastico, mentre importanti convergenze si sono registrate nell’ambito delle politiche venatorie, sulle quali i due enti hanno agito in pieno spirito di collaborazione ormai da molti anni.

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