Categoria: Istituzioni e Riforme

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Assemblea dei Presidenti di Consiglio delle Province

In allegato il testo dell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea naizonale die Presidenti di Consiglio delel Porivnce il 27 settembre 2008 a Cagliari.

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Il Presidente dell’Upi risponde al Ministro Rotondi

“Il ministro Rotondi ha dichiarato che l’abolizione delle province e la riduzione dei parlamentari verrà approvata a fine legislatura. Ringraziamo il Ministro Rotondi per averci dato altri quattro anni di vita. Ci sembra il modo migliore per legittimare una classe dirigente che si prepara ad affrontare le prossime elezioni amministrative. Siamo certi che tutto ciò contribuirà ad aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni siano esse nazionali che locali”. Così ha risposto il Presidnete dell’Upi, Fabio Melilli alle dichiariazoni circa l’abolizione delle Province e il taglio dei parlamentari rilasciate dal Ministro per l’attuazione del Programma, Rotondi.

Il Ministro Maroni all’Assemblea dell’Anci conferma il ruolo delle Province

“Le Province non possono essere abolite, perché garantiscono una rete di servizi, ma laddove ci sono le città metropolitane, queste le sostituiranno”. Lo ha detto il Ministro Maroni all’assemblea dell’Anci, parlando delle città metropolitane, che faranno parte del codice delle autonomie. “Per quanto mi riguarda – ha detto – le province non possono essere abolite. Costituiscono una rete importantissima per i piccolissimi e piccoli comuni. Le città metropolitane – ha proseguito – sono state istituite nel 1990. Sono passati 18 anni e non si e’ fatto nulla. Dobbiamo stringere e non possiamo continuare a dibattere. Adesso ci vuole un governo e un parlamento che faccia sintesi e decida. Interverremo per definire le competenze e l’utilità degli enti intermedi tra comune e provincia (Ato, parchi, comunita’ montane). Va bene tutto – ha avvertito – ma ci deve essere un organismo che governa il territorio non 4, 5 o dieci, peggio ancora col diritto di veto”.

Federalismo fiscale: Regioni Upi e Anci a Parlamento

Proseguire in Parlamento il confronto avviato in questi mesi sul federalismo fiscale per raggiungere un risultato condiviso ed evitare un federalismo conflittuale e quindi dannoso.

E’ questo l’invito contenuto in una lettera che i Presidenti delle Associazioni rappresentative delle Autonomie locali, Leonardo Domenici (ANCI), Vasco Errani (Regioni e Province autonome) e Fabio Melilli (Upi) hanno indirizzato al Presidente della Camera, Gianfranco Fini e al Presidente del Senato Renato Schifani.

“Regioni, Province e Comuni – si legge nella lettera – ritengono che il dialogo avviato in questi mesi sul federalismo fiscale debba continuare ora in Parlamento e con le forze politiche di maggioranza e di opposizione, consapevoli che la condivisione dell’assetto finanziario e fiscale rappresenta un obiettivo di tutti, e che la realizzazione del più ampio consenso in Parlamento e con i livelli istituzionali sia la strada per evitare un Federalismo conflittuale e quindi dannoso”.

I Presidenti si dichiarano quindi “disponibili a concordare le forme e le modalità più utili per concorrere a rendere fecondo e completo l’esame del provvedimento, soprattutto al fine di inserire la discussione nell’ambito del disegno complessivo di attuazione del Titolo V della Costituzione e delle eventuali proposte di revisione costituzionale”.

“Con l’approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale – scrivono i tre Presidenti – si è percorso un primo importante tratto del tragitto, difficile e necessario, per avviare a definitivo compimento la lunga fase di transizione istituzionale”.

“Regioni, Province e Comuni – ricordano Errani, Melilli e Domenici – hanno in questi mesi sostenuto un confronto serio e responsabile con il Governo e con i Ministri proponenti per far sì che il futuro assetto fiscale e finanziario sia il più possibile equilibrato, non si risolva in un aggravio di costi ed oneri per i territori, con conseguenze sul soddisfacimento dei diritti fondamentali dei cittadini e sulla realizzazione dei principi di solidarietà e di coesione sociale”.

FEDERALISMO FISCALE: I RISULTATI DELLA CONFERENZA UNIFICATA

Ieri sera si è riunita la Conferenza Unificata per rilasciare il parere sullo schema di Disegno di legge delega sul federalismo fiscale.
La riunione non è stata affatto rituale, ma anzi ha visto un dibattito acceso tra tutti i partecipanti, tanto che si è prolungata fino a tarda notte.
Anci ed Upi hanno presentato alcune proposte unitarie di emendamenti, che trovate in allegato, ed hanno dichiarato di essere pronte a concedere il parere favorevole, solo dopo l’accoglimento di questi emendamenti.
Il testo è stato, che è stato oggi approvato dal Consiglio dei Ministri, sarà al centro di un dibattito approfondito nel corso dell’Assemblea Generale di Torino, nel quale è previsto anche un confronto con il Ministro Calderoli e con i rappresentanti di Regioni e Comuni.

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A Padova il convegno “Il punto sul federalismo fiscale”

“Il federalismo rappresenta una svolta epocale nella restaurazione statale, finalmente avverto la volontà trasversale di portare avanti queste riforme”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, intervenuto quale membro del direttivo UPI (Unione Province Italiane)  al convegno nazionale “Il punto sul federalismo fiscale” organizzato a Padova dall’Università di Padova e la Regione. Interpellato dal moderatore Gentili sul ruolo delle Province nel federalismo, il presidente ha ribadito che “i territori hanno bisogno di un sistema di governo di area vasta: la presenza istituzionale comunale è eccessivamente frazionaria e la logica regionale appare a volte distante – ha detto Muraro – Sopprimere le Province per dover creare comunque delle agenzie esterne alle Regione che sopperiscano alle funzioni delle Province, non è di sicuro un passo verso la semplificazione amministrativa e nemmeno un segno di democrazia. I cittadini infatti, si troverebbero l’area vasta governata da persone che non hanno eletto direttamente ma che sono state nominate. Le Province non sono fatte solo di manutenzioni, ma offrono servizi al territorio che solo un ente di governo dell’area vasta può dare: strade, scuole, acqua, formazione e soprattutto urbanistica. Perché ricordiamo che i Comuni ragionano coi prg e la Provincia è l’unica in grado di dare una pianificazione sovracomunale. Certo, bisogna avere i numeri per definirsi area vasta, e le Province stesse sono disposte a definire i parametri minimi. Plaudo comunque al Ministro Calderoli che ha dato alle Province, anche nel federalismo, il ruolo che meritano. La vera riforma dello Stato, come quella che sta per varare Maroni, deve guardare alla cancellazione delle sovrapposizioni di competenze. Quindi, in poche parole, un vero riordino: competenze certe, ma anche tributi certi. Perché abbiamo visto che se lo stato non funziona, l’economia corre lo stesso. E la politica rimane indietro”.

Federalismo Fiscale: la Conferenza Unificata

“I tempi previsti per l’attuazione della delega si stanno dilatando: dagli iniziali 12 mesi siamo arrivati a 24 mesi. Abbiamo chiesto al Ministro Calderioli di differenziare la delega per anticipare l’approvazione dei decreti attuativi, la dove possibile”. Lo ha riferito alla stampa il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine della prima riunione della Conferenza Unificata dedicata all’analisi del nuovo testo Calderoli sul federalsimo fiscale. Nel prossimo incontro, previsto per il 25 settembre, Regioni, Province e Comuni saranno chiamati ad esprimere il parere sul testo, ma nel frattempo si terranno nuovi incontri tecnici per definire il Disegno di legge. ” Il nuovo testo Calderoli  – ha detto Melilli – é per noi un passo indietro. Nella bozza che ci era stata illustrata all’inizio di settembre si prevedevano tributi locali, per i Comuni sugli immobili e per le Province sulle automobili, che ora invece non ci sono più. Nessuno, nè noi nè il Ministro, aveva immaginato di istituire nuove tasse: si sarebbero invece riorganizzate quelle esistenti semplificando il sistema fiscale del Paese. Noi crediamo che queste indicazioni dovranno tornare, magari formulate in modo tale da non ingenerare equivoci o facili polemiche, Oggi intanto abbiamo consegnato al governo i nostri emendamenti – ha concluso Melilli – dove chiediamo, per esempio di ridurre i tempi di approvazione dei decreti di attuazione da 24 a 12 mesi”.

Federalismo fiscale: il commento del Presidente della Provincia di Treviso

Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, è intervenuto oggi all’assemblea dell’Upi (Unione Province Italiane) quale membro del Consiglio Direttivo. Il suo intervento ha riguardato soprattutto il federalismo. 

“Accogliamo con grande entusiasmo l’approvazione in via preliminare del ddl sul Federalismo – spiega Leonardo Muraro – finalmente, anche nel nostro paese si sta diffondendo una vera cultura federalista. Visto che nel direttivo Upi c’è stata larga condivisione in favore di un provvedimento di questo tipo, propongo di guardare avanti. Come direttivo Upi, dobbiamo lavorare per coordinarci maggiormente e avviare un confronto più serrato con il Ministro Maroni che, nell’ultimo incontro, ci ha illustrato come stia lavorando per il riordino dello Stato, eliminando le sovrapposizioni di competenze e stabilendo ruoli e tassazioni precise per le Province.

Proprio in questo senso – continua Muraro – lancio tre proposte da sottoporre al Governo:

1) La prima è che siano previste, per le Province, delle norme che agevolino la realizzazione di opere pubbliche senza inutili perdite di tempo o dispersioni di danaro, come avviene con le Leggi Obiettivo

2) Che nella finanziaria venga rivisto il parametro economico “entrate-uscite” per il 2011.

3) Che le Province siano coinvolte nella gestione delle Autostrade che attraversano il proprio territorio.

Penso davvero che il federalismo fiscale sarà forse l’unica via che riuscirà a smuovere un’Italia ormai ingolfata – prosegue Muraro – Significherà soprattutto responsabilizzare gli Amministratori e soprattutto i cittadini. Questi infatti saranno chiamati in prima persona ad interessarsi del funzionamento di tutti i livelli di responsabilità amministrativa. Avranno loro stessi la possibilità di punire o premiare con il voto l’operato dei propri Amministratori. E non ci saranno più “palliativi” statali: chi amministra male dovrà denunciare la propria incapacità, mentre chi lo farà bene sarà premiato.

Insomma – chiude Muraro – visto che si è parlato di distanza dalla politica, il federalismo è la ricetta giusta con la quale responsabilizzare i cittadini in merito alla vita pubblica. Penso soprattutto alle realtà del Sud, dove una volta per tutte, la cittadinanza potrà risollevare le sorti delle proprie terre, premiando chi veramente pensa al bene della comunità, senza compromessi. Il Federalismo, ne sono certo, contribuirà pure a eliminare la criminalità organizzata, smantellando una logica amministrativa vecchia di decenni nella quale mafia e camorra sguazzano a meraviglia”.

Federalismo fiscale: giudizio sospeso dal Consiglio Direttivo Upi

Apprezzamento per il varo in Consiglio dei Ministri dello schema di disegno di legge delega sul federalismo fiscale, e per il metodo adottato dal Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, di confronto e collaborazione con le istituzioni locali, ma giudizio sospeso nel merito, in attesa di ricevere e conoscere il testo definitivo.
Questa la posizione espressa oggi dal Consiglio Direttivo dell’Upi e dai Presidenti delle Province, riuniti oggi a Roma.
“A quanto apprendiamo dalla stampa – ha commentato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – la proposta del Ministro Calderoli sul federalismo fiscale, approvata oggi dal Consiglio dei Ministri, dovrebbe presentare un arretramento rispetto al testo che ci era stata presentata la settimana scorsa, nella definizione chiara dei tributi assegnati a Comuni e Province. Se così fosse, sarebbe un passo indietro rispetto alle aspettative degli amministratori locali sul federalismo fiscale. Certo, le polemiche che si sono rincorse sulla stampa in questa settimana, non hanno contribuito a mantenere l’impostazione iniziale, nella quale si prevedeva non la istituzione di nuove tasse ma la riorganizzazione di tributi già esistenti in capo a Comuni e Province. Ci auguriamo che questa carenza venga colmata quanto prima, altrimenti il rischio è che dell’autonomia degli Enti locali resti ben poco “.
Il Presidente ha poi sottolineato positivamente la scelta operata dal Ministro Calderoli, di identificare un identica tipologia di imposizioni per i Comuni e per le Province, e ha aggiunto che l’Upi “lavorerà per arrivare a definire una posizione unitaria con Regioni e Comuni in vista delle prossime riunioni della Conferenza unificata”.
Al termine dell’incontro il Consiglio direttivo dell’Upi e l’Assemblea dei Presidenti di Provincia, ha sottolineato la necessità di porre grande attenzione a quello che sarà il cammino dei decreti attuativi in Parlamento, auspicando un pieno coinvolgimento delle Regioni, delle Province e dei Comuni durante tutta la fase di discussione e di definizione dei testi normativi.  

Federalismo fiscale e Città metropolitane

Il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia si dice deluso dalla bozza Calderoli presentata oggi ai rappresentanti di Comuni e Province e chiarisce come la Città Metropolitana di Venezia non sia assolutamente messa in discussione da quanto annunciato oggi dal Ministro. “Dalla proposta del Ministro Leghista – commenta il Presidente Zoggia – credo fosse lecito attendersi maggiore coraggio soprattutto per ciò che concerne gli strumenti appannaggio delle Province. Se le leve fiscali sulle quali noi Presidenti di Provincia dovremmo costruire il federalismo sono rappresentate esclusivamente da una tassa sulla circolazione ed una sui carburanti significa che di questo Ente si ha un’immagine distorta e legata al passato ben distante, quindi, dalla vitalità che oggi lo vede protagonista di numerosi processi amministrativi non soltanto di quelli legati a strade e trasporti. Le parole del Ministro – continua il Presidente della Provincia di Venezia – possono, poi, trarre in inganno: per parlare delle città con meno di 350 mila abitanti, e quindi escluse dalla proposta di riforma, usa il termine “metropolitano” facendo pensare a qualcuno che le nove città metropolitane, previste dalla Riforma Costituzionale, divengano sette escludendo, così, Venezia e Bari. La partita legata, invece, alla riforma degli assetti del nostro Paese e, quindi, anche alla creazione delle Città Metropolitane che prenderebbero il posto delle Province, per Venezia non è assolutamente chiusa: ci incontreremo, come previsto, con il Ministro Maroni entro la fine di settembre. Voglio  esprimere – conclude il Presidente Davide Zoggia – tutta la mia contrarietà all’esclusione di “Venezia Città” dal novero di quelle che, secondo la bozza Calderoli, saranno beneficiate dai meccanismi di autonomia impositiva e fiscale: credo che le problematiche uniche del nostro capoluogo impongano, così come accade per Roma, una specifica riflessione e delle risposte puntuali che non possono venir meno soltanto perché l’asticella che misura il numero degli abitanti non raggiunge i valori che ci si è prefissati.” 

 

 

Federalismo fiscale: il commento del Vice presidente della Provincia di Trieste

“Apprendo dalle agenzie di stampa che la nuova bozza sul federalismo fiscale del Ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, conterrebbe anche l’ipotesi di garantire entrate certe alle Province attraverso una tassa che riguarda la circolazione. E’ una posizione che più volte abbiamo espresso sia in seno all’Upi regionale che portato all’attenzione dell’Unione delle Province a livello nazionale. Ritengo assolutamente giusta una previsione di questo tipo che consentirebbe alle Province, quali istituzioni coordinatrici e di gestione dei problemi di area vasta, di pianificare efficacemente le proprie attività potendo contare su entrate certe invece che dover agire continuamente a colpi di variazioni di bilancio, dipendendo in buona parte unicamente dai trasferimenti regionali”.

 

 

Provincia di Palermo: insediata la conferenza permanente dei Sindaci

Erano 74, su un totale di 82, i primi cittadini presenti a palazzo Comitini per l’insediamento della Conferenza dei sindaci dei comuni del territorio provinciale.

Sala Martorana era gremita di fasce tricolori per l’avvio di un organismo voluto dal Presidente Giovanni Avanti come strumento permanente di confronto e di proposta sui temi più importanti che riguardano l’attività della Provincia e il territorio provinciale. A fianco del Presidente Avanti il sindaco di Palermo Diego Cammarata, alla sua prima uscita ufficiale come Presidente dell’Anci Sicilia.

La conferenza, così come previsto dal regolamento che è stato approvato nel corso della seduta, è presieduta dal Presidente della Provincia e si riunirà ogni semestre nei mesi di giugno e dicembre, ma può anche essere convocata per motivi straordinari su iniziativa del Presidente o di un terzo dei componenti.

La conferenza può approvare risoluzioni di intenti e di proposte su tematiche che riguardano fra l’altro la programmazione comunitaria, la programmazione economica e ambientale della Regione, la predisposizione dei programmi provinciali di protezione civile, la realizzazione di strutture e servizi di interesse sovracomunale, la realizzazione di infrastrutture al servizio dei comuni. “Vogliamo fare di questa conferenza – ha sottolineato il Presidente Avanti – un organismo operativo che sappia affrontare i problemi del territorio con un ruolo di coordinamento e di pianificazione, condividendo insieme strategie e soluzioni, razionalizzando risorse umane e finanziarie. Sono tanti i temi fondamentali a cominciare dalla viabilità che necessita di interventi urgenti.

Sul tappeto – ha aggiunto Avanti – anche questioni fondamentali come l’Ato rifiuti e l’Ato idrico. Per la prima questione abbiamo proposto al Governatore Lombardo, insieme a tutti i Presidenti di Provincia, una legge di riforma del sistema rifiuti in Sicilia che superi l’attuale impostazione. Sulla vicenda Ato idrico ho lavorato in queste settimane per giungere ad una tariffa che sia ancora più bassa rispetto a quella individuata. La proposta è stata avanzata alla società di gestione che dovrà approvarla, per poi sottoporla all’esame dell’assemblea dei sindaci. C’è poi il tema dei servizi sociali e della legge 328, per il quale bisognerà iniziare a ragionare in termini di distretti, evitando le duplicazioni di interventi fra i vari ambiti”. Il Presidente Avanti ha inoltre annunciato il prossimo insediamento del tavolo di partenariato fra i soggetti socio-economici che operano nel territorio provinciale.
Il sindaco Cammarata da parte sua ha sottolineato che “soprattutto in questo momento di grande difficoltà per i comuni c’è la necessità di un raccordo sempre più forte, anche perché si va diffondendo la consapevolezza che i comuni siano i colpevoli del deficit nazionale e anche il contenitore al quale sottrarre risorse per riparare ad altre soluzioni. I bilanci dei comuni invece non riescono a coprire contemporaneamente le spese correnti e quelle per lo sviluppo e della solidarietà sociale. E questo non certo per un cattivo uso delle risorse, ma semplicemente perché le risorse non bastano”.
Apprezzamento per l’istituzione della Conferenza è stato espresso dal sindaco di Termini Imerese Enzo Giunta (“Il Presidente Avanti è partito con il piede giusto.

La prima priorità è la ripresa dell’attività di concertazione per la programmazione dei fondi europei 2007-2013″), dal sindaco di Villabate Gaetano Di Chiara (“Sarà importante una fase di confronto costruttivo preventivo sul piano triennale delle opere pubbliche”), dal sindaco di Castelbuono Mario Cicero (“mi auguro che i territori vengano ascoltati e vengano valorizzate le specificità delle diverse aree”), dal sindaco di Bagheria Biagio Sciortino (“siamo di fronte ad un cambiamento culturale nel rapporto con i sindaci. La conferenza può diventare cassa di risonanza dei nostri problemi, senza steccati politici”), dal sindaco di Ustica Aldo Messina (“in una fase in cui i sindaci si sentono abbandonati da Stato e Regione, la Provincia diventa elemento di raccordo e coordinamento”), dal sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo (“Importante sarà dare un seguito a questa giornata e fare di questa Conferenza un organo non solo consultivo, ma operativo, che sappia interpretare le diverse esigenze del territorio”).

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