6 – 12 marzo 2005
Maglie – Liceo Capece
14 – 20 marzo 2005
Galatina – Palazzo della Cultura
22 – 30 marzo 2005
L’ Assessorato per il Supporto ai Comuni partecipa a Dire&Fare2005 per presentare i nuovi servizi di ReForm, il Portale della Pubblica Amministrazione, e, soprattutto, la Consulta provinciale dei piccoli comuni, un nuovo strumento di governance per lo sviluppo locale.
La Provincia di Pisa è stata, infatti, la prima in Italia a dar vita, insieme ai 13 Comuni con meno di 3mila abitanti presenti sul suo territorio, alla Consulta Provinciale dei Piccoli Comuni, con l’intento di realizzare uno strumento innovativo per promuovere la collaborazione, lo scambio di esperienze, la condivisione di problematiche e soluzioni tra i Comuni aderenti.
Sempre dedicato ai Piccoli Comuni, il 18 novembre dalle 9.30 alle 13.00 presso la Sala Viola, si svolgerà il convegno, organizzato dall’assessorato Supporto ai Comuni, sul tema:
“Piccoli Comuni: una grande risorsa per uno sviluppo di qualità”
Intervengono
Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa
“La scelta della Provincia di Pisa a sostegno dei piccoli Comuni”
Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola
“La qualità dei territori come sfida per la crescita del Paese”
Secondo Amalfitano, Anci, coordinatore Consulta Piccoli Comuni
“Rispetto per l’ambiente e riqualificazione urbana nei piccoli comuni”
Enzo Risso, ricercatore Publica.swg, ricerche e comunicazione Trieste
“Italia 2005, la voglia di futuro di un Paese disorientato e in stand by. Le città e i piccoli comuni.”
Anna Rita Bramerini, assessore al turismo Regione Toscana”
“Il turismo. Una strada percorribile per lo sviluppo dei Piccoli comuni”
Milo Campagni, Coordinamento Nazionale UPI per la Cultura e il Turismo
“Il ruolo delle province nello sviluppo delle reti locali”
Tiziano Lanzini, Anci, coordinatore Settore Piccoli Comuni e cooperazione interistituzionale
“Una proposta toscana per i Piccoli Comuni”
Caro Presidente,
sono spiacente di informarti che purtroppo, a causa di impegni precedentemente assunti, non potrò prendere parte all’Assemblea generale delle Province d’Italia.
Stiamo attraversando un periodo difficile, segnato da una contraddizione: da un lato viene approvata la devolution, riforma costituzionale che presume di contenere una promessa di Federalismo “Forte”, mentre, a nostro giudizio, rischia do spaccare l’Italia aumentando il divario tra regioni ricche e regioni povere e contestualmente di creare venti neo-centralismi, anziché un sistema federale efficiente. Dall’altro lato, la finanziaria 2006 si presenta con un carnet di tagli agli enti locali che va esattamente nella direzione opposta a quella propagandata con la devolution. Inoltre è stata approntata con un metodo che non riconosce realmente agli enti locali il ruolo che loro compete.
In poche parole, il governo ha deciso di scaricare costi e responsabilità sugli enti locali senza coinvolgerli minimamente nella determinazione degli obiettivi e degli strumenti che caratterizzano la manovra economica.
Noi riteniamo che, proprio tenendo in considerazione la gravità della situazione economica, la strategia per uscire dalla crisi debba essere il frutto di un lavoro comune tra i diversi livelli istituzionali. L’Italia possiede le risorse e le energie che occorrono, ma deve mettersi in condizione di “fare sistema” per essere competitiva nei nuovi scenari dell’economia globalizzata.
I temi che saranno al centro della vostra discussione sono i capitoli principali di un vasto programma di sviluppo, che deve essere caratterizzato da un forte investimento sulla qualità della vita, sulla conoscenza e sui saperi, sulla capacità di stimolare l’innovazione nei processi produttivi. In sintesi, si tratta di valorizzare quelle caratteristiche della specificità italiana che non sono delocalizzabili e che possono quindi costituire una forte leva di sviluppo, di ricchezza e di benessere. Ma un disegno di questo genere non può non prevedere un forte protagonismo delle istituzioni locali, con il conseguente riconoscimento di una funzione specifica e delle risorse che occorrono per esercitarla.
Per tutti questi motivi, con la certezza che dalla vostra assemblea verrà un contributo importante per tutto il Paese, una delegazione del mio Partito seguirà l’insieme dei vostri lavori.
Cordialmente,
Piero Fassino
MoTechEco lancia il Manifesto della mobilità sostenibile. Il documento, a cui hanno aderito Anci (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) e Upi (Unione province italiane), sarà discusso e approfondito all’interno di MotechEco, importante vetrina della mobilità sostenibile, che si terrà dal 22 al 25 maggio 2008 presso la Nuova Fiera di Roma.
Ecco i 14 punti del Manifesto:
1. Diminuire l’impatto ambientale della mobilità in ambito urbano utilizzando un approccio integrato attraverso gli strumenti e le tecnologie disponibili;
2. Assicurare il diritto alla mobilità e all’accessibilità per tutti i cittadini favorendo in modo particolare politiche a sostegno dei soggetti più deboli (anziani, disabili);
3. Favorire la diffusione della cultura ambientale attuando politiche di mobilità urbana quale servizio di qualità che sappia dare risposte concrete alle esigenze del trasporto delle persone e delle merci;
4. Definire approcci strategici innovativi e destinare le risorse disponibili al miglioramento delle “prestazioni” delle infrastrutture a servizio dei cittadini mediante soluzioni basate sulle tecnologie dell’infomobilità ICT, integrate con tecnologie spaziali/satellitari;
5. Disincentivare l’uso dei mezzi di mobilità ad elevato impatto ambientale e incentivare l’utilizzo di tecnologie eco-sostenibili come l’elettrico e di carburanti ecologici promuovendo, al contempo, lo sviluppo infrastrutturale per l’alimentazione di vetture eco-compatibili;
6. Incentivare forme di trasporto pubblico a basso impatto ambientale ed adeguate alle specifiche urbanistiche e morfologiche dei centri urbani in ottica anti congestione e favorire sistemi di trasporto non convenzionali (ascensori, funicolari, scale mobili);
7. Incentivare i progetti tesi alla fluidità del traffico per garantire una mobilità costantemente adeguata alle condizioni contingenti del traffico con particolare riguardo alla distribuzione delle merci in aree urbane; sviluppare politiche di pricing al fine di una efficiente gestione della domanda di mobilità di persone e cose;
8. Incentivare sistemi e politiche a favore di una mobilità alternativa: car sharing, car pooling, bike sharing, renting, eco-driving, ecopass, parcheggi dedicati a mezzi zero emissioni (Z.E.V) od a basso impatto, chiusure dei centri storici;
9. Promuovere progetti di urbanistica sostenibile: piste ciclabili, arredo urbano a basso impatto ambientale e con materiali riciclati, colonnine per la ricarica elettrica, parcheggi di interscambio, rotatorie, impianti di regolazione flessibile del traffico urbano ed autostradale energeticamente autosufficienti;
10. Promuovere e premiare progetti e studi interdisciplinari per la gestione del traffico e per l’abbattimento del CO2 in collaborazione con le politiche dell’ Unione Europea;
11. Promuovere e premiare istituzioni locali, regionali e governative che programmino e realizzino investimenti e progetti più virtuosi verso l’ambiente. Promuovere e premiare aziende, prodotti e servizi di mobilità tecnologicamente rivolti all’abbattimento del CO2;
12. Promuovere e sensibilizzare contatti tra operatori del settore, istituzioni, ricercatori, associazioni, organi di controllo e aziende al fine di definire accordi e progetti a favore dell’ambiente e della salute;
13. Promuovere la comunicazione ambientale per la sensibilizzazione del singolo cittadino e delle istituzioni territoriali sulla necessità di utilizzo di una mobilità sostenibile;
14. Promuovere l’istituzione della domenica ‘Eco’ con la chiusura di tutti i centri storici italiani. Tale provvedimento non dovrà essere inteso quale limite o restrizione alla circolazione urbana ma come occasione di una migliore vivibilità urbana e di attenzione all’ambiente;
La cronaca della giornata, gli interventi dei Presidenti di Provincia e i documenti approvati nella assemblea della Fondazione del Nord Ovest nel numero speciale del Notiziario Upi
In allegato, il testo della lettera aperta inviata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ai direttori di oltre cento testate locali e nazionali, attraverso la quale si sollecita l’apertura di un vero dibattito sulle riforme istituzionali e sul ruolo delle Province.
La lettera è stata inoltre inviata a tutti i Presidenti di Provincia.
Apprezzamento per la relazione della nuova Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e disponibilità a collaborare per aprire un confronto costruttivo sulle riforme necessarie per fare ripartire il Paese.
E’ il commento espresso dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che, in un telegramma di auguri inviato oggi alla Presidente ha ricordato quanto “le Province condividono la necessità di fare ripartire il Paese, in primo luogo avviando quel federalismo fiscale, necessario per ridurre la spesa pubblica, alleggerendo il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese e semplificando il sistema tributario”.
E’ il senatore Carlo Vizzini (PdL) il nuovo presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Vice presidenti sono stati eletti Domenico Benedetti Valentini (Pdl) e Maria Fortuna Incostante (Pd), segretari Lorenzo Bodega (Lega Nord) e Marilena Adamo (PD).
“E’ positivo che a presiedere la Commissione Affari Costituzionali del Senato sia stato chiamato un profondo conoscitore delle autonomie territoriali” ha commentato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli .
Melilli ha inviato a nome delle Province un telegramma al Presidente Vizzini e al suo ufficio di presidenza, nel quale, assieme agli auguri, si è detto certo che “in una legislatura che si appresta ad avviarsi sotto il segno delle riforme, le Province e le autonomie territoriali potranno trovare in una Commissione strategica come quella presieduta dal senatore Vizzini un luogo di dialogo, confronto e collaborazione istituzionale”.