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Melilli: Sostenere le Province nei processi di innovazione

COMUNICATO STAMPA
L’Upi incontra il Ministro Lucio Stanca
Melilli : “Sostenere le Province nei processi di innovazione”


 


Rilanciare la collaborazione tra l’Unione delle Province d’Italia e il Ministero dell’Innovazione tecnologica, per favorire una sempre maggiore diffusione dell’e-government nei territori. Questo l’obiettivo dell’incontro che si è svolto oggi tra il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, il responsabile dell’e-government dell’Upi e Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, e il Ministro Lucio Stanca. Un incontro necessario per fare il punto sul lavoro svolto fino ad oggi e ridefinire una strategia complessiva per il futuro.

“Le esperienze avviate in questi anni dalle Province – hanno ricordato il Presidente Melilli e il Presidente Renzi – hanno evidenziato il ruolo fondamentale di queste istituzioni nei processi dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione.
Lo dimostrano i 30 progetti delle Province finanziati con il primo bando dell’e-government, attraverso i quali si è potuto creare un patrimonio importante per tutta la Pubblica Amministrazione, anche nella prospettiva del riuso e della ulteriore diffusione dei servizi. Ora però si apre una seconda fase, nella quale – hanno sottolineato i due Presidenti – le Province sono chiamate a svolgere un ruolo centrale per promuovere l’inclusione dei piccoli comuni nelle iniziative di e-government e favorire la cooperazione dei diversi soggetti pubblici e privati che operano nel territorio provinciale, attraverso i Centri di servizio territoriali. Per sostenere questi processi occorre costituire una struttura di assistenza e di supporto  alle Province nell’ambito Upi e con l’aiuto del Ministero per l’innovazione”.
Un’azione che, secondo l’Upi, passa anche dal rilancio delle attività del Comitato MIT – UPI, istituto nel 2002 con un protocollo d’intesa con lo scopo di fornire alle Province una struttura di struttura di supporto e un punto di riferimento unitario.

Roma, 14 aprile 2005

Terza edizione 30 novembre, 1 e 2 dicembre – Bellaria Igea Marina

“Occorre ripensare l’educazione ai media cominciando a prendere sul serio le mediaculture dei giovani, altrimenti si corre il rischio di una ‘grande disgiunzione’, persino nell’educazione ai media, tra la generazione degli insegnanti e quella degli studenti”. (Geneviève Jacquinot-Delaunay, decennale dell’associazione Med. Roma, 2006)

È questo il tema della terza edizione di Medi@tando, convention nazionale sulla media education, che si terrà a Bellaria Igea Marina dal 30 novembre al 2 dicembre 2006. La Jacquinot sarà con noi per discutere e approfondire le pratiche mediali dei giovani al fine di ripensare alcune metodologie della media education.

Attraverso la pluralità e molteplicità di idee, attori e necessità che fanno vivere la media education oggi, in Italia, cercheremo di capire se è possibile proporre un nuovo paradigma per l’educazione ai media. Le ultime generazioni si stanno impossessando rapidamente dei nuovi mezzi, stanno elaborando nuovi codici, e occorre pertanto osservare attentamente, mettersi in ascolto, predisporsi a cogliere questa espressività frutto di percorsi autonomi e autodidatti, difficilmente intercettata dalla media education che fino ad oggi abbiamo proposto.

Pensiamo e proponiamo che le esperienze di media education con ragazzi stranieri, con studenti border-line o con alunni disabili, possano essere portatrici di un nuovo paradigma fondamentale ad impostare il lavoro. Sono questi progetti e laboratori ad aver obbligato i tanti media educator italiani a mettere al centro le pratiche mediali di questi ragazzi e le loro appropriazioni. Più che in altri casi e contesti. Quando alcuni codici espressivi e comunicativi mancano (ad esempio, per difficoltà dell’uso della lingua, dovuta a tante ragioni), altri codici diventano fondamentali (ad esempio, l’immagine, la musica, il segno grafico). Proponiamo di spostare il focus da una conoscenza dei mezzi per un uso critico degli strumenti (sicuramente necessaria, indispensabile e irrinunciabile) ad una conoscenza dei ragazzi che usano i media in maniera sempre più convergente e cross-mediale.

Chiederemo ai relatori italiani e stranieri di riflettere con noi su questa proposta lasciandoci guidare in ricerche e progetti che arrivano da Olanda, Finlandia, Francia, Belgio, Germania.

Saranno presenti le associazioni che hanno fatto la storia dell’educazione ai media in Italia: dal Med (che patrocina la biennale Medi@tando) al CIAS, alle nuove reti che stanno nascendo, come quella promossa dalle Province di Rimini e Roma che coinvolgerà le amministrazioni pubbliche. Ci saranno le organizzazioni non governative per riflettere sugli spazi che l’educazione ai media può creare per facilitare l’incontro tra culture. Le tante culture: da quelle migranti a quelle della disabilità che possono trovare, con la media education, nuove modalità di racconto. Una serata sarà dedicata a questa tematica. Ci saranno i media educator, persone che su questa sfida spendono tanta parte delle proprie energie. A loro verrà chiesto di riflettere insieme a docenti e attraverso progetti europei, sugli strumenti didattici della media education. Per poter rendere sempre più concreto un percorso di scoperta, conoscenza e consapevolezza dei mezzi di comunicazione attraverso strumenti educativi e supporti alla didattica.
Scrive infatti Pier Cesare Rivoltella: “una ricerca ancora tutta da fare è quella relativa ai materiali didattici, ai quaderni operativi, alla manualistica scolastica” .

Ci saranno anche educatori e insegnanti che vorrebbero avvicinarsi a questi temi, ma non ne hanno ancora avuto l’opportunità: attraverso i seminari e i laboratori, esperti da tutta Italia li aiuteranno a muovere i primi passi nella media education.

Il premio Alberto Manzi giunge alla seconda edizione e continua la sua opera di valorizzazione del maestro premiando i migliori progetti di comunicazione educativa, grazie al lavoro dell’Università di Bologna – Centro Alberto Manzi, della Rai e della Regione Emilia Romagna.

La tavola rotonda finale avrà invece come protagonisti gli operatori dei mass media per poter dialogare con chi, dall’altra parte dello schermo, può fare media education con noi.

Ad ogni partecipante verrà chiesto il contributo di un’esperienza o un progetto, una ricerca o un percorso, all’interno dei workshop, dei seminari e dei laboratori.

Medi@tando vive di poche risorse economiche, ma di tante passioni. Come la tua.

E’ una iniziativa del Centro Zaffiria

 

Fondazione Nord Ovest: lo speciale del Notiziario Upi

La cronaca della giornata, gli interventi dei Presidenti di Provincia e i documenti approvati nella assemblea della Fondazione del Nord Ovest nel numero speciale del Notiziario Upi

Documenti allegati:

Abolizione delle Province: Melilli scrive a tutti i direttori dei giornali

In allegato, il testo della lettera aperta inviata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ai direttori di oltre cento testate locali e nazionali, attraverso la quale si sollecita l’apertura di un vero dibattito sulle riforme istituzionali e sul ruolo delle Province.

La lettera è stata inoltre inviata a tutti i Presidenti di Provincia.

Documenti allegati:

Upi con MoTechEco: il Manifesto della mobilità sostenibile

MoTechEco lancia il Manifesto della mobilità sostenibile. Il documento, a cui hanno aderito Anci (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) e Upi (Unione province italiane), sarà discusso e approfondito all’interno di MotechEco, importante vetrina della mobilità sostenibile, che si terrà dal 22 al 25 maggio 2008 presso la Nuova Fiera di Roma.
Ecco i 14 punti del Manifesto:

 
1. Diminuire l’impatto ambientale della mobilità in ambito urbano utilizzando un approccio integrato attraverso gli strumenti e le tecnologie disponibili;
2. Assicurare il diritto alla mobilità e all’accessibilità per tutti i cittadini favorendo in modo particolare politiche a sostegno dei soggetti più deboli (anziani, disabili);
3. Favorire la diffusione della cultura ambientale attuando politiche di mobilità urbana quale servizio di qualità che sappia dare risposte concrete alle esigenze del trasporto delle persone e delle merci;
4. Definire approcci strategici innovativi e destinare le risorse disponibili al miglioramento delle “prestazioni” delle infrastrutture a servizio dei cittadini mediante soluzioni basate sulle tecnologie dell’infomobilità ICT, integrate con tecnologie spaziali/satellitari;
5. Disincentivare l’uso dei mezzi di mobilità ad elevato impatto ambientale e incentivare l’utilizzo di tecnologie eco-sostenibili come l’elettrico e di carburanti ecologici  promuovendo, al contempo, lo sviluppo infrastrutturale per l’alimentazione di vetture eco-compatibili;
6. Incentivare forme di trasporto pubblico a basso impatto ambientale ed adeguate alle specifiche urbanistiche e morfologiche dei centri urbani in ottica anti congestione  e favorire sistemi di trasporto non convenzionali (ascensori, funicolari, scale mobili);
7. Incentivare i progetti tesi alla fluidità del traffico per garantire una mobilità costantemente adeguata alle condizioni contingenti del traffico con particolare riguardo alla distribuzione delle merci in aree urbane; sviluppare politiche di pricing al fine di una efficiente gestione della domanda di mobilità di persone e cose;
8. Incentivare sistemi e politiche a favore di una  mobilità alternativa: car sharing, car pooling, bike sharing, renting, eco-driving, ecopass, parcheggi dedicati a mezzi zero emissioni (Z.E.V) od a basso impatto, chiusure dei centri storici;
9. Promuovere progetti di urbanistica sostenibile: piste ciclabili, arredo urbano a basso impatto ambientale e con materiali riciclati, colonnine per la ricarica elettrica, parcheggi di interscambio, rotatorie, impianti di regolazione flessibile del traffico urbano ed autostradale energeticamente autosufficienti;
10.  Promuovere e premiare progetti e studi interdisciplinari per la gestione del traffico e per l’abbattimento del CO2 in collaborazione con le politiche dell’ Unione Europea;
11.  Promuovere e premiare istituzioni locali, regionali e governative che programmino e realizzino investimenti e progetti più virtuosi verso l’ambiente. Promuovere e premiare aziende, prodotti e servizi di mobilità tecnologicamente rivolti all’abbattimento del CO2;
12.  Promuovere e sensibilizzare contatti tra operatori del settore, istituzioni, ricercatori, associazioni, organi di controllo e aziende al fine di definire accordi e progetti a favore dell’ambiente e della salute;
13.  Promuovere la comunicazione ambientale per la sensibilizzazione del singolo cittadino  e delle istituzioni territoriali sulla necessità di utilizzo di una mobilità sostenibile;
14. Promuovere l’istituzione della domenica ‘Eco’ con la chiusura di tutti i centri storici italiani. Tale provvedimento non dovrà essere inteso quale limite o restrizione alla circolazione urbana ma come occasione di una migliore vivibilità urbana e di attenzione all’ambiente;

 

Il commento alla relazione della Presidente di Confindustria, Marcegaglia

Apprezzamento per la relazione della nuova Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e disponibilità a collaborare per aprire un confronto costruttivo sulle riforme necessarie per fare ripartire il Paese.

E’ il commento espresso dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che, in un telegramma di auguri inviato oggi alla Presidente ha ricordato quanto “le Province condividono la necessità di fare ripartire il Paese, in primo luogo avviando quel federalismo fiscale, necessario per ridurre la spesa pubblica, alleggerendo il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese e semplificando il sistema tributario”.
 

 

Il Senatore Carlo Vizzini Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato

E’ il senatore Carlo Vizzini (PdL) il nuovo presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Vice presidenti sono stati eletti Domenico Benedetti Valentini (Pdl) e Maria Fortuna Incostante (Pd), segretari Lorenzo Bodega (Lega Nord) e Marilena Adamo (PD).

“E’ positivo che a presiedere la Commissione Affari Costituzionali del Senato sia stato chiamato un profondo conoscitore delle autonomie territoriali” ha commentato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli .

Melilli ha inviato a nome delle Province un telegramma al Presidente Vizzini e al suo ufficio di presidenza, nel quale, assieme agli auguri, si è detto certo che “in una legislatura che si appresta ad avviarsi sotto il segno delle riforme, le Province e le autonomie territoriali potranno trovare in una Commissione strategica come quella presieduta dal senatore Vizzini un luogo di dialogo, confronto e collaborazione istituzionale”.

NOTIZIARIO SPECIALE FONDAZIONE NORD OVEST

In allegato, il numero 3 del Notiziario Upi, uno speciale interamente dedciato all’assemblea di istituzione della Fondazione del Nord Ovest.

Documenti allegati:

Le 10 Province della Riva sud insieme

Nasce la rete delle Province del Mare Jonio.
A proporne la costituzione, la Provincia di Crotone, che ha presentato oggi ai Presidenti delle Province di Siracusa, Catania, Messina, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Taranto, Matera e Lecce, riuniti a Roma,  l’istituzione della Fondazione delle 10 Province della Riva Sud.
“Noi possiamo intervenire sulle più importanti direttrici del cambiamento – ha detto il Presidente della Provincia di Crotone, Sergio Iritale, presentando l’iniziativa – possiamo aggregare forza e investimenti, società ed economie, per affrontare le problematiche del declino europeo rilanciando il ruolo del mediterraneo e la sua straordinaria centralità”.
Tre i grandi assi tematici su cui si svilupperanno le prime azioni della Fondazione: la promozione del partenariato e della cooperazione in tema di politica e sicurezza, di economia e finanza e in tema di coesione sociale, confronto culturale, pluralismo e pace tra i popoli.

Le Province e il welfare locale

Il ruolo delle Amministrazioni Provinciali nelle ricadute operative nella riforma dell’assistenza sociale, seppure più circoscritto di quello che la legge 328/2000 ha affidato a Regioni e Comuni, non sembra privo di contenuti interessanti. Dalle anticipazioni di un monitoraggio su 346 piani di zona che Isfol presenterà il 5 giugno a Rimini all’interno del Salone delle Autonomie locali EURO P.A., si può evincere che in più della metà dei casi l’analisi dei bisogni su cui poggia la programmazione del welfare locale fa riferimento ad informazioni elaborate da osservatori sociali provinciali. Una percentuale appena inferiore è quella che si riferisce all’effettivo coinvolgimento delle province nelle procedure di consultazione messe in campo dai diversi ambiti territoriali  per la costruzione dei piani, ma l’incidenza sfiora i due terzi del totale in Liguria e Veneto. Già da questi dati si desume la consistenza dell’effettivo esercizio di una funzione significativa che sta a monte del processo di definizione delle politiche sociali. Analogo rilievo si può attribuire al fatto che in alcuni territori le Province, accanto ad altri livelli istituzionali, hanno sostenuto finanziariamente attività di assistenza tecnica finalizzate alla redazione dei piani quali ad esempio l’organizzazione di seminari ed iniziative per la formazione degli operatori: si vedano le situazioni del Piemonte (56,3%) e del Friuli Venezia Giulia (41,2%).
Quanto agli aspetti legati all’attuazione, le amministrazioni in questione nuovamente risultano per la metà dei casi indagati interessate dalla sottoscrizione di accordi territoriali per la gestione di servizi definiti sulla base del piano di zona, ma si registrano quote più elevate nella Marche, in Toscana, in Friuli, salendo fino al 76% nel caso dell’Abruzzo (le forme di collaborazione interistituzionale che detti accordi implicano prevedono diversi strumenti quali tavoli di concertazione tematici e equipes di valutazione tecnica delle problematiche). Ai fini di un apprezzamento più ampio del ruolo delle Province nell’ambito del welfare, comunque, andrebbe anche ricordato che queste Amministrazioni sono titolari di rilevanti competenze operative nei processi di accompagnamento al lavoro di fasce deboli e che sul versante dell’efficienza dei servizi per l’impiego, misuratisi ad esempio con la riforma del collocamento delle persone disabili, negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti. Il monitoraggio Isfol segnala però che proprio nel campo dell’integrazione tra interventi sociali e servizi decentrati per il lavoro, il miglioramento qualitativo collegato ai piani di zona pare meno significativo di quello riferibile all’area sanitaria, in particolare nella percezione degli intervistati del territorio meridionale: ci sono ancora ampi margini per incrementare la qualità dell’integrazione.
In conclusione, una valutazione d’insieme del quadro fin qui tratteggiato consentirebbe di confermare che si mostrano elementi di interesse nello sforzo che queste amministrazioni stanno compiendo nel ricercare un profilo distintivo all’interno del sistema di funzioni che la legge-quadro di riforma ha immaginato. E pare opportuno sottolineare a questo proposito che lo stesso monitoraggio dei sistemi di welfare locale qui citato ha visto un fattivo coinvolgimento di Upi (Unione delle Province d’Italia) nelle fasi di rilevazione ed analisi: un modo concreto di consolidare processi di capacity-building coerenti con il dettato legislativo della 328, che all’art.7 comma 1 affidava a quel livello di governo un esplicito mandato in materia di analisi della domanda sociale e dell’offerta di servizi, nonché di coordinamento degli interventi territoriali. 

Stabilizzazione contratti di collaborazione

‘’Un incontro urgente per chiarire in via definitiva i punti che risultano particolarmente problematici nell’interpretazione dei commi della Finanziaria 2008 che disciplinano la stabilizzazione dei soggetti con contratto di collaborazione’’. E’ questa la richiesta contenuta nella lettera che il Segretario Generale dell’ANCI, Angelo Rughetti e il Direttore Generale dell’UPI, Piero Antonelli hanno inviato al Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Antonio Naddeo.

‘’Nella Circolare n. 5/2008 , avente ad oggetto le ‘Linee di indirizzo in merito all’interpretazione ed all’applicazione dell’art. 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n . 244 (legge finanziaria 2008)’ – scrivono Rughetti ed Antonelli – si forniscono utili indicazioni relativamente all’applicazione di una normativa di difficile interpretazione, ribadendo la necessità, più volte espressa da ANCI e UPI, che ciascuna Amministrazione attui la stabilizzazione secondo le proprie esigenze stabili e durature, trattandosi di disposizioni non vincolanti e comunque da applicare nel più assoluto rispetto del principio di buon andamento dell’azione amministrativa’’.

‘’Ciò detto, tuttavia, suscitano perplessità le interpretazioni dei commi che disciplinano la stabilizzazione dei soggetti con contratto di collaborazione, di cui alla lett. b) del comma 94 dell’art. 3 della legge in oggetto. In particolare – come illustrato nella nota allegata alla lettera –  risulta poco chiaro e foriero di ulteriori problematiche il percorso individuato per la corretta stabilizzazione di tale personale’’.

Data la rilevanza delle questioni, anche per i profili di responsabilità connessi all’applicazione delle norme in oggetto l’ANCI e l’UPI ritengono ‘’opportuno un incontro urgente per chiarire in via definitiva i punti che, secondo le segnalazioni che provengono dalle Amministrazioni locali, risultano particolarmente problematici’’.

 

 

Documenti allegati:

ELEZIONI PRESIDENZE CAMERA E SENATO

COMUNICATO STAMPA
Elezioni Presidenze Camera e Senato
Gli auguri delle Province ai Presidenti Fini e Schifani 

 

“Voglio porgere, a nome delle Province italiane, i migliori auguri di buon lavoro ai neo eletti Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani”.
L’augurio viene del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che, nei telegrammi inviati ai due Presidenti, sottolinea come “nei prossimi cinque anni il Parlamento italiano dovrà confrontarsi con la necessità di definire riforme decisive per le istituzioni del Paese.
Per questo abbiamo colto con grande favore il forte richiamo lanciato ieri dal Presidente del Senato Schifani e ripreso oggi con pari determinatezza dal Presidente della Camera Fini, a riprendere una stagione costituente di riforme condivise.
Un segnale di grande importanza e un invito che, siamo certi, sarà colto dall’intero Parlamento. Per questo confermiamo da subito la piena disponibilità delle Province ad offrire il nostro contributo e la piena collaborazione affinché si affermi quello spirito di concertazione istituzionale, necessario per avviare l’opera riformatrice che dovrà consegnare ai cittadini un Paese più moderno ed efficiente”.


Roma, 30 aprile 2008

 

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