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Il nuovo sito web della Provincia di Pisa

Il cittadino potrà così ottenere informazioni utili sui teatri, i cinema e i musei della Provincia, così come acquisire notizie essenziali per il lavoro e la formazione. Sono infatti disponibili tutte le offerte formative della Provincia di Pisa e in maniera strutturata ed organizzata qualunque offerta di lavoro dei Centri per l’impiego, così come tirocini e stage. È possibile consultare il motore di ricerca per bandi di gara e concorsi ed esaminare anche le procedure on line su cui la Provincia sta puntando molto nel settore delle gare con un evidente risparmio di tempo e semplificazione delle procedure. Oltre a ciò l’utente avrà la possibilità di consultare e scaricare facilmente la modulistica dell’ente e gli atti velocizzando le procedure finora in atto. Nel tempo inoltre saranno sempre più veicolati per mezzo internet i servizi reali che la Provincia offre al cittadino per evitare inutili code e attese. Ed infine nel nuovo portale è in fase di sperimentazione un servizio di info-cantieristica che individua la presenza dei cantieri su alcuni tratti stradali della Provincia, la consultazione dello stato dei lavori e il percorso alternativo in un’ottica di semplificazione e di continuo monitoraggio dell’attività sulle strade.

“Il nuovo portale – ha sostenuto il presidente Pieroni – è stato pensato in un’ottica particolarmente attenta al cittadino e ai suoi bisogni informativi; da oggi in poi l’utente potrà usufruire di un servizio sempre aggiornato, realmente facile da utilizzare, sempre più calato nelle richieste e nelle esigenze provenienti dall’esterno, in considerazione delle esigenze dei soggetti privati ma anche di quelli economici e sociali sparsi sul territorio. Oggi il nuovo sito della Provincia – ha continuato il Presidente – si presenta non solo con una nuove veste grafica e con un taglio comunicativo più accattivante, ma soprattutto con la possibilità di recuperare dati e notizie attraverso motori di ricerca che permettono all’utente di fruire di un’informazione il più dettagliata e ampia”.

Attore del cambiamento avviato è stato il Gruppo di Comunicazione, fortemente voluto da qualche mese all’interno della Provincia da parte dell’amministrazione. Il Gruppo, parte integrante della struttura, ha lavorato a stretto contatto con tutti i livelli dell’ente, individuando le linee guida strategiche e supportando i sessanta redattori nella formazione al nuovo strumento di pubblicazione web. L’individuazione di una rete di “comunicatori” interni, composta da circa sessanta dipendenti, ha infatti permesso di arrivare alle reali ed utili informazioni che la Provincia aveva bisogno di comunicare al cittadino.
Alla parte operativa del Gruppo hanno partecipato Daniela De Pra’, Patrizia Foresta, Matteo Pelliti, Gerlando Termini e Claudia Chirico. A questo nucleo di persone si deve la strutturazione delle pagine del sito, la formazione e il supporto redazionale ai redattori.

“Il nuovo sito – ha precisato la coordinatrice Giovannina Pelagatti – è soprattutto il risultato di un metodo di lavoro nuovo, trasversale e fortemente integrato con la struttura; la vera novità, nel corso di questi mesi, è stata, l’attiva partecipazione della rete dei redattori e la facile interazione con il Gruppo, composto comunque da persone che lavorano all’interno dell’ente. I redattori, comportandosi come veri  “inviati sul campo”, hanno rivisitato i contenuti del sito precedente in modo propositivo aprendo confronti continui a più livelli dell’amministrazione. In questo contesto il Gruppo ha acquisito sempre più il ruolo di coordinatore fra l’ambito politico e quello amministrativo, impegnandosi a trasformare tutte le informazioni istituzionali in una comunicazione snella ed efficace”.

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Il ruolo degli Enti Locali nei processi di governance ragionali e nazionali

Giovedì 8 Novembre, dalle ore 9.30, presso l’Hotel Villa Cappugi, si terrà a Pistoia, un convegno promosso da UPI Toscana e dalla Presidenza della Provincia di Pistoia.
Tra i relatori che partecipano all’evento, preseduto dal Presidente della provincia di Pistoia Gianfranco Venturi, il Presidente dell’Unione delle Province toscane Lio Scheggi, il Presidente della Provincia di Prato, Massimo Logli, l’Assessore regionale alle Riforme Istituzionali, al Rapporto con gli Enti Locali e la Partecipazione dei Cittadini Agostino Fragai, il Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Marco Romagnoli, il vice Presidente di Anci, Aldo Morelli, il Direttore Generale di Confindustria Toscana, Sandro Bonaceto e il Segretario Regionale CGIL, Alessio Gramolati, rappresentanti di categorie economiche e sindacali della Provincia di Pistoia.
L’iniziativa scaturisce da un’esigenza di fondo, nata non soltanto dalle richieste dei cittadini, dalle trame del tessuto politico nazionale, ma anche da una forte consapevolezza che si sta consolidando tra i principali attori della Concertazione locale. Consapevolezza emersa, in prima istanza, dal dibattito aperto, anche a livello regionale, in tema di nuovo assetto istituzionale, sia nel quadro di attuazione del Titolo V della Costituzione, sia anche alla delega per la definizione del Nuovo Codice delle Autonomie.
Il contributo fondamentale di questo convegno vuol essere quello di incidere positivamente, sul panorama politico-istituzionale, attraverso lo studio e la ricerca di soluzioni innovative, capaci di coniugare la potenzialità di governo degli organi elettivi con la reale partecipazione dei cittadini e delle categorie economiche e sociali.
I temi che verranno affrontati a villa Cappugi, anche sulla scorta dei forti stimoli suscitati dalla molto partecipata Assemblea Generale dell’Unione delle Province d’Italia, tenutasi a Firenze tra il 22 e il 23 Ottobre scorso, saranno essenzialmente condotti, per trovare, quanto prima un’effettiva ed efficiente risoluzione. Concetto questo fondamentale, per dimostrare un primo ed essenziale principio: le Istituzioni sono promotrici e fautrici di riforme e sono le uniche forme di governo delegate ed elette per gestire, governare ed amministrare la cosa pubblica.
È necessario dunque comprendere ed affermare quali siano realmente le sedi  di rappresentanza politica, per far sì che i soggetti coinvolti nella governance e nella legislazione del territorio, rispondano ai concreti interessi dei cittadini ed ai bisogni della comunità, in nome della Carta Costituzionale e dei principi che afferma. Regioni, Comuni, Province o Città Metropolitane sono componenti costitutivi della Repubblica.
In questo quadro l’Ente Provincia, lungi dal considerarsi in quanto livello marginale e di scarse competenze gestionali, appare come forte promotore di progettualità, capace di integrare, captare e coordinare le risorse e le competenze di un ampio complesso di soggetti pubblici e privati.
La risposta è rintracciabile nel moderno concetto di Governance cooperativa e solidale, in cui le Province possono e devono svolgere un ruolo del tutto innovativo, concreto ed efficiente.
Governance, intesa appunto, come processo di creazione delle decisioni di governo territoriale, fondato sul coinvolgimento di più soggetti e sulla condivisione delle decisioni, da attuare proprio con il coordinamento e l’indirizzo della Provincia.
A fondamento di questa prospettiva, non soltanto gli elementi culturali, costitutivi, istituzionalmente e politicamente indiscussi, ma anche un forte elemento identificatorio e di appartenenza, per il quale oltre il 72,8% dei cittadini si riconosce nella Provincia ed il 68% dichiara di individuare, appunto nell’istituzione Provinciale, l’opportunità di sviluppare ciò che appunto viene definito un ruolo di “Condensazione”, delle tante domande provenienti dai soggetti sociali, economici e istituzionali che operano sul territorio. Questo quanto emerso da uno studio condotto da CENSIS, ad ulteriore dimostrazione che la Provincia non deve essere una sorta di Comune più grande, ma una realtà nuova, che esercita funzioni effettivamente non attribuibili ai comuni, secondo il principio di sussidiarietà e che si pone l’obiettivo di essere “ la Comunità dei Comuni”del Proprio territorio, non certo passacarte tra comuni e Regione, ma ente programmatore ed equilibratore delle esigenze dei territori più diversi e delle realtà locali, portatrici di interessi diffusi, spesso anche concorrenti.
La Provincia di Pistoia, in questa prospettiva, rappresenta un esempio concreto e positivo di una tale esperienza, attraverso l’impegno profuso con l’Osservatorio Provinciale della Programmazione Strategica, che riunisce enti locali, sindacati, associazioni di categoria e altre realtà per programmare lo sviluppo economico della “Pistoia futura”.
 

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LE PROVINCE INCONTRANO L’UE A SIRACUSA

Un evento decisivo, quello che ha visto a Siracusa, le Province protagoniste del dibattito con la Commissaria Europea per gli affari regionali, Danuta Hubner. Il convegno, fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano, e organizzato dall’Unione delle Province d’Italia insieme all’Associazione TECLA, è stata l’occasione per fare il punto sulla nuova programmazione comunitaria 2007 – 2013 e sul ruolo delle Province. “Chiediamo con forza all’Unione europea la realizzazione di una governance multivello effettiva, in grado di valorizzare competenze e ruoli acquisiti ai vari livelli istituzionali, in fase di attuazione della nuova programmazione dei fondi strutturali comunitari 2006-2013 – ha detto il presidente dell’Upi, Fabio Melilli,che ha sottolineato come “é necessario, infatti, assicurare alle Province da un lato azioni specifiche, come chiaramente previsto dai Regolamenti comunitari, e dall’altro un ruolo di coordinamento reale tra Regione e Comuni nella realizzazione degli interventi”. “Questa –  ha aggiunto Melilli- è, a nostro avviso, l’unica strada percorribile per garantire che l’Italia utilizzi a pieno e in maniera efficace le risorse offerte dell’Unione europea, arrivando così ad incidere sui fattori che condizionano lo sviluppo regionale e la sua crescita”. Nel suo intervento Melilli ha sottolineato che “l’emarginazione del ruolo delle Province, così come dei Comuni, non permetterebbe di raccogliere le esigenze che provengono dal territorio, inficiando, così, il processo propulsivo di sviluppo locale. E in questo contesto  il livello provinciale è particolarmente idoneo a farsi portavoce delle istanze locali, svolgendo un ruolo di mediazione tra la Regione e il territorio, per contribuire al superamento dei problemi di marginalità e perifericità attraverso un effettivo miglioramento delle relazioni economiche, sociali e culturali. Le Province sono chiamate a fare rete e a rendere concreta la sussidiarietà orizzontale”.

 

Le Province e l’Ue a Siracusa

“Le Regioni del Mezzogiorno non risultano avere conseguito tutti gli obiettivi di sviluppo fissati dal Quadro comunitario di sostegno: la Ragioneria di Stato ha registrato che, al giugno 2007, erano stati spesi poco più del 67% dei fondi Ue attribuiti al Sud fino al 2006”. Lo ha detto il Vice presidente dell’UPI, Bruno Marziano, durante l’incontro che ha visto la Provincai di Siracusa protagonista dle dibattito europeo grazie all’incontro con la Commissaria Danuta Hubner, chiedendo un “ruolo attivo delle Province nell’attuazione dei fondi comunitari 2008-2013”. Secondo Marziano, che è presidente della Provincia di Siracusa, i problemi sono “legati alla frammentazione degli interventi finanziati, alla scarsa attenzione alla qualità e alla fattibilità dei progetti in fase di approvazione e, successivamente, al monitoraggio e alla valutazione degli stessi”. Per questo il vice Marziano ha lodato “l’elevato grado di concertazione voluto dal governo centrale che ha coinvolto enti regionali e locali nella definizione delle priorità del Quadro strategico nazionale. Adesso serve un miglior coordinamento istituzionale per capitalizzare tutta l’esperienza che gli Enti più vicini al cittadino, Comuni e Province, hanno accumulato nel corso della precedente programmazione. E bisogna fare presto – ha aggiunto il Presidente Marziano – perché mi sembra che si sia già accumulato un certo ritardo per la diffusione sui territori delle informazioni fondamentali relative a obiettivi, priorità e modalità di attuazione della non prossima, ma attuale programmazione”.

NOTIZIARIO SPECIALE OTTOBRE

Cosa fanno le province? Ve lo diciamo noi! E’ questo il messaggio del numero speciale del Notiziario Upi – pubblicato in occasione dell’Assemblea Generale dell’Upi –  nel quale, attraverso la testimonianza di Presidenti di Provincia, si raccontano le esperienze, i modelli di govenro, le buone pratiche, realizzate nel conrceto per accompagnare lo sviluppo dei territori.

In allegato, il Notiziario (numero 11 di ottobre 2007)

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ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE ITALIANE

         L’Assemblea Generale UPL

riunitasi a Milano a Palazzo Isimbardi il 15 ottobre 2007 in preparazione dell’Assemblea Generale dell’UPI in programma a Firenze, dal 22 al 24 ottobre;

Sentita la relazione del Presidente UPL Leonardo Carioni, con particolare riferimento, da un punto di vista generale degli Enti locali, alle questioni istituzionali e finanziarie e, per ciò che riguarda la nostra Regione, all’elaborazione del nuovo Statuto della Lombardia e al percorso d’attuazione del regionalismo differenziato e del federalismo;

Tenuto conto della presentazione del disegno di legge per la Finanziaria 2008;

Sentito l’articolato intervento del Presidente della Commissione Speciale Statuto della Regione Lombardia, Giuseppe Adamoli, che ringrazia per la partecipazione all’Assemblea e per la costante attenzione riservata alle Province lombarde;


CONFERMA

quanto già contenuto, a proposito dell’attuale delicato contesto istituzionale nazionale e regionale, nel documento UPL “Contributo ed osservazioni di UPL al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2008 – 2010 della Regione Lombardia” del 13 luglio 2007;


RIBADISCE

alla luce della pari dignità costituzionale rispetto a Stato, Regione e Comune, il ruolo della Provincia di Ente di area vasta, le cui funzioni fondamentali devono essere individuate nella pianificazione territoriale dell’intera provincia, nella pianificazione dello sviluppo economico e nei servizi pubblici di rete, quali la mobilità e i trasporti, la programmazione scolastica, la gestione del mercato del lavoro, il sistema d’istruzione secondaria e formazione professionale, l’agricoltura, l’ambiente, il ciclo integrato dell’acqua, le politiche culturali e del turismo;

EVIDENZIA

che tali funzioni e compiti sono svolti dalle undici Province lombarde utilizzando al meglio le risorse disponibili pur nella limitatezza delle stesse, dando comunque prova di un’alta capacità d’investimento nello sviluppo dei propri territori, anche operando su materie delegate non interamente finanziate e pertanto

RITIENE

che le Province lombarde siano la dimostrazione dell’utilità di un livello intermedio di governo capace di coniugare le istanze dei territori e dei Comuni con una più larga visione omogenea regionale e, mediante una “governance” partecipata, di rispondere efficacemente al dettato costituzionale.
L’Assemblea Generale UPL, in continuità e coerenza ai documenti approvati negli anni scorsi,
RIBADISCE

la necessità inderogabile di addivenire da subito ad un compiuto federalismo fiscale, secondo le linee indicate nel documento sui “Principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica del Sistema Lombardia” sottoscritto l’11 febbraio 2005, ai sensi dell’Intesa Interistituzionale fra Regione, ANCI Lombardia, UPL e UNCEM del 25 luglio 2003, avvertito che è non più procrastinabile nel tempo il mantenimento dell’attuale sistema finanziario di ripartizione e assegnazione delle risorse, che provoca ormai distorsioni evidenti e non è più in grado di sopperire alle crescenti esigenze di interventi nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo dei nostri territori;

PRENDE ATTO CHE

per quel che riguarda le entrate: i trasferimenti statali e regionali rimasti invariati dall’anno 2000 offrono attualmente una copertura finanziaria stimata nel 75% delle spese sostenute per funzioni delegate e trasferite dallo Stato e dalla Regione Lombardia e che le limitate possibilità di espansione dell’Imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile dei veicoli iscritti al P.R.A. – RCAuto (peraltro in diminuzione), dell’Imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richieste al P.R.A – I.P.T. (in lieve recupero ma più che altro per l’aumento dell’aliquota), dell’Addizionale sul consumo di energia elettrica ad uso extra-abitativo e del Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente – TEFA (stazionari oltre che, nel caso del TEFA, incerto) offrono un gettito tributario in molti casi non superiore al 40% del bilancio corrente e per ciò stesso palesemente insufficiente a coprire la stessa spesa corrente nella logica evoluzione dei costi fissi (interessi passivi, personale e relativa contrattazione), non consentendo più un adeguato risparmio pubblico da destinare agli investimenti;

per ciò che concerne la spesa; il Patto di stabilità ripropone il meccanismo previsto per il 2007 con alcune modifiche che non eliminano i nodi rappresentati dal mantenimento della base di calcolo del triennio 2003/2005, facendo permanere i problemi di casualità degli obiettivi (penalizzando, di fatto, chi è stato virtuoso in quegli anni) e dalla sostituzione ai saldi di cassa e competenza, del saldo di competenza misto che attenua solo leggermente gli obiettivi impossibili da raggiungere per chi nel triennio 2003/2005 ha avuto un saldo positivo di cassa e competenza.


CHIEDE pertanto

 in attesa del federalismo fiscale a regime, un sistema di entrate provinciali coerente con l’attuale esercizio di competenze e funzioni che consenta un corretto sviluppo delle attività;
 per quel che riguarda gli attuali tributi, la conferma di quanto esplicitato nella Finanziaria 2007 a proposito del mantenimento del TEFA e l’emanazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che assegna alle Province confinanti con la Confederazione Elvetica la diretta riscossione dell’addizionale sul consumo di energia elettrica concernente i consumi relativi a forniture con potenza impegnata superiore a 200 kW;
 di modificare la base di calcolo del Patto di stabilità sul triennio 2004/2006 o meglio su un quinquennio;
 di non considerare ai fini del rispetto del Patto i pagamenti in conto capitale sui residui;
 di non considerare nell’obiettivo la media delle alienazioni patrimoniali 2003/2005, senza tener conto del limite del 15% delle entrate;
 di abrogare l’intero art. 1 comma 684 della Legge Finanziaria 2007 ai fini della legittimità del Bilancio 2008, senza introdurre ulteriori allegati obbligatori;
 di disapplicare le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi del patto 2007, limitando l’eliminazione della sanzioni almeno per quegli Enti che hanno raggiunto l’obiettivo di competenza nel 2007 e che partono da saldi cassa positivi, considerando che anche la nuova Finanziaria riconosce che il meccanismo 2007 non è giusto soprattutto nei confronti degli enti con saldo di cassa positivo;
 di modificare quanto previsto dall’art. 92 del disegno di Legge Finanziaria 2008 relativamente alle nuove discipline sulle assunzioni a tempo determinato (pur condividendo l’esigenza d’assunzioni solo a tempo indeterminato) che in tale versione impone l’obbligo giuridico di non rinnovare il rapporto di lavoro con personale già da tempo in servizio e che non è rientrato nei processi di stabilizzazione, rilevando che l’apporto dello stesso è indispensabile per lo svolgimento dell’attività amministrativa;
 di dilazionare in quindici anziché dieci anni le somme che alcune Province (cinque in Lombardia – Bergamo, Brescia, Como, Milano e Varese e circa trenta in totale) devono restituire allo Stato per somme non recuperate dallo stesso nel triennio 2000/2002;
 di abolire dal 2008 l’obbligo della restituzione previsto dall’art. 31 commi 12,13 e 14 della Legge 289/02 (Finanziaria 2003) della quota annuale relativa ai maggiori gettiti di I.P.T. e RCAuto, fermo restando quanto già restituito dalle Province fino all’esercizio 2007;
 di rendere neutre per la Provincia di Milano, ai fini del Patto di stabilità, le spese di investimento (di competenza e di cassa) relative alla realizzazione delle sedi e a quanto necessario per la nuova Provincia di Monza e Brianza istituita con Legge 11 giugno 2004, n. 146, opere che vengono anticipate dalla Provincia di Milano stessa.


Inoltre, per quanto riguarda i rapporti finanziari con la Regione Lombardia, l’Assemblea Generale UPL, coerentemente con quanto già più volte sollecitato,

CHIEDE

 riallineamento effettivo e non compensativo dei trasferimenti finanziari della Regione (nonché dello Stato) a copertura totale dei costi di esercizio delle funzioni trasferite e/o delegate, in ragione del tasso di inflazione registrato nel periodo 2000-2006, con indicizzazione dei nuovi importi così calcolati per gli anni 2008-2009-2010 sulla base dell’inflazione programmata;
 pagamento della quota di IVA sul TPL direttamente a carico di Regione Lombardia, come avvenuto regolarmente fino al 31 dicembre 2006 e che invece non è stata pagata a partire dal 1° gennaio 2007 ed, inoltre, delle risorse per la formazione professionale, il personale dei CFP trasferiti, il saldo dell’anno formativo, l’acconto 2007-2008, il demanio idrico, il saldo APT ed altri fondi (biblioteche, ecc);

 applicazione, con riferimento ai trasferimenti regionali per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore delle Province lombarde, del principio di cui alla L. 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 682, in base al quale tali trasferimenti sono convenzionalmente da considerare, per competenza (accertamenti) e per cassa (riscossioni in conto competenza) in misura pari agli importi indicati negli specifici atti regionali di assegnazione a ciascuna Provincia (come deliberato nel frattempo, per esempio, dalla Regione Veneto con DGR n. 2360 del 31 luglio u.s. – All. 3 – e recentemente dalla Regione Liguria).


Nel quadro dei rapporti istituzionali, l’Assemblea Generale UPL, condividendo l’esigenza di razionalizzare la composizione degli organi di governo dei livelli istituzionali,

RITIENE

necessario distinguere tra costi della politica eccessivi e costi della democrazia e di funzionamento degli organi elettivi;

CONCORDA

con quanto evidenziato nel documento predisposto dalla Consulta UPL dei Presidenti dei Consigli provinciali, che dimostra l’incidenza limitata delle Assemblee elettive sul costo di ogni singola amministrazione provinciale;

CONVIENE

comunque sull’opportunità di ridurre il numero dei componenti assegnati a Giunte e Consigli, parallelamente alla riduzione dei numero dei componenti del Governo, delle Assemblee legislative e dei Consigli di Amministrazione delle Società a partecipazione pubblica; in questo senso dà atto del positivo e sollecito riscontro dato dalle Province lombarde alla normativa che impone la riduzione dei componenti degli organi societari.


Per quanto riguarda propriamente la Regione Lombardia, l’Assemblea Generale UPL,

VALUTA

positivamente l’accoglimento da parte del Presidente Adamoli della richiesta di partecipazione di un rappresentante UPL ai lavori della Commissione, che ha garantito la costante informazione sullo stato dei lavori a Presidenti, Giunte e Consigli provinciali;

RIBADISCE

la volontà delle Province lombarde di contribuire al processo di costruzione della Costituzione lombarda che ritiene dovrà prevedere, in linea con quanto sta emergendo a livello nazionale, un ruolo forte delle Province nel governo del territorio e nella programmazione dei servizi;


AUSPICA

che nel definire la forma di governo regionale e il sistema elettorale, sia garantita l’elezione in Consiglio regionale di rappresentanti espressione delle circoscrizioni elettorali di tutte e dodici (dal 2009) le Province lombarde;
CHIEDE
      
di prevedere modalità idonee a garantire un’equilibrata presenza femminile negli organi regionali coerentemente con le politiche di genere e di pari opportunità;

CONFERMA

 la piena adesione all’istituzione del Consiglio delle Autonomie locali (di seguito CAL) nell’ottica dell’attuazione dell’articolo 123 della Costituzione, che superi definitivamente l’attuale Conferenza regionale delle Autonomie;
 Il CAL deve consentire un’effettiva sede di confronto tra Regione ed Enti locali territoriali, (Comuni – Province – Città Metropolitane), garantendo la presenza dei Presidenti delle Province lombarde, una rappresentanza dei Consigli provinciali e dell’Unione Province Lombarde;
 Il CAL, dotato di uno specifico organo tecnico di supporto di propria emanazione, dovrà esprimersi con pareri obbligatori su ogni progetto o disegno di legge regionale attinente sia alla sfera della sussidiarietà verticale sia alle materie riferite alle competenze degli Enti locali territoriali;
 Nel caso di dissenso dal parere espresso dal CAL dei competenti organi regionali, statutariamente dovrà essere garantito l’obbligo di motivazione e, se del caso, un’approvazione a maggioranza qualificata;
 per ciò che concerne la rappresentanza delle autonomie funzionali e sociali, le Province lombarde ritengono indispensabile che la Regione mantenga e implementi modalità di consultazione permanente con funzioni simili a quelle del CAL attinenti alle sfera della sussidiarietà orizzontale; in tal senso possono essere pure previste modalità di lavoro e decisioni e pareri comuni alle due rappresentanze.


Nel concludere il presente documento, l’Assemblea Generale UPL ritiene opportuno e significativo condividere l’impegno della Regione Lombardia ad affrontare con il Governo e il Parlamento l’attuazione del regionalismo differenziato previsto dall’art. 116 , 3° comma della Costituzione, presentando adeguate proposte nelle materie indicate nella risoluzione a suo tempo adottata, su cui è stato aperto un confronto con la Conferenza regionale delle Autonomie l’8 ottobre u.s.

Va pure ricordato che in tale seduta è stato approvato all’unanimità il documento “La Lombardia per il rilancio di Malpensa, leva irrinunciabile per la competitività italiana” sottoscritto anche dalle Province, che lo condividono e ritengono indispensabile preservare le caratteristiche di hub dell’aeroporto, in un integrato sistema aeroportuale lombardo.


In relazione al dibattito in corso in Consiglio regionale per le ulteriori modifiche della legge regionale per il governo del territorio (l.r. n. 12/2005) ed al confronto avviato con l’Assessore regionale Davide Boni e il Presidente della V Commissione Consiliare Marcello Raimondi, le Province ribadiscono quanto contenuto nel documento illustrato dal Consiglio Direttivo UPL all’Assessore Boni nell’incontro di Bergamo del 26 settembre scorso riguardo a insediamenti e infrastrutture di portata sovracomunale, perequazione e compensazione, programmi integrati di intervento e sportello unico, ambiti agricoli, nonché la necessità di un chiarimento normativo in merito all’organo provinciale competente alla valutazione di compatibilità degli strumenti urbanistici al PTCP.

Le Province manifestano altresì alla Regione Lombardia la necessità che gli Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) sottoscritti con le Province stesse, siano atti fondamentali da rispettare nelle assegnazioni di risorse nel quadro della programmazione condivisa nei singoli territori.

Tenuto conto dell’attuale situazione delle Sedi Territoriali Regionali (S.TE.R.) decentrate, le Province si impegnano a presentare a Regione Lombardia proposte concrete per sviluppare innovative modalità di concertazione tra Regione, Province e Comuni capoluogo sedi degli STER, anche finalizzate ad un migliore e coordinato utilizzo delle stesse.

In ragione delle diverse indicazioni formulate nel presente documento, l’Assemblea Generale UPL, infine, chiede all’UPI di tenere in particolare considerazione le istanze lombarde, di farsene carico e di attivare rapide ed adeguate iniziative con Governo e Parlamento, coinvolgendo direttamente anche le amministrazioni lombarde.


Il documento è stato approvato all’unanimità dei presenti, essendosi astenuto il Consigliere Legramanti.

 

Milano, 15 ottobre 2007

Documenti allegati:

La relazione del Vice Presidente dell’UPI Massimo Rossi, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno

In allegato la relazione del Vice Presidente dell’Upi Massimo Rossi, Presidente della Provincia di ascoli Piceno.

Documenti allegati:

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE D’ITALIA

In allegato, la relazione del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, all’Assemblea Generale delle Province italiane, in corso a Firenze dal 22 al 24 ottobre.

Documenti allegati:

Assemblea Nazionale delle Province Italiane: dichiarazione ministro Lanzillotta

“I Comuni, le Province, le città metropolitane dovranno essere gli unici livelli istituzionali e
dovranno sostituire tutta la pletora di altri soggetti che non costituiscono una risorsa”.
Lo ha detto il Ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, nella prima giornata
dei lavori dell’Assemblea generale delle Province italiane , in corso a Firenze dal 22 al 24 ottobre. “Le Province – ha detto il Minsitro – sono un ente previsto dalla Costituzione; sono previste anche in tutti gli ordinamenti europei dove c’é un ente di area vasta che governa le funzioni e i servizi sovracomunali. Tenendo conto che noi abbiamo -8.100 Comuni, cioé Comuni grandi e medi, ma anche Comuni ‘polvere’, è proprio per questi ultimi che c’é bisogno di un ente sovraordinato. Ognuno deve fare una cosa, solo quella, specializzarsi evitando che tutti i livelli istituzionali facciano tutto. Questo infatti crea inefficienza e costi”.

Assemblea Nazionale delle Province Italiane

“Le Province hanno davanti una grande sfida: capire quale sarà la loro missione all’interno di un progetto di sussidiarietà verticale”. Lo ha detto il vice presidente del Senato, Mario Baccini, intervenendo intervenuto alla giornata di apertura dell’Assemblea generale
dell’Upi a Firenze.
“Le Regioni – ha detto Baccini – possono trasferire alle Province quello che non sanno fare bene e le Province possono fare la stessa cosa verso i Comuni. In questo modo si migliora la qualità dei servizi e si riducono i costi. Si deve evitare che tutti facciano tutto, si deve arrivare ad una razionalizzazione del sistema in modo che ciascuno faccia bene
quello che sa fare meglio”.

Assemblea Nazionale delle Province Italiane

Le Province devono avere un ruolo forte soprattutto nel campo ambientale, in quello della tutela del territorio, nella gestione di servizi sovracomunali con poteri reali. Lo ha detto il Ministro per l’Ambiente AlfonsoPecoraro Scanio all’Assemblea Nazionale delle Province a Firenze. “Secondo il 70% dei cittadini non sono da abolire. Questa è la risposta più chiara a tutti i menagrami che pensano di fare risparmi tagliando le Province anziché gli sprechi enormi che si fanno in molti altri settori”. Per il ministro, le Regioni però dovranno delegare davvero tutta una serie di compiti attribuiti loro dallo Stato, creando un federalismo provinciale e comunale che ancora manca in Italia.      

Il ministro Pecoraro Scanio, ha poi annunciato di volere arrivare a definire un accordo quadro tra le Province e il Minsitero, per fare in modo che le Province diventino una sorta di sportello sull’ambiente che fornisca informazioni sulle normative e sostituisca il ministero che non ha strutture periferiche.”Non è raro – ha detto il Ministro- che cittadini vengano a chiederci come mettere i pannelli fotovoltaici. Attraverso l’accordo con le Province, le risposte verrebbero date direttamente dall’ente” 

 

Assemblea Nazionale delle Province Italiane

“La Lega Nord ha sempre difeso strenuamente l’istituzione Provincia perché ha un ruolo insostituibile nel governo del territorio, composto per l’80% da Comuni con meno di 30 mila abitanti. Chi sostiene la sua eliminazione perché sarebbe un costo in meno, dice una fesseria”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa ANSA Roberto Maroni, capogruppo del Carroccio alla Camera, non ha esitazioni nella difesa delle Province, che oggi celebrano a Firenze la loro assemblea annuale. Maroni dice anche di più: la Lega ha presentato una proposta di legge per chiedere l’abolizione delle Prefetture (“con un risparmio – specifica – di circa 1 miliardo di euro”) e il passaggio delle loro competenze alla Provincia. Un unico dubbio: le Province posso scomparire per cedere il posto alle Città metropolitane in realtà grandi come Milano, Roma, Torino, Napoli.   Alle competenze di cui già dispongono (infrastrutture, sostegno del territorio, edilizia scolastica e turismo), Maroni ne aggiungerebbe una: il marketing territoriale. “L’esempio – spiega – viene dalla Provincia di Varese che ha istituito il marketing territoriale, che è come vendere il territorio e attirare turismo”.   Sul piano del riordino costituzionale, infine, il capogruppo della Lega Nord ricorda la proposta del suo partito per trasferire ai Sindaci e alle Province anche la polizia locale e l’ordine pubblico. “In alcune aree – penso a Milano e Brescia – il sindaco ha i mezzi per garantire il controllo del territorio. Poi, faccio una considerazione di buon senso: la Provincia è un’istituzione democratica, dispone di un organismi elettivi a differenza di altre istituzioni – le Prefetture – i cui titolari vengono nominati”.

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