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Napolitano: “Più dialogo e più ascolto”

“Più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari. E’ questo l’appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. Quel che auspico è lo stesso clima consolidatosi, nella politica e nelle istituzioni, in grandi paesi democratici. E’ possibile che ci sia anche da noi, confido che ci si arriverà”.

Questo un brano del messagio di fine d’anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Nel link trovate il documento completo.


 

“Pronti a fare nostra parte non solo su tagli”

Con questo Governo ‘il cambiamento e’ stato evidente: ci sono stati incontri, tecnici e politici, su molte questioni centrali’ anche se sulla finanziaria c’e’ ‘forte delusione’ per una manovra ”che penalizza le province in modo davvero eccessivo e sproporzionato, rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione locale’. Le Province sono ”un partner istituzione del Governo’ che non vogliono ”continuare ad essere chiamate in causa solo quando si tratta di tagliare risorse, restando poi esclusi dalla definizione delle strategie per lo sviluppo del Paese’.

In un’intervista all’ASCA, il presidente dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) e presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, traccia un bilancio dell’anno che si sta per chiudere.

Che tipo di giudizio si sente di esprimere sul 2006? 

‘Credo che il 2006 debba essere considerato come un anno di passaggio, di transizione dal vecchio al nuovo, e per questo come un anno di riflessione e di studio del quale nel 2007 contiamo di cogliere importanti frutti’.

L’accordo sull’attuazione del Titolo V dimostra che i rapporti col sistema delle autonomie sono solidi?. E’ vero?

‘Direi di si’. Regioni Province e Comuni hanno dato una grande prova di maturita’ in questa vicenda. Abbiamo cercato le soluzioni migliori per il Paese, disegnando intorno a questa priorita’ i nuovi assetti istituzionali. Lo abbiamo fatto ragionando con una dialettica sempre corretta, super partes e attenta a cogliere i suggerimenti che sono venuti dalle diverse realta’, a prescindere dalle appartenenze politiche. E’ per questo che abbiamo raggiunto un accordo superiore anche alle aspettative. Il faro che deve guidare la nostra azione resta la creazione di un sistema di burocrazia pubblica piu’ snello, piu’ efficiente e meno costoso, per dare risposte alle imprese e ai cittadini, all’altezza di un grande Paese europeo’.

I rapporti col Governo sono migliorati rispetto a quelli con l’esecutivo Berlusconi?

”Con il Governo Berlusconi per la verita’ non c’erano molti rapporti. Il confronto con Regioni e Autonomie locali non era considerato necessario, ne’ tanto meno utile. Per cinque anni non abbiamo avuto il piacere di incontrare il Ministro dell’economia e ogni anno siamo stati informati della finanziaria attraverso i mezzi di comunicazione, perche’ prima dell’approvazione in Consiglio dei Ministri non ci si dava conto delle intenzioni, delle misure previste o dei numeri che sarebbero stati presentati. Con questo Governo il cambiamento e’ stato evidente: ci sono stati incontri, tecnici e politici, su molte questioni centrali, oltre che su due temi centrali come finanziaria e riforme. Abbiamo aperto tavoli per discutere di ambiente, di trasporti, di sviluppo, di Europa, di giovani, di servizi ai cittadini, che, sono certo, porteranno alla definizione di linee politiche condivise a tutti i livelli di governo: una cosa di cui questo Paese ha davvero bisogno, per ripartire con efficacia. Su alcune cose i risultati sono stati evidenti, penso al lunghissimo percorso che ha portato alla definizione del Codice delle Autonomie. Qui il confronto e’ stato serrato e si e’ riusciti a definire un testo largamente concordato tra Ministero dell’Interno, Ministero delle Regioni e delle Autonomie locali, Regioni, Province e Comuni. Un risultato che non era affatto scontato. Per altre, penso alla definizione della finanziaria, non nascondo invece la forte delusione per l’entita’ della manovra che penalizza le province in modo davvero eccessivo e sproporzionato, rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione locale. Non smetteremo poi di sottolineare che il vero problema non e’ tanto e solo quello delle misure adottate, quanto piuttosto l’atteggiamento che si e’ tenuto nei confronti di Regioni e Autonomie locali: noi chiediamo a questo Governo di non considerarci una controparte ma un partner istituzionale che deve essere chiamato a contribuire alla definizione della manovra finanziaria sia per la parte relativa ai risparmi di spesa, che nelle questioni legate allo sviluppo. Questo e’ lo spirito del nuovo Titolo V della Costituzione. Anche perche’ non vorremmo davvero continuare ad essere chiamati in causa solo quando si tratta di tagliare risorse, restando poi esclusi dalla definizione delle strategie per lo sviluppo del Paese. Anche in questo ci auguriamo che il 2006 sia stato un anno di passaggio, e che nel 2007 si possa finalmente assistere ad un cambio di passo’.

La grande partita del 2007 sara’ il federalismo fiscale. E’ d’accordo? 

‘Si’, sono d’accordo: sara’ certamente l’attuazione del federalismo fiscale, che dovra’ muoversi di pari passo con la riforma delle istituzioni che prendera’ il via dal nuovo Codice delle Autonomie locali. Sono due temi cruciali che sono indissolubilmente legati: sarebbe un esercizio vuoto pensare di ridisegnare la struttura degli apparati di governo, senza immaginare strumenti finanziari idonei a consentirci di esercitare le funzioni in maniera piena, efficace e rapida. Autonomia e responsabilita’ devono essere considerate le parole chiave. E credo che su questo, insieme ai mezzi di comunicazione, avremo il dovere di fare comprendere con chiarezza ai cittadini i vantaggi di un sistema cosi’ strutturato, perche’ non si creino falsi miti capaci di ingenerare inutile confusione: mi riferisco prima di tutto alla preoccupazione che il federalismo fiscale porti con se’ un aumento delle tasse. Bisognera’ razionalizzare il sistema dei prelievi a livello locale e dovremo intervenire eliminando tributi ridondanti e regolandone la quota in base alle reali esigenze dei territori. Gli amministratori locali, potendo avere la certezza delle risorse a disposizione e senza dovere dipendere dalla programmazione nazionale, saranno naturalmente piu’ portati a pesare il meno possibile sulle tasche dei propri cittadini e a dimostrare concretamente l’utilizzo delle risorse’.

Cosa si aspetta dalla riforma del sistema della Conferenze? 

‘Mi aspetto che disegni un luogo dove davvero ci sia spazio per il confronto politico tra le istituzioni del Paese. Vede, con la riforma del Codice delle Autonomie e l’attuazione del federalismo fiscale sara’ ancora piu’ urgente costruire un sistema di raccordi efficace, nel quale dare il giusto spazio alla dialettica tra i livelli di governo. Con il sistema attuale, e nonostante la volonta’ di chi vi partecipa, questo non e’ possibile e troppo spesso il nostro lavoro si riduce all’espressione o meno di un parere su atti che non ci vedono affatto protagonisti. Un metodo che deve essere cambiato, altrimenti rischia di ostacolare la forte spinta riformatrice che il Paese sta vivendo’.

dal 23 dicembre 2006 al 1 gennaio 2007

Gli uffici dell’Unione Province d’Italia resteranno chiusi per le festività natalizie dal 23 dicembre 2006 al 1 gennaio 2007.

Le attività riprenderanno regolarmente martedì 2 gennaio 2007.

Si augura a tutti buone feste!

Masoero è il nuovo Presidente del Consiglio Direttivo Upi

Nel link, vi proponiamo i due ordini del giorno sulla Manovra Finanziaria 2007 e sul Codice delle Autonomie locali, approvate oggi dal Consiglio Direttivo dell’Upi.

Nell’incontro è stato anche nominato il nuovo Presidente del Consiglio Direttivo: si tratta di Renzo Masoero, il Presidente della Provincia di Vercelli.

 

Dpef: Melilli molto perplesso sui tagli agli Enti locali

Dpef: Melilli  molto perplessi sui tagli  agli enti locali

Fabio Melilli, presidente dell’Unione delle Province italiane, esprime tutta la sua perplessità sulla previsione nel Dpef di tagli dei trasferimenti agli Enti locali. Con una nota aperta di critica: dall’elenco dei comparti sottoposti ai tagli “manca stranamente lo Stato centrale”. “Il settore degli Enti locali – dice Melilli – ha già sostenuto in questi anni uno sforzo enorme per il risanamento dei conti”. Il presidente dell’Upi spiega che oggi il comparto delle Autonomie si trova davanti a due fronti: “da una parte il cammino fatto per ricostruire un Patto di stabilità e non una norma imposta dal centro; la nostra compartecipazione al risanamento dei conti pubblici che non può non passare attraverso scelte adeguate per il rilancio dello sviluppo”. Melilli naturalmente considera positivo, ma già un dato acquisito, il ritorno ai saldi di bilancio e il superamento dell’impostazione basata sui tetti di spesa. “Per questo riteniamo che l’accento debba cadere oggi sul discorso dello sviluppo. Per stare alle competenze delle Province – aggiunge – crediamo che sia importantissimo affrontare i temi della sicurezza delle nostre scuole e i temi della difesa del suolo. Su questi punti ci riserviamo di avanzare proposte all’inizio del dibattito sulla finanziaria”. “Continuo a non capire – conclude Melilli – perché gli Enti locali siano un problema e non un’opportunità di sviluppo”.

Bonino: “Dalle Province il contributo per creare la cultura europea”

Politiche Europee.
Bonino: “Dalle province il contributo per creare la cultura europea”

Una delegazione dell’Unione delle Province Italiane, composta dal presidente Fabio Melilli, da Graziano Milia (presidente Provincia di Cagliari), Gabriele Ferrari (vice presidente della Provincia di Parma) e Oreste Pastorelli (ufficio di presidenza UPI) è stata ricevuta, questa mattina, dal ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino. Un incontro che  ha evidenziato come il ministero  potrà contare sulla rete degli Uffici Europa delle Province italiane per l’informazione e la comunicazione di programmi e iniziative comunitarie.

“E’ il primo passo per diventare pienamente operativi sul territorio comunicando l’Europa ai cittadini”, ha detto il ministro Emma Bonino-. Possiamo contare su una rete di oltre cento uffici per l’Europa affinché si sviluppi una maggiore sensibilità ai temi europei e per avvicinare i giovani all’Unione”. 

La collaborazione con le Province riguarderà tutti i temi strettamente legati alle attività del Ministero, dall’attuazione dei progetti del Piano Italiano per l’Innovazione, la Crescita e l’Occupazione (PICO), alla diffusione di una cultura europea iniziando dalla formazione scolastica, agli scambi culturali, fino al miglioramento delle professionalità all’interno degli uffici provinciali dedicati all’Europa affinché si possa monitorare lo stato di attuazione della normativa Ue.

Soddisfazione per questo primo incontro è stata espressa dall’UPI anche in vista delle future sinergie che verranno attivate con il Ministero per le Politiche Europee dal 2007, anno in cui si celebrerà il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma.

Il presidente Melilli ritiene che le Province debbano essere maggiormente coinvolte nella fase di programmazione operativa nazionale e regionale dei nuovi fondi strutturali 2007-2013. “Chiediamo momenti di concertazione diretta con i ministeri competenti e responsabili dei Programmi Operativi Nazionali”, ha ribadito Melilli, “e che a livello governativo si ribadisca con forza l’importanza di un confronto diretto delle province nella fase di definizione dei Programmi Operativi Regionali”.


Roma, 12 luglio 2006

“La manovra punisce gli amministratori locali”

“E’ una finanziaria pesantemente punitiva nei confronti degli amministratori locali” dichiara Maurizio Zingoni componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI a margine della riunione che aveva per oggetto l’esame del testo della Finanziaria licenziato dalla Camera. “In maniera subdola – sottolinea Zingoni – si tenta di avvalorare l’idea che il debito pubblico e lo spreco si incrementi nelle amministrazioni locali. E se da una parte si chiede agli amministratori pubblici di contribuire al risanamento del debito riducendone i compensi del 30%,  dall’altra viene costituita una sorta di “categoria protetta”, quella dei Sottosegretari non eletti, che vengono esonerati da questo taglio.
Non sono moralmente accettabili provvedimenti di questo tipo emanati proprio da un Governo che ha infranto ogni record per numero di poltrone assegnate”.

 

On line il sito

E’ on-line il sito della biblioteca di educazione ambientale della Provincia di Perugia www.biblioin.it.

Gli appuntamenti del Cuspi

Saranno molteplici gli appuntamenti che il Coordinamento degli uffici di statistica delle Province italiane (UPI), terrà nell’ambito dell’VIII Conferenza nazionale di statistica, che si svolge a Roma il 28 e il 29 novembre.

Eventi che evidenziano l’accresciuto ruolo delle Province nell’esercizio delle funzioni statistiche e di raccolta territoriali e nei quali le Province discutono di diffusione della cultura statistica, certificazioni della qualità, autonomia e autorevolezza delle istituzioni che producono statistica ufficiale.

Il 28 novembre, nell’ambito dello Spazio Agorà, Aldo Santori e Teresa Ammendola (Provincia di Roma) interverranno sul tema “Una strategia di valorizzazione delle funzioni statistiche negli enti provinciali: un contributo alla programmazione di area vasta” e sarà illustrato da Gaetano Palombelli (UPI) e Ennio Fortunato (ISTAT) il progetto “100 indicatori per 100 Province”.

Nell’ambito dello spazio Poster scientifici, Rossella Salvi (Provincia di Rimini) presenterà il prodotto “Una web application per la statistica del turismo”, che utilizzando tecnologie web e metodologie Istat rileva i dati della domanda turistica, diminuendo il “disturbo statistico” sugli operatori.

Nell’ambito dello Stand Istat Giuseppina Vilasi (Provincia di Reggio Calabria) insieme all’Ufficio regionale Istat della Calabria presenteranno una relazione su “La valorizzazione degli archivi amministrativi della Provincia di Reggio Calabria”.

Nell’ambito della sessione Fare sistema, Pasquale Volontà (Provincia di Asti) e Cinzia Viale (Provincia di Rovigo) presenteranno le esperienze di diverse Province sul tema ”Archivi amministrativi delle Province per la statistica ufficiale: esempi di flussi informativi” .

Di questo, riportiamo nell’allegato una breve presentazione e i dati raccolti.

Documenti allegati:

Il servizio di consulenza per supportare lo sviluppo locale

Con la trasformazione in Società per azioni e l’ingresso nel capitale di azionisti istituzionali privati, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha subito una progressiva e profonda trasformazione. Il processo, iniziato nel 2003, ha determinato la metamorfosi di CDP da mero sportello di finanziamento alle amministrazioni pubbliche  a soggetto attivo nel supporto dello sviluppo locale.

Ovviamente, il risultato è stato raggiunto anche attraverso una profonda ristrutturazione del modello organizzativo interno di Cassa. Tra i principali interventi, sono state attivate due Direzioni orientate alla nuova missione: “ Infrastrutture & Grandi Opere”, per il finanziamento di opere, impianti, reti e dotazioni dedicate alla fornitura di servizi pubblici e “ Gestione e Supporto Politiche di Sviluppo”, per il sostegno all’economia ed alla finanza pubblica attraverso la gestione di fondi dedicati. 

In questo contesto si colloca  il “Settore Consulenza” di CDP,  dedicato al supporto delle amministrazioni pubbliche; un supporto finalizzato alla razionalizzazione della capacità di investimento della P.A., con particolare attenzione a tutte le occasioni nelle quali si presenti la possibilità di attivare il cosiddetto Partenariato Pubblico Privato (PPP), cioè il coinvolgimento di risorse private per la realizzazione di opere di interesse pubblico (concessione di costruzione e gestione, procedura del promotore, dialogo competitivo, società mista).

Sulla cooperazione tra Pubblico e Privato si è di recente sviluppato un approfondimento, anche a livello comunitario ,  che ha fatto superare alla discussione l’ottica prevalentemente accademica che aveva invece caratterizzato il dibattito sulla Finanza di Progetto nel corso degli anni ‘90.

La ricerca di cooperazione tra Pubblico e Privato è diventata ormai “pratica ordinaria” degli Enti Locali, anche se non sempre vengono correttamente soppesate dalle amministrazioni pubbliche le implicazioni che l’attivazione di un PPP comporta.
Occorre soprattutto considerare che il PPP rappresenta un confronto di interessi di soggetti diversi: amministratori pubblici, imprenditori, finanziatori. Interessi tutti legittimi, che però a volte sono contrapposti, trasformando il confronto  in “scontro”.
A questa caratteristica, propria del PPP, si aggiunge il fatto che l’esigenza di incentivare il soggetto privato, ad esempio attraverso la contrazione dei tempi del procedimento e il diritto di prelazione,  non sempre ha tenuto in debito conto, a livello legislativo, la tutela del pubblico interesse.

Non sempre, insomma, si sono garantite agli Enti locali le condizioni per interloquire in maniera appropriata e paritaria con le controparti private. Soprattutto, si è sottovalutata l’esigenza di salvaguardare l’aspetto più critico che il “decisore pubblico” deve affrontare nella gestione di un PPP e cioè la valutazione del progetto dal punto di vista della allocazione dei rischi. Di conseguenza, non  si è  sufficientemente considerata la necessità di valutare il progetto, fin dalla prima fase, dal punto di vista della sua capacità di essere ammesso al finanziamento bancario.

Di fatto, nella fase di valutazione del progetto che precede l’atto di affidamento il ruolo della Banca è rimasto marginale e relegato – al massimo – ad una funzione formale di “asseveratore”, con nessun sostanziale coinvolgimento ed impegno, ancorché condizionato, sul piano del merito di finanziabilità del progetto.

E’ del tutto evidente che spostare a fasi successive questo momento non solo comporta la dilatazione dei tempi di avvio della realizzazione del progetto, ma soprattutto aumenta il potenziale insorgere di contenziosi.

L’esigenza di ricomporre i diversi interessi (compresi quelli del finanziatore), che troveranno la loro regolamentazione negli impegni contrattuali, è un processo che deve configurarsi come primo obbiettivo della verifica del progetto dal punto di vista della finanziabilità e che richiede, oltre ad un serrato confronto con la controparte imprenditoriale, un altrettanto impegnativo confronto con il soggetto finanziatore, al fine di evitare che l’amministrazione pubblica si trovi accollati praticamente tutti i rischi legati al progetto.

E’ in questo complesso contesto che CDP propone alle amministrazioni locali il suo “Servizio di Consulenza”, un’attività che riguarda essenzialmente gli aspetti economico-finanziari e giuridico-amministrativi relativi al progetto. La Consulenza è finalizzata ad accompagnare l’ente nelle sue attività, senza atteggiamenti sostitutivi da parte di CDP su quelle che sono competenze e prerogative  delle strutture interne alla PA.

Con questo spirito Cassa, forte della tradizione nel supporto tecnico alle amministrazioni e nel finanziamento degli investimenti pubblici, si candida a svolgere un ruolo sempre più innovativo di supporto agli interessi della PA, rafforzando la capacità realizzativa degli enti nel campo delle infrastrutture e delle opere di pubblico interesse.


Per maggiori informazioni sul Settore Consulenza di CDP Spa: [email protected]

Documenti allegati:

“Chiarisca le reali volontà del Governo nei confronti delle Province”

Dopo mesi di incontri tecnici e politici sulla finanziaria, nei quali sono state esposte le richieste delle Province e sono state date assicurazioni da parte del Governo, non è stato raggiunto  alcun risultato tangibile, tanto che la manovra appena approvata alla Camera non ha tenuto in nessun conto gli impegni presi e, anzi, peggiora sostanzialmente i conti delle Province. Per questo il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, in una lettera inviata oggi al Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, chiede un incontro urgente “per fare chiarezza sulle reali disponibilità del Governo nei confronti delle nostre richieste”.

Una lettera nella quale il Presidente Melilli ribadisce gli impegni presi nell’incontro del 10 ottobre, quando il Governo formalizzò la volontà di ridurre la manovra a carico delle Province e dichiarò di essere favorevole ad accogliere le proposte di modifiche a costo “zero”. Tra queste, la previsione anche per le Province di accedere alla compartecipazione dinamica all’Irpef dal 2008, una richiesta fortemente sostenuta dall’Upi perché considerata un chiaro segnale politico all’avvio del federalismo fiscale.

“Di tutto questo – scrive Melilli – non si è rinvenuto alcunché né durante i lavori della Commissione Bilancio alla Camera, né tanto meno nel maxiemendamento del Governo. Per questo richiediamo un incontro in tempi brevi che consenta di fare chiarezza sulla reale disponibilità del Governo nei confronti delle Province e delle loro richieste”.

 

Tra le azioni, il “marchio provinciale di qualità ambientale “ per le strutture turistiche

Sviluppare una offerta turistica compatibile con l’ambiente per promuovere un settore portante dell’economia italiana, costruendo un nuovo modello di sviluppo dei territori. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra l’Unione delle Province d’Italia e CTS,  Centro Turistico Studentesco e Giovanile, che vuole affermare il principio del turismo sostenibile, anche come opportunità di maggiore sviluppo economico.

“La tutela dell’ambiente si realizza attraverso la costruzione di un sistema di sviluppo diverso, a partire dai territori – sostiene Massimo Rossi, Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno – Se il turismo è, come ormai tutti concordano, la prima vera industria del Paese, allora dobbiamo cominciare ad utilizzarla al meglio, attraverso una programmazione strategica mirata che punti a tenere insieme l’obiettivo dello sviluppo economico con la cultura della qualità dell’offerta e della sostenibilità ambientale”.
“Quello del Protocollo UPI-CTS è un traguardo di estremo valore in quanto, in via assolutamente originale, individua temi, obiettivi e modalità condivise per il concreto affermarsi di un turismo, quello sostenibile, capace di valorizzare l’eccezionale territorio italiano conservandone, al tempo stesso, il patrimonio sociale, culturale e, ovviamente, naturale.”dichiara Luigi Vedovato, Presidente del CTS.
Il protocollo d’intesa, che avrà durata triennale, parte dal presupposto che, considerando urgente la diminuzione dell’impatto delle attività turistiche sugli ambienti naturali, è necessario sensibilizzare il grande pubblico e gli operatori turistici sulla necessità di rendere il turismo compatibile. Per questo l’accordo prevede l’elaborazione e l’adozione di “Linee guida per un turismo rispettoso dell’ambiente” attraverso le quali sia possibile orientare i flussi turistici e renderli rispettosi delle zone più fragili,  favorendo anche i processi di destagionalizzazione turistica.

Tra le azioni previste, la realizzazione di campagne per la promozione di iniziative turistiche che contribuiscano a conservare il paesaggio naturale, il paesaggio agrario e quello storico culturale; la promozione di percorsi tematici che valorizzino aree di interesse ambientale, paesaggistico  e storico artistico; l’attribuzione di un marchio di qualità ambientale provinciale da applicare alle strutture ed ai servizi turistici; la promozione di iniziative di qualificazione e formazione degli operatori turistici, per la gestione del turismo sostenibile.

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