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Un protocollo per favorire, nella scuola, percorsi integrati di cittadinanza europea

Firmato un accordo dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e l’Unione dele Province Italiane per organizzare progetti sulla cittadinanza europea rivolti agli
studenti. Favorire le politiche e la pratica della cittadinanza democratica ed attiva, nel rispetto delle diverse esperienze locali e dell’autonomia scolastica. Valorizzare  la creazione di reti di relazioni tra le istituzioni scolastiche e i soggetti del territorio in ambito locale, regionale e transnazionale non solo nei suoi aspetti partecipativi ma anche  in quelli legati alla cultura della legalità e del rispetto delle regole, oltre ai principi di solidarietà che sottendono al patto sociale e alla convivenza tra popoli diversi.Questi i contenuti del protocollo d’intesa che, a Milano, all’Assemblea annuale dell’Unione delle Province d’Italia, il ministro Fioroni ha sottoscritto con il presidente dell’Upi, Fabio Melilli. Tra gli obiettivi che il protocollo d’intesa intende favorire  lo sviluppo dei rapporti con i sistemi produttivi locali,  la valorizzazione dei patrimoni culturali e artistici e la tutela dell’ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile,  oltre la  promozione di pratiche a favore delle pari opportunità. In realtà, sono diversi gli argomenti affrontati che vanno
dal dialogo interculturale all’integrazione dei diversamente abili, dalla tutela dell’ambiente alla promozione dei patrimoni culturali artistici fino allo sviluppo ‘dei rapporti con i
sistemi produttivi locali’.’Firmiamo questo protocollo con l’Unione delle Province – ha
spiegato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni- perchè riteniamo
che le Province siano uno dei partner fondamentali per declinare
l’autonomia scolastica’. Infatti solo a livello locale si possono fare conoscere le
caratteristiche, ad esempio l’industria locale. A dare una definizione del protocollo e’ stato il ministro Fioroni che ha spiegato come si tratti di uno ‘strumento
operativo che consente di realizzare poli formativi coinvolgendo
le Province e la rete delle autonomie scolastiche’


 

 


            

Province snodo essenziale ma servono amministrazioni più snelle

 ‘Gli enti locali intermedi sono lo snodo istituzionale essenziale per coordinare le politiche
nazionali e regionali con quelle di prossimità dei Comuni per quanto riguarda l’istruzione, la formazione e il sostegno al sistema produttivo, l’ambiente, il turismo e lo sviluppo sostenibile’. E’ quanto  ha sottolineato il Presidente del Senato, Franco Marini, nel messaggio di saluto all’ assemblea nazionale delle Province italiane. Al Presidente dell’Upi, Fabio Melilli e agli amministratori provinciali, Marini ha augurato ‘buon lavoro’ dicendosi certo che l’ Upi ‘sapra’ affrontare i temi delle riforme, dello sviluppo economico e dell’offerta dei servizi ai cittadini e alle imprese da parte di amministrazioni più snelle’

Ruolo scritto nella Costituzione ma va messo un freno alle nuove Province

 Il ruolo delle province ” è scolpito nella Costituzione” e la loro esistenza non è in
discussione. Anzi, sono l’elemento che “tiene insieme le maglie del tessuto nazionale”, per sua natura frammentario e che senza quella cerniera si disgregherebbe. Lo ha detto il ministro delle Regione e delle Autonomie Locali, Linda Lanzillotta, intervenendo alla sessione inaugurale dell’assemblea Upi.’E’ anche giusto però che le Province abbiano un rapporto fiscalmente più trasparente con i cittadini – ha detto ancora il ministro – cittadini che in questi anni hanno visto con incertezza il proliferare di istituzioni che facevano cose
simili’. Attuare il federalismo fiscale, quindi, ha aggiunto, significa anche fare in modo che “i flussi finanziari vadano là dove devono essere gestiti senza troppi passaggi, perchè ogni
passaggio se ne tiene legato un po’…”

L’intervento di apertura dell’Assemblea UPI

Scarica qui il testo della relazione del Presidente Melilli

Documenti allegati:

Il presidente della Camera: Province fortemente radicate nella storia del nostro Paese

Un cordiale saluto, caro Presidente, a voi  tutti riuniti a Milano in occasione dell’annuale Assemblea generale delle Province d’Italia. Le Province, insieme ai Comuni e alle Regioni, formano un sistema di saperi e di esperienze civiche profondamente radicato nella storia e nella cultura del nostro Paese e una delle sue più efficaci risorse per la costruzione di un percorso sempre più avanzato di sviluppo e di crescita civile. Nel nostro difficile presente- in cui avvertiamo con intensità i pericoli  insiti nel progressivo distacco dei cittadini dalle istituzioni e in cui troppo spesso la politica fatica ad intercettarne i bisogni più profondi- gli Enti locali posssono giocare un ruolo strategico. Un ruolo che il Parlamento ha il compito di valorizzare aprendosi alle realtà del territorio e facendo sulla forza che esse esprimono  per rispondere alle domande che salgono dalla società civile e per favorire la diffusione di forme di partecipazione democratica e di esperienze di buon governo che proprio nelle Province trovano un momento di espressione vitale e fecondo. Nella certezza che la vostra tradizionale Assise saprà arrecare un cointributo importante al dibattito in corso sul ruolo e sulle prospettive future delle Amministrrazioni provinciali, anche sotto il profilo delle risorse su cui fare leva per impostare un percorso di sviluppo e di progresso nell’interesse generale del Paese, desidero formulare a Lei, caro Presidente, e a tutti i presenti un sincero augurio di buon lavoro.Fausto Bertinotti Presidente della Camera dei Deputati 

Melilli, Upi “Accolte le nostre proposte”

COMUNICATO STAMPA

Finanziaria: Province, cancellato il tetto sugli investimenti

Melilli, Upi “Accolte le nostre proposte”

 

Un incontro importante nel quale il Governo ha mostrato di avere compreso le ragioni di Province e Comuni, tanto da avere accolto gran parte delle richieste presentate dagli Enti locali.

E’ il giudizio espresso dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine della riunione che si è svolta oggi a Palazzo Chigi e alla quale per l’Upi sono intervenuti, insieme a Melilli, il Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli, il Presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta, il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, il Presidente della Provincia di Napoli, Riccardo Di Palma, il Presidente della Provincia di Siena e Responsabile per la finanza dell’Upi, Fabio Ceccherini.

“Il Governo – sottolinea il Presidente Melilli – ha accettato di rivedere l’impatto della manovra, riducendola di 500 milioni di euro per il Comuni e di 100 milioni di euro per le Province. Rilevante è anche l’istituzione di un fondo aggiuntivo di 260 milioni di euro per i piccoli comuni.

Positiva è inoltre l’esclusione della spese cofinanziate dall’Ue e quelle sulle grandi opere”.

“Particolarmente positivo per le Province – dice Melilli – è stato l’accoglimento della richiesta dell’eliminazione del vincolo sull’indebitamento. Abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni sulla compartecipazione dinamica al gettito Irpef dal 2009 per le Province, così come previsto per i Comuni”.

“L’incontro – conclude il Presidente – è stato certamente significativo. Resta il nodo delle norme ordinamentali, che riguardano migliaia di amministratori, su cui esprimeremo un giudizio definitivo dopo che, come ci ha assicurato oggi il Governo, saranno valutate in maniera approfondita in un confronto con il Parlamento”.

 

Roma. 10 ottobre 2006

Dichiarazione del Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli

“Il Governo cambia strada e ricerca il consenso degli enti locali, di cui non si era curato fino ad oggi. Almeno a questo sono servite le proteste di Sindaci e Presidenti di Provincia di ogni colore politico. La proposta è quella di cancellare il tetto agli investimenti, nella consapevolezza, forse, che senza le opere pubbliche (strade, scuole, difesa dell’ambiente) lo sviluppo locale si ferma.

La disponibilità ad alleggerire di 600 milioni di euro il carico che pesa su Comuni e Province risponde solo in parte alle ragioni di chi osserva che gli enti locali sono chiamati ad uno sforzo di risanamento della pubblica amministrazione ben superiore a quello che viene richiesto a Stato e Regioni, dopo anni di costante e significativa riduzione delle proprie spese.

Infine il Governo non abbandona l’idea di approfittare della finanziaria per modifiche di carattere istituzionale che si traducono in una umiliazione degli amministratori locali, individuati (soltanto loro!) come uno spreco insopportabile per il settore pubblico.
Eppure sono proprio i Comuni e le Province ad essere costantemente sotto il controllo diretto dei cittadini.
La predica di un Governo che ha battuto ogni record per numero di Ministri e Sottosegretari nasconde il progetto di sradicare la politica da ogni rapporto con il territorio per concentrarla nei salotti buoni e nelle stanze riservate del potere.
Chiederemo dunque attenzione e sostegno al Parlamento”.

Da Governo grande disponibilità

Venezia, 10 ott. (Adnkornos) – Il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, in qualita’ di componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province Italiane (UPI), ha partecipato al tavolo Governo – Enti Locali convocato alla presenza del Premier Romano Prodi a Roma.

‘Il Governo – commenta soddisfatto al termine dell’incontro Davide Zoggia – ha manifestato chiaramente la propria volonta’ di sostenere con determinazione il ruolo ed il rilancio degli Enti Locali. E’ stato, infatti, eliminato il tetto degli indebitamenti, inizialmente previsto al 2,6%, per gli investimenti e la manovra che riguarda gli Enti Locali e’ stata complessivamente ridotta di 600 milioni di Euro dei quali 100 milioni a vantaggio delle Province’.

 ‘Inoltre – spiega Zoggia – e’ stato istituito un fondo di 260 milioni di Euro per i piccoli comuni, quelli che non raggiungono i 5000 abitanti e si e’ deciso che le Grandi Opere, quelle cioe’ contenute nella Legge Obiettivo, verranno escluse dal patto di
stabilita’. L’incontro – continua il Presidente della Provincia di Venezia – si e’ protratto per oltre due ore in un clima di piena condivisione degli obiettivi e le Province hanno anche ottenuto la compartecipazione dinamica dell’Addizionale Irpef a partire dal 2008:
un provvedimento di questa natura testimonia come il ruolo dell’Ente Provincia sia essenziale all’interno di una logica di federalismo fiscale. (Red-Dac/Col/Adnkronos)
10-OTT-06 17:07

 

CONVENZIONE UPI AGI

Di seguito, pubblichiamo il testo della convenzione stipulata dall’UPI con l’Agenzia AGI per favorire l’accesso a condizioni vantaggiose ai servizi di comunicazione dell’Agenzia di stampa.


                FORNITURA DEI NOTIZIARI GIORNALISTICI AGI
                                              CONVENZIONE
                                                           Tra
Unione Province d’Italia (in appresso denominata UPI) con sede in Roma (00186), Piazza Cardelli, 4,  codice fiscale n° 80228090587, nella persona del Direttore Generale Dottor Piero Antonelli
                                                                e
l’Agenzia Giornalistica Italia S. p. A., (in appresso denominata AGI), iscritta alla Camera di Commercio di Roma al nr. 153913 – P.IVA nr. 00893701003, rappresentata dall’Ing. Giuseppe Scillitani, in qualità di Responsabile Commerciale AGI – Area Istituzioni, domiciliato per la carica in Roma, Via Cristoforo Colombo 98 – 00147 Roma
                                                          premesso
– che, nel periodo di validità della presente Convenzione, UPI è interessata a dare ampia diffusione dei servizi oggetto dell’Accordo alle Amministrazioni Provinciali associate, sia tramite i propri prodotti di comunicazione, quali ad esempio il sito web (www.provinceditalia.it), sia durante lo svolgimento delle iniziative istituzionali;
– che AGI, Agenzia di Stampa con oltre 50 anni di attività, dispone di strutture redazionali e organizzazione sul territorio Nazionale atte a garantire la fornitura di tali servizi;
tutto quanto sopra premesso le Parti convengono quanto segue:
                                                           ART. 1
L’AGI s’impegna a fornire alle Amministrazioni Provinciali d’Italia associate UPI, il Notiziario AGI (“Interni”) e i notiziari Regionali (Abruzzo, Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia). Notiziari in tempo reale realizzati tutti i giorni feriali con esclusione dei giorni di riposo previsti dal calendario di uscita dei quotidiani, e delle festività infrasettimanali. La fruizione dei Notiziari sarà attraverso collegamento via internet con assegnazione di n° 1 (una) password personalizzata ad uso “esclusivo”.

                                                              ART. 2
Le apparecchiature e gli oneri necessari alla ricezione, alla visualizzazione e alla consultazione dei Notiziari di cui all’ART. 1 sono a carico delle Amministrazioni Provinciali.
                                                             ART. 3
Le condizioni commerciali, oggetto della presente Convenzione (riportate in allegato) saranno valide, per i contratti sottoscritti con le singole Amministrazioni Provinciali nel periodo di validità della stessa, della durata di n° 1 (uno) anno dalla data della sottoscrizione.
Alla scadenza, la Convenzione potrà essere rinnovata per un ulteriore periodo previo accordo fra le Parti.
                                                              ART. 4
Per l’attuazione del presente Accordo tra l’UPI e l’AGI, le Amministrazioni Provinciali associate UPI sono suddivise in due fasce
A) Province capoluoghi di regione
B) Province non capoluoghi di regione
Le Amministrazioni Provinciali interessate ad aderire alla presente Convenzione con propri Accordi diretti con AGI, potranno contattare il Responsabile Commerciale AGI dell’Area Istituzioni, Ing. Giuseppe Scillitani, numero di tel. 0651996340 / fax 0651996448, indirizzo email [email protected]


I canoni relativi alla fornitura dei servizi oggetto della presente Convenzione, resteranno invariati per il periodo di validità della Convenzione stessa.
Durata singoli contratti: minimo semestrale (dalla data di attivazione del servizio).

                                                        ART. 5
Le informazioni oggetto dei Notiziari di cui all’ART. 1 saranno utilizzate solo ed esclusivamente dalle Amministrazioni Provinciali che aderiranno alla presente Convenzione, per proprio uso informativo interno. Non possono essere cedute o trasmesse a terzi in alcun modo senza il consenso scritto dell’AGI.

                                                          ART. 6
La presente Convenzione avente ad oggetto prestazioni soggette ad IVA, sarà registrata solo in caso d’uso con pagamento del tributo di registro in misura fissa a cura e spese della Parte che avrà interesse alla registrazione stessa.
Roma,
                                                 A.G.I.      UPI


 

Convegno “Le Province e il digital divide: un crocevia fra innovazione, sviluppo, territorio”

“Le Province rappresentano oggettivamente il crocevia tra innovazione e sviluppo nel territorio, sono orientate a quest’ultimo e vogliono interpretare il proprio ruolo attraverso una valorizzazione dei processi di innovazione –  ha poi sottolineato Matteo Renzi, Presidente Provincia Firenze, Responsabile UPI per l’Innovazione, che ha aggiunto: “E’ proprio sull’innovazione che si gioca il futuro del Paese, ed è importante che su questo vi sia ormai una consapevolezza diffusa.

“I Centri Servizi Territoriali rappresentano uno strumento importante con i quali le Province dovranno costantemente interloquire, proprio perché alle Province viene riconosciuta un’importante funzione di inclusione dei piccoli Comuni nei meccanismi di sviluppo. In questo senso, favorire la cooperazione fra i vari soggetti sarà un obiettivo primario.

Un altro aspetto rilevante sarà quello relativo alla formazione, che riguarda le amministrazioni locali e le Province in particolare, e attraverso la quale si può giocare la scommessa sul futuro dei lavoratori e delle aziende come soggetti ben inseriti nel territorio nel quale operano. Sotto questo profilo, la formazione aiuta a stare sul mercato e consente di costruire un nuovo principio di cittadinanza”.

“Quanto alla banda larga, ha poi concluso Renzi, un aspetto rilevante sarà quello dei contenuti e va ricordato che la Pubblica Amministrazione è certamente un grande produttore di contenuti. A questo riguardo, un impegno va speso sul piano della integrazione tra le tante banche dati: avremo un problema di front-office, ma va chiarito subito che i problemi più impegnativi saranno quelli del back-office. Anche in questo la Politica deve fare la sua parte, deve esprimere la propria volontà ed il proprio orientamento a progredire, perché l’innovazione tecnologica non è più un settore da addetti ai lavori”.

Convegno “Le Province e il digital divide: un crocevia fra innovazione, sviluppo, territorio”

Serve una grande riforma amministrativa
Melilli: Costruiamo un sistema efficiente



“Questo Paese ha un enorme bisogno di un sistema efficiente: dobbiamo decidere insieme le priorità, e dobbiamo farlo ora”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, nel suo intervento al Convegno promosso dalla Provincia di Brescia.

“Le Province non intendono giocare in difesa: intendiamo dare il nostro contributo, senza accanimento ma con l’auspicio di un dibattito vero che abbia piglio costituzionale ed operativo, e da cui emerga con chiarezza ‘chi fa che cosa’, per dare risposte al sistema delle imprese e al cittadino.

Il nostro Paese – prosegue Melilli – ha bisogno di una grande riforma amministrativa, i cui temi sono a tutti evidenti: il valore della partecipazione dei piccoli Comuni, la gestione dei servizi complessi nelle aree metropolitane, il ruolo delle Regione, il ruolo del Governo nei servizi al territorio, che possono ulteriormente essere decentrati. Tutte cose importanti e da fare, senza equivoci. Va ribadito il ruolo delle Province in modo nuovo, evitando i colli di bottiglia che si vogliono mantenere a livello regionale, e allo stesso tempo non va trascurata la debolezza dei Comuni e il bisogno di coordinamento che esiste. Le Province sono il livello che più di ogni altro è capace di fare  rete nel sistema del Paese, e il caso della Provincia di Brescia è emblematico. Questo è il punto da cui partire”.

Convegno “Le Province e il digital divide: un crocevia fra innovazione, sviluppo, territorio”

Il Ministro Nicolais illustra la sua rivoluzione

L’innovazione tecnologica legata alla
professionalità del pubblico impiego



Innovazione tecnologica e professionalità del pubblico impiego devono andare a braccetto: per questo il Governo ha deciso di definire un dicastero capace di cogliere entrambi questi aspetti. “Non una semplice somma di competenze, ma un insieme ragionato di funzioni che devono necessariamente essere legate, per produrre in concreto quel cambio di passo di cui il Paese ha tanto bisogno”. Descrive così la sua mission il Ministro delle Riforme e dell’innovazione nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, introducendo il suo intervento al convegno di Brescia. Un intervento che non sarà solo un discorso politico di circostanza, ma la chiara spiegazione di un progetto attraverso cui il Ministro vuole dare il via ad una vera rivoluzione dell’Amministrazione.

“Grandi riforme per un Paese che cambia orizzonti”
“Viviamo un momento di grande cambiamento – dice il Ministro –  un momento in cui nel Paese si è aperta una forte riflessione sul rapporto tra i vari livelli istituzionali. C’è bisogno di rivedere il ruolo di ciascuno di noi, perché il Paese, la società, la realtà stessa sono profondamente mutati, anche e soprattutto perché si è ampliato il nostro orizzonte: oggi, sopra al Governo, alle Regioni, alle Province e ai Comuni c’è l’Unione Europea. Un nuovo soggetto in campo che ci impone di modificare il nostro stesso modo di operare. Certo, questo è un trasformazione che non deve interessare solo il mondo della politica, ma anche quello dell’impresa. Per questo c’è bisogno di un coordinamento forte: in questo sistema complesso c’è bisogno di attenzione a talmente tante variabili, che non possono essere affrontate usando norme studiate per non cambiare. Abbiamo bisogno di grandi riforme, che prima di tutto ci consentano di guardare e riguardare i processi in atto dal punto di vista dell’innovazione.  Ecco perché il Governo ha voluto unire insieme le materie dell’innovazione e quelle della funzione pubblica. Non si è trattato di operare una banale somma: il prodotto nasce dal convincimento che l’innovazione è strettamente legata alla professionalità del personale del pubblico impiego”.

“Cambiare la Pa, ma senza imposizioni”
“Abbiamo davanti un compito gravoso – sostiene Nicolais –  per prima cosa bisognerà lavorare per superare le resistenze al cambiamento, evitando qualunque imposizione. Non siamo di fronte ad una pura operazione meccanica: la riforma non si riduce al sostituire la penna con il computer. Quello che ci apprestiamo a fare è un vera e propria rivoluzione del sistema di operare, abbandonando le strategie frammentarie adottate, che non hanno prodotto effetto, e concentrandoci su pochi progetti  condivisi. Si tratta, in sostanza, si reingegnerizzare tutti i processi. Uno degli obiettivi più importanti da raggiungere è il superamento della sfiducia da parte dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. Un obiettivo che può essere raggiunto innanzitutto se semplifichiamo  il complesso sistema di autorizzazioni cui oggi sottoponiamo i cittadini che si rivolgono allo Stato, ampliando invece il controllo ex post, che in Italia quasi non esiste, introducendo un sistema di valutazione diversa.  Ma per realizzare questa rivoluzione, c’è bisogno prima di tutto di assicurare al nostro personale una alta formazione professionale. Credo che mai come oggi sia cruciale mettere in atto politiche di formazione permanente”.

“Il ruolo delle Province a sostegno dell’innovazione”
“In questo quadro di profonde trasformazioni, le Province assumono un ruolo essenziale nel sostegno ai Comuni, per renderli attori dell’innovazione. E’ chiaro – sottolinea il Ministro – che i CST sono uno strumento chiave, perché rispondono alla necessità di mettere insieme quei piccoli comuni che altrimenti da soli non avrebbero la possibilità di sostenere l’innovazione.  Sono convinto della necessità di portare avanti questi strumenti, e di spostarli sempre più verso il  livello provinciale. La priorità – dice ancora – è l’interoperabilità, perché ci consente di arrivare ad una vera governance del sistema. L’altra priorità è rendere l’innovazione della PA un fattore chiave della competitività. Non possiamo più essere considerati come la palla al piede dello sviluppo: le imprese hanno bisogno di una amministrazione pubblica efficiente. In sostanza, l’ICT non deve più essere considerata come un fine, ma come uno strumento dell’azione di governo, che punta alla modernizzazione del paese, agendo come collante e integratore tra i vari livelli di governance (locale, regionale, nazionale, comunitario). Quanto al riuso – annuncia il Ministro – non ho alcuna intenzione di bloccare il bando sul riuso, voglio solo aprire una riflessione ed una verifica sui progetti realizzati, per favorire il riuso di strumenti che siano davvero efficaci”.

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