Categoria: Varie

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Cortese”Il decreto non rispetta i tempi della scuola”

“Questo decreto manca di rispetto nei confronti della scuola, delle famiglie, di noi istituzioni locali”. Lo ha detto l’Assessore all’istruzione della Provincia di Napoli, Angela Cortese, e coordinatrice degli assessori alla scuola dell’Upi, intervenendo all’Assemblea che ha visto riunuiti i responsabili del settore di Regioni, Province e Comuni, per dibattere delle problematiche legate al decreto che anticipa, sotto forma di sperimentazione, la rifoma Moratti. “Il decreto del ministro – ha sottolineato la Cortese – è datato 31 gennaio ma il 25 gennaio sono scadute le iscrizioni e il 31 dicembre avevamo già chiuso i piani di riorganizzazione dela rete scolastica: quindi avevamo già terminato tutto il lavoro che doveva dare certezze alle famiglie per l’inizio del nuovo anno scolastico”. L’assessore ha poi lanciato la proposta, accolta dalla maggioranza delle Province presenti, di non finanziare, né dal punto di vista né dei sussidi né dell’edilizia, alcuna forma di sperimentazione.

Melilli: “Abbiamo costruito servizi all’avanguardia”

Le Province italiane hanno vinto la sfida del rilancio dei Centri per l’impiego: lo dimostrano i dati dell’ultimo rapporto Isfol, che attestano come negli ultimi due anni sono stati 3 milioni e 300 mila le persone che si sono rivolte ai Centri per l’impiego delle Province, con un trend tutto in crescita, che fa dedurre un aumento ancora più consistente sul 2005.

“La fiducia dei cittadini, che si rivolgono ai centri pubblici per cercare lavoro – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli –  conferma che le Province hanno trasformato i servizi pubblici per l’occupazione da grigi baracconi burocratici in uffici all’avanguardia, vitali, dove si trovano risposte soddisfacenti non solo alla richiesta di occupazione ma anche per l’assistenza alla qualificazione professionale”. I dati Isfiol, infatti descrivono gli utenti dei Cpi  quali donne, in maggioranza (il 57%, rispetto al 43% di uomini), giovani soprattutto, tra i 15 e i 34 anni ( il 60% contro il 15% tra i 35 e i 39 anni e il 24% tra i 40 e i 64 anni), con una istruzione medio alta: il 60% sono diplomati; il 20% laureati. Interessante costatare che se il 57% sono disoccupati, il cerca di un nuovo o di un secondo lavoro, il 26% dei casi è già occupato e si rivolge ai Cpi per ottenere consulenza quanto a formazione, offerte di stage e tirocini.
“Sono giovani, con un percorso di studi già avviato, che hanno fiducia nei centri per l’impiego, perché ritengono che qui potranno trovare personale specializzato, capace di indicargli la strada per guadagnare opportunità in più nella ricerca di una occupazione di qualità. Vuol dire che, nonostante i tagli alle risorse che abbiamo dovuto subire in questi anni di lavoro, e nonostante ancora il percorso normativo di delega delle funzioni dalle Regioni alle Province non sia stato del tutto completato, le Province hanno saputo investire in uomini, professionalità, tecnologie per rendere i servizi per l’occupazione competitivi, efficienti e all’avanguardia”. Infatti, ancora secondo il rapporto Isfol, chi cerca lavoro preferisce rivolgersi ai centri provinciali (12%) piuttosto che aalle Agenzie private (8%).
“Politiche efficaci per il  lavoro e lo sviluppo non sono oggi nemmeno immaginabili, senza una rete di servizi per l’impiego diffusa su tutto il territorio – aggiunge il Presidente della Provincia di Lucca, Andrea Tagliasacchi – per questo chiediamo che strumenti e risorse destinate a questi servizi diventino strutturali”.
Di questo si parlerà domani e dopodomani (21 e 22 febbraio) a Lucca, nel convegno “Welfare e lavoro: la Provincia al centro”, promosso dalla Provincia di Lucca e dall’Upi, cui parteciperanno, tra gli altri Leonardo Domenici, il Ministro del Welfare, Roberto Maroni. La giornalista Lucia Annunziata, che coordinerà una tavola rotonda con i responsabili nazionali lavoro Cesare Damiano (DS) , Tiziano Treu (Margherita), Emerenzio Barbieri (Udc), e Paolo Ferrero (Rc).

Documenti allegati:

Una ricognizione che consenta di avere un quadro il più possibile esaustivo sull’attuazione delle politiche per i giovani a livello provinciale.

Prosegue il percorso di riflessione avviato dall’Upi sulle Politiche per i Giovani nel nostro Paese. Dopo l’insediamento, a novembre scorso,  del Coordinamento nazionale degli Assessori Provinciali alle Politiche giovanili, nel quale si era sottolineata la necessità di create una rete di amministratori per realizzare progetti innovativi e proposte unitarie, da sottoporre al Governo, si è stabilito di avviare una ricognizione sulla situazione attuale.

 

Cliccando nel link, potete scaricare il questionario rivolto a tutte le Province, attraverso il quale l’Upi vuole definire una ricognizione che consenta di avere un quadro il più possibile esaustivo sull’attuazione delle politiche per i giovani a livello provinciale. 

 

Il questionario, debitamente compilato dovrà essere inviato agli uffici dell’Upi, entro il 20 febbraio al fax 06-6873720 o via e-mail: [email protected].

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Consulta Upi “Appello a partiti, candidati premier e società civile”

Hanno scritto ai segretari dei partiti politici, ai candidati premier, ad esponenti della società civile , le donne della Consulta per le Pari Opportunità dell’UPI, perché, con le votazioni ormai alle porte, arrivino segnali concreti dei tanti impegni presi per favorire l’elezione di un maggior numero di donne al Parlamento Italiano.

Un appello, che la Consulta Pari Opportunità, ha voluto riempire di proposte e contenuti, chiedendo a chi vorrà dare il suo appoggio a questa richiesta, di fare sì che ci sia una donna fra i primi due candidati nelle liste che si stanno predisponendo in questi giorni per la tornata elettorale del 9 aprile; che si arrivi ad una par-condicio di genere negli interventi sui mass-media; che si coinvolgano i coordinamenti femminili e delle donne elette ed amministratrici dei partiti nella formazione delle liste per tutte le consultazioni elettorali.

“Oggi al Senato siede l’8,1% di donne ed alla Camera dei deputati c’è solo un  l’11,5% a rappresentare il 52% della popolazione italiana – ricorda Mara Mori, portavoce della Consulta Upi – dati che secondo noi, sono il sintomo di una grave patologia per la democrazia italiana. Per questo chiediamo ai partiti e ai candidati Premier di cogliere questa occasione per passare dal piano astratto dell’affermazione dell’uguaglianza dei diritti alla loro concreta e coerente attuazione, e di realizzare il riequilibrio di genere nelle rappresentanze”.


In allegato, l’appello inviato alla società civile e quello inviato ai partiti politici

Documenti allegati:

Zingoni:“I sacrifici stanno dando frutti”

“Il giudizio positivo sulla Finanziaria 2006 e sul programma di stabilità del ministro Tremonti, espresso a margine dell’incontro di Davos, da parte di Joaquin Almunia, Commissario UE agli affari monetari, rende tutti gli amministratori consapevoli che i sacrifici richiesti stanno dando i propri frutti”.

Lo dichiara Maurizio Zingoni, del dipartimento finanza dell’Upi e Consigliere della Provincia di Livorno, che aggiunge: “I sacrifici richiesti agli amministratori con la Finanziaria 2006 sono stati pesanti ma se il giudizio che l’Unione Europea dovrà esprimere sui nostri conti a Febbario, dovesse coincidere con le parole di Almunia, coloro che dipingevano l’Italia come il Paese del declino, e dell’instabilità, dovranno iniziare a rivedere i propri giudizi”.

Indagine sul paesaggio della provincia di Rimini per il nuovo PTCP

La Provincia di Rimini ha scelto di usare la creatività di un fotografo, Guido Guidi(dal 2001 visiting professor alla facoltà di Design e Arti allo IUAV), le parole di uno scrittore,Sergio Zavoli, e di un tecnico, l’architetto Vittorio Savi, per spiegare un paesaggio ma anche la sua gente, l’urbanizzazione ma anche l’ambiente, la bellezza ma anche le criticità.

Il progetto si intitola RIMINI ATLAS , ovvero atlante riminese.

Un corso per gli insegnanti sau abuso e maltrattamento dell’infanzia

Dalla Provincia di Rimini riparte il corso, a cura di Arco, per aiutare gli insegnanti a riconoscere e gestire situazioni di abuso e maltrattamento dell’infanzia

presentazione e calendario

MELILLI: LA SCUOLA ITALIANA NEL CAOS

“Il via libera alle sperimentazioni della riforma del secondo ciclo a partire dal 2006/2007 è un colpo di mano contro le istituzioni locali e il mondo della scuola” – è quanto ha dichiarato Fabio Melilli, Presidente dell’Unione Province d’Italia – relativamente all’approvazione del decreto legislativo che consente le sperimentazioni della riforma dal 2006/2007.

“Contro il parere espresso da Province, Comuni e Regioni – prosegue Melilli – e smentendo intese raggiunte in sede di Conferenza Unificata la Moratti ha approvato un decreto che aggiunge caos a caos e che getta nell’incertezza migliaia di famiglie italiane e non permette alle Province di governare il processo di riforma”.

“Un vero e proprio blitz – ha commentato Angela Cortese, Coordinatrice degli Assessore all’Istruzione delle Province italiane – che mette in ginocchio la scuola pubblica italiana; una riforma senza copertura finanziaria, che introduce un doppio canale a favore dei licei e penalizza gli istituti tecnici e professionali che hanno fatto la storia dello sviluppo del nostro Paese”.

“Tutto questo avviene – ha proseguito l’Assessore Cortese – a chiusura delle iscrizioni per l’anno nuovo impedendo, dunque, ai cittadini italiani di scegliere informati e consapevoli il futuro delle giovani generazioni”.

“Nei prossimi giorni – hanno concluso Melilli e la Cortese – convocheremo l’Assemblea degli Assessori all’Istruzione delle Province italiane per decidere quali iniziative politiche assumere”.

Roma, 31 gennaio 2006

“Con lo scontro non si costruiscono leggi efficaci”

Riportiamo l’intervento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, pubblicato su “Il Sole 24 ore” di oggi (lunedì 30 gennaio 06), nel quale il Presidente punta il dito contro i l’atteggiamento adottato dal Governo sulla delega ambientale.

Il Ministero dell’Ambiente infatti, ha deciso di approvare il decreto di attuazione della delega senza il parere della Conferenza Unificata e nonostante le stesse commissioni parlamentari abbiano dimostrato di avere forti dubbi sul testo esaminato.

In allegato l’intervento del Presidente Melilli

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Melilli: “Apriamo un nuovo dialogo tra amministratori e cittadini”

Avviare un monitoraggio del lavoro delle istituzioni non vuol dire solo creare uno strumento tecnico, ma piuttosto aprire un nuovo canale di dialogo concreto tra gli amministratori e i cittadini e fare chiarezza sull’operato delle istituzioni, al di là di ogni demagogica strumentalizzazione. Lo ha sottolineato il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo a Parma alla presentazione del progetto “100 indicatori per 100 Province” promosso dall’Upi, dall’Unione delle Province dell’Emilia Romagna e dalla Provincia di Parma. “Sapere in che modo le politiche per promuovere il proprio territorio, o fare crescere l’economia locale, o formare i propri ragazzi, messe in campo da una Provincia – ha detto Melilli –  si traducono poi in azioni nel concreto, vuol dire riportare la politica al servizio dei cittadini. Perché è solo conoscendo con certezza quali risposte si ottengono dalle scelte fatte che si può aiutare un amministratore ad indirizzare al meglio le proprie decisioni.  Ai cittadini, invece, si fornisce uno strumento immediato attraverso cui giudicare i propri eletti e valutare al di fuori dalle ideologie, la politica”. Il progetto dell’Upi, che vedrà il primo avvio da qui a due mesi e nel quale sono stati coinvolti come parteners l’Istat, la Corte dei Conti e il Formez, monitorerà per tutto il 2006 in via sperimentale l’operato di 20 capoluoghi di Provincia campione, mentre dal 2007 si avrà il decollo su tutto il territorio.
Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede la definizione di indicatori statistici basati su tre macro aree di variabili:  il “Contesto territoriale” , con i dati demografici (oltre alla popolazione, i livelli di istruzione, l’età media dei residenti, etc) i dati economici (il valore delle esportazioni, il reddito procapite, le imprese e gli occupati, etc) e i dati territoriali (dalle strade alle aree protette ai corsi d’acqua);  l’ “Amministrazione generale”, con i bilanci  (entrate e spese), il personale (dai diversi tipi di spesa a seconda dei contratti applicati alla rilevazione su istruzione e aggiornamento professionale dei dipendenti), il patrimonio (con il valore dei beni a disposizione, il costo della manutenzione, il  numero e il valore delle partecipazioni), e i sistemi informativi (dalla spesa per l’ICT ai progetti di egov in atto); le “Aree funzionali” come ambiente e territorio (che comprenderà la tutela delle aree, la viabilità e i trasporti), lo sviluppo economico ( con lo stato dell’imprenditoria  e del turismo e i dati sui progetti di risparmio energetico), i servizi alla persona (dalle scuole alla formazione professionale ai centri per l’impiego), la polizia locale e la governance territoriale (la programmazione negoziata e gli incentivi all’associazionismo tra comuni, ad esempio).
Il progetto, che Melilli ha definito una “operazione trasparenza per affrontare con responsabilità la sfida dell’autonomia e dell’efficienza”, ha ricevuto il plauso del Presidente dell’Istat, Luigi Biggeri, del Presidente del Formez Carlo Flamment, di Carmela Mirabella Consigliere Corte dei Conti.

 

Il Presidente Repetto sigla accordo con Federazione del Mare

Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova e coordinatore Upi delle “Province di mare” e Corrado Antonini, presidente di Fincantieri e della Federazione del Mare hanno firmato a Roma un’intesa per la promozione delle professioni e carriere marittime.

Il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, in qualità di coordinatore per l’Unione Province Italiane delle Province di mare, e il presidente di Fincantieri Corrado Antonini, presidente della Federazione del Mare, l’organizzazione che rappresenta il cluster marittimo italiano, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per avviare azioni comuni al fine di promuovere tra i giovani le professioni e le carriere nel mondo marittimo.

Obiettivo del protocollo, firmato nella sede di Confitarma a Roma, alla presenza del presidente degli armatori Nicola Coccia, è di agire di concerto, nell’ambito delle rispettive competenze , per rimuovere gli ostacoli che frenano l’accesso alle professioni marittime, nonché per promuovere la formazione e l’aggiornamento della gente di mare e delle altre professionalità dello shipping.

Per questo le parti si impegnano a favorire la creazione di un osservatorio permanente del mercato e delle professioni del mare e a sviluppare, d’intesa anche con i ministeri dell’Istruzione, dei Trasporti e del Lavoro e con le Regioni e Province sedi di autorità portuali e istituti nautici, azioni di promozione nel campo dell’orientamento professionale e scolastico; inoltre, ad agire di concerto per individuare nuovi profili formativi e professionali utili al mondo produttivo e con garanzie di sbocco occupazionale, senza escludere iniziative congiunte per favorire l’evoluzione della normativa nazionale, europea e internazionale.

L’iniziativa parte dalla constatazione che, nonostante le richieste del mercato e l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, tutte le attività del settore marittimo, dalla navigazione mercantile alla pesca, dal diporto ai cantieri navali, ai porti e alle connesse attività logistiche registrano da molti anni una grave carenza di personale qualificato, che ne condiziona negativamente le potenzialità di sviluppo economico.

“Le province italiane, in virtù delle competenze istituzionali in materia di formazione e lavoro, possono svolgere un’importante funzione di raccordo della formazione scolastica e professionale con il mercato del lavoro marittimo – ha affermato Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova – Per questo, l’UPI ha formato un apposito Coordinamento delle Province di Mare con il compito, fra gli altri, di avviare un lavoro comune con l’imprenditoria e le parti sociali del settore. A rappresentarlo è stata delegata la Provincia di Genova, che nei mesi scorsi ha creato insieme a Confitarma l’Accademia Italiana della Marina Mercantile per la formazione di allievi ufficiali di coperta, di macchina e commissari di bordo”.

“L’Unione europea, anche nei suoi più recenti documenti, quali ad esempio le conclusioni del Consiglio dei trasporti del 5 dicembre, – ha ricordato Corrado Antonini, presidente della Federazione del Mare – ritiene indispensabile agire al più presto, promuovendo l’occupazione nelle attività marittime e innovando la percezione che ne hanno i giovani. La Federazione del Mare, che rappresenta il cluster marittimo italiano, può svolgere un’azione di rilievo per stimolare le istituzioni pubbliche e le parti sociali ad impegnarsi in maniera adeguata per rispondere a questa sfida e fare delle professioni marittime una carriera allettante, che attiri risorse giovani in questo comparto produttivo”.

Il presidente di Confitarma Nicola Coccia, nell’esprimere l’apprezzamento dell’industria armatoriale per l’iniziativa, ha sottolineato l’esigenza di azioni concrete, che mettano in evidenza le trasformazioni intervenute negli ultimi anni nelle professioni marittime, tracciando un quadro chiaro e trasparente delle opportunità di occupazione e carriera che oggi sono schiuse proprio dallo sviluppo del cluster marittimo. Inoltre, il presidente Confitarma ha ribadito “la necessità di un salto di qualità anche nella formazione per le professioni marittime di terra, attraverso nuove modalità formative ad alta specializzazione, dato che la carenza di figure professionali qualificate nelle aziende marittime, nei porti, nei terminal, ma anche in tutta la filiera logistica è diventato ormai un problema ineludibile”.

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