Presentato, in anteprima, al MIA 2006 (Mostra Internazionale dell’Alimentazione) una sintesi dei risultati del II Monitor sull’evoluzione degli stili alimentari degli italiani realizzato da Astra Ricerche per la Provincia di Rimini
Presentato, in anteprima, al MIA 2006 (Mostra Internazionale dell’Alimentazione) una sintesi dei risultati del II Monitor sull’evoluzione degli stili alimentari degli italiani realizzato da Astra Ricerche per la Provincia di Rimini
Il nuovo periodo di programmazione vedrà cambiare lo scenario sia per i fondi strutturali che per i fondi a gestione diretta. La Provincia di Pisa ha già dedicato a queste tematiche l’evento del 16 febbraio scorso. La giornata di oggi, 2 marzo, mira a concentrarsi su alcuni degli aspetti e delle tematiche che nei prossimi anni saranno al centro della programmazione comunitaria. Alla giornata, come si può vedere dal programma allegato, daranno il loro contributo informativo i professionisti del Formez.
L’iniziativa è rivolta in particolare ai tecnici e ai professionisti dei comuni del territorio provinciale.
In allegato, la relazione di Andrea Tagliasacchi, Presidente della Provincia di Lucca e responsabile Lavoro dell’Upi.
“Questo decreto manca di rispetto nei confronti della scuola, delle famiglie, di noi istituzioni locali”. Lo ha detto l’Assessore all’istruzione della Provincia di Napoli, Angela Cortese, e coordinatrice degli assessori alla scuola dell’Upi, intervenendo all’Assemblea che ha visto riunuiti i responsabili del settore di Regioni, Province e Comuni, per dibattere delle problematiche legate al decreto che anticipa, sotto forma di sperimentazione, la rifoma Moratti. “Il decreto del ministro – ha sottolineato la Cortese – è datato 31 gennaio ma il 25 gennaio sono scadute le iscrizioni e il 31 dicembre avevamo già chiuso i piani di riorganizzazione dela rete scolastica: quindi avevamo già terminato tutto il lavoro che doveva dare certezze alle famiglie per l’inizio del nuovo anno scolastico”. L’assessore ha poi lanciato la proposta, accolta dalla maggioranza delle Province presenti, di non finanziare, né dal punto di vista né dei sussidi né dell’edilizia, alcuna forma di sperimentazione.
Le Province italiane hanno vinto la sfida del rilancio dei Centri per l’impiego: lo dimostrano i dati dell’ultimo rapporto Isfol, che attestano come negli ultimi due anni sono stati 3 milioni e 300 mila le persone che si sono rivolte ai Centri per l’impiego delle Province, con un trend tutto in crescita, che fa dedurre un aumento ancora più consistente sul 2005.
“La fiducia dei cittadini, che si rivolgono ai centri pubblici per cercare lavoro – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – conferma che le Province hanno trasformato i servizi pubblici per l’occupazione da grigi baracconi burocratici in uffici all’avanguardia, vitali, dove si trovano risposte soddisfacenti non solo alla richiesta di occupazione ma anche per l’assistenza alla qualificazione professionale”. I dati Isfiol, infatti descrivono gli utenti dei Cpi quali donne, in maggioranza (il 57%, rispetto al 43% di uomini), giovani soprattutto, tra i 15 e i 34 anni ( il 60% contro il 15% tra i 35 e i 39 anni e il 24% tra i 40 e i 64 anni), con una istruzione medio alta: il 60% sono diplomati; il 20% laureati. Interessante costatare che se il 57% sono disoccupati, il cerca di un nuovo o di un secondo lavoro, il 26% dei casi è già occupato e si rivolge ai Cpi per ottenere consulenza quanto a formazione, offerte di stage e tirocini.
“Sono giovani, con un percorso di studi già avviato, che hanno fiducia nei centri per l’impiego, perché ritengono che qui potranno trovare personale specializzato, capace di indicargli la strada per guadagnare opportunità in più nella ricerca di una occupazione di qualità. Vuol dire che, nonostante i tagli alle risorse che abbiamo dovuto subire in questi anni di lavoro, e nonostante ancora il percorso normativo di delega delle funzioni dalle Regioni alle Province non sia stato del tutto completato, le Province hanno saputo investire in uomini, professionalità, tecnologie per rendere i servizi per l’occupazione competitivi, efficienti e all’avanguardia”. Infatti, ancora secondo il rapporto Isfol, chi cerca lavoro preferisce rivolgersi ai centri provinciali (12%) piuttosto che aalle Agenzie private (8%).
“Politiche efficaci per il lavoro e lo sviluppo non sono oggi nemmeno immaginabili, senza una rete di servizi per l’impiego diffusa su tutto il territorio – aggiunge il Presidente della Provincia di Lucca, Andrea Tagliasacchi – per questo chiediamo che strumenti e risorse destinate a questi servizi diventino strutturali”.
Di questo si parlerà domani e dopodomani (21 e 22 febbraio) a Lucca, nel convegno “Welfare e lavoro: la Provincia al centro”, promosso dalla Provincia di Lucca e dall’Upi, cui parteciperanno, tra gli altri Leonardo Domenici, il Ministro del Welfare, Roberto Maroni. La giornalista Lucia Annunziata, che coordinerà una tavola rotonda con i responsabili nazionali lavoro Cesare Damiano (DS) , Tiziano Treu (Margherita), Emerenzio Barbieri (Udc), e Paolo Ferrero (Rc).
In allegato i documenti e gli interventi pubblicati del Convegno di Parma del 25 gennaio 2006 “100 INDICATORI PER 100 PROVINCE“
1) Programma del Convegno
2) Comunicato stampa e Resoconto
3) Ipotesi progettuale UPI
4) Le Province dal 2000 al 2004: analisi dei dati di bilancio e sul personale
5) Progetto delle Province dell’Emilia Romagna (scheda di sintesi )
6) Relazione del Vicepresidente della Provincia di Parma
7) Intervento del Prof. Antonello Zangrandi sul “progetto 100 indicatori”
8) Intervento di Ivana Comelli “Gli indicatori a supporto del sistema decisionale”
9) Intervento di Pietro Bevilacqua “La dimensione sovra aziendale del monitoraggio di efficacia nella PA”
10) SINDIPRO “Sistema di inndicatori provinciali”
Prosegue il percorso di riflessione avviato dall’Upi sulle Politiche per i Giovani nel nostro Paese. Dopo l’insediamento, a novembre scorso, del Coordinamento nazionale degli Assessori Provinciali alle Politiche giovanili, nel quale si era sottolineata la necessità di create una rete di amministratori per realizzare progetti innovativi e proposte unitarie, da sottoporre al Governo, si è stabilito di avviare una ricognizione sulla situazione attuale.
Cliccando nel link, potete scaricare il questionario rivolto a tutte le Province, attraverso il quale l’Upi vuole definire una ricognizione che consenta di avere un quadro il più possibile esaustivo sull’attuazione delle politiche per i giovani a livello provinciale.
Il questionario, debitamente compilato dovrà essere inviato agli uffici dell’Upi, entro il 20 febbraio al fax 06-6873720 o via e-mail: [email protected].
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Hanno scritto ai segretari dei partiti politici, ai candidati premier, ad esponenti della società civile , le donne della Consulta per le Pari Opportunità dell’UPI, perché, con le votazioni ormai alle porte, arrivino segnali concreti dei tanti impegni presi per favorire l’elezione di un maggior numero di donne al Parlamento Italiano.
Un appello, che la Consulta Pari Opportunità, ha voluto riempire di proposte e contenuti, chiedendo a chi vorrà dare il suo appoggio a questa richiesta, di fare sì che ci sia una donna fra i primi due candidati nelle liste che si stanno predisponendo in questi giorni per la tornata elettorale del 9 aprile; che si arrivi ad una par-condicio di genere negli interventi sui mass-media; che si coinvolgano i coordinamenti femminili e delle donne elette ed amministratrici dei partiti nella formazione delle liste per tutte le consultazioni elettorali.
“Oggi al Senato siede l’8,1% di donne ed alla Camera dei deputati c’è solo un l’11,5% a rappresentare il 52% della popolazione italiana – ricorda Mara Mori, portavoce della Consulta Upi – dati che secondo noi, sono il sintomo di una grave patologia per la democrazia italiana. Per questo chiediamo ai partiti e ai candidati Premier di cogliere questa occasione per passare dal piano astratto dell’affermazione dell’uguaglianza dei diritti alla loro concreta e coerente attuazione, e di realizzare il riequilibrio di genere nelle rappresentanze”.
In allegato, l’appello inviato alla società civile e quello inviato ai partiti politici
“Il giudizio positivo sulla Finanziaria 2006 e sul programma di stabilità del ministro Tremonti, espresso a margine dell’incontro di Davos, da parte di Joaquin Almunia, Commissario UE agli affari monetari, rende tutti gli amministratori consapevoli che i sacrifici richiesti stanno dando i propri frutti”.
Lo dichiara Maurizio Zingoni, del dipartimento finanza dell’Upi e Consigliere della Provincia di Livorno, che aggiunge: “I sacrifici richiesti agli amministratori con la Finanziaria 2006 sono stati pesanti ma se il giudizio che l’Unione Europea dovrà esprimere sui nostri conti a Febbario, dovesse coincidere con le parole di Almunia, coloro che dipingevano l’Italia come il Paese del declino, e dell’instabilità, dovranno iniziare a rivedere i propri giudizi”.
La Provincia di Rimini ha scelto di usare la creatività di un fotografo, Guido Guidi(dal 2001 visiting professor alla facoltà di Design e Arti allo IUAV), le parole di uno scrittore,Sergio Zavoli, e di un tecnico, l’architetto Vittorio Savi, per spiegare un paesaggio ma anche la sua gente, l’urbanizzazione ma anche l’ambiente, la bellezza ma anche le criticità.
Il progetto si intitola RIMINI ATLAS , ovvero atlante riminese.
Dalla Provincia di Rimini riparte il corso, a cura di Arco, per aiutare gli insegnanti a riconoscere e gestire situazioni di abuso e maltrattamento dell’infanzia
presentazione e calendario
“Il via libera alle sperimentazioni della riforma del secondo ciclo a partire dal 2006/2007 è un colpo di mano contro le istituzioni locali e il mondo della scuola” – è quanto ha dichiarato Fabio Melilli, Presidente dell’Unione Province d’Italia – relativamente all’approvazione del decreto legislativo che consente le sperimentazioni della riforma dal 2006/2007.
“Contro il parere espresso da Province, Comuni e Regioni – prosegue Melilli – e smentendo intese raggiunte in sede di Conferenza Unificata la Moratti ha approvato un decreto che aggiunge caos a caos e che getta nell’incertezza migliaia di famiglie italiane e non permette alle Province di governare il processo di riforma”.
“Un vero e proprio blitz – ha commentato Angela Cortese, Coordinatrice degli Assessore all’Istruzione delle Province italiane – che mette in ginocchio la scuola pubblica italiana; una riforma senza copertura finanziaria, che introduce un doppio canale a favore dei licei e penalizza gli istituti tecnici e professionali che hanno fatto la storia dello sviluppo del nostro Paese”.
“Tutto questo avviene – ha proseguito l’Assessore Cortese – a chiusura delle iscrizioni per l’anno nuovo impedendo, dunque, ai cittadini italiani di scegliere informati e consapevoli il futuro delle giovani generazioni”.
“Nei prossimi giorni – hanno concluso Melilli e la Cortese – convocheremo l’Assemblea degli Assessori all’Istruzione delle Province italiane per decidere quali iniziative politiche assumere”.
Roma, 31 gennaio 2006