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“Più risorse per edilizia e immediato tavolo di concertazione”

“Contro l’emergenza scuola chiediamo al governo di prevedere nel prossimo DPEF un piano straordinario triennale per l’edilizia scolastica provinciale per 775 milioni di euro annuali per gli anni 2006, 2007 e 2008. Allo stesso tempo chiediamo al Ministro Letizia Moratti di attivare con urgenza un tavolo di concertazione permanente con le Province, per verificare le zone d’ombra dello schema di decreto legislativo sul secondo ciclo di istruzione”.

E’ quanto hanno affermato il Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli e il Presidente della Provincia di Napoli e Responsabile Istruzione Upi, Riccardo Di Palma, che oggi hanno riunito a Napoli tutti gli assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica.


 “Al ministro Moratti – hanno proseguito Melilli e Di Palma – chiediamo di confrontarci sull’integrazione istituzionale tra Stato, Regioni, Province e Comuni nella gestione del nuovo sistema educativo; sull’interpretazione e sui contenuti relativi al “doppio canale”; sulla perdita di specificità dei percorsi di istruzione nel processo di licealizzazione, con particolare riferimenti all’istruzione nautica; sulla previsione di un finanziamento pari ad almeno m€ 125 per il piano programmatico a sostegno della legge 53/03, relativamente all’attuazione del diritto – dovere all’istruzione e formazione nel secondo ciclo; sui rapporti tra istruzione, formazione professionale e politiche del lavoro”.


 “Le Province – ha detto infine Loriana Stella, Vicepresidente della Provincia di Terni e Responsabile Edilizia scolastica Upi – hanno aumentato negli ultimi anni lo sforzo di investimento, a proprio totale carico, per l’edilizia scolastica, arrivando ad investire 1000 milioni di euro nel solo anno 2003 (854 milioni di euro per interventi straordinari e 119 milioni di euro per la manutenzione ordinaria). Ma i nostri sforzi non bastano”.

Assemblea degli Assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica Napoli, 6 maggio 2005

Forum degli Assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica

Napoli, 6 maggio 2005

Ordine del giorno

 

Gli Assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica, riunitisi a Napoli il giorno 6 maggio 2005 hanno approvato il seguente ordine del giorno:

Visto l’insieme delle competenze che le Province hanno assunto in materia di istruzione, programmazione dell’offerta formativa, edilizia scolastica, a seguito della legge 23/96 e del D. lgs. 112/98;

Vista la complessità del processo di attuazione della legge 53/03, che avviene senza la necessaria concertazione con tutti i soggetti istituzionali coinvolti e che pone in discussione la gestione unitaria della programmazione dell’offerta formativa;

Vista la proroga al 31 dicembre 2005 del termine per la messa a norma degli edifici scolastici e la possibilità di una diversificazione regionale nell’eventuale proroga dei termini;

Considerato che le Province hanno aumentato negli ultimi anni lo sforzo di investimento, a proprio totale carico, per l’edilizia scolastica, arrivando ad investire la somma di 1000 milioni di euro nel solo anno 2003 (854 m€ per interventi straordinari e 119 m€ per la manutenzione ordinaria);

Considerato che nel 2005 non sono previste risorse finanziarie per l’ultima annualità del piano triennale 2003 – 2005 sull’Edilizia scolastica;

Considerata la necessità di coinvolgere a partire dal territorio tutti gli attori interessati al rilancio della scuola come motore primario per lo sviluppo del paese.

CONVENGONO

di costituire un Coordinamento unitario degli Assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica al fine di mettere in rete le esperienze delle diverse Province e costruire una strategia unitaria in materia di politiche di istruzione ed edilizia scolastica.

CHIEDONO

Al Ministro Moratti di attivare con urgenza un tavolo di concertazione permanente con le Province, al fine di verificare le criticità dello schema di decreto legislativo sul secondo ciclo di istruzione, in particolare:

· sull’integrazione istituzionale tra Stato, Regioni, Province e Comuni nella gestione del nuovo sistema educativo;

· sull’interpretazione e sui contenuti relativi al “doppio canale”;

· sulla perdita di specificità dei percorsi di istruzione nel processo di licealizzazione, con particolare riferimenti all’istruzione nautica;

· sulla previsione di un finanziamento pari ad almeno m€ 125 per il piano programmatico a sostegno della legge 53/03, relativamente all’attuazione del diritto – dovere all’istruzione e formazione nel secondo ciclo;

· previsione di un finanziamento certo e congruo per l’applicazione del decreto legislativo relativo all’alternanza scuola – lavoro;

· sui rapporti tra istruzione, formazione professionale e politiche del lavoro.

CHIEDONO

· al Governo di prevedere nel prossimo DPEF un piano straordinario triennale per l’edilizia scolastica provinciale per complessivi 775 milioni di euro annuali (per gli anni 2006, 2007 e 2008);

· al Governo di prevedere l’immediata erogazione delle risorse già stanziate per gli interventi di Edilizia scolastica nelle zone sismiche.

PROPONGONO

alle Regioni, ai Comuni, alle Istituzioni scolastiche di stipulare un patto che ascolti anche le parti sociali per il rilancio dei servizi di istruzione e formazione, a partire dalle proposte unitarie elaborate da ogni territorio provinciale.

Scuola, Province: a Moratti e governo chiediamo più risorse per edilizia e immediato tavolo di concertazione.

COMUNICATO STAMPA

Scuola, Province: a Moratti e governo chiediamo più risorse per edilizia

e immediato tavolo di concertazione

“Contro l’emergenza scuola chiediamo al governo di prevedere nel prossimo DPEF un piano straordinario triennale per l’edilizia scolastica provinciale per 775 milioni di euro annuali per gli anni 2006, 2007 e 2008. Allo stesso tempo chiediamo al Ministro Letizia Moratti di attivare con urgenza un tavolo di concertazione permanente con le Province, per verificare le zone d’ombra dello schema di decreto legislativo sul secondo ciclo di istruzione”: è quanto hanno affermato il presidente dell’Upi e presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli e il Presidente della Provincia di Napoli e Responsabile Istruzione Upi, Riccardo Di Palma, che oggi hanno riunito a Napoli tutti gli assessori provinciali all’istruzione e all’edilizia scolastica.

“Al ministro Moratti – hanno proseguito Melilli e Di Palma – chiediamo di confrontarci sull’integrazione istituzionale tra Stato, Regioni, Province e Comuni nella gestione del nuovo sistema educativo; sull’interpretazione e sui contenuti relativi al “doppio canale”; sulla perdita di specificità dei percorsi di istruzione nel processo di licealizzazione, con particolare riferimenti all’istruzione nautica; sulla previsione di un finanziamento pari ad almeno m€ 125 per il piano programmatico a sostegno della legge 53/03, relativamente all’attuazione del diritto – dovere all’istruzione e formazione nel secondo ciclo; sui rapporti tra istruzione, formazione professionale e politiche del lavoro”.

“Le Province – ha detto infine Loriana Stella, Vicepresidente della Provincia di Terni e Responsabile Edilizia scolastica Upi – hanno aumentato negli ultimi anni lo sforzo di investimento, a proprio totale carico, per l’edilizia scolastica, arrivando ad investire 1000 milioni di euro nel solo anno 2003 (854 milioni di euro per interventi straordinari e 119 milioni di euro per la manutenzione ordinaria). Ma i nostri sforzi non bastano”.

 



Napoli, 6 maggio 2005.

“ I cittadini chiedono una Regione leggera.”

La dichiarazione di Fabio Melilli, Presidente dell’Upi .


“L’eccessivo numero di Assessori  ed alcune specifiche deleghe su materie trasferibili ai Comuni  e alle Province sono il pericolo evidente del consolidarsi di una Regione che tende a gestire funzioni amministrative invece di legiferare e programmare”,  è quanto afferma il Presidente della Provincia di Rieti e Presidente dell’Upi nazionale Fabio Melilli in merito al documento inviato dall’Upi Regionale del Lazio al Presidente della Regione Marrazzo.

“Ritengo che gli impegni assunti dal Presidente Marrazzo per una “regione leggera” – prosegue Melilli –  siano la vera novità per una “nuova regione” più vicina alle esigenze dei cittadini e dei territori.”

“E’ urgente  – ha concluso Melilli –  un incontro dei cinque Presidenti delle Province del Lazio con il Presidente Marrazzo per concordare un documento programmatico da sottoporre al Consiglio regionale all’inizio della legislatura.”

De Maria: “Gli emendamenti non ci soddisfano”

“L’iter parlamentare per la conversione del decreto legge n.44/05 relativo agli enti locali ha per ora dato solo qualche timido segnale di apertura verso le richieste delle Province”. Questo il commento di Andrea De Maria, responsabile per la finanza dell’Unione Province d’Italia e Vicepresidente della Provincia di Bologna alla notizia dell’emendamento, approvato dalla 1^  Commissione del Senato, che consente di eliminare dal tetto di spesa le risorse per funzioni trasferite a partire dal 2004.

“Sebbene questo sia il risultato di una forte pressione dell’Upi su Governo e Parlamento, l’emendamento non può soddisfarci, perché resta in piedi il problema legato alla drastica riduzione del livello di indebitamento e tutta la questione relativa alle risorse da decentramento dal 2002, senza contare il blocco degli investimenti” precisa De Maria.

 
“Nonostante i ripetuti incontri con il Sottosegretario Vegas avessero fatto intravedere maggiore disponibilità da parte del Governo ad accogliere le richieste dell’UPI – conclude De Maria –  la Commissione ha ritenuto di dover modificare il patto di stabilità solo in minima parte. Per questo confidiamo che l’esame in Aula della legge di conversione del decreto 44/05 possa condurre a risultati più soddisfacenti”.

Melilli: “Assurdo rifiuto al confronto con le Istituzioni”

“E’ assurdo: porre la fiducia su un decreto così importante per il futuro del Paese vuol dire chiudere di nuovo la porta a qualunque tentativo di dialogo ed impedire di fatto di costruire, con la partecipazione di tutte le Istituzioni, strumenti ed interventi in grado di incidere davvero sulla ripresa economica”. Questo il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, alla notizia della decisione del Governo di porre la fiducia al Senato sul decreto per la competitività.
“Stiamo parlando di un decreto – prosegue Fabio Melilli – che avrebbe l’obiettivo di far ripartire l’economia del Paese, e su cui, da subito, avevamo dichiarato tutte le nostre perplessità. Perché nell’impostazione data dal Governo, si esclude  il contributo di  Province e Comuni alle decisioni strategiche, tagliando quindi fuori i territori, sui quali si valuterà l’efficacia reale degli interventi.

Pensavamo si potesse porre rimedio a questa mancanza attraverso un dibattito parlamentare: per questo abbiamo sollecitato in ogni modo il confronto, abbiamo presentato emendamenti puntuali e proposte specifiche, ci siamo mostrati disponibili a fare la nostra parte con spirito collaborativo.

Il maxiemendamento, invece, non solo non recepisce alcuna delle richieste di modifiche avanzate dal sistema delle Autonomie locali, ma impedisce qualunque confronto.

Ancora più grave è quanto contenuto nel maxiemendamento rispetto al settore del turismo. Nella nuova organizzazione dell’Enit e del Comitato nazionale per il turismo, si prevede infatti anche la partecipazione delle Camere di Commercio mentre si continuano ad escludere, senza alcuna motivazione, i Comuni e le Province, che hanno invece una centralità acquisita nelle politiche di promozione turistica e di sviluppo dei territori.

La fiducia posta dal Governo – conclude il Presidente Melilli –  oltre che un rifiuto al confronto con le Istituzioni del Paese, contrasta implicitamente con le scelte federaliste che il Governo dichiara di perseguire”.

“No all’esclusione delle Province dalle politiche per il rilancio del turismo”

Escludere Province e Comuni dai luoghi di decisone delle politiche di rilancio del turismo vuol dire fare fallire qualunque tentativo di ripresa della competitività in un settore che, rappresentando il 12% del Pil Nazionale, si configura come testa di serie nelle strategie di sviluppo economico del Paese. L’allarme è stato lanciato dagli Assessori Provinciali al Turismo che, a conclusione dei lavori dell’Assemblea generale che li ha visti riuniti oggi a Roma, hanno votato all’unanimità un ordine del giorno, che riafferma la necessità di considerare lo sviluppo dei territori quale volano della ripresa del Paese. Pur riconoscendo, infatti la necessità di assicurare una politica nazionale di indirizzo per la promozione turistica italiana, che tracci le linee strategiche necessarie ad armonizzare a livello nazionale tutti gli interventi regionali, le Province contestano la scelta operata dal Governo nel decreto sulla competitività, di escludere le Autonomie locali dalla riorganizzazione della politica turistica italiana. Il testo, infatti, prevede l’istituzione del “Comitato nazionale per il turismo”, per il coordinamento delle politiche turistiche nazionali, composto esclusivamente da rappresentanti del Governo, delle Regioni e delle Associazioni di categoria. A questo si aggiunge la conseguente trasformazione dell’ENIT nell’Agenzia nazionale del Turismo, sottoposta a indirizzo e vigilanza del Ministero per le attività produttive, che lascia fuori Province e Comuni sia dall’organizzazione che dagli organi della stessa struttura, pur prevedendo che alle entrate dell’Agenzia contribuiscano anche le amministrazioni locali.
“Una condizione che non possiamo accettare – ha detto Angelo Villani, Presidente della Provincia di Salerno e Responsabile Upi per il settore – perché non può esistere una efficace politica per il turismo, se è separata dalla programmazione dello sviluppo locale che parte dalle Province. La nuova Costituzione – ha sottolineato Villani – ci assegna infatti oltre alle funzioni sul turismo, tutta una serie di altre competenze che fanno da naturale complemento al settore: penso all’urbanistica, alla pianificazione territoriale, alla manutenzione delle strade e delle infrastrutture, alla tutela dell’ambiente, alla gestione del patrimonio culturale, alla promozione dei territori. Possiamo quindi muoverci all’interno di un quadro armonico e globale – ha concluso – per costruire politiche di rilancio del turismo italiano complete, coerenti e radicate sul territorio”.
“Restituire il ruolo che la legge assegna alle Province servirà sicuramente a fare un salto di qualità al Sistema Turistico Locale – ha detto il Presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto, viceresponsabile Upi – Saranno opportuni appositi incontri politici con i responsabile del Governo e del Parlamento, per restituire all’Ente locale di coordinamento quel ruolo che è connaturato alla struttura stessa dell’Amministrazione provinciale. Il sistema centralistico mal si concilia con la volontà e la voglia di decentramento e di efficienza espressa dai cittadini- ha poi sottolineato Balletto – Portare le scelte vicino ai bisogni degli operatori e dei cittadini-utenti consentirà a molte zone del sud di sviluppare in modo ottimale quelle decisioni indispensabili per la crescita armonica dei territori”.
Gli Assessori hanno quindi chiesto la immediata modifica decreto legge, con la previsione che anche il Presidente dell’ANCI e il Presidente dell’UPI, o loro delegati, entrino a far parte del Comitato nazionale per il turismo e la trasformazione dell’ENIT in un’Agenzia nazionale del Turismo in cui siano rappresentati tutti i livelli istituzionali, Regioni, Province, Comuni oltre alle Associazioni di categoria.

Mellilli alle Regioni “Trasferire alle Province competenze e risorse”

Le Province italiane hanno tutta le caratteristiche per essere le Istituzioni alla guida del governo del turismo. Lo dimostrano le tante iniziative che in questi anni sono state realizzate e che sono state riportate nel convegno “Il Paese dalle mille identità”, in corso a Roma, per discutere proprio di sviluppo del turismo locale. “Vogliamo – ha commentato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – che ci sia riconosciuta la funzione determinante che assicuriamo al Paese, con gli  interventi che mettiamo in campo per la promozione e lo sviluppo del settore, ed in particolare di quelle aree notoriamente escluse dai circuiti turistici tradizionali. Per questo chiediamo alle Regioni di completare il trasferimento delle competenze amministrative e delle risorse finanziarie alle Province, un processo che è stato portato a termine solo da un gruppo sparuto di Regioni”. A confermare questa considerazione, gli esempi riportati dalle Province. La Provincia di Rieti ha promosso il progetto “La montagna dei bambini”. “Abbiamo deciso – dice l’Assessore al Turismo Giuseppe Rinaldi – di puntare sui bambini, convinti come siamo che se un bimbo impara a sciare al Terminillo, probabilmente vorrà poi tornarci. Per questo abbiamo lanciato il programma “Vacanze al Terminillo” diretto alle scuole elementari della zona: la Provincia sostiene i costi delle lezioni di sci, degli impianti di risalita e dell’eventuale noleggio delle attrezzature. L’obiettivo ora è di allargare l’iniziativa alle scuole della Provincia di Roma”. La Provincia di Venezia, dove già dal 2001 la Regione ha trasferito le competenze sul turismo, ha creato società digestione pubblico-privato, ognuna delle quali impegnate su una specifica funzione, dalla promozione alla formazione degli addetti, dall’organizzazione dell’offerta all’assistenza a turisti ed operatori. “Abbiamo sviluppato un portale di promozione turistica – ha detto l’Assessore Danilo Lunardelli – che è passato dal 2001 da 7000 accessi mensili ai 130.000 accessi di oggi, con oltre 800.000 pagine visitate”. La Provincia di La Spezia ha invece puntato sui giovani e sul turismo culturale “Abbiamo creato il sistema museale provinciale- racconta l’Assessore Milo Campagni – un circuito che coinvolge musei e siti di particolare pregio dal punto di vista ambientale, come il parco delle Cinque terre, o archeologico come gli scavi di Porto Venere. In questo modo possiamo offrire, prezzi competitivi ai giovani che vengono a visitare il nostro territorio, e riempire gli ostelli che in questi anni abbiamo creato.” Ad Agrigento, invece, che soffre di un turismo “mordi e fuggi”, si sta realizzando uno studio approfondito per verificare presenza e afflussi del turismo, valutare al meglio le criticità e rimuovere così gli ostacoli che frenano lo sviluppo. “Tra l’altro  – dice l’Assessore Ivan Paci –  stiamo portando avanti una battaglia per avere un aeroporto nella Provincia, così da poterci aprire alle nuove nicchie di mercato offerte dai voli charter”. La Provincia di Torino, insieme alla Camera di Commercio, si è attivata per migliorare la qualità del settore, tenendo corsi di formazione al personale delle strutture alberghiere, a tutti i livelli dalla dirigenza alle mansioni più semplici, ed ai tassisti. Tra le materie, la conoscenza del territorio, dei monumenti, e corsi base della lingua inglese. “L’esperienza, nata per sostenere l’evento delle Olimpiadi del 2006- dice l’Assessore Patrizia Bugnano – ha avuto un tale successo che abbiamo deciso di proseguirla”. La Provincia di Reggio Calabria ha voluto invece, puntare sui mercati dell’Est Europa. “In particolare – ha detto l’Assessore Ornella Milella– vogliamo potenziare i flussi che provengono dalla Polonia. Per questo stiamo promuovendo un protocollo d’intesa con alcune agenzie di viaggio polacchi, dando un contributo per sostenere le spese dei charter e offrendo così pacchetti competitivi”.

Antonelli “Per la competitività sbagliate politiche centralistiche”

“La ripresa competitiva del nostro Paese si gioca tutta sui territori. Questo è ormai un dato di fatto, unanimemente accertato: dai nostri industriali, dalle forze economiche e sociali del Paese, dalle istituzioni. E il turismo è una delle risorse fondamentali, attraverso cui i territori e il Paese intero possono fare ripartire lo sviluppo economico”. Lo ha detto il Direttore Generale dell’Upi, Piero Antonelli, intervenendo oggi in Campidoglio alla Conferenza Stampa di presentazione della manifestazione “Il Paese delle mille identità” che si terrà a Roma, il 2 e 3 maggio prossimo, per parlare proprio di gestione dell’offerta turistica, sviluppo, comunicazione e promozione dei territori. “Il turismo – ha detto Antonelli – è un settore che da sempre ha rappresentato un sostegno determinate per la nostra economia, e fonda il proprio successo proprio sulle politiche di promozione locale. Eppure proprio il turismo è rimasto fuori dal Decreto sulla competitività varato dal Governo: un documento centralistico, pensato e voluto estraneo ai territori. Il dubbio allora è che l’industria del turismo sia stata accantonata proprio perché, fortemente legata come è al locale, non può sottostare a logiche di controllo accentratrici. Per questo l’Upi e le Province hanno contestato il decreto: perché vi hanno letto un ritorno al centralismo, rietnuto quanto meno poco efficace come strumento e strategia per fare ripartire l’Italia”.
“Lo sviluppo del Paese è lo sviluppo dei suoi territori – ha poi aggiunto il Direttore dell’Upi  ricordando i numeri dell’economia turistica italiana. “Oggi – ha detto –  nonostante la straordinaria congiuntura negativa che a partire dall’11 settembre 2001 ha colpito le economie del mondo, in Italia il turismo riesce da solo a rappresentare il 12% del Pil. Una condizione, lo dicono le fonti ufficiali, che è destinata non solo a mantenersi, ma anche a crescere, fino a conquistare posizioni di primissimo piano. Nostro compito è accompagnare questa crescita, assicurando continuità e coerenza alla azione di governo. E’ necessario che finalmente ci si decida con coraggio a lasciare spazio alle Autonomie locali, cioè alle Province e ai Comuni, che possono costruire modelli integrati di governance capaci di promuovere politiche coordinate tra valorizzazione dei beni culturali, eventi, spettacolo e promozione turistica, in sistemi locali in grado di tenere insieme i territori in circuiti omogenei, al di là del mero dato del confine geografico. E’ un compito che le Province possono e vogliono svolgere.
“Le Province – ha poi ricordato Antonelli –  hanno molto investito per il rilancio del turismo, destinando al settore in media ogni anno almeno di 1 milione di euro del loro bilancio, la maggior parte dei quali (30%) in attività di promozione. Lo dimostra l’estrema, variegata, vivacità di appuntamenti creati per promuovere il territorio: eventi culturali, mostre, festival teatrali, sagre dei prodotti tipici, spettacoli dal vivo, manifestazioni sportive. Le mille iniziative di cui il Paese è punteggiato e che richiamano visitatori, al di fuori delle grandi città d’arte e dei circuiti più battuti. Una nuova politica – ha poi concluso il Direttore dell’Upi – che crede nelle potenzialità e nella urgenza di puntare su un  turismo sostenibile, che sia capace di integrarsi a pieno titolo con la salvaguardia dei territori come anche delle tradizioni, della storia, della cultura dei luoghi”.

 

Obiettivo:aumentare le donne candidate ed elette alle prossime elezioni

Si è insediata oggi a Roma la Consulta per le pari opportunità delle Unione delle Province d’Italia, organismo costituito, per la prima volta nella storia dell’Associazione, nel corso della passata Assemblea congressuale.

 “La consulta – ha detto Mara Mori, Consigliera della Provincia di Mantova, che ne è stata nominata Coordinatrice – lavorerà da subito a livello nazionale, con il Ministero per le Pari opportunità e con gli altri organismi di promozione delle politiche di genere,  per assicurare una programmazione che sia il più possibile integrata su tutto il Paese, e, a livello locale, per riportare la dialettica nazionale sui territori”.

Tra gli obiettivi a breve periodo, sarà prioritario per la Consulta favorire l’aumento del numero delle donne candidate e delle elette alle prossime elezioni politiche. Per raggiungere questo scopo, la prima tappa sarà rappresentata dalla “Assemblea nazionale delle elette delle Province”.
“Anche perché – ha sottolineato Mori – vogliamo costituire una vera e propria Rete delle donne che, come consigliere, assessori o Presidenti, lavorano ogni giorno nelle Province italiane. All’Assemblea inviteremo quindi tutte le rappresentanze femminili delle amministrazioni, in un confronto a cui chiameremo a partecipare il Governo, il Parlamento e i partiti politici”.

Il messaggio del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli

“L’elezione al soglio di Pietro di Benedetto XVI apre, nella continuità della dottrina,  un ulteriore strada ai rapporti con gli altri popoli e le chiese del mondo. Il nostro augurio – dice Fabio Melilli presidente dell’Unione delle Province d’Italia –  è che Sua Santità possa affrontare i rapidi cambiamenti del terzo Millennio contando anche sulla solidarietà delle istituzioni oltre che degli uomini di fede.  La speranza delle Province italiane-  dice ancora Fabio Melilli – è che per i giovani, per gli anziani, per i bisognosi si vengano a creare le condizioni per una vita dignitosa e rispettosa della persona umana e che la Pace sia un traguardo per tutti” 

 

ll Presidente Musotto: “Spero sia stata un’infelice battuta”

“Spero che il vicepremier Tremonti si sia limitato a una battuta di spirito, non particolarmente felice”. E’ il commento del presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto sulle dichiarazioni dell’ex ministro dell’Economia in merito alla vendita delle spiagge.
“Si tratta di un patrimonio – continua Musotto – di incommensurabile bellezza che va, caso mai, tutelato in maniera ancora più incisiva”.  

 

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