Categoria: Varie

Esplora tutte le news

Le Autonomie locali ribadiscono il loro no in Conferenza unificata.

RIFORME: CONFERENZA UNIFICATA STRAORDINARIA

ENTI LOCALI RIBADISCONO NO A DDL GOVERNO SU SENATO

(ANSA) – ROMA, 23 SET – Alla riunione della Conferenza unificata straordinaria, convocata nella sede del Ministero degli Affari Regionali, per discutere, con Regioni ed enti locali, il ddl del governo sulle riforme sono presenti, per il governo, i ministri La Loggia e Calderoli, insieme al sottosegretario dell’Interno con delega per gli enti locali, Antonio D’Alì. In rappresentanza di Regioni ed Enti locali sono presenti, tra gli altri, i presidenti Ghigo (Piemonte) e D’Ambrosio (Marche), per l’Associazione dei Comuni il sindaco di Roma, Veltroni, per le Province Forte Clò, vicepresidente dell’Upi ed infine per le Comunità montane, il presidente dell’Uncem, Enrico Borghi. Nel corso della conferenza Regioni, Comuni e Province hanno presentato al governo le proprie proposte di modifica al ddl con due documenti separati.

La previsione contenuta negli emendamenti presentati al testo della maggioranza di governo di un’integrazione del Senato federale con i rappresentanti delle autonomie territoriali non soddisfa gli enti locali perché “si risolve in una sola presenza di bandiera, senza il riconoscimento di poteri reali tali da incidere sul circuito decisionale”. Per questi motivi  Anci, Upi e Uncem in un documento comune chiedono che all’interno del Senato federale sia previsto un organo di rappresentanza, di mediazione politica e di partecipazione al procedimento deliberativo, ossia una commissione permanente composta da rappresentanti delle autonomie territoriali; le associazioni ritengono poi che a questo debba accompagnarsi l’abrogazione dell’istituto della decadenza di diritto per i sindaci dei comuni superiore ai ventimila abitanti che si candidano al senato federale.

Gli enti locali esprimono poi “preoccupazione e disappunto sul testo della devolution approvato dalla Camera ed in particolare sulla materia polizia amministrativa regionale locale”, secondo le associazioni può determinare “gravi incertezze per la ripartizione delle competenze amministrative tra Comuni e Regioni.

Non condividono poi, a proposito dello status Roma capitale, che sia attribuito allo statuto regionale il compito di definire i poteri più ampi della capitale. Tale prerogativa, in un ordinamento federale, deve essere decisa con legge dello Stato, con il coinvolgimento della Regione e in modo – sostengono – da salvaguardare comunque l’autonomia delle istituzioni locali”. In merito alla formulazione dell’art.118 delal Costituzione, se da un lato apprezzano “il riconoscimento costituzionale delle Conferenze, chiedono però che riguardi la sola Conferenza unificata, quale unica sede di concertazione tra Stato, Regione, Province e Città metropolitane, Comuni e Comunità montane”.

Apprezzano il riconoscimento di un ruolo primario nella promozione dell’associazionismo fra piccoli comuni, chiedendo però sia eliminato il riferimento alla fonte statutaria regionale “fermo restando – sostengono Anci e Uncem – la facoltà per la legge regionale di incentivare la gestione associata delle funzioni comunali nell’ambito delle materie di propria competenza”.

Infine esprimono forte dissenso sulle disposizioni transitorie contenuti negli articoli 43/bis e 43/ter che “sanciscono un rinvio ulteriore e inaccettabile del completamento del processo di decentramento amministrativo e dell’attuazione degli indirizzi in materia di federalismo fiscale, introducendo il principio dell’invarianza fiscale complessiva, che, seppur condiviso da tutti, lede il riconoscimento dell’autonomia impositiva già contenuto nell’art. 119 della Costituzione.

L’Unione delle Province italiane, in un proprio documento , ritiene, infine, “inaccettabile” la disposizione integrativa dell’art. 133 della Costituzione sul procedimento di istituzione delle città metropolitane che “appare – sostiene – in contrasto con le attribuzioni costituzionali di Comuni e Province”. “Se è opportuna una disposizione costituzionale – ha detto Forte Clo, vice presidente dell’Upi – che chiarisca quali sono, cosa sono e come si istituiscono le città metropolitane, l’emendamento presentato non risolve i problemi aperti e le attuali lacune costituzionali, consentendo un’inutile proliferazioni delle città metropolitane. Invece di cercare il consenso dei Comuni e delle Province interessate nella delicata sfida relativa all’istituzione dei nuovi enti, si pongono le premesse per una continua conflittualità, per la duplicazione di competenze e di costi, si mina alla radice la certezza degli assetti istituzionali locali”. (ANSA).


 

Ria: non bastano confronti informali

                                 COMUNICATO STAMPA


                             RIFORME COSTITUZIONALI
                   RIA, PROVINCE: NO A  CONFRONTI INFORMALI
        GLI EMENDAMENTI COMPLICANO I RAPPORTI ISTITUZIONALI



“Se il metodo del confronto è quello del non rispetto delle sedi istituzionali- dice il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria- diciamo francamente e chiaramente che non ci piace. Per senso di responsabilità abbiamo risposto all’invito dei ministri ma, ribadiamo, che sulle Riforme va immediatamente recuperato un confronto vero e rispettoso del ruolo delle Autonomie”. In una fase in cui il testo di Riforma è stato profondamente modificato e riscritto è necessario che un confronto venga avviato in sede di Conferenza Unificata come peraltro le Province avevano chiesto nei giorni scorsi.

“Sui contenuti- ha proseguito Ria- la riscrittura del testo, con gli emendamenti presentati non appare affatto condivisibile  in quanto da un lato non si prevede un vero Senato federale, caratterizzato dalla presenza delle Autonomie territoriali, ma si offre solo la possibilità, per alcuni rappresentanti di Regioni e Autonomie locali di partecipare ai lavori del Senato, senza diritto di voto e senza alcun potere effettivo; dall’altro, con gli emendamenti viene rinviata “sine die” l’attuazione del federalismo fiscale solidale  e di tutta la Riforma del Titolo V.

“Infine,- conclude Ria- è del tutto inaccettabile per le Province, la norma sulle Città metropolitane che non chiarisce assolutamente quali siano e come si istituiscano mentre innesca  un processo di inutile proliferazione delle Città Metropolitane con rischi di  conflittualità continue tra Comuni e Province,  e rischi per la certezza degli assetti istituzionali”.

Roma, 20  settembre 2004

Nunes: Recuperare i buoni propositi

                    COMUNICATO STAMPA


                     FINANZIARIA 2005

NUNES, PROVINCE: ESSENZIALE NEL CONCRETO RECUPERARE I BUONI PROPOSITI


“Apprezzo la volontà di recuperare credibilità circa i dati di bilancio nazionali dimostrata oggi dal Governo attraverso l’illustrazione delle principali linee d’intervento che verranno realizzate con la prossima legge finanziaria: ciò evidenzia che fino a pochi mesi fa questa credibilità era del tutto assente”. Questa la prima impressione di Gino Nunes Responsabile Finanza Locale dell’Unione Province d’Italia al termine dell’incontro con il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro dell’Economia Siniscalco.

 “Però lo strumento del tetto all’incremento delle spese al 2% non convince affatto – ha proseguito Nunes – perché non corrisponde ad una corretta visione del rapporto istituzionale tra Stato ed autonomie locali in un modello federale, bensì riporta alla logica, superata, dei decreti Stammati”

 “Le Province intendono corrispondere in maniera seria agli impegni assunti in ambito europeo – aggiunge Nunes –  e, in questo senso, la logica dei saldi, finora adottata, è più responsabilizzante perché implica una corretta visione generale di entrate ed uscite. La logica del tetto di spesa  è inoltre invece inapplicabile alle politiche di investimento delle Province perché produce effetti perversi e assolutamente casuali sui singoli bilanci degli enti”.


 “Le Province ritengono che, relativamente alle politiche di sviluppo – conclude – le scelte di allocazione delle risorse debbano essere organizzate nel sistema istituzionale secondo le rispettive competenze in base al principio di sussidiarietà: le scelte sui territori sono sotto la responsabilità degli enti locali”.


Roma 22 settembre 2004

PROTOCOLLO INFORMATICO E FIRMA DIGITALE

Mercoledì 12 maggio 2004, nella sala conferenze di Palazzo Adorno, viene presentato il sistema di protocollo informatico e firma digitale, realizzato dalla Provincia di Lecce (http://www.provincia.le.it/) nell’ambito del processo di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione.

Alla conferenza stampa intervengono l’assessore provinciale all’Innovazione Tecnologica Loredana Capone, il direttore generale della Provincia Luigino Sergio, il dirigente dei servizi informatici, Luigi Tundo, Gianni Sticchi di Infocamere, Robert Lidolfi e Franco Valli ( Cedaf).

Il progetto, realizzato a cura dell’assessorato provinciale all’Innovazione Tecnologica, in collaborazione con Cedaf ed Infocamere, consente ai cittadini ed alle imprese di interagire con la Provincia di Lecce, attraverso lo strumento telematico, e avviare un rapporto valido per tutte le finalità di legge.

E’ previsto che, nell’occasione, la Provincia di Lecce offra alle associazioni di categoria ed alle imprese che hanno aderito al progetto il kit per l’utilizzo della firma digitale ed effettui una breve dimostrazione pratica sull’utilizzo del sistema.


Siti collegati: www.provincia.le.it/doc2004/firmadigitale.jpg

Ria: si riunisca la Conferenza unificata

                       COMUNICATO STAMPA


                   RIFORME COSTITUZIONALI
RIA, SI RIUNISCA LA CONFERENZA UNIFICATA


 

“Il dibattito sugli emendamenti presentati dalla maggioranza sul disegno di legge di riforma della Costituzione rischia di avvitarsi su se stesso e di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni.” E’ quanto dichiara il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria.
“A differenza delle riforme costituzionali approvate nella precedente legislatura – aggiunge Ria – che videro almeno il consenso di tutte le Autonomie territoriali, oggi ognuno va per conto proprio. Non vi sono proposte unificanti e, purtroppo, anche le Regioni e le Autonomie locali partecipano al gioco del “tutti contro tutti”.”
“Di fronte a questa confusione continua – conclude Ria – è meglio fare una pausa di riflessione e riportare la discussione sulle riforme costituzionali nella Conferenza unificata, l’unica sede che può contemperare le esigenze di regioni, Province e Comuni in un confronto serio e approfondito con il Governo.”

Roma, 17 settembre 2004

Gli emendamenti presentati moltiplicano la confusione

                                 COMUNICATO STAMPA


                            RIFORME COSTITUZIONALI
GLI EMENDAMENTI PRESENTATI MOLTIPLICANO LA CONFUSIONE



“Pensavamo di esserci capiti, noi e il Ministro Calderoli – dichiara il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria – nel recente incontro in cui abbiamo presentato la nostre proposte di modifica al disegno di legge di riforma costituzionale. Ma è stato tutto un fraintendimento. La presentazione degli emendamenti al disegno di legge di riforma della seconda parte della Costituzione da parte della maggioranza di governo non colma in alcun modo le gravi lacune del testo approvato dal Senato, anzi, moltiplica la confusione.”

“Il Ministro – prosegue il Presidente Ria – aveva convenuto su alcune proposte presentate dalle autonomie locali: quella relativa alla facoltà di Comuni, Province e Città metropolitane di accedere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle loro funzioni fondamentali ad opera di leggi statali e regionali; quella relativa al riconoscimento costituzionale degli organismi di confronto tra il governo e gli enti territoriali. Il risultato evidenziato dagli emendamenti presentati risulta apprezzabile ma insoddisfacente.”

“Gli emendamenti, infatti, non prevedono un vero Senato federale – aggiunge il Presidente dell’UPI –  caratterizzato dalla presenza delle autonomie territoriali, ma offrono uno “strapuntino” a 40 rappresentanti di Regioni e Autonomie locali, che possono partecipare ai lavori del Senato, senza diritto di voto e senza alcun potere effettivo.

Viene, inoltre, rinviata “sine die” l’attuazione del federalismo fiscale e di tutta la riforma del titolo V già approvata. In questo modo, col pretesto della devoluzione, si pensa di lasciare tutto invariato.”

“Da ultimo – conclude Ria – invece di definire esattamente le città metropolitane in Italia,  risolvendo i problemi aperti, gli emendamenti presentati minano alla radice la certezza degli assetti istituzionali locali.”

Roma, 15 settembre 2004

Appello delle Province italiane

                                          Comunicato stampa

                       VOLONTARIE ITALIANE PER LA PACE, RAPITE
                              APPELLO DELLE PROVINCE ITALIANE



“Le Province italiane hanno sviluppato da tempo forti azioni di pace ed hanno realizzato importanti attività di ricostruzione e sostegno ai Paesi colpiti dalla fame, dalla guerra e dalle calamità naturali. Le Province sono intenzionate a rafforzare tale impegno e per questa ragione uniscono la loro voce a quanti chiedono che si interrompa la spirale del terrore e si liberino le volontarie italiane rapite” dichiara il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria “E’ questo che ci spinge come Upi ad invitare le Province a fare proprio questo appello.

      
                                                  APPELLO

Le Province italiane esprimono sgomento ed orrore per il rapimento di Simona Pari e Simona Torretta, ostaggi di pace in un sequestro che non si è fermato dinanzi ai valori più grandi e più sacri.
Le Province rivolgono un appello ai rapitori, perché liberino le volontarie italiane sequestrate; ma anche al Governo italiano, all’Europa e all’ONU affinché, ciascuno per le proprie competenze contribuisca alla salvezza delle ragazze rapite e alla fine di ogni terrorismo, che sta mietendo più vittime di una guerra.”
Le Province si mobilitano con ogni mezzo per la liberazione delle  due volontarie italiane, presenti in Iraq solo per costruire ponti di pace e solidarietà e per  essere fino in fondo dalla parte dei più deboli e indifesi di ogni guerra: i bambini.

                                                LIBERATELE!

No alle minacce e al terrorismo

                                    Comunicato stampa

                      Ria: a Saitta la solidarietà delle Province

 

Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia,  esprime la solidarietà delle Province italiane ad Antonino Saitta, Presidente della Provincia di Torino, colpito da minacce e a cui è pervenuta una busta con un proiettile da parte dei sedicenti Nuclei territoriali contro il termovalorizzatore.
“Le Province – dice Ria – sono in primo piano per lo sviluppo di piani per la differenziazione della raccolta dei rifiuti e per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili.
Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente Saitta e ribadiamo l’impegno delle Province a risolvere i problemi dei loro territori nel rispetto della democrazia e della legalità, e nell’ascolto delle esigenze dei cittadini.
Saremo fermi e costanti nel nostro impegno istituzionale e nella ricerca del dialogo contro ogni atto di violenza e di terrorismo.”

Roma, 8 settembre ’04

Le proposte delle Province

                              COMUNICATO STAMPA

Incontro del ministro Calderoli con le Province sui temi della riforma costituzionale

Abbiamo avanzato proposte incisive – dichiara il Presidente dell’UPI
Lorenzo Ria – per recuperare i ritardi, arginare i conflitti istituzionali, dar vita a istituzioni efficienti e capaci di sostenere l’innovazione nella società e nell’economia
”.

 Una delegazione dell’Unione delle Province d’Italia composta da Lorenzo Ria (Presidente Upi), Forte Clo (Vicepresidente Upi), Alberto Cavalli (Presidente Provincia di Brescia), Enrico Gasbarra (Presidente Provincia d Roma),  Filippo Penati (Presidente Provincia di Milano), ha incontrato oggi il Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, Sen. Roberto Calderoli.

“Abbiamo fatto uno sforzo importante – dichiara il presidente dell’UPI Lorenzo Ria – per recuperare i gravi ritardi e le trascuratezze con cui sino ad ora il Governo e il Parlamento hanno affrontato i temi della funzione e del ruolo di Comuni, Province e Regioni nella nuova cornice costituzionale e nel sistema federalista che si intende costruire”.

 “Per questa ragione – prosegue il Presidente Ria – abbiamo presentato precise proposte di riforma costituzionale , con l’obiettivo di chiudere il lungo processo di transizione degli assetti istituzionali, interrompendo l’escalation di conflitti tra istituzioni ed il moltiplicarsi del contenzioso presso la corte costituzionale”.

Quattro, sostanzialmente, i punti forti della proposta UPI:

– l’istituzione del Senato federale misto, composto paritariamente da senatori eletti direttamente e da rappresentanti di Comuni, Province e Regioni;

– il riconoscimento ai Comuni e alle Province della facoltà di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le leggi statali o regionali lesive delle loro attribuzioni costituzionalmente garantite;

– l’azzeramento della grande confusione istituzionale esistente in tema di città metropolitane, attraverso la previsione costituzionale di Roma, Milano e Napoli come uniche aree destinate a città metropolitane, fermo restando che il loro processo costitutivo venga disciplinato da legge speciale della Repubblica che assicuri un percorso concertato tra Comuni capoluogo e Province;

– il riconoscimento costituzionale del principio di collaborazione tra i soggetti costitutivi della Repubblica, con la previsione della Conferenza Unificata quale unica sede di raccordo tra Stato ed Autonome territoriali.

“Le nostre proposte – conclude il Presidente dell’UPI – hanno anche il merito decisivo di dar vita a istituzioni efficienti, capaci di affrontare incisivamente, con precise imputazioni di responsabilità, le sfide della modernità e le esigenze di innovazione di cui la società e l’economia hanno assoluto bisogno”.

 

Roma, 8 settembre 2004

Mercoledì una delegazione Upi incontra il Ministro Calderoli

                                 COMUNICATO STAMPA

                          Le Province da Calderoli per le Riforme
                      Mercoledì una delegazione incontrerà il Ministro


E’ stato fissato per Mercoledì 8 settembre, alle 12.30, l’incontro tra il Ministro per le riforme e la devoluzione, Roberto Calderoli e una delegazione dell’Unione delle Province d’Italia, guidata dal Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, per un confronto  sulle riforme costituzionali  e per presentare al ministro le proposte delle Province. Oltre a Ria della delegazione faranno parte Forte Clo (Vicepresidente Upi); Alberto Cavalli (Presidente Provincia di Brescia); Enrico Gasbarra (Presidente Provincia di Roma); Filippo Penati (Presidente Provincia di Milano).


Roma, 6 settembre 2004

Progetto Perseo

Avviso rivolto alle Amministrazioni regionali e locali per la selezione di buone prassi in tema di progressioni verticali.

 

Cerca