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539 milioni di euro in meno alle Province

“Questa finanziaria taglia 539 milioni di euro alle Province”.

Lo ha detto il responsabile della finanza dell’Upi, Gino Nunes, Presidente della Provincia di Pisa, intervenendo all’incontro organizzato dalle Regioni per discutere della manovra finanziaria.
Il Presidente ha poi voluto scandire i dati dei tagli alle Province.

“Si tratta di 539 milioni di euro in meno, di cui 370 milioni di euro, che derivano dal patto di stabilità, 23 per il taglio dei trasferimenti, 60 per il mancato rimborso degli ecoincentivi e 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

I primi a farne le spese – ha aggiunto Nunes –  saranno i cittadini,  che  vedranno di molto ridotte la qualità, la quantità e l’efficienza dei servizi. Penso alla copertura delle nuove funzioni assegnate  alle Province, come i compiti di polizia provinciale o di controllo dei corsi d’acqua. Per la manutenzione dell’edilizia scolastica, poi sono state stanziate cifre irrisorie, che non permetteranno di coprire i lavori necessari ad assicurare la messa in sicurezza di tutte le scuole.
E mentre il Governo ci taglia le risorse, il Parlamento non trova di meglio da fare che istituire tre nuove Province.
Una finanziaria, dunque che, penalizza fortemente Province e cittadini, ma soprattutto che chiude la strada a una qualunque prospettiva futura di federalismo fiscale”

 

I risultati dell’incontro tra Upi, Cgil Cisl e Uil scuola e Snals.


Riforma scolastica, autonomia e rilancio dell’istruzione sono stati i temi sui quali si sono incontrati oggi i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil scuola,  Snals e Upi, per avviare un percorso condiviso di collaborazione e confronto.
Nell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il rapporto tra le istituzioni scolastiche e gli enti locali, per concordare strategie di sviluppo dell’autonomia e rafforzare il ruolo sociale delle scuole sul territorio.
“Da oggi parte un percorso – è stato detto da Gianni Oliva, coordinatore Upi degli assessori provinciali all’istruzione – volto a individuare strumenti concreti ed efficaci, in grado di rispondere anche alle problematiche che le Province ogni giorno incontrano, nella loro azione amministrativa, dalla manutenzione delle scuole alla programmazione dell’offerta formativa, al raccordo tra istruzione formazione e lavoro”.

Ria: “Il Governo non rispetta i patti sottoscritti nell’Intesa Interistituzionale “

“Il Governo non rispetta il patto che aveva sottoscritto con le istituzioni, e, anzi, pretende di chiudere in tutta fretta la riforma della Costituzione chiedendo a Regioni, Province e Comuni di accettare passivamente un modello imposto dall’alto, elaborato senza la minima concertazione, frutto del lavoro di pochi”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, intervenendo all’incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha accettato oggi di ascoltare Regioni ed Enti Locali sul tema della nuova Costituzione del Paese.
“Nel giugno 2002 abbiamo siglato una intesa interistituzionale – prosegue Ria – che, almeno nelle intenzioni, stabiliva che il principio della concertazione fosse il pilastro della futura dialettica sulla riforma dello stato. Un patto che non è stato rispettato.
Si prevedeva  l’integrazione della  Commissione Bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti dei governi del territorio: altro patto non rispettato.
Si stabiliva di arrivare ad una rapida introduzione di elementi di federalismo fiscale. Ma anche questo non è stato rispettato. 
Troppe cose sono state tralasciate, perché ci si possa chiedere, oggi, di acconsentire senza obiezioni e in tempi rapidi, alla proposta del Governo.
Una proposta che, comunque, ci lascia fortemente perplessi nella definizione di alcune delle più importanti novità che intende introdurre.
Il Senato federale, prima di tutto, che è debole, inconsistente e di “federalista” contiene ben poco, soprattutto in quanto ai criteri previsti per l’elettorato passivo . Noi proponiamo che si arrivi alla definizione di un sistema “misto”, di un Senato i cui membri siano in parte espressione diretta della rappresentanza dei territori, e in parte eletti direttamente dai cittadini.
La Corte costituzionale, la cui composizione, sebbene modificata, continua a non prevedere l’accesso diretto per le Province, i Comuni e le Città Metropolitane, in totale spregio dei principi della pari dignità costituzionale previsti dall’art. 114  della Costituzionale.
Al Presidente Berlusconi, poi – conclude il Presidente Ria –  chiediamo il rilancio e il riconoscimento delle funzioni proprie della Conferenza Unificata, che è il luogo principale di raccordo tra i diversi livelli di governo.
Un altro principio che era stato sancito con l’intesa interistituzionale del luglio 2002: un altro patto che, almeno fino ad oggi, è stato disatteso”.


 

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres. Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres.Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione del Vicepresidente dell’Upi, Forte Clo

“Il livello del confronto con il Governo mi fa ritenere alto il rischio che il sistema delle autonomie venga tagliato fuori dalla reale partecipazione alla proposta di modifica costituzionale.  Speriamo che la ipotizzata disponibilità manifestata oggi diventi concreta. Le Province vogliono discutere con il Governo di alcuni aspetti determinanti della riforma costituzionale, come il Senato federale, il federalismo fiscale e la corte costituzionale” .

Dichiarazione del Presidente Ria

“Il confronto sulle riforme dello Stato non può che coinvolgere l’intero l’arco istituzionale, Province e Comuni inclusi”.

A sottolinearlo è il presidente dell’Upi,  Lorenzo Ria.

“Avevamo chiesto al premier Berlusconi – spiega Ria – di incontrare gli enti locali prima della votazione in Consiglio dei ministri della proposta di riforma. Dobbiamo purtroppo constatare che questo incontro non è stato invece ritenuto necessario dal Governo, che continua a considerare come uniche parti in causa nel dibattito sulla nuova costituzione dell’Italia, le Regioni e l’opposizione. Almeno questo è quanto appare nelle dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti”.

“Ci aspettiamo – conclude il Presidente Ria – che questa nostra impressione venga, nei fatti, smentita già nei prossimi giorni, con l’apertura di un confronto in Conferenza Unificata, la sede preposta al dialogo politico istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni”.

Salone della Comunicazione pubblica

Inizia oggi a Bologna il decennale appuntamento con COM-P.A., il Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

Il Salone rappresenta un appuntamento importante sulla strada della modernizzazione e dell’innovazione, in quanto evidenzia il ruolo della comunicazione e della tecnologia in una P.A. che ha fatto del rapporto con il cittadino, della qualità dei servizi, obiettivi centrali nella propria azione.

Un momento segnato dalla conclusione del percorso di formazione per i pubblici dipendenti previsto dalla legge 150, dalla definizione dei profili professionali dei comunicatori pubblici e dalle prime sperimentazioni di alcune delle strutture (uffici stampa fra più Comuni; URP di seconda generazione) modificate dalla nuova normativa.

Ecco un  elenco degli appuntamenti in cui saranno presenti rappresentati (amministratori o dirigenti) delle Province italiane

Province e Comuni chiedono incontro al Premier

La riforma costituzionale dello Stato non può essere avviata senza la piena condivisione delle Province e dei Comuni, o si rischia che resti pura teoria.

Lo hanno scritto il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, in una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per formalizzare la richiesta di incontro presentata già negli scorsi giorni dai rappresentanti delle due Associazioni.

“Le decisioni che il Governo da Lei presieduto si dichiara prossimo a prendere – si legge nella lettere dei due Presidenti –   indicheranno la strada da seguire per dare una nuova veste all’intero assetto istituzionale dello Stato. Una riforma federalista nella quale Province e Comuni credono fermamente,  e della quale si sono sentiti da subito protagonisti, quali enti di governo del territorio, in prima linea nella gestione e nella amministrazione della politica locale, destinati ad assumere responsabilità sempre maggiori nella organizzazione futura del Paese, quale si va delineando. “

“Ci duole – proseguono nella nota  Domenici e Ria – dovere riscontrare che tale ruolo non sia stato correttamente considerato dal Governo da Lei presieduto, che ha fino ad oggi escluso gli enti locali da qualunque confronto e dibattito sulla ipotesi di riforma attualmente in discussione, la cosiddetta “bozza di Lorenzago”, frutto del lavoro di pochi, ed elaborato senza quella indispensabile condivisione con tutte le istituzioni  a pari livello costituenti la Repubblica –  Regioni, Comuni e Province – necessaria perché non resti solo pura teoria.”
 
La lettera si chiude con la richiesta di definire al più presto un incontro con il Presidente Berlusconi,  “prima  che  il testo in corso di elaborazione venga approvato dal Consiglio dei Ministri, in modo da potere offrire  – concludono il Presidente Domenici e il presidente Ria – il nostro costruttivo contributo ad una riforma di così ampia portata, che attiene sia la forma Stato che la forma di Governo.”

 

Codice in materia di protezione dati personali

E” stato approvato e pubblicato il Codice in materia di protezione dati personali che sostituirà la legge n. 675/1996 e molte disposizioni di legge e di regolamento, a partire dal 1° gennaio 2004 (Cfr. Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 in G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L)

Siglata la convenzione per la mobilita’ ciclistica

Siglata questa mattina la convenzione tra Unione delle Province d’Italia (UPI) e Associazione Italiana Città Ciclabili (AICC), destinata alla promozione di tutte le iniziative volte allo sviluppo della mobilità su due ruote nelle nostre città.

“Attraverso questo accordo l’UPI intende sensibilizzare le amministrazioni provinciali – ha affermato il Vicepresidente dell’UPI Forte Clò – affinché si realizzi un sistema di mobilità fondato sulle due ruote, attraverso azioni di sostegno agli enti locali nonché mediante il supporto alle politiche nazionali che favoriscono lo sviluppo della ciclabilità”.

“L’associazione Italia Città Ciclabili – ha affermato il Vicepresidente dell’AICC, Gualtiero Schiaffino – si impegna in tal modo diffondere la propria esperienza a favore delle Province che intenderanno valorizzare la cultura della mobilità su due ruote sul proprio territorio”.

Lettera di Regioni e UPI al Presidente del Consiglio dei Ministri

Illustre On.

Silvio Berlusconi

Presidente del

Consiglio dei Ministri

ROMA

 

 

 

Illustre Presidente,

in merito all’attuazione dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 2000 recanti il trasferimento alle Regioni e agli Enti locali delle risorse finanziarie, strumentali ed umane per l’esercizio delle funzioni conferite con il D.Lgs. 112/1998, siamo a segnalarLe la particolare situazione dei conferimenti di competenze in materia di Viabilità di cui agli articoli 99 e seguenti del D.Lgs. 112/1998.

L’Accordo sottoscritto in Conferenza Unificata il 21 dicembre 2000 tra lo Stato le Regioni e le Province concernente l’affidamento all’ANAS della gestione transitoria delle strade non comprese nella rete autostradale e stradale nazionale trasferite con il D.P.C.M. 21 febbraio 2000, resosi necessario per il completamento delle procedure di mobilità del personale trasferito dall’Ente, scadrà il prossimo 30 giugno.

Le Regioni e le Province intendono procedere all’effettivo esercizio delle funzioni a partire dal 1° luglio 2001. E’, tuttavia, indispensabile perché ciò accada che entro la stessa data si verifichino le seguenti condizioni, peraltro già stabilite dai D.P.C.M. sopra citati:

Ø     Effettivo trasferimento del personale ANAS dal 1° luglio 2001 con contestuale accredito delle risorse finanziarie per il personale e il funzionamento;

Ø     Effettivo accredito delle risorse finanziarie relative alla manutenzione ordinaria, alle spese in conto capitale e al piano straordinario 2001.

Le Regioni e le Province sono, quindi, pronte alla sottoscrizione dei verbali di consegna delle strade entro il 30 giugno 2001, ma subordinano tale adempimento all’effettivo e contestuale trasferimento delle risorse finanziarie ed umane, come previsto dall’art. 1 comma 2 del D.P.C.M. 21 febbraio 2000. Conseguentemente solo da tale sottoscrizione potranno assumere le responsabilità dell’esercizio della rete stradale trasferita.

Come Ella può constatare, è necessario sollecitare gli Uffici ad una rapida conclusione del processo di mobilità del personale al fine di non vanificare il lavoro svolto fin ora che ha visto per la prima volta lo Stato e il sistema delle Autonomie coesi per la costruzione di un vero percorso federalista.

Grati dell’attenzione che vorrà riservare alla nostra richiesta, le porgiamo i migliori saluti.

 

 

Enzo Ghigo                                                                                        Lorenzo Ria

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