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Domenici e Ria: conseguenze negative sui servizi al territorio

Il Presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici ed il Presidente dell’Unione delle Province, Lorenzo Ria hanno inviato una lettera al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella in cui esprimono le loro forti preoccupazioni per la mancata conclusione della fase contrattuale riservata al comparto Regioni ed Enti locali.

“Se infatti alcuni contratti relativi ad importanti settori del pubblico impiego sono stati sottoscritti – affermano Domenici e Ria – il ritardo registrato da quello relativo agli Enti locali sta assumendo dimensioni assai rilevanti, con conseguenze ovviamente negative rispetto al rapporto tra personale e organi di governo ma, soprattutto, rispetto alla funzionalità dei servizi che siamo chiamati ad erogare e gestire sul territorio, a favore della collettività che amministriamo”.

“Ci appelliamo a Lei, signor Ministro – proseguono Domenici e Ria – perché si adoperi affinché tale situazione di incertezza e disagio sia al più presto sostituita dall’apertura della fase contrattuale, vista anche l’imminente scadenza del biennio 02/03 (parte economica) nonché della necessità di lavorare sul rinnovo del quadriennio (parte normativa)”.

Un’altra questione di grande importanza per i Presidenti di ANCI ed UPI viene richiamata nella stessa lettera: “Ci preme, nel contempo, ribadire la richiesta più volte sottoposta all’attenzione del Governo – concludono infatti Domenici e Ria – di poter escludere lo 0,99% del costo del rinnovo contrattuale dal calcolo delle spese utile ai fini del rispetto del patto di stabilità interno”.

Roma, 9 Giugno 2003

Le Province in prima fila in difesa dell’acqua

Con 980 metri cubi di prelievo di acqua annuo pro capite, l’Italia è la prima consumatrice d’acqua in Europa, terza al mondo dopo USA e Canada. Un dato che pone il Paese tra i primi posti nella classifica dei “cattivi” in quanto a sprechi ed errato utilizzo di una risorsa che è stata dichiara dall’ONU “bene comune di tutta l’umanità”.

Per trovare strumenti immediati di risposta ad una gestione sbagliata, che rischia di compromettere l’equilibrio idrico della Penisola, l’UPI e la Legambiente hanno promosso una iniziativa che vedrà coinvolti, a partire da domani quasi il 70% delle Province italiane, che organizzeranno, incontri, convegni, manifestazioni e soprattutto riunioni di Consiglio aperte ai cittadini, alle associazioni ambientaliste, agli esperti del settore.”La massiccia adesione alla giornata di mobilitazione – dichiara il Presidente dell’Upi Lorenzo Ria – dimostra una volta di più l’impegno concreto manifestato dalle Province nell’adottare una politica del territorio fortemente ispirata ai principi della sostenibilità, per la tutela dell’acqua e dell’ambiente in generale. L’acqua – prosegue Ria – è una risorsa di tutti, un bene comune dell’umanità, ma è un bene vulnerabile, non è illimitato, e gli sprechi e gli utilizzi sconsiderati rischiano di comprometterne l’uso futuro.

 Un rischio da cui l’Italia non può considerarsi estranea. Lo dimostra il crescente fenomeno di desertificazione a cui il sud del nostro Paese sembra ormai condannato, e il riproporsi, ad ogni avvio di estate, della crisi idrica nel Mezzogiorno a tutto danno dei cittadini e dell’economia agricola locale e nazionale. E non è un buon segnale se, come ci dice l’Istat, nel 2003, quasi 50 cittadini su cento non possono ancora bere acqua potabile dai loro rubinetti.
Allora – sottolinea il Presidente dell’UPI – è necessario riprendere il filo della programmazione, tornare al territorio, avviare una pianificazione coordinata, ricostruire un sistema di distribuzione delle acque moderno, adeguato, in grado di evitare tutti quegli sprechi che oggi fanno perdere per strada metri cubi di acqua preziosa. Per difendere l’acqua è necessario tutelare i bacini idrici, regolamentare l’utilizzo delle risorse, adottare tutti quegli strumenti in grado di pianificare, nel rispetto dell’ambiente, lo sviluppo locale. E’ questo – conclude Lorenzo Ria – il messaggio che domani i Consigli provinciali lanceranno al Governo e ai cittadini, ribadendo che le Province sono, e si sentono, in prima fila nella tutela dell’ambiente e nella gestione del territorio.”

Roma, 4 giugno 2003

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente UPI

“I dati che emergono dal rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese nel 2002, presentato oggi, dimostrano che gli italiani trovano nelle province un livello di vivibilità e di qualità della vita superiore a quello offerto dalle grandi città.

Se infatti i centri del lavoro e dell’economia restano nei grandi comuni, sono i comuni piccoli della provincia che i cittadini scelgono come luogo di residenza. Sempre di più i giovani e le nuove coppie, scelgono di “mettere su famiglia” lontano dai grandi centri urbani, sia per i costi delle abitazioni, sia per i livelli dei servizi e di vivibilità che offre la provincia italiana.
Strategico, in questo contesto, è il nodo dei collegamenti tra centro e periferia, che dovranno essere sempre più efficienti, per assicurare la mobilità quotidiana dei cittadini dalla casa al luogo di studio e di lavoro.E’ evidente che, per gestire queste nuove tendenze, nell’insediamento sociale e nella mobilità, servono politiche di area vasta, per le quali le Province sono il naturale e qualificato riferimento istituzionale”.

Roma, 21 maggio 2003

Dal Convegno “Territorio e Lavoro” del 10 e 11 luglio 2003 a Macerata, la sintesi della relazione del Presidente Lorenzo Ria

I problemi che la riforma Biagi pone sono di diversa natura: alcuni sono stati affrontati e altri restano ancora da affrontare. In sede di Conferenza Unificata l’Upi ha espresso sullo schema di decreto, parere favorevole, subordinato all’accettazione da parte del Governo di alcune nostre qualificanti proposte ed emendamenti, che ritenevamo indispensabili per non interrompere il percorso già fatto, che ha reso centrale l’ente Provincia nell’impostazione delle politiche locali del lavoro.Il punto cardine della riforma che ci interessa come Province è la coesistenza tra pubblico e privato dell’intermediazione della domanda/offerta di lavoro. Le agenzie di lavoro interinale da domani concorreranno infatti con i Centri per l’Impiego nella ricerca di occupazione per i “senza lavoro”, insieme agli enti locali, le università pubbliche e private, le fondazioni universitarie e gli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado. Una tale parcellizzazione sul territorio di soggetti abilitati ad assistere il disoccupato non giova a nessuno e non è coerente con la giusta ottica di introdurre anche in questo settore dei principi di concorrenza. Una concorrenza che deve invece prevedere la concreta possibilità che i Servizi provinciali per il lavoro e i Centri per l’Impiego pensino e gestiscano non con logiche privatistiche, ma con tecniche privatistiche, i temi del collocamento, delle politiche attive del lavoro e dell’incontro domanda/offerta di lavoro. Intendiamo impedire che i Centri per l’Impiego diventino o siano percepiti come i luoghi del lavoro residuale o poco qualificato, del lavoro, cioè, per chi non ha altre opportunità. È qui il vero punto di debolezza della normativa e da qui nasce il nostro obiettivo di conservare e valorizzare, nel nuovo sistema dei servizi al lavoro, il ruolo dei Centri per l’Impiego. Nei nostri propositi, dappertutto in Italia, anche dove esiste un elevato tasso di disoccupazione, intendiamo assicurare che i Centri per l’Impiego competano realmente con le strutture private, non solo per la gratuità dei servizi, ma anche e particolarmente per la capacità di soddisfare tutte le necessità del disoccupato nella ricerca attiva del lavoro. Non ci interessa l’episodicità o l’ampliamento di specifici ruoli tecnici. Ci interessa invece che in tema di lavoro, decisivo sul versante sociale ed economico, la Provincia veda riconosciuta organicamente e complessivamente la propria funzione istituzionale e politica. Per fare il punto su tali questioni e per formalizzare le nostre proposte, tutti i Consigli Provinciali d’Italia, unitariamente e contemporaneamente, entro il prossimo mese di ottobre, dedicheranno una seduta straordinaria ai temi del lavoro e dell’organizzazione locale del mercato del lavoro. Da qui partiremo per avviare dei ragionamenti che appaiono maturi e non più eludibili: ad esempio, la necessità di prevedere e disegnare un ruolo reale delle Province nel sistema dell’istruzione professionale e nella proposizione dei programmi formativi pluriennali. Su questo terreno non richiederemo un monopolio a nostro favore, ma il riconoscimento di un ruolo di regia nella costruzione del sistema della formazione e dell’istruzione professionale, esercitato nell’ambito degli indirizzi e della programmazione regionale, che dia certezza alle imprese e ai giovani, come anche a tutti i soggetti abilitati alla formazione: le università, le scuole, le imprese, le agenzie formative.

La dichiarazione del Presidente dell’upi Lorenzo Ria

Ora che la tragica vicenda della guerra in Iraq si avvia verso la soluzione è necessario che l’azione torni agli organi internazionali, all’Onu prima di tutto. Le Province italiane sono pronte a dare il loro contributo affinché l’Iraq diventi un paese democratico, con strutture moderne ed efficienti a disposizione dei civili. L’opera di ricostruzione sarà difficile: bisognerà provvedere alla realizzazione di strade, ospedali, scuole, a ripristinare l’approvvigionamento dell’acqua in tutte le città. Per questo le Province italiane sono pronte a dare la loro piena disponibilità e l’aiuto necessario al Governo italiano, per avviare progetti di collaborazione e cooperazione internazionale, affinché la pace non sia solo la fine della guerra, ma l’avvio di un processo di sviluppo e modernizzazione per il paese e i cittadini iracheni.”

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