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Manovra, UPI Appello a Governo e Parlamento “Consentire alle Province assunzioni a tempo determinato per il PNRR”

“Il Decreto Ministeriale voluto dal Ministro Brunetta che sblocca le assunzioni a tempo indeterminato per le Province e le Città metropolitane è un importante passo in avanti per ricostruire in questi enti strutture in grado di dare risposte efficaci ai cittadini e alle imprese e rilanciare gli investimenti sul territorio. Un impegno su cui abbiamo lavorato in pieno spirito di collaborazione con i Ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione per assicurare un quadro stabile per la programmazione delle assunzioni a tempo indeterminato. Purtroppo, a Province e Città metropolitane non è consentito procedere ad assunzioni a tempo determinato per rafforzare gli organici per l’attuazione del Recovery, una misura necessaria per il reperimento di quelle professionalità tecniche essenziali per dare attuazione alle missioni assegnate”.

Lo sottolinea il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale.

“Per questo facciamo appello al Governo e al Parlamento e chiediamo che nel disegno di Legge di bilancio 2022 si preveda anche a Province e Città metropolitane la facoltà di assumere personale a tempo determinato per l’attuazione del PNRR. Solo così avremo la possibilità di rafforzare, con la rapidità imposta dal Recovery, la capacità tecnico-amministrativa degli enti e recuperare un gap determinato da un assetto normativo non più giustificabile né sostenibile”.

 

Banda Ultralarga, D’Incà e Padrin incontrano Infratel: «I progetti avanzano, serve accelerare sulle zone industriali»

«È indispensabile proseguire il percorso avviato sul Piano della Banda Ultralarga, senza rallentamenti, per garantire un servizio necessario ai nostri territori che hanno bisogno di infrastrutture adeguate per migliorare la vita di cittadini e la competitività delle nostre imprese. Dall’ultimo tavolo con Infratel, con cui mi sono confrontato assieme al presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, è emerso che nel Bellunese è stato realizzato, a livello economico, il 73% delle opere in fibra e in wireless su un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro di opere ordinate. Uno stato di avanzamento significativo, come ci è stato confermato dai vertici di Infratel su cui si interverrà ulteriormente grazie alle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Lo dichiara Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, in seguito all’incontro avvenuto a Roma assieme al presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin e ai responsabili di Infratel. Un vertice per fare il punto della situazione sul Piano Banda Ultralarga in Veneto e in particolare nel Bellunese. Dei progetti esecutivi approvati in provincia di Belluno, 26 risultano già conclusi.

«L’urgenza a questo punto è arrivare a coprire le zone industriali, dalle quali ho ricevuto diverse sollecitazioni – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Per un territorio vasto e frammentato come il nostro, l’infrastruttura digitale risulta fondamentale per superare l’isolamento. Sono soddisfatto dell’apertura relativa al completamento attraverso le risorse del Pnrr, quanto mai indispensabili per allineare le aree marginali al resto del Paese. A Infratel ho posto anche la questione dei costi per collegar alla fibra gli edifici pubblici, attualmente fuori portata per gli enti locali, e la possibilità di coprire le gallerie e i rifugi alpini, per i quali mi è stato assicurato che verrà fatto un approfondimento».

La Provincia condividerà con le imprese del territorio ulteriori necessità in un prossimo incontro, che verrà calendarizzato entro i primi mesi del 2022. «In quella sede discuteremo anche di un problema che mi è stato sollevato da Infratel e che anche il territorio accusa da tempo – conclude il presidente Padrin -. Vale a dire la carenza di imprese e manodopera attive per questo genere di cantieri. Un problema che abbiamo l’obbligo di risolvere, pena il continuo rallentamento nella infrastrutturazione del territorio».

Il Ministro D’Incà, precisa che «le osservazioni formulate dal Presidente Padrin saranno oggetto di ulteriori approfondimenti assieme a Infratel e al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao: dobbiamo garantire alle aree interne e alle zone montane servizi efficienti, anche sotto il profilo della sicurezza dei cittadini e dei turisti».

Al via il bando “Valore pubblico: La Pubblica amministrazione che funziona”

Nasce il progetto, ideato dalla Sda Bocconi School of Management e dal Gruppo Editoriale Gedi, con il patrocinio del ministro per la Pubblica Amministrazione, del Dipartimento della funzione pubblica e di Anci e Upi, dal titolo “Valore pubblico: la Pubblica amministrazione che funziona”, totalmente dedicato alla Pa.

L’iniziativa è finalizzata a valorizzare e condividere le best practices nell’ambito delle amministrazioni, così come alla modernizzazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Le risorse messe in campo dal Pnrr, la digitalizzazione delle Pa, gli esempi virtuosi nella Pubblica amministrazione in grado di diventare veri e propri modelli per gli altri oggi rappresentano una nuova consapevolezza e una grande opportunità per il settore pubblico.

Il bando riguarda ogni amministrazione pubblica o azienda di servizi pubblici che presenti innovazioni che apportano risultati tangibili e misurabili per i destinatari, sia in termini di modernizzazione dei servizi, sia nell’organizzazione dei sistemi di gestione.

È possibile presentare la candidatura fino al 28 febbraio 2022 al link sdabocconi.it/it/sda4gov/call-to-action, allegando i documenti richiesti. Le amministrazioni possono inviare solo una candidatura per ogni categoria e ogni progetto non può avere più categorie di appartenenza. Le valutazioni verranno effettuate tra il primo marzo e il 30 aprile 2022 e l’elenco delle amministrazioni selezionate sarà reso pubblico a giugno.

La premiazione del progetto avverrà sempre entro giugno, durante un evento pubblico, al quale prenderà parte anche il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. La giuria selezionatrice è composta da Massimo Giannini, direttore de “La Stampa”, Maurizio Molinari, direttore de “La Repubblica”, Carlo Ratti, architetto e urbanista, Giuseppe Soda, dean Sda Bocconi e professore alla Bocconi, Rosanna Tarricone, associate dean e professore alla Bocconi, Chiara Valerio, scrittrice, e Giovanni Valotti, professore alla Bocconi.

“Valore Pubblico” è un’opportunità per creare valore condiviso nella Pa, in funzione della soddisfazione di cittadini e imprese. Il progetto indica dieci categorie alle quali le amministrazioni devono fare riferimento per i lavori da presentare. Innanzitutto, la “sostenibilità”, una delle parole chiavi del Pnrr e uno degli obiettivi dell’Agenda 2030. Poi c’è la “digitalizzazione”, verso cui la Pubblica amministrazione ha già fatto passi da gigante, ma in cui ci si propone di migliorare ancora. E ancora, la “semplificazione amministrativa”, già oggetto di importanti riforme varate quest’anno. Seguono, poi, le parole “diversità e inclusione”, “lavoro e sviluppo economico-imprenditoriale”. Infine, “nuove fragilità”, con un focus sui minori e sugli anziani, “sport”, “cultura e turismo”, “innovazione, creatività” e “innovazioni gestionali”.

Il progetto punta, dunque, a sostenere il processo di cambiamento della Pa avviato nel 2021 con la riforma dei concorsi pubblici, le semplificazioni, la riqualificazione del lavoro pubblico, e destinato ad avanzare nel 2022, che si prospetta come l’anno dell’innovazione.

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Italiani all’estero, UPI all’Assemblea plenaria

“La pandemia sta costringendo molti italiani all’estero a rientrare per la perdita di lavoro causata dalla crisi economica generata dalla crisi sanitaria: per loro, e in generale per gli italiani all’estero che decidono o sono costretti a rientrare in Italia, occorre approntare un sistema di accoglienza e sostegno, un percorso di reinserimento strategico in patria, pari all’assistenza all’estero. Serve assicurare il reinserimento lavorativo con modelli di welfare specifici, strutture ad hoc sui territori nelle quali individuare il percorso di offerta formativa e lavorativa”.

Lo ha sottolineato il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, nel suo intervento alla IV Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato Regioni e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che si apre oggi a Roma.

“Le Province – ha detto Marrese – ritengono che all’interno della CGIE debba essere riconosciuto il protagonismo dei territori, perché è attraverso i territori e le comunità provinciali che si attuano quelle politiche che servono a mantenere saldi legami e identità con gli italiani all’estero” .

Il rappresentante dell’UPI ha poi concluso l’intervento ringraziando la Ministra Maria Stella Gelmini e il Governo Draghi per avere voluto, dopo ben nove anni di interruzione, convocare l’Assemblea “Anche questo – ha detto – è un segnale forte della volontà di ripartire dell’Italia”.

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Stati Generali della PA: UPI “Rafforzare la PA Locale per attuare il PNRR”

“Per attuare il PNRR e gestire le ingenti risorse europee che l’Italia avrà a disposizione nei prossimi anni occorre rafforzare la capacità amministrativa di tutte le pubbliche amministrazioni, a partire da Province e Comuni che dovranno attuare missioni strategiche”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente UPI Lazio, intervenendo agli Stati Generali della Pubblica amministrazione in corso a Roma.

“Il Governo è intervenuto con norme che vanno nella direzione di rafforzare la PA, prevedendo nuove assunzioni, ma la nostra preoccupazione è che queste azioni avranno soprattutto effetti positivi nelle amministrazioni centrali maggiormente coinvolte nel PNRR, lasciando scoperti gli enti locali.

Per questo  – ha sottolineato il Presidente Pompeo – l’UPI ha chiesto l’introduzione nella Legge di Bilancio 2022 all’esame del Parlamento di misure specifiche che permettano a Province e Comuni di assumere personale altamente qualificato – tecnici, ingegneri, specialisti in tutto il procedimento di gestione degli appalti pubblici – con particolare riferimento alle strutture di progettazione e le stazioni uniche appaltanti delle Province. Si tratta di un intervento prioritario per consentire la messa a terra degli investimenti del PNRR e per promuovere le infrastrutture strategiche, la transizione ecologica e digitale e l’inclusione sociale in tutti i territori”.

Stati Generali della PA: UPI “Rafforzare la PA Locale per attuare il PNRR”

“Per attuare il PNRR e gestire le ingenti risorse europee che l’Italia avrà a disposizione nei prossimi anni occorre rafforzare la capacità amministrativa di tutte le pubbliche amministrazioni, a partire da Province e Comuni che dovranno attuare missioni strategiche”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente UPI Lazio, intervenendo agli Stati Generali della Pubblica amministrazione in corso a Roma.

“Il Governo è intervenuto con norme che vanno nella direzione di rafforzare la PA, prevedendo nuove assunzioni, ma la nostra preoccupazione è che queste azioni avranno soprattutto effetti positivi nelle amministrazioni centrali maggiormente coinvolte nel PNRR, lasciando scoperti gli enti locali.

Per questo  – ha sottolineato il Presidente Pompeo – l’UPI ha chiesto l’introduzione nella Legge di Bilancio 2022 all’esame del Parlamento di misure specifiche che permettano a Province e Comuni di assumere personale altamente qualificato – tecnici, ingegneri, specialisti in tutto il procedimento di gestione degli appalti pubblici – con particolare riferimento alle strutture di progettazione e le stazioni uniche appaltanti delle Province. Si tratta di un intervento prioritario per consentire la messa a terra degli investimenti del PNRR e per promuovere le infrastrutture strategiche, la transizione ecologica e digitale e l’inclusione sociale in tutti i territori”.

Provincia di Lucca: Verso il progetto definitivo per la manutenzione del viadotto Carbonile tra Castelnuovo e Gallicano

Si è conclusa la Conferenza dei servizi indetta dalla Provincia e ora si può procedere verso il progetto definitivo per la manutenzione del viadotto Carbonile sulla Sr445 della Garfagnana, nel comune di Castelnuovo di Garfagnana.

L’intervento interessa, infatti, il viadotto che collega Castelnuovo di Garfagnana a Gallicano, passando sopra il fiume Serchio ed avrà un costo di 220mila euro, provenienti dalla Regione Toscana.

Allo stato attuale, il ponte Carbonile è una struttura mista collaborante di acciaio e calcestruzzo a trave continua, a cinque campate di misura variabile tra i 60 e i 65 metri. A seguito della ricognizione sulla sicurezza dei ponti e viadotti, si sono evidenziate una serie di criticità tra le quali dei giunti deteriorati, degli elementi dei traversi ammalorati e un disallineamento longitudinale di alcuni appoggi e per questo motivo si è deciso di procedere ad un progetto complessivo di riqualificazione della struttura.

E’ stata fatta una ricerca storica, per avvalersi degli elaborati realizzati per la costruzione del viadotto e che hanno permesso ai tecnici di realizzare un progetto che tenga conto della storia di questa infrastruttura.

Le opere proposte per andare a ripristinare in modo ottimale la struttura sono quattro e mirano a risolvere le criticità emerse in fase di sopralluogo e il cantiere sarà installato lungo la strada che dalla provinciale porta fino all’alveo del fiume Serchio.

Innanzi tutto si procederà alla sostituzione dei giunti di dilatazione sulla pavimentazione, sia quelli presenti sul marciapiede, sia quelli della strada carrabile. Mentre per i primi sarà sufficiente una profonda pulizia, per  i secondi è prevista la sostituzione con nuovi giunti in gomma armata.

Per far fronte allo scalzamento evidenziato alla base di uno dei sostegni saranno posizionati dei massi in pietra calcarea, che saranno posti al piede delle pile. Inoltre, per impedire il movimento dei massi, sarà posizionata una rete paramassi dotata di ancoraggi. Una rampa carrabile, che sarà rimossa al termine dei lavori, permetterà il trasporto e il posizionamento di questi massi.

Il progetto prevede infine il ripristino dei traversi che si trovano alle estremità del viadotto, questo sarà effettuato in diverse fasi: prima di tutto si procederà con la sabbiatura a secco con sabbia silicea, per poi passare al trattamento protettivo delle parti sabbiate e si finirà con la verniciatura delle parti trattate.

Anche per quanto concerne gli appoggi e il ripristino della loro posizione si procederà per fasi: si parte con l’installazione dei martinetti e il successivo sollevamento del ponte, per proseguire con la rimozione della piastra, il riallineamento della piastra e saldatura della stessa nella nuova posizione e l’abbassamento del ponte nella sua posizione definitiva, con la conseguente rimozione dei martinetti.

Terminata la fase di approvazione del progetto definitivo – passaggio previsto per le prime settimane del 2022 –, si procederà all’approvazione del progetto esecutivo e, quindi, si aprirà la fase di gara che porterà, di fatto, all’avvio dei lavori.

Provincia di Reggio Emilia: Droni, arrampicatori e software per controllare i ponti della Provincia

Gru, droni, ispettori esperti di arrampicata e sistemi di monitoraggio wireless per ispezionare e monitorare i ponti di proprietà della Provincia di Reggio Emilia. Un patrimonio tanto consistente – 630 tra ponti, viadotti e manufatti di scavalco – quanto variegato, comprendendo strutture sia in muratura ad arco (risalenti al 1950 circa) sia in calcestruzzo armato (dagli anni Sessanta in poi), alcuni di dimensioni contenute – come quelli montani lungo la Sp 15 e la Sp 9 – altri di lunghezza maggiore, come quelli sul Po o sul  Secchia. E, dunque, decisamente impegnativo da monitorare e mantenere efficiente.

Se per le manutenzioni, ovviamente, sono indispensabili consistenti risorse (drasticamente tagliate nel corso degli ultimi anni a tutte le Province, che in pratica non dispongono di entrate tributarie dirette), per l’attività di ispezione ora la Provincia di Reggio Emilia potrà contare su Pro/Ponti, un innovativo progetto frutto della sinergia tra due aziende venete: SGI Srl, software house padovana, e Pipinato and Partners Srl, società di ingegneria rodigina. Dallo scorso novembre i tecnici di Pro/Ponti hanno già iniziato il censimento e l’ispezione delle 250 principali strutture presenti sul territorio reggiano, al fine di realizzare un archivio digitale aggiornato delle caratteristiche di tutte le strutture e delle loro condizioni.  Il tutto grazie a un software innovativo e a un team di ingegneri ispettori accreditati che, sfruttando i più recenti mezzi tecnici e tecnologici, ispezioneranno tutti i dettagli costruttivi dei ponti utilizzando tra l’altro gru, droni, ispettori esperti di arrampicata e sistemi di monitoraggio wireless.

Già 120 i manufatti visionati da novembre a oggi, in particolare lungo la Sp 15, la Sp 59, la Sp 9 e la Sp 57. “Siamo partiti con i ponti del territorio montano per evitare il maltempo invernale, ma dalle prossime settimane fino a giugno le ispezioni si estenderanno via via alle strutture della fascia pedemontana e della Bassa”, spiega il consigliere provinciale delegato alle Infrastrutture, Nico Giberti.

Questa attività di monitoraggio sarà fondamentale anche per utilizzare al meglio le risorse che lo Stato ha finalmente ripreso ad assegnare alle Province.  «Come in tutta Italia, anche la Provincia di Reggio Emilia si è dovuta confrontare con una forte carenza di risorse sia economiche sia umane a seguito soprattutto dei provvedimenti di spending review attuati a partire dal 2015, tanto che solo nell’ultimo quinquennio abbiamo registrato un mancato trasferimento di risorse per 123,4 milioni di euro, che non abbiamo dunque potuto utilizzare per progettare e realizzare lavori di manutenzione e asfaltature – continua il consigliere Nico Giberti –  Negli ultimi tre anni il Governo ha fortunatamente iniziato a porre rimedio, almeno in parte, a questa situazione e in particolare, con il Decreto MIT-MEF del 7 maggio 2021, alla Provincia di Reggio Emilia sono stati assegnati 12,7 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’ispezione di ponti e viadotti”.

“Tuttavia, le linee guida sui Ponti emesse nel 2020, impongono agli enti gestori il censimento e l’ispezione secondo un approccio multilivello, così da avere una mappatura chiara e dettagliata delle condizioni dei manufatti, attraverso criteri uniformi da utilizzare per l’intero ambito nazionale – aggiunge  il dirigente del Servizio Infrastrutture della Provincia, Valerio Bussei – A tal fine, abbiamo scelto di informatizzare i dati delle strutture di nostra competenza e di assegnare, nell’ambito delle risorse di cui siamo assegnatari, un primo servizio di ispezione dei manufatti stessi, per assicurare le migliori condizioni di sicurezza al transito e nello stesso tempo programmare in modo chirurgico gli interventi di manutenzione, ottimizzando le risorse messe a disposizione dal Governo.»

Da qui la scelta della Provincia di ricorrere all’ innovativo software che permette di calcolare le classi di attenzione previste dalle nuove linee guida 2020 del Ministero delle Infrastrutture e può in maniera istantanea – anche grazie alle mappature di Google – cogliere l’esatta condizione di tutte le strutture. Realizzato da una consolidata software house padovana insieme un team di ingegneri e professionisti con una specifica esperienza nel campo della progettazione e delle ispezioni di ponti, il sistema permette inoltre di pianificare le ispezioni, programmare i trasporti eccezionali e disporre di un archivio documentale digitale aggiornato e sempre consultabile.

«Grazie alle tecnologie legate al Private Cloud e forti della nostra esperienza decennale per la sicurezza dei ponti anche in Inghilterra – spiega Enrico Giuriolo, ingegnere meccanico responsabile dell’area software di Pro/Ponti – siamo oggi in grado di fornire sistemi integrati per il mercato delle infrastrutture, come Pro/Ponti, che pianifica e registra tutte le ispezioni necessarie ai manufatti di competenza dell’ente. Nessuna, ispezione verrà più dimenticata grazie al sistema di allarmi e notifiche: uno strumento innovativo e di indubbia utilità per le Pubbliche amministrazioni che hanno il delicato ed importantissimo compito di supervisionare le strutture che collegano il nostro Paese».

Proprio ispezioni regolari consentono di individuare con immediatezza il verificarsi di problematiche sulle strutture, permettendo di intervenire con operazioni mirate minimizzando i costi di manutenzione. Fondamentale, infatti, utilizzare al meglio le risorse facendo pianificazione manutentiva, cosa poco diffusa nella cultura italiana, a cui tuttavia i dirigenti della Provincia di Reggio Emilia tra i primi, hanno pensato per censire e manutenere tutte le strutture di competenza dell’ente.

«Ci siamo abituati a pensare al ponte come ad un’opera eterna, ma così non è – commenta Alessio Pipinato, architetto e ingegnere, ispettore di III livello Rina e responsabile tecnico del progetto Pro/Ponti – Ogni struttura necessita di continue cure e attenzioni per evitare chiusure preventive o, nel peggiore dei casi, crolli spesso improvvisi e purtroppo privi di particolari segnali premonitori visibili. Encomiabile quindi l’iniziativa della Provincia di Reggio Emilia di programmare il censimento e l’ispezione conforme alle Linee Guida 2020 Ponti di queste prime 250 strutture, a cui ne seguiranno altre. La Provincia ha ben chiaro che programmare la manutenzione rappresenta un sicuro risparmio per il futuro, anticipando problematiche di danneggiamento troppo esteso».

La rilevanza di censire ed ispezionare i ponti non è solo un problema di sicurezza per gli utenti della strada o della ferrovia, ma fa riferimento anche a precisi obblighi normativi presenti in Italia fino dal 1967 a seguito di una circolare del Ministero dei Lavori pubblici che obbliga gli enti gestori a effettuare continue ispezioni sui ponti di loro competenza. Il patrimonio infrastrutturale italiano è anziano, in media una vita di esercizio di circa 60-70 anni: non ispezionare i ponti significa per gli enti proprietari assumersi enormi responsabilità.

«Sempre più gli enti locali, proprio come la Provincia di Reggio Emilia, si stanno interessando a questa soluzione che si avvale di tutte le tecnologie oggi disponibili e per questo molto più affidabile, ma al tempo stesso più economica rispetto al passato – conclude Samuele Bernardi, responsabile commerciale Pro/Ponti – Applicare questa metodologia significa garantire sicurezza ai cittadini e assolvere le proprie responsabilità legali per i funzionari pubblici. Riconoscendo l’importanza della formazione rivolta agli enti pubblici sulla corretta applicazione delle normative e sulla necessità di continui aggiornamenti in materia, organizziamo anche webinar gratuiti per tutti».

Provincia di Macerata: contratto a tempo indeterminato per 15 dipendenti

Contratti a tempo indeterminato per 15 dipendenti della Provincia di Macerata. Il presidente Antonio Pettinari, infatti, recependo il DPCM dell’ottobre scorso, firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, pubblicato il 29 novembre in Gazzetta Ufficiale, e l’istruttoria preparata dagli uffici dell’Amministrazione provinciale, ha disposto la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato dei funzionari che erano stati assunti, come previsto dalla legge, nell’Ente, per occuparsi della ricostruzione nelle zone colpite dal sisma.

Il requisito base per la stabilizzazione, come previsto dal DPCM, è possedere alla data del 31 dicembre 2021, un’attività lavorativa legata alla ricostruzione post sisma di almeno 3 anni, anche non continuativi, svolti presso la Provincia o in un altro Ente locale delle zone del cratere. Pertanto, anche se in Provincia di Macerata, sono 22 le figure assunte a tempo determinato per la ricostruzione, 15 soddisfano tale requisito e per loro, nei prossimi giorni, ci sarà la firma del contratto.

I funzionari, in parte ingegneri e amministrativi, più un architetto e un geologo, hanno incontrato il presidente Pettinari che li ha ringraziati per il lavoro fin qui svolto, stimolandoli a un’azione ancora più incisiva, sicuramente favorita d’ora in poi da questa certezza lavorativa.

«È una giornata molto importante, perché si offre una prospettiva stabile di lavoro a 15 funzionari, che erano stati assunti a tempo determinato e che si sono dovuti misurare, in modo impegnativo, con la ricostruzione post sisma – ha dichiarato Pettinari -. In questo momento storico, offrire a ben quindici famiglie un contratto a tempo indeterminato garantito dalla stabilità della Pubblica Amministrazione, è un grande risultato. Superiamo il precariato e valorizziamo quanto hanno realizzato e stanno realizzando per il nostro territorio. Un giusto riconoscimento per il lavoro svolto con i tanti progetti redatti che ci permettono di utilizzare le numerose risorse messe a disposizione per le strade, le scuole e gli altri edifici pubblici provinciali danneggiati dal sisma, e un incentivo per andare avanti in questo modo. Per loro, il contratto a tempo indeterminato partirà dal 30 dicembre prossimo. Ci auguriamo che le stesse opportunità siamo riservate in futuro anche per gli altri precari».

Provincia di Ancona su Caterpillar: chiusura stabilimento di Jesi e licenziamenti

La delocalizzazione non poteva essere la risposta per Elica, non dovrà esserlo neppure per Caterpillar. Se corrisponde a verità che recentemente il lavoro sia aumentato, se corrisponde a verità che il personale è stato interessato da straordinari, seppur in un periodo di difficile reperimento di materie prime, sarà necessariamente vero che trasportare l’attività in altro luogo servirà, non per migliorare la produzione, non per diminuire il prezzo finale al consumatore, né per garantire maggiori standard qualitativi ai nuovi lavoratori, ma per altro. – afferma Andrea Storoni, vice presidente della Provincia di Ancona –  L’azienda riveda la propria posizione sullo stabilimento di Jesi

18 dicembre 2021 – VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI

Si svolgeranno nella giornata di sabato 18 dicembre le elezioni dei 31 Presidenti di Provincia e 75 Consigli Provinciali al voto nella tornata elettorale del 2021.

Un election day che porterà all’ elezione di 31 Presidenti di Provincia e 886 consiglieri provinciali, che saranno votati con il sistema elettorale di secondo livello da 68.499 Sindaci e Consiglieri comunali di oltre 5.500 Comuni, in rappresentanza di oltre 32 milioni e 500 mila cittadine e cittadini.

Sabato 18 dicembre si voterà, dunque in un unico turno presso i seggi aperti nelle sedi stabilite dagli uffici elettorali provinciali, dalle 8,00 alle 20,00.

Si tratta di elezioni di secondo grado, secondo quanto stabilito dalla legge 56/14 di riforma delle Province: elettori ed eletti sono infatti i Sindaci e i Consiglieri comunali, cui è affidata la responsabilità di votare per conto delle comunità e dei cittadini amministrati.

DOVE SI VOTA

Le Province in cui si voterà anche per l’elezione del Presidente sono: Ancona, Alessandria, Ascoli Piceno, Avellino, Belluno, Bergamo, Biella, Caserta, Chieti, Crotone, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Grosseto, Imperia, Latina, L’Aquila, Lecco, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Ravenna, Rovigo, Terni, Treviso, Verbano Cusio Ossola, Viterbo

Sono eleggibili a presidente della Provincia i sindaci dei Comuni della Provincia e il Presidente dura in carica 4 anni.

Le elezioni dei Consigli Provinciali invece riguarderanno 75 Province su 76, esclusa La Spezia che ha votato lo scorso anno.

Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica e il Consiglio dura in carica due anni.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DE PASCALE

“Quelle del 18 dicembre prossimo sono elezioni particolarmente significative per le Province – sottolinea il presidente dell’UPI Michele de Pascale. Il Governo Draghi ha riconosciuto e valorizzato il ruolo di queste istituzioni, assegnando loro importanti responsabilità sia nell’attuazione del PNRR sia con la Legge di Bilancio 2022. Un rilancio dell’ente che nei territori è evidentemente avvertito: tutte le forze politiche partecipano alle elezioni con liste e candidati e i Sindaci dei Comuni interessati al voto, a partire dai Comuni capoluogo, sono presenti nelle liste dei consigli Provinciali. Certo, questa attenzione e questo protagonismo hanno bisogno di un riconoscimento anche istituzionale, attraverso la revisione della legge 56/14 che ormai è ritenuta indispensabile da tutte le forze politiche”.

18 dicembre 2021 – VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI

Si svolgeranno nella giornata di sabato 18 dicembre le elezioni dei 31 Presidenti di Provincia e 75 Consigli Provinciali al voto nella tornata elettorale del 2021.

Un election day che porterà all’ elezione di 31 Presidenti di Provincia e 886 consiglieri provinciali, che saranno votati con il sistema elettorale di secondo livello da 68.499 Sindaci e Consiglieri comunali di oltre 5.500 Comuni, in rappresentanza di oltre 32 milioni e 500 mila cittadine e cittadini.

Sabato 18 dicembre si voterà, dunque in un unico turno presso i seggi aperti nelle sedi stabilite dagli uffici elettorali provinciali, dalle 8,00 alle 20,00.

Si tratta di elezioni di secondo grado, secondo quanto stabilito dalla legge 56/14 di riforma delle Province: elettori ed eletti sono infatti i Sindaci e i Consiglieri comunali, cui è affidata la responsabilità di votare per conto delle comunità e dei cittadini amministrati.

DOVE SI VOTA

Le Province in cui si voterà anche per l’elezione del Presidente sono: Ancona, Alessandria, Ascoli Piceno, Avellino, Belluno, Bergamo, Biella, Caserta, Chieti, Crotone, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Grosseto, Imperia, Latina, L’Aquila, Lecco, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Ravenna, Rovigo, Terni, Treviso, Verbano Cusio Ossola, Viterbo

Sono eleggibili a presidente della Provincia i sindaci dei Comuni della Provincia e il Presidente dura in carica 4 anni.

Le elezioni dei Consigli Provinciali invece riguarderanno 75 Province su 76, esclusa La Spezia che ha votato lo scorso anno.

Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica e il Consiglio dura in carica due anni.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DE PASCALE

“Quelle del 18 dicembre prossimo sono elezioni particolarmente significative per le Province – sottolinea il presidente dell’UPI Michele de Pascale. Il Governo Draghi ha riconosciuto e valorizzato il ruolo di queste istituzioni, assegnando loro importanti responsabilità sia nell’attuazione del PNRR sia con la Legge di Bilancio 2022. Un rilancio dell’ente che nei territori è evidentemente avvertito: tutte le forze politiche partecipano alle elezioni con liste e candidati e i Sindaci dei Comuni interessati al voto, a partire dai Comuni capoluogo, sono presenti nelle liste dei consigli Provinciali. Certo, questa attenzione e questo protagonismo hanno bisogno di un riconoscimento anche istituzionale, attraverso la revisione della legge 56/14 che ormai è ritenuta indispensabile da tutte le forze politiche”.

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