Categoria: Varie

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Atti intimidatori contro gli amministratori: un Vademecum del Ministero dell’Interno

A seguito dell’ultima riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, come riportato in una lettera del Ministero dell’Interno diretta ad UPI e ANCI, è stato evidenziata la necessità di tenere elevata attenzione su questa problematica, soprattutto in questa fase della vita del Paese, segnata da un’emergenza sanitaria senza precedenti, in cui il disagio sociale potrebbe esporre ancora di più gli amministratori ocali ad episodi di intimidazione.

Per questo l’Organismo tecnico dell’Osservatorio, presieduto dal Vice Direttore Generale della Polizia di stato Direttore Centrale della Polizia Criminale Vittorio Rizzi, ha stilato il Vademecum che potete scaricare nel link vademecum Amministratori atti intimidatori

Il testo contiene indicazioni, informazioni e suggerimenti per esprimere una maggiore vicinanzia delle Istituzioni a tutti gli amministratori locali.

Provincia di Frosinone: Dissesto idrogeologico il presidente Pompeo incontra i sindaci dei Comuni della Valle dei Santi e annuncia importanti interventi della Provincia

“Stanziamo 800.000 euro per affrontare le emergenze e sanare criticità esistenti”

Il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, ha incontrato questa mattina i sindaci dei Comuni ricadenti nella Valle dei Santi, alla luce delle gravi criticità affrontate nelle scorse settimane a causa della violenta ondata di maltempo, che ha provocato ingenti danni e riproposto, in modo drammatico, il problema del dissesto idrogeologico.

Ad accompagnarlo i tecnici della Provincia e il consigliere delegato Germano Caperna.

Il presidente Pompeo si è confrontato con i primi cittadini e ascoltato dagli amministratori le istanze e le richieste legate agli interventi più urgenti di messa in sicurezza di strade e aree che, specie negli ultimi episodi, hanno registrato situazioni particolarmente preoccupanti.

Esperia, Castelnuovo Parano, Ausonia, San Giorgio a Liri, Vallemaio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Pignataro Interamna, Coreno Ausonio e Sant’Apollinare: per ciascuno di questi Comuni, dunque, l’Amministrazione provinciale ha già predisposto interventi da eseguire, che vanno ad aggiungersi a lavori già effettuati. Ma il presidente Pompeo ha inteso rassicurare gli amministratori sul sostegno fattivo che l’Ente di Palazzo Jacobucci metterà in campo, oltre a quanto già fatto. Accanto agli interventi di somma urgenza già realizzati, infatti, la Provincia stanzierà ulteriori 500.000 euro dal bilancio, che serviranno non soltanto per sanare le emergenze causate dal maltempo ma anche per risolvere le criticità presenti nelle aree interessate. Per un totale di 800.000 euro.

Sistemazione dei piani viabili, interventi di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria nelle zone che hanno subito movimenti franosi – afferma Pompeo – sono solo alcuni degli interventi pianificati dall’Amministrazione provinciale nella Valle dei Santi che, nei giorni scorsi, è stata colpita duramente da un violento nubifragio: pesanti i danni causati che, solo per un caso fortuito, non hanno provocato una tragedia. Oggi ho ascoltato dai colleghi amministratori numerose problematiche riguardanti i loro territori, sui quali c’è impellente necessità di risorse per la messa in sicurezza. Per questo, oltre ai fondi stanziati dalla Regione Lazio e a quelli che la Provincia ha predisposto per interventi di somma urgenza, abbiamo deciso di impegnare altri 500.000 euro che serviranno non solo per affrontare le situazioni di emergenza ma anche per sanare le criticità presenti che finora non è stato possibile eliminare. La Provincia – ha concluso Pompeo – svolge da sempre un ruolo importante di controllo e sostegno dei territori, con particolare riguardo al settore della viabilità su cui l’attenzione dell’Ente è costantemente puntata: dare risposte concrete agli amministratori del territorio significa svolgere appieno la funzione di cui l’ente provinciale è stato investito dalla nostra Costituzione“.

Tempestività ed efficacia da parte della Provincia – ha aggiunto il consigliere Caperna – non solo sulle emergenze ma anche rispetto alle altre problematiche di un’importante zona del nostro territorio come la valle dei Santi“.

Provincia di Belluno: Tavolo delle politiche attive: priorità al post Covid, senza dimenticare lo sviluppo strategico del territorio

Padrin: «Superare le visioni di parte per il bene della nostra provincia»

 

Soluzioni concrete e immediate per il post-Covid, senza dimenticare le politiche strategiche di ampio respiro per lo sviluppo del Bellunese, partendo dal contributo di tutte le componenti territoriali. È il compito che si è dato il Tavolo delle politiche attive, convocato questa mattina dalla Provincia. Presenti a Palazzo Piloni, Camera di Commercio, Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato, Appia Cna, Ascom, Cgil, Cisl, Uil, Confedilizia, Veneto Lavoro, Confagricoltura, Arav e Fondo Welfare Territoriale.

Il primo giro di tavolo è servito per scattare la fotografia del Bellunese e degli effetti provocati dal lungo lockdown, sia sulle imprese sia su famiglie e servizi. Una situazione complessa e in divenire che mostrerà conseguenze ancora a lungo, hanno rilevato tutti i soggetti presenti alla riunione. Lo dimostrano anche i dati sulla cassa integrazione attivata durante le prime settimane dell’emergenza sanitaria: 177 aziende per 12mila addetti totali (di queste, 88 aziende hanno già chiesto la proroga di altre cinque settimane e altre sei per un’ulteriore proroga di quattro settimane aggiuntive).

«Abbiamo il dovere di intervenire in maniera concreta nell’immediato, per agevolare il superamento di situazioni difficili che si sono create. Poi dovremo agire con quelle strategie di ampio respiro indispensabili per programmare il futuro del nostro territorio – spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Prima di tutto è necessario che abbandoniamo le ideologie di parte per condividere un percorso unitario; lo fanno da sempre i nostri vicini dell’Alto Adige, dobbiamo farlo anche noi. E credo che l’unità di intenti vista questa mattina al Tavolo delle politiche attive sia il primo punto importante che abbiamo raggiunto».

I SOTTO-TAVOLI

Per rendere operativa fin da subito l’unità di intenti, è stato deciso di lavorare su canali tematici ben precisi, raggruppati in quattro sotto-tavoli così costituiti:

il Tavolo delle Infrastrutture (già attivo e coordinato da Confindustria) si occuperà di portare avanti le progettualità relative alla dotazione infrastrutturale del territorio, anche verso la creazione di uno sbocco a Nord con qualsiasi tipo di vettore, anche alla luce degli sviluppi della Zls (zona logistica semplificata) tra Venezia e Rovigo;

il Fondo Welfare Territoriale (già attivo e coordinato dalla presidente Francesca De Biasi) è chiamato a lavorare su quelle che sono le esigenze sociali e delle famiglie;

il gruppo relativo a Lavoro e Formazione (coordinato da Veneto Lavoro);

Il gruppo tematico su Turismo e Promozione Territoriale (coordinato da Dmo Dolomiti), con un occhio di riguardo ai prodotti locali, come hanno sottolineato le associazioni di agricoltori e allevatori, che possono diventare la bandiera dello sviluppo turistico.

«A questi, aggiungeremo un tavolo di coordinamento, molto tecnico, che avrà il compito di individuare le linee di finanziamento e le risorse per ognuna delle azioni che andremo a sviluppare – spiega il presidente Padrin -. Oggi abbiamo diverse possibilità, dai Fondi Comuni di confine che puntano sempre di più verso politiche di area vasta, fino ai fondi speciali per le infrastrutture delle Olimpiadi 2026, al Fondo Letta, alla ricostruzione post-Vaia, al Fondo Welfare… Spetta a noi, attraverso la condivisione delle idee, evitare la dispersione di queste risorse e la messa a frutto di soldi che in questa quantità non torneranno a presentarsi tanto presto al nostro territorio».

TEMPI E MODALITÀ

Le possibilità ci sono, i tempi sembrano stretti. Soprattutto per l’immediato. È per questo che il Tavolo per le politiche attive si è dato compiti semplici da portare avanti subito.

«Ognuno dei soggetti relazionerà nel giro di una settimana sulle attività che ha attivato o che sta facendo per il post-Covid – continua il presidente Padrin -. Poi ci riconvocheremo a brevissimo, per predisporre le prime misure da attivare nell’immediato. Vogliamo arrivare alla fine dell’anno pronti con alcune linee strategiche anche per lo sviluppo futuro, da condividere agli Stati Generali. Ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata a lavorare in sinergia. Lo sviluppo della nostra provincia passa da qui».

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Nuovo Sito Web per l’Upi Veneto

Nuovo sito Web per l’UPI Veneto, l’Unione delle Province del Veneto. Un portale dinamico, facilmente consultabile, dove poter trovare informazioni sull’Unione e conoscere le attività svolte in rete dalle 6 Province del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia. Il portale è online da questa mattina e contiene una serie importante di contenuti, documenti scaricabili e utilità di vario tipo, oltre a un “social wall” che tiene costantemente aggiornato il feed delle notizie dell’Upi. Per visitare il sito basta collegarsi a www.upiveneto.it.

Il nuovo portale è stato realizzato internamente dagli uffici della Provincia di Treviso, il cui presidente Stefano Marcon è attualmente presidente dell’Upi Veneto.

“Vista la grande attività delle Province del Veneto nell’ultimo periodo, specie nel supporto ai sindaci e ai cittadini nel contrastare il Coronavirus, nella programmazione del dimensionamento scolastico e del trasporto, nella manutenzione delle scuole e nel dialogo col Governo per far sentire le istanze dei territori, era fondamentale avere un nuovo portale web che potesse comunicare velocemente – spiega Stefano Marcon, presidente dell’Upi Veneto – Il nostro portale fungerà dunque da cassa di risonanza per le attività delle Province e anche dell’Upi Nazionale, sempre pronto a sostenere i territori con bandi e iniziative”.

Provincia di Frosinone: Trasporti, ieri giornata storica per la Ciociaria con il viaggio inaugurale del Treno ad Alta Velocità Prossimo step la fermata Tav a Ferentino

Il presidente della Provincia Pompeo: testimoni e protagonisti di una svolta epocale per il nostro territorio

 Quella che abbiamo vissuto ieri, prima a Frosinone e poi a Cassino, è stata una giornata che definire storica non è apparso esagerato ad alcuno. Da oggi il Treno ad Alta Velocità fermerà nelle due città della nostra provincia, rendendola logisticamente baricentrica tra nord e sud e assegnandole, finalmente, un ruolo riconosciuto e strategico nell’ottica del rilancio e dello sviluppo del Paese. Ma non è finita qui: con il progetto della prossima stazione Tav a Ferentino, che consentirà di ridurre notevolmente i tempi per raggiungere la capitale con collegamenti veloci – Frosinone-Roma in 25 minuti e Frosinone-Napoli in 35 – la nostra provincia sarà davvero proiettata nel futuro. Un risultato importante, che arriva all’indomani di un’emergenza sanitaria ed economica che ci ha piegati. Un obiettivo che abbiamo centrato restando uniti  e facendo squadra: perché soltanto insieme siamo più forti e vincenti”.

 Non nasconde l’entusiasmo, il presidente della Provincia di Frosinone, di Upi Lazio e sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, nel commentare un evento straordinario per un territorio che merita di essere valorizzato e sostenuto nel difficile processo di ripresa economica, ancora di più dopo la pandemia che ha paralizzato l’Italia intera.

Partecipando alle cerimonie di ieri, nel capoluogo ciociaro e poi a Cassino, Pompeo non ha mancato di sottolineare come l’Alta Velocità, e la futura fermata a Ferentino, era un progetto atteso da anni che finalmente si concretizza, per ripensare il territorio in termini di nuove opportunità, minori distanze con la Capitale e il resto d’Italia, nuova appetibilità per i nostri centri, valorizzazione del mercato immobiliare e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Un’infrastruttura – ha continuato Pompeo – che sarà a servizio dell’intera provincia, permettendole di diventare uno snodo nevralgico per i collegamenti con Milano e con il sud. Non solo: come giustamente ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato di Ferrovie, Gianfranco Battisti, questa consentirà alla nostra provincia di entrare a far parte di un tripolo importante, come quello costituito dalle grandi aree urbane di Roma, Napoli e Bari, e di essere inserita in un circuito di mobilità e trasporti che ha importantissimi risvolti turistici e occupazionali.  Mi piace pensare che Alta Velocità sia anche il motto che tutti noi, adesso, dobbiamo fare nostro se vogliamo davvero riprendere la strada dello sviluppo e dell’innovazione. Come ho avuto il piacere di dire nel corso del mio intervento di ieri davanti a tantissimi cittadini che hanno voluto assistere a un momento straordinario, il territorio ha staccato il primo biglietto per una nuova idea di futuro. Sentiamo tutti forte la necessità di restituire fiducia nell’azione di ricostruzione e ripresa. E la dimostrazione più bella è che quando una provincia viaggia unita per raggiungere un obiettivo, quella è certamente una provincia che vince”.

Provincia di Teramo: La dorsale Adriatica rilanciata dall’UPI. “Ora serve l’Alta Velocità. la Provincia di Teramo e l’Abruzzo per anni hanno lavorato al Corridoio Adriatico” commenta il consigliere delegato all’urbanistica, Lanfranco Cardinale

Il Ministro dei Beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, ha lanciato l’idea di mettere al centro del nuovo piano strategico degli investimenti per il nostro Paese la dorsale Adriatica con un duplice progetto: ferrovia ad Alta velocità in parte su nuovo tracciato che segue le autostrade, e mobilità ciclabile nelle zone ad alto pregio ambientale e naturalistico. La Provincia di Teramo aderisce all’appello del presidente dell’UPI, Michele de Pascale, che ha rilanciato il progetto a tutte le Province della dorsale.

Una nuova linea ad alta velocità che congiunga Taranto a Trieste – commenta il consigliere delegato alla viabilità e all’urbanistica, l’architetto Lanfranco Cardinale l’Abruzzo e la Provincia di Teramo ci hanno lavorato per anni. Se questa parte dell’Italia continua ad essere tagliata fuori dai collegamenti dell’alta velocità ha ben poche speranze di rilanciare l’economia e il turismo e quindi lo sviluppo sostenibile. Che passerà attraverso reti veloci, meno trasporti su gomma e piste ciclabili. L’idea del ministro Franceschini e dell’Unione delle Province va sostenuta, sviluppata e finanziata”.

Come sotto lineato anche dal presidente UPI, de Pascale: “Una linea che oggi rappresenta un grande limite, di portata e di velocità, ma anche una cesura violenta per molte comunità che si stanno ripensando in termini di mobilità leggera e di rigenerazione urbana. Una linea che invece potrebbe cogliere l’occasione storica del cambio di orientamento che sta vivendo l’Unione Europea in termine al sostegno agli investimenti, e rappresentare uno dei grandi progetti infrastrutturali che usufruirà dei nuovi finanziamenti europei annunciati dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.

Una progetto con questa visione consentirebbe di raggiungere tre obiettivi: investimenti infrastrutturali e quindi occupazione; deciso miglioramento degli indicatori ambientali; aumento della competitività con collegamenti veloci verso poli produttivi, culturali e turistici. “Un progetto trasversale che vede unite le Province e che unirebbe le comunità dal nord al sud  – chiosa Cardinale – come Franceschini e de Pascale pensiamo che proprio questo è il momento giusto: dall’emergenza COVID se ne esce con una visione nuova”.

Alta Velocità dorsale Adriatica: de Pascale scrive ai Presidenti di Provincia

Pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente di UPI Michele de Pascale ai Presidenti di Regione, di Provincia e ai Sindaci interessati alla dorsale adriatica.

 

Caro Sindaco, Caro Presidente,

Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, ha lanciato l’idea di mettere al centro del nuovo piano strategico degli investimenti per il nostro Paese la dorsale Adriatica, con un duplice progetto: ferrovia ad Alta velocità in parte su nuovo tracciato che segue le autostrade, e mobilità ciclabile nelle zone ad alto pregio ambientale e naturalistico.

L’idea è suggestiva e rompe un silenzio assordante sulle infrastrutture a servizio di questa parte del paese che, da molti decenni, sembra totalmente dimenticata, a vantaggio di tutto ciò che è invece avvenuto al di là dell’appennino e che ha profondamente cambiato il modo di spostarsi degli italiani.

Da Sindaco di Ravenna, città portuale e turistica, da tempo mi batto per il potenziamento dei collegamenti ferroviari e voglio raccogliere con entusiasmo questa sfida che può aprire una stagione di protagonismo, non solo per le città che si affacciano sull’Adriatico, ma per tutto il Paese in termini di connessioni con il mondo, sia con il nord e l’est europeo che con il Medio Oriente e la Cina. Sono comunità, le nostre, con lo sguardo da sempre rivolto ad est, che possono giocare un ruolo determinante per il rilancio del nostro paese, in termini sociali, culturali ed economici, sia nella logistica che nel turismo.

Parliamo di una linea nuova che congiunga Taranto a Trieste, passando per Bari, Pescara, Ancona, Pesaro, Rimini, Ravenna, Ferrara, Rovigo, Padova e Venezia.

Una linea che oggi rappresenta un grande limite, di portata e di velocità, ma anche una cesura violenta per molte comunità che si stanno ripensando in termini di mobilità leggera e di rigenerazione urbana.

Una linea che invece potrebbe cogliere l’occasione storica del cambio di orientamento che sta vivendo l’Unione Europea in termine al sostegno agli investimenti, e rappresentare uno dei grandi progetti infrastrutturali che usufruirà dei nuovi finanziamenti europei annunciati dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

Un investimento di questa portata terrebbe insieme i tre obiettivi fondamentali che abbiamo davanti a noi: rilanciare gli investimenti con un impatto immediato su occupazione e lavoro; migliorare le nostre performance ambientali, spostando su ferro persone e merci; rendere più competitivo il nostro paese collegandone stabilmente i nodi produttivi e culturali.

Varrebbe per la portualità e la logistica connettendo i tre porti dell’alto Adriatico, Trieste, Venezia e Ravenna, che da tempo, non senza difficoltà, lavorano per la loro integrazione all’interno del NAPA (North Adriatic Ports Association) anche con gli scali del centrosud, con una sinergia fondamentale anche per il rilancio industriale del mezzogiorno.

Varrebbe a maggior ragione sul turismo dove campionesse assolute come Venezia, la riviera Romagnola, con Rimini in testa, o il Salento, potrebbero integrarsi a vicenda e beneficiare di una rete ricchissima di destinazioni balneari e culturali di altissimo valore ma con straordinari margini di crescita come la riviera marchigiana e abruzzese e con città d’arte come Ravenna, Ferrara e Padova.

 

Il dado è tratto, ed è stato lanciato direttamente da uno degli esponenti più autorevoli del Governo, ma non possiamo lasciare questo progetto solo alle istituzioni centrali, e dobbiamo farne una grande sfida collettiva delle comunità che si affacciano sul Mare Adriatico, con i loro Comuni, le loro Province e le loro Regioni.

Ti scrivo quindi per chiedere la tua disponibilità ad un’azione comune affinché questo investimento, da suggestione, diventi concretamente realtà. Facciamone un progetto trasversale, capace di superare i confini geografici ma anche quelli politici, garantendosi così la forza e la gittata di superare gli andamenti dei singoli Governi e cambiare la nostra storia.

Installati nei punti di accesso del Palazzo della Provincia di Potenza e della Prefettura, i termoscanner di controllo e regolazione dell’entrata per la prevenzione del Covid19

L’iniziativa di fatto segue la definizione PROTOCOLLO PER L’ADOZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Nell’incontro tenuto la scorsa settimana, il Presidente, Rocco Guarino, ringraziando per il lavoro svolto e auspicato la sollecita definizione del Protocollo al fine di poter dare maggiore impulso, anche in presenza con le modalità convenute, alle attività della Provincia al fine di poter fornire risposte sempre più concrete al mondo del lavoro e delle imprese fortemente penalizzato dall’emergenza Covid-19. E tutto questo, ha spiegato il Presidente Guarino, per accelerare i processi formativi di progetti da realizzare e di opere cantierabili, stante l’emergenza viabilità ed ancor più in particolare quella dell’edilizia scolastica da far trovare pronta per la riapertura di settembre.

Da questa mattina dunque, è stato dato corso a specifiche misure di prevenzione nell’accesso agli uffici.

Il testo definito è stato integrato con le proposte formulate dalle RSU della Provincia. In linea generale, sono state accolte alcune integrazioni sulle misure di contrasto e contenimento del Covid19 e non quelle sugli aspetti organizzativi che riguardano ogni singolo dirigente.

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