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Edilizia scolastica: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM mutui BEI

E’ stato pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 250 del 27 ottobre 2015 il decreto ministeriale del 1° settembre 2015  “Autorizzazione all’utilizzo da parte delle Regioni di contributi pluriennali” cattraverso la stipula di mutui con la BEI, Banca Europea per gli Investimenti.

Si tratta, come è noto, di mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, che permettono agli Enti locali l’accesso ad un finanziamento a fondo perduto per opere di riqualificazione, rinnovamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come sapete è stato pubblicato l’elenco dei primi 1.215 interventi di edilizia scolastica per il 2015 che saranno finanziati attraverso lo strumento dei mutui agevolati BEI.

Al riguardo, si comunica altresì che su richiesta di Anci e Upi, il termine previsto per gli enti locali per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori è stato prorogato (dal 31 ottobre 2015) al 31 dicembre 2015, così come anticipatoci dal Sottosegretario Faraone nella seduta dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica del 1° ottobre u.s. Il decreto interministeriale di proroga è stato firmato dal Ministro Giannini il 9 ottobre ed è attualmente in itinere. Tale proroga di fatto si è resa necessaria a causa del consistente ritardo accumulatosi nell’emanazione dei diversi provvedimenti e in particolare del decreto interministeriale di cui sopra.

In allegato, una nota riepilogativa su “Le Province, l’edilizia scolastica, le risorse in campo” che riassume le varie misure in atto e/o in procinto di essere realizzate.

Inoltre sul sito del MIUR (http://www.istruzione.it/allegati/2015/prot12812_15.pdf) è stato pubblicato l’avviso pubblico relativo all’attribuzione delle risorse ( 40 milioni di euro) per gli enti locali volti a finanziare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici. 

Documenti allegati:

CONFERENZA STATO-CITTA’ DEL 20 OTTOBRE 2015

IN ALLEGATO IL REPORT DELLA CONFERENZA

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Le nuove Province: prospettive, ruolo e contributo degli Enti di Area Vasta per lo sviluppo del Paese

La relazione del Presidente dell’Upi, Achille Variati
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/relazione%20presidente%20variati%2013%20ottobre.pdf

Le slides del Preisdente Achille Variati: Il tempo della svolta
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/Il%20tempo%20della%20svolta.pdf

Il Dossier sulla finanza pubblica con  i dati aggiornati ad ottobre, illustrati dal Presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/LA%20FINANZA%20DI%20PROVINCE%20E%20CITTA%E2%80%99%20METROPOLITANE%20ottobre%202015.pdf

 
La nota sull’edilizia scolastica
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/nota%20di%20sintesi%20su%20edilizia%20scolastica.pdf

La relazione del Vice Preisdente dell’Upi, Marco Filippeschi “Dalle Province alle Case dei Comuni” https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10
/Dalla%20Provincia%20alla%20Casa%20dei%20Comuni%20comunicazione%20di%20Marco%20Filippeschi%20al%20Seminario%20dell’Upi%2013%2014%20ottobre%202015.pdf

La relazione del Presidente della Provincai di Ferrara, Tiziano Tagliani
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/relazione%20presidente%20tagliani.pdf

La relazione del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone
http://www.upinet.it/docs/contenuti/2015/1/LA%20COESIONE%20TERRITORIALE_Intervento%20Gabellone.pdf

La relazione del Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/LE%20OPPORTUNITA’%20UE_Intervento%20Mottinelli.pdf

Intervento di Carlo Riva Vercellotti, Vicepresidente UPI e Presidente della Provincia di Vercelli


L’intervento di Giuseppe Rinaldi, Presidente della Provincia di Rieti e Presidente Upi Lazio
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/INTERVENTO%20PRES%20RINALDI.pdf

I piani di riassetto organizzativo per costruire il nuovo ente Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza

https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/intervento%20valluzzi.pdf

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Polizia Provinciale: la nota di lettura dell’articolo 5 del DL 78/15 per l’ attuazione delle nuove disposizioni sulla polizia provinciale

In allegato, la nota di lettura dell’articolo 5  del Dl 78/15, finalizzata a fornire le opportune indicazioni per l’ attuazione delle nuove disposizione sulla polizia provinciale.
In particolare il documento si sofferma sulle quetsioni legate all’individuazione del personale di polizia provinciale necessario per le Province, al trasferimento del personale di polizia provinciale alle Regioni e al trasferimento del personale di polizia provinciale ai Comuni.

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Programmazione UE 2014-2020: nuove opportunità per le Province

Le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per il periodo di programmazione 2014-2020 solo per l’Italia ammontano a 42 miliardi di euro di fondi strutturali (con cui verranno finanziati PON e POR) e circa 1 miliardo per i programmi di cooperazione territoriale.

Nella difficile congiuntura economico-finanziaria che ci troviamo ad affrontare, l’Unione delle Province d’Italia ha avviato con l’associazione Tecla un Focus sul Quadro Finanziario Pluriennale per individuare le migliori opportunità a disposizioe delle Province, dettagliato nelle slides allegate.

Allo stesso tempo abbiamo individuato una prima proposta di modello roganizzativo, il Servizio Europeo di Aera Vasta (SEAV), che si innesta perfettamente nel solco dell’attuazione della legge Delrio, che trasforma la Provincia in un ente nuovo, al servizio dei comuni, dei territori e dei loro cittadini. 

Su tale proposta, che intendiamo proporre come modello nazionale nell’ambito della programmazione europea, attendiamo suggerimenti e implementazioni dai territori.

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Soggetti aggregatori, Centrali di committenza e Stazioni uniche appaltanti

Nel mese di luglio è stato insediato il Tavolo nazionale dei soggetti aggregatori che sono stati riconosciuti come tali dall’ANAC ai sensi del DPCM 11 novembre 2014, tra i quali figurano le Province di Perugia e Vicenza (cfr. documento allegato).

L’obiettivo dichiarato è quello di avviare un profondo processo di riduzione della spesa per gli acquisti della PA, come risulta dal comunicato del MEF pubblicato all’indirizzo http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2015/comunicato_0153.html .

Allo stesso tempo, le Province italiane sono oggi impegnate ad attivare esperienze di centrali uniche di committenza e di stazioni uniche appaltanti in attuazione della normativa vigente ed, in particolare di quanto previsto dalla legge 56/14, art. 1, comma 88, attivando le necessarie intese e convenzioni con i Comuni del territorio.

Questo processo si incrocia con l’obbligo previsto per i Comuni non capoluogo di provincia per il termine del 1° novembre 2015 di procedere agli acquisti e agli appalti in modalità associata o con gli enti di area vasta, come previsto  dall’art. 33 del Codice degli appalti.

Con la presente, voglio evidenziare a tutti la centralità di questa problematica per il sistema delle Province. Infatti, sull’aggregazione degli acquisti e degli appalti si gioca una parte essenziale della trasformazione dei nuovi enti di area vasta in enti di secondo livello fortemente focalizzati su un ruolo di supporto e servizio ai Comuni del territorio e la possibilità di conseguire, nell’ambito degli enti locali, risparmi nella spesa che non incidano sui livelli di servizio e sulle prestazioni ai cittadini e ai territori, anche in vista della legge di stabilità 2016.

In sede UPI, abbiamo costituito un piccolo gruppo di lavoro ristretto (a cui partecipano le Province di Brescia, Perugia, Pesaro e Urbino, Reggio Emilia e Vicenza) con l’obiettivo di avviare uno scambio di informazioni tra le diverse esperienze avviate, in modo da accompagnare l’attività del Tavolo dei soggetti aggregatori che è stato costituito presso il MEF e di offrire un supporto a tutte le Province per l’attivazione o lo sviluppo delle Centrali uniche di committenza o le Stazioni uniche appaltanti provinciali, anche in vista del 1° novembre 2015.

A questo fine si allega la prima documentazione raccolta sulle esperienze avviate dalle Province.

 

Achille Variati

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Il testo e la Nota di lettura UPI del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta ufficiale

Il Decreto Legge 78/15 sugli Enti locali, come convertiro in legge dal Parlamento, presenta per le Province e le Città metropolitane importanti positive novità, ma soprattutto segna una inversione di tendenza  rispetto alla considerazione delle problematiche legate alle aree vaste, sia rispetto agli aspetti di carattere finanziario, sia rispetto al necessario rilancio del processo di riordino.

In allegato il testo del decreto legge pubblcatoTesto del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, coordinato con la legge di conversione 6 agosto 2015 , n. 125, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 32/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 140 del 19 giugno 2015, entrato in vigore il 15 agostyo 2015, e la nota di lettura predisposta dagli Uffici UPI.

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Decreto Legge Enti locali: inizia l’esame alla Camera

Inizia oggi l’esame del decreto-legge enti locali presso la Commissione Bilancio della Camera (C3262).

 

Il Relatore è l’on. Misiani (PD).

 

Si allega il testo del provvedimento, che può anche essere scaricato dal seguente link

 

http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0033010&back_to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=3262-e-sede=-e-tipo

 

La fiducia sul provvedimento verrà votata martedì 4 agosto alle 12. Il decreto scade il 18 agosto.

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DL Enti locali: l’allarme dell’Upi su Il Sole 24 Ore “Province a rischio dissesto”

Decreto Enti Locali: Province e Città a rischio dissesto. Così titola oggi Il Sole 24 Ore nell’articolo a firma di Gianni Trovati che riprende e rilancia l’allarme dell’Upi sui conti delle Province. Il testo riporta l’intervento del Presidente Achille Variati nell’audizione alla Commissione Bilancio del Senato, nel quale sono stati illustrati i dati di bilancio certificati che dimostrano l’insostenibilità della manovra economica per Province e Città metropolitane. “Bastano questi pochi numeri – si legge nell’articolo – a delineare le prospettive di un dissesto complessivo”.

In allegato, l’articolo completo, scaricabile anche da http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/

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CONFERENZA STATO CITTÀ STRAORDINARIA DEL 25 GIUGNO 2015

CONFERENZA STATO CITTÀ STRAORDINARIA DEL 25 GIUGNO 2015

 

report

 

 

APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 18 GIUGNO 2015 DELLA CONFERENZA STATO-CITTÀ ED AUTONOMIE LOCALI. 

Approvato 

Punto 1) all’O.d.G.:

 

SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTE IL MONITORAGGIOSEMESTRALE DEL PATTO DI STABILITA’ INTERNO PER L’ANNO 2015 DELLE CITTA’ METROPOLITANE, DELLEPROVINCE E DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 1000 ABITANTI. (ECONOMIA EFINANZE)

Parere favorevole

 

 

 

Punto 2) all’O.d.G.:

 

SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTELA DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI DEL PATTO DI STABILITÀ INTERNOPER GLI ANNI 2015, 2016, 2017 E 2018. (ECONOMIA E FINANZE)

Parere ai sensi dell’articolo 31

Parere favorevole

 

 

Punto 3) all’O.d.G.:

 

COMUNICAZIONE DELLE NOMINE DI RAPPRESENTANTI DELL’ENTE LOCALE NELLECOMMISSIONI TERRITORIALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE.(INTERNO)

Resa comunicazione

 

 

Dl Enti locali: Audizione Commissione Bilancio Senato. Variati “Anci e Upi insieme per salvaguardare i servizi ai cittadini”

“Anci e Upi oggi hanno chiesto insieme ai Senatori della Commissione Bilancio di intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’audizione in Senato sul DL Enti locali, ribadendo la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla legge di stabilità.

 “Le Regioni – sottolinea Variati – avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta  funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell’anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015,  e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno.   Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio. Dati alla mano – indiscutibili perché certificati – nel 2015, sottraendo tutti i tagli previsti dal Governo, le Province potranno contare su 2 miliardi e 100, per far fronte ad una spesa che, secondo quanto ha stabilito il SOSE, per le sole funzioni fondamentali efficientate – cioè ridotte all’osso – è  pari a  2 miliardi e 300 milioni. E’ del tutto evidente che se non si interviene, non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Realtà che ormai hanno compreso bene i parlamentari. Per questo insieme all’Anci abbiamo avanzato alcune proposte essenziali:  che ci sia consentito in via straordinaria di approvare un bilancio per il solo 2015, perché è del tutto impossibile approvare un bilancio triennale in equilibrio;  che ci sia permesso di approvare i bilanci al 30 settembre 2015, perché la possibilità o meno di riuscire a farlo discende da questo decreto legge che non entrerà in vigore prima del 30 luglio; che si prevedano misure per ristorare alle Province e alle Città metropolitane i costi in più sostenuti dal 1 gennaio 2015 per personale e servizi non fondamentali; che ci sia possibile usare l’avanzo libero per predisporre i bilanci e il 50% del ricavato dalle alienazioni patrimoniali per coprire al spesa corrente. Nei prossimi giorni continueremo insieme ad Anci a tenere incontri per trovare le soluzioni più  adeguate a garantire il mantenimento dei servizi sui territori.

 

In allegato, il documento Upi consegnato in audizione e le proposte emendative.

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Job Act, l’Upi in audizione alla Camera

“Il Jobs act è una riforma necessaria per il Paese,  ma ancora una volta non si coglie l’occasione per  investire nei servizi per l’occupazione, su cui l’Italia e’ in grave ritardo”. Lo ha detto il Presidente di Upi Lazio, Giuseppe Rinaldi intervenuto oggi alla Camera dei Deputati per il Comitato Direttivo Upi all’Audizione sul decreto attuativo del Jobs Act di riordino dei servizi per l’impiego. “Il problema – ha detto Rinaldi – e’ che questa  legge di fatto non compie una scelta chiara sul modello di governance del settore, su quali saranno cioe’ le istituzioni che dovranno garantire questi servizi.  Si smonta un sistema dunque, ma non è chiaro come si intende ricostruirlo. Non c’e’ alcuna certezza rispetto ai Centri per l’Impiego, e  se la loro competenza passasse alle Regioni, il rischio e’ che ci ritroveremo con 20 agenzie regionali, con standard, criteri e funzioni diverse, completamente disomogenee sul territorio, con un forte indebolimento dei servizi per i cittadini. Serve invece – ha aggiunto Rinaldi – modificare le norme inserendo interventi in grado di  rafforzare questi Centri con risorse  adeguate, e di mantenere saldo il  legame con i territori.  Solo cosi potranno davvero svolgere a pieno quella funzione di cerniera tra bisogni, domande e offerte di lavoro e sostenere la ripresa dell’occupazione”. Il Presidente Rinaldi ha inoltre richiamato l’attenzione della Commissione Lavoro sul tema più generale del personale delle Province, a partire dai dipendenti dei centri per l’impiego che stanno attraversando una fase di grande incertezza e preoccupazione legata anche ai gravi ritardi dell’ attuazione della legge Delrio.

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