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Province, Saitta “ln Senato la Corte dei Conti conferma l’aumento costi e la mancanza di risparmi.

“Anche oggi nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, la Corte dei Conti ha ribadito che la riforma Delrio sulle Province di sicuro non produrrà risparmi nell’immediato ed è talmente complessa che di certo porterà all’aumento dei costi. Ieri i costituzionalisti chiamati ad esprimere il loro parere hanno chiarito tutti i dubbi di incostituzionalità del testo. Chi altro ancora deve attestare che questa legge è costosa, che produrrà caos, che genererà effetti devastanti sui territori e sul bilancio dello Stato, perché lo capiscano anche il Parlamento e il Governo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il testo del documento consegnato oggi dalla Corte dei Conti alla Commissione Affari costituzionali del Senato, nel quale la magistratura contabile conferma il giudizio critico già espresso alla Camera dei deputati.

“A proposito delle Città metropolitane la Corte dei Conti – sottolinea Saitta – segnala il rischio di “ipertrofia organizzativa” e di “carattere eccentrico” della previsione della divisione in comuni della Città metropolitana perché produrrebbe nuovi enti . Quanto alle funzioni, la Corte nel documento consegnato alla commissione stigmatizza il procedimento di svuotamento previsto dal Disegno di Legge, che definisce complesso, e, facendo l’esempio dell’edilizia scolastica, parla di funzioni anche operative che eccedono la dimensione comunale e che quindi devono restare alle Province. Ma il giudizio netto che si legge nel testo della magistratura contabile – sottolinea Saitta –  è quello in merito ai risparmi: scrive infatti la Corte dei Conti ai Senatori che è del tutto improbabile che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi e che i risparmi nell’immediato sono di entità contenuta, mentre i costi sono considerati talmente certi che nelle conclusioni si sottolinea la necessità di trovare adeguate coperture. Lo stesso segnale di allarme era stato lanciato dalla Corte dei Conti alla Camera dei Deputati, ma lì non si è ritenuto di volere ascoltarlo. Ci aspettiamo che almeno in Senato un richiamo di allerta così importante non resti lettera morta. Altrimenti qualcuno, Governo o Parlamento, dichiari apertamente che anche se la riforma delle Province porterà ad forte aumento della spesa pubblica e al caos, si porterà avanti perché è stata annunciata: almeno i cittadini sapranno a quale follia si sta andando incontro”.

In allegato, il documento consegnato in audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato dalla Corte dei Conti

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Province, audizione commissione Senato

Siamo in una fase di restaurazione. A settembre, quando sarà evidente il grave errore commesso con il caos sulle funzioni e i servizi saranno bloccati perché’ non si saprà chi deve erogarli, partirà il balletto delle deroghe: una parte importante del nostro Paese passerà in mano ai prefetti”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta intervenendo oggi in Commissione Affari Costituzionali del Senato in audizione sul disegno di legge sulle Province e le Città metropolitane.

“Noi siamo molto preoccupati di cosa capiterà ai servizi che gestiamo, di cosa accadrà a settembre alle oltre 5000 scuole delle Province. Chi se ne occuperà? Oggi la Costituzione dice che esistono 5 istituzioni che si occupano di governare i territori: i Comuni, le Province o le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato. Con questo Disegno di Legge si arriva al doppio con Comuni, Unioni di comuni obbligatori per comuni sotto i 5000 abitanti, Unioni di comuni montani obbligatoria per comuni sotto i 3000 abitanti; Comunità montane, previste ancora nella maggior parte delle Regioni, Città metropolitane, Province, Regioni e Stato. Se a questo aggiungiamo la miriade di enti strumentali che questo Disegno di Legge non scalfigge minimamente è evidente il caso in cui si vuole gettare il Paese. Anche sulle Città metropolitane con questo Disegno di Legge si sta sprecando una occasione importante: invece di creare enti forti, capaci di competere con le altre poche grandi aree europee, per cedere ai localismi se ne faranno 20, senza funzioni chiare e senza quella legittimazione che solo il voto diretto dei cittadini può garantire.  Si sta annunciando agli italiani qualcosa di straordinario che dovrebbe cambiare il futuro della nostra politica, ma invece alla fine sarà solo un pasticcio”.

Fortemente critico sulla scelta di aumentare le aree destinate a diventare Città metropolitane è stato anche il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà: “In Italia – ha detto ai senatori –  le aree metropolitane che rispondono agli stessi criteri di quelle presenti nel resto d’Europa sono solo 3: Milano, Napoli e Roma. E pensare che il sindaco del capoluogo che ha già difficoltà a gestire la città che lo ha eletto, possa occuparsi di tutti gli altri Comuni, vuol dire relegare al ruolo di ‘periferie delle periferie’ i territori fuori dal capoluogo”.  A questo proposito il Presidente della Provincia di Napoli, Antonio Pentangelo, ha riportato ai senatori i risultati di un confronto aperto con i sindaci della sua Provincia “la grande maggioranza mi ha confermato che se la Città metropolitana non è eletta dai cittadini, non intendono farne parte. Vuol dire che invece che semplificare, alla fine avremo una Provincia di Napoli con una gran parte dei comuni dell’area, e la Città metropolitana con il Comune capoluogo e pochi altri comuni”.  

“Quello che è drammatico – ha detto il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, Presidente del Consiglio Direttivo Upi – è che non si sappia chi si occuperà dei servizi erogati dalle Province.  In Veneto abbiamo provato a simulare cosa accadrebbe se i centri per l’impiego gestiti dalle Province passassero ad altri enti, pubblici e privati: il costo della gestione raddoppierebbe senza nessun vantaggio per i cittadini”.

In allegato, il documento consegnato in audizione.

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DDL DELRIO – IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DAI DIPENDENTI DELLA PROVINCIA DI POTENZA

Pubblichiamo il documento sottoscritto da alcuni dipendenti della Provincia di Potenza  di contrarietà all’ attuale disegno di riordino delle Province, approvato nella Camera dei Deputati.

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CONFERENZA STATO-CITTA’ 19/12/2013

REPORT

CONFERENZA STATO-CITTA’

19 DICEMBRE 2013

 

 

 

 APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE DEL 28 NOVEMBRE E 3 DICEMBRE 2013 DELLA CONFERENZA STATO-CITTÀ ED AUTONOMIE LOCALI

Punto 1) all’O.d.G.:

 

DIFFERIMENTO DEL TERMINE PER L’APPROVAZIONE DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ANNO 2014. (RICHIESTA ANCI E UPI) Parere ai sensi dell’articolo 151 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

 

Parere favorevole

 

 

Punto 2) all’O.d.G.:

 

SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’INTERNO CONCERNENTE L’INDIVIDUAZIONE DEI COMUNI COINVOLTI DAGLI EVENTI DI AFFLUSSO DI STRANIERI NELL’ANNO 2013. (INTERNO) Intesa ai sensi dell’articolo 2, comma 5, lettera a), capoverso 2-ter, del decreto legge 15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n. 137.

 

Sancita intesa

I rilievi del Servizio Bilancio dello Stato sul DDL Delrio con i tanti nodi da chiarire.

Questi le criticità sollevate nel testo del Servizio Bilancio dello Stato, che alleghiamo integralmente.

1.    In caso di subentro solo parziale delle città metropolitane alle province, per la mancata opzione di parte dei comuni del corrispondente territorio, non risultano del tutto chiari i criteri di riparto di oneri, risorse e obiettivi del patto di stabilità interno tra gli enti subentranti. In particolare, non risultando più previsto il riparto degli obiettivi del patto precedentemente assegnati alle province tra gli enti subentranti, andrebbe confermato se i predetti obiettivi gravino interamente sulla città metropolitana. Andrebbe inoltre chiarito se i comuni, tenuti a farsi carico, nella fase transitoria, degli oneri della gestione commissariale della provincia, possano avvalersi delle risorse allo scopo destinate nel bilancio della stessa. Più in generale andrebbe chiarito se, anche successivamente alla fase transitoria, la duplicazione degli apparati amministrativi  sia suscettibile di assorbire risorse altrimenti destinabili all’esercizio delle funzioni;

2.    in merito alla gratuità degli incarichi politici delle città metropolitane, delle province e delle unioni di comuni, in quanto ricoperti da membri di diritto già retribuiti in ragione di altri incarichi politici sovrapponibili (sindaco o consigliere comunale), andrebbe chiarito se sia parimenti esclusa la possibilità di percepire, in ragione dei predetti incarichi, emolumenti di natura non retributiva, a titolo ad esempio di rimborsi spese. Con riferimento ai possibili risparmi prefigurati dalla relazione tecnica, si segnala che la norma non prevede, in
corrispondenza agli attuali compensi spettanti ai predetti organi politici e destinati a venir meno, conseguenti tagli nei trasferimenti spettanti agli enti subentranti. Pur non trattandosi di maggiori oneri, potrebbe configuarsi, in merito a tale aspetto, la rinuncia a un potenziale risparmio che la relazione stessa quantifica, con riferimento alle sole province, in 111 mln di euro annui, cui dovrebbero aggiungersi le spese per il personale di diretto supporto degli organi politici provinciali. Analoga considerazione appare riferibile alla mancata riduzione di trasferimenti in ragione dei risparmi per minori spese elettorali, rispetto alle quali la relazione tecnica quantifica un importo complessivo di 318,7 milioni di euro (di cui 118,4 milioni a
carico dello Stato);
3.    in merito al meccanismo di premialità nei confronti delle regioni che attuino i provvedimenti di riordino delle funzioni delle province, andrebbe valutato se possano configurarsi eventuali effetti di cassa, con conseguenti oneri per interessi (benché di carattere infrannuale), connessi all’anticipo nell’erogazione delle risorse, cui corrisponderebbe, presumibilmente, un anticipo nella tempistica dei pagamenti delle regioni beneficiarie;
4.    andrebbero inoltre meglio chiariti i profili finanziari della disposizione che prevede l’irrilevanza, ai fini del patto di stabilità interno e di altri vincoli di finanza pubblica, degli effetti derivanti dal trasferimento a regioni e comuni di funzioni precedentemente di spettanza delle province. Andrebbe valutata la coerenza di tale principio, benché da attuarsi nell’ambito di variazioni compensative, anche tra diversi livelli di governo, con quello che prevede il mantenimento degli obiettivi del patto di stabilità interno, precedentemente
attribuiti alle province, in capo alle città metropolitane subentranti o in capo alle province superstiti, benché con funzioni ridotte. Il mantenimento in capo a tali ultimi enti degli obiettivi loro spettanti in precedenza potrebbe infatti non risultare compatibile con la riduzione dei relativi bilanci che si determinerebbe nel caso del trasferimento di risorse e funzioni in capo a comuni e regioni;
5.    in merito alla soppressione della disposizione che prevede l’assoggettamento delle unioni di comuni al patto di stabilità interno a decorrere dal 2014, andrebbe chiarito preliminarmente se, benché non fossero stati inizialmente scontati effetti finanziari positivi a tale titolo, siano stati successivamente aggiornati gli andamenti tendenziali al fine di tenere conto dei presumibili risparmi derivanti dall’estensione della platea di enti soggetti a vincolo. In tal caso infatti occorrerebbe tener conto dell’esigenza di compensare i minori risparmi recati dalla disposizione. In caso contrario invece, gli effetti derivanti dalla norma si configurerebbero
esclusivamente come rinuncia agli ulteriori risparmi, rispetto a quelli scontati negli andamenti tendenziali, che sarebbero comunque derivati dall’implementazione della normativa vigente;
6.    in merito alla disposizione che prevede che, in caso di fusioni di comuni, il comune risultante possa utilizzare i margini di indebitamento consentiti a ciascuno dei comuni confluiti nella fusione, si segnala che la disposizione non prevede un limite temporale al beneficio. Andrebbe pertanto chiarito come si determini, negli esercizi successivi al primo conseguente all’unificazione del bilancio, lo spazio finanziario per l’indebitamento di ciascuno dei comuni confluiti;
7.     in merito alla disposizione che prevede che, ai fini del patto di stabilità interno, nei bilanci dei comuni capofila di convenzioni non siano computate le entrate e le uscite correnti per contributi di amministrazioni pubbliche e le entrate e le relative uscite per rimborsi all’ente capofila delle spese gestite in convenzione, andrebbe chiarito se la norma possa determinare una riduzione di risparmi scontati nei tendenziali con riferimento alle convenzioni in essere.

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DDL DELRIO – AS 1212 : AUDIZIONI IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO DELLA REPUBBLICA

In Allegato il testo del Documento consegnato da UPI in Audizione,  il testo del provvedimento, già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati, il Dossier del Servizio Studi del Senato e il ersoconto della seduta della prima commissione del giorno 8 gennaio 2014.

 

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IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DAI DIPENDENTI DELLA PROVINCIA DI PORDENONE

I sottoscritti dipendenti della Provincia di Pordenone esprimono un profondo disagio per lo stato di grave incertezza causato dalle frettolose scelte politiche finalizzate alla cancellazione delle Province italiane.

Non comprendono le ragioni per le quali il Governo abbia dedicato, con sospetta tempestività, un esclusivo percorso costituzionale finalizzato all’abolizione delle Province, tralasciando, al contempo, ogni valutazione concernente la riorganizzazione di tutti i settori burocratici dello Stato e delle Regioni, che, a causa di sovrapposizioni di ruoli e funzioni, obbligano il cittadino a districarsi quotidianamente in uno scenario di competenze tortuoso e complesso.

Denunciano le diffamatorie campagne di stampa che, definendo le Province come “enti inutili degli stipendi inventati”, additano al pubblico disprezzo tali istituzioni, come se fossero la rappresentazione simbolica dello spreco e dell’arretratezza.

Rivendicano con orgoglio di essere stati e di essere lavoratori impegnati nella costruzione e manutenzione di strade e di edifici scolastici, nella tutela della fauna e dell’ambiente, nella gestione delle politiche del lavoro, nel sostegno di attività culturali, sociali ed economiche, nella programmazione del trasporto pubblico, nella gestione dei servizi della motorizzazione civile e nello svolgimento di altre attività finalizzate alla valorizzazione ed al progresso di una parte importante del territorio della Regione F.V.G.

Evidenziano che qualificare come “inutile” l’Ente che assolve a tali funzioni,  significa non solo insultare i lavoratori direttamente impegnati in questi compiti, ma offendere la verità e la storia di questa istituzione democratica, precludere la conoscenza dei fatti e rendere un cattivo servizio al nostro Paese.

I dipendenti della Provincia di Pordenone non sono contrari ad una razionale riforma della Pubblica Amministrazione, che parta dallo Stato centrale e interessi Regioni, Province, Comuni, e che intervenga per sfoltire quella giungla di società partecipate ed enti strumentali che sfuggono a qualsiasi controllo democratico.

Tuttavia, ritengono che la soppressione delle Province, con la probabile suddivisione di funzioni tra un numero indeterminato di Enti comunali associativi, si risolverebbe in un aggravio dei costi ed un peggioramento dei servizi alla collettività. Pertanto, auspicano un processo di riordino e razionalizzazione delle Province esistenti, che, nel rispetto della Costituzione, rafforzi il loro ruolo mediante il superamento della frammentazione delle funzioni di area vasta e la contestuale riorganizzazione dei servizi decentrati dello Stato e delle Regioni.

Infine, qualunque sia il percorso riformatore che lo Stato e la Regione intendono perseguire, i lavoratori della Provincia di Pordenone rivendicano il diritto di aver precise garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro di tutti i dipendenti, sul rispetto delle professionalità acquisite, e sugli eventuali percorsi di mobilità.

A tal fine, chiedono alle organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, di  riesaminare la posizione formalizzata, senza alcuna consultazione dei lavoratori, nel documento sottoscritto con la Confindustria il 02 settembre 2013, laddove si chiede, inopinatamente, di sopprimere le Province.

I sottoscritti ritengono che tale proposta sia del tutto sbagliata, nel merito e nel metodo.

Sottolineano che la prima ragion d’essere di un sindacato è la difesa dei lavoratori, e che, quindi, un sindacato che condivide il progetto di chiusura di una azienda pubblica di 56.000 dipendenti, senza coinvolgere e rimettere a quest’ultimi le decisioni sul loro futuro, nega la sua stessa essenza.

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CONFERENZA UNIFICATA DEL 14 NOVEMBRE 2013

SI E’ TENUTA IN DATA 14 NOVEMBRE 2013 LA SEDUTA STRAORDINARIA DELLA CONFERENZA UNIFICATA PER DISCUTERE LA LEGGE DI STABILITA’.

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Province: il documento dei dipendenti della Provincia di Ravenna

Documento contro l’abolizione delle Province

I sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna di fronte alla pervicace volontà politica di procedere alla cancellazione di una delle articolazioni più antiche dello Stato Italiano, manifestano un senso di profonda amarezza e di sconcerto per l’ottusità con la quale si intende perseguire questo obiettivo.

Pur consapevoli della necessità di una riforma della pubblica amministrazione che garantisca ai cittadini l’erogazione ottimale dei servizi attraverso un corretto utilizzo delle risorse, non si può non osservare l’approssimazione e la superficialità con la quale questa opera di riforma viene condotta.

Consapevoli altresì della necessità di migliorare il funzionamento delle province stesse, eliminando anacronismi e privilegi ben noti, aumentando la produttività e semplificando la normativa, i firmatari della presente auspicano che venga finalmente colta l’occasione per una vera riforma che, eliminando incoerenze e sovrapposizioni di competenze, consenta tuttavia di mantenere servizi essenziali per il cittadino e di migliorare tanti altri servizi che attualmente la provincia eroga.

L’aver assecondato la deriva populista, portata avanti da un certo tipo di stampa, oltre a danneggiare l’immagine dei dipendenti che, nonostante le difficoltà organizzative e i tagli di bilancio e di personale, si impegnano tutti i giorni nello svolgimento del proprio lavoro, non fa altro che nascondere i veri problemi ed evita di dare risposte concrete al Paese

I sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna mettono in evidenza come l’idea che le Province siano una delle principali fonti di spreco della Pubblica Amministrazione venga smentita da tutti documenti ufficiali sia di fonte governativa che di studi e associazioni (relazioni di accompagnamento ai disegni di legge, stime dell’ufficio studi della camera, indagini dell’Università Bocconi). Infatti l’abolizione delle province, pur essendo una misura spettacolare e di alto valore simbolico per chi intende metterla in atto, risulta di basso impatto economico.

Inoltre l’abolizione delle province andrebbe in una direzione contraria a quanto avviene nel resto dell’Europa dove in 19 stati su 28 (tra cui Francia, Germania e Spagna) il governo del territorio è affidato a tre livelli istituzionali. Per questo consideriamo sia sicuramente più opportuno conservare in funzione l’ente intermedio tra comuni e regioni, l’unico in grado di gestire le funzioni troppo grandi per i primi e troppo territorialmente limitate per le seconde

I firmatari della presente ritengono pertanto che la strada giusta per giungere ad una riforma organica che punti alla semplificazione reale e alla modernizzazione del nostro sistema sia quella di procedere ad una coerente individuazione delle funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle regioni e  a un profondo ripensamento dell’adeguatezza dimensionale di ogni livello di governo, affinché le istituzioni territoriali possano esercitare effettivamente le loro funzioni in autonomia e responsabilità.

Per tutte queste considerazioni (e ce ne sarebbero tante altre da aggiungere) i sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna accolgono la richiesta del presidente dell’UPI dott. Antonio Saitta, aderiscono integralmente al documento e chiedono a tutti gli esponenti politici rappresentativi dell’Emilia Romagna un incontro urgente, affinché si discuta con spirito leale, costruttivo, sereno e di verità, in merito alle ripercussioni che tale eliminazione comporterebbe sulla collettività.

In allegato il documento inviato a Governo, Parlamento, Partiti politici ed organi di stampa

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La relazione presentata dalla Corte dei Conti

La relazione presentata dalla Corte dei Conti in occasione dell’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali Camera sul ddl AC1542, nella quale sono evidenziate numerose criticità in ordine alle ricadute di carattere finanziario connesse allo “svuota-Province”

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CONFERENZA UNIFICATA DEL 7 NOVEMBRE 2013

CONFERENZA UNIFICATA DEL 7 NOVEMBRE 2013

 

report

 

 

 APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 17 OTTOBRE 2013.

 

Punto 1) all’O.d.G.:

 

PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE RECANTE: “DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO” (LEGGE DI STABILITÀ 2014) (A.S. 1120). (ECONOMIA E FINANZE)

Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. a), n. 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

RINVIO

 

Punto 2) all’O.d.G.:

 

PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE PER LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO-LEGGE 15 OTTOBRE 2013, N. 120, RECANTE MISURE URGENTI PER IL RIEQUILIBRIO DELLA FINANZA PUBBLICA NONCHÉ IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE (A.C. 1690). (ECONOMIA E FINANZE)

Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281

PARERE FAVOREVOLE CON EMENDAMENTI (DOC. UPI)

 

 

Punto 3) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTE LA CODIFICAZIONE, LE MODALITÀ E I TEMPI PER LA TRASMISSIONE QUOTIDIANA DEI DATI DELLE STRUTTURE SANITARIE ALLA BANCA DATI SIOPE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 14, COMMI 6 E 8, DELLA LEGGE 31 DICEMBRE 2009, N. 196. (ECONOMIA E FINANZE)

Parere ai sensi dell’articolo 14, comma 8, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

PARERE FAVOREVOLE

 

Punto 4) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONCERNENTE RIPARTIZIONE, PER L’ANNO 2013, DEI FONDI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 9 E 15 DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1999, N. 482, IN MATERIA DI TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE, PER IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI PRESENTATI DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. (AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE)

Parere ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 2011.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

Punto 5) all’O.d.G.:

 

ACQUISIZIONE DELLA SOSTITUZIONE DI UN COMPONENTE DELLE REGIONI NEL TAVOLO ISTITUZIONALE PREVISTO DALL’ARTICOLO 2, COMMA 2, DELL’ACCORDO TRA GOVERNO, REGIONI ED ENTI LOCALI, SANCITO CON ATTO REP. N. 59/CU DEL 10 MAGGIO 2012 DALLA CONFERENZA UNIFICATA, CONCERNENTE L’ATTUAZIONE DELLE MISURE PREVISTE DAL DECRETO-LEGGE 9 FEBBRAIO 2012, N. 5 RECANTE: “DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE E SVILUPPO”, CONVERTITO DALLA LEGGE 4 APRILE 2012, N. 35. (PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SEMPLIFICAZIONE)

Acquisizione della designazione ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

DESIGNAZIONE REGIONI

 

 

Punto 6) all’O.d.G.:

 

ACQUISIZIONE DEL CONCERTO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 39 DELLA LEGGE 28 MARZO 2001, N. 149, SULLA RELAZIONE DELLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 28 MARZO 2001, N. 149, MODIFICATIVA DELLA LEGGE 4 MAGGIO 1983, N. 184, RECANTE “DISCIPLINA DELL’ADOZIONE E DELL’AFFIDAMENTO DEI MINORI, NONCHE’ AL TITOLO VIII DEL LIBRO PRIMO DEL CODICE CIVILE”. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI – GIUSTIZIA) Acquisizione del concerto ai sensi dell’articolo 39 della legge 28 marzo 2001, n. 149.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

Punto 7) all’O.d.G.:

 

INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, DI CONCERTO CON IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, DI APPROVAZIONE DEL PIANO DI RIPARTO DELLE RISORSE FINANZIARIE RELATIVE AL RINNOVO DEL SECONDO BIENNIO DEL CONTRATTO COLLETTIVO 2004-2007 PER IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, DA ASSEGNARE ALLE REGIONI A STATUTO SPECIALE NONCHÉ ALLE GESTIONI GOVERNATIVE E ALLE AZIENDE SOVVENZIONATE DIRETTAMENTE DALLO STATO. ANNO 2011. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)

Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 1230, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

SANCITA INTESA

 

 

Punto 8) all’O.d.G.:

 

INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, DI APPROVAZIONE DEL PIANO DI RIPARTO DELLE RISORSE FINANZIARIE RELATIVE AL RINNOVO DEL PRIMO BIENNIO DEL CONTRATTO COLLETTIVO 2004-2007 PER IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, DA ASSEGNARE ALLE REGIONI SICILIANA E FRIULI-VENEZIA GIULIA, NONCHÉ ALLE GESTIONI GOVERNATIVE E ALLE AZIENDE DIRETTAMENTE SOVVENZIONATE DALLO STATO. ANNO 2012. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)

Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito dalla legge 22 aprile 2005, n. 58.

SANCITA INTESA

 

 

 

Punto 9) all’O.d.G.:

 

REVOCA DELLA DELIBERA DELLA CONFERENZA UNIFICATA DEL 10 DICEMBRE 2003 (REP. ATTI N. 705/CU), CHE INDIVIDUA LA REGIONE LAZIO QUALE REGIONE SUL CUI TERRITORIO IL FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE LIMITA IL PROPRIO INTERVENTO ALLA CONTROGARANZIA DEI FONDI REGIONALI E DEI CONSORZI DI GARANZIA FIDI. (SVILUPPO ECONOMICO – ECONOMIA E FINANZE)

Delibera ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera r) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

 

 

Punto 10) all’O.d.G.:

 

INTESA SULLO SCHEMA DI DIRETTIVA INERENTE IL “PROGRAMMA NAZIONALE DI SOCCORSO PER IL RISCHIO SISMICO”. (PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI)

Intesa ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legge 7 settembre 2001, n. 343 convertito con modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 401.

SANCITA INTESA

 

 

 

Punto 11) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO E RIUSO DEL SUOLO EDIFICATO. (POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

PARERE FAVOREVOLE CON EMENDAMENTI (DOC. UPI)

 

 

Punto 12) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DELLA STRUTTURA BIOPARCO DI SICILIA, CON SEDE A CARINI (PA), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

Punto 13) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL SAFARI PARK DI POMBIA (NO), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

Punto 14) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DELLA STRUTTURA ZOOM TORINO, SITO IN CUMIANA (TO), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.

PARERE FAVOREVOLE

 

 

Punto 15) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL SAFARI PARK PALABLU DI GARDALAND, SITO IN CASTELNUOVO DEL GARDA (VR), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.

RINVIO

 

 

Punto 16) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL PARCO FAUNISTICO DEL MONTE AMIATA, SITO NEL TERRITORIO DI ARCIDOSSO (GR), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.

PARERE FAVOREVOLE

 

Punto 17) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, RECANTE MODIFICHE ALLA PARTE PRIMA DELL’ALLEGATO IV ALLA PARTE QUINTA DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, IN RELAZIONE ALLE LINEE DI TRATTAMENTO FANGHI DERIVANTI DAL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 272, COMMA 1, DELLO STESSO DECRETO LEGISLATIVO. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE  – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)

Parere ai sensi dell’articolo 281, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

PARERE FAVOREVOLE

 

Punto 18) all’O.d.G.:

 

PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE RECANTE: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI, DI RIORDINO DELLE PROFESSIONI SANITARIE, DI TUTELA DELLA SALUTE UMANA NONCHÉ DI BENESSERE ANIMALE. (SALUTE)

Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

PARERE FAVOREVOLE

 

Punto 19) all’O.d.G.:

 

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI CONCERNENTE IL RIPARTO PER L’ANNO 2013 DEL FONDO NAZIONALE PER L’ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI)

Parere ai sensi dell’articolo 23, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

PARERE FAVOREVOLE

 

Documenti allegati:

PROVINCE: IL DOCUMENTO DELLE RSU DEL VENETO

In allegato il documento delle RSU delle Province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, nel quale si esprime  “la propria preoccupazione di fronte all’attuale e perdurante confusione derivante dall’assenza di un progetto di riforma organica di riordino della Pubblica Amministrazione, accentuata dal susseguirsi di molteplici norme, a volte in palese contraddizione fra loro o addirittura cassate parzialmente dalla Corte Costituzionale”.

Documenti allegati:

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