Pubblichiamo il documento sottoscritto da alcuni dipendenti della Provincia di Potenza di contrarietà all’ attuale disegno di riordino delle Province, approvato nella Camera dei Deputati.
Pubblichiamo il documento sottoscritto da alcuni dipendenti della Provincia di Potenza di contrarietà all’ attuale disegno di riordino delle Province, approvato nella Camera dei Deputati.
REPORT
CONFERENZA STATO-CITTA’
19 DICEMBRE 2013
APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE DEL 28 NOVEMBRE E 3 DICEMBRE 2013 DELLA CONFERENZA STATO-CITTÀ ED AUTONOMIE LOCALI
Punto 1) all’O.d.G.:
DIFFERIMENTO DEL TERMINE PER L’APPROVAZIONE DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ANNO 2014. (RICHIESTA ANCI E UPI) Parere ai sensi dell’articolo 151 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Parere favorevole
Punto 2) all’O.d.G.:
SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’INTERNO CONCERNENTE L’INDIVIDUAZIONE DEI COMUNI COINVOLTI DAGLI EVENTI DI AFFLUSSO DI STRANIERI NELL’ANNO 2013. (INTERNO) Intesa ai sensi dell’articolo 2, comma 5, lettera a), capoverso 2-ter, del decreto legge 15 ottobre 2013, n. 120 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n. 137.
Sancita intesa
In Allegato il testo del Documento consegnato da UPI in Audizione, il testo del provvedimento, già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati, il Dossier del Servizio Studi del Senato e il ersoconto della seduta della prima commissione del giorno 8 gennaio 2014.
Questi le criticità sollevate nel testo del Servizio Bilancio dello Stato, che alleghiamo integralmente.
1. In caso di subentro solo parziale delle città metropolitane alle province, per la mancata opzione di parte dei comuni del corrispondente territorio, non risultano del tutto chiari i criteri di riparto di oneri, risorse e obiettivi del patto di stabilità interno tra gli enti subentranti. In particolare, non risultando più previsto il riparto degli obiettivi del patto precedentemente assegnati alle province tra gli enti subentranti, andrebbe confermato se i predetti obiettivi gravino interamente sulla città metropolitana. Andrebbe inoltre chiarito se i comuni, tenuti a farsi carico, nella fase transitoria, degli oneri della gestione commissariale della provincia, possano avvalersi delle risorse allo scopo destinate nel bilancio della stessa. Più in generale andrebbe chiarito se, anche successivamente alla fase transitoria, la duplicazione degli apparati amministrativi sia suscettibile di assorbire risorse altrimenti destinabili all’esercizio delle funzioni;
2. in merito alla gratuità degli incarichi politici delle città metropolitane, delle province e delle unioni di comuni, in quanto ricoperti da membri di diritto già retribuiti in ragione di altri incarichi politici sovrapponibili (sindaco o consigliere comunale), andrebbe chiarito se sia parimenti esclusa la possibilità di percepire, in ragione dei predetti incarichi, emolumenti di natura non retributiva, a titolo ad esempio di rimborsi spese. Con riferimento ai possibili risparmi prefigurati dalla relazione tecnica, si segnala che la norma non prevede, in
corrispondenza agli attuali compensi spettanti ai predetti organi politici e destinati a venir meno, conseguenti tagli nei trasferimenti spettanti agli enti subentranti. Pur non trattandosi di maggiori oneri, potrebbe configuarsi, in merito a tale aspetto, la rinuncia a un potenziale risparmio che la relazione stessa quantifica, con riferimento alle sole province, in 111 mln di euro annui, cui dovrebbero aggiungersi le spese per il personale di diretto supporto degli organi politici provinciali. Analoga considerazione appare riferibile alla mancata riduzione di trasferimenti in ragione dei risparmi per minori spese elettorali, rispetto alle quali la relazione tecnica quantifica un importo complessivo di 318,7 milioni di euro (di cui 118,4 milioni a
carico dello Stato);
3. in merito al meccanismo di premialità nei confronti delle regioni che attuino i provvedimenti di riordino delle funzioni delle province, andrebbe valutato se possano configurarsi eventuali effetti di cassa, con conseguenti oneri per interessi (benché di carattere infrannuale), connessi all’anticipo nell’erogazione delle risorse, cui corrisponderebbe, presumibilmente, un anticipo nella tempistica dei pagamenti delle regioni beneficiarie;
4. andrebbero inoltre meglio chiariti i profili finanziari della disposizione che prevede l’irrilevanza, ai fini del patto di stabilità interno e di altri vincoli di finanza pubblica, degli effetti derivanti dal trasferimento a regioni e comuni di funzioni precedentemente di spettanza delle province. Andrebbe valutata la coerenza di tale principio, benché da attuarsi nell’ambito di variazioni compensative, anche tra diversi livelli di governo, con quello che prevede il mantenimento degli obiettivi del patto di stabilità interno, precedentemente
attribuiti alle province, in capo alle città metropolitane subentranti o in capo alle province superstiti, benché con funzioni ridotte. Il mantenimento in capo a tali ultimi enti degli obiettivi loro spettanti in precedenza potrebbe infatti non risultare compatibile con la riduzione dei relativi bilanci che si determinerebbe nel caso del trasferimento di risorse e funzioni in capo a comuni e regioni;
5. in merito alla soppressione della disposizione che prevede l’assoggettamento delle unioni di comuni al patto di stabilità interno a decorrere dal 2014, andrebbe chiarito preliminarmente se, benché non fossero stati inizialmente scontati effetti finanziari positivi a tale titolo, siano stati successivamente aggiornati gli andamenti tendenziali al fine di tenere conto dei presumibili risparmi derivanti dall’estensione della platea di enti soggetti a vincolo. In tal caso infatti occorrerebbe tener conto dell’esigenza di compensare i minori risparmi recati dalla disposizione. In caso contrario invece, gli effetti derivanti dalla norma si configurerebbero
esclusivamente come rinuncia agli ulteriori risparmi, rispetto a quelli scontati negli andamenti tendenziali, che sarebbero comunque derivati dall’implementazione della normativa vigente;
6. in merito alla disposizione che prevede che, in caso di fusioni di comuni, il comune risultante possa utilizzare i margini di indebitamento consentiti a ciascuno dei comuni confluiti nella fusione, si segnala che la disposizione non prevede un limite temporale al beneficio. Andrebbe pertanto chiarito come si determini, negli esercizi successivi al primo conseguente all’unificazione del bilancio, lo spazio finanziario per l’indebitamento di ciascuno dei comuni confluiti;
7. in merito alla disposizione che prevede che, ai fini del patto di stabilità interno, nei bilanci dei comuni capofila di convenzioni non siano computate le entrate e le uscite correnti per contributi di amministrazioni pubbliche e le entrate e le relative uscite per rimborsi all’ente capofila delle spese gestite in convenzione, andrebbe chiarito se la norma possa determinare una riduzione di risparmi scontati nei tendenziali con riferimento alle convenzioni in essere.
I sottoscritti dipendenti della Provincia di Pordenone esprimono un profondo disagio per lo stato di grave incertezza causato dalle frettolose scelte politiche finalizzate alla cancellazione delle Province italiane.
Non comprendono le ragioni per le quali il Governo abbia dedicato, con sospetta tempestività, un esclusivo percorso costituzionale finalizzato all’abolizione delle Province, tralasciando, al contempo, ogni valutazione concernente la riorganizzazione di tutti i settori burocratici dello Stato e delle Regioni, che, a causa di sovrapposizioni di ruoli e funzioni, obbligano il cittadino a districarsi quotidianamente in uno scenario di competenze tortuoso e complesso.
Denunciano le diffamatorie campagne di stampa che, definendo le Province come “enti inutili degli stipendi inventati”, additano al pubblico disprezzo tali istituzioni, come se fossero la rappresentazione simbolica dello spreco e dell’arretratezza.
Rivendicano con orgoglio di essere stati e di essere lavoratori impegnati nella costruzione e manutenzione di strade e di edifici scolastici, nella tutela della fauna e dell’ambiente, nella gestione delle politiche del lavoro, nel sostegno di attività culturali, sociali ed economiche, nella programmazione del trasporto pubblico, nella gestione dei servizi della motorizzazione civile e nello svolgimento di altre attività finalizzate alla valorizzazione ed al progresso di una parte importante del territorio della Regione F.V.G.
Evidenziano che qualificare come “inutile” l’Ente che assolve a tali funzioni, significa non solo insultare i lavoratori direttamente impegnati in questi compiti, ma offendere la verità e la storia di questa istituzione democratica, precludere la conoscenza dei fatti e rendere un cattivo servizio al nostro Paese.
I dipendenti della Provincia di Pordenone non sono contrari ad una razionale riforma della Pubblica Amministrazione, che parta dallo Stato centrale e interessi Regioni, Province, Comuni, e che intervenga per sfoltire quella giungla di società partecipate ed enti strumentali che sfuggono a qualsiasi controllo democratico.
Tuttavia, ritengono che la soppressione delle Province, con la probabile suddivisione di funzioni tra un numero indeterminato di Enti comunali associativi, si risolverebbe in un aggravio dei costi ed un peggioramento dei servizi alla collettività. Pertanto, auspicano un processo di riordino e razionalizzazione delle Province esistenti, che, nel rispetto della Costituzione, rafforzi il loro ruolo mediante il superamento della frammentazione delle funzioni di area vasta e la contestuale riorganizzazione dei servizi decentrati dello Stato e delle Regioni.
Infine, qualunque sia il percorso riformatore che lo Stato e la Regione intendono perseguire, i lavoratori della Provincia di Pordenone rivendicano il diritto di aver precise garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro di tutti i dipendenti, sul rispetto delle professionalità acquisite, e sugli eventuali percorsi di mobilità.
A tal fine, chiedono alle organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, di riesaminare la posizione formalizzata, senza alcuna consultazione dei lavoratori, nel documento sottoscritto con la Confindustria il 02 settembre 2013, laddove si chiede, inopinatamente, di sopprimere le Province.
I sottoscritti ritengono che tale proposta sia del tutto sbagliata, nel merito e nel metodo.
Sottolineano che la prima ragion d’essere di un sindacato è la difesa dei lavoratori, e che, quindi, un sindacato che condivide il progetto di chiusura di una azienda pubblica di 56.000 dipendenti, senza coinvolgere e rimettere a quest’ultimi le decisioni sul loro futuro, nega la sua stessa essenza.
SI E’ TENUTA IN DATA 14 NOVEMBRE 2013 LA SEDUTA STRAORDINARIA DELLA CONFERENZA UNIFICATA PER DISCUTERE LA LEGGE DI STABILITA’.
La relazione presentata dalla Corte dei Conti in occasione dell’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali Camera sul ddl AC1542, nella quale sono evidenziate numerose criticità in ordine alle ricadute di carattere finanziario connesse allo “svuota-Province”
Documento contro l’abolizione delle Province
I sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna di fronte alla pervicace volontà politica di procedere alla cancellazione di una delle articolazioni più antiche dello Stato Italiano, manifestano un senso di profonda amarezza e di sconcerto per l’ottusità con la quale si intende perseguire questo obiettivo.
Pur consapevoli della necessità di una riforma della pubblica amministrazione che garantisca ai cittadini l’erogazione ottimale dei servizi attraverso un corretto utilizzo delle risorse, non si può non osservare l’approssimazione e la superficialità con la quale questa opera di riforma viene condotta.
Consapevoli altresì della necessità di migliorare il funzionamento delle province stesse, eliminando anacronismi e privilegi ben noti, aumentando la produttività e semplificando la normativa, i firmatari della presente auspicano che venga finalmente colta l’occasione per una vera riforma che, eliminando incoerenze e sovrapposizioni di competenze, consenta tuttavia di mantenere servizi essenziali per il cittadino e di migliorare tanti altri servizi che attualmente la provincia eroga.
L’aver assecondato la deriva populista, portata avanti da un certo tipo di stampa, oltre a danneggiare l’immagine dei dipendenti che, nonostante le difficoltà organizzative e i tagli di bilancio e di personale, si impegnano tutti i giorni nello svolgimento del proprio lavoro, non fa altro che nascondere i veri problemi ed evita di dare risposte concrete al Paese
I sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna mettono in evidenza come l’idea che le Province siano una delle principali fonti di spreco della Pubblica Amministrazione venga smentita da tutti documenti ufficiali sia di fonte governativa che di studi e associazioni (relazioni di accompagnamento ai disegni di legge, stime dell’ufficio studi della camera, indagini dell’Università Bocconi). Infatti l’abolizione delle province, pur essendo una misura spettacolare e di alto valore simbolico per chi intende metterla in atto, risulta di basso impatto economico.
Inoltre l’abolizione delle province andrebbe in una direzione contraria a quanto avviene nel resto dell’Europa dove in 19 stati su 28 (tra cui Francia, Germania e Spagna) il governo del territorio è affidato a tre livelli istituzionali. Per questo consideriamo sia sicuramente più opportuno conservare in funzione l’ente intermedio tra comuni e regioni, l’unico in grado di gestire le funzioni troppo grandi per i primi e troppo territorialmente limitate per le seconde
I firmatari della presente ritengono pertanto che la strada giusta per giungere ad una riforma organica che punti alla semplificazione reale e alla modernizzazione del nostro sistema sia quella di procedere ad una coerente individuazione delle funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle regioni e a un profondo ripensamento dell’adeguatezza dimensionale di ogni livello di governo, affinché le istituzioni territoriali possano esercitare effettivamente le loro funzioni in autonomia e responsabilità.
Per tutte queste considerazioni (e ce ne sarebbero tante altre da aggiungere) i sottoscritti dipendenti della Provincia di Ravenna accolgono la richiesta del presidente dell’UPI dott. Antonio Saitta, aderiscono integralmente al documento e chiedono a tutti gli esponenti politici rappresentativi dell’Emilia Romagna un incontro urgente, affinché si discuta con spirito leale, costruttivo, sereno e di verità, in merito alle ripercussioni che tale eliminazione comporterebbe sulla collettività.
In allegato il documento inviato a Governo, Parlamento, Partiti politici ed organi di stampa
CONFERENZA UNIFICATA DEL 7 NOVEMBRE 2013
report
APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 17 OTTOBRE 2013.
Punto 1) all’O.d.G.:
PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE RECANTE: “DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO” (LEGGE DI STABILITÀ 2014) (A.S. 1120). (ECONOMIA E FINANZE)
Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. a), n. 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
RINVIO
Punto 2) all’O.d.G.:
PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE PER LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO-LEGGE 15 OTTOBRE 2013, N. 120, RECANTE MISURE URGENTI PER IL RIEQUILIBRIO DELLA FINANZA PUBBLICA NONCHÉ IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE (A.C. 1690). (ECONOMIA E FINANZE)
Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
PARERE FAVOREVOLE CON EMENDAMENTI (DOC. UPI)
Punto 3) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTE LA CODIFICAZIONE, LE MODALITÀ E I TEMPI PER LA TRASMISSIONE QUOTIDIANA DEI DATI DELLE STRUTTURE SANITARIE ALLA BANCA DATI SIOPE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 14, COMMI 6 E 8, DELLA LEGGE 31 DICEMBRE 2009, N. 196. (ECONOMIA E FINANZE)
Parere ai sensi dell’articolo 14, comma 8, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 4) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONCERNENTE RIPARTIZIONE, PER L’ANNO 2013, DEI FONDI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 9 E 15 DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1999, N. 482, IN MATERIA DI TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE, PER IL FINANZIAMENTO DEI PROGETTI PRESENTATI DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. (AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE)
Parere ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 luglio 2011.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 5) all’O.d.G.:
ACQUISIZIONE DELLA SOSTITUZIONE DI UN COMPONENTE DELLE REGIONI NEL TAVOLO ISTITUZIONALE PREVISTO DALL’ARTICOLO 2, COMMA 2, DELL’ACCORDO TRA GOVERNO, REGIONI ED ENTI LOCALI, SANCITO CON ATTO REP. N. 59/CU DEL 10 MAGGIO 2012 DALLA CONFERENZA UNIFICATA, CONCERNENTE L’ATTUAZIONE DELLE MISURE PREVISTE DAL DECRETO-LEGGE 9 FEBBRAIO 2012, N. 5 RECANTE: “DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE E SVILUPPO”, CONVERTITO DALLA LEGGE 4 APRILE 2012, N. 35. (PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SEMPLIFICAZIONE)
Acquisizione della designazione ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
DESIGNAZIONE REGIONI
Punto 6) all’O.d.G.:
ACQUISIZIONE DEL CONCERTO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 39 DELLA LEGGE 28 MARZO 2001, N. 149, SULLA RELAZIONE DELLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 28 MARZO 2001, N. 149, MODIFICATIVA DELLA LEGGE 4 MAGGIO 1983, N. 184, RECANTE “DISCIPLINA DELL’ADOZIONE E DELL’AFFIDAMENTO DEI MINORI, NONCHE’ AL TITOLO VIII DEL LIBRO PRIMO DEL CODICE CIVILE”. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI – GIUSTIZIA) Acquisizione del concerto ai sensi dell’articolo 39 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 7) all’O.d.G.:
INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, DI CONCERTO CON IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, DI APPROVAZIONE DEL PIANO DI RIPARTO DELLE RISORSE FINANZIARIE RELATIVE AL RINNOVO DEL SECONDO BIENNIO DEL CONTRATTO COLLETTIVO 2004-2007 PER IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, DA ASSEGNARE ALLE REGIONI A STATUTO SPECIALE NONCHÉ ALLE GESTIONI GOVERNATIVE E ALLE AZIENDE SOVVENZIONATE DIRETTAMENTE DALLO STATO. ANNO 2011. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 1230, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
SANCITA INTESA
Punto 8) all’O.d.G.:
INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, DI APPROVAZIONE DEL PIANO DI RIPARTO DELLE RISORSE FINANZIARIE RELATIVE AL RINNOVO DEL PRIMO BIENNIO DEL CONTRATTO COLLETTIVO 2004-2007 PER IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, DA ASSEGNARE ALLE REGIONI SICILIANA E FRIULI-VENEZIA GIULIA, NONCHÉ ALLE GESTIONI GOVERNATIVE E ALLE AZIENDE DIRETTAMENTE SOVVENZIONATE DALLO STATO. ANNO 2012. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito dalla legge 22 aprile 2005, n. 58.
SANCITA INTESA
Punto 9) all’O.d.G.:
REVOCA DELLA DELIBERA DELLA CONFERENZA UNIFICATA DEL 10 DICEMBRE 2003 (REP. ATTI N. 705/CU), CHE INDIVIDUA LA REGIONE LAZIO QUALE REGIONE SUL CUI TERRITORIO IL FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE LIMITA IL PROPRIO INTERVENTO ALLA CONTROGARANZIA DEI FONDI REGIONALI E DEI CONSORZI DI GARANZIA FIDI. (SVILUPPO ECONOMICO – ECONOMIA E FINANZE)
Delibera ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera r) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 10) all’O.d.G.:
INTESA SULLO SCHEMA DI DIRETTIVA INERENTE IL “PROGRAMMA NAZIONALE DI SOCCORSO PER IL RISCHIO SISMICO”. (PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI)
Intesa ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legge 7 settembre 2001, n. 343 convertito con modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 401.
SANCITA INTESA
Punto 11) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO E RIUSO DEL SUOLO EDIFICATO. (POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
PARERE FAVOREVOLE CON EMENDAMENTI (DOC. UPI)
Punto 12) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DELLA STRUTTURA BIOPARCO DI SICILIA, CON SEDE A CARINI (PA), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 13) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL SAFARI PARK DI POMBIA (NO), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 14) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DELLA STRUTTURA ZOOM TORINO, SITO IN CUMIANA (TO), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 15) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL SAFARI PARK PALABLU DI GARDALAND, SITO IN CASTELNUOVO DEL GARDA (VR), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.
RINVIO
Punto 16) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO IN FAVORE DEL PARCO FAUNISTICO DEL MONTE AMIATA, SITO NEL TERRITORIO DI ARCIDOSSO (GR), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del richiamato decreto legislativo n. 73 del 2005.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 17) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, RECANTE MODIFICHE ALLA PARTE PRIMA DELL’ALLEGATO IV ALLA PARTE QUINTA DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, IN RELAZIONE ALLE LINEE DI TRATTAMENTO FANGHI DERIVANTI DAL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 272, COMMA 1, DELLO STESSO DECRETO LEGISLATIVO. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell’articolo 281, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 18) all’O.d.G.:
PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE RECANTE: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI, DI RIORDINO DELLE PROFESSIONI SANITARIE, DI TUTELA DELLA SALUTE UMANA NONCHÉ DI BENESSERE ANIMALE. (SALUTE)
Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
PARERE FAVOREVOLE
Punto 19) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI CONCERNENTE IL RIPARTO PER L’ANNO 2013 DEL FONDO NAZIONALE PER L’ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI)
Parere ai sensi dell’articolo 23, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
PARERE FAVOREVOLE
In allegato il documento delle RSU delle Province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, nel quale si esprime “la propria preoccupazione di fronte all’attuale e perdurante confusione derivante dall’assenza di un progetto di riforma organica di riordino della Pubblica Amministrazione, accentuata dal susseguirsi di molteplici norme, a volte in palese contraddizione fra loro o addirittura cassate parzialmente dalla Corte Costituzionale”.
In allegato, il documento sottoscritto dai 202 dipendenti della Provincia di Crotone
Sono 44, ma il numero è destinato a crescere, i professori ordinari di materie giuspubblicistiche che hanno deciso di invare alle Commissioni affari costituzionali del Parlamento e a tutti i gruppi parlamentari un appello, per richiamare le forze politiche ad affrontare la riforma del sistema delle autonomie locali in modo coerente e senza strappi, senza operazioni di pura immagine, destinate a produrre danni profondi e duraturi sull’efficacia, sull’efficienza e sulla tenuta democratica del nostro sistema autonomistico.
Il documento, che è stato anche inviato ai principali organi di stampa e alle forze economico-sociali, tocca i tre punti centrali di una seria e organica politica di riassetto del sistema delle autonomie comunali e provinciali, che rafforzi i governi locali conseguendo effettivi risparmi di spesa.
Sulle Province si sottolinea che ogni ipotesi di soppressione o decostituzionalizzazione appare contraddittoria e in contrasto con i principi autonomistici della Costituzione e con la Carta europea delle autonomie locali.
Allo stesso tempo si ribadisce la necessità di affrontare, con soluzioni appropriate e finalmente operative, i nodi che pesano sempre più sulle difficoltà di governo locale nelle aree metropolitane e nelle realtà caratterizzate dalla frammentazione dei piccoli Comuni. L’immediata istituzione di Città metropolitane darebbe la necessaria risposta al rafforzamento della capacità di governo in aree strategiche dove si concentra quasi la metà della popolazione italiana.
Quanto ai piccoli Comuni, la cui autonomia è sempre più virtuale, si ritiene indispensabile dar vita a soluzioni istituzionali di prossimità che assicurino capacità di governo delle funzioni e di gestione efficiente dei servizi locali, in grado di dare risposte effettive ai bisogni fondamentali dei cittadini residenti nel territorio
Di seguito, l’elenco dei firmatari dell’appello:
Gian Candido De Martin (Università Luiss Guido Carli – Roma)
Francesco Merloni (Università di Perugia)
Piergiorgio Alberti (Università di Genova)
Laura Ammannati (Università di Milano)
Enzo Balboni (Università Cattolica – Milano)
Luigi Benvenuti (Università di Venezia – Cà Foscari)
Mario Bertolissi (Università di Padova)
Raffaele Bifulco (Università Luiss Guido Carli – Roma)
Antonio Brancasi (Università di Firenze)
Maria Agostina Cabiddu (Politecnico di Milano)
Marcello Cecchetti (Università di Sassari)
Vincenzo Cerulli Irelli (Università di Roma Sapienza)
Omar Chessa (Università di Sassari)
Mario Pilade Chiti (Università di Firenze)
Pietro Ciarlo (Università di Cagliari)
Stefano Civitarese Matteucci (Univ.“G.D’Annunzio” Chieti – Pescara)
Guido Clemente di San Luca (II Università di Napoli)
Francesco Clementi (Università di Perugia)
Cecilia Corsi (Università di Firenze)
Gianfranco D’Alessio (Università di Roma Tre)
Mario Dogliani (Università di Torino)
Carlo Emanuele Gallo (Università di Torino)
Silvio Gambino (Università della Calabria)
Maria Immordino (Università di Palermo)
Aldo Loiodice (Università “Aldo Moro” di Bari)
Isabella Loiodoce (Università “Aldo Moro” di Bari)
Nicola Lupo (Università Luiss Guido Carli – Roma)
Stelio Mangiameli (Università di Teramo)
Guido Meloni (Università del Molise)
Ida Nicotra (Università di Catania)
Valerio Onida (Università di Milano)
Giorgio Pastori (Università Cattolica – Milano)
Aristide Police (Università di Roma Tor Vergata)
Ferdinando Pinto (Università di Napoli “Federico II”)
Alessandra Pioggia (Università di Perugia)
Andrea Piraino (Università di Palermo)
Paola Piras (Università di Cagliari)
Aldo Sandulli (Università S.Orsola Benincasa – Napoli)
Giovanni Serges (Università di Roma Tre)
Fabio Severo Severi (Università di Trieste)
Ernesto Sticchi Damiani (Università del Salento)
Vincenzo Tondi della Mura (Università del Salento)
Paolo Urbani (Università “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara)
Mauro Volpi (Università di Perugia)