Pubblichiamo la graduatoria finale Profilo Project Manager
Graduatoria finale FASE A + B_Selezione PM_07.12.2020
“L’ondata di maltempo sta causando su tutto il Paese la drammatica emergenza del dissesto idrogeologico che ha provocato frane, allagamenti e smottamenti con ripercussioni gravissime sulla viabilità: intere comunità sono isolate e i danni causati alle infrastrutture viarie sono già elevatissimi. Le Province stanno lavorando giorno e notte con uomini e mezzi per liberare strade e mettere in sicurezza ponti e gallerie, ma questa deve essere considerata tra le priorità del Governo sul Recovery Fund. Per questo ho scritto al Presidente Conte e ai Ministri de Micheli e Amendola ribadendo la necessità che il Piano di utilizzo del Recovery Fund che il Governo proporrà all’Unione Europea riservi una parte consistente di risorse destinate ad assicurare le infrastrutture viarie in gestione a Province e Città metropolitane, considerandole tra gli interventi da adottare tra le misure di contrasto al dissesto idrogeologico”.
Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, che, dopo avere fatto il punto con i Presidenti delle Province sulla condizione della viabilità provinciale, fortemente provata dai danni del maltempo e da frane e allagamenti che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade, di ponti e gallerie, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture Paola de Micheli e al Ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola. La richiesta è di considerare tra i progetti del Recovery Fund per il contrasto al dissesto idrogeologico, quelli destinati alla messa in sicurezza della rete infrastrutturale viaria di Province e Città metropolitane.
“E’ evidente – scrive de Pascale al Presidente del Consiglio – che il tema del contrasto al dissesto idrogeologico per l’Italia è una priorità e che questa è strettamente collegata con la messa in sicurezza, manutenzione ed efficientamento della rete delle infrastrutture viarie provinciali e metropolitane: 122 mila chilometri di rete viaria, di cui circa 34 mila montani, su cui insistono circa 40.000 tra ponti, viadotti e gallerie. Si tratta di assicurare ai cittadini e alle attività produttive il diritto a disporre di strade, ponti e gallerie sicure ed efficienti e di mantenere aperto e pienamente utilizzabile tutto il reticolo di viabilità che attraversa l’intero Paese e che collega territori, comunità, aree economiche. Obiettivi essenziale per sostenere la ripresa e la resilienza e che trovano piena aderenza con le priorità e finalità del Piano Nazionale per il Recovery Fund”.
“L’ondata di maltempo sta causando su tutto il Paese la drammatica emergenza del dissesto idrogeologico che ha provocato frane, allagamenti e smottamenti con ripercussioni gravissime sulla viabilità: intere comunità sono isolate e i danni causati alle infrastrutture viarie sono già elevatissimi. Le Province stanno lavorando giorno e notte con uomini e mezzi per liberare strade e mettere in sicurezza ponti e gallerie, ma questa deve essere considerata tra le priorità del Governo sul Recovery Fund. Per questo ho scritto al Presidente Conte e ai Ministri de Micheli e Amendola ribadendo la necessità che il Piano di utilizzo del Recovery Fund che il Governo proporrà all’Unione Europea riservi una parte consistente di risorse destinate ad assicurare le infrastrutture viarie in gestione a Province e Città metropolitane, considerandole tra gli interventi da adottare tra le misure di contrasto al dissesto idrogeologico”.
Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, che, dopo avere fatto il punto con i Presidenti delle Province sulla condizione della viabilità provinciale, fortemente provata dai danni del maltempo e da frane e allagamenti che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade, di ponti e gallerie, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture Paola de Micheli e al Ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola. La richiesta è di considerare tra i progetti del Recovery Fund per il contrasto al dissesto idrogeologico, quelli destinati alla messa in sicurezza della rete infrastrutturale viaria di Province e Città metropolitane.
“E’ evidente – scrive de Pascale al Presidente del Consiglio – che il tema del contrasto al dissesto idrogeologico per l’Italia è una priorità e che questa è strettamente collegata con la messa in sicurezza, manutenzione ed efficientamento della rete delle infrastrutture viarie provinciali e metropolitane: 122 mila chilometri di rete viaria, di cui circa 34 mila montani, su cui insistono circa 40.000 tra ponti, viadotti e gallerie. Si tratta di assicurare ai cittadini e alle attività produttive il diritto a disporre di strade, ponti e gallerie sicure ed efficienti e di mantenere aperto e pienamente utilizzabile tutto il reticolo di viabilità che attraversa l’intero Paese e che collega territori, comunità, aree economiche. Obiettivi essenziale per sostenere la ripresa e la resilienza e che trovano piena aderenza con le priorità e finalità del Piano Nazionale per il Recovery Fund”.
“Condividiamo e apprezziamo la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di definire, Governo, Regioni, Province e Città metropolitane, un protocollo nazionale che sia da guida per la riapertura delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio. Si tratta di un obiettivo prioritario che dobbiamo centrare tutti insieme, per restituire ai 2 milioni e mezzo di studenti la possibilità di ritornare piano piano alla normalità della didattica”.
E’ il commento del rappresentante UPI Luca Menesini in merito alla proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della riunione nella quale si sta discutendo del nuovo DPCM insieme a Regioni e Comuni.
“Quanto al DPCM – ha detto Menesini intervenendo al tavolo – apprezziamo che il Governo abbia accolto la nostra proposta di riaprire in maniera graduale le scuole superiori. Il 7 gennaio le scuole saranno pronte ad accogliere i 2 milioni e mezzo di studenti medi in presenza in sicurezza”.
“Durante l’estate – ha detto Menesini al Presidente Conte – le Province hanno fatto un grande lavoro con investimenti di edilizia leggera o affittando spazi attrezzature, per rendere le scuole in sicurezza in linea con le richieste del CTS e del Governo. La riapertura in presenza dal 7 gennaio al 50% è una misura di equilibrio che ci permette di tenere insieme le esigenze di salute con le necessità di socialità e didattica che devono essere considerate una priorità. Troviamo positiva l’istituzione del tavolo di coordinamento ed è corretto che sia a livello provinciale: è la situazione ideale per le scuole superiori perché ci sono grandi differenze tra le grandi città e le piccole e a livello provinciale riusciamo a risolvere meglio le criticità. Certo, serve la massima collaborazione tra istituzioni per trovare le soluzioni più utili, per questo auspichiamo che i tavoli si aprano subito, già dai prossimi giorni, per riuscire a risolvere con anticipo i problemi che potrebbero ostacolare la ripresa a gennaio.
“Quanto poi alle chiusure agli spostamenti previste in ambito comunale – ha sottolineato il rappresentante dell’UPI rivolgendosi al Presidente Conte – meglio sarebbe anche in questo caso la dimensione provinciale: l’Italia ha oltre 8.000 Comuni, molto diversi. La dimensione territoriale aiuta chi vive nei tanti comuni piccoli e piccolissimi”.
“Condividiamo e apprezziamo la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di definire, Governo, Regioni, Province e Città metropolitane, un protocollo nazionale che sia da guida per la riapertura delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio. Si tratta di un obiettivo prioritario che dobbiamo centrare tutti insieme, per restituire ai 2 milioni e mezzo di studenti la possibilità di ritornare piano piano alla normalità della didattica”.
E’ il commento del rappresentante UPI Luca Menesini in merito alla proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della riunione nella quale si sta discutendo del nuovo DPCM insieme a Regioni e Comuni.
“Quanto al DPCM – ha detto Menesini intervenendo al tavolo – apprezziamo che il Governo abbia accolto la nostra proposta di riaprire in maniera graduale le scuole superiori. Il 7 gennaio le scuole saranno pronte ad accogliere i 2 milioni e mezzo di studenti medi in presenza in sicurezza”.
“Durante l’estate – ha detto Menesini al Presidente Conte – le Province hanno fatto un grande lavoro con investimenti di edilizia leggera o affittando spazi attrezzature, per rendere le scuole in sicurezza in linea con le richieste del CTS e del Governo. La riapertura in presenza dal 7 gennaio al 50% è una misura di equilibrio che ci permette di tenere insieme le esigenze di salute con le necessità di socialità e didattica che devono essere considerate una priorità. Troviamo positiva l’istituzione del tavolo di coordinamento ed è corretto che sia a livello provinciale: è la situazione ideale per le scuole superiori perché ci sono grandi differenze tra le grandi città e le piccole e a livello provinciale riusciamo a risolvere meglio le criticità. Certo, serve la massima collaborazione tra istituzioni per trovare le soluzioni più utili, per questo auspichiamo che i tavoli si aprano subito, già dai prossimi giorni, per riuscire a risolvere con anticipo i problemi che potrebbero ostacolare la ripresa a gennaio.
“Quanto poi alle chiusure agli spostamenti previste in ambito comunale – ha sottolineato il rappresentante dell’UPI rivolgendosi al Presidente Conte – meglio sarebbe anche in questo caso la dimensione provinciale: l’Italia ha oltre 8.000 Comuni, molto diversi. La dimensione territoriale aiuta chi vive nei tanti comuni piccoli e piccolissimi”.
“Con gli ulteriori 350 milioni di euro stanziati per le Province e le Città metropolitane dal Ministero dell’Interno e dell’Economia nell’ambito dei fondi per l’emergenza Covid, si riconosce il ruolo centrale svolto dagli Enti locali nella difficile fase legata alla diffusione del virus. Si tratta di una cifra importante, che va ad aggiungersi ai 100 milioni di euro ripartiti ad ottobre e ai precedenti 500 milioni di luglio, per compensare i cali di gettito e sostenere le spese affrontate nella gestione della fase emergenziale, a testimonianza del grande lavoro svolto in questi mesi, anche e soprattutto in risposta alle necessità delle Amministrazioni locali che nelle Province trovano il punto di riferimento diretto”.
Lo dichiara Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone e rappresentanza dell’UPI in Conferenza Stato Città in merito all’intesa raggiunta oggi per la ripartizione della seconda rata dei fondi del Dl Agosto destinata a Province, Comuni e Città metropolitane.
“Sono risorse essenziali – ha sottolineato Pompeo, che in qualità di presidente di Upi Lazio ha partecipato a diverse cabine di regia e numerosi tavoli tecnici dei mesi scorsi – per gli amministratori locali che devono programmare la gestione dell’ultimo mese di un esercizio finanziario complicato. Come UPI insieme ad ANCI abbiamo inoltre proposto di conservare almeno una parte dei fondi per il 2021, anno che si preannuncia forse più complicato di quello in corso”.
“Il Recovery Fund è un’occasione straordinaria per coniugare la ripresa economica e la sicurezza dei cittadini, con un grande piano di investimenti sulle scuole superiori, su ponti e strade e opere per la difesa del suolo. Ogni giorno sperimentiamo quanto la fragilità del nostro Paese metta a rischio vite e attività economiche. Con queste risorse abbiamo il dovere di assicurare che le opportunità di rilancio e ripresa arrivino su tutti i territori, per garantire sviluppo ed equità. Serve un piano che sia frutto di una programmazione capace di incidere da subito sui terriotori e che coinvolga tutti gli attori locali: due elementi per cui il ruolo delle province è fondamentale. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di considerare le Province, insieme a Regioni e Comuni, come partner istituzionali prioritari all’interno della task force che si andrà a delineare per l’utilizzo del recovery fund.” Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, sottolineando come “Consolidare l’unità delle istituzioni rafforza la posizione del nostro Paese in Europa e assicura a cittadini, imprese e territori di ottenere le risposte di cui hanno bisogno”
Il 2 e il 16 dicembre la Coalizione nazionale italiana per lo sviluppo delle competenze digitali presenta la “Strategia italiana per le competenze digitali e la sua implementazione”, in un evento italiano che riunisce i membri della Coalizione, insieme a rappresentanti dei diversi stakeholder, sulle quattro aree di intervento: Istruzione superiore e formazione, Forza lavoro, Competenze specialistiche ICT, Cittadini.
Per partecipare all’evento:
Pubblichiamo la graduatoria finale Profilo 1a “Social Media Manager”
“Il Recovery Fund è un’occasione straordinaria per coniugare la ripresa economica e la sicurezza dei cittadini, con un grande piano di investimenti sulle scuole superiori, su ponti e strade e opere per la difesa del suolo. Ogni giorno sperimentiamo quanto la fragilità del nostro Paese metta a rischio vite e attività economiche. Con queste risorse abbiamo il dovere di assicurare che le opportunità di rilancio e ripresa arrivino su tutti i territori, per garantire sviluppo ed equità. Serve un piano che sia frutto di una programmazione capace di incidere da subito sui terriotori e che coinvolga tutti gli attori locali: due elementi per cui il ruolo delle province è fondamentale. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di considerare le Province, insieme a Regioni e Comuni, come partner istituzionali prioritari all’interno della task force che si andrà a delineare per l’utilizzo del recovery fund.” Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, sottolineando come “Consolidare l’unità delle istituzioni rafforza la posizione del nostro Paese in Europa e assicura a cittadini, imprese e territori di ottenere le risposte di cui hanno bisogno”