Esplora tutte le news

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: Province determinanti per la pianificazione strategica sui territori Snellire burocrazia, semplificare norme e restituire dignità funzionale a questi Enti

L’Unione Province Italiane agli Stati Generali dell’Economia ha ribadito con determinazione il ruolo strategico delle Province nell’ossatura costituzionale del nostro Paese, sottolineandone la funzione fondamentale, emersa anche e soprattutto in questo periodo di emergenza, e puntando nuovamente l’attenzione sulla necessità di intervenire senza ulteriori indugi sulla Legge 56 che, di fatto, ingessa gli Enti e ne limita il ruolo di raccordo tra territori, Regione e Governo centrale“.

Così il presidente di Upi Lazio e della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, all’indomani della consegna, nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del dossier di Upi sul contributo alla ripresa da parte delle Province, illustrato a Villa Doria Pamphilj dalla delegazione guidata dal presidente Michele De Pascale, che ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia, in corso in questi giorni a Roma.

Un documento dal titolo ‘Progettiamo il rilancio’ che si snoda attraverso proposte inerenti i settori principali legati alla ripresa dell’economia e del sistema occupazionale del Paese e che vede al centro della programmazione l’azione concreta e decisiva svolta dalle Province italiane, che in periodo di pandemia hanno mostrato tutta la valenza del loro ruolo, nonostante gli evidenti limiti funzionali decretati dalla legge 56/14.

Pensare soltanto di poter cancellare enti intermedi – osserva il presidente Pompeo, che anche di questo ha parlato nell’ultima audizione alla Camera – significa indebolire l’ossatura costituzionale di un Paese che, specialmente adesso, deve poter contare su una rete di livelli istituzionali collegati tra loro nell’ottica di un rilancio a effetto domino. Le Province, come più volte abbiamo ribadito e come ha nuovamente sottolineato il presidente di Upi De Pascale al tavolo degli Stati Generali dell’Economia, si candidano ad assumere a pieno titolo un ruolo da protagoniste in uno scenario che parte dall’Europa per portare investimenti nel nostro Paese. E, se guardiamo innanzitutto ai settori dell’edilizia scolastica e dell’infrastruttura viaria, la richiesta di Upi di assegnare 4 miliardi per un piano di investimenti 2020-2022 a Province e Città Metropolitane risponde esattamente alla richiesta che, quotidianamente, arriva dai territori e dalle Amministrazioni locali. Così come è necessario riconoscere i ruoli delle Stazioni Uniche Appaltanti e la proposta di istituire 100 Centri di progettazione per il paese, strutture agili al servizio non solo dei territori ma dello Stato.

Tutto questo però non può prescindere da un’azione rapida e decisa di semplificazione normativa, accelerazione delle procedure di gara, revisione dei tempi di aggiudicazione degli appalti e innovazione digitale. Province e Città metropolitane – continua il presidente di Upi Lazio – devono potersi riallineare rispetto alle funzioni di pianificazione strategica e sviluppo economico: in questo contesto ci batteremo affinché si proceda rapidamente a una revisione della legge 56 per dare una prospettiva di certezza all’Italia, ai cittadini, alle imprese e alle formazioni sociali che necessitano di ripartire senza perdere tempo prezioso. Proprio oggi il presidente di Upi De Pascale ha scritto al ministro dell’Interno Lamorgese per chiedere un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, sottolineando come sia impensabile ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano”.

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: Province determinanti per la pianificazione strategica sui territori Snellire burocrazia, semplificare norme e restituire dignità funzionale a questi Enti

L’Unione Province Italiane agli Stati Generali dell’Economia ha ribadito con determinazione il ruolo strategico delle Province nell’ossatura costituzionale del nostro Paese, sottolineandone la funzione fondamentale, emersa anche e soprattutto in questo periodo di emergenza, e puntando nuovamente l’attenzione sulla necessità di intervenire senza ulteriori indugi sulla Legge 56 che, di fatto, ingessa gli Enti e ne limita il ruolo di raccordo tra territori, Regione e Governo centrale“.

Così il presidente di Upi Lazio e della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, all’indomani della consegna, nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del dossier di Upi sul contributo alla ripresa da parte delle Province, illustrato a Villa Doria Pamphilj dalla delegazione guidata dal presidente Michele De Pascale, che ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia, in corso in questi giorni a Roma.

Un documento dal titolo ‘Progettiamo il rilancio’ che si snoda attraverso proposte inerenti i settori principali legati alla ripresa dell’economia e del sistema occupazionale del Paese e che vede al centro della programmazione l’azione concreta e decisiva svolta dalle Province italiane, che in periodo di pandemia hanno mostrato tutta la valenza del loro ruolo, nonostante gli evidenti limiti funzionali decretati dalla legge 56/14.

Pensare soltanto di poter cancellare enti intermedi – osserva il presidente Pompeo, che anche di questo ha parlato nell’ultima audizione alla Camera – significa indebolire l’ossatura costituzionale di un Paese che, specialmente adesso, deve poter contare su una rete di livelli istituzionali collegati tra loro nell’ottica di un rilancio a effetto domino. Le Province, come più volte abbiamo ribadito e come ha nuovamente sottolineato il presidente di Upi De Pascale al tavolo degli Stati Generali dell’Economia, si candidano ad assumere a pieno titolo un ruolo da protagoniste in uno scenario che parte dall’Europa per portare investimenti nel nostro Paese. E, se guardiamo innanzitutto ai settori dell’edilizia scolastica e dell’infrastruttura viaria, la richiesta di Upi di assegnare 4 miliardi per un piano di investimenti 2020-2022 a Province e Città Metropolitane risponde esattamente alla richiesta che, quotidianamente, arriva dai territori e dalle Amministrazioni locali. Così come è necessario riconoscere i ruoli delle Stazioni Uniche Appaltanti e la proposta di istituire 100 Centri di progettazione per il paese, strutture agili al servizio non solo dei territori ma dello Stato.

Tutto questo però non può prescindere da un’azione rapida e decisa di semplificazione normativa, accelerazione delle procedure di gara, revisione dei tempi di aggiudicazione degli appalti e innovazione digitale. Province e Città metropolitane – continua il presidente di Upi Lazio – devono potersi riallineare rispetto alle funzioni di pianificazione strategica e sviluppo economico: in questo contesto ci batteremo affinché si proceda rapidamente a una revisione della legge 56 per dare una prospettiva di certezza all’Italia, ai cittadini, alle imprese e alle formazioni sociali che necessitano di ripartire senza perdere tempo prezioso. Proprio oggi il presidente di Upi De Pascale ha scritto al ministro dell’Interno Lamorgese per chiedere un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, sottolineando come sia impensabile ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano”.

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Scuole: la Provincia di Lucca al lavoro in vista della riapertura degli istituti a settembre

Menesini: “L’ente di Palazzo Ducale è al fianco di studenti, professori e dirigenti scolastici. La scuola non è solo didattica ma insegna anche a rapportarsi con gli altri”

La Provincia di Lucca avvierà a breve un percorso di confronto sulla scuola in vista della riapertura a settembre degli istituti superiori di cui è competente, e per cui si attendono le linee guida del Ministero dell’istruzione che dovranno regolamentare l’afflusso degli studenti, il distanziamento fisico, la distribuzione dei ragazzi nelle aule e, più in generale, le norme di comportamento post covid 19 nell’ambiente scolastico, quindi riguardanti oltre che i ragazzi e i professori anche il personale amministrativo di segreteria e di supporto.

Lo annuncia il presidente della Provincia Luca Menesini che coinvolgerà nel percorso l’Ufficio scolastico territoriale guidato da Donatella Buonriposi, tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori e i Comuni interessati. Un lavoro operativo, oltre che di confronto, che partirà dal monitoraggio che sta effettuando la Provincia di Lucca sugli spazi a disposizione, su quelli che potranno essere resi disponibili e, soprattutto, su quanti alunni per aula potranno essere ospitati in base alle indicazioni del Governo.

“Stiamo già lavorando perché i nostri ragazzi tornino fisicamente a scuola a settembre – dice il presidente della Provincia, Luca Menesini -. Per questo motivo, nonostante non ci siano ancora indicazioni precise e certe dal livello nazionale, siamo già al lavoro per ‘fotografare’ il numero degli alunni, degli insegnanti e di tutto il personale delle nostre scuole superiori rapportandolo alle aule di ogni edificio, in modo da avviare a breve un confronto con i presidi, il provveditorato e i Comuni, partendo da dati reali e da una situazione concreta. La Provincia è al fianco dei presidi, dei ragazzi, degli insegnati e di tutto il personale scolastico che hanno appena concluso un anno particolare, e che ringrazio per la serietà e professionalità con cui lo hanno affrontato. Adesso tocca alle Istituzioni, tutte insieme, garantire ai nostri ragazzi di tornare a scuola e di farlo in sicurezza. Servono quindi linee chiare dal Ministero, e mi auguro che arrivino il prima possibile. Noi nel frattempo ci portiamo avanti, e lo facciamo tutti insieme certi che dal confronto, come già altre criticità superate hanno dimostrato, riusciremo ad adottare le soluzioni migliori. Sarà un lavoro importante, significativo e assolutamente prioritario: far tornare gli studenti in aula, perché la scuola non insegna soltanto le materie che si studiano, insegna a stare insieme”.

 Il percorso, oltre che dal presidente Menesini e dall’arch. Francesca Lazzari, dirigente dell’ufficio tecnico provinciale e del servizio edilizia scolastica, sarà seguito anche dalla consigliera delegata alla programmazione della Rete scolastica Maria Teresa Leone nonché dai consiglieri Andrea Bonfanti, Patrizio Andreuccetti, Sara D’Ambrosio, Andrea Carrari e Maurizio Verona che hanno la delega rispettivamente per le scuole di Lucca, Mediavalle, Piana, Garfagnana e Versilia.

Scuole: la Provincia di Lucca al lavoro in vista della riapertura degli istituti a settembre

Menesini: “L’ente di Palazzo Ducale è al fianco di studenti, professori e dirigenti scolastici. La scuola non è solo didattica ma insegna anche a rapportarsi con gli altri”

La Provincia di Lucca avvierà a breve un percorso di confronto sulla scuola in vista della riapertura a settembre degli istituti superiori di cui è competente, e per cui si attendono le linee guida del Ministero dell’istruzione che dovranno regolamentare l’afflusso degli studenti, il distanziamento fisico, la distribuzione dei ragazzi nelle aule e, più in generale, le norme di comportamento post covid 19 nell’ambiente scolastico, quindi riguardanti oltre che i ragazzi e i professori anche il personale amministrativo di segreteria e di supporto.

Lo annuncia il presidente della Provincia Luca Menesini che coinvolgerà nel percorso l’Ufficio scolastico territoriale guidato da Donatella Buonriposi, tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori e i Comuni interessati. Un lavoro operativo, oltre che di confronto, che partirà dal monitoraggio che sta effettuando la Provincia di Lucca sugli spazi a disposizione, su quelli che potranno essere resi disponibili e, soprattutto, su quanti alunni per aula potranno essere ospitati in base alle indicazioni del Governo.

“Stiamo già lavorando perché i nostri ragazzi tornino fisicamente a scuola a settembre – dice il presidente della Provincia, Luca Menesini -. Per questo motivo, nonostante non ci siano ancora indicazioni precise e certe dal livello nazionale, siamo già al lavoro per ‘fotografare’ il numero degli alunni, degli insegnanti e di tutto il personale delle nostre scuole superiori rapportandolo alle aule di ogni edificio, in modo da avviare a breve un confronto con i presidi, il provveditorato e i Comuni, partendo da dati reali e da una situazione concreta. La Provincia è al fianco dei presidi, dei ragazzi, degli insegnati e di tutto il personale scolastico che hanno appena concluso un anno particolare, e che ringrazio per la serietà e professionalità con cui lo hanno affrontato. Adesso tocca alle Istituzioni, tutte insieme, garantire ai nostri ragazzi di tornare a scuola e di farlo in sicurezza. Servono quindi linee chiare dal Ministero, e mi auguro che arrivino il prima possibile. Noi nel frattempo ci portiamo avanti, e lo facciamo tutti insieme certi che dal confronto, come già altre criticità superate hanno dimostrato, riusciremo ad adottare le soluzioni migliori. Sarà un lavoro importante, significativo e assolutamente prioritario: far tornare gli studenti in aula, perché la scuola non insegna soltanto le materie che si studiano, insegna a stare insieme”.

 Il percorso, oltre che dal presidente Menesini e dall’arch. Francesca Lazzari, dirigente dell’ufficio tecnico provinciale e del servizio edilizia scolastica, sarà seguito anche dalla consigliera delegata alla programmazione della Rete scolastica Maria Teresa Leone nonché dai consiglieri Andrea Bonfanti, Patrizio Andreuccetti, Sara D’Ambrosio, Andrea Carrari e Maurizio Verona che hanno la delega rispettivamente per le scuole di Lucca, Mediavalle, Piana, Garfagnana e Versilia.

Nuovo Sito Web per l’Upi Veneto

Nuovo sito Web per l’UPI Veneto, l’Unione delle Province del Veneto. Un portale dinamico, facilmente consultabile, dove poter trovare informazioni sull’Unione e conoscere le attività svolte in rete dalle 6 Province del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia. Il portale è online da questa mattina e contiene una serie importante di contenuti, documenti scaricabili e utilità di vario tipo, oltre a un “social wall” che tiene costantemente aggiornato il feed delle notizie dell’Upi. Per visitare il sito basta collegarsi a www.upiveneto.it.

Il nuovo portale è stato realizzato internamente dagli uffici della Provincia di Treviso, il cui presidente Stefano Marcon è attualmente presidente dell’Upi Veneto.

“Vista la grande attività delle Province del Veneto nell’ultimo periodo, specie nel supporto ai sindaci e ai cittadini nel contrastare il Coronavirus, nella programmazione del dimensionamento scolastico e del trasporto, nella manutenzione delle scuole e nel dialogo col Governo per far sentire le istanze dei territori, era fondamentale avere un nuovo portale web che potesse comunicare velocemente – spiega Stefano Marcon, presidente dell’Upi Veneto – Il nostro portale fungerà dunque da cassa di risonanza per le attività delle Province e anche dell’Upi Nazionale, sempre pronto a sostenere i territori con bandi e iniziative”.

Provincia di Belluno: Bilancio consuntivo 2019 approvato questa mattina dal consiglio provinciale

Roberto Padrin: «Questo rendiconto della gestione 2019 ci dà la possibilità di guardare a cosa è stato fatto, ma soprattutto di sintetizzare le ulteriori prospettive, nell’ottica di rendere la Provincia sempre più un ente a servizio del territorio. I primi passi sono stati fatti, con gli accordi di programma tra Provincia e Comuni finalizzati a risolvere diverse criticità di difesa del suolo. Dovremo continuare a spingere in questa direzione, in modo da ridurre i tempi di utilizzo delle risorse e di soluzione dei problemi.

Per quanto riguarda le partite future, c’è da risolvere quella di Veneto Strade; se ne parla da tempo, ma in questo momento stiamo aspettando la riclassificazione delle strade e la revisione della convenzione che ci permetta di risparmiare alcune risorse da utilizzare poi in altri ambiti. L’altra partita sarà quella del post-Covid, che dipenderà in gran parte dalle risorse che il Governo ha destinato agli enti locali; mi auguro che a settembre ci sia un ulteriore intervento per venire incontro a quelle che sono le entrate mancate.

Sotto il profilo della macchina provinciale, stiamo procedendo con un concorso per il nuovo dirigente dell’area lavori pubblici ed edilizia scolastica. Provvederemo anche a reperire altre figure tecniche, in modo da rafforzare entro l’estate la struttura del personale.

Infine, sarà molto importante il lavoro del consigliere Paolo Perenzin delegato alla programmazione del Fondo Comuni di confine, un lavoro estremamente delicato che può dare prospettive al nostro territorio. Le risorse del Fondo si uniscono a quelle dell’avanzo di amministrazione e al piano infrastrutturale previsto per le Olimpiadi. L’augurio è che si possa andare oltre la viabilità per Cortina, così da risolvere alcune criticità annose della nostra provincia».

slides bilancio consuntivo 2019

Provincia di Belluno: Bilancio consuntivo 2019 approvato questa mattina dal consiglio provinciale

Roberto Padrin: «Questo rendiconto della gestione 2019 ci dà la possibilità di guardare a cosa è stato fatto, ma soprattutto di sintetizzare le ulteriori prospettive, nell’ottica di rendere la Provincia sempre più un ente a servizio del territorio. I primi passi sono stati fatti, con gli accordi di programma tra Provincia e Comuni finalizzati a risolvere diverse criticità di difesa del suolo. Dovremo continuare a spingere in questa direzione, in modo da ridurre i tempi di utilizzo delle risorse e di soluzione dei problemi.

Per quanto riguarda le partite future, c’è da risolvere quella di Veneto Strade; se ne parla da tempo, ma in questo momento stiamo aspettando la riclassificazione delle strade e la revisione della convenzione che ci permetta di risparmiare alcune risorse da utilizzare poi in altri ambiti. L’altra partita sarà quella del post-Covid, che dipenderà in gran parte dalle risorse che il Governo ha destinato agli enti locali; mi auguro che a settembre ci sia un ulteriore intervento per venire incontro a quelle che sono le entrate mancate.

Sotto il profilo della macchina provinciale, stiamo procedendo con un concorso per il nuovo dirigente dell’area lavori pubblici ed edilizia scolastica. Provvederemo anche a reperire altre figure tecniche, in modo da rafforzare entro l’estate la struttura del personale.

Infine, sarà molto importante il lavoro del consigliere Paolo Perenzin delegato alla programmazione del Fondo Comuni di confine, un lavoro estremamente delicato che può dare prospettive al nostro territorio. Le risorse del Fondo si uniscono a quelle dell’avanzo di amministrazione e al piano infrastrutturale previsto per le Olimpiadi. L’augurio è che si possa andare oltre la viabilità per Cortina, così da risolvere alcune criticità annose della nostra provincia».

slides bilancio consuntivo 2019

Provincia di Frosinone: Trasporti, ieri giornata storica per la Ciociaria con il viaggio inaugurale del Treno ad Alta Velocità Prossimo step la fermata Tav a Ferentino

Il presidente della Provincia Pompeo: testimoni e protagonisti di una svolta epocale per il nostro territorio

 Quella che abbiamo vissuto ieri, prima a Frosinone e poi a Cassino, è stata una giornata che definire storica non è apparso esagerato ad alcuno. Da oggi il Treno ad Alta Velocità fermerà nelle due città della nostra provincia, rendendola logisticamente baricentrica tra nord e sud e assegnandole, finalmente, un ruolo riconosciuto e strategico nell’ottica del rilancio e dello sviluppo del Paese. Ma non è finita qui: con il progetto della prossima stazione Tav a Ferentino, che consentirà di ridurre notevolmente i tempi per raggiungere la capitale con collegamenti veloci – Frosinone-Roma in 25 minuti e Frosinone-Napoli in 35 – la nostra provincia sarà davvero proiettata nel futuro. Un risultato importante, che arriva all’indomani di un’emergenza sanitaria ed economica che ci ha piegati. Un obiettivo che abbiamo centrato restando uniti  e facendo squadra: perché soltanto insieme siamo più forti e vincenti”.

 Non nasconde l’entusiasmo, il presidente della Provincia di Frosinone, di Upi Lazio e sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, nel commentare un evento straordinario per un territorio che merita di essere valorizzato e sostenuto nel difficile processo di ripresa economica, ancora di più dopo la pandemia che ha paralizzato l’Italia intera.

Partecipando alle cerimonie di ieri, nel capoluogo ciociaro e poi a Cassino, Pompeo non ha mancato di sottolineare come l’Alta Velocità, e la futura fermata a Ferentino, era un progetto atteso da anni che finalmente si concretizza, per ripensare il territorio in termini di nuove opportunità, minori distanze con la Capitale e il resto d’Italia, nuova appetibilità per i nostri centri, valorizzazione del mercato immobiliare e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Un’infrastruttura – ha continuato Pompeo – che sarà a servizio dell’intera provincia, permettendole di diventare uno snodo nevralgico per i collegamenti con Milano e con il sud. Non solo: come giustamente ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato di Ferrovie, Gianfranco Battisti, questa consentirà alla nostra provincia di entrare a far parte di un tripolo importante, come quello costituito dalle grandi aree urbane di Roma, Napoli e Bari, e di essere inserita in un circuito di mobilità e trasporti che ha importantissimi risvolti turistici e occupazionali.  Mi piace pensare che Alta Velocità sia anche il motto che tutti noi, adesso, dobbiamo fare nostro se vogliamo davvero riprendere la strada dello sviluppo e dell’innovazione. Come ho avuto il piacere di dire nel corso del mio intervento di ieri davanti a tantissimi cittadini che hanno voluto assistere a un momento straordinario, il territorio ha staccato il primo biglietto per una nuova idea di futuro. Sentiamo tutti forte la necessità di restituire fiducia nell’azione di ricostruzione e ripresa. E la dimostrazione più bella è che quando una provincia viaggia unita per raggiungere un obiettivo, quella è certamente una provincia che vince”.

Cerca