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Provincia di Ferrara: Lavori di rafforzamento strutturale alle palestre delle scuole Roiti e Bachelet.

Due interventi di messa in sicurezza strutturale delle palestre del liceo scientifico Roiti e dell’istituto Bachelet, entrambe nel cortile dell’ex istituto V. Monti in città, con un investimento complessivo di 587mila euro.

La decisione è della Provincia, con l’impiego, per 337mila euro delle risorse del “Piano palestre” messe a disposizione dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca, gestite dalla Regione Emilia-Romagna, cui si aggiungono 250mila finanziati dal bilancio provinciale.

Il primo cantiere alla palestra in uso al liceo Roiti, già iniziati, termineranno, secondo programma, la prima settimana di settembre.

L’importo è di 151mila euro e prevede interventi per il collegamento tra loro di travi e pilastri, lavori di collegamento tra muratura e pilastri come presidio antiribaltamento, rafforzamento dei vani finestra e fissaggio delle lastre di copertura degli spogliatoi.

I lavori alla palestra in uso al Bachelet, invece, si sviluppano in due lotti. Il primo, già avviato, riguarda metà dell’edificio, la cui conclusione è prevista all’inizio di novembre prossimo, mentre il secondo è finanziato con fondi provinciali e completerà la messa in sicurezza della restante parte dell’immobile.

I 186mila euro finanziati dal Miur servono in questo caso per la realizzazione di sette portali in acciaio esterni, l’applicazione di piastre in acciaio per collegare le murature ai pilastri come presidi antiribaltamento, rafforzamento dei vani finestra e rete antisfondellamento dei solai negli spogliatoi.

Un intervento mirato al consolidamento strutturale con resistenza anche alle azioni sismiche alla struttura.

Per l’esecuzione dei lavori si renderà necessario l’abbattimento di sette alberi (ontani e gelsi), ma l’amministrazione che ha sede in Castello Estense ha già l’accordo con Soprintendenza e Comune di Ferrara per la ripiantumazione a fine cantiere di alberi sempreverdi nell’area verde adiacente. L’abbattimento delle piante avverrà dopo il mese di luglio, per salvaguardare il periodo della nidificazione degli uccelli.

Anche in questo caso l’intervento ha lo scopo di rafforzare la tenuta antisismica dell’edificio.

“Abbiamo deciso d’intervenire in entrambi gli edifici durante il periodo di chiusura delle scuole – precisa la presidente della Provincia Barbara Paron – per renderli fruibili in tempo utile per la ripresa delle attività didattiche”.

Scuola: Graduatorie Secondo Bando Antincendio

Nei link che seguono pubblichiamo il decreto di approvazione delle gradutaorie del Secondo Bando antincendio per l’edilizia scolastica Decreto approvazione graduatorie piano antincendio

Gli elenchi dei Comuni ammessi a finanziamento Allegato A – Graduatoria Comuni

Gli elenchi delle Province ammesse a finanziamento Allegato B – Graduatoria Province

Sospensioni mutui Comuni e Province: ANCI e UPI siglano protocollo con BEI

Sospensione per Comuni e Province e Città metropolitane in attuazione del Decreto Rilancio, delle quote capitale delle rate di ammortamento dei finanziamenti BEI in scadenza nel 2020 e nel 2021, fino al 31 dicembre 2021.

Questo l’obiettivo del protocollo siglato oggi da ANCI, UPI e Banca Europea degli investimenti.

“Uno strumento – dichiarano il Segretario Generale di ANCI Veronica Nicotra e il direttore Generale di UPI Piero Antonelli che hanno siglato oggi l’accordo – per dare respiro ai Comuni e alle Province i cui bilanci sono in condizioni critiche a causa dell’emergenza finanziaria dovuta al COVID19.

I finanziamenti BEI – aggiungono – sono molto importanti per gli Enti locali, perché interessano principalmente investimenti per l’edilizia scolastica, per le politiche ambientali, per la mobilità e le energie rinnovabili.

Si tratta quindi di permettere a Comuni, Province e Città metropolitane di proseguire con più tempo in opere essenziali per le comunità e i territori.

Certo, questa come tutte le misure in campo sul debito, è solo una soluzione tecnica, per cui dobbiamo ringraziare la BEI per la sensibilità e la disponibilità,  per cercare di mitigare una condizione finanziaria dei bilanci di grande criticità. Per avere soluzioni strutturali, servono misure e fondi adeguati del Governo sia per quanto riguarda la copertura delle entrate che Comuni, Province e Città metropolitane stanno perdendo a causa del COVID19, sia per garantire una stagione di investimenti in opere pubbliche”. Le richieste di sospensione da parte degli Enti locali dovranno pervenire alla BEI entro il 30 settembre 2020.

L’intervento interesserà Enti locali sia grandi che piccoli, dai Comuni di Milano e Firenze a quello di Lecce, dalla Città metropolitana di Roma alle Province di Reggio Emilia e Varese.

 

 

Sospensioni mutui Comuni e Province: ANCI e UPI siglano protocollo con BEI

Sospensione per Comuni e Province e Città metropolitane in attuazione del Decreto Rilancio, delle quote capitale delle rate di ammortamento dei finanziamenti BEI in scadenza nel 2020 e nel 2021, fino al 31 dicembre 2021.

Questo l’obiettivo del protocollo siglato oggi da ANCI, UPI e Banca Europea degli investimenti.

“Uno strumento – dichiarano il Segretario Generale di ANCI Veronica Nicotra e il direttore Generale di UPI Piero Antonelli che hanno siglato oggi l’accordo – per dare respiro ai Comuni e alle Province i cui bilanci sono in condizioni critiche a causa dell’emergenza finanziaria dovuta al COVID19.

I finanziamenti BEI – aggiungono – sono molto importanti per gli Enti locali, perché interessano principalmente investimenti per l’edilizia scolastica, per le politiche ambientali, per la mobilità e le energie rinnovabili.

Si tratta quindi di permettere a Comuni, Province e Città metropolitane di proseguire con più tempo in opere essenziali per le comunità e i territori.

Certo, questa come tutte le misure in campo sul debito, è solo una soluzione tecnica, per cui dobbiamo ringraziare la BEI per la sensibilità e la disponibilità,  per cercare di mitigare una condizione finanziaria dei bilanci di grande criticità. Per avere soluzioni strutturali, servono misure e fondi adeguati del Governo sia per quanto riguarda la copertura delle entrate che Comuni, Province e Città metropolitane stanno perdendo a causa del COVID19, sia per garantire una stagione di investimenti in opere pubbliche”. Le richieste di sospensione da parte degli Enti locali dovranno pervenire alla BEI entro il 30 settembre 2020.

L’intervento interesserà Enti locali sia grandi che piccoli, dai Comuni di Milano e Firenze a quello di Lecce, dalla Città metropolitana di Roma alle Province di Reggio Emilia e Varese.

 

 

Provincia di Belluno: Tavolo delle politiche attive: priorità al post Covid, senza dimenticare lo sviluppo strategico del territorio

Padrin: «Superare le visioni di parte per il bene della nostra provincia»

 

Soluzioni concrete e immediate per il post-Covid, senza dimenticare le politiche strategiche di ampio respiro per lo sviluppo del Bellunese, partendo dal contributo di tutte le componenti territoriali. È il compito che si è dato il Tavolo delle politiche attive, convocato questa mattina dalla Provincia. Presenti a Palazzo Piloni, Camera di Commercio, Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato, Appia Cna, Ascom, Cgil, Cisl, Uil, Confedilizia, Veneto Lavoro, Confagricoltura, Arav e Fondo Welfare Territoriale.

Il primo giro di tavolo è servito per scattare la fotografia del Bellunese e degli effetti provocati dal lungo lockdown, sia sulle imprese sia su famiglie e servizi. Una situazione complessa e in divenire che mostrerà conseguenze ancora a lungo, hanno rilevato tutti i soggetti presenti alla riunione. Lo dimostrano anche i dati sulla cassa integrazione attivata durante le prime settimane dell’emergenza sanitaria: 177 aziende per 12mila addetti totali (di queste, 88 aziende hanno già chiesto la proroga di altre cinque settimane e altre sei per un’ulteriore proroga di quattro settimane aggiuntive).

«Abbiamo il dovere di intervenire in maniera concreta nell’immediato, per agevolare il superamento di situazioni difficili che si sono create. Poi dovremo agire con quelle strategie di ampio respiro indispensabili per programmare il futuro del nostro territorio – spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Prima di tutto è necessario che abbandoniamo le ideologie di parte per condividere un percorso unitario; lo fanno da sempre i nostri vicini dell’Alto Adige, dobbiamo farlo anche noi. E credo che l’unità di intenti vista questa mattina al Tavolo delle politiche attive sia il primo punto importante che abbiamo raggiunto».

I SOTTO-TAVOLI

Per rendere operativa fin da subito l’unità di intenti, è stato deciso di lavorare su canali tematici ben precisi, raggruppati in quattro sotto-tavoli così costituiti:

il Tavolo delle Infrastrutture (già attivo e coordinato da Confindustria) si occuperà di portare avanti le progettualità relative alla dotazione infrastrutturale del territorio, anche verso la creazione di uno sbocco a Nord con qualsiasi tipo di vettore, anche alla luce degli sviluppi della Zls (zona logistica semplificata) tra Venezia e Rovigo;

il Fondo Welfare Territoriale (già attivo e coordinato dalla presidente Francesca De Biasi) è chiamato a lavorare su quelle che sono le esigenze sociali e delle famiglie;

il gruppo relativo a Lavoro e Formazione (coordinato da Veneto Lavoro);

Il gruppo tematico su Turismo e Promozione Territoriale (coordinato da Dmo Dolomiti), con un occhio di riguardo ai prodotti locali, come hanno sottolineato le associazioni di agricoltori e allevatori, che possono diventare la bandiera dello sviluppo turistico.

«A questi, aggiungeremo un tavolo di coordinamento, molto tecnico, che avrà il compito di individuare le linee di finanziamento e le risorse per ognuna delle azioni che andremo a sviluppare – spiega il presidente Padrin -. Oggi abbiamo diverse possibilità, dai Fondi Comuni di confine che puntano sempre di più verso politiche di area vasta, fino ai fondi speciali per le infrastrutture delle Olimpiadi 2026, al Fondo Letta, alla ricostruzione post-Vaia, al Fondo Welfare… Spetta a noi, attraverso la condivisione delle idee, evitare la dispersione di queste risorse e la messa a frutto di soldi che in questa quantità non torneranno a presentarsi tanto presto al nostro territorio».

TEMPI E MODALITÀ

Le possibilità ci sono, i tempi sembrano stretti. Soprattutto per l’immediato. È per questo che il Tavolo per le politiche attive si è dato compiti semplici da portare avanti subito.

«Ognuno dei soggetti relazionerà nel giro di una settimana sulle attività che ha attivato o che sta facendo per il post-Covid – continua il presidente Padrin -. Poi ci riconvocheremo a brevissimo, per predisporre le prime misure da attivare nell’immediato. Vogliamo arrivare alla fine dell’anno pronti con alcune linee strategiche anche per lo sviluppo futuro, da condividere agli Stati Generali. Ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata a lavorare in sinergia. Lo sviluppo della nostra provincia passa da qui».

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: Province determinanti per la pianificazione strategica sui territori Snellire burocrazia, semplificare norme e restituire dignità funzionale a questi Enti

L’Unione Province Italiane agli Stati Generali dell’Economia ha ribadito con determinazione il ruolo strategico delle Province nell’ossatura costituzionale del nostro Paese, sottolineandone la funzione fondamentale, emersa anche e soprattutto in questo periodo di emergenza, e puntando nuovamente l’attenzione sulla necessità di intervenire senza ulteriori indugi sulla Legge 56 che, di fatto, ingessa gli Enti e ne limita il ruolo di raccordo tra territori, Regione e Governo centrale“.

Così il presidente di Upi Lazio e della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, all’indomani della consegna, nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del dossier di Upi sul contributo alla ripresa da parte delle Province, illustrato a Villa Doria Pamphilj dalla delegazione guidata dal presidente Michele De Pascale, che ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia, in corso in questi giorni a Roma.

Un documento dal titolo ‘Progettiamo il rilancio’ che si snoda attraverso proposte inerenti i settori principali legati alla ripresa dell’economia e del sistema occupazionale del Paese e che vede al centro della programmazione l’azione concreta e decisiva svolta dalle Province italiane, che in periodo di pandemia hanno mostrato tutta la valenza del loro ruolo, nonostante gli evidenti limiti funzionali decretati dalla legge 56/14.

Pensare soltanto di poter cancellare enti intermedi – osserva il presidente Pompeo, che anche di questo ha parlato nell’ultima audizione alla Camera – significa indebolire l’ossatura costituzionale di un Paese che, specialmente adesso, deve poter contare su una rete di livelli istituzionali collegati tra loro nell’ottica di un rilancio a effetto domino. Le Province, come più volte abbiamo ribadito e come ha nuovamente sottolineato il presidente di Upi De Pascale al tavolo degli Stati Generali dell’Economia, si candidano ad assumere a pieno titolo un ruolo da protagoniste in uno scenario che parte dall’Europa per portare investimenti nel nostro Paese. E, se guardiamo innanzitutto ai settori dell’edilizia scolastica e dell’infrastruttura viaria, la richiesta di Upi di assegnare 4 miliardi per un piano di investimenti 2020-2022 a Province e Città Metropolitane risponde esattamente alla richiesta che, quotidianamente, arriva dai territori e dalle Amministrazioni locali. Così come è necessario riconoscere i ruoli delle Stazioni Uniche Appaltanti e la proposta di istituire 100 Centri di progettazione per il paese, strutture agili al servizio non solo dei territori ma dello Stato.

Tutto questo però non può prescindere da un’azione rapida e decisa di semplificazione normativa, accelerazione delle procedure di gara, revisione dei tempi di aggiudicazione degli appalti e innovazione digitale. Province e Città metropolitane – continua il presidente di Upi Lazio – devono potersi riallineare rispetto alle funzioni di pianificazione strategica e sviluppo economico: in questo contesto ci batteremo affinché si proceda rapidamente a una revisione della legge 56 per dare una prospettiva di certezza all’Italia, ai cittadini, alle imprese e alle formazioni sociali che necessitano di ripartire senza perdere tempo prezioso. Proprio oggi il presidente di Upi De Pascale ha scritto al ministro dell’Interno Lamorgese per chiedere un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, sottolineando come sia impensabile ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano”.

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: Province determinanti per la pianificazione strategica sui territori Snellire burocrazia, semplificare norme e restituire dignità funzionale a questi Enti

L’Unione Province Italiane agli Stati Generali dell’Economia ha ribadito con determinazione il ruolo strategico delle Province nell’ossatura costituzionale del nostro Paese, sottolineandone la funzione fondamentale, emersa anche e soprattutto in questo periodo di emergenza, e puntando nuovamente l’attenzione sulla necessità di intervenire senza ulteriori indugi sulla Legge 56 che, di fatto, ingessa gli Enti e ne limita il ruolo di raccordo tra territori, Regione e Governo centrale“.

Così il presidente di Upi Lazio e della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, all’indomani della consegna, nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del dossier di Upi sul contributo alla ripresa da parte delle Province, illustrato a Villa Doria Pamphilj dalla delegazione guidata dal presidente Michele De Pascale, che ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia, in corso in questi giorni a Roma.

Un documento dal titolo ‘Progettiamo il rilancio’ che si snoda attraverso proposte inerenti i settori principali legati alla ripresa dell’economia e del sistema occupazionale del Paese e che vede al centro della programmazione l’azione concreta e decisiva svolta dalle Province italiane, che in periodo di pandemia hanno mostrato tutta la valenza del loro ruolo, nonostante gli evidenti limiti funzionali decretati dalla legge 56/14.

Pensare soltanto di poter cancellare enti intermedi – osserva il presidente Pompeo, che anche di questo ha parlato nell’ultima audizione alla Camera – significa indebolire l’ossatura costituzionale di un Paese che, specialmente adesso, deve poter contare su una rete di livelli istituzionali collegati tra loro nell’ottica di un rilancio a effetto domino. Le Province, come più volte abbiamo ribadito e come ha nuovamente sottolineato il presidente di Upi De Pascale al tavolo degli Stati Generali dell’Economia, si candidano ad assumere a pieno titolo un ruolo da protagoniste in uno scenario che parte dall’Europa per portare investimenti nel nostro Paese. E, se guardiamo innanzitutto ai settori dell’edilizia scolastica e dell’infrastruttura viaria, la richiesta di Upi di assegnare 4 miliardi per un piano di investimenti 2020-2022 a Province e Città Metropolitane risponde esattamente alla richiesta che, quotidianamente, arriva dai territori e dalle Amministrazioni locali. Così come è necessario riconoscere i ruoli delle Stazioni Uniche Appaltanti e la proposta di istituire 100 Centri di progettazione per il paese, strutture agili al servizio non solo dei territori ma dello Stato.

Tutto questo però non può prescindere da un’azione rapida e decisa di semplificazione normativa, accelerazione delle procedure di gara, revisione dei tempi di aggiudicazione degli appalti e innovazione digitale. Province e Città metropolitane – continua il presidente di Upi Lazio – devono potersi riallineare rispetto alle funzioni di pianificazione strategica e sviluppo economico: in questo contesto ci batteremo affinché si proceda rapidamente a una revisione della legge 56 per dare una prospettiva di certezza all’Italia, ai cittadini, alle imprese e alle formazioni sociali che necessitano di ripartire senza perdere tempo prezioso. Proprio oggi il presidente di Upi De Pascale ha scritto al ministro dell’Interno Lamorgese per chiedere un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, sottolineando come sia impensabile ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano”.

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Province, de Pascale scrive al Ministro Lamorgese “Su revisione della riforma basta indugi”

“La revisione profonda della Legge che ha fortemente depotenziato le Province è ritenuta ormai urgente dallo stesso Governo, come ha detto il Ministro Boccia rispondendo alle interrogazioni dei parlamentari la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Si tratta di un processo ancora più necessario nella fase di ripresa dalla crisi sanitaria ed economica in cui il Paese è impegnato: ripartire lasciando nell’incertezza imprese e comunità del 70% del territorio italiano è impensabile. Spetta al Ministero dell’Interno avviare l’iter di revisione della Legge 56/14, per questo chiediamo al Ministro Lamorgese di far partire subito i lavori, senza ulteriori indugi”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che oggi ha inviato una lettera al Ministro dell’interno chiedendo un incontro urgente sulla delega per il riordino della disciplina degli enti locali, che è rimasta ferma ormai da gennaio al Ministero.

“Come abbiamo sottolineato nelle proposte per il Piano della ripresa consegnate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – scrive de Pascale –   si tratta di costruire una cornice istituzionale entro cui dispiegare le azioni per il rilancio. La revisione immediata delle disposizioni della legge 56/14 attraverso una modifica delle norme del TUEL che riguardano le Province e le Città metropolitane è indispensabile, per dare una prospettiva di certezza ai Comuni, ai cittadini, alle imprese, alle forze economiche e sociali”. L’UPI ha infatti proposto l’inserimento della revisione della Legge di riforma delle Province tra le azioni del capitolo “Un ordinamento giuridico più moderno e attraente” del Piano per l’Italia all’esame degli Stati Generali dell’economia in corso a Roma.

 Nella foto, la riunione degli Stati Generali dedicata agli enti locali. Foto Palazzo Chigi

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Provincia di Pesaro e Urbino: Firmato il Protocollo d’Intesa tra Consigliera di Parità e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere, tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori, che siano mamme o papà, sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato tra la Consigliera di Parità provinciale Romina Pierantoni e il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pesaro Urbino Cristiana Di Muzio. La firma, prevista inizialmente per i primi di marzo alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, era stata rinviata a causa della pandemia in corso. Il patto non si limita all’interscambio di segnalazioni e comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro, ma prevede una stretta collaborazione in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati, dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni datoriali e sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto della nuova intesa, che aggiorna la collaborazione in essere ormai da diversi anni – evidenzia la Consigliera di Parità Romina Pierantoni – sta nella collaborazione coordinata e coerente. Quando le banche dati, ove possibile, e i diversi uffici preposti riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano. Il pieno supporto dell’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi e in particolare del presidente della Provincia Giuseppe Paolini e della struttura dell’Amministrazione provinciale, valorizza e fortifica le azioni che come consigliera potrò condividere e proporre con la Direzione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Oggi più che mai occorre tutelare e promuovere la parità di genere, tanto più in ambito lavorativo. I problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono e si aggravano, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la direttrice dell’Ispettorato territoriale del Lavoro Cristiana Di Muzio – saranno l’immediata condivisione degli strumenti a tutela della genitorialità introdotti con il “Decreto Rilancio” con la divulgazione di una brochure realizzata dal Gruppo di Lavoro Interregionale degli Ispettorati delle Regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con la Consigliera di parità”. Inoltre, “la collaborazione è di fondamentale importanza per favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna e implementare le azioni di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro”.

Scuole: la Provincia di Lucca al lavoro in vista della riapertura degli istituti a settembre

Menesini: “L’ente di Palazzo Ducale è al fianco di studenti, professori e dirigenti scolastici. La scuola non è solo didattica ma insegna anche a rapportarsi con gli altri”

La Provincia di Lucca avvierà a breve un percorso di confronto sulla scuola in vista della riapertura a settembre degli istituti superiori di cui è competente, e per cui si attendono le linee guida del Ministero dell’istruzione che dovranno regolamentare l’afflusso degli studenti, il distanziamento fisico, la distribuzione dei ragazzi nelle aule e, più in generale, le norme di comportamento post covid 19 nell’ambiente scolastico, quindi riguardanti oltre che i ragazzi e i professori anche il personale amministrativo di segreteria e di supporto.

Lo annuncia il presidente della Provincia Luca Menesini che coinvolgerà nel percorso l’Ufficio scolastico territoriale guidato da Donatella Buonriposi, tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori e i Comuni interessati. Un lavoro operativo, oltre che di confronto, che partirà dal monitoraggio che sta effettuando la Provincia di Lucca sugli spazi a disposizione, su quelli che potranno essere resi disponibili e, soprattutto, su quanti alunni per aula potranno essere ospitati in base alle indicazioni del Governo.

“Stiamo già lavorando perché i nostri ragazzi tornino fisicamente a scuola a settembre – dice il presidente della Provincia, Luca Menesini -. Per questo motivo, nonostante non ci siano ancora indicazioni precise e certe dal livello nazionale, siamo già al lavoro per ‘fotografare’ il numero degli alunni, degli insegnanti e di tutto il personale delle nostre scuole superiori rapportandolo alle aule di ogni edificio, in modo da avviare a breve un confronto con i presidi, il provveditorato e i Comuni, partendo da dati reali e da una situazione concreta. La Provincia è al fianco dei presidi, dei ragazzi, degli insegnati e di tutto il personale scolastico che hanno appena concluso un anno particolare, e che ringrazio per la serietà e professionalità con cui lo hanno affrontato. Adesso tocca alle Istituzioni, tutte insieme, garantire ai nostri ragazzi di tornare a scuola e di farlo in sicurezza. Servono quindi linee chiare dal Ministero, e mi auguro che arrivino il prima possibile. Noi nel frattempo ci portiamo avanti, e lo facciamo tutti insieme certi che dal confronto, come già altre criticità superate hanno dimostrato, riusciremo ad adottare le soluzioni migliori. Sarà un lavoro importante, significativo e assolutamente prioritario: far tornare gli studenti in aula, perché la scuola non insegna soltanto le materie che si studiano, insegna a stare insieme”.

 Il percorso, oltre che dal presidente Menesini e dall’arch. Francesca Lazzari, dirigente dell’ufficio tecnico provinciale e del servizio edilizia scolastica, sarà seguito anche dalla consigliera delegata alla programmazione della Rete scolastica Maria Teresa Leone nonché dai consiglieri Andrea Bonfanti, Patrizio Andreuccetti, Sara D’Ambrosio, Andrea Carrari e Maurizio Verona che hanno la delega rispettivamente per le scuole di Lucca, Mediavalle, Piana, Garfagnana e Versilia.

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