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855 milioni per investimenti scuole superiori: soddisfazione ANCI UPI per via libera a fondi da Stato Città

Accelerare e semplificare le procedure per permettere a Province e Città metropolitane di potere investire, nel più breve tempo possibile, gli 855 milioni in 5 anni per gli interventi di manutenzione straordinaria e incremento dell’efficienza energetica delle 7.400 scuole superiori, previsti dalla Legge di bilancio 2020.

Queste le richieste che il Presidente di ANCI, Antonio Decaro, e il Presidente di UPI Michele de Pascale, hanno presentato oggi alla Conferenza Stato Città presieduta dal Sottosegretario Achille Variati, e che sono state accolte dal Governo, e in particolare dalla Viceministra all’istruzione Anna Ascani.

“In queste settimane – hanno detto i Presidenti – grazie a un percorso positivo di collaborazione intrapreso con il Ministero dell’Istruzione, siamo riusciti a recuperare un ritardo iniziale e oggi con l’intesa sul DPCM che stabilisce i criteri e le modalità di riparto dei fondi, abbiamo avuto l’impegno del Governo ad emanare il Decreto Interministeriale con il riparto delle risorse per le prime 5 annualità, dal 2020 al 2024, per un ammontare complessivo di 855 milioni nei prossimi giorni.

L’obiettivo di Province e Città Metropolitane – concludono Decaro e de Pascale – è di riuscire ad effettuare gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle scuole prima dell’inizio dell’anno scolastico. Una sfida complessa, ma essenziale per preparare le scuole superiori al meglio al rientro dei 2milioni e 500 mila studenti all’avvio del nuovo anno scolastico”.

 

 

Sviluppo sostenibile: l’ASviS lancia ASviSlive, tre eventi online per avvicinarsi al Festival dello sviluppo sostenibile, e il sito “FUTURA network”

Il 21 maggio alle ore 15:30 si terrà il primo evento in diretta streaming Orientare le scelte, disegnare il futuro” sull’importanza di pensare e progettare ora un futuro sostenibile. Verrà presentato il nuovo sito “FUTURA network”, piattaforma creata dall’ASviS per stimolare la riflessione sui futuri possibili a partire dai temi proposti dall’attualità. Il programma dell’evento inaugurale prevede gli interventi, tra gli altri, del Vice-Presidente Esecutivo della Commissione europea Franz Timmermans, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’autore e divulgatore scientifico Piero Angela.

 

Roma, 19 maggio 2020 – Riflettere insieme sul rilancio del Paese verso un futuro sostenibile e sollecitare il dibattito sulle politiche per cambiare modello di sviluppo nella direzione indicata dall’Agenda 2030. È l’obiettivo dell’iniziativa “ASviS Live: tre passi verso il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020”: tre eventi trasmessi in diretta streaming sui canali dell’ASviS e dell’Ansa il 21 maggio, il 28 maggio e il 4 giugno, come percorso di avvicinamento alla manifestazione, riprogrammata dal 22 settembre all’8 ottobre a causa dell’emergenza sanitaria.

Durante i tre appuntamenti, realizzati in collaborazione con i partner del Festival 2020 e con il supporto dei media partner Ansa e Rai, sono previsti momenti di coinvolgimento online del pubblico, anche per recepire suggerimenti sui temi da approfondire nel corso del Festival. I tre eventi di ASviSlive verranno trasmessi in streaming sui siti festivalsvilupposostenibile.it e asvis.it, sulla pagina Facebook, sul canale Youtube e sui siti Ansa.it e ANSA2030, e sul sito ilsole24ore.com. Inoltre, sarà possibile partecipare al dibattito sui social utilizzando gli hashtag #versoilfestival e #ASviSlive.

A causa dell’attuale condizione sanitaria, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che con 270 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, ha deciso di posticipare all’autunno il Festival dello sviluppo sostenibile, iniziativa articolata e diffusa, che trova il suo senso proprio nella mobilitazione, nell’incontro e nel confronto tra le persone, per sensibilizzare la popolazione sui temi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e spingere il governo al rispetto degli impegni presi in sede Onu nel 2015. In questo modo, il Festival si svolgerà in contemporanea con vari eventi internazionali, tra cui il quinto anniversario della firma dell’Agenda 2030, che verrà celebrato durante la 75a sessione dell’Assemblea generale dell’Onu.

 

“ASviS Live: tre passi verso il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020”

 

1° ASviSlive – 21 maggio ore 15:30 – Orientare le scelte, disegnare il futuro” sull’importanza di pensare e progettare un futuro sostenibile. Verrà presentato il nuovo sito “FUTURA network”, una piattaforma creata dall’ASviS per stimolare la riflessione e il dibattito sui futuri possibili a partire dai temi proposti dall’attualità.

 

2° ASviSlive – 28 maggio ore 15:30 – “Verso una ripresa trasformativa all’insegna della resilienza e della sostenibilità” sull’urgenza di un percorso di trasformazione verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Parteciperanno rappresentanti del mondo delle imprese e del terzo settore e verranno presentate alcune iniziative degli aderenti dell’ASviS per contribuire alla ripartenza del Paese, visibili sulla pagina del portale ASviS dedicata ad #AlleanzaAgisce.

 

3° ASviSlive – 4 giugno ore 15:30 – “Ambiente, salute e società sostenibili: alla scoperta delle connessioni” sulle interazioni tra gli ambienti naturali e quelli antropizzati e sulle loro rispettive vulnerabilità. Imprese e istituzioni a confronto sul superamento della crisi nel rispetto dei criteri di sostenibilità. Per celebrare la Giornata mondiale dell’Ambiente, l’evento ospiterà il collegamento con la Living Chapel, un’installazione realizzata nell’Orto Botanico di Roma, punto di riflessione sull’importanza della tutela dell’ambiente, alla luce dell’Agenda 2030 e dell’Enciclica di Papa Francesco, Laudato Si’.

 

 

FASE2: Provincia di Ravenna e Città metropolitana di Firenze chiedono di consentire gli spostamenti tra le due aree

Sì agli spostamenti dei cittadini nei Comuni confinanti della Città metropolitana di Firenze e della Provincia di Ravenna». È quanto hanno chiesto il sindaco della Città metropolitana di Firenze Dario Nardella e dal Presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale in una lettera ai prefetti delle rispettive città per chiedere «ulteriori misure» di mobilità per la fase 2 dell’emergenza sanitaria, come riportato dal quotidiano La Nazione di Firenze di oggi qui https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/consentire-gli-spostamenti-tra-le-aree-di-firenze-e-ravenna-1.5157912

 

De Pascale e Nardella, scrive il quoditiano, insieme ai sindaci di Faenza, Solarolo, Castelbolognese, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Marradi e Palazzuolo sul Senio, hanno chiesto ai prefetti di autorizzare lo spostamento dei cittadini dei comuni di Marradi e Palazzuolo sul Senio da e verso i territori dei Comuni di Faenza, Casola Valsenio, Riolo Terme, Brisighella, Solarolo e Castelbolognese. Stessa misura per i cittadini del Comune di Casola Valsenio da e verso Palazzuolo sul Senio e per quelli del Comune di Brisighella da e verso il territorio Marradi e Palazzuolo sul Senio.

ANCI E UPI “Il Governo ascolti la proposta del Presidente di ANAC. Rafforzare le stazioni appaltanti di Province e Città metropolitane”

“Il Presidente di ANAC Francesco Merloni ha lanciato un allarme sugli appalti pubblici bloccati, ma soprattutto ha avanzato una proposta che ci auguriamo sia accolta dal Governo: un piano di assunzioni, attraverso un concorso rapido sul modello di quello già sperimentato per infermieri e medici, per assumere personale qualificato nelle Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane. Si tratta di valorizzare al meglio le strutture che già sono avviate in questi cento enti e di costruire dei veri e propri Centri territoriali di progettazione e di gestione delle gare d’appalto pubbliche, in grado di supportare tutti gli enti, a partire dai Comuni” E’ il commento del Presidente di UPI, Michele de Pascale, e del Coordinatore delle Città metropolitane, Dario Nardella, alla proposta avanzata nei giorni scorsi dal Presidente di ANAC, Merloni, di  assumere 10.000 tecnici nelle Province e nelle Città metropolitane per sbloccare appalti e rilanciare le opere pubbliche.

“E’ evidente – sottolineano de Pascale e Nardella – che la prossima fase di ripresa dovrà prevedere ancora procedure e strumenti straordinari, e non solo per quanto riguarda la sanità. Dobbiamo affrontare l’altra emergenza, quella economica, con la stessa capacità di mettere in campo modalità nuove, mirate a ridare slancio alle imprese, soprattutto a quelle locali, soffocate dalla crisi. Le Stazioni Uniche Appaltanti delle Province e delle Città metropolitane devono essere considerate dal Governo come una straordinaria opportunità per assicurare un avvio rapido di un grande piano di investimenti su strade, ponti, viadotti e scuole superiori. Ma per questo servono risorse mirate e la possibilità di disporre nel più breve tempo possibile di personale in grado di gestire gli appalti dalla gara alla messa in opera del cantiere, anche attraverso piattaforme informatiche pubbliche che tengano insieme legalità e rapidità. Sono proposte che abbiamo già avanzato al Governo e su cui aspettiamo ancora risposte – concludono de Pascale e Nardella. Ci auguriamo che la voce autorevole del Presidente Merloni ci aiuti a trovare finalmente ascolto”.

Scuole, UPI “Urgenti indicazioni per assicurare la ripartenza a settembre”

“Abbiamo bisogno di potere disporre subito delle indicazioni dei tecnici per adeguare le 7.400 scuole superiori alle norme di sicurezza anti COVID19 che saranno necessarie all’avvio a settembre del nuovo anno scolastico. Ci aspettiamo che nella riunione che avremo venerdì con il Comitato Tecnico del Ministero dell’Istruzione si chiariscano le azioni da mettere in campo e si definisca una programmazione rapida degli interventi, con risorse ad hoc e procedure semplificate, per permettere alle Province di avviare da subito i lavori necessari. Certo è che non possiamo aspettare oltre, o rischiamo di non essere pronti per settembre”. Lo ha detto la Vicepresidente di UPI Silvia Chiassai Martini, intervenendo alla riunione dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica convocata oggi in videoconferenza dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dalla Viceministra Anna Ascani.

“Il lavoro di collaborazione e coordinamento con il Ministero – ha sottolineato Chiassai Martini – procede in maniera molto positiva, ma ora abbiamo bisogno di accelerare i tempi sia di attribuzione delle risorse, sia delle procedure per spenderle. Non vorremmo ritrovarci ad avere a settembre le risorse per la riapertura delle scuole, non potendo a quel punto rispondere alle giustissime aspettative degli studenti, delle famiglie e del mondo della scuola”.

 

Scuole, UPI “Urgenti indicazioni per assicurare la ripartenza a settembre”

“Abbiamo bisogno di potere disporre subito delle indicazioni dei tecnici per adeguare le 7.400 scuole superiori alle norme di sicurezza anti COVID19 che saranno necessarie all’avvio a settembre del nuovo anno scolastico. Ci aspettiamo che nella riunione che avremo venerdì con il Comitato Tecnico del Ministero dell’Istruzione si chiariscano le azioni da mettere in campo e si definisca una programmazione rapida degli interventi, con risorse ad hoc e procedure semplificate, per permettere alle Province di avviare da subito i lavori necessari. Certo è che non possiamo aspettare oltre, o rischiamo di non essere pronti per settembre”. Lo ha detto la Vicepresidente di UPI Silvia Chiassai Martini, intervenendo alla riunione dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica convocata oggi in videoconferenza dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dalla Viceministra Anna Ascani.

“Il lavoro di collaborazione e coordinamento con il Ministero – ha sottolineato Chiassai Martini – procede in maniera molto positiva, ma ora abbiamo bisogno di accelerare i tempi sia di attribuzione delle risorse, sia delle procedure per spenderle. Non vorremmo ritrovarci ad avere a settembre le risorse per la riapertura delle scuole, non potendo a quel punto rispondere alle giustissime aspettative degli studenti, delle famiglie e del mondo della scuola”.

 

La Provincia di Cremona dà il via alla fase iniziale di realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Cremona ha approvato lo studio delle alternative per la realizzazione del nuovo Ponte sul fiume Oglio di Isola Dovarese sulla S.P. n° 11.

“Si tratta della fase iniziale dell’iter progettuale prevista dal codice degli appalti; tale elaborato servirà per procedere con scelta della soluzione ottimale in termini di costi/benefici e per la condivisione con tutti gli Enti preposti ad esprimere un parere di competenza (Comune, Sovrintendenza, Aipo, Autorità di Bacino ecc.) – ha spiegato Paolo Mirko Signoroni, Presidente della Provincia di Cremona – L’opera si rende necessaria a seguito delle verifiche tecniche effettuate negli scorsi anni che hanno restituito una condizione statica non conforme alle attuali normative oltre imponendo la limitazione di portata a 20 t”.

L’intervento, che sarà coordinato dal Settore Infrastrutture della Provincia di Cremona, comporta un costo complessivo di circa 12 milioni di euro è finanziata con fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (assegnati alla Provincia di Cremona con il D.M.I.T. n° 1 del 03.01.2020 – cd. “Decreto Ponti”).

Ha concluso Signoroni: “La prospettiva è quella di realizzare una struttura duratura nel tempo che ben si inserisca nel contesto ambientale Isolano con la riduzione o addirittura l’eliminazione di sostegni nell’alveo del fiume onde evitare interferenze idrauliche e ridare funzionalità alla strada. Si esprime, pertanto, soddisfazione per l’avvio della presente opera, che si inserisce in un insieme di altri interventi sui ponti della rete stradale cremonese per i quali la Provincia ha sempre posto grande attenzione con continui controlli e monitoraggi tutt’ora in corso. Altre opere minori vedranno l’avvio dell’iter entro l’anno sul territorio all’interno delle misure dello stesso “Decreto Ponti””.

“Innanzitutto desidero ringraziare la Provincia di Cremona e il Presidente Signoroni per aver prontamente, ancora ai primi di settembre 2019, preso a cuore il problema inviando al Ministero la richiesta con parere favorevole, vista l’importanza dell’arteria stradale che collega le due provincie di Cremona e Mantova – ha evidenziato al riguardo il Sindaco di Isola Dovarese, Gianpaolo Gansi – Per quanto ci riguarda, ci auguriamo che l’opera sia progettata, come già assicurato, per essere duratura nel tempo e che sia inserita correttamente nel contesto ambientale di pregio nel quale ci troviamo.
Insisteremo anche perchè si trovino le soluzioni adeguate per evitare disagi alla cittadinanza durante il tempo di esecuzione dei lavori”.

 

Provincia di Cuneo: cantieri aperti su tutte le strade provinciali

La Provincia sta realizzando in questi giorni importanti lavori di bitumatura sulle strade provinciali che rientrano ancora nel programma di stese 2019 già deliberato per tutti i quattro reparti viabilità di Cuneo, Saluzzo, Alba e Mondovì con  una spesa di 850 mila euro per ciascun reparto. Altri interventi partiranno entro maggio, tenendo conto delle condizioni meteo e del traffico ancora relativamente limitato a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Il presidente Federico Borgna: “Si tratta di interventi programmati da tempo che stiamo concludendo in questi giorni anche approfittando del traffico ancora relativamente limitato a causa dell’emergenza sanitaria in corso. In un periodo di risorse limitate procediamo per gradi, a partire dalle situazioni che presentano le maggiori criticità. Anche in questo sta il valore di avere un Consiglio provinciale in cui sono rappresentati tutti i territori della Granda, così da migliorare le condizioni generali di sicurezza della nostra vasta e articolata viabilità provinciale”

Nel reparto di Cuneo sono stati eseguiti i lavori di asfaltatura di due tratti, rispettivamente di circa 450 e 650 metri, lungo la strada provinciale 156 in località Termine di Villafalletto dalla rotatoria verso Costigliole Saluzzo e dalla rotatoria verso Savigliano, Se n’è occupata la ditta Edilscavi di Cuneo, così come per la provinciale 25 dalla rotatoria di Tarantasca verso San Benigno per circa 1.100 metri che sarà conclusa oggi giovedì 14 maggio. La prossima settimana sono in programma gli interventi di asfaltatura sulla provinciale 589 presso Madonna dell’Olmo dalla rotatoria Agip al cavalcaferrovia per circa 550 metri (già eseguite le fresature laterali), lungo la provinciale 422 a Borgo San Giuseppe dalla rotatoria Citroen al ponte sul torrente Gesso per 300 metri su due carreggiate per senso di marcia e ancora lungo la provinciale 21 alla rotatoria dello svincolo autostradale presso Bombonina.

Nel reparto di Saluzzo la ditta Sicas ha concluso che nei giorni scorsi la bitumatura della grande rotatoria della tangenziale Est di Saluzzo verso Savigliano e del ramo Saluzzo-Scarnafigi. Successivamente ha realizzato l’intervento di bitumatura della provinciale 45 Salmour Fossano dove, per migliorare l’aderenza dei veicoli, sono stati realizzati interventi di bitumatura in strato antiskid con asfalto speciale ad alta rugosità nei tornanti. Sempre sul reparto di Saluzzo la ditta Cogibit (subappalto Sicas) ha provveduto a fresare e poi bitumare tratti delle provinciali 214 e 344, oltre a concludere i lavori nel centro di Genola sulla provinciale 428 (fresatura e bitumatura). Dal prossimo 18 maggio la ditta appaltatrice Cogibit provvederà a fresare e bitumare l’ultima rotatoria che rimane sulla tangenziale di Saluzzo in direzione di Moretta, lungo la provinciale 663.

Nelle prossime settimane di maggio i lavori proseguiranno anche per gli altri due reparti di Alba e Mondovì. Per il reparto di Alba i lavori per le stese 2019 (lotto 2) sono previsti  a partire da lunedì 18 maggio sulla provinciale 265 in prossimità del bivio con la provinciale 200 per Neviglie Mompiano, sulla provinciale 158 nel tratto Alba -frazione M. di Como – cascina Bornetto – bivio sp 230 per Neviglie Mompiano. L’elenco prosegue per; sp 230 nel tratto Treiso – Mompiano – Manera; sp 592 – tratto Canelli – Cossano – Campetto¸sp 439 nel tratto Bivio Levice – Gorzegno – Bivio Prunetto; sp 291 tratto Sinio – Albaretto Torre; sp 661 tratto Bra (fine abitato) – Cherasco – Bivio sp 242; sp 661 tratto Bivio sp 242 – Monchiero; sp 57 tratto Monchiero – Monforte – Roddino; sp 929 tratto Pralormo – Montà; sp 119 tratto Baldissero – Ponte Colonie.

Per il reparto di Mondovì (lotto 2) partiranno entro fine mese  i seguenti interventi: lungo la strada provinciale 32  nel tratto -Ceva per 1.300 metri, sulla provinciale 35 nella diramazione verso Montaldo Mondovì (750 metri), provinciale 54 nel tratto tra Ceva e Paroldo (750 metri), provinciale 56 tratto Somano-Bossolasco (750 metri), tratto di diramazione Cigliè e Rocca Cigliè (350 metri), provinciale 154 tratto Monesi-Piaggia (Briga Alta, Salse-Upega-Viozene e Ormea (1.000 metri), provinciale 178 tra Pamparato, Colle Casotto e Garessio (1.000 metri), provinciale 296 tratto Rocca Cigliè – Stazione (350 metri), provinciale 327 verso la diramazione per Artesina (1.000 metri), provinciale 439 tratto Camerana e Confine Provincia di Savona (1.000 metri), provinciale 661 nel tratto Dogliani-Montezemolo (1.250 metri), provinciale 59  tratto Clavesana – Murazzano (200 metri) e provinciale 143 nel tratto Ceva – Battifollo (200 metri).

Fase2 Il messaggio del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin

Questo è il momento delle idee. E del gioco di squadra. La ripartenza vera del nostro territorio passa da qui e dalla presa di coscienza che la crisi post-coronavirus, inevitabile, riserva anche delle opportunità inattese, che dovremo essere in grado di cogliere e trasformare in concretezza.
Da domani possono riaprire le attività economiche e gran parte di quelle realtà che sono chiuse dall’inizio della pandemia. È un primo passo, un primissimo passo; non certo l’ultimo. La riapertura impone ancora diverse restrizioni, che rendono sicuramente difficile l’attività di chi lavora e anche dei clienti. Servirà un po’ di pazienza, perché non possiamo pensare che tutto sarà come prima del virus, immediatamente. Ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio e contemporaneamente di attenzione e rispetto delle norme di sicurezza, per non ripiombare nella “Fase 1”.
Però non basta dire che saremo vicini a chi riapre, a chi tenta di riprendere la propria vita lavorativa, di rimettere in moto la propria impresa. La ripartenza comincia, ma le restrizioni sono ancora tante e tali da mettere in discussione la tenuta stessa di un’attività, già provata dal lungo lockdown. È in gioco il futuro delle nostre aziende, piccole e grandi, che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio.
Non possiamo dimenticare neanche il mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, ancora fermo e impossibilitato a lavorare in questa “Fase 2”. Si tratta di un settore fondamentale per la vita civile di un Paese e che dà respiro anche al nostro turismo, assicurando quegli eventi e quelle occasioni di movimento delle persone in grado di generare reddito e ricchezza. Un settore che quest’estate, penso anche ai grandi appuntamenti sportivi e ciclistici sulle Dolomiti, dovrà rimanere ancora al palo.
Proprio il turismo potrebbe essere il mezzo con cui far uscire il Bellunese dalla crisi del Covid. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, siamo tra le province montane dell’arco alpino con il più basso tasso di contagi. E la discesa continua dei numeri di soggetti positivi al virus è un dato estremamente positivo. Significa che siamo sulla strada giusta. Su questo dovremo costruire una stagione estiva all’insegna della salubrità – l’aria, le montagne e gli ampi spazi aperti lo consentono – e della bellezza delle nostre Dolomiti.
Per questo e per la ripartenza dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività anche del Terzo Settore serviranno misure forti di sostegno da parte del Governo, dell’Europa, della Regione, per rafforzare le prime azioni già messe in campo da diversi Comuni, sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi.
Cosa può fare la Provincia in tutto questo? Può essere la cabina di regia di un movimento di ripartenza che abbracci tutte le componenti del nostro territorio. Ed è proprio quello che intendiamo fare. È il momento delle idee, perché servono le idee di tutti. È il momento di fare squadra e forse è la chance più ghiotta che abbiamo mai avuto per accantonare i campanilismi che da troppo tempo frenano la crescita del Bellunese e dei bellunesi.
La prima occasione per fare squadra sarà giovedì prossimo. A Palazzo Piloni ci incontreremo con sindacati, mondo dell’industria e del lavoro, categorie economiche e amministrative. Ragioneremo sulle prospettive del trasporto pubblico locale, anche in funzione della ripresa della scuola a settembre. E cercheremo insieme una soluzione alle criticità che le norme di distanziamento sociale della “Fase 2” impongono per i servizi di trasporto e per l’istruzione. Potrà essere un modello di discussione su cui costruire la ripartenza anche per tutti gli altri settori.
Come dice un vecchio proverbio africano, “se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare distante, vai insieme”. Noi abbiamo bisogno di andare distanti, di disegnare il futuro della provincia di Belluno.

Fase2 Il messaggio del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin

Questo è il momento delle idee. E del gioco di squadra. La ripartenza vera del nostro territorio passa da qui e dalla presa di coscienza che la crisi post-coronavirus, inevitabile, riserva anche delle opportunità inattese, che dovremo essere in grado di cogliere e trasformare in concretezza.
Da domani possono riaprire le attività economiche e gran parte di quelle realtà che sono chiuse dall’inizio della pandemia. È un primo passo, un primissimo passo; non certo l’ultimo. La riapertura impone ancora diverse restrizioni, che rendono sicuramente difficile l’attività di chi lavora e anche dei clienti. Servirà un po’ di pazienza, perché non possiamo pensare che tutto sarà come prima del virus, immediatamente. Ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio e contemporaneamente di attenzione e rispetto delle norme di sicurezza, per non ripiombare nella “Fase 1”.
Però non basta dire che saremo vicini a chi riapre, a chi tenta di riprendere la propria vita lavorativa, di rimettere in moto la propria impresa. La ripartenza comincia, ma le restrizioni sono ancora tante e tali da mettere in discussione la tenuta stessa di un’attività, già provata dal lungo lockdown. È in gioco il futuro delle nostre aziende, piccole e grandi, che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio.
Non possiamo dimenticare neanche il mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, ancora fermo e impossibilitato a lavorare in questa “Fase 2”. Si tratta di un settore fondamentale per la vita civile di un Paese e che dà respiro anche al nostro turismo, assicurando quegli eventi e quelle occasioni di movimento delle persone in grado di generare reddito e ricchezza. Un settore che quest’estate, penso anche ai grandi appuntamenti sportivi e ciclistici sulle Dolomiti, dovrà rimanere ancora al palo.
Proprio il turismo potrebbe essere il mezzo con cui far uscire il Bellunese dalla crisi del Covid. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, siamo tra le province montane dell’arco alpino con il più basso tasso di contagi. E la discesa continua dei numeri di soggetti positivi al virus è un dato estremamente positivo. Significa che siamo sulla strada giusta. Su questo dovremo costruire una stagione estiva all’insegna della salubrità – l’aria, le montagne e gli ampi spazi aperti lo consentono – e della bellezza delle nostre Dolomiti.
Per questo e per la ripartenza dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività anche del Terzo Settore serviranno misure forti di sostegno da parte del Governo, dell’Europa, della Regione, per rafforzare le prime azioni già messe in campo da diversi Comuni, sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi.
Cosa può fare la Provincia in tutto questo? Può essere la cabina di regia di un movimento di ripartenza che abbracci tutte le componenti del nostro territorio. Ed è proprio quello che intendiamo fare. È il momento delle idee, perché servono le idee di tutti. È il momento di fare squadra e forse è la chance più ghiotta che abbiamo mai avuto per accantonare i campanilismi che da troppo tempo frenano la crescita del Bellunese e dei bellunesi.
La prima occasione per fare squadra sarà giovedì prossimo. A Palazzo Piloni ci incontreremo con sindacati, mondo dell’industria e del lavoro, categorie economiche e amministrative. Ragioneremo sulle prospettive del trasporto pubblico locale, anche in funzione della ripresa della scuola a settembre. E cercheremo insieme una soluzione alle criticità che le norme di distanziamento sociale della “Fase 2” impongono per i servizi di trasporto e per l’istruzione. Potrà essere un modello di discussione su cui costruire la ripartenza anche per tutti gli altri settori.
Come dice un vecchio proverbio africano, “se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare distante, vai insieme”. Noi abbiamo bisogno di andare distanti, di disegnare il futuro della provincia di Belluno.

Via libera ai test sierologici per i dipendenti della Provincia di Cosenza.

Raggiunto l’accordo e approvato il “Protocollo delle misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza”.

Ieri insieme al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, si è svolta una riunione con il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, alla quale erano presenti i dirigenti dell’Ente, il medico competente, i delegati Rspp, Rls, Rsu. Inoltre, il presidente Iacucci ha annunciato che darà il via libera ai test sierologici per la rilevazione di eventuali anticorpi diretti contro Sars-CoV-2.

“Uno screening rivolto ai dipendenti in modo tale da garantire maggiore sicurezza sul lavoro e avere un quadro più definito dello stato di salute. Un investimento non da poco ma necessario. Con grande soddisfazione – ha affermato il presidente Franco Iacucci – devo dire che le attività dei settori del nostro Ente non si sono mai fermate, abbiamo continuato a lavorare, in un sistema di sicurezza, continuando a garantire l’erogazione dei servizi e le funzioni istituzionali della Provincia.

Siamo una delle prime Province in Italia ad adottare i test sierologici. Non abbiamo avuto alcuna notizia sulle strategie che intende adottare la Regione e, purtroppo, anche se più volte chiesto come sistema delle autonomie locali, non siamo stati coinvolti nella fase 1 e continuiamo a non essere coinvolti nella fase 2. Cosa che invece è avvenuta in tutte le altre Regioni d’Italia. La sfida si vince solo con il coinvolgimento e la solidarietà di tutte le istituzioni, mentre la Regione continua ad operare in solitaria.

Oggi credo sia fondamentale, soprattutto in una regione che ha avuto una minore diffusione del virus, monitorare i contagi. Questi test sono considerati anche dal Ministero della Salute uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità, nonostante non possano essere considerati sostitutivi al test molecolare. Al di là dei test sierologici, il Protocollo approvato ieri è la dimostrazione del lavoro no-stop del Comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Protocollo definisce nel dettaglio le misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza, finalizzate al contenimento della diffusione del fenomeno correlato alla pandemia da COVID-19”.

Ciascun dipendente, prima di effettuare le procedure di ingresso, dovrà ritirare i DPI (mascherine e guanti – quantità necessaria per una settimana lavorativa) nei punti di distribuzione che saranno localizzati alle portinerie dei due Palazzi. Misure adottate, ovviamente, a seconda delle mansioni e delle attività da svolgere. Ingressi e uscite scaglionati, riunioni tra colleghi solo in caso di urgenza ma seguendo rigide misure, regole precise sull’utilizzo dei mezzi dell’Ente. Nel Protocollo si riportano le linee guida e le disposizioni di riferimento alle quali dovranno uniformarsi tutte le articolazioni organizzative dell’Ente, in considerazione della necessità di evitare situazioni di pregiudizio per la sicurezza dei lavoratori.

“Dall’ingresso in sede con la misurazione della temperatura tramite termoscanner alla consegna dei dispositivi di protezione individuale, dalle modalità di accesso al personale esterno fino alla pulizia e sanificazione dei luoghi lavoro. Nel Protocollo, redatto in applicazione di quello sottoscritto tra Governo e parti sociali il 24 aprile 2020, troviamo – ha spiegato Franco Iacucci – le linee guida e le prescrizioni da rispettare per lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza. Ovviamente, ove possibile, verrà prediletta, ancora l’attività di smart working, così come previsto nel Dpcm del 26 aprile 2020. Come Provincia, prendiamo tutte le precauzioni possibili, ma abbiamo il dovere e l’obbligo di contribuire a far ripartire il Paese, partendo dai tanti investimenti e dai lavori che possiamo mettere in campo. Voglio ringraziare tutti i dipendenti della Provincia per il grande spirito di collaborazione e per l’impegno dimostrato in questa difficile fase di emergenza”.

Concorsi PA, l’UPI scrive alla Ministra Dadone

“Con la fase2 diventa urgente per le Province portare a termine le procedure concorsuali avviate prima dell’emergenza sanitaria. Dobbiamo potere assumere al più presto quel personale specialistico – ingegneri, geometri, tecnici informatici –  che nei prossimi mesi saranno essenziali per permettere alle Province di riprendere con nuovo slancio la progettazione e la programmazione degli investimenti. Servono indicazioni per riavviare la macchina dei concorsi, prima del 18 maggio”.

Lo scrive il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera inviata alla Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone.

“Dobbiamo riorganizzare le nostre strutture amministrative – scrive de Pascale alla Ministra-  anche per riempire i vuoti che derivano dal lungo blocco delle assunzioni nelle Province e dal prepensionamento anticipato del personale, per far fronte alle esigenze di una rapida ripartenza delle attività economiche in condizioni di sicurezza. Nel periodo di sospensione dei concorsi stabilito dal decreto Cura Italia abbiamo comunque cercato di portare avanti tutte le procedure consentite, per accelerare l’assunzione di nuove professionalità nelle Province. Ora serve un intervento urgente affinché, a partire dal prossimo 18 maggio, le Province e tutte le pubbliche amministrazioni possano portare a conclusione le procedure concorsuali avviate e programmare nuove assunzioni. Per questo c’è bisogno di sapere per tempo e  già da ora, le modalità che si intende adottare per lo svolgimento delle prove concorsuali, che ci auguriamo saranno previste nelle forme semplificate in deroga alla normativa vigente,  come annunciato dal Governo”.

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